Bellezza e benessere

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31 marzo, 2006

"Assolto" il cioccolato: non provoca né peggiora i brufoli

Come affrontare l'acne? Il tipo di dieta, l'abbronzatura o il trucco fanno bene o male? Ecco alcune informazioni utili

ALIMENTAZIONE - Nell'immaginario popolare l'alimentazione influenza in modo significativo l'andamento clinico dell'acne. In particolare, i salumi, i fritti e il cioccolato sono ritenuti alimenti che peggiorano o, addirittura, causano l'acne. Qualche anno fa, uno studio clinico ha dimostrato che una dieta ricca in cioccolato non influenzava il decorso naturale dell'acne. In un altro studio, non è stata riscontrata alcuna correlazione tra il tipo di dieta e la severità dell'acne. L'esperienza clinica di molti dermatologi conferma i risultati di questi studi: l'alimentazione, per quanto non corretta possa essere, non causa l'acne né la peggiora.
SOLE - I rapporti tra acne e raggi ultravioletti sono stati fino a oggi poco studiati e non sono stati pubblicati studi clinici che confermino (o meno) l'utilità del sole nell'acne. Tuttavia, si può sostenere che l'esposizione al sole dall'alba alle 10.30/11.00 e dalle 17.00 al tramonto sia utile nell'acne: i raggi ultravioletti hanno un effetto sebostatico, cioè riducono la sintesi e la liberazione di sebo, per cui la pelle appare meno grassa. Questi raggi hanno anche un effetto anti-infiammatorio, per cui le lesioni pustolose "si asciugano". Inoltre, non bisogna dimenticare che l'abbronzatura permette di "mimetizzare" le lesioni dell'acne. Al contrario, l'esposizione al sole nelle ore più calde della giornata peggiora l'acne. Inoltre, particolare attenzione deve essere fatta, in estate, ai farmaci anti-acne, sia locali sia sistemici, in quanto questi possono essere fotoallergizzanti o fototossici oppure possono causare pigmentazioni della pelle. Rientrano in questi gruppi i derivati della vitamina A, alcuni antibiotici, come le tetracicline, e la pillola estro-progestinica. Più sicuri, da questo punto di vista, sono il benzoilperossido, l'acido azelaico e, tra gli antibiotici, i macrolidi. L'unica concessione è costituita dai filtri solari. Questi sono molto utili in quanto limitano il naturale peggioramento dell'acne che si osserva dopo le prime esposizioni al sole. I filtri dovrebbero essere il più possibile fluidi, per evitare l'effetto occlusivo tipico dei prodotti densi, e con un fattore di protezione medio-basso: se si utilizzano schermi ad alta protezione, l'effetto positivo dei raggi ultravioletti è vanificato.Un generale giudizio negativo, da parte dei dermatologi, riguarda l'utilizzo delle lampade. Due parole vanno dette sulla cosiddetta "terapia fotodinamica", che consiste nell'applicazione sulla pelle di una sostanza e, successivamente, nell'esposizione a raggi con particolari lunghezze d'onda. Recentemente, due illustri dermatologi tedeschi, Harald Gollnick e Gerd Plewig, hanno sconsigliato l'utilizzo della terapia fotodinamica nell'acne, in quanto provocherebbe la necrosi delle ghiandole sebacee.
TRUCCO - Solo quando è necessario: evitare il trucco quando si è a casa, quando si fa sport e, tassativamente, quando si prende il sole. Evitare trucchi eccessivamente untuosi, grassi, occlusivi. Esistono linee di trucchi pensate per l'acne.
* Istituto Scienze
Dermatologiche,
Università di Milano


Fonte: La Repubblica

30 marzo, 2006

Fumo: Piu' Giovani e Belle Senza 'Bionde'

Borse, occhiaie, pelle secca e segnata, colorito spento: le fumatrici si riconoscono dalla faccia. La smoker face esiste: dopo 10 anni di vizio la pelle del viso rivela la consuetudine con le sigarette. E proprio spiegando alle donne che si e piu giovani e belle senza le bionde puo aiutarle a rinunciare a questa abitudine. Ne e convinta Riccarda Serri, dermatologa e coordinatrice internazionale dellIsplad (International Society of Plastic Dermatology), annunciando il prossimo avvio a Milano di una Campagna anti-fumo rivolta alle over 25.

Vogliamo aiutare e motivare donne giovani, impegnate nel lavoro e attente alla propria bellezza, ma che fumano da anni e pensano sia difficile smettere - spiega la Serri allADNKRONOS SALUTE, a margine di un incontro oggi a Milano dedicato alla pelle e alle rughe - E vero: le sigarette fanno male, ma forse spiegando che danneggiano anche la pelle, e che basta smettere per vedere importanti cambiamenti, si puo aumentare la motivazione a dire addio al fumo. La campagna, ancora allo studio, dovrebbe essere varata entro maggio. E promossa dalla Commissione Pari opportunita del Comune di Milano, presieduta da Maddalena Di Mauro, e dalla Lega Tumori - precisa la Serri - In contemporanea partira anche unindagine epidemiologica per monitorare, nel corso di un anno, i cambiamenti della pelle, ma anche del peso, delle neo ex-fumatrici. Perche smettere di fumare senza accumulare chili di troppo si puo, assicura la Serri, basta mangiare nel modo giusto.

Fonte: Yahoo! Italia Notizie

Anche lo shampoo ha le sue regole

Sai lavarti i capelli? «Certamente!» dirai tu. Risposta affrettata. Anche in un gesto così abituale c'è qualcosa in più da sapere. Piccoli dettagli che fanno la differenza. E che trasformano uno degli appuntamenti più classici della tua toilette in un trattamento beauty vero e proprio

Lo shampoo è uno di quei gesti che dai un po’ per scontati. Lo fai sempre nello stesso modo e senza porti troppe domande. Eppure, non riesci a spiegartelo, il risultato varia. Certe volte i capelli, dopo il lavaggio, sono lucidi e voluminosi. Altre, invece, rimangono piatti e spenti. «Tutto dipende da tre fattori: il detergente, l’acqua e la tecnica» dice Fabio Rinaldi, dermatologo esperto di capelli. «I prodotti sono tantissimi e orientarsi non è facile. I più nuovi sono a “doppia fase”. Nel senso che sono arricchiti con sostanze che nella prima fase tolgono lo sporco, nella seconda svolgono azioni specifiche: nutrono, volumizzano o risvegliano il colore. La prima cosa da fare, quindi, è scegliere il prodotto più adatto alle proprie esigenze». La seconda? «Riguarda l’acqua. Calda fa penetrare troppo i tensioattivi (le sostanze “lavanti” contenute nei detergenti) e, quindi, li fa diventare aggressivi. Fredda non scioglie abbastanza il sebo e, così, non pulisce bene i capelli. In conclusione, l’ideale è una temperatura tiepida, dall’inizio alla fine». È importante anche la frequenza. «Va bene lavare i capelli 1 o 2 volte alla settimana, con un solo passaggio di shampoo per volta». Per finire conta anche la tecnica: dosaggio, distribuzione, risciacquo e asciugatura. Si fa così

1. Usane poco e non diluito
Riempi il palmo della mano di detergente: in linea di massima, è la quantità giusta. Se, poi, i capelli sono molto folti e lunghi o, viceversa, sono corti e sottili, regolati di conseguenza. «L’importante è non diluire il prodotto» dice il dermatologo. «I nuovi tensioattivi presenti negli shampoo sono molto delicati e non c’è bisogno di ridurne l’aggressività allungandoli con l’acqua».

2. Fai una sola passata
Distribuisci il detergente sui capelli umidi. Soffermati sulla parte superiore della testa e fai attenzione a raggiungere anche la zona dietro e la nuca. Subito dopo, passa alle lunghezze. Ricordati di non strofinare le punte: con la frizione le squame si aprono, il detergente penetra troppo in profondità, aggredisce il fusto e causa un’eccessiva perdita di proteine.

3. Pulisci la cute in profondità
Apri bene le ciocche e controlla che lo shampoo arrivi anche alla cute. «È proprio qui che si forma il sebo. Ed è il grasso che, distribuendosi sui capelli, li rende pesanti» dice Rinaldi. «Ecco perché, se c’è qualche problema particolare, per esempio la forfora, prima si analizza la cute, poi si sceglie un prodotto specifico. Da usare solo temporaneamente, fino al superamento del problema».

4. Non lasciarlo in posa
Massaggia bene lo shampoo facendo dei piccoli movimenti circolari con i polpastrelli. Il massaggio risveglia la circolazione e aiuta a eliminare il sebo e tutti i residui di prodotti fissanti. Attenzione, però, a non lasciare lo shampoo in posa per troppo tempo. «Il detergente è studiato per agire in modo veloce. I tensioattivi devono scivolare sui capelli, non restare in posa come un impacco».

5. Elimina l’umidità in eccesso
Sciacqua bene la testa con acqua tiepida e tampona i capelli con una salvietta di cotone, senza strofinarli troppo. L’ideale è arrotolare un telo come fosse un turbante e aspettare qualche minuto prima di passare il phon. «Così il cotone assorbe l’umidità in eccesso e si evita lo shock termico tra la temperatura dell’acqua e il calore dell’asciugacapelli» conclude il dermatologo.

Donna moderna consiglia
per avere capelli molto luminosi fai come Jennifer Aniston e, dopo il lavaggio, applica sui capelli ancora umidi poche gocce di olio di semi di lino. Poi asciugali con il phon. E, alla fine, metti altre due gocce solo sulle punte.

Fonte: Donna Moderna

Più bella a 40 anni

Chi dice che a quarant'anni non si può essere più belle che a venti? Con i prodotti e le cure giuste, si può raggiungere la maturità al massimo dello spledore. Così...

La vera sfida dei quarant’anni? È quella all’invecchiamento, e specialmente a quello cutaneo.
Superata la soglia dei 40, infatti, la pelle inizia a cambiare per effetto dei mutamenti ormonali, che si ripercuotono sulla produzione e sulla qualità del collagene, indispensabile a sostenere l’architettura del volto e a dare elasticità ai tessuti.

La pelle, insomma, diventa più esigente, chiede maggiore dolcezza e più protezione.
Naturalmente il processo di invecchiamento ha un’evoluzione individuale, legata all’eredità genetica, al tipo di pelle e alle abitudini di vita, ma per evitare rughe e cedimenti e mantenere la cute elastica, a 40 anni c’è un comandamento che vale per tutte: prendersi più cura della propria pelle, soprattutto modificando la routine cosmetica.

Poiché l’epidermide tende a essere più secca per la progressiva diminuzione dei livelli di estrogeni, conviene scegliere detergenti cremosi e delicati, che lascino in superficie un velo protettivo di sostanze lipidiche.
Se poi la pelle appare stanca e opaca, è opportuno intervenire con un buon siero anti-età, ricco di principi attivi e dalla formulazione acquosa, che fornisce un immediato effetto tensore per i contorni del volto.

Anche la crema idratante quotidiana va scelta di conseguenza: l’ideale è un prodotto ricco di acido ialuronico reidratante, di vitamine antiossidanti e di sostanze che stimolino il rinnovamento cellulare, come l’acido glicolico e quello retinico.

Per scegliere la formulazione più adatta, bisogna naturalmente tener conto del proprio tipo di pelle e delle problematiche più evidenti.
Se, per esempio, sono presenti delle macchie scure, ci vuole un trattamento ad azione schiarente, mentre se la cute tende a segnarsi è più indicato un trattamento decontratturante.
Per tutte, poi, è indispensabile un trattamento specifico per il contorno occhi, e uno stick nutriente per prevenire la formazione delle cosiddette rughette a barra sulle labbra.

L’azione antietà dei cosmetici, poi, può essere potenziata dall’uso di integratori alimentari a base di antiossidanti, come il betacarotene, il resveratolo, l’acido alfalipoico e gli acidi grassi omega 3 e omega 6.
Con queste armi, la pelle sarà pronta per superare l’esame di maturità… a pieni voti!

Fonte: Sanihelp.it

Cellulite immaginaria per 7 ragazzine su 10

Adolescenti italiane afflitte dalla cellulite? Si, soprattutto nella loro testa: secondo la mia esperienza, ormai circa sette ragazzine su dieci sono convinte di avere la cellulite. Cosi, specie con larrivo della primavera e lavvicinarsi dellestate, comprano creme, gel e si rivolgono al dermatologo per cercare di risolvere un problema di fatto immaginario. Parola di Riccarda Serri, dermatologa e coordinatrice internazionale dellIsplad (International Society of Plastic Dermatology) che, a margine di un incontro organizzato oggi a Milano sulla pelle, evidenzia un fenomeno in crescita.

Spesso - dice allADNKRONOS SALUTE - si tratta di adolescenti alte un metro e settanta, magre, che gia a 16 anni hanno la sindrome della cellulite: si vedono buchini e adiposita localizzate dove non ci sono. E allo stesso tempo seguono uno stile di vita, una dieta e anche una moda alleate del fastidioso inestetismo. La Serri pensa alla divisa delle ragazzine: jeans stretti e a vita bassa anche dinverno, con pancia e reni sempre scoperti. Labbigliamento aderente contrasta la microcircolazione, e il freddo continuo patito dalla zona pancia-reni favorisce congestioni e infiammazioni, alleati della cellulite. Insomma, a lungo andare il grasso si fibrotizza e diventa uno gnocco duro, freddo e doloroso al tatto. Dunque se a 15-16 anni la cellulite e immaginaria, con il passare del tempo puo diventare reale.

Specie se si ha una mamma con lo stesso problema - precisa la Serri - magari dai fianchi larghi e i glutei abbondanti, e si continua a seguire una dieta disordinata, senza fare attivita fisica. Geni e stile di vita sono un mix micidiale. Tante giovanissime, poi, mi scrivono confessando di alternare abbuffate di cibi spazzatura, tipo dolci o patatine, ad altrettanto pericolosi salti del pasto: unalimentazione niente affatto sana, al limite del disordine alimentare, che non consente un buon drenaggio, ne tantomeno aiuta a fare il pieno di sostanze alleate del benessere.

Ma la buona notizia e che la cellulite, quando arriva, si puo contrastare efficacemente con trattamenti ad hoc. E si puo anche prevenire, assicura la dermatologa. Prime regole, dieta sana, attivita fisica e indumenti piu fisiologici, rispettosi della salute piu che della moda a tutti i costi.

Fonte: Yahoo! Italia Notizie

28 marzo, 2006

Il boom del nanotech nella cosmesi rossetti luminosi e pillole sottopelle

Dai laboratori ai negozi. Sono raddoppiati nel giro di un anno i prodotti di consumo che incorporano nanomateriali. Secondo il Woodrow Wilson Center di Washington, sulle etichette di prodotti in commercio nel mondo sono 212 gli articoli che sfruttano le proprietà chimiche e fisiche dei materiali frammentati in manometri. C’è di tutto: tessuti a prova di macchia, racchette da tennis, finestre autopulenti. E ancora pneumatici, vernici, shampoo, involucri per cibi. E’ un dato in forte crescita: nel 2004 i prodotti erano 82. Si prevede che l'industria dei nanomateriali superi il milione di milioni di dollari l'anno entro il prossimo decennio. Tra i prodotti con nanoparticelle catalogati dalla ricerca, 125 sono creme, detergenti o integratori, da spalmare sulla pelle o da ingerire. La nanocosmetica insomma è in testa: del resto fin dal 1980 i laboratori delle aziende lavorano sulla composizione di microcapsule di dimensione infinitesimali (liposomi, niosomi, fitosomi, nanosomi, collasfere, microsferule) che riescono a penetrare a fondo nell’epidermide per liberare i principi attivi che contengono. Sostanze antiossidanti come il retinolo derivante dalla vitamina A, la vitamina C o E. Le nanoparticelle sono diventate la parola chiave dei messaggi che esaltano la tecnocosmesi degli antirughe, creme solari, anticellulite più innovativi. Le nanoemulsioni sfruttano l’idea di disperdere in un contenuto acquoso particelle lipidiche infinitesimali così che siano in sospensione, senza agglutinarsi e facilmente assorbibili. La cosmetica consuma migliaia di tonnellate di nanoparticelle di ossido di titanio utilizzate per bloccare i raggi ultravioletti che, a differenza delle molecole organiche dei filtri solari, quando vengono spalmate non danno l’impressione essere coperti da una maschera bianca.
Ci sono nanopolveri in ombretti, rossetti, smalti. L’Oréal sta lanciando un trucco dai colori iridescenti con una tecnica che, senza ricorrere a pigmenti, sfrutta la diffrazione della luce. Intrappolando un substrato d’aria sotto il prodotto, si creano dei fenomeni d’interazione con le onde luminose riflesse sulla pelle creando delle luminescenze cangianti tipo effetto ologramma a 3 dimensioni. Con 192 brevetti di applicazioni di nanotecnologie, la casa francese si piazza al sesto posto tra gli utilizzatori del nanotech sorpassando General Eletric, Motorola, Kodak. La nanocosmesi sta contagiando tutta l’industria della bellezza, a partire dai big Estée Lauder, Procter&Gamble, Shisheido, Christian Dior ma richiama anche l’attenzione degli scienziati che s’interrogano sulla tossicità dei nanomateriali. Particelle nanometriche di materiali rischiano di valicare le membrane cellulari e intrufolarsi nel sangue mettendo a rischio cuore, polmoni e cervello? La conoscenza scientifica è insufficiente e negli Usa, a fronte del miliardo di dollari di ricerca e sviluppo in nanotecnologie, il governo federale investe 39 milioni per indagare sulla loro tossicità. Ma un gruppo di esperti ha presentato al Congresso Capitol Hill un progetto di ricerca da ben 100 milioni di dollari per stabilire definitivamente gli effetti dei nanomateriali sulle cellule umane. E l’Europa? Stanzia complessivamente 7,5 milioni di dollari, poco più di quanto prende Scarlett Johansson per promuovere la linea di makeup nanotech High Intensity Pigments dell’Oréal.

Fonte: La Repubblica

19 marzo, 2006

Capelli: per lei un trattamento anti caduta

Donne con il problema della perdita dei capelli, presto potrebbe arrivare una soluzione efficace che fa per voi. Alcuni ricercatori italiani, del Dipartimento di Dermatologia dell'Università di Bologna, hanno infatti indagato sull'efficacia di un trattamento a base di finasteride, combinato con un contraccettivo (a base di drospirenone ed ethinyl estradiol) in donne nella fase di pre-menopausa ed affette da perdita di capelli.

I risultati dello studio, pubblicato sul numero di marzo degli Archives of Dermatology, indicano che, a distanza di 12 mesi, ben 23 delle 37 pazienti trattate hanno riportato un miglioramento della propria condizione. La densità dei capelli è infatti aumentata in modo ''leggero'' in tre casi, per otto il miglioramento si è invece dimostrato ''moderato'', mentre per le restanti 12 è stato addirittura ''netto''. Solo in un caso si sono notati dei peggioramenti, mentre nessuna delle pazienti ha riportato effetti collaterali degni di nota al trattamento. Se il finasteride è già noto per la sua efficacia nella lotta alla calvizie, sia a scopo curativo che preventivo, la novità di questo studio consiste nell'aver abbinato il farmaco ad un contraccettivo. Antonella Tosti ed i suoi colleghi hanno così potuto osservare miglioramenti in ben il 62% delle pazienti trattate, anche se rimangono tutt'ora da chiarire i meccanismi di quest'azione positiva sulla perdita dei capelli. Se da una parte potrebbe aver influito l'alto dosaggio di finasteride (2.5 mg invece di 1 mg), dall'altra, la combinazione tra finasteride e ed il contraccettivo a base drospirenone (con azione anti androgenica) potrebbe aver avuto un ruolo importante. Ulteriori studi potranno chiarire i meccanismi coinvolti ed indicare ai ricercatori la strada per combattere la perdita dei capelli.

Fonte: JUGO

18 marzo, 2006

Bellezza in gravidanza

La donna è sottoposta a una vera e propria tempesta ormonale responsabile di modificazioni dell'organismo anche dal punto di vista estetico

Si verificano alterazioni a carico del derma e dell'epidermide:
- irregolare concentrazione di melanina con conseguente formazione di macchie antiestetiche
- iperpigmentazione cutanea che può manifestarsi sul corpo sotto forma di strisce brune tra ombelico e pube o sul viso con l'iscurirsi delle guance della fronte e del mento
- alterazione dei capillari con riduzione dell'ossigenazione, della circolazione e del nutrimento per le cellule con conseguente comparsa di cellulite
- maggiori sollecitazioni alla sovradistensione cutanea e conseguente formazione di smagliature
Detergere la pelle
Escludere saponi alcalini preferendone di neutri o meglio acidi (ph 3,5/5,6) in rispetto del film idrolipidico.
Cura
Utilizzare prodotti sempre altamente idratanti.
Viso: detergenti a risciacquo (no salviette autostruccanti o spugnette). Determinante è il di tonico o un regolatore del ph ad azione astringente.
Seno: prodotti elasticizzanti antiossidanti ed idratanti. Non vi sono prodotti che prevengono le ragadi dipendono unicamente da un inadeguato attacco del bambino al seno.
Scegliere un prodotto
Regola generale: leggere l’etichetta e la scadenza.
Il prodotto è naturale quando contiene il 95% di ingredienti naturali e il 5% di additivi sintetici. No sperimentazione animale.
Prodotti concessi: oli naturali, Alfaidrossiacidi (AHA con azione esfoliante, elasticizzante, tonificante), Vitamine A, C, E, e acido Jaluronico
Oli naturali: olio alla Rosa Mosqueta (rigenerazione e rinnovo cellulare), olio di Mandorle dolci (emolliente, addolcente, nutriente, lenitivo), olio di Jojoba (pelle secca invecchiamento precoce, nutriente,delicato), olio di Avocado (idratante, nutiente), olio di Calendula (cicatrizzante, rassodante, riepitelizzante), olio di Iperico (lenitivo, emolliente, restitutivo) e altri come l'olio di sesamo, girasole, germe di grano, albicocca, cocco.

Attenzione agli oli essenziali assorbiti per via aerea o trans dermica se non si conoscono le proprietà e le quantità contenute. No a sostanze farmacologiche o cosmetiche con azione tiroidea o retinoidi topici. No a sostanze talassoterapiche o termali (alghe, fanghi) per la presenza di iodio. No a prodotti contenenti alte concetrazioni di olii essenziali e comunque che possono dare alterazioni al metabolismo (escina, ederina, caffeina). No ai prodotti anticellulite.

Utile è il massaggio drenante, l'attività fisica, il pressomassaggio. L'alimentazione è sempre importante come bere almeno 2 litri di acqua al giorno.

Varici: dilatazione permanente delle vene degli arti inferiori con pesantezza, dolori, crampi, prurito, edema. Evitare i tacchi, la stazione eretta per molto tempo, il cuscino sotto materasso, le gambe in scarico. Si consiglia docciature fredde, creme, ginnastica in acqua. Se il fenomeno è molto accentuato si consiglia visita angiologica con ecocolordoppler. I trattamenti estetici concessi sono quelli in cui manualmente (linfodrenaggio) o con apparecchiature (effetto endermology o vacum o pressomassaggio) si riattiva la circolazione sanguigna e linfatica. No a trattamenti in cui sono utilizzate apparecchiature o strumenti elettronici quali: elettrostimolatori, app. ad ultrasuoni, elettrolipolisi, apparecchiature a onde elettriche in genere.

L’attività fisica svolta adeguatamente aiuta a controllare il naturale aumento della massa corporea. Mantiene una buona funzionalità cardiovascolare e dona una sensazione di benessere. Indicati sono: l'attività fisica in acqua (effetto rassodante e rilassante), camminata e tecniche di ginnastica dolce.

Il sole fa bene, ma alcuni accorgimenti sono necessari: esporsi sempre a pelle pulita, applicare filtri di protezione adeguati al tipo di pelle e alla situazione. La protezione solare deve essere applicata 30/60 minuti prima dell’esposizione e riapplicata dopo il bagno o la doccia. Evitare di esporsi nelle ore più calde tra le 10 e le 16 e in caso di macchie cutanee utilizzare un solare contenente prodotto depigmentante (ac.cojico). Riparare, lenire e reidratare sempre con una crema dopo-sole.

Capelli:
Usare uno shampoo adeguato non aggressivo, dosato e sempre diluito in acqua. No alle tinture chimiche, acidi per permanenti, meglio coloranti naturali (hennè rosso naturale, hennè nero, mallo di noce, olio di amla).

Depilazione:
Si alla ceretta perchè rimuove il pelo alla radice ma va controllata la temperatura e la tecnica di esecuzione. Evitare rasoio e strumenti a pinza. No a creme depilatorie e schiarenti, elettrocoagulazione, laser, luce pulsata.

Massaggio perineale
Dal 4° -5° mese, è utile eseguire un delicato massaggio per 5 minuti al giorno nella zona del perineo.
Il massaggio va eseguito umidificando la parte, con olio di germe di grano o un olio apposito per il perineo eseguendo col pollice sulle grandi e piccole labbra movimenti circolari per aumentare la circolazione e la sensibilità della parte. Appena l’olio è stato assorbito dalla cute si deve introdurre il pollice in vagina e stirare la stessa verso il basso e un po' verso l’esterno, delicatamente sino ad avvertire una lieve sensazione di bruciore: in tale modo si allena il perineo allo stiramento che subirà durante il parto.
Mantenendo una modica pressione, si fa poi scivolare il dito lungo i lati della vagina con un movimento ad “U”, riproducendo la sensazione della testina del bambino che preme sul perineo. Mentre si esegue questo esercizio ci si deve concentrare sui muscoli del perineo stesso, cercando di rilassarli il più possibile.
Tale massaggio vale anche per quei perinei in cui c’è tessuto cicatriziale per precedenti episiotomie o lacerazioni: il tessuto cicatriziale non si modifica di molto, però i tessuti vicini possono diventare più cedevoli ed elastici.
Così facendo la rappresentazione mentale del perineo ed il suo controllo sono più completi.

Fonte: LifeGate

16 marzo, 2006

Più snella e felice con i fiori di Bach

Secondo le terapie naturali, il corpo riesce a trasformare in cellulite ogni emozione negativa. Lo sai che puoi combattere questo inestetismo con un metodo dolce?

Un fiore di Bach contro la cellulite, per vincere le paure e le ansie che si nascondono dietro a questo inestetismo. «La buccia d'arancia è la spia di un problema interiore, diverso a seconda della zona in cui si accumula» spiega Annamaria Previati, esperta in terapie naturali. «E secondo questa teoria, il corpo diventa una mappa composta da diverse aree sulle quali si applica il fiore di Bach adatto a risolvere il malessere alla base della cellulite». Ma come funziona questa tecnica? Prima, si mette sulla pelle un impasto di argilla, acqua e l'estratto del fiore di Bach scelto e lo si lascia in posa per 50 minuti: così la cute assorbe la sostanza curativa. Poi, per sbloccare l'energia, si fa un massaggio con il fiore di Bach più vicino, in quel momento, al nostro umore. Qui di seguito troverete i rimedi per i sette principali tipi di cellulite.

I 7 punti della cellulite

Esterno braccia
Ti senti insicura. Chi ha la cellulite sulla parte esterna delle braccia, secondo gli esperti di fiori di Bach è insicura. E, per nascondere questa paura, diventa intransigente con se stessa e gli altri. Un disagio che si cancella con il fiore Vine (vite), che aiuta a diventare più dolci e sagge.

Interno braccia
Troppo responsabile. L'interno delle braccia è molle, increspato dalla cellulite? È tipico delle donne troppo responsabili, che si dividono tra mille impegni e non staccano mai la spina. Qui, il rimedio che ci vuole è Elm (olmo inglese), un fiore che aiuta ad avere più attenzione e cura verso se stesse.

Sullo stomaco
Eterna scontenta. Non è raro avere noduli sullo stomaco, sopra l'ombelico. È tipico dell'eterna scontenta, che non si sente mai all'altezza della situazione. Per risolvere questo problema, viene usato Pine (Pino silvestre). Il suo pregio è quello di aiutare ad amarsi e ad accettare i propri limiti.

Sotto l'ombelico
Un po' rinunciataria. Se la cellulite colpisce la pancia, nella zona sotto l'ombelico, vuol dire che si è rinunciatarie, convinte di non riuscire nelle sfide che la vita propone. La soluzione è un impacco con Larch (larice), che restituisce la fiducia nelle proprie capacità.

Esterno cosce
Così ipercritica. Aggressive, irritabili. Sempre pronte a correggere i difetti degli altri. Atteggiamenti che, poi, si manifestano con la cellulite sulla parte esterna delle cosce. Beech (faggio) è il fiore più adatto per imparare a non scaricare sugli altri le proprie insicurezze e a risolvere l'inestetismo.

Interno cosce
Hai paura di sbagliare. Vivere in uno stato di continuo allarme, nella perenne paura di sbagliare, porta a concentrare noduli e rigonfiamenti sulla parte interna delle cosce. Una cellulite spesso molle, che si cura con il fiore Aspen (pioppo premulo), specifico per ritrovare la serenità e imparare a godersi la vita.

Sulle ginocchia
Spesso punitiva. Dura, dolente, ecco com'è la cellulite delle ginocchia. Un segno delle persone rigide, che si negano molte cose piacevoli. E Rock Water (acqua di roccia) è il rimedio migliore per guardarsi con più indulgenza.

Fonte: Donna Moderna

Tutta la verità sui cosmetici anticellulite

Ci sono delle regole per sceglierli e dei trucchi per renderli davvero efficaci. Leggi che cosa ti rivelano gli esperti

Non fanno miracoli. Però funzionano. Se scelti bene, usati nel modo corretto e inseriti in una strategia globale di trattamento. La verità sui prodotti anticellulite è tutta qui. «I cosmetici possono senz'altro aiutarvi a contrastare i noduli e ad avere una pelle più soda e compatta soprattutto se la cellulite è nello stadio iniziale (pelle poco elastica, ristagno di liquidi)» spiega la dermatologa Magda Belmontesi. «Ma l'importante è metterli in modo costante, regolare e usare diversi prodotti insieme». Ecco tutto quello che c'è da sapere su vari tipi di anticellulite: come funzionano, come metterli, quanto usarli.

Le creme
Sono i prodotti più tradizionali, ma anche quelli più usati. Perché oltre a essere efficaci contro i cuscinetti, sono anche molto idratanti ed emollienti. «I principi attivi contenuti si dividono in tre tipi» spiega Magda Belmontesi, dermatologa.
1) Quelli che impediscono alle cellule l'accumulo di grasso (caffeina, alghe brune).
2) Quelli che proteggono e favoriscono la circolazione sanguigna, come il ginkgo biloba, il mirtillo, la vite rossa.
3) Quelli drenanti, come la quercia marina, la centella e il fucus.

I prodotti all'avanguardia e più efficaci sono formulati con tutte queste sostanze. Perché diano risultati, applicate le creme due volte al giorno, mattina e sera, per almeno due mesi, con un breve massaggio che aiuti la penetrazione dei principi attivi e stimoli la circolazione. «Fate così: partite dai piedi e risalite verso l'inguine, con movimenti ampi ed energici» consiglia l'esperta. «Insistete in particolare su polpacci e ginocchia, per facilitare il ritorno venoso. Il massaggio sulla pancia, più delicato e leggero, dovrà avvenire invece in senso circolare». Abbinate anche l'uso del fango una volta alla settimana: i risultati saranno più rapidi e l'efficacia dei singoli prodotti verrà raddoppiata.

I gel e gli spray
Questi cosmetici mirano soprattutto alla protezione del microcircolo: regalano immediatamente una sensazione di freschezza. Se volete favorire la penetrazione dei principi attivi, metteteli al mattino dopo la doccia. «Per stimolare la circolazione e migliorare il problema delle gambe pesanti, conservate questi prodotti in frigorifero» consiglia la dermatologa. I gel e gli spray sono ideali se avete pochissimo tempo da dedicare alla cura del corpo e se la vostra è una cellulite leggera e molle. Usateli in tandem con le fiale o il fango. E come alternativa ai trattamenti più consistenti e cremosi che avete steso durante l'inverno e la primavera.

I fanghi
A base di alghe, estratti marini e vegetali e acque termali, i fanghi sono adatti contro la cellulite media e marcata di gambe e glutei. «Stendetene una dose con un massaggio leggero, ricoprite con la pellicola trasparente e lasciate in posa 20 minuti» consiglia la dermatologa.
Poi rimuovete il tutto con una doccia leggera, senza sfregare. Grazie agli ingredienti, già dalle prime applicazioni la pelle risulterà più tonica, vellutata ed elastica. Applicateli una volta alla settimana dopo aver fatto uno scrub.

Le fiale
Sono il trattamento d'urto studiato per combattere la cellulite più persistente e ribelle. Le fiale si possono applicare su tutto il corpo, quindi anche su braccia e addome. L'ideale è usarle periodicamente, ai cambi di stagione, come supporto ai trattamenti abituali. Ogni fiala contiene un cocktail di sostanze (in genere quercia marina, vitamine, centella asiatica) ad alto potere drenante. Sono anche molto elasticizzanti, quindi offrono il vantaggio di prevenire le smagliature.

Fonte: Donna Moderna

Se usi l'anticellulite...

Ci sono almeno cinque buoni motivi per spalmarsi con regolarità i prodotti contro la buccia d'arancia. Leggili qui

Avete deciso di combattere la cellulite con creme e spray? Ottima scelta. L'importante è che usiate i prodotti con costanza. Solo così i principi attivi avranno il tempo di agire. Ma c'è di più: le nuove formulazioni cosmetiche infatti hanno anche altri vantaggi sulla pelle. Scoprite quali in queste pagine.

... risvegli la circolazione
Tra i tanti fattori che provocano la buccia d'arancia, sicuramente uno dei più importanti è la circolazione difficoltosa. Questo perché se i tessuti non sono ossigenati bene soffrono e si infiammano. Ecco spiegata la necessità di arricchire i cosmetici anticellulite con sostanze che mirano a rinforzare le pareti dei vasi e a migliorare la loro funzionalità. «Per rimettere in moto la microcircolazione impigrita, preferite creme e fluidi ricchi di flavonoidi, estratti di natura vegetale come ruta, ippocastano e centella asiatica» dice il dermatologo Antonino Di Pietro. E massaggiate la pelle sempre dal basso verso l'alto per favorire il ritorno venoso.

... diminuisci i gonfiori
Caviglie e cosce gonfie sono un effetto collaterale della cattiva circolazione sanguigna e linfatica. Non a caso sono un problema molto frequente nelle donne che hanno la cellulite. Ma se si usano con costanza i prodotti appositi, il problema si può risolvere o attenuare. «Gli ingredienti drenanti e sciogligonfiori sono soprattutto fucus, ananas e tarassaco, presenti in molte formulazioni» spiega il dottor Di Pietro. ... attacchi i radicali liberi
Volete un altro buon motivo per stendere con costanza la crema? Eccolo: potrete mantenere la pelle giovane e fresca più a lungo. Perché i responsabili della cellulite sono gli stessi che aumentano anche la produzione dei radicali liberi, colpevoli dell'invecchiamento della pelle. «Che può essere ritardato con l'applicazione di sieri, fluidi e creme formulati con sostanze antiossidanti come il selenio o la vitamina E» conclude l'esperto.

... idrati l'epidermide
La circolazione è lenta, il gonfiore aumenta e i radicali liberi aggrediscono su tutti i fronti: con un quadro simile è ovvio che la pelle sia spenta e ruvida. «Ma stendendo tutti i giorni una buona crema si può contrastare anche questo aspetto» dice il dermatologo. «Ripristinando il giusto livello di idratazione, infatti, si assicura all'epidermide un aspetto luminoso e perfettamente levigato».

... previeni le smagliature
Lo sapevate che le smagliature sono spesso associate alla cellulite? I noduli di grasso dilatano i tessuti in profondità e quando non trovano più spazio sotto, tirano e strappano la pelle in superficie, provocando le smagliature. «Applicando i cosmetici ogni giorno aiuterete l'epidermide a restare elastica e a non lacerarsi» spiega il dottor Di Pietro. «Scegliete prodotti ricchi di sostanze elasticizzanti come la vitamina C che stimola la sintesi di elastina e collagene».

Fonte: DonnaModerna

Ma dove prendi i capelli bella bionda?

In Italia 60 tonnellate di ciocche dall'India. Un business da 25 milioni di euro. Ma le trecce famose sono politicamente corrette?

Le case produttrici cinematografiche e televisive le hanno ormai inserite nei loro budget. Perché almeno un'attrice su due le usa, da Sharon Stone a Jennifer Lopez, a Gwyneth Paltrow. «Con le extension abbiamo tutte l'impressione di essere Monica Bellucci» commenta Anne Caillon, a fianco della Stone in Basic Instinct 2.
Allungare e infoltire la capigliatura è d'uso comune fra le bellissime: lo fanno da anni Naomi Campbell, Carla Bruni, Nadia Auermann. «Ma anche molte atlete, come le pallavoliste» rivela Sergio Carlucci, fondatore e direttore creativo di Toni & Guy Italia. «Perché le extension sono un servizio estetico, ma soprattutto pratico e nello sport è più comodo legarsi una chioma lunga che avere capelli sparsi».

Nell'epoca dell'ossessione corporea diventa automatico cercare una soluzione, chirurgica, cosmetica o chimica a qualsiasi problema o esigenza estetica. «Avendo tutto ciò che serve di prima necessità, la ricerca del piacere si sposta verso la cura, spesso esasperata, di sé, e i desideri devono subito essere realizzati anche senza attendere i tempi della natura» commenta Fausto Manara, docente di psichiatria all'Università di Brescia.

E allora, anche i capelli diventano merce di scambio, con una filiera che parte dall'Oriente: «I migliori sono quelli indiani, perché hanno una struttura molto simile ai capelli occidentali, sono resistenti e soprattutto vergini, mai trattati» spiega Thomas Gold di Great Lengths, azienda leader fondata nei primi anni Novanta dal padre David a Nepi in provincia di Viterbo.
Forniscono 45 distributori in 53 paesi, da cui si approvvigionano 25 mila saloni. Numeri importanti che rivelano le dimensioni del mercato mondiale dei capelli.

«Ne importiamo 4 o 5 tonnellate al mese; il mercato italiano rappresenta solo il 5-6 per cento del totale, mentre la grande richiesta arriva da Germania, Austria e Stati Uniti» prosegue Gold. Gli stabilimenti di Nepi occupano 110 persone e circa 340 nel mondo; il fatturato annuale italiano tocca i 25 milioni di euro.
In India la raccolta viene fatta da parrucchieri molto speciali: nel sud del paese c'è il tempio di Tirupati, secondo centro di pellegrinaggio al mondo dopo Roma e prima della Mecca.
Qui gli indiani, 10 mila al giorno in media, pregano Venkateshwara, dio della ricchezza e incarnazione di Vishnu. E gli offrono, come ex voto per una grazia ricevuta, i loro capelli, anche più volte nella vita. Ben 700 barbieri, giorno e notte, su quattro piani, rasano i fedeli, donne, bambini, uomini che donano anche barba e baffi.
Una pasta a base di zafferano protegge e accelera la cicatrizzazione delle parti rasate. I capelli caduti sono raccolti dagli intoccabili e portati a Madras, dove una volta al mese vengono messi all'asta.

«Non dimentichiamo che il denaro raccolto serve a pagare i 400 addetti al tempio e per costruire scuole, ospedali e strade» si autoassolve Gold. Lavati e disinfettati, i capelli arrivano a Nepi dove vengono depigmentati con la tecnica dolce che si usa per il cashmere. I colori comprendono 36 sfumature naturali e 14 «crazy» (blu, fucsia...), con cinque tipi di lunghezze, dai 20 ai 60 cm.
Contrario per anni, Roberto D'Antonio, parrucchiere romano con salone dietro il Parlamento e un altro a Firenze, si è convinto 15 anni fa dopo una prova su se stesso: «Non amo le esagerazioni, ma la naturalezza data dal taglio e dal montaggio».

Portare capelli d'altri crea qualche problema alle dive nostrane? «Evito accuratamente di pensarci» ammette Alba Parietti, che ricorda l'imbarazzo di una ciocca impigliatasi nell'anello e staccatasi rovinosamente al ristorante.
Lory Del Santo le ha dall'Isola dei famosi e ne è entusiasta: «Sognavo da bambina i capelli lunghi, con le extension ho provato una soddisfazione pazzesca; no, non sento fastidio all'idea che siano di un'altra persona».

I suoi vengono dalla Russia, altro centro di traffico di capelli venduti per pochi euro: Victoria Beckham fece anni fa una dichiarazione shock, affermando di avere in testa un intero braccio di un carcere di Mosca. «Non ho pensato alla provenienza, forse non lo avrei fatto» dice Debora Caprioglio, che ha fatto ricorso a extension per rimediare ai danni annosi dell'ossigeno.

Sirena dalla lunga chioma posticcia alle Olimpiadi di Torino, Valeria Marini le usa per occasioni particolari: «Nessun fastidio, è un gesto di devozione».

Ma soldi per opere pubbliche e motivazioni religiose bastano ad assolvere le occidentali? «Un tempo c'era il pudore del corpo, oggi c'è quello delle idee che spesso diventa indifferenza.
Propongo la rilettura del fondamentale Avere o essere di Erich Fromm» suggerisce il sessuologo Maurizio Bossi. «C'è una ragione bioantropologica sulla predilezione per i capelli lunghi, che nell'antichità, quando gli odori si sentivano, funzionava da spray di feromoni ed era un indice di fertilità».

Voce importante ormai delle esportazioni dell'India, una volta i capelli erano usati per imbottire i materassi o come filtri per l'olio.
Ma tutto è lecito per apparire? «Non mi scandalizza il desiderio di abbellirsi, però non vorrei mai che ciò che uso fosse stato venduto per necessità o disperazione»: la giornalista Rossana Rossanda mette dei paletti.
«E trovo indegna l'imposizione di canoni di bellezza: istupidisce i giovani per non farli accorgere che manca tutto il resto.
«Abbiamo perso il senso delle cose vive e morte, tra reale e virtuale non c'è più distanza. Siamo in balia della sindrome Nimby (not in my backyard): l'importante è che tutto non accada nel mio giardino, come dicono gli inglesi.
In fondo il narcisismo, anche pilifero, è un sintomo di quanto poco ci si ami».


Fonte: Panorama

15 marzo, 2006

Prevenire la couperose? Si può!

Nonostante la predisposizione, con i giusti accorgimenti è possibile prevenire la comparsa di couperose. Come? Ecco i consigli della dermatologa

La comparsa della couperose dipende soprattutto da una predisposizione fisiologica e costituzionale, ma esistono dei comportamenti preventivi per evitarne l’insorgenza.
Si tratta di accorgimenti quotidiani semplici e poco impegnativi, che la dermatologa dell'Istituto Europeo di Dermatologia Silvia Pinelli consiglia soprattutto per chi ha la pelle sensibile, chiara e naturalmente soggetta ad arrossamenti.

«La prima, fondamentale regola anti-couperose», dice la dermatologa, «è la protezione della pelle. Prima dell’esposizione al sole, che va comunque ridotta al minimo e negli orari meno a rischio, è fondamentale schermare il viso con una crema anti infrarossi, Uva e Uvb dal fattore di protezione molto alto (dal 50 al 100), e anche le lampade Uva andrebbero evitate».

Non bisogna dimenticare, poi, che il sole non è l’unico fattore di rischio atmosferico.
«Anche lo smog, il freddo, il vento e l’umidità agiscono sullo strato epidermico in modo aggressivo», spiega la Pinelli, «esponendo la pelle sensibile ad aumentate possibilità di vasodilatazione».

Ogni giorno, prima di uscire di casa, è fondamentale proteggere il viso con una buona crema idratante, o meglio ancora con un prodotto dalla formulazione specifica per pelli sensibili e soggette ad eritrosi.

«Le donne», dice l'esperta, «sono fisiologicamente più esposte degli uomini alla couperose, ma possono sfruttare a loro vantaggio il trucco quotidiano: molte case cosmetiche propongono linee di maquillage specifiche per la couperose, arricchite tra l’altro di pigmenti verdi che aiutano a mascherare il rossore del volto».

Sempre a livello di make up, poi, occorre fare molta attenzione all'acqua usata per lavarsi: deve essere tiepida, poiché sia il caldo che il freddo eccessivo possono danneggiare i capillari.
Inoltre, bisogna scegliere sempre un sapone neutro, non profumato e non alcolico, ed evitare scrub, tonici e maschere di bellezza troppo aggressive, che rischierebbero di danneggiare pelle e capillari inutilmente, peggiorando la situazione.

«Infine», conclude la dermatologa, «un’attenzione in più va dedicata anche alla tavola: per proteggersi dalla couperose è importante stare alla larga dagli alimenti pro-infiammatori, che favoriscono la vasodilatazione a livello generale e periferico. Salumi, cioccolato, fritti, alcolici e cibi molto caldi o piccanti vanno esclusi il più possibile dalla dieta quotidiana».
Questo vale non solo per la couperose ma per la salute della pelle in generale: un’alimentazione sana ed equilibrata è il segreto efficace per mantenere la pelle sana e luminosa.


Fonte: Sanihelp.it

L’angoscia sono le rughe

Il trucco diventa uno strumento, non per armonizzare i diversi elementi del viso, ma per accentuarne uno o due, in maniera quasi esagerata, al punto di rende asimmetriche linee e volumi del volto stesso. È come se si volesse uscire dalla norma di una bellezza necessariamente armonica e omologata, in cui alla perfezione massima corrisponde il massimo della bellezza. «Per truccare una donna ci vogliono in media 40 minuti, per un uomo ne bastano anche dieci ma, spesso, sono i più pretenziosi». Jean Chanoux lavora per l'agenzia milanese Make-up service ed è truccatore per trasmissioni come Music farm e l'Isola dei famosi: «Il trucco è indispensabile per apparire - spiega -. Poi ci sono quelli più o meno maniaci. L'angoscia più comune, comunque, è quella per le rughe». Le richieste più frequenti? «Per le donne, la profondità dell'occhio. Gli uomini badano molto anche alle occhiaie, non amano apparire stanchi o invecchiati». Stratagemmi? «Il più diffuso in assoluto sono le ciglia finte».

Fonte: Il Giornale

14 marzo, 2006

Lotta all'invecchiamento, par condicio tra i sessi

Gli italiani sono sempre più attenti alla cura del proprio corpo, non temono troppo l'invecchiamento ma sono interessati alle novità proposte dalle case cosmetiche per migliorare il proprio aspetto.
A sostenerlo è un recente studio realizzato dalla «GPF e associati», presentato oggi a Milano in occasione del lancio di un nuovo antietà nato dalla collaborazione tra «Allergan» ed «Elizabeth Arden».

Secondo l'indagine, condotta su 2500 persone tra i 30 e i 60 anni, sul terreno dell'estetica si sta compiendo una sorta di par condicio, che avvicina uomini e donne nella ricerca del benessere esteriore.
Il trend positivo nel mercato dei prodotti di bellezza, infatti, riguarda in misura sempre crescente anche gli uomini. Dal 2002 al 2005, la percentuale di quelli che dichiarano di fare uso di prodotti per rallentare l'invecchiamento è cresciuto dall'8,6 al 15,8%, e il 37,7% dei maschi intervistati ha ammesso di considerare i cosmetici un'arma fondamentale per mantenere un aspetto giovane il più a lungo possibile.

Nonostante l'entusiasmo nei confronti della cosmetica antietà, il 74% del campione ha affermato di vivere serenamente il problema dell'invecchiamento, e il 50,1% ha sostenuto con un pò di autoindulgenza di dimostrare un pò meno degli anni che ha.
Tuttavia, parlando dell'invecchiamento in modo più astratto e impersonale, il 37,2% degli italiani considera il problema più drammatico e socialmente influente, da affrontare con la corretta prevenzione.
Bere molta acqua (59,3%), dormire almeno 8 ore per notte (57%), fare attività fisica (39%) e anche del buon se-sso (30%) sono state le misure antietà più citate dagli intervistati, e confermate anche da Amanda Lear, Martina Colombari e Manuel Casella, ospiti della conferenza presentata da Paola Saluzzi.

Fonte: Sanihelp.it

Fare l'amore? Elisir di eterna giovinezza

Regala emozioni forti, aumenta l'autostima e mantiene giovani: fare l'amore è un segreto di bellezza. Parola di Martina Colombari

Tiene occupati, regala buon umore ed emozioni forti, aumenta l'autostima e mantiene giovani.

Per più di tre italiani su 10 l'amore, anche e soprattutto quello 'sotto le lenzuola', è un elisir di lunga vita : un'arma anti-età e un segreto di bellezza.
Lo rivela un sondaggiocondotto dall'isituto di ricerca GPF e presentato oggi a Milano durante il lancio di un nuovo 'cosmeceutico' antiossidante frutto di una partnership tra Elizabeth Arden e Allergan Dermatology.

Citata dal 30,2% degli intervistati, l'abitudine a 'fare l'amore in modo regolare' è infatti al terzo posto tra le strategie adottate dai connazionali alle prese con gli effetti del tempo che passa, preceduta solo da una 'dieta sana ricca di frutta e verdura' (34,3%) e dall'uso di 'cosmetici costosi e all'avanguardia' (31,2%).

L'esperto approva: fare l'amore è un 'belletto' naturale, ha confermato Mauro Picardo della Sidemast (Società italiana di dermatologiamedica e chirurgica e malattie sessualmente trasmesse), insieme a 'smettere di fumare, esporsi con cautela ai raggi solari, tenere ilviso sempre pulito, bere tanta acqua, mangiare bene e utilizzare integratori e cosmetici ad hoc'.

E a inserire la 'love therapy' nella propria personale ricetta per combattere lo spettro della vecchiaia sono anche volti noti come Amanda Lear, Manuel Casella e Martina Colombari.

'L'amore per Manuel è una crema idratante', ha assicurato Amanda. 'Mio figlio Achille è il mio segreto di giovinezza', h afatto eco Marina. 'Mi alzo al mattino, trovo il barattolo della crema aperto e scopro che a rubarla è stato Manuel', ha ironizzato Amanda Lear, salutando con favore 'l'immagine di un uomo nuovo che mette da parte il vecchio stereotipo del 'maschio delle caverne' e si prende cura si sè'.

Quanto ai suoi personaliingredienti di bellezza, 'sono quelli che tutti conosciamo - ha detto - Dieta sana, esercizio fisico, un pò di sole e un'ottima idratazione della pelle'.

E niente ciglia finte o strati di fondotinta sul viso: 'Quando non lavoro mi trucco poco: molto meglio 'meno' che 'too much''.
Rifiuta l'accusa della compagna Manuel Casella: 'È lei che ogni mattina mi mette la crema', ha replicato, giudicando tuttavia 'assolutamente positivo' il nuovo trend dell'uomo che non si vergogna ed entra in profumeria. 'Non penso a come sarò fra 20 anni - ha continuato - Ho sempre curato il mio aspetto e fatto palestra per motivi di lavoro, ma sono contento così. Inutile lavorare freneticamente tutto il giorno e poi andare una settimana in beauty-farm. Il benessere è fatto di piccoligesti, di beauty-farm quotidiane', ha concluso.

Ritmata dagli orari del piccolo Achille è invece la giornata-tipo di Martina Colombari: 'Sveglia alle 7.00, ricca colazione con cereali, latte, yogurt e frutta, un'ora di giochi con mio figlio e poi al lavoro', ha raccontato. Ma 'la mia arma segreta è la palestra - ha aggiunto - È lì che rinasco e ho continuato ad allenarmi fino alla sera prima di partorire'.

Qualche 'viziò certamente c'è, 'quattro o cinque sigarette al giorno, un cioccolatino e una cotoletta ogni tanto'. E ovviamente 'fare l'amore, perchè è vero che senza si diventa acide'. Infine, 'dieci o 15 minuti al giorno dedicati al mio corpo e soprattutto al mio viso, tanta pulizia e poco trucco: una crema idratante, un filo di mascara e via'.


Fonte: Il Giorno

11 marzo, 2006

Trattamento faidate anti-cellulite

Semplici ricette che se applicate costantemente nelle zone desiderate possono aiutare a migliorare la circolazione, eliminare le tossine, diminuire l'infiammazione, aumentare il metabolismo e migliorare l'elasticità cutanea

La partenza iniziale ideale per predisporre la pelle al trattamento anti-cellulite è rappresentato da uno scrub levigante che elimina le cellule morte superficiali, stimola il microcircolo e riattiva la circolazione superficiale.
Si consiglia di seguire i consigli per un periodo di 1/2 mesi.

Scrub al sale
Ingredienti: sale marino grosso integrale, olio essenziale di limone, una pezza di lino a trama larga.
Al centro della pezza si dispongono 3-4 cucchiaini di sale e 5-6 gocce di olio essenziale di limone. Si uniscono i quattro lati per facilitare la presa, si bagna e si passa sulla pelle inumidita delle gambe con un leggero sfregamento.

Impacco alla betulla per drenare e favorire la stimolazione dei liquidi accumulati
Ingredienti: 4 cucchiai di argilla bianca
betulla estratto fluido q.b.
2 cucchiai di olio di lino (facoltativo se la pelle è secca)
5 gocce di olio essenziale di limone
5 gocce di olio essenziale di mirto
5 gocce di olio essenziale di finocchio
un rotolo di pellicola trasparente.
Si unisce l'estratto fluido di betulla all'argilla, ed eventualmente olio di lino, mescolando velocemente fino ad ottenere una pasta omogenea spalmabile.In ultimo si aggiungono gli oli essenziali. Si stende il composto sulle zone interessate poi avvolte con la pellicola trasparente. La posa è di almeno mezz'ora. Infine si rimuove l'impacco con l'acqua e si inizia un massaggio circolare sulla pelle con una leggerissima pressione a partire dalla caviglia: eseguire una sorte di spirale di risalita nelle gambe, in quella destra seguendo il senso orario, mentre nella sinistra l'antiorario. Si ripete due volte e si risciacqua. Consigliabile 2-3 volte la settimana per almeno un mese.

Bagno coadiuvante dei trattamenti per la cellulite
Ingredienti: 2 kg di sale integrale
4 cucchiai di betulla
4 cucchiai di fucus vescicolosus
4 cucchiai di edera
2 litri di acqua
Si prepara un infuso con le erbe lasciandole in infusione diverse ore. Filtrare e aggiungere l'infuso concentrato nell'acqua tiepida della vasca da bagno, assieme al sale.

Fluido concentrato per la cellulite ad azione drenante e stimolante
Ingredienti: 50 ml di fucus vescicolosus (tintura madre)
50 ml di linfa di betulla (tintura madre)
30 gocce di olio essenziale di limone
30 gocce di olio essenziale di lavanda
Si miscelano tutti gli ingredienti in una bottiglietta di vetro scuro. Stendere sulle zone da trattare a giorni alterni. Ha un assorbimento rapido e non lascia traccia. Agitare bene prima dell'uso.

a cura di Sonia Tarantola
Tratto dal libro: Giulia Penazzi, Cosmetici naturali faidate, edizioni tecniche nuove


Fonte: LifeGate

10 marzo, 2006

Un simulatore trova l'intimo giusto

Seleziona il modello per ogni sport

La tecnologia è sempre stata al fianco degli sportivi con la realizzazione di abiti e attrezzature per rendere l'attività fisica più confortevole. Il mondo femminile è tra i maggiori beneficiari di queste innovazioni. Ora, grazie ad un simulatore online, l'imbarazzo per il movimento del décolleté potrebbe avere fine. Si chiama Bounce-ometer e simula le oscillazioni del seno aiutando a trovare il modello di reggiseno più adatto alle esigenze di ogni donna. L'idea è di un'azienda britannica produttrice di intimo studiato per assorbire urti e colpi.

Grazie a un test online, ogni donna può individuare la tipologia di reggiseno che più si addice al proprio corpo e all'attività sportiva praticata. Il procedimento è molto semplice. Dopo aver selezionato la propria taglia, il sistema virtuale richiede il livello di sforzo fisico che si compie: minimo (yoga), medio (ciclismo e sport invernali), alto (step e pallacanestro) o estremo (corsa ed equitazione). Una volta raccolte le informazioni, il simulatore genera un'animazione che permette di visualizzare concretamente le oscillazioni del seno. La pagina mostra la stessa situazione affrontata senza reggiseno, con un modello normale o con quello prodotto dall'azienda inglese.

Grazie alla visualizzazione frontale e laterale della modella virtuale, la scelta è presto fatta e i modelli in vendita sono raggiungibili con un semplice click. Bounce-ometer non è il primo caso in cui la tecnologia cerca di risolvere problemi legati al décolleté. Tra le idee più curiose ricordiamo Bust Doctor, il maxireggiseno vibrante coreano ideato per modellare e rassodare il seno. Che dire? Provare per credere!

Fonte: TgCom

08 marzo, 2006

Easy make-up

I laboratori giapponesi hanno creato delle piccolissime sfere, scorrevoli come perle, che facilitano il make up. Finalmente arrivano anche in Europa e in America

Fondotinta che non appiccicano, ombretti che scivolano come velluto sulle palpebre. Insomma, prodotti make up con una facilità d’applicazione impensabile sino a poco tempo fa. E tutto grazie a piccolissimi globi di materiale plastico, come le resine di silicone, oppure minerali, come il biossido di titanio, dalle dimensioni non superiori a 20 micron, dove un micron sta per un milionesimo di metro. Queste sfere conferiscono ai prodotti di make up piacevoli caratteristiche, tra cui una migliore applicabilità ed una maggiore diffusione sulla pelle.

Fino alla metà degli anni Ottanta, quando i laboratori giapponesi le hanno scoperte ed utilizzate per la prima volta, le microsfere erano pressoché sconosciute. Alla fine di quel decennio furono introdotte negli Usa ed in seguito in Europa, per un inevitabile affetto di globalizzazione cosmetica. La loro principale funzione è quella di consentire una stesura a prova d’errore e di migliorare la texture. Infatti, le microsfere scivolano facilmente una sull’altra, come una manciata di perle su un tappeto: il risultato finale è un effetto vellutato, un make up la cui copertura si può modulare con estrema facilità.

I fondotinta mitrati alle pelli miste contengono microsfere cave e riempite di sostanze liquide, quali l’acqua e alcuni derivati del silicone (i ciclometiconi). Subito dopo l’applicazione sul viso, i liquidi evaporano e le microsfere ‘svuotate’ possono incamerare sebo, permettendo un make up setoso ed opaco, a prova di sfaldatura per tutto il giorno. E non è finita: la loro forma sferica permette una perfetta rifrazione della luce. Quando il raggio luminoso colpisce il viso truccato, viene in parte riflesso ed in parte inglobato dalla microsfera, per essere poi sparpagliato ‘a pioggia’ sulla pelle.

I cosmetologi chiamano questo fenomeno ‘soft focus’. E’ proprio questo gioco di luce a nascondere le piccole imperfezioni, quali rughette e lievi discromie, regalando un look naturale, che imita la traslucenza tipica della pelle giovane. Ma in quali prodotti si possono trovare le microsfere?

Collistar opta per le tonalità solari nella palette viso-occhi-labbra Chic, con terra, ombretti e gloss facili da stendere. Mentre è un fluido leggero, da utilizzare da solo o come base per il trucco, Sheer Clone di Helena Rubinstein, che, grazie alle microparticelle di madreperla ha un effetto ad alta luminosità. Il nuovo fondotinta di Estée Lauder ha una formula in crema fluida, che corregge ed attenua le imperfezioni della pelle grazie a polveri impalpabili che catturano e diffondono la luce, adattandosi perfettamente alla carnagione. Infine, sono in edizione limitata: la cipria luminescente Glow Crazy Loose Powder di Clinique, e la polvere compatta illuminante Wild Touch Highlighter di Deborah, che dona un sofisticato effetto bronzo.


Fonte: Leonardo.it

Arrivano i cerotti salva-bellezza

La rivoluzione della cosmetica si chiama patch, cerotti pratici e indolori che aiutano a sconfiggere gli inestetismi più diffusi: dall’acne alla cellulite,alle rughe

Combattere brufoli, rughe, cellulite e smagliature comodamente seduti sul divano di casa? Da oggi è possibile, con i nuovi trattamenti in patch (cioè pezze, bende). Dove prima si insisteva con impacchi e fanghi, oggi si appiccica un cerottino e il gioco è fatto.

Le patch consentono di veicolare rapidamente e in profondità i principi attivi contenuti in creme e lozioni, in modo gradevole ma molto efficace. Questa nuova formulazione va incontro alle esigenze delle donne moderne, attente alla cura del corpo ma troppo impegnate per recarsi regolarmente nei saloni di bellezza. Inoltre:

-sono auto-somministrabili e facili da applicare, in quanto autoadesive
-sostituiscono i trattamenti invasivi: fanno penetrare nei tessuti le sostanze che altrimenti potrebbero essere introdotte in profondità solo attraverso infiltrazioni, per esempio con siringhe e aghi
-danno risultati evidenti: erogano la massima concentrazione (15%) dei principi attivi che vengono assorbiti senza pellicole residuali, in più utilizzano una tecnologia transdermica che opera 24 ore
-consentono di mirare meglio i bersagli da colpire, grazie all’applicazione locale, ma anche di distribuire i principi attivi più rapidamente
-sono indolori: la zona trattata viene curata in modo semplice e dolce; anzi, i tessuti leggeri, composti da fibre naturali al 100% e associati a texture fresche e anallergiche, assicurano alla pelle rispetto e delicatezza e trasformano il trattamento estetico in un momento di relax
-sono adatti alle pelli sensibili, che non possono rischiare trattamenti troppo estesi e potenti
-sono indicati sia per gli uomini che per le donne
-consentono di svolgere tutte le attività quotidiane, inclusa la doccia o lo sport
-sono pratici anche da infilare in borsetta!

Ecco qualche esempio di patch che puoi trovare in profumerie e negozi specializzati:

-anticellulite: rilasciano gradualmente un mix di principi attivi anti-cellulite come lecitina di soia, vitamine, proteine del mais e antiossidanti, restituendo alla pelle un aspetto levigato, una consistenza vellutata e una netta diminuzione della ritenzione idrica
-per brufoli e punti neri: sono basati su una tecnica adesiva affine ai grassi che ostruiscono i follicoli, dopo l’applicazione si strappano e portano con sé il tappo di sebo, il comedone e i corneociti formatisi
-antirughe: adatti ai solchi naso-genieni, alle rughe glabellari o alle zone perioculari, permettono a particolari sostanze (come gli alfa idrossiacidi) di agire in modo intenso, occlusivo e localizzato
-lipo-riducenti: contengono alga bruna (diuretica e disintossicante), caffeina (drenante) e carnicina (lipolitica), eliminano i grassi, aumentano l’eliminazione dei liquidi, svolgono un’azione decongestionante e anti-ritenzione.

Fonte: Sanihelp.it

07 marzo, 2006

Effetto Anti-Eta' a Sorpresa Da Crema Contro Tumori Pelle

Pelle più liscia, con meno rughe, macchie e segni dell'età. E addirittura un colorito piu luminoso. A regalare un aspetto piu giovane al viso segnato dagli anni e, a sorpresa, una crema studiata contro il cancro della pelle. I risultati di una recente indagine, su un piccolo gruppo di persone, mostrano infatti che Aldara Cream* (imiquimod) al 5%, un trattamento topico contro il tumore della pelle, migliora la struttura e laspetto di una pelle prematuramente invecchiata. La ricerca, condotta nei laboratori di S.K.I.N. Incorporated, specializzati in dermatologia, sono stati presentati di recente al 64.mo Annual Meeting dellAmerican Academy of Dermatology a San Francisco.

Aldara Cream* nasce come un trattamento per lesioni della pelle pre-cancerose (cheratosi attinica) e per il carcinoma a cellule basali superficiali. Il prodotto lavora stimolando il sistema immunitario dellorganismo contro due patologie che sono risultato di una vita di esposizioni selvagge ai raggi ultravioletti. Una cattiva abitudine che puo provocare anche fotoinvecchiamento cutaneo. I nostri risultati indicano - spiega Albert Kligman, docente di Dermatologia dellUniversity of Pennsylvania e primo ricercatore dello studio - che Aldara Cream* puo offrire benefici cosmetici, oltre al suo importante effetto terapeutico nel trattamento di lesioni della pelle precancerose e cancerose. Lo studioso precisa di aver iniziato la ricerca proprio dopo la scoperta, avvenuta per caso, di inattesi e positivi effetti collaterali: alcuni pazienti trattati con il prodotto riferivano un miglioramento anche dal punto di vista cosmetico. Lo studio ha coinvolto dieci donne sane, con segni visibili di fotoinvecchiamento cutaneo: le volontarie hanno ricevuto un trattamento con la crema cinque volte a settimana per quattro settimane.

Il loro viso e stato sottoposto a una serie di esami per fotografare le modificazioni, sia visibili che a livello microscopico. In base ai risultati di questo piccolo studio, il trattamento con Aldara Cream* ha corretto alcune modificazioni strutturali associate ai danni causati dallesposizione ai raggi. Insomma, la crema riduce rughe e linee sottili, migliora laspetto della pelle e regala un colorito piu uniforme. Alla fine della ricerca, l80% delle pazienti riferiva miglioramenti moderati o notevoli.

Dati positivi, confermati dallo studio istologico di alcune biopsie. In piu, i ricercatori specificano che la crema e stata ben tollerata e che nessuna volontaria ha riferito arrossamenti o irritazioni.


Fonte: Yahoo! Notizie

03 marzo, 2006

Nanotecnologia per palpebre da farfalla

Nuovi sensazionali cosmetici sono in arrivo sui nostri mercati. Ma le perplessità sulla sicurezza dei nanomateriali sono ancora tante

Ah, la nanotecnologia… la nuova frontiera della scienza e della tecnica. Non solo sta aprendo la strada verso meccanismi più piccoli di un granello di polvere, non solo promette automi medici in grado di curarci le malattie molecola per molecola all’interno del nostro corpo, ma amplia la sfera del benessere della razza umana permettendo labbra, palpebre ed unghie più affascinanti, irresistibili, iridescenti. Come le ali di una farfalla.

La nanotecnologia (come ormai molti sapranno) consiste nello sviluppo di particelle di materiale così piccole da essere composte da pochi atomi. In certe configurazioni, assemblando questi atomi si riescono a costruire dei dispositivi meccanici.

In altri casi, invece (come nel caso della lampadina quantica di cui ho già parlato in novembre) si sfruttano le particolarissime proprietà della materia quando è divisa in granuli di dimensioni tanto piccole da non potersi nemmeno definire microscopiche.

Nello specifico, a queste dimensioni la materia assume proprietà molto particolari nella sua interazione con la luce – dando origine a particolari effetti di diffrazione, imitando il meccanismo che rende le ali della farfalle così belle ed cangianti.

Giocando con la luce, senza pigmenti
Belle, com’è ovvio, è la parola chiave – chiave per un grande successo economico di tutti quei prodotti che possano innovare e promettere a donne e uomini un aspetto sempre più gradevole, in linea con le aspettative della nostra società.

Dai laboratori dei nanotecnologi sono dunque uscite scoperte applicabili in campo cosmetico, immediatamente appetibili per le multinazionali del settore. Ricercatori di un noto colosso della cosmetica hanno trovato, in particolare, il modo di inserire nano particelle negli ombretti e smalti, prodotti che sono stati annunciati come di prossimo rilascio sul mercato.

L'innovazione consiste nell'utilizzare particelle che attraverso la diffrazione della luce permettano la generazione di brillanti colori, senza ricorrere a pigmenti, cere od oli impiegati nella tecnologia tradizionale, per generare effetti impossibili finora da ottenere. Intrappolando infatti un sottilissimo strato di aria sotto lo strato di prodotto, si creano dei fenomeni di interferenza fra le varie onde luminose che colpiscono la nostra pelle e il risultato è una colorazione iridescente che rende affascinanti ed irresistibili (o qualcosa del genere).

Ci sono però un paio di problemi
Il problema per l’azienda: il prodotto, di per sé non è colorato. Ovvero è bianco e colora la pelle (o le unghie o le labbra) solo quando è applicato. Un bel problema di marketing convincere la clientela che un prodotto privo di colore in realtà colora.

Di problema poi ce ne sarebbe potenzialmente anche un altro. Senza voler in nessun modo essere allarmista, raccolgo i segnali di preoccupazione che giungono da molti scienziatie da un report di Greenpeace: e li ritrasmetto senza aggiungere giudizi di merito dal basso della mia ignoranza.

Il fatto è che le nano particelle sono talmente piccole da riuscire a valicare non solo la pelle ma le membrane cellulari stesse: in sostanza sono tanto piccine da potersene andare a zonzo per l’organismo senza che nulla o quasi sia in grado di fermarle.

Finora, che si sappia, nessun problema serio. Parecchi ricercatori avvertono però che il fatto che non ci siano stati casi eclatanti non significa che possiamo nanoparticolare con leggerezza qualsiasi materiale ci piaccia. E che uno studio più approfondito sarebbe opportuno per valutare eventuali effetti per gli utilizzatori e per chi lavora in fabbrica per produrli.

Tanto più che alcuni esperimenti condotti in animali avrebbero dimostrato che le nanoparticelle sono capaci di arrivare senza ostacoli all’interno di organi come i polmoni e il cuore, facendo anche qualche danno.

Insomma: una maggiore cautela, prima di lanciare prodotti contenenti nanopolveri, sarebbe auspicabile. Ma, mentre anche la Comunità europea si sta muovendo in direzione di una maggiore analisi dei possibili rischi per la salute, questi prodotti continuano ad arrivare sul mercato: si stima che l’anno scorso siano state già prodotte centinaia di tonnellate di questi materiali (una cifra astronomica, considerando le dimensioni infinitesimali dei materiali). E grandi quantità di questi composti finiscono in prodotti consumer: non si parla solo di cosmetici ma anche di migliaia di applicazioni in prodotti di uso quotidiano: come tessuti a prova di macchia, articolisportivi, vernici, finestre che si puliscono da sole, creme solari.

A breve, dunque, ci ritroveremo con cosmetici nanotecnologici, i cui (eventuali) effetti secondari non sono per nulla chiari. Ma si sa, la bellezza, da che mondo è mondo, ha sempre valso bene qualche rischio…


Fonte: Apogeonline

Eurispes: italiani maniaci della bellezza

Italiani, un popolo di 'patiti' della bellezza e della cura del proprio corpo, ma anche pericolosamente sull'orlo di una crisi di nervi e legato a 'filo stretto' con il lettino dello psicologo. A puntare l'obiettivo su manie e debolezze del Belpaese è l'Eurispes nel 'Rapporto Italia 2006'. Belli ad ogni costo, dunque, sembra essere il motto prediletto dai connazionali, tanto che per prendersi cura del proprio corpo una famiglia spende in media dai 300 ai 350 euro al mese, mentre continua il trend in crescita degli interventi di chirurgia estetica. Ma a confermarsi 'reginette di vanità non sono solo le donne; al contrario, a tenere al proprio aspetto sembrano essere oggi più che mai gli uomini, che, in base alle rilevazioni Eurispes riferite al 2004, hanno fatto ad esempio registrare un incremento del 30,1% nella vendita di creme di bellezza specifiche 'per Lui'. E proprio gli uomini, secondo l'indagine, stanno diventando tra i più assidui frequentatori delle Beauty Farm, fino a pochi anni fa 'regno' incontrastato al femminile. Attenti all'estetica, dunque, ma anche pericolosamente stressati, al punto che l'Eurispes parla di ''un Paese sull'orlo di una crisi di nervi''. A confermarlo è la spesa degli italiani per cure da psicologi e analisti: si stima infatti in 4,9 miliardi di euro il giro d'affari del mercato della psiche.


Fonte: Rai Utile

02 marzo, 2006

Invecchiamento: Nuove 'Spie' Per Testare Efficacia Creme e Pozioni Miracolose

Nelle vetrine di profumerie e farmacie campeggiano creme e lozioni che vantano poteri miracolosi contro i segni dell'eta'. Ora finalmente, dai laboratori scientifici, arrivano nuove 'spie' utili per scoprire se questi elisir anti-invecchiamento funzionano davvero. I ricercatori del Vanderbilt University Medical Center, infatti, hanno individuato nuovi indicatori molecolari, o biomarker, dell'invecchiamento cutaneo, che potrebbero essere usati per valutare l'effetto dei prodotti anti-age.

''C'e' un grande interesse da parte di industrie cosmetiche e farmaceutiche nello sviluppo di prodotti che riducono al minimo i segni dell'eta' - spiega James Slight Jr., uno degli autori dello studio pubblicato sul 'Journal of Investigative Dermatology' - i biomarker quantificabili che abbiamo individuato potrebbero essere utili per monitorare l'invecchiamento simulato in laboratorio, ma anche per valutare farmaci e terapie che alterino questo processo''.

Le nuove 'spie' sono, in realta', specifiche modifiche rilevate nel materiale genetico di alcuni organelli del Dna chiamati mitocondri, le 'centrali energetiche' della cellula. La produzione di energia fa si' che in questi 'micro-stabilimenti' si accumulino anche sostanze ossidanti, che possono danneggiare il Dna presente nei mitocondri. Le mutazioni nel Dna mitocondriale, come e' emerso dallo studio su campioni di pelle di pazienti con tumori cutanei (non melanomi), sono correlate con il processo di invecchiamento: non erano presenti nei campioni 'malati' ma nelle cellule della pelle ancora sane. Ora questi marker associati all'eta' possono essere utili per capire perche' le cellule funzionano in modo diverso col passare degli anni. E per testare l'efficacia di prodotti mirati a 'bloccare' i segni del tempo.


Fonte: Yahoo! Italia Notizie