Bellezza e benessere

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31 ottobre, 2006

La zucca ti fa' bella

L'ortaggio più grande presente in natura è un vero e proprio elisir di bellezza, antietà, levigante e rigenerante. Ecco come preparare un'ottima maschera per il viso...


saniNews - Altro che simbolo di mostri e streghe… La zucca in realtà è un autentico elisir di lunga vita!

La preziosa cucurbitacea, infatti, è una grande fonte di betacarotene, il precursore della vitamina A che negli ultimi anni si è conquistato un posto di primo piano tra le sostanze con virtù preventive.

Contrasta i danni dei radicali liberi, protegge l'apparato cardiovascolare, è antinfiammatorio, antiossidante e soprattutto antinvecchiamento.
In più, in sinergia con gli altri carotenoidi contenuti nei vegetali, rinforza il sistema immunitario al punto da neutralizzare l'azione degli agenti inquinanti.

Per questo, oggi, sono sempre di più i centri estetici e le beauty farm che propongono ai propri clienti trattamenti antietà per viso e corpo a base di zucca, particolarmente indicati per levigare la pelle e cancellare efficacemente imperfezioni e segni del tempo.

Sfruttare le potenzialità estetiche della zucca, però, è possibile anche a casa, utilizzando gli ingredienti disponibili in cucina per preparare un’ottima maschera alla zucca, da applicare sul viso con un pennello dalle spatole piatte e morbide, facendo attenzione a evitare il contorno occhi e le labbra.

La maschera alla zucca può essere applicata anche su collo e décolletè, e per favorirne l’assorbimento evitando che si secchi i può coprire la parte con un panno caldo e umido.

Per realizzarla basta unire 4 cucchiai di polpa di zucca gialla a 2 cucchiai di panna fresca e 3 cucchiai di miele, amalgamare bene il tutto e risciacquare dopo 15 minuti.

Fonte:Sanihelp.it

30 ottobre, 2006

Bellezza: Anche In Italia Il Guru 'Senza Bisturi' Di Star e Reali

Dopo Parigi, Madrid, Londra e Ginevra arriva anche in Italia Christian Chams, il guru della bellezza senza bisturi di origine iraniana che ha firmato la trasformazione di Camilla Parker Bowles. E, si dice, ha aiutato dive di Hollywood e reali delle corti europee e arabe a cancellare i segni del tempo. Da oggi, infatti, il medico famoso per le sue iniezioni vitaminiche personalizzate (preparate in funzione di ciascun paziente ed in base alla zona da trattare) opererà anche a Milano.

Con una regola chiara: no al bisturi. Le sue iniezioni, spiega Chams, aiutano la pelle a rigenerare gli elementi che si perdono con lavanzare delletà. Risultato, una maggiore luminosità e tonicità della pelle, un rassodamento dei muscoli del viso e un generale ringiovanimento naturale, senza gli inconvenienti dellintervento chirurgico. Chams é contrario al lifting, perché a suo dire i risultati sono artificiali. Un bravo cuoco non rivela mai gli ingredienti e le dosi che utilizza per preparare un piatto speciale - sottolinea lesperto - Dopo 24 anni di esperienza posso solo dire che inietto preparati di sostanze naturali e riassorbibili, ma coperti dal segreto professionale. Le sostanze utilizzate sono: minerali (sodio, potassio, calcio, fosforo), oligoelementi (selenio, magnesio, potassio), vitamine (A, E, C), antiossidanti, vasodilatatori attivi per migliorare lossigenazione cellulare e la microcircolazione, estratti di piante e altri prodotti specifici tensori e volumizzanti.

Chams tiene a ribadire che sono tutti elementi che si trovano nella naturale composizione della pelle. Letà, inoltre, non si nota non soltanto dal viso, ma anche da tutte le altre zone esposte che, per questo, devono essere in sintonia.

Non solo: Chams sta lavorando, in collaborazione con un laboratorio svizzero, per la creazione di speciali creme a base di sostanze naturali, che abitualmente impiega nei suoi cocktail iniettabili. Unidea che ha radici antiche: Avevo dodici anni quando realizzai che anche mia madre stava invecchiando. Quel giorno - ricorda - ho capito che avevo solamente una cosa da fare, un solo mestiere da imparare, quello di fermare il tempo. Così sono nate le iniezioni anti-età, e il progetto di una crema che permettesse di combattere in modo naturale i segni del tempo.

Fonte:Yahoo!

Belle senza bisturi

Presentate, per la prima volta in Italia, le nuova tecniche che risolvono senza bisturi problemi di invecchiamento cutaneo, acne, varici, capillari e cellulite.

Isoforesi con un energico massaggio bioelettrico e ultrasonico in superficie agisce direttamente sui meccanismi cellulari, irraggiungibili da creme e lozioni, veicolando nei tessuti sottocutanei sostanze riparatrici come elastina, collagene, acido ialuronico. La nuova metodica funziona anche per i trattamenti locali delle patologie reumatiche e in medicina sportiva.

Endocoagulazione laser con sottilissime microfibre laser inviando l’energia luminosa direttamente al loro interno, risolve i capillari chiudendoli.

Endo Light Lift agisce sulle borse e l’eccesso cutaneo palpebrali. Una minuscola fibra laser eroga impulsi che colpiscono acqua e grasso riducendo la borsa adiposa e determinando una retrazione cutanea.
Linforex “la camminata simulata”, innovativa metodica indicata per le gambe gonfie e la cellulite edematosa, si basa sull’erogazione di onde elettriche che stimolano la contrazione di muscoli ed effettuano un efficace drenaggio linfatico

La lotta agli inestetismi cutanei può ora contare sull’ hi-tech italiano e sulle sue tecniche innovative che agiscono direttamente sui meccanismi cellulari, altrimenti irraggiungibili da creme e lozioni, risolvendo problemi di invecchiamento cutaneo, acne, smagliature, capillari e cellulite.
Senza bisturi, aghi e cannule e senza sofferenza.
Le nuova metodiche si chiamano Isoforesi, Endocoagulazione laser, Endo Light Lift, Linforex.

Isoforesi
“L’innovativa metodica”, spiega il professor Pierantonio Bacci, Docente Chirurgia e Flebologia - Università di Siena, Responsabile Chirurgia Centro Medico Eupraghia di Arezzo - pioniere della nuova tecnica “efficace nel trattamento di rughe acne ipercheratosi smagliature e cellulite sfrutta la sinergia dell’isoforesi - evoluzione di tre note tecniche, ancora in uso: ionoforesi, iontoforesi, elettroporazione - degli ultrasuoni e di lievi impulsi elettrici per aprire - con un energico massaggio effettuato in superficie - negli strati più profondi del derma dei veri e propri “canali” tra le cellule attraverso i quali vengono veicolate sostanze vitali e riparatrici di varie sostanze attive idrosolubili con alto peso molecolare come collagene, acido ialuronico, elastina o i loro precursori, vitamine e aminoacidi - finora introdotte in profondità solo attraverso infiltrazioni con siringhe e aghi - in grado di attivare, regolare e nutrire i tessuti stessi. Il trattamento si svolge in due fasi: la prima effettua con gli ultrasuoni una microdermoabrasione superficiale che elimina olii, grassi cutanei e lo strato corneo della pelle finora principale ostacolo alla veicolazione trascutanea dei vari principi attivi. La seconda attua l’isoforesi - elettroporazione - con una serie di impulsi elettrici modulati apre tra le cellule dei canali acquosi - gli elettropori - che fanno penetrare nel derma e in profondità nell’ipoderma fino 9 – 10 cm. particolari sostanze, selezionate in base al problema, per curare, rigenerare e levigare la pelle”.

Endocoagulazione laser
“Utilizza, dice lo specialista, “un laser a diodi senza anestesia, incisioni, rischi di allergie da sostanze chimiche e complicazioni di ulcere cutanee con sottilissime microfibre laser risolve i capillari inviando l’energia luminosa direttamente al loro interno. Questa tecnica mini invasiva è già in uso con successo nella chirurgia vascolare arteriosa , nell’endochirurgia laser tracheobronchiale e prostatica”.

Endo Light Lift
“E’ la nuova soluzione non chirurgica”, spiega Bacci “ per eliminare le borse il cedimento e l’eccesso cutaneo palpebrale inferiore. Una minuscola fibra laser di 100 micron, la misura di un capello, entra senza incisioni sotto la cute ed eroga impulsi che colpiscono acqua e grasso riducendo la borsa adiposa e facendo retrarre la pelle. Buoni risultati anche negli eccessi cutanei nel collo”.

Linforex
Denominata“la camminata simulata”, aggiunge Bacci, “è efficace nel trattamento di varicosità, cellulite con gonfiore, edema, stasi venulo linfatica. In particolare riveste un significativo ruolo nella cura della cellulite edematosa e delle gambe gonfie che possono causare anche compromissione delle articolazioni del piede, si basa sull’erogazione di onde elettriche e sulla penetrazione profonda di specifiche sostanze che attivano i processi di depurazione tessutale - veicolate attraverso una leggerissima tuta fatta indossare al paziente - in grado di stimolare la contrazione di muscoli effettuando un energico drenaggio linfatico con depurazione e rigenerazione dei.tessuti. Secondo uno studio svolto su 380 persone affette da patologia degli arti inferiori questa metodica risulta efficace anche nella prevenzione di tromboembolie, nella terapia di vasculopatie e in campo diagnostico e riabilitativo”.

ISOFORESI
E' l’ultima novità, made in Italy, per contrastare gli inestetismi cutanei - rughe, acne, ipercheratosi, smagliature e cellulite - agendo direttamente sui meccanismi cellulari, altrimenti irraggiungibili da creme e lozioni e vanta – nell’insieme delle tecnologie che vi confluiscono - solide basi scientifiche. “L’innovativa metodica”, spiega il professor Pierantonio Bacci, Docente Chirurgia Estetica e Flebologia Università di Siena, Responsabile Chirurgia Centro Medico Eupraghia di Arezzo - e pioniere della nuova tecnica, “sfrutta la sinergia dell’isoforesi - evoluzione di tre note tecniche ancora in uso - ionoforesi, iontoforesi , elettroporazione - degli ultrasuoni e correnti galvaniche per aprire - con un energico massaggio effettuato in superficie - negli strati più profondi del derma dei veri e propri “canali” tra le cellule - gli idroelettropori- , attraverso i quali vengono veicolate sostanze vitali e riparatrici come elastina, collagene, acido ialuronico o i loro precursori, vitamine e aminoacidi in grado di attivare, regolare e nutrire i tessuti stessi . L’isoforesi”, dice il professor Bacci, “rappresenta un’importante svolta scientifica nel campo della medicina, perché consente la penetrazione profonda nei tessuti , per via transcutanea, in modo incruento e senza alterazioni, di varie sostanze attive idrosolubili con alto peso molecolare (ad esempio l’acido ialuronico, il collagene, la vitamina C, ecc.) finora introdotte in profondità solo attraverso infiltrazioni con siringhe e aghi in grado di attivare, regolare e nutrire i tessuti stessi. Le varie metodiche elettriche e meccaniche utilizzate nel passato rompevano o alteravano molte di queste sostanze e provocavano ustioni o fibrosi. La metodica usa una corrente pulsata e modulata a bassa frequenza che attiva elettronicamente le molecole sia a basso che ad alto peso molecolare e ne consente il loro passaggio nel compartimento extra-cellulare con profondità mai raggiunte prima: fino a 9-10 cm - introducendo il 90% della sostanza attiva necessaria al trattamento In questo modo si produce un duplice obiettivo: l’aumento di permeabilità dei tessuti cutanei anche negli strati più profondi del derma e la capacità di introduzione di grosse molecole attive

In particolare si realizza quello che è stato dimostrato recentemente in campo chimico-biologico, nel famoso studio sui “canali addetti al trasporto di acqua nelle cellule”, premiato nel 2003 con il Nobel per la chimica a due studiosi americani, R. MacKinnon e Peter Agre. nfatti con questo studio è stata scoperta la presenza di canali molecolari che permettono alla membrana cellulare di lasciare entrare o uscire sostanze indispensabili come l’acqua e i sali (proteine di membrana).

COME SI SVOLGE L’ISOFORESI
Il trattamento”, spiega il professore, “si svolge in più fasi: prima si inumidisce la cute con acqua e sostanze antiossidanti, si effettua poi un delicato massaggio con una spatola ad ultrasuoni che vibrando produce un’evaporazione dell’acqua per effetto di cavitazione determinando una regolarizzazione della cute, simile a una microdermoabrasione, utile per eliminare lo strato corneo della pelle finora principale ostacolo alla veicolazione trascutanea dei vari principi attivi. Dopo questa fase che dura circa 5-6 minuti, sull’area da trattare viene fatto scorrere un piccolo ‘manipolo’ che emette lievi impulsi elettrici consentendo l’apertura di veri e propri “canali” tra le cellule - gli idroelettropori e l’attivazione della vascolarizzazione del derma.

Con un altro manipolo collegato alla camera di ionizzazione che contiene le sostanze curative si massaggia il tessuto seguendo precise linee di trattamento e si veicola, mediante corrente elettrica a bassa frequenza, attraverso gli elettropori già aperti nella fase precedente, collagene , elastina, aminoacidi, vitamine nutrienti e biorigeneranti sotto forma di polvere liofilizzata ,stimolando tessuti e muscoli. Dopo la seduta della durata di circa 30 minuti l’area trattata viene infine accuratamente idratata con apposite creme . “Il trattamento è indolore e non lascia tracce evidenti, a parte un eventuale lieve rossore che permane per qualche ora e che può essere ben mascherato.

ESITI DI ACNE
L’acne si manifesta con la pubertà con l’aumento degli ormoni sessuali che favorisce la produzione di grassi. I pori della pelle chiusi da cellule necrotiche accumulano i grassi determinando i cosiddetti punti neri . La situazione peggiora per la presenza di microbi con arrossamenti e infezioni , abuso di saponi, (lavaggi troppo frequenti ed energici), pomate grasse, trattamenti abrasivi. Inoltre la pratica di schiacciare i brufoli è responsabile di solchi sulla superficie della pelle sempre più profondi ed evidenti, ricettacolo di virus e batteri.

“Sulle cicatrici dell’acne” dice Bacci, “ finora trattate con dermoabrasione, con peeling chimici aggressivi e con l’acido retinoico con buoni risultati, l’isoforesi garantisce gli stessi risultati ma con minore “aggressività” e piu veloci tempi di recupero. Il trattamento isoforetico rispetto agli altri più cruenti, non lascia infatti evidenti tracce solo un lieve rossore che scompare dopo poche ore”.

Il trattamento prevede 10- 15 5 sedute all’anno alla quale faranno seguito dei “richiami” di mantenimento.

RUGHE
“Con l’età”, spiega l’esperto, “l’epidermide diventa più rigida e secca con la comparsa di crepe , solchi più o meno profondi: le rughe. Il calo della produzione delle ghiandole sebacee riduce infatti il film idrolipidico, l’emulsione di acqua e grassi che protegge la pelle dalle aggressioni esterne (radiazioni solari, freddo, inquinamento) Nel derma sottostante si riducono le fibre collagene ed elastiche indispensabili per la consistenza e l’elasticità della cute e diminuiscono sostanze come l’acido ialuronico che hanno la funzione di trattenere i liquidi, Diminuisce inoltre la vascolarizzazione che limita l’apporto alla pelle di ossigeno e sostanze nutrienti

Dopo il trattamento transdermico i parametri (rugosita’’ - profondità) dimostrano un notevole miglioramento estetico, con netta riduzione della rugosità e aumento dello spessore della pelle. “
Il trattamento prevede da 5 a 15 sedute all’anno in base all’entità del problema seguite da “richiami ” di mantenimento.

SMAGLIATURE
“Le smagliature”, continua il professore, “ riguardano un po’ tutte le donne, dalle adolescenti alle più mature: secondo dati recenti segnano in modo più o meno evidente la pelle di sette donne su dieci e rappresentano senz’altro uno degli inestetismi più difficili da contrastare e da eliminare. Compaiono inizialmente come piccole striature color rosa intervallate da tratti di pelle sana per poi virare con il tempo in vere e proprie cicatrici biancastre madreperlacee che si diramano su fianchi, glutei, cosce, addome e seno dove permangono ostinate e resistenti. Se finora poco si poteva (le smagliature sono infatti delle cicatrici profonde del derma, lo strato di sostegno della pelle che cede in determinati punti) ci sono adesso dei trattamenti che garantiscono buoni risultati. Il panorama dei rimedi è vasto e punta su più soluzioni con un denominatore comune cioè rinforzare l’architettura di sostegno della pelle ossia le fibra collagene elastina. L’isoforesi ha dimostrato di “funzionare “con netto miglioramento e notevole riduzione della differenza di colorazione e un significativo aumento della vascolarizzazione perilesionale e lesionale che favorisce la microcircolazione” .
Un ciclo di trattamento completo prevede 5 – 12 sedute l’anno a cui seguono richiami di mantenimento.

CELLULITE
“La cura della cellulite”, dice Bacci, “prevede un’integrazione ragionata e mirata di varie metodiche; non è possibile avere risultati con una sola metodica, sia medica che chirurgica. Ci sono, però, delle zone di maggior difficoltà terapeutica, come la regione interna delle cosce e la regione posteriore, cioè la zona su cui si sta maggiormente seduti. Nel corpo femminile queste zone presentano spesso inestetismi con buccia d’arancia fibrosa. .L’Isoforesi ha dimostrato una notevole efficacia per la capacità di introdurre sostanze curative come evitando i traumi dell’ago Le sostanze più usate a questo fine sono soprattutto antiossidanti, coma la Vitamina C e la carnosina, le sostanze lipolitiche e antiedema, come caffeina, teofillina ed escina, gli aminoacidi per stimolare la rigenerazione del connettivo e sostanze metaboliche come la metionina. Le concentrazioni cambiano a seconda del tipo di cellulite, in quella edematosa prevale il gruppo dell’escina, in quella fibrosa la caffeina ed in quella rilassata la carnitina.”

Un ciclo di trattamento completo prevede 5 – 12 sedute l’anno a cui seguono richiami di mantenimento.

ENDOCOAGULAZIONE LASER
“L’ endocoagulazione laser”, spiega Bacci, “ utilizza un laser a diodi ed elimina varicosità e capillari senza anestesia, incisioni, rischi di allergie da sostanze chimiche e complicazioni di ulcere cutanee e senza bisogno di compressione e calze elastiche. Si tratta “spiega il professore, “di una sonda laser piccola come un capello. Tanto piccola da entrare dentro l’ago con cui vengono effettuate le terapie sclerosanti. La sonda viene introdotta dentro la siringa da scleroterapia, quando l’ago raggiunge il capillare la fa “passare” all’interno del capillare stesso che viene coagulato e quindi chiuso. Il vantaggio del nuovo laser rispetto a quelli che agiscono per via esterna e cioè da fuori sulla pelle, è quello di raggiungere profondità superiori e di ridurre quindi le recidive. Questa tecnica non richiedendo limiti di sostanze chimiche da smaltire attraverso i reni, permette di velocizzare la durata dei trattamenti e la quantità di capillari o di reticoli varicosi da trattare nella stessa seduta. Come tutte le metodiche, residua una piccola striscia scura che permane per quindici giorni per poi scomparire spontaneamente senza lasciare traccia. L’ endocoagulazione proprio perché agisce come una sofisticatissima ed innocua microscleroterapia , costituisce uno dei trattamenti più avanzati della Flebologia Estetica.Occorre ricordare che una delle cause principali di capillari è la cellulite, cioè l’alterazione delle strutture dove avvengono tutti i principali scambi vitali tessutali e che, quando sono alterate a causa del sovrappeso, degli ormoni, della disbiosi intestinale, dello stress e della stasi linfatica creano quelle caratteristiche irregolarità della pelle tipiche della cellulitica buccia d’arancia. Ma non solo, creano anche quelle alterazioni tessutali che influiscono sulla regolazione funzionale delle pareti venulari e ne provocano la dilatazione e gli inestetici capillari”.

ENDO LIGHT LIFT
“E’ la nuova soluzione non chirurgica”, spiega Bacci “ per eliminare le borse il cedimento e l’eccesso cutaneo palpebrale inferiore Si avvale di un laser a diodi lo stesso usato per il trattamento dei capillari. Una minuscola fibra laser di 100 micron , la misura di un capello entra senza incisioni sotto la cute ed eroga impulsi che colpiscono acqua e grasso riducendo la borsa adiposa e facendo retrarre la pelle senza arrivare a lipolisi per la bassa energia finalizzata solo alla stimolazione collagenosica.. Utilizzando questa metodoica è infatti possibile eseguire una griglia sottocutanea o dermica profonda che stimola i tessuti e che crea delle linee di temporanea retrazione fibrosa che favoriscono la ristrutturazione tessutale.
Il trattamento può aiutare anche a limitare l’evoluzione della borsa adiposa che, quando è molto evidente, va corretta con la tradizionale blefaroplastica
L’endo litght lift non necessita di anestesia locale e non crea di solito ematomi ma richiede una particolare attenzione dell’occhio che viene protetto applicando delle protezioni metalliche a livello congiuntivele. Il postoperatorio prevede solo un po’ di soluzione fisiologica fredda e una lieve compressione per qualche minuto, oltre a le solite terapie lenitive e drenanti di tipo dermocosmetico.Buoni risultati anche negli eccessi cutanei nel collo, non miracoli, ma piccoli passi offerti dalla chirurgia estetica mini invasiva .Nel nostro protocollo, questa metodologia viene utilizzata in particolare in quelle persone in cui è presente un piccolo cedimento cutaneo ma dove non esiste una indicazione per metodologie chirurgiche più invasive”.

LINFOREX
“E’ una nuova metodica spiega Bacci, perfezionata con l’aiuto di varie università italiane e centri di flebolinfologia che dopo oltre un anno di osservazioni e studi ne hanno dimostrato l’utilità nel trattamento di patologie e inestetismi come varicosità , capillari, cellulite e rilassamento cutaneo delle gambe, delle braccia e dell’addome caratterizzati da gonfiore, edema,– e nei sintomi da stasi venulo linfatica. In particolare riveste un significativo ruolo nella cura della cellulite edematosa e delle gambe gonfie che possono causare anche compromissione delle articolazioni del piede Varie sono oggi le terapie che vengono utilizzate. La metodologia definita “la deambulazione simulata” - si comporta come un sistema simulato di deambulazione che riproduce gli stessi fenomeni fisiologici dell’attivazione della pompa plantare durante il passo ma senza attivare muscoli e leve ossee. Inoltre la somministrazione profonda di specifiche sostanze attiva i processi di depurazione tessutale. A seconda del tipo di patologia si usano sostanze antiedema, come l’escina, fibrinolitiche come il defibrotide o venotoniche come la troxerutina. La metodica utilizza una pressione meccanica che pompa i liquidi a livello dei piedi e contemporaneamente sfrutta una serie di onde elettriche che stimolano la contrazione di muscoli e fasce muscolari, permettendo il passaggio di specifiche sostanze in profondità, il drenaggio linfatico e la depurazione dei tessuti che vengono così favoriti nei loro processi di rigenerazione. Il trattamento si svolge con una speciale leggerissima tuta - indossata dal paziente- collegata a delle fasce che consentono la diffusione programmata dell’onda elettrica e la veicolazione profonda dei vari principi attivi mentre i piedi sono massaggiati dall’ apparecchiatura. Secondo un recente studio svolto su 380 affette da patologia degli arti inferiori condotto dall’Università di Ferrara, questa metodica risulta efficace anche nella prevenzione di tromboembolie , nella terapia di vasculopatie e in campo diagnostico e riabilitativo”.

Un ciclo di trattamento completo prevede 10 – 12 sedute- della durata circa quaranta minuti- due volte la settimana da fare a cicli di 5 - 6 settimane per poi programmare delle sedute di mantenimento.

IMPULSI DI SALUTE

L’isoforesi”, spiega Bacci - consente di introdurre attraverso la cute soluzioni a base di farmaci e risulta efficace per il trattamento antalgico locale delle patologie reumatiche (come ad esempio mal di schiena, artrosi, cervicale e altri disturbi) che riguardano nel nostro Paese oltre 6 milioni di persone finora costrette a ricorrere a pastiglie e punture con non pochi effetti indesiderati'' I ‘treni d’impulsi’ prodotti e costituiti dalle onde elettromagnetiche vengono utilizzati per trasportare direttamente lungo le miriadi di micro-canalini che si aprono fra le cellule farmaci antinfiammatori ,antiflogistici, analgesici, miorilassanti, anestetici, antiflebitici, cortisonici”.

I principi attivi vengono così veicolati direttamente per via transdermica al a cellule, tessuti ed organi delle persone colpite da artrosi, pseudartrosi, affezioni flogistiche e neuromuscolari . La metodica usata con questa apparecchiatura permette non solo di mirare meglio il bersaglio patologico da colpire, ma di raggiungerlo in maniera decisamente incruenta senza iniezioni. L’ingresso in profondità delle sostanze attive avviene grazie a un delicato massaggio isoforesico. il loro dosaggio è calibrato allo stretto necessario nell’area malata, senza transitare e disperdersi con effetti collaterali in altri distretti dell’organismo”.


Fonte:KataWeb Salute

27 ottobre, 2006

I rimedi, gli studi internazionali, le opzioni che offre la natura per la prevenzione

Cocktail alla Melatonina
Melatonina, gingko biloba e biotina contro l'alopecia. Il cocktail applicato sul cuoio capelluto arresterebbe la caduta dei capelli e aiuterebbe la ricrescita. La formula è stata testata dall'Istituto Dermatologico Europeo e da esperti tra i quali Walter Pierpaoli, il padre della melatonina.

Serve anche l'ipnosi
Lo studio della Free University di Bruxelles, appena pubblicato sul Journal American Academy of Dermatology, apre una breccia sul fronte dell'alopecia maschile e femminile. Secondo gli studiosi belgi può bastare qualche seduta di ipnosi per ritrovare la chioma perduta.

La luce polarizzata
Raggi infrarossi polarizzati, applicati a intermittenza a intervalli di tre minuti, due volte la settimana sulle temporanee chiazze di calvizie accelerano la ricrescita dei capelli in chi soffre di alopecia areata, secondo uno studio giapponese pubblicato sull'International Journal Dermatology.

L'alimentazione
Per una chioma forte e folta, largo a cereali, legumi, vegetali verdi e gialli, uova, latticini, fegato, frutti di mare, molluschi, lievito di birra, frutta secca e fresca. Attenzione, alcuni alimenti vanno consumati con costanza e moderazione (uova latticini, frutta secca).

Riso rosso thailandese
Khao Hom Nil, è un riso rosso sviluppato in Thailandia da ricercatori Biotec. Riuscirebbe a fermare la caduta dei capelli e a scurire quelli grigi. Il direttore del National Centre for Genetic Engineering and Biotechnology's Dna laboratory, S. Trakoonrung ne ha testato le virtù negli shampoo.

Spezie, usatele per la testa
Le spezie riparano e rinforzano la fibra capillare, ricorda l'hair-stylist milanese Luciano Colombo che consiglia: Ginepro: nella cura di alopecia, capelli grassi e forfora. Zenzero: per la crescita dei capelli, contro la forfora, per riattivare la circolazione. Cannella e Cacao: come ricostituenti.

Fonte:La Repubblica

Quando il problema si tinge di rosa

"a causa di squilibri ormonali il 15% delle ragazze sui 14 anni soffre di alopecia androgenetica. Per loro la cura è nella pillola anticoncezionale, naturalmente con prescrizione medica", hanno detto gli esperti all'VIII congresso internazionale di Chirurgia della calvizie che si è svolto a Roma. "In genere la metà delle donne, durante la sua vita, sperimenta perdite più
o meno consistenti di capelli, specie con l'arrivo della menopausa", precisa la dermatologa Antonella Tosti. Di soluzioni
"in rosa" non ce ne sono molte. L'uso dei farmaci a disposizione degli uomini non è stato approvato per le donne (data la composizione ormonale) e anche il trapianto è difficilmente possibile. "Sono sempre più numerose quante vengono in visita sperando in una soluzione al loro problema ma in media solo una su 100 è candidata al trap
ianto", conferma il tricologo milanese Vincenzo Gambino.

Fonte:La Repubblica

Diagnosi corretta in tre mosse

Per una diagnosi corretta servono tre strumenti: indagine storica (per individuare casi di calvizie in famiglia, stili di vita, eventi traumatici e così via), ispezione diretta del cuoio capelluto (stato della cute), analisi approfondita di cute e capello con procedure scientifiche.
Ecco i metodi di analisi più diffusi.
Tricogramma. È l'esame più semplice. Con una pinza si prelevano dai 50 ai 100 capelli e al microscopio li si raggruppa in anagen, catagen e telogen. Se i capelli in fase telogen sono oltre il 20%, significa che è in atto una patologia. L'esame è quantitativo e non chiarisce le cause della caduta.
Pull test. Si afferra fra il pollice e l'indice una ciocca di circa 50-100 capelli, si esercita una trazione costante, poi si contano i capelli estratti: se sono più di 6 si sospetta un'anomalia.
Fototricogramma. Altro esame quantitativo che prevede la rasatura di circa 1 cmq di cuoio capelluto da fotografare per contare i follicoli piliferi. Dopo uno-due mesi con una seconda fotografia dell'area si contano i capelli cresciuti, quindi in fase anagen. Per sottrazione si ha il numero di capelli in fase telogen.
Wash Test. Ancora un esame quantitativo. Si lavano i capelli del paziente dopo una settimana dall'ultimo lavaggio e si contano i capelli caduti.
Mineralogramma. Individua la composizione, in minerali, dei capelli. Utile per studiare alcune funzioni dell'organismo, individuare un'intossicazione, capire come integrare la dieta del paziente con gli elementi di cui è carente.
Videomicroscopia del capello. Con una microcamera dotata di illuminazione e ingrandimento si osservano al monitor cuoio capelluto e follicoli.
Fotografia globale. Valuta durante la terapia medica le pur minime variazioni delle condizioni di chi soffre di alopecia androgenetica.
Tricotest®. Software che permette vari accertamenti dettagliati e personalizzati, dalla definizione del tipo di cute, analisi attraverso sebometro, pH-metro, studio della tipologia dei capelli e del loro ciclo di vita, test di accertamento e misurazione della presenza di anomalie.

Fonte:La Repubblica

25 ottobre, 2006

Pelle: Mille Italiani 'Salvati' Da Trucco Cancella-Cicatrici

Vitiligine, acne, macchie cutanee, cicatrici possono deturpare un volto e spingere una persona a chiudersi in se stessa, rinunciando o limitando al massimo i rapporti con gli altri. Per correggere queste gravi imperfezioni a tempo di record, esaltare le qualità di un viso e rinforzare lautostima sono nati in Italia cinque centri universitari specializzati nel camouflage, o trucco correttivo. Una metodica sperimentata gratuitamente e con successo dai primi mille pazienti del nostro Paese. Lo ha spiegato Ruggero Caputo, direttore dellUnità operativa dellIstituto di scienze dermatologiche della Fondazione Policlinico di Milano, intervenuto oggi al convegno su Benessere? Salute e vanità in corso nel capoluogo lombardo.

Malattie transitorie o permanenti possono creare grossi problemi psicologici e di relazione - ha aggiunto il dermatologo - Pensiamo a vitiligine, ustioni, acne, nevi di grandi dimensioni. Quando il problema non si può rimuovere, il make-up permette di correggerlo ad hoc, in tempi rapidi. I Centri, a Roma (due), Milano, Napoli e Catania, possono contare su un dermatologo, uno psicologo e due esperte estetiste. Spetta al dermatologo - ha spiegato Caputo - valutare la gravità delle imperfezioni cutanee e quindi selezionare i pazienti. Questi saranno valutati da uno psicologo e impareranno, con laiuto delle estetiste, a mascherare e attenuare i segni deturpanti, a vantaggio della qualità della vita e dellautostima. Fra i primi mille pazienti il 92% era composto da donne, ma non sono mancati uomini e bambini. Questi ultimi erano vittime di problemi dermatologici che li rendevano oggetto di scherno a scuola.

Vitiligine, acne, cicatrici, melasma, rosacea e dermatite seborroica sono stati i problemi principali con cui questi italiani dovevano fare i conti. Letà media era fra i 25 e i 50 anni, ma per lo più i pazienti erano tra i 30 e i 40 anni, con un profilo psicologico definito - ha precisato il dermatologo - Si tratta, cioè, di soggetti introversi che vogliono trovare una soluzione personalizzata al loro problema. Con laiuto del trucco correttivo questo è stato possibile, ha assicurato Caputo.

Nellincontro milanese si è parlato anche delle novità per la cosmetica. Il futuro è nano - ha detto Marina Marinovich, tossicologa del Dipartimento di Scienze Farmacologiche delluniversità di Milano - Grazie alle nanotecnologie, infatti, sono state messe a punto particelle microscopiche guardate con molto interesse dagli esperti. Queste particelle, grazie alle loro dimensioni, permettono la formazione di un film sulla cute che aiuta il recupero della pelle danneggiata e ne aumenta lidratazione. La minor perdita dacqua riduce così i sintomi delleczema atopico e migliora laspetto della cute sana. Inoltre le formulazioni a base di nanoparticelle dimostrano una certa attività anche nel diminuire la profondità delle rughe. Non solo, si sta esaminando anche lincorporazione di ingredienti attivi in una matrice lipidica solida, per un rilascio prolungato e controllato. Lesperta cita lincapsulazione di vitamina E e retinoidi, per arrivare a un rilascio - conclude - solo quando la nanoparticella ha raggiunto il bersaglio.

Fonte:Yahoo!

23 ottobre, 2006

Iniezioni di botulino solo dal medico

Liberalizzata anche la somministrazione del botulino. Non c'è più bisogno del chirurgo estetico per diventare più belle.
Tutti i medici potranno somministrare il botulino come trattamento antirughe, ma non sarà più possibile farlo presso le estetiste.

Dopo il boom avuto da questo farmaco, non è più indispensabile la presenza di un chirurgo plastico per sottoporsi a questo lifting dolce. L’Agenzia Italiana del farmaco ha approvato il documento che applica la sentenza del Tar che definisce il trattamento "generalmente innocuo" per cui non sono motivi per le restrizioni di prescrivibilità.

Naturalmente questo non significa che verrà venduto direttamente al pubblico, ma le fiale di questo miracoloso "riempi zampe di gallina" potranno essere ordinate direttamente dal medico all’azienda che ha il monopolio nella produzione, la Allergan. Il botulino non è dannoso per la salute, ma deve essere somministrato da chi ne ha le competenze ed il farmaco deve essere originale e non "copiato".

In Italia il suo uso è cresciuto del 70%!

Fonte:The Instablog

18 ottobre, 2006

Il balsamo sporca i capelli?

Parrucchieri e dermatologi sono d'accordo. Per avere la testa in ordine, il lavaggio, da solo, non basta. Ci vuole un prodotto dopo shampoo. Eppure, sul suo uso restano ancora tanti dubbi.

Risponde il parrucchiere

Il balsamo sporca i capelli?
«No. Il balsamo non sporca i capelli. Anzi, è nato proprio quando ci si è resi conto che lo shampoo toglie troppo sebo dalla testa» dice Stefano Milano, parrucchiere di sfilate. «Ci voleva quindi un cosmetico capace di svolgere le funzioni del grasso naturale, come eliminare l'elettricità statica e rendere brillanti i fusti».

Va messo sempre?
«Il balsamo è necessario dopo ogni shampoo» precisa l'hair stylist. «Non solo per rendere i capelli più docili al pettine, ma anche per proteggerli dalle aggressioni esterne, come l'aria calda del phon e lo smog. Inoltre, è uno dei modi migliori per mantenere uniforme la tinta, perché previene disidratazione e danneggiamenti».

Si può usare anche se i capelli sono grassi?
«Certo. I balsami per capelli grassi hanno una consistenza leggera e spesso sono in versione spray» dice il parrucchiere. «Non hanno bisogno di risciacquo, perché le sostanze che contengono sono ridotte in particelle microscopiche. Il loro segreto è nei componenti, che neutralizzano i residui di calcio e magnesio, colpevoli di appesantire la capigliatura».

Quanto ne serve?
«La dose giusta è un cucchiaino da caffè per i capelli corti, un cucchiaio da tavola per tagli medio-lunghi» spiega Milani. «Se c’è l'erogatore, basta una spruzzata o due, a seconda della lunghezza. Per le mousse, è perfetta una quantità che stia dentro il palmo della mano».

Meglio il balsamo classico o quello senza risciacquo?
«È una scelta personale» dice il parrucchiere. «I balsami senza risciacquo (tecnicamente si chiamano "leave-in") sono adatti per chi ha bisogno di un prodotto a effetto rapido. Contengono, in genere, oli minerali, vegetali e siliconi. Vanno applicati dopo lo shampoo, prima di tamponare i capelli con l'asciugamano».

Va lasciato in posa tanto o poco?
«C’è un caso in cui vale la pena di lasciare in posa il balsamo a lungo: prima di una decolorazione, per ridurre i danni dovuti alle sostanze chimiche e fissare meglio il colore» dice Milani. «Un paio di giorni prima si fa un impacco con un balsamo per capelli secchi, che nutre, tenendolo in posa almeno due ore, meglio tutta la notte».

Che differenza c'è con la maschera?
«La maschera va applicata al posto del balsamo, una volta alla settimana, quando i capelli sono molto secchi o sfibrati» chiarisce il parrucchiere. «E si lascia in posa una decina di minuti. Per aumentarne l'efficacia, si può avvolgere la testa in una pellicola trasparente e coprire il tutto con un asciugamano caldo. L'umidità e le proteine contenute nel prodotto gonfiano il capello e fanno durare di più la piega».

Risponde il dermatologo

Il balsamo sporca i capelli?
«Per avere i capelli leggeri basta scegliere il balsamo adatto al proprio tipo di testa» spiega la dermatologa Magda Belmontesi. «Ed è importante usarlo bene: non bisogna esagerare mai con la dose, tanto non è la quantità che rende i capelli più morbidi e brillanti. Va applicato sulla testa molto umida e risciacquato abbondantemente».

Va messo sempre?
«Sì, perché completa l'azione dello shampoo» spiega la dermatologa. «Quando viene applicato sui capelli, il suo pH alcalino apre le cuticole, ossia le piccole squame che ricoprono il fusto, in modo che i principi attivi possano penetrare. Durante il risciacquo, le cuticole si chiudono, le sostanze completano la loro azione e il capello è più sano».

Si può usare anche se i capelli sono grassi?
«Sì, perché i balsami studiati per chi ha questo problema non si limitano ad ammorbidire e lucidare il capello, ma aiutano a regolare la produzione di sebo e non appesantiscono» spiega la dottoressa Belmontesi. «Attenzione, invece, a gel e spume per rifinire la pettinatura. Se sono troppo aggressivi, possono seccare il cuoio capelluto che, per reazione, produce più grasso».

Quanto ne serve?
«Di balsamo ne serve poco, ma va sempre distribuito con un pettine a denti larghi» chiarisce Belmontesi. «Come si è osservato al microscopio, senza questa operazione il prodotto non riesce a coprire tutta la superficie dei capelli e, quindi, non chiude bene le cuticole, compattando i fusti».

Meglio il balsamo classico o quello senza risciacquo?
«La differenza tra i due prodotti è solo pratica» afferma la dottoressa. «Quello senza risciacquo è perfetto dopo la piscina o la palestra, oppure se ci si lava la testa tutti i giorni e i capelli sono secchi e svolazzanti. Inoltre, può essere applicato facilmente soltanto sulle punte, per eliminare l'effetto crespo, anche senza aver fatto lo shampoo».

Va lasciato in posa tanto o poco?
«Due o tre minuti sono sufficienti per avere capelli morbidi e setosi» spiega la dermatologa. «Prolungare la posa non serve perché non aumenta l'efficacia del prodotto. Per ottenere un risultato migliore, invece, è utile usare un getto di acqua fredda all'ultimo risciacquo. Così le cuticole si chiudono e i capelli diventano brillanti».

Che differenza c'è con la maschera?
«Le maschere sono trattamenti ad azione intensa. Si distinguono dal balsamo per la maggiore concentrazione di principi attivi e sono in grado di penetrare più in profondità nella struttura del capello» spiega la dermatologa. «Contengono sempre sostanze ricche di lipidi, che ripristinano la pellicola di acqua e grassi che riveste i capelli, oltre a proteine e vitamine, che riparano la cuticola e aumentano l'elasticità del fusto».

Fonte: Donna Moderna

16 ottobre, 2006

Bellezza: Antidoti Autunnali Contro Invecchiamento Della Pelle

Milano, 4 ott . (Adnkronos Salute) - Ore al sole in estate e, al ritorno in città, via libera alla tintarella artificiale, anche tre volte a settimana. A sottoporre la loro pelle ogni anno a questo tour de force per conservare le tracce di un colorito dorato sono soprattutto le donne. Con conseguenze pericolose: invecchiamento cutaneo precoce, arrossamenti e scottature, formazione di macchie e nei, rischio di sviluppare melanomi e tumori della pelle. Il monito arriva dagli esperti che si riuniranno domani pomeriggio a Milano (Castello Sforzesco), per la tavola rotonda Donne e salute della pelle organizzata dallOsservatorio Nazionale sulla salute della Donna (Onda). Questa, infatti, è una stagione cruciale per prendersi cura della propria pelle.

La pelle nella donna - spiega Francesca Merzagora, presidente di Onda (www.ondaosservatorio.it) - è una sorta di carta didentità. Se il viso è curato, si pensa che lintera persona sia attenta alla propria salute intesa come benessere fisico e psichico. Oggi gli strumenti a disposizione per mantenere la pelle in buono stato sono molti, dai prodotti cosmetici/cosmeceutici, alla medicina estetica, fino ad arrivare alla chirurgia. Queste armi possono essere utili, ma non bisogna mai perdere di vista il benessere. Proprio per questo - aggiunge Carla De Albertis, assessore alla salute del Comune di Milano - il neo costituito Assessorato si pone come obiettivo principale la promozione della cultura della salute e della prevenzione. Non solo come efficace metodo preventivo di molte malattie ma anche per un miglioramento della qualità della vita e, in questo caso specifico, di una sana bellezza. Per chi ha peccato in estate e arriva allautunno con il volto segnato, alcuni interventi estetici superficiali sono comunque possibili, senza arrivare alla chirurgia.

Per mantenere la pelle più sana e bella - spiega Antonino Di Pietro presidente della Società Italiana di Dermatologia Plastica (Isplad) - oggi si consigliano dermocosmetici e integratori alimentari, peeling, acido ialuronico, collagene e i nuovi laser. Con questi mezzi si riesce a migliorare la cute in modo più naturale, anche se meno eclatante, ma soprattutto rispettando al massimo lintegrità cutanea. Quando le alterazioni non sono più controllabili con terapie locali di tipo dermocosmetico, si ricorre alla chirurgia plastica.

Interventi come la blefaroplastica o il lifting facciale - dice Andrea Grisotti, direttore del reparto di chirurgia plastica alla Casa di Cura San Pio X - possono rinfrescare in modo molto gratificante un viso invecchiato. Negli ultimi anni si sono inoltre sviluppate tecniche meno invasive e procedure non proprio chirurgiche, come il lipofilling o i laser ablativi, in grado in parte di sostituire la chirurgia, o comunque di ritardarla per alcuni anni. Diverso il problema per chi cerca labbronzatura a tutti i costi, e non rinuncia alla tintarella anche nella stagione fredda. Leccesso di sole - chiarisce Alessandro Testori, direttore dellunità melanoma allIstituto Europeo di Oncologia - può provocare alcuni tumori della pelle, generalmente in modo proporzionale alla quantità di raggi solari cui ci esponiamo. Troppo spesso le donne si sottopongono ad eccessivi bagni di sole o a lampade Uva, aumentando il rischio di tumore, in particolare basaliomi e carcinomi spinocellulari, e non prestano sufficiente attenzione ai propri figli. Sono però le più attente alla diagnosi precoce e, contrariamente agli uomini, si presentano regolarmente dal dermatologo per le visite di controllo.

Mettere a repentaglio la propria salute per inseguire unideale di bellezza è un comportamento studiato dalla psicoanalisi. Il senso della bellezza - spiega Anna Panepucci, psicoanalista e direttore dellAssociazione Italiana di Psicologia Analitica (Aipa) - è uno stato interiore di coesione e benessere cui si arriva attraverso la risoluzione di alcuni conflitti interni. Uno dei più importanti è quello tra istinto di vita e istinto di morte. Nellattuale equiparazione di bello con giovane, il conflitto verrebbe risolto con la negazione dellistinto di morte e dei suoi sempre più visibili effetti sui nostri corpi attraverso linvecchiamento.

Il trionfo della libido narcisitica porterà a un prepotente e implicito bisogno di perfezione, abbinato a unimpotenza nel realizzarlo. Così vedersi sempre e comunque come brutti anatroccoli porta a una battaglia per soddisfare un irrealistico bisogno di perfezione attraverso la bellezza.

Fonte: Yahoo!

Petrolio, antirughe o idratante?

Ogni tanto a fare questo mestiere s'impara anche qualcosa.
Tipo, a leggere le etichette.
Non solo dei cibi, per verificare ad esempio che lo strillo "Biologico" non sia solo una bieca operazione di marketing.
Ma anche e soprattutto dei cosmetici.
Ad esempio, ho imparato che tantissime creme di uso comune, che si trovano in profumeria o al supermercato, contengono petrolati, ossia derivati del petrolio, come l'olio di paraffina. Fra l'altro, sono comedogeniche, ossia fanno pure venire i punti neri.
I siliconi invece, mi dice la dermatologa Riccarda Serri, attentissima agli effetti dei cosmetici sull'ecosistema ambientale, oltreché cutaneo, piacciono perché "riempiono" rughette e imperfezioni, e quindi danno un aspetto vellutato. Ma in realtà, oltre a essere totalmente sintetici, soffocano la pelle con un velo occlusivo, rendendola asfittica.

La soluzione per non farsi fregare troppo dalle multinazionali dei cosmetici sarebbe imparare a leggere l'INCI di un prodotto riportato nell'etichetta, ossia International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, l’elenco delle materie prime utilizzate in cosmesi secondo una nomenclatura standard.
Si può partire dall'ottimo sito Sai cosa ti spalmi , curato da Barbara Righini, pieno di consigli e spiegazioni davvero for dummies. E procedere con il Biodizionario curato da Fabrizio Zago, chimico industriale e consulente per varie aziende sensibili all'ecologia. Con pazienza certosina, Zago ha catalogato circa 5000 sostanze che possono essere impiegate nella produzione di cosmetici.

Non è facile: i nomi sono spesso incomprensibili, ci vuole tempo e voglia, mentre il mantra di tutte noi è sempre il, solito "Nonhotempononhotempononhotempo", mentre riempiamo freneticamente carrelli del supermercato.

Una cosa rapida che si può fare però, perfetta per quando si compra un cosmetico sedicente "verde" o "naturale" è verificare se il principale ingrediente "strillato" in etichetta (e che dà quell'allure di "naturale" appunto che spesso ci convince ad acquistarlo) è citato anche tra i primi ingredienti dell'INCI. L’INCI di ciascun cosmetico elenca infatti gli ingredienti di cui quel cosmetico è composto in ordine decrescente. Con un'occhiata potete quindi accorgervi se quella "crema alla papaia", la papaia l'ha vista solo in fotografia.


In alternativa, si possono scegliere solo cosmetici certificati Aiab-Icea, per essere certe di acquistare prodotti non Ogm, che rispettano le norme internazionali e nazionali vigenti in materia, a base di ingredienti da agricoltura biologica, imballato in confezioni riciclabili non dannose per la salute, ma soprattutto che non contengono una delle 1350 sostanze chimiche considerate “a rischio”, ovvero dannose per l'ambiente o per la pelle.

Fonte: Petrolio