Bellezza e benessere

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04 febbraio, 2008

Che cos’è lo scrub?

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Quando la pelle appare grigia e opaca, per non fermarsi in superficie, si può ricorrere allo scrub (letteralmente abrasione).

Lo scrub è un trattamento esfoliante che premette di rimuovere le cellule superficiali ottenendo un colorito più splendente e una pelle più liscia e compatta, e soprattutto favorisce l’ossigenazione e di conseguenza una migliore penetrazione del trattamento che segue.

La pelle possiede un sistema di esfoliazione naturale, messo in moto da speciali enzimi che esfoliano il livello superficiale. Ma trucco, smog e polveri varie depositandosi sulla superficie cellulare impediscono che questo trattamento auto-esfoliante avvenga nel modo migliore. Per questo motivo esfoliare la pelle con una cura cosmetica specifica vuol dire aiutarla a rinnovarsi e a recuperare la naturale luminosità.

Lo scrub è l’esfoliazione di tipo meccanico, il peeling (letteralmente pelatura) quella di tipo chimico.

Prima di farsi uno scrub, è consigliabile favorire la dilatazione dei pori esponendo il viso ai vapori dell’acqua bollente per una decina di minuti. Nella bacinella va disciolto un prodotto specifico per la pulizia; il prodotto va messo sulle dita e applicato sul viso attraverso un massaggio delicato, senza strofinare. Va evitata la zona occhi, mentre va applicato su naso, fronte e mento.

Risciacquare con acqua tiepida dopo un paio di minuti, l’operazione va terminata picchiettando la pelle del viso con un po’ di tonico privo di alcol per eliminare ogni residuo di prodotto e restringere i pori.

Attenzione, però! Se la vostra pelle è particolarmente sensibile, lo scrub tradizionale può risultare aggressivo: in questi casi è bene optare per soluzioni più dolci. Oggi in commercio si trovano degli apparecchi elettrici dotati di spazzole che massaggiando il viso puliscono l’epidermide in profondità rimuovendo le cellule morte.

Fonte: Bluewin

03 febbraio, 2008

La cellulite

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La cellulite colpisce il 90% delle donne, sia che siano magre, obese, giovani o in menopausa

Attualmente il termine medico ritenuto più idoneo per meglio definire questa,che è considerata una vera e propria patologia ,è quello di “Pannicolopatia Edemato-fibro Sclerotica” ( P.E.F.) che evidenzia come le cellule adipose siano colpite dall’edema e dalla sclerosi delle fibre reticolari. In pratica le cellule adipose diventano dure,sclerotiche e gonfie.
La cellulite ha inizio come conseguenza dell’alterazione della permeabilità capillare con rallentamento del flusso del sangue a livello del microcircolo.
Abbiamo detto che la cellulite è un fenomeno prevalentemente femminile ma esiste una manifestazione simile alla cellulite che colpisce gli uomini,anche se in percentuale inferiore,chiamata idrolipessia.
La differenza consiste dall’origine e la localizzazione dei cuscinetti.
Negli uomini l’idrolipessia è dovuta alla tendenza di trattenere i liquidi nei tessuti e quindi ci troviamo di fonte ad un problema costituzionale. Per le zone colpite si può dire che gli uomini presentano cuscinetti di grasso dalla vita in su:braccia,schiena,addome ma soprattutto,giro-vita.
Nelle donne si manifesta sulla parte esterna delle cosce,sotto i glutei e nella parte interna del ginocchio.
La cellulite quindi va considerata come una malattia a tendenza progressivamente evolutiva che coinvolge l’epidermide e il tessuto adiposo e poiché è una malattia vera con precise alterazioni anatomo-funzionali bisognerà privilegiare quei trattamenti che si oppongono alla sua evoluzione e che comunque,servono a correggerla alla base.
Tra i trattamenti di elite al primo posto troviamo la Mesoterapia una tecnica iniettiva con microaghi, indolore, che collegati con una comune siringa permetteno la veicolazione di un cocktail di farmaci atti a ristabilire l’equilibrio del microcircolo capillare-venoso
Vengono fatti degli impianti direttamente sulle zone interessate con una frequenza settimanale o bi-settimanale per un ciclo di venti impianti e poi si passa alla terapia di mantenimento per impianti mensili.

Fonte: Terni in rete

01 febbraio, 2008

Trattamenti antirughe pericolosi: bloccare il botulino fuorilegge

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Attenzione ai trattamenti estetici con botulino fuorilegge, possono essere molto pericolosi. Raccogliamo e sosteniamo l’allerta botulino dell’associazione di consumatori statunitense Public Citizen, fondata da Ralph Nader, che denuncia la diffusione di alcuni farmaci con tossina botulinica utilizzati per la riduzione delle rughe, il cui commercio non è permesso in Italia.

Al momento è uno solo il farmaco con tossina botulinica di cui è stata autorizzata la vendita ma, siccome la richiesta è molto alta, si parla di oltre 90.000 trattamenti l’anno, centri estetici poco seri ricorrono anche a botulino non legalizzato.

In aumento anche gli acquisti di botulino su Internet e di trattamenti “fai da te”, ancora più pericolosi.

“Occorre che siano ritirati dal mercato tutti i farmaci botulinici non autorizzati -dichiara l’avvocato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Consumatori- e che sulle confezioni di botulino legale siano specificati, bene in evidenza, il grado di tossicità, le avvertenze per l’uso e tutte le controindicazioni”.

Fonte: Agora Magazine

Le borse sotto gli occhi: make up e rimedi

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Generalmente il problema delle borse sotto gli occhi si fa più accentuato con l’avanzare dell’età, ma di base è un problema che nasce da disturbi del microcircolo che causano un ristagno di tossine e liquidi nella zona inferiore degli occhi.

RIMEDI

Impacchi con camomilla ed acqua di rose
Dopo aver preparato una camomilla, mettetela in frigo finché non si fredda: prendete due dischetti di cotone (quelli che si utilizzano per struccarsi), imbeveteli con la camomilla (o con l’acqua di rose), sdraiatevi ed applicateli sugli occhi chiusi per 10 minuti.

In poco tempo otterrete un veloce effetto rinfrescante e decongestionante.

Per una serata importante, un altro rimedio veloce potete ottenerlo con l’applicazione di maschere defaticanti, soluzioni oleose e gel specifici che rendono la pelle più compatta e levigata.

Alla base di tutto ci deve comunque essere una corretta alimentazione, un buon sonno e l’astensione dal fumo.

Il make up
Per rendere meno evidenti le borse sotto gli occhi e le occhiaie, potete applicare sulla zona un ombretto bianco brillante, ed in seguito passarvi un fondotinta di colore più scuro: procedete con l’applicazione di un leggero strato di cipria ed accentuate il trucco degli occhi e delle ciglia.

Quando l’inestetismo è un problema
A volte questo inestetismo è talmente evidente da dover ricorrere all’intervento della chirurgia estetica: l’operazione è semplice e breve, e risolverà il problema una volta per tutte.

I costi variano dai 1.000 ai 3.000 euro circa.

Fonte: ECOMatrix

31 gennaio, 2008

Il bianco è trendy ma la tinta resiste

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Non è chiaro se è un vezzo, una civetteria, un tentativo di recupero d'identità delle cosiddette ragazze del '68 o solo un look che rompe lo stereotipo di immagini bionde e ramate in ciclostile. Certo è che aumentano le donne, di fama e di potere, con tagli raffinati, pettinature di classe su capelli sale e pepe o proprio candidi. Restando ancorate con ironia e grinta al loro ruolo sociale e professionale.
Da oltreoceano il trend si allarga all'Europa, sulla scia di film come il "Diavolo veste Prada" con Meryl Streep alias Miranda Presley, top manager del top della stampa fashion internazionale dal corto capello bianco. O "The Queen" con la grigia quanto premiata Helen Mirren. Anche la cantautrice Joan Baez è approdata alla zazzera candida.
A 48 anni trionfa l'ex top model Marie Sezner, direttrice a Parigi della maison d'alta moda di Christian Lacroix. Ancora in Francia, nel governo di Sarkozy, Christine Lagarde all'Economia, Michele Alliot-Marie agli Interni, non si preoccupano della loro immagine sale e pepe.
Nuova filosofia di vita, nuova percezione di sé: il grigio argento sarà il leit motive della primavera-estate 2008 anche in Italia, anticipano gli esperti di tendenze.
Siamo al contrordine: bianco è bello, basta con tinture e decolorazioni. "Io non mi tingo" ("Going gray", "Diventare grigi", Cairo Publishing editore) è il titolo di un recente libro che sta spopolando negli Usa.

le nuove formulazioni
L'autrice, Anne Kreamer, giornalista di 47 anni racconta la decisione di lasciare ingrigire i suoi capelli dopo essersi vista terribilmente "finta" in una foto coi capelli tinti. E di aver scoperto di poter essere sexy e giovane pur senza contrastare il naturale evolversi dei segni del tempo.
In Italia, dice il Codacons, si tinge il 75 per cento delle donne (10 per cento dai 16 ai 24 anni, 26 per cento le 45-50enni, 25 per cento dopo i 55 anni).
Quante sapranno dire di no? Anche e solo per moda?
Se n'è fatta di strada dalle vecchie tinte, pesanti, che lasciavano i capelli aridi, spenti, stopposi, e le colorazioni attuali che rendono le chiome morbide e luminose. "C'è stata una ricerca consistente, un grosso impatto legislativo, molta innovazione, passando dal puro colore a un colore da trattamento", conferma la cosmetologa Carla Scesa, università Siena e Urbino, "È cambiata la matrice, cioè la crema e l'eccipiente. Sono stati addizionati i siliconi, nuove molecole".
I meccanismi sono sempre due: la tintura diretta (senza acqua ossigenata) e quella a ossidazione. "Sono però cambiati gli ingredienti, molti sono stati messi fuori legge, altri continuano a essere in discussione. Ci sono ingredienti a rischio che tendono a essere limitati ma la loro mancanza dà risultati poco gradevoli di colore verdastro, spiga la docente.

a casa e dal parrucchiere
Si legge nel verdetto del test sulle tinture (sia permanenti che tono su tono) realizzato a fine ottobre 2007 da Altro Consumo, rivista dell'associazione per la tutela e difesa dei consumatori, che "ci sono ancora troppi allergeni e sostanze irritanti nella composizione delle tinture sul mercato: i produttori dovrebbero riflettere su questa nota dolente e utilizzare sostanze meno aggressive a parità di efficacia". Sono state testate quattro marche (Garnier, L'Oréal, Sanotint, Testanera) e messe a confronto con le tinture vendute nei paesi del Nord Europa. "Queste ultime offrono una buona qualità pur impiegando un numero molto inferiore di sostanze a rischio", fa notare Altro Consumo.
Indispensabile la prova di tolleranza prima di colorare i capelli. Si applica una piccola dose di tintura nell'incavo del gomito e si aspetta qualche ora per verificare una possibile reazione cutanea. Test da fare sia dal parrucchiere che a casa. Ma non si fa mai... Invece potrebbe evitare brutte sorprese.
L'irritazione primaria della cute è legata anche al ph molto elevato delle tinture. "E può scatenare irritazione e/o sensibilizzazione allergica soprattutto se il volume dell'acqua ossigenata e dell'ammoniaca è troppo alto", spiega Carla Scesa, cosmetologa, università Siena e Urbino.
Essenziale: isolare sempre il cuoio capelluto con un olio protettivo e rispettare rigorosamente i tempi di posa. Appena il colore "ha preso", la tinta va rimossa risciacquando i capelli, assolutamente senza massaggiare per evitare l'assorbimento della tintura. Il massaggio della testa va bene subito dopo, durante lo shampoo, seguito da un risciacquo acido (con acqua e limone o acqua e aceto) per neutralizzare la parte e far richiudere le squame del capello. Se si è più sensibili meglio evitare di esporsi con la tinta applicata alle lampade riscaldanti: si velocizza la colorazione, ma si facilita pure l'assorbimento di sostanze irritanti.
Se si tende ad avere problemi e si vogliono tingere i capelli a casa è meglio scegliere prodotti delle aziende più grandi: "in genere fanno precedere la vendita da uno screening. Le reazioni sono però sempre individuali. Il fai da te richiederebbe che la persona non abbia in partenza nessuna reazione d'intolleranza, allergia, irritazione perché altrimenti i tempi, le modalità, possono dare problemi. In ogni caso vanno seguite sempre tutte le avvertenze riportate in etichetta", ricorda la cosmetologa. Stessi accorgimenti per meches e colpi di luce che sono comunque tinture, più schiarenti. Toccano meno la cute perché si comincia a stenderle poco dopo l'attaccatura dei capelli.

ricerca
Niente tinture né capelli bianchi: è la frontiera dei ricercatori dell'Università della Pennsylvania di Filadelfia. Studiando la caduta dei capelli per la chemioterapia hanno isolato la tyrosinasi, gene responsabile della colorazione e ora provano a inserire il gene nei follicoli umani insieme ai liposomi, le palline di grasso che se spalmati sulla chioma, la scuriscono. Se l'ipotesi funziona si potrà evitare la canizie senza il parrucchiere.

in gravidanza
Nei primi tre mesi di gravidanza e durante l'allattamento meglio evitare le tinture anche se, sottolinea Altro Consumo, questa indicazione non c'è mai in etichetta. Non ci sono studi che confermano o smentiscono possibili rischi ma si fa prevalere il principio di precauzione.

moda
Gli hair stylists pensano alla moda della prossima primavera estate. Mario Firriolo, di Torino, tra un back stage di moda e l'altro anticipa la tendenza di una collezione ispirata alla leggerezza di una piuma. Magari argentea. Spiega: "Tagli destrutturati per volumi, chiome sfilate, libere, capelli naturali in ogni momento della giornata. Colori luminosi e trasparenti, tonalità chiare vivacizzate da mèches. Per un'estate all'insegna del divertimento e della naturalezza".

Fonte: La Repubblica

30 gennaio, 2008

Cellulite incubo 'tricolore', buccia d'arancia per 20 mln italiane

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Cellulite incubo 'tricolore'. Sono oltre 20 milioni, infatti, le italiane alle prese con l'odiata buccia d'arancia. Cosce e glutei segnati dagli inestetici buchi per molte già a partire dai 15 anni: appena adolescenti eppure sconfitte dalla 'prova pizzicotto'.

Per le italiane, dunque, la cellulite è uno dei principali nemici della bellezza. Ma una mano arriva proprio dalla bioingegneria del Belpaese. E' infatti 'made in Italy' un'innovativa tecnica medica che agisce direttamente sui meccanismi cellulari, altrimenti irraggiungibili da creme e lozioni, risolvendo così la patologia cutanea femminile più diffusa e temuta. Senza bisturi, aghi, cannule e, soprattutto, senza sofferenza per le pazienti, assicurano oggi gli esperti del Centro di flebologia e patologie estetiche in una conferenza stampa a Milano.

La metodica, sperimentata per 3 anni su circa 500 donne, si chiama Endospheres - microvibrazione compressiva, sfrutta il potere di sfere di silicone ruotanti che fatte scorrere sulle aree colpite dalla cellulite emettono una serie di vibrazioni e impulsi stimolando, negli strati più profondi del derma, particolari recettori, i cosiddetti corpuscoli di Merkel, in grado di riattivare processi metabolici che favoriscono la disgregazione degli adipociti (cellule di grasso) e dei setti fibrosi, l'attività vascolare e la rigenerazione di nuovi tessuti rimodellando il contorno cutaneo.

La microvibrazione compressiva favorisce infine anche un'attivazione delle endorfine che riducono il dolore tipico della cellulite edematosa e del linfoedema che spesso di associano alla cellulite. "Endospheres - spiega Pierantonio Bacci, docente di Chirurgia estetica scuola di chirurgia dell'università di Siena, responsabile del Centro di flebologia e patologie estetiche di Arezzo e pioniere della nuova tecnica - ribalta le attuali tecniche utilizzate per la cellulite basate su massaggio-aspirazione e trazione dei tessuti. Con Endospheres la microvibrazione sostituisce l'aspirazione, la microcompressione prende invece il posto della trazione".

"Osservazioni cliniche effettuate nel nostro Centro - prosegue Bacci - hanno evidenziato la presenza e l'importanza funzionale nei tessuti di corpuscoli (i corpuscoli di Merkel) che funzionano da recettori agli stimoli. Questi corpuscoli, quando sono leggermente compressi e fatti vibrare, emettono segnali che favoriscono nei tessuti un fisiologico drenaggio linfatico, mentre la stimolazione delle fasce muscolari attiva la vascolarizzazione, la microcircolazione e la stimolazione dei fibroblasti che producono nuove fibre di collagene ed elastina per il recupero della tonicità cutanea, sottocutanea e muscolare".

"L'efficacia della nuova tecnica e l'assenza di complicazioni rispetto alle altre tecniche - si legge in una nota del Centro italiano di flebologia e patologie estetiche - come cedimento dei tessuti e avvallamenti cutanei, capillari, ematomi e infezioni sono state confermate da osservazioni cliniche e da studi svolti dal Board scientifico coordinato da Bacci e da altri 20 centri pilota e di riferimento italiani tra cui l'università di Chieti, l'Istituto per le tecnologie biomediche avanzate Itab di Chieti e il Centro di documentazione in patologie estetiche di Arezzo".

Non solo. La nuova tecnica 'made in Italy' ha registrato risultati che vanno al di là dell'estetica. "La microvibrazione compressiva - sottolinea Raul Saggini, della cattedra di Medicina fisica e riabilitativa, dipartimento di fisioterapia dell'università degli studi di Chieti - è un valida soluzione nella riabilitazione traumatologica, fisioterapia post-traumatica e riabilitativa per il trattamento di lombalgie, cervicalgie, algie ai piedi, stanchezza e contratture muscolari. Ma anche nella medicina dello sport, per la preparazione dell'atleta e la riduzione dell'acido lattico post gara.

La tecnica, secondo i risultati di studi clinici svolti nel nostro dipartimento universitario, agisce sui principali gruppi muscolari (dorsale, lombare, glutei) e tendinei con un'intensa azione sedativa sull'ipereccitabilità dei nervi motori e sensitivi che si traduce in un'importante azione antalgica''.

Fonte: IGN

24 gennaio, 2008

La taglia in più: seno nuovo senza bisturi

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In calo la chirurgia, crescono gli interventi «soft» per aumentare il seno. «Ma l’effetto dura solo 12 mesi»

«È una rivoluzione», esclama Gary Monheit, professore di dermatologia e oftalmologia all’università dell’Alabama, aspetto del cow boy, modi spicci, noto negli Stati Uniti per le sue tecniche di chirurgia mininvasiva nelle forme di cancro della pelle. Compare regolarmente nell’elenco dei Best Doctor d’America. E vanta una sterminata clientela di ogni classe sociale, dai vip alle casalinghe. «In che consiste la rivoluzione?— risponde assestando vigorose pacche sulle spalle —. Nessuno vuole più farsi operare per mantenere la giovinezza. La chirurgia è in forte declino, è destinata a scomparire. La società ha nuove esigenze. Noi ci adeguiamo».

Impiego sempre più esteso del botulino sul viso e in altre zone aggredite dalle rughe, filler sempre meno dolorosi e più duraturi per cancellare i solchi dell’età, fili di sutura riassorbibili per tirare il viso evitando il lifting col bisturi, acido ialuronico per aumentare la taglia del seno senza servirsi delle protesi. Sono le nuove frontiere dell’anti invecchiamento presentate all’Imcas (International Master Course on Aging Skin) che si è svolto a Parigi. «Le donne, e gli uomini, vogliono essere sempre attivi, piacevoli, non fermarsi. Non chiedono di apparire più giovani della loro età, ma di mostrarsi belli e in forma per gli anni che effettivamente hanno», dice Monheit. Negli Usa questi trattamenti sono già disponibili, indicati sotto i 60 anni. Non tarderanno ad arrivare presto da noi. Per le multinazionali dell’estetica l’Italia è un «mercato eccellente», lo valuta David Pyott, numero uno dell’azienda che ha messo a punto il botulino per uso terapeutico e per il ringiovanimento.

Tra le novità più attese, il seno senza protesi. A Parigi è stata data una dimostrazione dell’innocuità della tecnica. La modella si stende sul lettino, dopo un’anestesia locale le viene inoculato con un grosso ago acido ialuronico. Il filler viene distribuito al di sotto delle ghiandole mammarie e sopra il muscolo, il 60% del liquido riempierà la parte superiore del seno, più vicino al decolleté. Esaurito il contenuto delle fiale, la ragazza si alza, si veste e torna a casa, senza tagli, con una taglia in più. L’effetto viene garantito per un anno, poi nuove punture. Il limite? «Si può intervenire su seni piccoli—dice il chirurgo romano Maurizio Valeriani che ha partecipato alla dimostrazione —. Non a caso la metodica arriva dal Giappone dove le donne non sono notoriamente delle maggiorate. Il risultato è modesto. Da una prima si può arrivare a una seconda taglia o alla terza scarsa. È un sistema che, se diventerà disponibile a costi inferiori, troverà spazio perché ha un impiego ambulatoriale». Soluzioni dolci per il viso.

L’ultimo filler è un tipo di ialuronico con lidocaina, stessa sostanza anestetica utilizzata in odontoiatria. Annulla o riduce in modo sensibile il dolore della puntura, ritenuto insostenibile da molte donne col terrore dei buchini sulla pelle. In generale i filler per il ringiovanimento sono sempre più duraturi — un anno di efficacia — e fisiologici. C’è un nuovo tipo di collagene sintetico, la sostanza che rende la pelle tonica e luminosa. Dopo i 25-30 anni comincia a diminuire ed ecco i segni sul viso.

Fonte: Corriere della Sera

17 gennaio, 2008

Un seno a prova di smagliature

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Durante la gravidanza, il seno vive un momento di splendore. Grazie all'azione degli ormoni, infatti, è più sodo, voluminoso e con la pelle più tonica. Ma c'è un rovescio della medaglia. Perché un décolleté che diventa prosperoso in poco tempo, rischia facilmente le smagliature.

Non solo: quando, dopo l'allattamento, la situazione torna alla normalità, il seno può perdere la sua compattezza. Ecco le cure necessarie per prevenire questo inconveniente e, se è il caso, rimediare ai danni. "Durante tutta la gravidanza è indispensabile usare un reggiseno rinforzato e in tessuto elasticizzato, da cambiare più volte, per adeguare la misura all'aumento di volume" dice la dermatologa Marina Romagnoli.

"Poi, bisogna fare attenzione ai prodotti che si usano per lavarsi. Il sapone, infatti, può sgrassare troppo la pelle, inaridendola. Per mantenerla idratata, è meglio usare un olio da bagno". Subito dopo, è utile massaggiare la zona con una crema idratante a base di acido ialuronico, collagene e vitamina E.

Si parte dal solco tra i seni e si disegnano dei semicerchi verso l'esterno, prima sotto e poi sopra. Quindi si prosegue verso il collo, tenendo i palmi delle mani bene aperti ed evitando l'areola e il capezzolo: sono molto delicati e potrebbero arrossarsi. La sera ci vuole una specialità all'acido boswelico, che aumenta l'elasticità dei tessuti.

Dopo il parto, è indispensabile continuare con questo trattamento. L'unica accortezza è lavare il seno prima di attaccare il bambino, in modo da non fargli ingerire il cosmetico. "Finito l'allattamento, se il seno appare giù di tono, è meglio aspettare qualche mese, perché di solito "rifiorisce"" consiglia la dermatologa.

In caso contrario, ci sono dei trattamenti che si possono eseguire dal medico estetico. Come dei peeling leggeri o delle infiltrazioni di acido ialuronico, che migliorano l'elasticità cutanea. Oppure il thermage, che utilizza la radiofrequenza per stimolare le cellule a produrre collagene, con un effetto-lifting progressivo.

Fonte: Donna Moderna

Star: segreti di bellezza

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Chi bella vuol parere, tanti soldi deve scucire. Dalle maschere in oro ai peeling coi diamanti, dal lifting in due ore al chirurgo specializzato in sollevamento culi. Passando per i trattamenti miracolosi: bendaggi dimagranti istantanei. Le follie dei vip

Qua si fanno nomi e cognomi, così chi vuol prendere nota e salire su un aereo diretto a Los Angeles per farsi rimettere a nuovo, sa esattamente dove andare. Ma tocca sapere che niente è regalato: essere belle e impeccabili costa. Le star di Hollywood spendono in media 150mila dollari l'anno, a testa, in trattamenti di bellezza di vario genere. Maschere per il viso in oro puro, peeling con diamanti tritati, impacchi rivitalizzanti per capelli sfibrati con estratti di caviale, lifting da pausa pranzo (in due ore appena sei tirata e rinnovata), chirurghi plastici specializzati in sollevamento chiappe, stylist per le sopracciglie, bendaggi ai sali minerali per dimagrimenti immediati. Funzionano? Assolutamente sì. Abbiamo selezionato i migliori, compresi quelli "miracolosi".

A Hollywood tutti ne parlano e - stando alle testimonianze - tutti le prendono: sono le pillole dimagranti di Nikki Haskell, Star Caps. Tutte naturali, senza caffeina, nicotina o anfetamine, sono a base di aglio e papaia. In due settimane si perdono dai 4 ai 6 chili, continuando la cura, c'è chi ha perso fino a 60 chili. Una confezione costa 100 dollari, attualmente per chi acquiusta online c'è lo sconto del 20% e si scende a 80. Tuttavia non è mai saggio ingurgitare pillole per dimagrire, meglio rivolgersi a un dottore. Molto più innocuo il metodo "body wrap". Lo chiamano il segreto delle star. Hanno cominciato a parlarne alcuni talk show americani, tra cui quello di Ellen Degeners, che prima di condurre la cerimonia degli Oscar lo scorso anno proprio non riusciva a entrare in un vestito. Si tratta di una pratica davvero miracolosa, che però - questa è la nota dolente - ha un effetto limitato: dura solo una decina di giorni. Consiste in questo: ci si fa avvolgere tutto il corpo in bendaggi di cotone, poi si viene cosparsi di sali minerali e una volta che i bendaggi sono ben imbevuti, si sta così un'ora, facendo un minimo di attività fisica, sul tapis roulant o sullo step. Dopo 60 minuti, ci si libera di tutto e ci si misura: si perdono dai 15 ai 50 centimetri in totale, tra circonferenza braccia, gambe e addome. Slimwrap, di Los Angeles, è il centro a cui si rivolgono le star per questa pratica. L'ultima novità, invece, è il Ryu Jitsu, "magia del dragone", in giapponese. Un trattamento per il corpo in tre fasi che consente di perdere liquidi, peso e bruciare grassi. In modo definitivo, dicono. Parte I: 15 minuti sulla pedana vibrate, in piedi, accucciate, in movimento. Parte II: ci si sdraia per 20 minuti su pietre calde provenienti dal monte Fuji, si suda, si espellono tossine, ci si rinfresca con asciugamani alla lavanda. Parte III: massaggio drenante, un misto di shiatsu e thai, a più mani. Un rivolo d'acqua scorre sotto il corpo e si finisce avvolti in grandi asciugamani. Costo: 350 dollari. Ma chi l'ha fatto giura che è prodigioso.

Poi si passa a bisturi e punture, con relativi costi: un migliaio di dollari per farsi iniettare un filler per le rughe e 2700 dollari per farsi ringiovanire le mani, che tradiscono l'età più di ogni altra parte del corpo; 7mila dollari il lifting della pausa pranzo, con un solo punto per lato, a Los Angeles ci si fa tirare la faccia e in due ore si torna in ufficio più belle di prima; 350 dollari un'iniezione di botulino. Ma il più gettonato intervento è sicuramente questo: con 16mila dollari un celebre chirurgo plastico di Bevrly Hills specializzato in sollevamento chiappe vi fa un sedere nuovo. Più alto, più sodo, più giovane. È per le star troppo magre a cui si affloscia tutto. Funziona così: si va in studio per una serie di appuntamenti, ci si fa prelevare del grasso da altre parti del corpo, ci si fa ridisegnare il fondoschiena al computer e poi, quando si ha abbastanza materiale, ci si fa iniettare tutto nei punti giusti. Spesso però le star sono talmente magre che devono ingrassare un po' prima di potersi far aspirare della ciccia.

Ma ecco i veri guru di Hollywood. Elisa Petrescu, meglio nota come la regina dell'arcata, spelacchia le sorpacciglia delle star, perché non c'è niente come una pinzetta per uno sguardo irresistibile. A lei si sono rivolte Oprah (regina dei talk show) e Jennifer Aniston. Kim Kimble è specializzata in extension, da lei ci vanno Halle Berry e Beyoncé. Kate Somerville si occupa da anni della pelle delle più grandi star del cinema, i suoi tubetti di crema sono stati recensiti entusiasticamente su ogni rivista, ma lei è famosa soprattutto per i "titan facials", dei lifting senza bisturi con laser al titanio. Per 6mila dollari si esce ringiovanite. Per chi preferisce i vecchi metodi per stare in forma, c'è la palestra newyorchese dei vip, Peak Performance: un personal trainer costa 250 dollari l'ora ma pare faccia miracoli, almeno così sostiene Anne Hathaway. Con 4mila dollari la settimana, alla clinica We care ci si disintossica e ci si sottopone alla colon-terapia. Ci vanno le dive della tv.

Poi ci sono i trattamenti preziosi. Reese Witherspoon, Jessica Alba e Lindsay Lohan non possono fare a meno dei prodoti per capelli di Michael Shaun Corby, a base di caviale. Rene Zellweger e Madonna a Londra si sottopongono a un peeling facciale con briciole di diamanti. L'ultima moda folle è la maschera con fogli d'oro purissimo: 400 dollari per 90 minuti a Malibu. Bagno rilassante in mille litri di Evian purissima: 5mila dollari a Miami. Per chi preferisce l'acqua gasata, c'è la pulizia del viso in tre fasi con la Perrier: 200 euro appena a Londra. E infine, bollicine con più brio: trattamento per il viso a base di champagne, New York, 85 dollari per 60 minuti. La vita di una star è piena di sacrifici.

Fonte: Libero News

16 gennaio, 2008

Gli 8 usi dell'olio di oliva

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Come sappiamo, l'olio di oliva ha moltissime fantastiche proprietà per la nostra pelle. E' ricco di grassi monoinsaturi, polifenoli, vitamine e antiossidanti. Ecco alcuni usi casalinghi per la nostra bellezza:

- Pelli secche. Potete applicarlo direttamente sule parti aride del vostro corpo, non solo gomiti e ginocchia ma anche cosce e natiche se soffrite di aridità. Le vedrete letteralmente rinascere in morbidezza.

- Antirughe. Mescolate due gocce di olio di olivaalla vostra abituale maschera antiage o idratante e lasciate agire. Quando la laverete via, le proprietà dell'olio resteranno sull'epidermide senza untuosità.

- Unghie. Lasciando le punte delle dita per qualche minuto "in ammollo" nell'olio, rumuoverete le cuticole con facilità. Aggiungete qualche goccia di limone per rinforzare le unghie.

- Capelli. Utilissimo contro il sole e lo smog, ma anche contro le doppie punte, è un massaggio settimanale ai capelli con l'olio di oliva. Solo se non avete capelli molto grassi.

- Labbra. Niente burro di cacao naturale a portata di mano? Non importa: una passatina di olio vi darà risultati splendidi, protezione e morbidezza.

- Zampe di gallina. Mescolate qualche goccia di olio d'oliva e di tocoferolo (Vitamina E-in farmacia), e poi applicate il tutto sul contorno occhi. Lasciate agire 10 minuti e sciacquate con acqua tiepida.

- Barba e depilazione. Anche i signori uomini traggono vantaggio dall'olio d'oliva, spalmandone un po' al posto della schiuma da barba e sciacquando dopo la rasatura. La stessa cosa vale per quelle di noi che si depilano col rasoio...

- Detergente. Finito il latte detergente? L'olio d'oliva serve egregiamente allo scopo, sciacquate bene erimarrà una sottile pellicola protettiva per tutta la notte.

Fonte: Beauty News

14 gennaio, 2008

Ringiovanire? Mai stato così facile

Bellezza e benessere

E’ una rivoluzione di velluto. Come la pelle che potremo sfoggiare per anni e anni: 103 per chi nasce oggi, suggerisce la scienza, 120 secondo quanto scritto nel nostro Dna. Una rivoluzione non violenta, senza traumi, fatta di cibi ideali per la salute e di tanti piccoli ritocchi soft. Da una parte c’è infatti la medicina antiaging, o medicina della lunga vita, figlia delle ultime conoscenze sul Dna. L’obiettivo è affascinante: mantenere il più a lungo possibile la giovinezza delle nostre cellule per evitare e prevenire le malattie degenerative dell’invecchiamento. Come? Grazie a cibi «funzionali» arricchiti di acidi grassi Omega 3, vitamine, probiotici, sostanze come il licopene dei pomodori, il resveratrolo del vino rosso, la curcuma. Dall’altra parte c’è la medicina estetica, desiderata da chi vuole assicurarsi un aspetto gradevole a dispetto degli anni che passano senza far ricorso al bisturi. Le due medicine sono amiche, perché per sembrare più giovani, e soprattutto esserlo, bisogna frenare sia l’invecchiamento interno, sia quello esterno. E’ questa la tendenza attuale, dicono gli specialisti, di chi vuol restare bello.

Con il nuovo collagene bovino basta test di sensibilizzazione
Le emozioni non invecchiano, ed è un peccato che prima o poi debba farlo la pelle. Il re di tutti i ritocchi oggi in Italia è il filler all’acido jaluronico, un «riempitivo» per rughe e solchi di cui esistono in commercio una quarantina di prodotti. E’ ben tollerato, è simile ai tessuti umani, ma poco può per le piccole rughe. «La vera rivoluzione in questo campo è il primo collagene che non necessita di test di sensibilizzazione per le allergie - spiega la dottoressa Patrizia Piersini, coordinatore scientifico del recente stage in medicina estetica che si è tenuto a Torino -. E’ di origine porcina, molto simile al collagene naturale, ottenuto con una tecnica di glicazione che lo fa durare nei tessuti per un anno prima di essere riassorbito. Adatto a tutti senza rischi».

Il primo acido jaluronico con anestetico incorporato
Le labbra per esempio: è possibile renderle più giovani e carnose, senza il nefasto «effetto a canotto», o fare quello che i medici estetici chiamano la «Monna Lisa correction»: «Monna Lisa ha un sorriso beffardo da qualsiasi parti la si osservi - dice il professor Giuseppe Sito, presidente dello stage - . Bastano piccole iniezioni ai lati della bocca per aprire a ventaglio le labbra e dare nuova espressività al sorriso». Quanto al dolore dell’ago, ancora pochi mesi e sarà un ricordo archiviato, visto che a inizio 2008 entrerà in commercio un acido jaluronico con anestetico incorporato. Si ritoccano menti, guance, zigomi: «Eduardo De Filippo aveva un magnifico volto segnato e irregolare, perfetto per ruoli drammatici, difficili da dimenticare, un viso così guai ritoccarlo - continua Sito -. Ma immaginatevi Monica Bellucci con gli zigomi svuotati dall’invecchiamento... impensabile per una bellezza come la sua, ma probabilmente così ridotta non la vedremo mai».

La metodica delle culture cellulari
L’anti-aging più avveniristico è già qui - al momento per chi ha soldi e pazienza - con la metodica delle culture cellulari, tecnica Isolagen. Funziona così: con una biopsia fatta dal chirurgo plastico o dal dermatologo si prelevano alcune cellule del derma, che vengono inviate in un laboratorio negli Stati Uniti, moltiplicate, congelate e rispedite in Italia. Iniettate nelle pelli segnate dal tempo, stressate e rilassate, o anche tramite compresse da contatto, fanno miracoli. Il tutto per 4-5 mila euro di costo e una durata di risultati lunga 5 anni.
Chi non può far parte di questa élite, può guardare alla bio-rivitalizzazione con aminoacidi per aumentare la vitalità e il numero delle cellule che formano il collagene, risultato: via i segni dell’invecchiamento. O alla bio-rivitalizzazione con fattori di crescita piastrinici isolati dal proprio sangue (basta un prelievo), trattati e re-iniettati per ringiovanire i tessuti stanchi.
E poi c’è lui, il Botulino «spianarughe»: l’indice di gradimento è così alto che la Società di Chirurgia Plastica americana ha registrato un aumento del 3.337% del suo uso. E l’Italia, fatte le debite proporzioni, è sulla stessa strada.

Fonte: La Stampa

13 gennaio, 2008

Cosmesi naturale con l'olio extra vergine d'oliva

Bellezza e benessere

Tra i cosmetici in via di riscoperta per l’assoluta mancanza di componenti di origine chimica ce ne è uno che per gli umbri è così comune da passare quasi inosservato se anche questa sua funzione non è stata tramandata dai nonni.
L'olio extra vergine di oliva non è solo una delizia per il palato e fonte inesauribile di salute per le note proprietà terapeutiche ma, come ci tramandano antiche tradizioni popolari, è un ottimo alleato della bellezza al naturale.
La Coldiretti ricorda infatti che l'olio - fortemente compatibile con l'acidità della nostra pelle - con impacchi o infusi è ottimo per proteggere i capelli, rinforzare le unghie, alleviare i dolori muscolari, ammorbidire e tonificare la pelle ma anche per liberare le orecchie dal cerume.
Ricco di preziosissime sostanze, l'olio extravergine d'oliva - sottolinea l'organizzazione degli agricoltori - svolge una funzione emolliente e protettiva per l'epidermide e grazie a particolari acidi grassi come il linoleico ed il linolenico, importanti vitamine (K, A, E , D), e composti fenolici risulta un ottimo antiossidante e anti-radicali liberi che quotidianamente, a causa di variazioni climatiche, fumo e inquinamento, rovinano la nostra pelle.
Chi ama la bellezza "fai da te", dunque, può curare il proprio aspetto comodamente a casa propria, perché non c'è parte del corpo che non possa beneficiare delle preziose proprietà dell'olio d'oliva, la cui untuosità viene sicuramente compensata da una pelle più morbida e vellutata e da una vera e propria rigenerazione dei tessuti.

Qualche consiglio nel dettaglio.
Per la cute secca, una vera maschera d'urto può essere composta da un cucchiaino di olio d'oliva unito a un tuorlo d'uovo sbattuto e un cucchiaino di miele.
Utilizzato da solo, risulta efficace per le pelli grasse, grazie al suo alto grado di acidità.
Dopo un infuso di 1 mese con la camomilla, invece è validissimo per le infiammazioni e per risolvere i problemi di arrossamento.
Leggermente riscaldato- è particolarmente utile per sciogliere, con massaggi mirati, accavallamenti muscolari o, insieme al succo di limone, per rinforzare le unghie fragili.
Ancora, usato dopo il bagno è utilissimo per contrastare gli effetti disseccanti dell'acqua calcarea e per levigare, ammorbidire, tonificare e rivitalizzare l'epidermide.
Infine, i capelli. Oltre a proteggere il cuoio capelluto dalla forfora, l'olio d'oliva mescolato con henné neutro e un tuorlo d'uovo rappresenta un vero e proprio impacco rigenerante, per avere una chioma sana e fluente. Se invece i capelli sono opachi e poco lucidi è possibile adoperarlo insieme al succo di limone.

Fonte: Tam Tam

11 gennaio, 2008

Capelli: i trucchi per mantenere la brillantezza delle colorazioni

Bellezza e benessere

Chi usa abitualmente trattamenti coloranti, sia per un cambio di look, sia per nascondere i capelli bianchi, ha il problema della tinta che perde la sua brillantezza e del colore che sfuma con il passare del tempo.

Colorare i capelli troppo spesso non è consigliato, in quanto si indeboliscono e diventano più fragili: per questo cercheremo di dare qualche consiglio utile per mantenere il colore più vivo più a lungo senza dover necessariamente ricorrere ad ulteriori trattamenti coloranti.

Scegliere il colore adatto.
Per evitare il cosiddetto “ritocchino”, scegliete una nuance che non si discosti troppo dal vostro colore naturale: in questo modo la ricrescita sarà meno evidente.

Preparare i capelli al trattamento.
Un paio di giorni prima di fare la tinta, si può applicare un condizionatore per circa 10-15 minuti: i capelli assorbiranno più facilmente il colore, la tintura sarà più efficace ed i capelli saranno anche protetti dalle sostanze chimiche presenti nel trattamento colorante.

Usare prodotti che proteggono la brillantezza del colore.
Ormai in commercio esistono una varietà infinita di shampoo e balsamo che aiutano a ravvivare la colorazione, adatti per ogni tipo di tintura: il balsamo, in particolar modo, aiuta a trattenere la colorazione e dona morbidezza alla capigliatura.

Volendo essere ancora più attenti, ci si può rivolgere al proprio parrucchiere, il quale preparerà un prodotto personalizzato, adatto al proprio tipo di capelli.

Usare colorazioni permanenti.
Gli altri tipi di trattamento scolorano più velocemente.

Evitare il balsamo alle proteine dopo la colorazione.
E’ un prodotto che ostacola l’assorbimento della tinta sul capello.

Evitare l’acqua troppo calda.
E’ consigliabile usare l’acqua fredda per risciacquare i capelli, perché aumenta la brillantezza e liscia la superficie del capello.

Fonte: ECOMatrix

08 gennaio, 2008

Qualche trucco per ringiovanire il viso

Bellezza e benessere

I consigli del dermatologo per ringiovanire la pelle, tra scienza, falsi miti, delusioni e metodi da evitare

Rughe che aumentano, macchie che compaiono, pelle che si rilassa. Sono questi i segnali principali che si presentano sul volto quando l’età avanza e, purtroppo, il volto invecchia prima di altre aree cutanee. È forte la tentazione di agire e fare qualcosa, ma cosa? Le creme, anche se messe costantemente, sembrano non bastare più. È quindi ora di passare a trattamenti più energici come la chirurgia, il laser, il peeling chimico o il riempimento con ialuronico? E che cos’è la rivoluzionaria tecnica dello “stimolo funzionale”? Difficile orientarsi nella scelta. Per non incorrere in delusioni e, soprattutto, per non provocare danni alla cute, abbiamo chiesto al prof. Marcello Monti, responsabile di Dermatologia in Humanitas e docente di Dermatologia all’Università di Milano di chiarirci le idee e di fare il punto sulle possibilità reali (e non di fantasia) delle tecniche per ringiovanire il viso.

Prof. Monti, innanzitutto quali sono le cause delle rughe?
“Il volto invecchia per tre cause principali: la mimica, i raggi UV e la forza di gravità. L’espressione mimica del volto è dovuta alla contrazione di decine di muscoli che, nel tempo, sfiancano le fibre elastiche e di collagene. Si formano, così, le rughe dette, per l’appunto, ‘mimiche’, le più complicate da trattare. I raggi UV, a loro volta, nel tempo distruggono le fibre elastiche e di collagene creando le rughe minori oltre alle macchie. Infine, la forza di gravità porta verso il basso la pelle che ha perso ormai la propria elasticità”.

Chirurgia, laser e peeling chimici sono efficaci per il ringiovanimento del volto?
“Lasciando da parte la chirurgia ricostruttiva facciale, che è riservata a particolari situazioni, sono fiorite negli ultimi anni numerose proposte di trattamento miranti a migliorare l’aspetto del volto. Si è cominciato con i peeling chimici forti, cioè facendo agire acidi in grado di corrodere le parti più esterne dalla pelle. In questo modo si promuoveva una riparazione con nuove cellule. All’inizio il trattamento sembrava una valida soluzione, poi si è compreso che il risultato estetico positivo durava poco tempo e che, ripetendo i trattamenti di peeling, si andava incontro ad un progressivo invecchiamento. Esattamente l’opposto di quanto si voleva ottenere. Un decennio fa alcuni ricercatori americani avevano notato che, trattando la pelle del volto invecchiata con il raggio laser ottenevano una distensione della pelle stessa con scomparsa delle rughe più superficiali e riduzione di quelle più profonde. Il raggio laser, infatti, provoca un immediato surriscaldamento delle fibre di collagene, che si contraggono rendendo più compatta la pelle. Ma anche questo con il tempo si è rivelato un fallimento. Infatti, dopo uno o due anni le fibre di collagene contratte dal calore si rilasciavano maggiormente peggiorando la tenuta della pelle, cioè aumentando la flaccidità. In seguito, nonostante questa esperienza negativa, sono proliferate altre attrezzature, meno costose del laser, che, sfruttando il calore, promettevano buoni risultati. In pratica, il calore veniva generato da impulsi in radiofrequenze o da impulsi di luce (luce pulsata). Il risultato, però, è stato lo stesso del laser: un miglioramento transitorio seguito da un peggioramento. Purtroppo, allo sfibramento delle fibre di collagene causato dal calore non vi è più rimedio”.

E riguardo ai fillers?
“Più recentemente si è pensato di riempire le rughe iniettandovi alcune sostanze, chiamate in inglese ‘fillers’. Si è cominciato con le iniezioni di collagene bovino, ma si è visto che si sviluppavano reazioni immunologiche. Si è, così, passati all’acido ialuronico, ma questo veniva riassorbito troppo in fretta. Si è passati, quindi, ad iniettare delle resine liquide non riassorbibili o dei polimeri a lento riassorbimento, ma si è osservato che la pelle reagiva formando indurimenti o, addirittura, cicatrici. Anche iniettando le cellule del proprio grasso con la cosiddetta ‘tecnica del lipofilling’, non si ottenevano risultati validi: il grasso veniva riassorbito. Di fronte ad un panorama così deludente, che ha causato a volte anche severi danni, oggi è cambiata completamente la direzione”.

La direzione giusta è quella dello “stimolo funzionale”?
“Le nuove scoperte sulla funzione della pelle e, in particolare, la possibilità di attivare le cellule staminali, hanno dato origine alle tecniche di ringiovanimento attraverso lo ‘stimolo funzionale’. Abbandonati acidi, calore e fillers, oggi si sfruttano, in modo fisiologico, quindi del tutto naturale, le capacità di reazione della pelle stessa. In altre parole la pelle che invecchia deve essere stimolata a reagire. La tecnica più affermata è la Terapia Fotodinamica, che consiste nell’eliminare selettivamente, attraverso un fotosensibilizzante, le cellule invecchiate in modo che si sostituiscano con cellule giovani generate dalle staminali. Un’altra tecnica che si va affermando è il Needling, che consiste nel provocare migliaia di micropunture con appositi aghi per fare in modo che la pelle reagisca producendo fattori di crescita. Molto promettente, poi, è anche la tecnica del Micropeeling, che consiste nell’accelerare il processo di ricambio delle cellule aumentando la velocità di desquamazione. Anche la fotobiostimolazione, che consiste nell’attivare le cellule con impulsi luminosi non calorici, sembra dare risultati molto validi. Queste tecniche sono fisiologiche e naturali e andranno a sostituire quelle aggressive ed innaturali prima utilizzate. La Dermatologia di Humanitas, primo centro in Italia, propone esclusivamente tecniche di ‘stimolo funzionale’ per il ringiovanimento del volto”.

Fonte: Humanitas Salute

07 gennaio, 2008

I rimedi per la cellulite: gli ultrasuoni

Bellezza e benessere

La cellulite, oltre ad essere una malattia, è anche un fastidioso inestetismo, e per questo si stanno studiando tanti metodi per cercare di sconfiggerla.

Tra le varie metodiche, gli ultrasuoni hanno un’azione efficace per diversi tipi di stadi cellulitici perché agiscono attraverso una combinazione di frequenze specifiche.

Gli ultrasuoni vengono trasmessi con un trasduttore in ceramica incorporato nella testina di trattamento, la quale viene messa sul punto da trattare e fatta scivolare con del gel per ultrasuoni o una crema: vengono generate delle oscillazioni che hanno la funzione di riattivare la circolazione del sangue.

Il numero delle sedute varia a seconda dell’ampiezza dell’area da trattare e del grado di avanzamento della cellulite: i primi risultati sono apprezzabili già dalle prime sedute, e noterete un miglioramento nel tono e nella morbidezza della vostra cute.

Durante il ciclo mestruale è consigliata la sospensione del trattamento.

Gli ultrasuoni hanno un’azione efficace per combattere:

-Le adiposità localizzate
-La pelle a buccia d'arancia
-Migliorano la plasticità dei tessuti
-Riducono i buchi della pelle
-Migliorano il tono dei tessuti
-Riducono i noduli cellulitici
-Stimolano la circolazione locale

Fonte: ECOMatrix

05 gennaio, 2008

Bellezza, nel 2007 boom dei doni 'low cost'

Bellezza e benessere

Regalare la bellezza, con un occhio ai prezzi. Sono sempre di più gli italiani che quest'anno hanno scelto di mettere sotto l'albero o nella calza un 'buono' per un trattamento dal chirurgo plastico o dal medico estetico. "Ma per lo più si è trattato di cure 'low cost', alternative più economiche ma efficaci ai trattamenti di liposuzione o ai lifting spiana-rughe". Parola di Giulio Basoccu, chirurgo estetico e professore dell'università La Sapienza di Roma, che sottolinea all'ADNKRONOS SALUTE come "il momento difficile e la crisi economica si siano fatti sentire anche in questo settore".

Così fra le strenne più gettonate è stato un rincorrersi di "maschere a base di vari acidi per attenuare le rughe e migliorare la grana della pelle, trattamenti a base di botulino, acido ialuronico e punturine biorivitalizzanti". Bene anche gli interventi per 'rimpolpare' le labbra e per regalarsi una linea più snella. "Più che alla liposuzione, quest'anno si è fatto ricorso a mesoterapia e ultrasuoni, trattamenti efficaci ma dai prezzi più contenuti per contrastare cuscinetti e adiposità", prosegue Basoccu.

Insomma, secondo l'esperto la cultura del regalo 'di bellezza' ha ormai conquistato gli italiani. "A optare per questo tipo di doni sono per lo più i trentenni e quarantenni, che omaggiano mogli, fidanzate, ma sempre più spesso anche le mamme". Con una novità. "Quest'anno è capitato che anche qualche giovane uomo decidesse di donare una seduta dal chirurgo o dal medico estetico al proprio compagno. Una testimonianza del fatto che i 'regali di bellezza' hanno fatto proseliti fra tutti gli italiani".

Fonte: IGN

29 dicembre, 2007

FUMARE FA VENIRE LE RUGHE, ECCO LE PROVE

Bellezza e benessere

Il fumo e' un potente fattore di invecchiamento cutaneo e, per la prima volta, quel che si era sempre sospettato, e' stato documentato dagli scienziati. E poiche' le immagini valgono molto piu' delle parole, tre dermatologi statunitensi della Case Western Reserve University hanno deciso di documentare i danni del tabacco con il caso di due gemelle: due donne di 52 anni, l'una accanita fumatrice, l'altra che non ha mai toccato la sigaretta. I volti delle due donne, documentati negli "Archives of Dermatology" sono drammaticamente diversi: l'uno segnato come una carta geografica, l'altro appena coperto da qualche striatura. Se infatti rimanersene esposti al sole moltiplica per otto le rughe, il tabacco triplica i segni dell'invecchiamento cutaneo. Due donne con gli stessi geni, una storia clinica piu' o meno simile, che hanno vissuto per lungo tempo nella stessa citta', senza alcuna malattia dermatologica, entrambe poco inclini ad esporsi al sole e che non hanno mai utilizzato i raggi Uva. "La chiara differenza tra le due gemelle e' nella storia di forte consumo di tabacco, tipico della prima", hanno spiegato gli autori. "Mentre la prima ha consumato tabacco per anni (52,3 pacchetti all'anno, due pacchetti al giorno per 26 anni o un pacchetto e mezzo per 35), l'altra non ha mai toccato una sigaretta". Gia' 150 anni fa, Samuel Solly, un chirurgo britannico, aveva avvertito degli effetti devastanti del tabacco sulla pelle: i suoi pazienti avevano infatti un colorito giallastro, la pelle rugosa e il volto solcato, scriveva nel 1856 nella rivista 'Lancet'. Adesso le conseguenze del fumo saranno visibili: "La pelle della prima gemella mostra rughe profonde ed estese, frequenti lentiggini, ipopgmentazione estesa e una moderata lassita' cutanea", osservano i ricercatori. Il suo invecchiamento cutaneo e' definito molto grave (5 punti in una scala da 1 a 6) mentre la sua gemella ha ricevuto 2 (invecchiamento lieve o moderato).

Fonte: La Repubblica

28 dicembre, 2007

Pelle delle mie brame...così ti proteggerò

Bellezza e benessere

Mantenere la pelle giovane, liscia e senza rughe o occhiaie. Il sogno di milioni di donne (e di uomini) in tutto il mondo. Eppure bastano otto semplici accorgimenti per, se non evitare, almeno rallentare lo scorrere del tempo. Almeno secondo il New York Times, che sulla base delle ricerche pubblicate sulle riviste scientifiche e dell’esperienza dei dermatologi ha stilato una sorta di manuale in otto punti per mantenere la pelle giovane e per attenuare i fattori esterni, come l’esposizione al sole e lo stress.

1. Buttare il vasetto di crema un anno dopo la sua apertura perché dà asilo ai germi trasmessi dalle dita. Ancora più rischioso il mascara: nei tubetti i microorganismi prosperano. Per evitare infezioni agli occhi, gli esperti raccomandano di sostituirlo tre mesi dopo l’apertura.

2. Fondamentale smettere di fumare. Secondo i dermatologi, la pelle dei fumatori invecchia prematuramente. «Si vedono spesso più rughe verticali sopra il labbro, dove i fumatori aspirano la sigaretta, e le linee intorno agli occhi, che i fumatori tendono a socchiudere per tenere fuori il fumo», dice il Dr. Hema A.Sundaram, un dermatologo di Rockville. E uno studio pubblicato in Inghilterra, sulla base di interviste e di esami fisici di pazienti anziani, ha rivelato che fumare un pacchetto al giorno nel corso di decenni, equivale a un decennio aggiuntivo di invecchiamento del viso.

3. Non toccare i brufoli, e men che mai a spremerli: «La gente pensa che sta semplicemente espellendo qualcosa di cattivo, ma così facendo spinge i batteri ancora più profondamente nella pelle, creando un’infezione», spiega il dottor Bradford R. Katchen, dermatologo a Manhattan. Senza contare le cicatrici che si potrebbero formare.

4. Confermata una vecchia nozione popolare: il sonno fa bene alla pelle, visto che lo stress psicologico potrebbe compromettere la funzione di barriera della pelle, e dormire aiuta proprio a eliminare lo stress. In uno studio, per esempio, i ricercatori hanno analizzato la pelle di 25 donne che avevano dormito regolarmente, e 11 che invece avevano passato la notte in bianco, confermando la differenza tra le due categorie in termini di elasticità e brillantezza.

5. Controllare lo stress: può contribuire all’alopecia areata, una forma di perdita di capelli, e allo sviluppo di malattie della pelle come la psoriasi e la dermatite atopica, una forma di eczema. E proprio contro eczemi e carcinomi è consigliabile l’uso regolare di creme solari.

6. Stop alla vanità: molti dermatologi consigliano ai loro pazienti di limitare i regimi di cura della pelle a non più di tre o quattro prodotti al giorno. «La gente usa troppe cose acide - vitamina A, acido lattico, acido ascorbico, acido salicilico, e poi chiedono perché le loro facce sono infiammate», dice il dottor Katchen. Basta limitarsi a lievi detergenti e creme solari contenenti idratanti; un prodotto che contiene antiossidanti come la vitamina C, vitamina E, melograno, soia e tè verde, e uno contenente ingredienti come retinoidi, una forma di vitamina A, o frammenti di proteine come i peptidi.

7. Lavarsi bene il viso. La pelle raccoglie detriti ambientali durante il giorno, che vanno lavati via frequentemente per evitare irritazioni.

8. Diffidare dei prodotti cosmetici troppo costosi: «Le vostre possibilità di avere una bella pelle - sottolineano - non sono direttamente proporzionali ai soldi che spendete». Soldi che non vanno alla ricerca, infatti, ma alla confezione, la pubblicità e ai testimonial celebri.

Fonte: La Stampa

27 dicembre, 2007

Il tabagismo favorisce il rischio di psoriasi

Bellezza e benessere

Il tabagismo accelera l’invecchiamento cutaneo e aumenta il rischio di contrarre la psoriasi - una malattia cronica, infiammatoria e invalidante della pelle - e in modo più marcato presso i fumatori attivi rispetto agli ex-fumatori e, soprattutto, rispetto ai non-fumatori.

Un gruppo di ricercatori ha valutato i legami tra i differenti livelli di consumo di tabacco (mai fumatore, ex, attivo, passivo) e la comparsa di questa dermatosi. I ricercatori hanno utilizzato i dati di 14 anni di seguito, dal 1991 al 2005, raccolti presso 78.532 infermieri dello studio Nurses’ Health Study II (Nhs). L’ampia indagine segue regolarmente lo stato di salute di 116.608 infermieri in quindici stati degli Usa dal 1989.

Pubblicati nel numero di dicembre di Attualità Tabacco dell’Istituto nazionale per la prevenzione e l’educazione alla salute (Inpes) i risultati riferiscono di 887 nuovi casi di psoriasi documentati durante i 14 anni dello studio. Il rischio si accresce con la durata e l’intensità del tabagismo e diminuisce con la durata della disassuefazione. Rispetto ai non-fumatori, il rischio relativo di psoriasi è di 1,78 per i fumatori attivi e di 1,37 per gli ex-fumatori. Raggiunge 1,60 per un consumo da 11 a 20 pacchetti l’anno e 2,05 oltre i 21 pacchetti.

Al contrario, il rischio relativo scende a 1,61 negli infermieri che hanno smesso di fumare da meno di dieci anni, a 1,31 per chi ha smesso tra i 10 e i 19 anni e a 1,15 dopo venti anni di disassuefazione. Il rischio relativo degli ex-fumatori raggiunge quello dei non-fumatori (rischio 1) dopo 20 anni di rinuncia al tabacco.

Anche l’esposizione prenatale e nell’infanzia è associato a un aumento del rischio di psoriasi. La psoriasi è una patologia che colpisce circa il 2 per cento della popolazione. Comporta importanti ripercussioni estetiche, sociali, relazionali e psicologiche.

Fonte: La Stampa

19 settembre, 2007

Mission (im)possible stare bene con il rossetto rosso

Bellezza e benessere

È il trucco del momento. E, anche se è difficile da usare, è un vero peccato non provarlo. In gloss lucidissimo per il giorno, mat e coprente per la sera: l'importante è scegliere la sfumatura giusta

Il rossetto rosso è molto elegante a patto che sia applicato in modo perfetto. Ecco come fare. Cancella il contorno naturale delle labbra con uno strato di correttore. Metti una base trasparente. Disegna i bordi esterni della bocca con una matita dello stesso colore del lipstick. Stendi il rossetto con un pennellino piccolo e a punta piatta. Parti dal centro del labbro superiore e vai verso gli angoli esterni. Poi, passa a quello inferiore. Tampona la bocca con una velina.

Se sei bruna
«Quando i capelli sono di un colore intenso come il nero, il trucco delle labbra non deve essere da meno. Il rossetto migliore è quello rosso lacca, magari lucido» spiega Simone Allievi, beauty master, truccatore da oltre 30 anni. Se, però, pensi che sia troppo, puoi optare per un gloss della stessa tonalità: l'effetto sarà più luccicante anche se meno d’impatto. «Il lucidalabbra si può mettere sia da solo sia sopra al rossetto. In questo caso, però, bisogna ricordarsi che il gloss diluisce il colore del lipstick rendendolo più brillante ma meno intenso» continua l'esperto. Con il rosso lacca, gli ombretti giusti hanno le tonalità dello champagne e del grigio chiaro. Vanno dati su tutta la palpebra superiore e sfumati verso l'esterno. Il mascara può essere anche grigio.

Se sei bionda
«Con i capelli dorati e la carnagione molto chiara, ci vuole un rosso che viri leggermente al blu: un colore un po' più spento, infatti, risulta decisamente meno sfacciato e più glamour» dice il make up artist. E gli ombretti? Gli abbinamenti ideali sono blu scuro e grigio tortora se si usa il rossetto. Azzurro cielo e grigio chiaro con il gloss dai bagliori madreperlati. «Per rendere le labbra meno vistose, bisogna dare profondità allo sguardo. Basta mettere l'ombretto chiaro nella zona vicino alle ciglia e, all'esterno, quello più intenso, sfumandolo in maniera impalpabile. In alternativa, si può usare un unico colore, iniziando a stenderlo con un pennellino dall'interno dell'occhio verso le tempie. Sulle ciglia, quest'inverno va molto il mascara blu o quello effetto trasparente» spiega Allievi.

Se sei rossa
«Chi pensa che, con i capelli fulvi, si debba rinunciare al rosso, sbaglia. L'importante è scegliere un lipstick dalla sfumatura mattone, tendente leggermente all'arancione, che non strida con il colore dei capelli e della pelle» consiglia Simone Allievi. Come alternativa al rossetto, c'è il gloss. Che, riflettendo la luce, ingrandisce un po' la bocca. Mettine tanto se hai le labbra sottili. Di meno, e solo al centro, se la tua bocca è già voluminosa. Per gli ombretti vai a colpo sicuro sulle tonalità del bronzo, bruno, bruciato, cioccolato e verde militare. Evita, invece, i verdi più accesi e acidi. «Se non si vuole stendere l'ombretto su tutta la palpebra superiore, si può usarlo come un eyeliner, disegnando una linea sottile all’attaccatura delle ciglia» continua il beauty master.

Se sei castana
«L'abbinamento migliore con i capelli color cioccolato si ottiene scegliendo un rossetto geranio, lucido e brillante: il contrasto non è troppo marcato e il risultato è molto chic» spiega l'esperto. «Se al posto del lipstick, magari per il giorno, si preferisce un gloss, il segreto per metterlo alla perfezione è prelevare una piccola quantità con un pennellino, metterla sul dorso della mano e applicarlo con i polpastrelli. Il calore della pelle riscalda il cosmetico, che aderisce di più alle labbra, garantendo una maggiore durata». Per gli ombretti, punta sull'accoppiata rosa e grigio. Puoi stendere quello rosa pallido solo all'interno dell'occhio e quello grigio fumo all'esterno; o, sfumare il rosa appena sotto l'arco delle sopracciglia e usare il grigio sulla palpebra inferiore, effetto smokey eyes.

Fonte: Donna Moderna

La psoriasi e le cure

Bellezza e benessere

A seconda delle varie parti del corpo colpite c'è una soluzione diversa. L'alimentazione non è influente e a volte è meglio affidarsi ai rimedi naturali

Di psoriasi soffrono milioni di persone e spesso le cure farmacologiche risultano deludenti per la maggior parte dei soggetti. Solo di recente, però, con l’avvento dei farmaci biologici, si è aperto uno spiraglio sulla comprensione degli eventi che condizionano questa patologia e sulle possibilità di trattamento. Ne parliamo con il prof. Marcello Monti, responsabile di Dermatologia all’Istituto Clinico Humanitas e docente di Dermatologia all’Università di Milano.

Esiste una predisposizione genetica per questa patologia?
“La psoriasi, pur non essendo una malattia ereditaria nel senso stretto del termine, è una malattia con alta predisposizione familiare, anche se qualche volta non conosciamo altri soggetti psoriasici tra i familiari: si tratta di salto di generazione”.

La pelle di un soggetto colpito da psoriasi risulta infiammata e particolarmente secca: bere molta acqua e seguire una dieta povera di grassi aiuta a far regredire la patologia?
“Bere molta acqua o seguire una particolare dieta non aiutano a migliorare la psoriasi; anzi, alcune diete privative, per via dello stress che inducono, sono peggiorative per la malattia”.

Qual è lo stile di vita più adatto ad un soggetto affetto da psoriasi?
“Molti sostengono che la psoriasi sia pura espressione psicosomatica, per cui si manifesterebbe più facilmente su soggetti emotivamente fragili o colpiti da eventi particolarmente stressanti; nell’esperienza pratica sembra invece che sia la psoriasi stessa ad indurre stress, più di quanto quest’ultimo abbia influenzato il manifestarsi della patologia. Vengono comunque considerati fattori scatenanti o aggravanti per la psoriasi: lo stress psichico, lo stress fisico (mancato recupero della stanchezza), malattie concomitanti (diabete, morbo di Parkinson, infezioni a focolaio), assunzione di alcuni farmaci (cortisone, antipertensivi, immunosoppressori), cambiamenti di stagione, cambiamenti di clima, trasferimenti in altri continenti”.

Cercare di condurre nei limiti del possibile una vita più tranquilla può aiutare quindi il soggetto psoriasico a stare meglio, ma il disagio estetico e fisico invece come si può guarire?
“Personalmente credo molto nei riducenti naturali, in Humanitas abbiamo ottenuto risultati così positivi, che abbiamo pensato di creare un opuscolo informativo da distribuire in ospedale, fatto di riflessioni più o meno ovvie e di suggerimenti di comportamento. Proponiamo trattamenti di cura differenziati a seconda della zona colpita: cuoio capelluto, unghie, corpo, mani e piedi”.

Quindi, si può controllare o sconfiggere il fastidio quotidiano della psoriasi tramite rimedi naturali? Può spiegarci meglio?
“Quando la psoriasi è limitata e non s’intende ricorrere ai farmaci, si possono impiegare i così detti riducenti naturali: ovvero, quei principi attivi presenti in natura che, applicati sulla cute, hanno dimostrato di ridurre la crescita psoriasica. Quelli più utilizzati e con maggior documentazione clinica sono: zolfo; acido salicilico; ittiolo solfonato; catrame minerale”.

Ecco una descrizione delle cure proposte in Humanitas.

Quando la psoriasi è al corpo?
Sulle chiazze di psoriasi si applica, una volta al giorno, la sera, la crema cosiddetta solfosalicilica che contiene i seguenti principi attivi naturali: lo zolfo, di cui sono ricche le cheratine (le proteine dello strato corneo), è utilizzato, fin dai tempi più remoti, per la cura delle affezioni cutanee e per la psoriasi in particolare.
L’acido salicilico, inizialmente estratto dalla corteccia del salice, è utilizzato per le sue proprietà curative fin dall’antichità, svolge azione antisettica, antifungina, cheratolitica e riducente.
Esistono poi altri due preparati, che possono essere applicati sempre una volta al giorno, la sera, insieme od in alternanza alla crema solfosalicilica: l’Ittiolo Solfonato, un principio naturale formatosi 200 milioni di anni fa da sedimenti marini con proprietà antisettiche, antinfiammatorie e antipruriginose e, il Catrame Minerale, prodotto dalla distillazione del carbon fossile, che presenta però dei limiti: non può essere utilizzato sui capelli perché ne altera il colore, è poco tollerato nelle aree delicate come il volto o i genitali, è indelebile sui vestiti e non va associato alla luce solare perché è un potente fotosensibilizzante.

Quando la psoriasi è palmo-plantare?
La filosofia di “acquietamento” della psoriasi palmo-plantare prevede l’esclusione degli stimoli proinfiammatori eliminabili. Tra questi il più importante è il contatto con acqua e detergenti. L’acqua di per sé è un elemento irritante nello stato psoriasico; infatti ha la capacità di penetrare tra le squame e nelle fissurazioni apportando umidità e quindi crescita microbica con conseguente irritazione della parte. I tensioattivi, poi, presenti nei detergenti, sono un ulteriore elemento proinfiammatorio da cui proteggere la cute psoriasica. Anche le polveri sono elemento di notevole irritazione e occorre tenerle lontane dalla pelle. Anche in questo caso l’applicazione del riducente naturale va eseguita alla sera insistendo molto con il massaggio perché in sede palmo-plantare l’assorbimento dei prodotti topici, dato lo spessore dello strato corneo, è minimo. La regola generale comunque per chi soffre di psoriasi a mani e piedi è di bagnarle il meno possibile: situazione che richiede ingegno ed organizzazione. Una soluzione potrebbe essere un paio di guanti di vinile per le mani, oppure l’utilizzo di un disinfettante “a secco”; come per esempio una soluzione acquosa di benzalconio cloruro.

Quando la psoriasi è alle unghie?
Non potendo intervenire efficacemente con i farmaci si preferisce utilizzare i riducenti naturali. Sia lo zolfo che l’acido salicilico esercitano sull’unghia un’azione riducente, antimicrobica e desquamante. La crema solfosalicilica, pur non svolgendo una vera azione terapeutica nei confronti della psoriasi ungueale, è quella che ottiene i migliori risultati, perché contribuisce a rendere più morbida la lamina, aiuta a facilitare il distacco dell’accumulo di squame sottoungueali, e protegge dalle infezioni sia la lamina che la cute intorno ad essa . La crema solfosalicilica si utilizza, con un’applicazione al giorno, in piccola quantità, iniziando il massaggio dal margine libero, poi sulla lamina ed infinesulla pelle periungueale; il trattamento non ha limiti di tempo.

Quando la psoriasi è al cuoio capelluto?
Gli shampoo sono controindicati, perché contengono tensioattivi che irritano oltremodo il capillizio affetto da psoriasi. Bisogna preferire l’utilizzo di una crema da lavaggio o Base Lavante: un’emulsione composta da grassi affini alla cute, tenuti insieme da tensioattivi, che priva di lauril solfato, riesce a detergere ugualmente i capelli senza provocare secchezza o irritazione. Così facendo, diminuisce il prurito e la desquamazione. Infine, è opportuno evitare di staccare le squame dal capillizio durante il lavaggio e asciugare i capelli con un telo di spugna di cotone. Conviene non abusare con il phon, cercando di non indirizzare l’aria calda direttamente sul cuoio capelluto.
Se si sono formate crostosità è opportuno applicare la sera la crema Solfosalicilica e lavarsi con la Base Lavante al mattino.

Fonte: Humanitas Salute

18 settembre, 2007

Bocca da baciare? Prendetevi cura delle vostre labbra!

Bellezza e benessere

Avere le labbra di Angelina Jolie? Beh o ve le ha donate madre natura o c'è poco da fare (a meno che non decidiate di ricorrere alla chirurgia estetica)!

Ma per evere belle labbra, naturali e da baciare, qualche trucco per tenerle in forma senza ricorrere a bisturi e siringa c'è!

Oltre ad acquistare un bel gloss per le labbra e che doni perciò alla vostra bocca una bella luminosità, ideale è non mordersi le labbra, perchè se è anche vero che morderle le colora, a lungo andare tutto quel mordicchiare potrebbe danneggiarle e infiammarle.

Se invece le sentite secche e screpolate (continuate a umettarvi le labbra) è necessario idratarle, ma non leccatele con la lingua, perchè la salina al contrario di ciò che potete pensare non le idrata affatto! Anzi le secca ancora di più, ideale avere sempre con voi in borsetta un bel balsamo per le labbra (ottimo anche contro gli effetti del vento e dell'aria condizionata!).

Cercate di non bere bevande troppo calde (tè e caffè in primis!) non solo vi bruciate la lingua, ma mettete a rischio anche le vostre labbra!

Fonte: Beauty News

15 settembre, 2007

La vendetta di fine estate: la pelle chiede aiuto

Bellezza e benessere

Nel bilancio di fine estete, tra vacanze andate più o meno bene, divertimento e riposo accumulato, non può mancare l'urlo di vendetta della pelle che tornata a casa chiede cure e attenzioni. Sole e acqua di mare se hanno regalato un colorito invidiabile per tutto il periodo estivo lasciano traccia ora dei danni generati: pelle secca, qualche ruga in più, capelli rovinati. Niente di irrimediabile, ma ecco che la medicna estetica viene in aiuto con una serie di rimedi. La disidratarzione è uno dei nemici maggiori spiega Ezio Maria Nicodemi, docente presso la scuola di specializzazione in Chirurgia plastica all'università Tor Vergata. «Oggi si può parlare di medicina estetica e chirurgia rigenerativa, che si occupa di prevenire, combattere o riparare l'invecchiamento cellulare provocato da stress ossidativi», in altre parole dagli ormai noti "radicali liberi", spiega Nicodemi, che è anche segretario esecutivo della Mediterranean Academy of Life Extension Sciences, neonata associazione scientifica che studia proprio i metodi per vivere più a lungo e in buona salute.

«Innanzitutto consigliamo ai nostri clienti un apposito test che, da una goccia di sangue prelevata dalla punta del dito, è capace di calcolare la quantità» di radicali liberi presenti nell'organismo e dunque il grado di invecchiamento delle cellule.

Dopodichè, si possono prescrivere diete detossificanti ad hoc e integratori a base di vitamina A ed E per combattere il processo ossidativo. e per chi vuole ora ci sono anche i ritocchi soft: «oltre alle ormai classiche iniezioni di botulino, la tossina spiana-rughe, e ai filler riempitivi a base di acido ialuronico, l'ultima frontiera è rappresentata dalla chirurgia rigenerativa».

«In pratica - spiega l'esperto - si prelevano in altre parti del corpo piccole quantità di grasso (ricche di cellule staminali), che vengono centrifugate e impiantate nella zona della ruga, soprattutto a livello degli zigomi o del solco naso-genieno (zona fra naso e labbra). Il grasso, così trattato, non solo va a riempire la ruga ma stimola la rigenerazione dello stesso tessuto della zona trattata».

Contro le macchie cutanee, laser specifici o prodotti chimici a base di acidi al tricloroacetico. E anche per i capelli cure ristrutturanti o in alcuni casi autotrapianto con tempi oggi molto rapidi e senza cicatrici.

Fonte: Il Messaggero

La vendetta di fine estate: la pelle chiede aiuto

Bellezza e benessere

Nel bilancio di fine estate, tra vacanze andate più o meno bene, divertimento e riposo accumulato, non può mancare l'urlo di vendetta della pelle che tornata a casa chiede cure e attenzioni. Sole e acqua di mare se hanno regalato un colorito invidiabile per tutto il periodo estivo lasciano traccia ora dei danni generati: pelle secca, qualche ruga in più, capelli rovinati. Niente di irrimediabile, ma ecco che la medicna estetica viene in aiuto con una serie di rimedi. La disidratarzione è uno dei nemici maggiori spiega Ezio Maria Nicodemi, docente presso la scuola di specializzazione in Chirurgia plastica all'università Tor Vergata. «Oggi si può parlare di medicina estetica e chirurgia rigenerativa, che si occupa di prevenire, combattere o riparare l'invecchiamento cellulare provocato da stress ossidativi», in altre parole dagli ormai noti "radicali liberi", spiega Nicodemi, che è anche segretario esecutivo della Mediterranean Academy of Life Extension Sciences, neonata associazione scientifica che studia proprio i metodi per vivere più a lungo e in buona salute.

«Innanzitutto consigliamo ai nostri clienti un apposito test che, da una goccia di sangue prelevata dalla punta del dito, è capace di calcolare la quantità» di radicali liberi presenti nell'organismo e dunque il grado di invecchiamento delle cellule.

Dopodichè, si possono prescrivere diete detossificanti ad hoc e integratori a base di vitamina A ed E per combattere il processo ossidativo. e per chi vuole ora ci sono anche i ritocchi soft: «oltre alle ormai classiche iniezioni di botulino, la tossina spiana-rughe, e ai filler riempitivi a base di acido ialuronico, l'ultima frontiera è rappresentata dalla chirurgia rigenerativa».

«In pratica - spiega l'esperto - si prelevano in altre parti del corpo piccole quantità di grasso (ricche di cellule staminali), che vengono centrifugate e impiantate nella zona della ruga, soprattutto a livello degli zigomi o del solco naso-genieno (zona fra naso e labbra). Il grasso, così trattato, non solo va a riempire la ruga ma stimola la rigenerazione dello stesso tessuto della zona trattata».

Contro le macchie cutanee, laser specifici o prodotti chimici a base di acidi al tricloroacetico. E anche per i capelli cure ristrutturanti o in alcuni casi autotrapianto con tempi oggi molto rapidi e senza cicatrici.

Fonte: Il Messaggero

14 settembre, 2007

Sembra forfora, ma è dermatite

Bellezza e benessere

"Dopo le lunghe esposizioni al sole, gli uomini con alopecia androgenetica evidente devono ricordarsi di controllare l'eventuale presenza di nei sospetti anche sul cuoio capelluto", avverte il dermatologo Rinaldi. Per molti, il dopo-estate segna il ritorno di due problemi piuttosto diffusi al maschile: forfora e dermatite seborroica.

- La forfora è favorita dalla predisposizione costituzionale (ormoni androgeni in primo luogo), dai lavaggi troppo frequenti e aggressivi e dal riaffacciarsi dello stress. "Per curarla e prevenirla, buona abitudine, soprattutto se si lavano i capelli tutti i giorni, è alternare lo shampoo antiforfora ad uno delicato, meglio se in olio, da applicare con lievi massaggi, per non aggredire il film idrolipidico che protegge il cuoio capelluto. No, possibilmente, al fumo e attenzione all'alimentazione: vanno limitate tutte le sostanze eccitanti, come la caffeina, gli alcolici, i grassi di origine animale, i condimenti eccessivi", dice la dermatologa Marcella Ribuffo.

- La dermatite seborroica è favorita dall'importante produzione di sebo, sempre sotto stimolo ormonale, anche del cuoio capelluto. "Da non confondere con la semplice forfora, si presenta spesso ai cambi di stagione con chiazze rossastre e squamose su cuoio capelluto e attaccatura dei capelli. E' scatenata da diversi fattori, tra i quali stress, clima umido, cattiva alimentazione, disordini di stomaco, fegato, intestino", dice Ribuffo.

Le contromisure? In fase iniziale, gli shampoo oleosi, che rimuovono le squame senza irritare il cuoio capelluto. Per le forme di media entità, invece, sono utili lozioni e shampoo a base di sostanze esfolianti, come l'urea, l'acido salicilico, gli alfaidrossiadici ed impacchi a base di alga Silimarina. "Quando, invece, il problema è accentuato, su prescrizione del dermatologo si può ricorrere a shampoo medicati a base di cortisolo, derivati antimicotici, oppure a soluzioni galeniche (ricetta del dermatologo) con combinazioni di principi attivi, per esempio ketoconazolo (antimicotico), acido salicilico, cortisone e altro ancora", spiega Rinaldi.

Fonte: La Repubblica

13 settembre, 2007

Capelli che cadono, i rimedi efficaci e quelli inutili

Bellezza e benessere

Sono moltissimi i rimedi pubblicizzati contro la perdita dei capelli, dagli shampoo specifici fino ad arrivare al trapianto. Alcuni sono veramente efficaci, altri un po’ meno, alcuni sono reali, altri presunti. Come scegliere, quindi, il rimedio indicato per il proprio problema tra le tante opzioni? È importante rivolgersi a un dermatologo esperto in grado di diagnosticare la causa e, da lì, il rimedio migliore e più efficace per frenare o contrastare la caduta. In alcuni periodi, come la primavera e l’autunno, la caduta di capelli si intensifica e il numero di quelli “persi” cresce di molto. Ma questa perdita stagionale è, in genere, un fenomeno temporaneo e reversibile che verrà, quindi, affrontato in un certo modo. Si parla, invece, di alopecia androgenetica o calvizie quando i capelli che cadono non vengono rimpiazzati e non ricrescono. Abbiamo approfondito l’argomento con il prof. Marcello Monti, responsabile di Dermatologia all’Istituto Clinico Humanitas e docente di Dermatologia all’Università di Milano.

Quale è la prima cosa da fare se si perdono i capelli?
“Per prima cosa suggerisco cosa non bisogna fare, e cioè farsi prendere dal ‘panico della caduta dei capelli’. Questa condizione, infatti, per via psicosomatica, ne accentua la caduta. Se ci si accorge che i capelli stanno cadendo o diradandosi bisogna recarsi subito dal dermatologo per approfondirne la causa. I rimedi, infatti, sono strettamente legati alle cause. Si deve tenere presente che i fattori responsabili della caduta dei capelli sono veramente tanti: la predisposizione genetica (che è quella più importante), gli ormoni o, meglio, la risposta dell’organismo agli ormoni, la nutrizione del sangue ai capelli, le diete drastiche che causano numerose carenze (soprattutto di ferro), lo stress prolungato e l’uso di alcuni farmaci. Anche interventi chirurgici e traumi psichici o fisici inducono un periodo di caduta dei capelli così come il periodo subito dopo il parto, con le sue improvvise variazioni ormonali”.

Cosa si può fare per limitare o frenare la caduta?
“Una volta individuata la causa, si deve agire. Se, quindi, si tratta di un problema legato agli ormoni, si useranno farmaci in grado di bloccare il segnale da loro emesso sui capelli. Nelle donne con ovaio in disordine, per esempio, si prescrive la pillola anticoncezionale, che mette a riposo le ovaie e gli ormoni che produce, mentre nell’uomo il farmaco di prima scelta è la finasteride, un medicinale che si usa anche per ridurre le dimensioni della prostata. Se, invece, la causa è la circolazione del sangue, si agisce con i cosiddetti fluidificanti del sangue come i derivati dell’aspirina. Se si tratta di perdita di capelli dovuta a carenze nutrizionali, si cerca di reintegrare queste mancanze nell’organismo. Se, infine, si tratta di caduta dei capelli a causa di malattie o di assunzione di farmaci si curano le malattie o si sostituiscono i farmaci. Se c’è una forte predisposizione genetica, cioè la cosiddetta alopecia androgenetica, è più difficile arrestare o arginare la caduta e, in questi casi, si ricorre al trapianto con microinnesti di capelli ‘sani’ (presi dalla zona della nuca) che danno un effetto assolutamente naturale e che cresceranno normalmente senza il rischio che il problema di caduta si ripresenti”.

Gli shampoo medicati o gli integratori sono utili?
“Gli shampoo medicati (e le lozioni) o gli integratori hanno senso solo per supportare la cura vera e propria. Questi prodotti possono essere utilizzati soprattutto quando la perdita dei capelli è stagionale o quando è legata a fattori come lo stress, il parto o le diete drastiche, per cui l’organismo ha bisogno di rimettersi in forma”.

Si può prevenire la caduta di capelli?
“Purtroppo nella maggioranza dei casi la caduta dei capelli non è prevenibile, anzi, spesso non è neanche prevedibile. Per esempio, nel Telogen Effluvium, una delle forme di perdita di capelli più frequente e che riguarda le donne, i capelli iniziano a cadere a ciocche senza un preavviso e spesso senza una causa nota. Si può capire il panico che l’evento produce. La donna già si immagina calva e con la parrucca. Per fortuna questa forma di caduta di capelli è autoreversibile, anche se in tempi lunghi”.

La caduta dei capelli per tricotillomania che cosa significa?
“Questo nome poco comprensibile significa ‘perdita dei capelli per trazione continuata su una ciocca’. In pratica, si tratta di un tic nervoso, di solito inconscio, per cui bambini e adolescenti iniziano ad arrotolarsi una o più ciocche di capelli sulle dita esercitando una cert