Anticellulite promossi sul campo
«In effetti, le creme anticellulite possono dare buoni risultati, ma non bisogna illudersi: per mantenere i benefici ed evitare peggioramenti bisogna attuare una strategia multipla, a partire dallo stile di vita. Quindi, alimentazione equilibrata e attività fisica» commenta Sergio Melis, docente di ingredienti cosmetici alla Facoltà di farmacia dell'Università di Milano. «I preparati agiscono su diversi fronti, con lo scopo di ridurre i cuscinetti di grasso localizzati, di migliorare la microcircolazione, di contrastare la ritenzione idrica e di modificare la consistenza sul tessuto connettivo sottocutaneo contenente sostanze che danno tonicità alla pelle — spiega l'esperto —. Queste azioni vengono svolte dai diversi composti utilizzati nelle formulazioni. Le metilxantine, come la caffeina o la teobromina, hanno un'azione lipolitica, favorendo la fuoriuscita di grasso dalle cellule adipose. Altre sostanze antigrasso sono estratte dalle alghe rosse: lo iodio in esse contenuto dovrebbe servire a stimolare il metabolismo locale, anche se questo effetto è un po' controverso. Poi c'è la categoria delle sostanze, principalmente saponine e flavonoidi contenute in molte piante, come la Centella asiatica, l'Edera, il Pungitopo (ruscus), l'Ippocastano (escina) e la Vite rossa, utilizzate per riattivare la microcircolazione, migliorare l'elasticità dei vasi sanguigni e come vasoprotettori. Un altro ingrediente è la carnitina coinvolta nei processi cellulari che portano a bruciare i grassi per produrre energia. Infine, è recente l'impiego di alcuni polipeptidi, composti che rinforzano microcircolazione e tessuto connettivo».
Ma il segreto delle più moderne creme snellenti non è solo negli ingredienti - alcuni più nuovi, altri meno; alcuni di estrazione naturale, altri prodotti artificialmente – ma soprattutto nel modo con il quale queste sostanze attive sono miscelate e mandate a destinazione, come puntualizza Melis: «Oggi si conoscono meglio i processi fisiologici e i meccanismi biochimici alla base della cellulite e questo ha permesso di mettere a punto tecnologie cosmetiche che rendono più disponibili le sostanze attive dove c'è bisogno». « A questo proposito, — aggiunge Fabio Ayala, direttore della Clinica dermatologica dell'Università di Napoli Federico II — con le bionanotecnologie si ottengono coefficienti di penetrazione nella cute e in alcune sue cellule prima inimmaginabili. Cristalli liquidi, dispersioni di nanoparticelle, liposomi sono solo alcuni dei mezzi attuali. Con queste tecniche avvengono dei fenomeni di microincapsulazione spontanea di differenti principi attivi in strutture ultramicroscopiche che hanno la capacità di attraversare le membrane cellulari senza incontrare ostacoli particolari, potendo agire così anche in profondità».
Non bisogna dimenticare, comunque, che le creme anticellulite restano pur sempre dei cosmetici e come tali non possono fare altro che modificare l'aspetto della cute e mantenerla in buono stato. «Il cosmetico non ha una finalità terapeutica, anche se questo non esclude che si usino sostanze farmacologicamente attive se ne è stata verificata la sicurezza — chiarisce l'esperto —. Un discorso a parte meritano gli anticellulite contenenti l'ormone tiroxina, sostanza che induce a bruciare il grasso più velocemente. Il suo utilizzo è vietato nei cosmetici. Pertanto, i prodotti che la contengono sono registrati come farmaci e come tali andrebbero prescritti dal medico».
Fonte: Veneto Nanotech

