Bellezza e benessere

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30 agosto, 2006

Cosmetici sicuri, attivo il sito Ue. Al via il confronto con i produttori

Al bando i segreti di tutti cosmetici venduti in Europa per ogni possibile capriccio estetico. Dai rossetti brillanti alle creme idratanti, dalle lozioni contro la calvizie ai deodoranti più o meno delicati, dalle creme depilatorie ai patch anticellulite e antirughe: sui cosmetici i consumatori europei hanno ormai il diritto di saperne di più e i produttori l’obbligo di rispondere alle loro domande.
Da oggi infatti i consumatori europei possono vantare un’importante conquista, ossia potersi rivolgere ai produttori dei cosmetici venduti in Europa per informarsi sulla composizione quantitativa di un prodotto, in particolare sull’eventuale presenza di sostanze giudicate “pericolose” in quanto irritanti, corrosive o ancora tossiche o infiammabili.
La Commissione europea in accordo con l’industria europea dei cosmetici ha infatti deciso che i consumatori hanno diritto di conoscere gli eventuali effetti negativi sulla salute che un prodotto utilizzato normalmente in modo adeguato - e non eccessivo - potrebbe provocare. Se in Europa possono essere venduti solo cosmetici sicuri per la salute umana, eventuali conseguenze negative non possono essere escluse: dagli effetti irritanti e allergici all’acne cosmetica, dal prurito allo shock anafilattico. Insomma, “si tratta di fornire ai consumatori che lo desiderano - ha spiegato ai cronisti Gregor Kreuzhuber, portavoce del vicepresidente e commissario europeo all’industria Gunter Verheugen - i dati relativi alla composizione dei prodotti e agli eventuali effetti non desiderati di cui i produttori potrebbero essere a conoscenza.
Tutto questo senza portare pregiudizio al segreto commerciale e ai diritti di proprietà intellettuale”.
L’obiettivo è duplice, ha precisato Verheugen: “Facilitare la vita dei consumatori e delle imprese in quanto la trasparenza dell’informazione aiuterà i consumatori a scegliere tra una vasta gamma di prodotti venduti sul mercato europeo”. Un mercato, che ha conosciuto un vero boom in prodotti di bellezza, sia maschili che femminili, grazie anche ad una buona dose di edonismo sempre più diffuso nella società europea. In concreto, quindi, i consumatori possono rivolgere le loro domande al produttore del cosmetico di cui sono interessati telefonando o utilizzando l’indirizzo stampato sulla confezione.
Per facilitare la loro ricerca possono fare ricorso ad un elenco pubblico centrale delle imprese che commercializzano i cosmetici in Europa messo a disposizione da Colipa (l’associazione che li riunisce) all’indirizzo “www.european-cosmetics.info”.

Fonte: Il Denaro

La proteina che fa crescere i capelli

Hanno individuato il codice proteico che ordina a cellule semplici di diventare follicoli piliferi. Ora la sperimentazione sugli umani

Una speranza per curare la calvizie e un buon modello scientifico per studiare lo sviluppo dei tessuti. Un gruppo di biologi dell'Università di Manchester, in Gran Bretagna, ha scoperto il processo molecolare che permette alle cellule embrionali di specializzarsi in cellule che producono capelli. Il segreto sta in un "codice" proteico, che ordina a cellule indifferenziate di diventare invece specifiche per la produzione di capelli.

Nell'embrione che cresce avviene la "pattern formation", cioè l'acquisizione di forme definite, processo mediante il quale, grazie all'interazione tra cellule, si sviluppa la forma adulta. Uno dei migliori esempi di ripetizione di tale processo durante lo sviluppo è quello dei follicoli piliferi nella pelle dei mammiferi. L'embrione all'inizio è ricoperto con un semplice strato di cellule epiteliali, nel quale ciascuna cellula ha due possibilità di scelta: diventare una cellula che darà origine a follicoli piliferi oppure una semplice cellula della pelle.

Nei topi è stato osservato che in soli due giorni tutte le cellule epiteliali scelgono tra le due opzioni, dividendosi secondo uno schema preciso, per cui sulla pelle dei roditori appaiono a spazi regolari i follicoli piliferi. Questa abilità di generare il numero corretto di peli, e tra questi il giusto spazio di pelle, dipende da una complessa "comunicazione" tra le cellule.

Il progetto di ricerca dell'equipe diretta dal professor Denis Headon ha scoperto uno dei meccanismi e dei "linguaggi" che presiedono a questa abilità. In esperimenti di laboratorio, il codice proteico individuato dai ricercatori è stato trasmesso ad alcune cellule indifferenziate, che hanno dato origine a follicoli piliferi. Ora i biologi sperano che lo stesso risultato si possa ottenere anche su cellule umane.

"Nello sviluppo dell'embrione umano - spiega Headon - le cellule della pelle hanno la capacità di trasformarsi in altri tipi di cellule, per formare follicoli piliferi, ghiandole sudorifere, denti e unghie. La trasformazione delle cellule semplici in cellule che producono capelli è determinata da tre proteine prodotte dai nostri geni".

"La nostra ricerca - continua il biologo - ha identificato il modo in cui una di queste proteine, lavorando al di fuori delle cellule, interagisce a livello molecolare per determinare lo schema capillare dell'individuo". In pratica, avendo scoperto come le cellule si "organizzano" per produrre follicoli piliferi, i ricercatori sperano anche di poter "ordinare" alle stesse di produrne di più. Headon sottolinea però che lo studio non è solo un passo avanti nella lotta contro la calvizie: "L'importanza della biologia dei follicoli piliferi non sta solo nella ricerca cosmetica, poiché fornisce un modello eccellente per studiare lo sviluppo, la differenziazione e l'interazione dei tessuti in generale".

Fonte: La Repubblica

I cosmeceutici naturali

Fitoterapia e omeopatia. Sono le tecniche di medicina naturale oggi più utilizzate anche in cosmetica. Per idratare, rivitalizzare, rassodare e rendere la pelle più tonica e luminosa

A seconda delle esigenze, i cosmeceutici naturali possono essere utilizzati sotto forma di creme, come integratori alimentari oppure come filler, da usare per riempire e rughe, o ancora per attenuare la cellulite.

> LA TISANA RILASSANTE CHE CONCILIA IL SONNO E FA PIU' BELLA LA PELLE
Si tratta di un rimedio fitoterapico che, migliorando la qualità del sonno, permette all'epidermide di incamerare più energia. Non solo: riposando bene; la pelle del viso rimane distesa e non si decontrae, prevenendo così la formazione di segni e rughette. Come preparare l'infuso? «Procurati, in erboristeria, 30 gocce di passiflora, 30 di agnocastro e 30 di angelica arcangelica», dice il fitoterapista Fulvio Martini. «Fai bollire il mix in 250 ml d'acqua per 30 secondi, lascia riposare per mezz'ora filtra e fai raffreddare. Bevi una tazza di infuso prima di cena, e un'altra prima di andare a letto, dolcificandola con un cucchiaino di miele».

> LE CURE OMEOPATICHE CHE RASSODANO IL VISO
«Ci sono farmaci omeopatici che, essendo biocompatibili, ossia simili per natura alle sostanze naturalmente presenti nei tessuti epidermici, possono essere utilizzati come rivitalizzanti e rassodanti della pelle del viso. Ma anche come terapia drenante e anticellulite», dice l'endocrinologa Maria Cornia.
«Per quanto riguarda lka cura dle viso, il medico esperto in omeopatia, dopo aver analizzato le esigenze della cute, prepara un mix di farmaci a bassa diluizione che, iniettati nei punti dell'agopuntura, stimolano le funzioni vitali della pelle, rendendola più tonica e compatta», continua l'endocrinologa.

E in quanto a cellulite? «L'omeomesoterapia, invece, punta su microiniezioni intradermiche da eseguire sia nei punti da trattare, dove ci sono i cuscinetti, sia in quelli dell'agopuntura», spiega la dottoressa Cornia. «Per un'azione drenante e detossinante globale, vengono utilizzati farmaci che stimolano la circolazione e tengono sotto controllo il proliferare delle cellule adipose. La tecnica richiede 10 sedute ravvicinate, poi una ogni quattro mesi di mantenimento, al costo indicativo di 50 euro a trattamento».

Fonte: Glamour on Line

28 agosto, 2006

Capelli secchi, fragili, indeboliti

Semplici e pratiche indicazioni per aiutare i capelli a trovare quella morbidezza e lucidità che il troppo sole, l'aria e il sale potrebbero aver alterato

Alcuni rimedi miglioreranno la condizione dei vostri capelli e del cuoio capelluto. L'uso dei prodotti naturali è l'ingrediente fondamentale di queste ricette di bellezza. L'esempio immediato è il miele da sempre considerato uno dei mezzi naturali più efficaci per ridare ai capelli salute, consistenza e splendore. La medicina popolare l'ha sempre considerato un rimedio efficacissimo contro la caduta dei capelli, anche per la sua azione disinfettante.

Fissante al miele
1 cucchiaio di puro miele d'api, 1/4 di lilitro di acqua calda, 1 spruzzata di aceto di frutta.
Sciogliete il miele nell'acqua calda, quando sarà perfettamente sciolto aggiungete la spruzzata di aceto.
Questo bagno fissante al miele si applica frizionando dolcemente capelli e cuoio capelluto. Procura lucentezza, soffice morbidezza e buona tenuta dell'ondulazione.

Impacco alla banana
Schiacciare una banana grande e molto matura, aggiungere un cucchiaio di panna montata e uno di miele e sbattete il tutto finchè non è ben amalgamato. Applicare il composto sui capelli, dalle radici alle punte, coprire con una cuffia da doccia e poi avvolgere la testa in un asciugamano tiepido. Lasciare riposare l'impacco sui capelli il più possibile, anche un'ora. Sciacquare bene con acqua tiepida e poi fare uno shampoo.

Impacco di mandorle
Pestare 150 grammi circa di mandorle fino ad ottenere una pasta densa ed omogenea, alla quale si aggiunge un tuorlo d'uovo. Dopo aver mescolato il composto si distribuisce sui capelli. Per ottenere il massimo beneficio da questa ricetta, è utile avvolgere la testa con un velo di carta stagnola e lasciar agire il composto per una mezz'ora. Poi si sciacqua con abbondante acqua tiepida.

Massaggio con olio di jojoba
Un olio che rappresenta un autentico impacco di bellezza.
Ridà vigore e luminosità ai capelli inariditi. Rinforza i capelli, li abbellisce e li nutre intensamente, lasciandoli lucidi ma non grassi, soffici e voluminosi. Massaggiare i capelli ciocca per ciocca e lasciare in posa almeno 20 minuti poi risciacquare. Un'attenzione particolare è rivolta al cuoio capelluto che va massaggiato anche con vigore usando i polpastrelli delle dita. Lasciare agire sui capelli per 10 minuti e lavare.

Gel di cotogne
1 cucchiaio di semi di cotogna, 1/4 di litro d'acqua.
Mettete i semi nell'acqua fredda. Portatela lentamente a ebollizione sul fuoco basso e lasciatela bollire piano, ben coperta, per 15 minuti.
Quando avrà assunto l'aspetto di una gelatina e farà grosse bolle, togliete dal fuoco e colate con un colino da cucina.
Un uso regolare di questo prezioso estratto vegetale contribuisce attivamente a mantenere sano il cuoio capelluto: il capello si ingrasserà meno rapidamente e si potrà lavare meno frequentemente. Questa preparazione è particolarmente raccomandata a chi è spesso afflitto da forfora e da irritabilità del cuoio capelluto. Se avrete la cura di conservarlo semplicemente in frigorifero, potrete preparare questo gel in dosi maggiori per più applicazioni.

Non dimentichiamo che anche e soprattutto a tavola è possibile dare una mano ai capelli.

Fonte: LifeGate

Trecce: una pettinatura intramontabile

Qualunque sia la stagione, l’occasione o il momento della giornata, c’è sempre un’acconciatura con la quale andare a colpo sicuro. Stiamo parlando delle trecce. D’estate sono perfette per raccogliere in modo originale i capelli. D’inverno possono diventare un’acconciatura elegante e ricercata, adatta all’ufficio ma anche alle serate chic. Qualunque sia l’occasione, esiste una treccia pensate appositamente: nell’immagine potete vedere alcuni suggerimenti.

Potrete raccogliere i capelli nella loro totalità per realizzare una treccia che parte dalla zona più alta della testa, oppure una bassa da lasciare cadere sulle vostre spalle. O ancora, potrete assumere un’aria hippy e tipicamente anni Sessanta, realizzando una treccia sottile da utilizzare come fascia sulla fronte. Oppure raccogliere solamente alcune ciocche in una morbida treccia da lasciare scivolare sui capelli rigorosamente e perfettamente stirati. Per fissare le trecce, basterà utilizzare piccoli elastici trasparenti o alcuni colpi di lacca.

Per chi vuole che la sua estate duri ancora a lungo, si possono anche realizzare tante piccole trecce, utilizzando tutti i capelli, donandovi un’aria da Jamaica Style, molto trendy. Per le più romantiche, invece, consigliamo la treccia “raccolta”, come se foste appena uscite da un romanzo stile “Piccole donne”. Qualunque sia il vostro stile di vita, la treccia si adatterà ad ogni vostra giornata, donandovi un’aria femminile ma anche estremamente pratica. E di sicura comodità.

Fonte: Stylosophy
http://www.stylosophy.it/articolo/trecce-pettinatura-intramontabile/294/

Occhi amaranto: trend misterioso per l’autunno-inverno

Non solo abiti alle sfilate per la moda autunno-inverno 2006/2007. Anche il trucco vuole la sua parte. Per conoscere quali saranno i colori di tendenza per la prossima stagione, basta osservare il make up con cui le modelle si sono presentate in passerella. Il must per la prossima stagione è l’ombretto amaranto: si torna a puntare sullo sguardo, dunque. Uno sguardo che deve essere al contempo profondo e misterioso. Uno sguardo che ammalia e seduce.

A presentarlo sulle passerelle della prossima stagione autunnale sono stati Giorgio Armani, Gucci, Christian Dior e Veronica Braquinho. Per un trucco perfettamente riuscito, enfatizzate lo sguardo, con ombretti color amaranto e matite nere per il contorno occhi. Attente però al resto del trucco: giusto un velo di fondotinta e un rossetto color carne per le labbra. E’ il vostro sguardo il vero protagonista del make up della prossima stagione autunno-invernale.

Attenzione però: questo rosso cupo è troppo pesante per essere portato anche di giorno. Via libera all’amaranto, dunque, ma solamente come look per una serata trascorsa fuori casa. A seconda del vostro stile, potrete scegliere tra un look basico, con il colore appena accentuato sul contorno occhi inferiore, un total look, in cui l’amaranto incornicia tutto l’occhio, o ancora la versione da discoteca, di sicuro effetto, con l’ombretto steso solamente nella parte superiore dell’occhio.

Fonte: Stylosophy
http://www.stylosophy.it/articolo/occhi-amaranto-trend-misterioso-autunno-inverno/291/

25 agosto, 2006

Capelli sani e belli, ecco il decalogo

Il tuo parrucchiere ha davvero a cuore i tuoi capelli? Quali i trattamenti e i prodotti che non dovrebbe mai proporti per non danneggiarne la salute? Come fare per capirlo? A queste e altre domande risponde Di Luca, azienda presente sul mercato dell’estetica e dell’acconciatura femminile da oltre quaranta anni.

I capelli sono una naturale cornice per il viso: lo abbelli­scono, ne contraddistinguono i caratteri e i vari tipi di fisionomia. Possono rendere una persona sicura o insoddi­sfatta di sé. Per questo la caduta dei capelli viene vissuta generalmente come un vero trauma. D’altra parte la caduta è spesso solo l’esito finale di una serie di eventi che ne hanno minacciato, magari per anni, la salute. Al contrario un capello in salute è un capello naturalmente bello, che necessita di pochi ma corretti accorgimenti per offrire un risultato estetico notevole.

“Purtroppo molto spesso oggi, anche in molti saloni di grido, si sacrifica la salute del capello sull’altare della creatività: molti professionisti, che non a caso si definiscono ‘hair stylist’, pretendono di ottenere risultati estetici totalmente svincolati da ciò che il codice genetico ha previsto per quella persona. A questo si aggiunge la necessità di realizzare i trattamenti nel minor tempo possibile, sia per richiesta del cliente che ha poco tempo, sia per rispondere alle esigenze del salone che vuole ottimizzare i costi del personale. Il risultato? Spesso, vengono utilizzati prodotti e procedure che ottengono sul breve periodo un ottimo risultato, ma di fatto maltrattano i capelli”.

Per questo Di Luca ha stilato un piccolo vademecum per capire che cosa un professionista dei capelli non dovrebbe mai fare, né consigliare…

1. NO A PERMANENTI, STIRATURE, HENNÉ: se il tuo parrucchiere di fiducia ti propone di fare con una certa frequenza uno di questi trattamenti significa che non ha a cuore la salute della tua cute e del tuo capello. Permanenti, stirature e trattamenti henné, in quanto processi ad alto contenuto di alcalinità, favoriscono nel medio/lungo periodo l’impoverimento del capello provocandone la sfilacciatura e il rischio di spezzarsi.

La permanente per esempio, necessita di un’estrema competenza e un'ottima conoscenza del capello e delle sue condizioni per essere in grado di diagnosticare se riuscirà a sopportare una permanente che, non dimentichiamolo, è pur sempre un processo chimico e, se il prodotto non è altamente qualificato, esiste un alto rischio per la salute della chioma.

Gli elementi fondamentali che determinano la buona riu­scita di una permanente sono: l'uso di un prodotto eccel­lente e l'adeguata preparazione del capello. L'essenziale è che, nell'effettuare il trattamento, si segua­no scrupolosamente le precauzioni dovute, come, per esempio, la necessaria protezione con oli speciali su tutta la lunghezza del capello.

Le stirature sottopongono i capelli ad una eccessiva aggressione sulla cuticola che può causare rotture e una forte disidratazione del cuoio capelluto. Il trattamento è vivamente sconsigliato.

L’henné è indicato sol­tanto per capelli assolutamente naturali, non trattati né con colorazione né con permanenti o colpi di sole. Infatti la struttura del capello trattato è più porosa e assorbe in misura eccessiva il colore. L'henné deve essere assolutamente evitata da chi ha capelli secchi, ricci e disidratati, ricchi di doppie punte: li renderebbe infatti più duri e ispidi e opachi. Ricordiamoci che i suoi riflessi rosso-mogano si adattano a tonalità di capelli castano-bruno, mentre è vivamente sconsigliato sui capelli bianchi dove il risultato è un colore rosso-arancio.



2. NO ALLE EXTENSION E APPLICAZIONI AL CAPELLO: spesso i materiali con i quali vengono applicate extension o simili impoveriscono il capello, spezzandolo e creando un danno anche al cuoio capelluto che viene sottoposto ad una eccessiva trazione.

3. NO AI BALSAMI CHIMICI: In commercio vi sono molti tipi di dopo-shampoo, i cosiddetti balsami, creme ammorbidenti che, applicate appunto dopo lo shampoo, servono a rendere pettinabili i capelli, scioglien­done i nodi. La maggior parte di questi prodotti, tuttavia, sono prodotti chimici e contengono solo un'eccessiva forza ammorbidente, per cui il capello immediatamente si snerva perdendo la sua elasticità e appesantendosi.

Un balsamo per essere di qualità, deve essere di derivazione vegetale, deve avere un pH acido (pH4) e deve contenere cheratina vegetale che dona elasticità e morbidezza al capello.

4. NO AI COLORI AD ACQUA: nessun prodotto esclusivamente vegetale è in grado di tingere, cioè coprire, ad esempio, i capelli bianchi, e, sebbene ultimamente i colori vegetali abbiano trovato un particolare favore presso gli acquirenti e siano state eliminate le sostanze coloranti nocive, il loro principio resta ancora sostanzialmente chimico. In poco tempo questi prodotti tenderanno a sbiadire, in gergo a "scaricare colore", con effetti estetici assai deludenti.

5. ATTENZIONE A COLORI TROPPO FREQUENTI: occorre sempre ricordare che per eseguire un colore occorrono prodotti chimici, pertanto, solamente se il prodotto utilizzato è altamente qualificato è possibile ripetere i procedimenti con una certa frequenza. La maggior parte delle tinte in commercio al contrario, che consentono di realizzare il colore in pochi minuti, danneggiano il capello che, come si dice in gergo, “cuoce”. Un buon colore eseguito con prodotti qualificati richiede un tempo di impiego maggiore, circa 45 minuti, ma lascia il capello trasparente, naturale, lucido e ne rispetta il delicato equilibrio.

6. NO A COLORI INNATURALI: per evitare di dover ripetere troppo frequentemente i procedimenti è sempre consi­gliabile non alterare oltremisura il colore dei propri capelli. Un distacco troppo netto infatti rischia da un lato di far apparire falsa la tinta e dall’altro obbliga a continui ritocchi. Meglio creare contrasti di colore impiegando il metodo delle trasparenze. L’applicazione delle trasparenze avviene infatti solo su zone limitate della cute. Il risultato è che il capello non viene danneggiato e l’effetto del colore è duraturo.

7. NO A PIEGHE VELOCI: curare il capello significa “prendersi cura” dei suoi principi e degli elementi che lo costituiscono, anche durante il momento del lavaggio e dell’asciugatura. È importante dare tempo a shampoo e trattamenti specifici di aderire e intervenire sulla cute, nutrendola. Inoltre, una buona messa in piega prevede una fase di pre-asciugatura per eliminare l’acqua in eccesso assorbita dai capelli prima della piega finale. Attenzione alle spazzole e alla temperatura del phon: una spazzola di acciaio con setole magari in plastica se utilizzata con un phon particolarmente caldo può facilitare la piega riducendone i tempi ma brucia il capello. Per una corretta asciugatura è bene utilizzare una spazzola in materiale naturale, con una struttura in legno e con setole di cinghiale, e l’aria del phon deve essere leggera, con calore moderato che non scotti i capelli.

8. NO AL RAPPORTO CLIENTE PARRUCCHIERE DI TIPO UNILATERALE: è importante che tra le parti si instauri un rapporto di tipo bilaterale. Il parrucchiere deve trovare la giusta soluzione per prendersi cura dei capelli in maniera adeguata, ascoltando le richieste della cliente e proponendo le soluzioni migliori da adottare.

9. NO ALLA CONFIDENZA E ALL’AMBIENTE RUMOROSO: è importante prendersi cura del cliente, ascoltarlo, metterlo a proprio agio, cercare di capire le sue necessità e richieste. Per fare questo è necessario lavorare in un ambiente tranquillo, privo di rumori e confusione. Cliente e Parrucchiere devono riuscire ad interagire professionalmente in un ambiente disteso e rilassato; solo così è garantito il risultato ottimale.

10. NO ALLE PROMESSE IMPOSSIBILI: la fisionomia di qualunque capello è impossibile da trasformare. Il ruolo del parrucchiere è quello di aiutare la cliente ad attutire i suoi inestetismi piuttosto che lavorare sulle proprie esigenze e sulla propria bellezza, offrendogli valide soluzioni per riuscire a gestire nel miglior modo possibile i propri capelli ela propria immagine.

Fonte: KataWeb Salute

17 agosto, 2006

Eterni ragazzi com’è dura avere 60 anni

A 55 l’addominoplastica, a 60 blefaroplastica e trapianto di capelli, a 65 il lifting e la lipoaspirazione al collo. Il tutto condito da creme di ogni tipo, acido ialuronico per la pienezza delle labbra, collagene per le zampe di gallina e botulino per le rughe di espressione. Sono i «forever young», gli uomini che non vogliono invecchiare. Quelli che appena compiuti i sessant’anni si fanno la Porsche Carrera gialla, d’inverno indossano solo il tessuto tecnico di Prada e d’estate lino bianco dalla testa ai piedi. E, divorziati o no, corteggiano le amiche delle figlie. Quelli che nel weekend li trovi tutti a San Casciano per il microdermolift, o al Forte Village per la talassoterapia. Quelli a cui si è recentemente aggiunto William Jefferson, inteso come Clinton, che sessant’anni li compie questo sabato e l’altra sera, alla conferenza mondiale sull’Aids in quel di Toronto, non ha saputo far di meglio che lamentarsi dell’età. «Fra pochi giorni compirò sessant’anni - ha dichiarato - Detesto ammetterlo ma è proprio così. Per la maggior parte della mia vita professionale sono stato sempre la persona più giovane a fare quello che facevo. Poi un giorno mi sono svegliato ed ero l’uomo più vecchio della stanza. E vi dirò, sono stufo di essere l’uomo più vecchio della stanza».

Le babbucce di Briatore
Forever young, appunto, ovvero gli eternauti. Il cui papà è ovviamente Berlusconi, che ogni sei mesi fa il tagliando. Ma la lista è lunga assai. C’è Flavio Briatore, per esempio, che sotto lo smoking mette le babbucce fucsia di velluto e più va avanti con l’età più quella delle fidanzate diminuisce proporzionalmente. E che dire di Mick Jagger che si lava il sangue ogni sei mesi? E poi Roberto Cavalli che dicono faccia il botulino e iniezioni di collagene alle labbra, Luciano Benetton che già dieci anni fa andava a Villa dei Tigli, in quel di Mantova, a fare il digiuno assoluto (e pagava pure), Francesco Bellavista Caltagirone che si tinge. Per non parlare di quelli che magari non ritoccano, però la sindrome di Peter Pan ce l’hanno tutta. Vittorio Sgarbi in primis, che a 54 anni suonati continua a fare il figlio di mammà e porta i capelli come quand’era ragazzino.
Ovviamente, a chiederglielo, non l’ammetteranno mai. E pazienza che secondo le statistiche in pochi anni la chirurgia estetica maschile ha visto triplicare i suoi pazienti: chiedi in giro e quei trenta interventi su cento praticati dagli uomini non si sa proprio chi li faccia. Negan tutti. «Quelli che si rifanno sono ridicoli - dice Emilio Fede, 75 anni, che qualche tempo fa aveva ammesso un lifting - Come ha scritto lo scienziato francese Alexis Carrel, l’età non è quella solare, ma quella che uno vive. Io sono rispettoso della chirurgia plastica, ma insomma c’è un limite a tutto!» Ma scusi, allora Berlusconi? «Berlusconi ha fatto pochissime cose essenziali per rinfrescare il volto. Per una persona in vista come lui è più che naturale. E poi la blefaroplastica l’ha fatta anche Di Pietro». E lei invece che ha fatto? «Io tempo fa ho scherzato che mi ero rifatto tutto, ma la verità è che non ho fatto proprio niente. Perché ho il terrore di botulini e robe varie. Faccio pilates e tantissimi massaggi. In questi giorni, per esempio, sono ad Anacapri e ne faccio almeno due ore al giorno. Ma in realtà quello che mi ha salvato è stato fare per otto anni l’inviato di guerra in Africa per la Rai. Mangiavo solo pesce mango, papaya e ananas».

Le creme di Rossella
Gli fa eco l’amico Carlo Rossella, che di anni ne ha 64. «Io voglio invecchiare eccome - dice con forza - oggi la società richiede un aspetto giovanile, ed è giusto che gli uomini ricorrano a quei piccoli interventi. Io preferisco fare ciò che posso per mantenermi sano. Mangio pochissimo, la carne mai, pesce e formaggi solo una volta a settimana, poca pasta e verdura e frutta a volontà. E poi cammino e faccio tanto nuoto. Ogni giorno a Roma, per esempio, faccio due volte la scalinata di Trinità dei Monti. E vado sempre a letto per le 11». Le creme però, le usa. «Metto due volte al giorno la Creme de la mer, sia l’idratante che la ricostruente che sono entrambe ottime. E poi quelle per il contorno occhi. Così mi sono conservato . E non mi vedrà mai entrare in una Spa».

Fonte: La Stampa

16 agosto, 2006

Salute, più cellulite dopo la dieta

E' quanto emerge da un recente studio americano dedicato alla cosiddetta 'pelle a buccia d'arancia', incubo dell'85% delle donne. L'esperto: ''Non è un problema specifico delle persone sovrappeso''

Brutte notizie per i forzati delle diete. Perdere peso non aiuta a liberarsi della cellulite, anzi può contribuire a peggiorarla. E' quanto emerge da un recente studio americano, pubblicato dalla 'Bbc', dedicato alla cosiddetta 'pelle a buccia d'arancia', incubo dell'85% del gentil sesso. Un team di chirurghi statunitensi ha monitorato 29 donne messe a 'regime' arrivando ad una scoperta del tutto inattesa: le più magre, che avevano perso solo una modesta quantità di peso, alla fine del trattamento avevano subito un visibile aumento della pelle a buccia d'arancia. E la spiegazione è semplice: la perdita di elasticità della pelle.

Esperti britannici di chirurgia plastica spiegano che la pelle a buccia d'arancia è un fatto naturale e che allo stato attuale non esiste una cura veramente efficace per eliminarla. ''La cellulite fa parte della vita, è un fenomeno congenito e non esiste alcuna cura efficace'', afferma Douglas McGeorge, della British Association of Aesthetic Plastic Surgeons.

La cellulite si può sviluppare su pancia, cosce e glutei e l'avanzare dell'età la rende più evidente a causa del raggrinzirsi della pelle. Gli esperti consigliano di combattere gli inestetismi con l'attività fisica e bevendo grandi quantità di acqua, eppure ogni anno si spendono milioni in creme e altri prodotti portentosi solo in teoria.

Lo studio è stato condotto da ricercatori dell'American Society of Plastic Surgeons. Le donne sono state iscritte a un programma di controllo medico del peso, che includeva diete e interventi medici o chirurgici anti-obesità. Per ognuna è stato calcolato, prima e dopo il 'regime', il Bmi (body mass index), che serve a indicare la massa corporea e dunque il peso ottimale.

Alla fine dell'esperimento 17 donne hanno riscontrato un miglioramento visibile della loro cellulite, mentre per 9 la pelle a buccia d'arancia e' aumentata. Le pazienti che hanno tratto maggior giovamento dalla cura, segnalano i ricercatori, sono quelle che, partite da un elevato Bmi, hanno perso piu' peso e sono riuscite ad abbassare significativamente l'alta percentuale di grassi iniziale. Coloro che, invece, erano gia' relativamente magre, avevano un basso indice Bmi e hanno smaltito meno grassi, hanno ottenuto addirittura un peggioramento dell'aspetto della loro cellulite. 'Cruciale' in questo caso, sottolineano gli esperti, la perdita di elasticità della pelle.

''La cellulite non è un problema specifico delle persone sovrappeso -spiega John Kitzmiller, chirurgo plastico e coautore dello studio- anche se l'eccesso di grasso può peggiorarne la condizione''. ''Abbiamo scoperto che la perdita di peso in pazienti obesi migliora, pur non risolvendo il problema, l'aspetto della cellulite nella maggioranza dei pazienti, ma -conclude il chirurgo- in una parte di loro ne peggiora la condizione''.

Fonte: IGN

Come fa bene il riposino

È un vero toccasana. Per l'umore, ma anche per la pelle. Soprattutto se, in quei 20 minuti di relax, le regali un trattamento beauty. Qui te ne suggeriamo sei. Tutti da provare

Meglio di un massaggio, di una seduta dall’estetista o di un bagno rilassante. Una vera cura di bellezza e di benessere naturale a costo zero. È il riposino del pomeriggio, una pausa di cui il nostro organismo ha bisogno. «Tra le 14 e le 16 la vigilanza cala e tutte le funzioni rallentano» spiega Luigi Ferini Strambi, segretario dell'Associazione Italiana di Medicina del Sonno. «Bastano venti o trenta minuti di pausa, otto ore dopo essersi svegliati dal sonno notturno, per ricaricarsi». Molto meglio che dormire mezz’ora in più al mattino, perché con il pisolino la concentrazione aumenta, l'irritabilità diminuisce e l'umore migliora. Ma anche la pelle ha i suoi benefici. Tra un bagno di sole e l’altro, per esempio, l'epidermide riesce a riprendere fiato. Ma qual è il posto migliore per la pennichella? «In casa, distese sul divano o sul letto» suggerisce la dermatologa Magda Belmontesi. «Riposarsi al riparo di una pineta, del tendalino della barca o dell’ombrellone non è la soluzione migliore. Perché i raggi solari passano anche attraverso i rami degli alberi o le fibre di un tessuto leggero. E poi c’è il problema del riflesso. Anche stando in un posto perfettamente all’ombra, i raggi, riflettendosi sulle superfici che ci circondano, colpiscono la pelle». Quindi, se si schiaccia un pisolino sulla sdraio, è bene mettere un prodotto protettivo su viso e corpo. Se, invece, si sta in casa, si può approfittare per fare qualche trattamento stile beauty farm. Durante il sonno, i pori sono leggermente più dilatati (grazie anche alle temperature elevate), la pelle è più rilassata, e, in generale, meglio disposta a ricevere i benefici dei trattamenti cosmetici. Così, al risveglio, oltre a sentirsi riposate, si avrà una pelle più fresca e luminosa. Come dopo una giornata passata in una spa.

Rilassare il viso
«Dopo pranzo, a causa della digestione, il sangue si concentra verso i grossi organi, stomaco e intestino, mentre la circolazione superficiale, quella che interessa la pelle, è rallentata. Di conseguenza l’epidermide è meno nutrita» spiega la dottoressa Belmontesi. «Il pisolino, quindi, è il momento migliore per un impacco nutriente». La soluzione più pratica è una maschera di carta-tessuto preimbevuta di prodotto. È facile da applicare (in genere è sagomata) e non si corre il rischio di sporcare il cuscino. In più, perché abbia anche un effetto rinfrescante, si può tenere in frigo e tirarla fuori al momento di usarla. Chi ha la pelle grassa scelga un prodotto a base di fanghi termali. Per l’epidermide secca, invece, meglio un impacco ricco di sostanze che assorbono e trattengono l’acqua (come il sorbitolo, l’urea e i glucosaminoglicani). Consiglio in più: se dopo la siesta non è previsto tornare in spiaggia, meglio far precedere l’impacco da un leggero scrub.

Rassodare il décolleté
Il sole è implacabile anche con la pelle del collo e della scollatura. Conviene approfittare di questa pausa rigenerante: basta spalmare uno strato abbondante di crema nutriente (va bene quella usata per la notte) e ricoprire con un foglio di pellicola trasparente. In questo modo si crea una specie di effetto sauna che favorisce la penetrazione dei principi attivi. Chi riesce, dorma a pancia in su: è l’unica posizione in cui non si creano pieghe che, alla lunga, si trasformano in rughe.

Distendere lo sguardo
La migliore cura di bellezza per lo sguardo? Il riposino. Tra l’altro, il caldo favorisce gonfiori e borse sotto gli occhi. Per contrastarli, prima della pennichella, si applicano sulle palpebre due dischetti di cotone imbevuti di infuso freddo di camomilla e malva. Al risveglio, se il gonfiore non è passato del tutto, si può fare un automassaggio. «Con la punta delle dita, si friziona la parte superiore delle palpebre dall’interno verso l’esterno, e quella inferiore andando in senso contrario» consiglia la dermatologa. Alla fine si tampona la zona con un batuffolo di cotone imbevuto di latte. «Le proteine contenute nella bevanda favoriscono il drenaggio del liquido linfatico».

Coccolare le mani
Il riposino è il momento ideale per coccolare un po’ le mani, di solito molto trascurate. Si comincia con uno scrub sul dorso, usando lo stesso prodotto usato per il viso. Poi si spalma una crema a base di burro di karité alla quale si è aggiunta qualche goccia di olio di monoi (in erboristeria), si infila un paio di guanti di cotone e ci si rilassa. Al risveglio, si elimina il prodotto che non è stato assorbito con una velina.

Nutrire i capelli
Si può sfruttare la siesta per un impacco ai capelli. Se non si pensa di lavarli al risveglio, si può applicare il prodotto solo sulle punte e lasciarlo in posa fino a sera. Ottimo un prodotto a base di olio di germe di grano. «Contiene vitamina E e betacarotene, sostanze che rinforzano i capelli stressati dal sole» dice la dermatologa. Anche l'olio di jojoba è ristrutturante e particolarmente indicato se si è fatta da poco la tinta o la permanente.

Rinfrescare le gambe
Per riattivare la circolazione delle gambe e favorire il drenaggio dei liquidi, niente di meglio che una pennichella. Basta sdraiarsi mettendo un cuscino sotto i piedi, in modo che le gambe si trovino più in alto rispetto al cuore. Prima di stendersi, si applica sulla pelle un gel rinfrescante a base di estratti di mirtillo o si vaporizza dell'acqua termale conservata in frigorifero. Al risveglio le gambe saranno molto più agili e leggere.

Fonte: Donna Moderna

15 agosto, 2006

Come capire cosa contengono i cosmetici che usiamo tutti i giorni?

INCI, questa sconosciuta.

Shampoo all'albicocca, antirughe al ginseng, rassodante al cacao: quante volte leggiamo nomi simili sui prodotti cosmetici di tutti i giorni?
Dagli scaffali dei supermercati alle mensole delle profumerie, è un fiorire di etichette che, sotto al nome del prodotto, riportano un accenno al suo contenuto. Acquistiamo fiduciose l'ombretto al tè verde e ci spalmiamo entusiaste di anticellulite al pompelmo, convinte di compiere una scelta naturale e salutare. Ma la realtà è, forse, un po' diversa.

Innanzitutto, è bene ricordare che non esiste nessun obbligo di indicare sulla confezione la percentuale di estratti vegetali contenuti in un cosmetico. Se sull'etichetta è indicato un ingrediente preciso, è necessario che questo sia davvero presente nella composizione, ma in quale quantità è del tutto indifferente.

Indifferente, certo, per il legislatore. Per i produttori è certamente vantaggioso: possono inserire un estratto vegetale all'1% sul totale degli ingredienti e allo stesso tempo pubblicizzarlo in modo tale da attirare l'attenzione solo su quello.
Per i consumatori però è poco trasparente per non dire ingannevole non sapere con esattezza quanto del prezioso elisir vegetale così reclamizzato sia effettivamente all'interno del prodotto. E di conseguenza, se il rapporto qualità/prezzo sia corretto o meno.

Come ci si può orientare allora? L'unica via attuabile per il momento è imparare a leggere l'INCI.
L'INCI altro non è che l'elenco di ingredienti contenuti nel cosmetico, è obbligatoria per legge e deve pertanto essere presente su qualsiasi confezione acquistata. E da poco, anche sulle bustine campione.

Ad una prima occhiata essa risulta un elenco di nomi incomprensibili. La nomenclatura infatti è standard, vale a dire che dev'essere uguale per ogni paese del mondo - ovvero, se siete in vacanza in California e acquistate un solare, dovete ritrovare l'INCI con la stessa nomenclatura utilizzata qui in Italia. Inoltre la maggior parte delle persone non conosce i nomi delle sostanze chimiche e vegetali utilizzate. Con un po' di pazienza si può tuttavia acquisire qualche punto di riferimento per capire qualcosa in più.

La prima cosa utile da sapere è che gli ingredienti vengono riportati in ordine crescente di quantità. Ovvero, al primo posto c'è il componente più presente, fino ad arrivare all'ultimo, quello meno presente. La seconda è che i derivati vegetali sono sempre scritti col loro nome latino.

Ed ecco che arriviamo al punto: nella crema per le gambe all'ippocastano, quanto ippocastano ci sarà? Il nome inci per questa pianta è aesculus hippocastanum. A che punto è nell'elenco? Circa a metà, o proprio in fondo? Nel secondo caso la quantità sarà decisamente minima, mentre nel primo caso sarà nella norma.

Di solito un cosmetico è infatti preparato in modo da avere una formula base alla quale vengono aggiunti i cosiddetti "funzionali" o "principi attivi", ovvero le sostanze col compito di apportare benefici specifici per un dato problema. Nel nostro esempio, l'ippocastano come tonificante venoso delle gambe.
I funzionali sono di solito presenti nella parte centrale dell'INCI, preceduti da tensioattivi, gelificanti, umettanti e seguiti da conservanti, coloranti, profumo.

Cominciate a leggere le INCI dei prodotti che avete sulla mensola del bagno. Cercate i nomi in latino e verificate la loro posizione nell'elenco delle sostanze.
Conoscere l'INCI è il primo passo verso un consumo consapevole e ragionato dei prodotti di cosmesi.

Fonte: PeaceLink

08 agosto, 2006

Autunno: è il tempo delle more

Ebbene sì, è proprio così. Le bionde cedono il passo alle more e alle castane, sempre più presenti nelle pubblicità, sulle passerelle, al cinema e nella vita di tutti i giorni. Pensate che nelle classifiche delle donne più affascinanti e sexy dell’anno non si incontrano bionde nelle prime cinque posizioni.

E se nel 1953 un famoso film decretava che “gli uomini preferiscono le bionde”, facendo della biondissima Marilyn Monroe l’oggetto del desiderio degli uomini e di emulazione delle donne di mezzo mondo, oggi non è più così. Gli uomini impazziscono per la bruna Angelina Jolie, che svetta nelle classifiche delle donne più sexy e desiderate al mondo.

In Italia poi, a nessuno è sfuggito il fatto che a pubblicizzare la telefonia mobile ci siano solo ed esclusivamente modelle brune. Desiderio di affermazione della bellezza mediterranea e mutamento indotto dalla moda autunnale, decisamente coniugata al “noir”.
Per le donne quindi è finita l’era dei colpi di sole e delle schiariture e le donne more godranno finalmente di intere linee cosmetiche a loro dedicate: obbiettivo principale la brillantezza delle chiome scure. Nei principali saloni e tra i colossi del settore sono allo studio formule lucidanti a lunga durata, coloranti ristrutturanti che assicurano riflessi luminosi ed intensi.

Ma come andranno pettinate le chiome scure di questa stagione autunno-inverno? L’indicazione ricavata dalle passerelle più importanti è quella del capello sciolto, ondulato o liscio extra lungo, il tutto all’insegna della libertà e della morbidezza, evidenziando la maggior forza e robustezza dei capelli scuri. Oppure quella dello chignon superclassico, magari decorato con un accessorio in tonalità coordinata con l’abito.

Per quanto riguarda il capello ondulato, quest’anno dev’essere ordinato e composto. Sono out le chiome selvagge. Sono invece preferibili tante ciocche sottili cui dare un’arricciatura morbida e definita aiutandosi con le mousse modellanti di nuova generazione.

Per un look estremamente sexy si punterà invece sull’extra lungo, che però richiede maggiori cure poiché, si sa, il capello lungo ma sfibrato toglie luminosità al viso. Tra i tanti rimedi una novità. Il 22 novembre presso l’Atelier Compagnia della Bellezza di via del Babuino, Milano, è stato presentato un innovativo trattamento per capelli al cioccolato.

Se i vostri capelli sono stressati, concedetevi un trattamento al cioccolato, che nutre il capello ma anche l’anima: il capello risulterà più corposo e lucente mentre voi fruirete di una vera e propria aromaterapia tra le fragranti e golose note profumate del cioccolato.

Fonte: Agoranews.it

07 agosto, 2006

È di moda l’abbronzatura senza rughe

Per quanto si siano fatti attendere, sono finalmente arrivati i primi weekend di sole e con loro, complici i ponti festivi di primavera, gli esodi verso le località di mare.

Ai primi caldi è quasi impossibile resistere alla tentazione di spogliarsi e riscaldarsi al sole per prendere l’agognata, e sempre di moda, abbronzatura. E questo ormai vale indistintamente per uomini e donne, l’abbronzatura è un modo per sentirsi meglio col proprio corpo e, nel vedersi dorati, ci si sente immediatamente più attraenti.

Sarà perché la pelle scura maschera meglio le imperfezioni, o perché, grazie anche ai solari di nuova generazione, la pelle assume un aspetto levigato e vellutato, regalandoci un’immagine di forma e salute, saranno i condizionamenti dei media, sta di fatto che l’abbronzatura è sicuramente uno tra gli interessi più perseguiti nella stagione estiva.

Allora, se così è, facciamo bene attenzione a conquistarci l’ambito colorito senza arrecare danno alla nostra pelle, perché si sa che, a parte il rischio immediato di scottature, l’esposizione al sole senza le adeguate cautele provoca il precoce invecchiamento dell’epidermide.

Sarà bene quindi tenere a mente alcune regole d’oro che ci permetteranno di ottenere una splendida tintarella alla fine dell’estate e meno linee e rughe fra qualche anno.
- applicate sempre il solare con cura, non dimenticate zone sensibili e sempre esposte come le labbra, il naso, le orecchie, i piedi, e applicatelo regolarmente, indicativamente ogni due ore e dopo ogni bagno;
- ricordate che l’applicazione regolare del solare non aumenta la durata della possibile esposizione al sole, quindi prendete il sole con prudenza, evitando le ore più calde;
- scegliete un solare con un fattore di protezione adatto alla vostra pelle e ricordate di applicarlo anche se è nuvolo, perché i raggi UV passano ugualmente;
- prestate attenzione alla pelle bagnata, si ustiona più facilmente; evitate l’uso di profumi e, per gli uomini, di aftershave, che possono causare antiestetiche macchie scure sulla pelle;
- quando vi esponete al sole ricordatevi sempre che se anche siete gia abbronzate e la vostra pelle non si ustiona più, pur tuttavia invecchia esattamente come la pelle non abbronzata;
- se vi riparate dal sole con indumenti o cappellini, ricordate che tessuti a trama larga o bagnati vi proteggono di meno.

E prima di tuffarvi nei vostri bagni di sole preparatevi con un’alimentazione ad hoc, ricca di betacarotene (contenuto nelle carote, albicocche, pesche), di vitamina A, che previene eritemi e macchie solari, e di vitamina C.

Per la scelta del solare vagliate bene le vostre esigenze, il mercato offre infinite possibilità tra cui può essere difficile orientarsi. Sappiate che sempre più spesso si trovano prodotti che hanno una doppia azione, come per esempio il Sunslim Body Programme di Lancaster, che protegge dal sole ed esplica un’efficace azione anticellulite, o i fluidi solari antirughe per il viso di Angstrom, o la linea Rilastil Dermosolare per viso e corpo che mantiene l’elasticità della pelle e previene le antiestetiche smagliature.

Ci sono poi prodotti specifici per le parti più delicate come il viso, il collo e le mani come quelle proposte da Vichy e addirittura stick pensati per singoli punti più sensibili del viso come lo Stick Solare Très Haute Protection SPF 30 di Clarins.

E per le patite dell’abbronzatura più intensa, sappiate che anche voi potete proteggervi adeguatamente con prodotti, come lo spray superabbronzante SPF 16/18n di Collistar, che, mentre aiutano a conquistare un colore più intenso, idratano e prevengono l’invecchiamento cutaneo.

A voi quindi l’ardua scelta: ricordate però di privilegiare le creme se soffrite di secchezza cutanea, i fluidi se avete una pelle normale o grassa e gli spray se non amate spalmarvi. E per tutte, che sia un’abbronzatura (e un’estate) meravigliosa!

Fonte: Agora News