Un problema per capello
COME STANNO I VOSTRI CAPELLI?
Per mantenere una chioma forte, sana e luminosa è importante dedicarvi attenzioni mirate e costanti. Trattamenti e prodotti vanno scelti in base al proprio tipo di capello ed ai problemi che si devono risolvere. Con l'aiuto delle schede che vi proponiamo, potrete verificare lo stato di salute dei vostri capelli e stabilire quali sono gli accorgimenti da prendere per renderli morbidi e lucenti.
SONO SECCHI?
I capelli secchi si presentano opachi, non riflettono più la luce, sono elettrici e difficili da pettinare. Questo perché le scagliette della cuticola anziché essere ben aderenti una all'altra sono sollevate e scompaginate. Le cause possono essere diverse: fisiologiche (per natura, a seguito di una scarsa produzione di sebo oppure perché il sebo prodotto è troppo denso e non arriva ai capelli), ma anche esogene: i capelli possono inaridirsi perché trattati con poco rispetto. I pericoli maggiori sono gli shampoo aggressivi, il calore del phon, le permanenti e le tinture ripetute a distanza ravvicinata, le esposizioni non protette al sole ed il contatto con il cloro e la salsedine.
Da fare: utilizzare per il lavaggio uno shampoo specifico per capelli secchi, che contenga nella sua formula tensioattivi (ovvero detergenti) delicati e sostanze emollienti, idratanti e nutrienti. Dopo lo shampoo è bene usare sempre un balsamo che può essere scelto anche in una versione senza risciacquo se si va di fretta mentre una volta la settimana è utile ricorrere ad una maschera nutriente. Se si va in piscina, è buona regola proteggere i capelli con un prodotto specifico capace di isolare la fibra capillare dal contatto inaridente con il cloro.
Da non fare: non esporre la capigliatura al calore eccessivo del phon; meglio regolarlo alla temperatura più bassa e tenerlo sempre distante almeno una quindicina di centimetri dalla testa. Vietate le stirature mentre, nel caso di permanenti e tinture, è ideale il ricorso a prodotti che agiscono con massima dolcezza nel pieno rispetto della fibra capillare.
SONO FRAGILI?
I capelli molto sottili presentano un diametro del fusto inferiore a quello dei capelli normali e questo li rende deboli, poco protetti dalle aggressioni esterne e facili a spezzarsi. I capelli fragili presentano spesso doppie punte; il numero delle scagliette di cheratina che rivestono il capello tende infatti a decrescere man mano che si procede verso l'estremità del fusto: la punta risulta così meno forte e con si divide facilità in due parti.
Da fare: usare shampoo molto delicati: prodotti aggressivi portano via, insieme allo sporco, anche il sebo che rappresenta lo scudo protettivo di cui i capelli fragili hanno estremo bisogno. I capelli fragili tendono inoltre ad annodarsi con facilità: per evitare di pettinarli quando sono bagnati (impregnati d'acqua sono ancora più esposti al rischio di rompersi) è bene usare sempre dopo lo shampoo un balsamo che aiuti a districarli ed a renderli più docili.
Un paio di volte all’anno, dedicate ai capelli una cura "ricostituente", applicando per un mese intero prodotti ristrutturanti e rivitalizzanti . Oltre ad apportare sostanze utili a rinforzare la capigliatura, questi trattamenti rivestono i capelli con un film protettivo che li isola dall'esterno e li rende anche più pieni e voluminosi. In caso di doppie punte è bene ricorrere invece ai prodotti specifici che proteggono i capelli in una pellicola elastica, facendo aderire le cuticole.
Da non fare: tutte le "manovre" poco delicate sono pericolose per i capelli fragili. Evitate quindi di pettinarli e spazzolarli di continuo, di fare la piega con spazzola e phon caldo, di usare cerchietti, elastici stretti e altri fermagli che possono rompere il fusto. Pettinateli con spazzole di setole naturali e pettini di legno, tamponateli con delicatezza dopo il lavaggio e fateli asciugare appena possibile all'aria aperta.
SONO GRASSI?
I capelli grassi sono untuosi per l'eccessiva produzione di sebo, a seguito di fattori ormonali, ma anche di stress e stanchezza protratti per lungo tempo. In alcuni casi si ha anche la presenza di forfora grassa, di grosse dimensioni, che rimane aderente alla cute, a differenza della forfora secca, tipica dei capelli aridi, che è più fine e polverosa.
Da fare: si tende a pensare che i capelli grassi vadano lavati con decisione per eliminare il sebo in eccesso; ma non è così. Usando prodotti aggressivi si ottiene infatti il cosiddetto effetto rebound: private del sebo, le ghiandole tendono a produrne ancora di più. La contromisura è l’utilizzo di uno shampoo delicatissimo, da usare tutte le volte che si nota la necessità ed eventualmente sostituito, ma solo una volta la settimana, con uno shampoo medicato a base di agenti vegetali astringenti e dermopurificanti, utile soprattutto in presenza di forfora.
Da non fare: il balsamo va usato con attenzione perché può appesantire i capelli; va scelto in una formula specifica per capelli grassi e risciacquato con molta cura così che non restino residui sui capelli. I prodotti per lo styling possono essere usati a patto di spazzolare con cura i capelli a sera per eliminare i residui che possono impedire al cuoio capelluto, in genere irritato per l'eccessiva presenza di sebo, di respirare.
LA CHIOMA AL MICROSCOPIO
Il capello è un lungo filamento cilindrico costituito da cheratina. La parte invisibile, la radice, termina con il bulbo impiantato nel follicolo pilifero che si trova nel derma. La parte visibile del capello, chiamata fusto, è costituita da tre strati concentrici di cheratina: il più interno è il midollo, quello intermedio la corteccia e quello più esterno la cuticola.
· La cuticola è costituita da una miriade di scagliette di cheratina trasparente incastrate tra di loro come le tegole di un tetto. In ogni follicolo pilifero sbocca l'orifizio di una piccola ghiandola sebacea che ha il compito di produrre il sebo, un velo lubrificante che protegge il cuoio capelluto e i capelli dalle aggressioni esterne.
· Se la struttura del capello mantiene il suo naturale equilibrio la chioma si presenta morbida e lucente; aggressioni esterne ripetute (l'uso del phon troppo caldo, il ricorso a tinture e permanenti, le spazzolate decise) e squilibri interni dovuti allo stress o ad un'alimentazione frettolosa, possono alterare la struttura del capello rendendolo opaco, fragile e facile alla caduta. In questo caso occorre intervenire con prodotti e trattamenti mirati per ridare alla capigliatura equilibrio e bellezza.
L’aspetto dei capelli può indicare il loro stato di salute. Se diventano improvvisamente opachi, secchi, fragili, pronti a spezzarsi al primo colpo di spazzola, significa che qualcosa non va: meglio correre subito ai ripari!
I PROBLEMI PIU’ COMUNI
“Iperseborrea, forfora, dermatite seborroica costituiscono i più comuni e fastidiosi inestetismi dei capelli – spiega il dottor Daniele Campo, medico chirurgo e coordinatore della divisione tricologica dell’Istituto Ortodermico di Roma. Queste diverse patologie dermatologiche che coinvolgono il cuoio capelluto in quanto particolarmente ricco di ghiandole sebacee - sono legate ad alterazioni quantitative e qualitative dei grassi cutanei superficiali.
IPERSEBORREA E’ dovuta ad un eccesso della produzione delle ghiandole sebacee. La maggiore o minore attività di queste ghiandole è regolata dagli ormoni sessuali ed esiste anche un meccanismo di controllo nervoso suggerito dal riscontro clinico di iperseborrea in situazioni di stress emotivo.
FORFORA
Si deve ad una incompleta maturazione delle cellule che costituiscono il cuoio capelluto (i cheratinociti, che si formano a ridosso della membrana basale, cioè nello strato più basso dell’epidermide, impiegano un tempo più breve per raggiungere la superficie, dove arrivano senza aver completato la propria “maturazione” ovvero senza aver rotto delle strutture a ponte che legano queste cellule fra di esse negli strati più bassi dell’epidermide ed il loro sfaldamento superficiale avviene in gruppi di più cellule). La forfora viene classificata in due forme cliniche: la pitiriasi secca (forfora semplice) e quella steatoide (quella presente nelle dermatiti seborroiche, nelle quali le squame di sfaldamento sono più spesse, sono grigio-giallastre ed aderiscono maggiormente al cuoio capelluto). La forfora ha la sua massima espressione nei mesi invernali e tende spontaneamente a risolversi d’estate. Talvolta è accompagnata da prurito e raramente comporta irritazione del cuoio capelluto.
DERMATITE SEBORROICA Diversamente dalla pitiriasi, che potremmo considerare un semplice inestetismo, la dermatite seborroica va vista come una patologia clinica e trattata da uno specialista. Tra le cause della dermatite seborroica si è scoperto avere un ruolo primario un lievito normalmente presente nel cuoio capelluto, il Pityrosporum ovale, il quale gode di particolare salute nelle situazioni iperseborroiche ove produce una conversione dei lipidi con formazione di sostanze irritanti che possono provocare od accentuare la dermatite seborroica. I più comuni shampoo per la dermatite seborroica contengono infatti degli agenti micostatici che contrastano l’attività di questo microrganismo.
LA COMPOSIZIONE DEI LIPIDI SUPERFICIALI CUTANEI
squalene 12%, esteri di steroli 1%, cere 24%, trigliceridi 42%, acidi grassi liberi 17% , steroli 2%, mono e digliceridi 2%. Il colesterolo è un importante costituente cellulare e con i fosfolipidi svolge una funzione nel controllo della fluidità o della rigidità delle cellule. Una gran parte degli acidi grassi invece è costitutita da acido arachidonico (precursore degli ecosanoidi) e svolge un ruolo importante nei processi infiammatori cutanei (dermatiti seborroiche).
La cute è ricoperta da una sottile pellicola idrolipidica (formata da acqua che deriva dal sudore prodotto dalle ghiandole sudoripare e dai lipidi che costituiscono il prodotto finale delle ghiandole sebacee). La presenza e la costituzione di questo “film” hanno un ruolo importante nel mantenimento della salute del cuoio capelluto ed interessano varie funzioni: la plasticità della pelle, il controllo della dispersione di acqua, prima barriera ai microorganismi esterni.
QUANDO IL PROBLEMA E’ LA CADUTA
In genere chi perde i capelli cerca più facilmente una prima consulenza dal parrucchiere o dal farmacista piuttosto che dallo specialista, bypassando purtroppo una visita medica tricologica. Ai primi segni di alopecia, meglio rivolgersi direttamente ad un ambulatorio medico-tricologico specializzato, in grado di individuare le caratteristiche del problema attraverso adeguati esami strumentali, il tricogramma e di laboratorio e di rispondere con mirate terapie farmacologiche o chirurgiche (autotrapianto dei capelli).
DIETA & CAPELLI
“Certamente un’alimentazione equilibrata e corretta migliora la qualità dei capelli, a partire dalla radice”, rimarca il dottor Daniele Campo, autore del recente “Calvizie comune, istruzioni per luso (Ed. Carofarma). Un’integrazione alimentare, a cicli di almeno 3 mesi per 2 volte l’anno, può inoltre stimolare la vitalità della chioma.
Le sostanze più benefiche per i capelli sono:
- vitamine B5 e B6 (lievito di birra, tuorlo d’uovo);
- vitamine E ed F (olio di girasole, di mais e di soia);
- oligoelementi come zinco (fagioli secchi, carne, pesce) e zolfo (germe di grano);
- ferro (carne rossa, spinaci, carciofi, frutta secca)
“All’inverso – conclude il dottor Campo – si può dire che le diete particolarmente restrittive e squilibrate favoriscono la caduta dei capelli.”
COSI’ LI PROTEGGI DI PIU’!
· Lava i capelli con un’unica applicazione di shampoo delicato, massaggiando il cuoio capelluto con i polpastrelli. Se i tuoi capelli presentano un’evidente produzione di sebo, puoi lavarli anche ogni giorno (se ne senti la necessità). Usa uno shampo antimicotico, per esempio a base di ketoconazolo, ogni due settimane, massaggiando il cuoio capelluto per almeno tre minuti.
· Evita acconciature che legano i capelli in maniera particolarmente costrittiva e l’uso di gel, spume e lacche: provocano un microtrauma meccanico con una successiva irritazione del follicolo. Se proprio non se ne puoi fare a meno, preferisci i gel a tenuta morbida e ricordarti di non pettinare mai a secco i capelli pieni di gel, ma di bagnarli sempre prima.
· Dopo un bagno in mare od in piscina, risciacqua immediatamente i capelli con abbondante acqua dolce e con uno shampoo delicato.
· Non rimanere al sole senza cappello: i raggi Uva favoriscono l’infiammazione follicolare e quindi la calvizie.
· Tagliare i capelli non significa rinforzarli, in quanto quello che si taglia è una parte del fusto, un polimero di cheratina, formato da cellule ormai prive di attività vitale. Il vantaggio di avere capelli più corti è semmai quello di ridurre la traumatizzazione con i lavaggi e le spazzolature e di rendere più facile l’impiego di farmaci in forma di lozioni o shampoo.
· A chi usa la moto, si consiglia di scegliere un modello di casco che consenta una buona areazione: il calore che si crea all'interno provoca infatti un aumento della secrezione di sebo, irritando il cuoio capelluto.
Fonte: Kataweb Salute

