Bellezza e benessere

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18 luglio, 2007

INDIA: SPOPOLANO LE ACCONCIATURE ANTI-MONSONE

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La stagione dei monsoni rischia di mandare letteralmente per aria i capelli degli indiani. Piogge afose e umidita' rendono troppo crespe le acconciature degli abitanti che per correre ai ripari si sono fatti prendere dalla mania del trattamento anti-monsone. Nel Paese in cui le lunghe capigliature sono un simbolo di bellezza sia per le donne che per gli uomini, i saloni si stanno attrezzando per tenere a bada i capelli dei propri clienti. E lo fanno applicando con lenti massaggi particolari maschere che combattono ricci crespi, teste sudate e baffi a manubrio troppo ribelli. Il segreto sta tutto negli ingredienti: estratto di carota e menta piperita sono risultati imbattibili contro l'umidita'.

Fonte:La Repubblica

Abbronzatura...a lunga conservazione

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Metà luglio, l'abbronzatura è nel pieno del suo splendore. Come conservarla a lungo? Le strategie furbe cominciano già da ora. Ecco il progamma "mantenimento abbronzatura" a lunga durata


L'imperativo numero uno è idratare: se la pelle è secca finisce per desquamarsi, dando origine a chiazze di colore. Se viene idratata a fondo invece, si mantiene elastica e compatta, e il colore dura di più. Cospargiti di crema idratante alla sera prima di andare a letto (anche senza farla assorbire completamente) e al mattino.

E' vero che idratare è fondamentale, ma non tutte le creme vanno bene: se hai terminato il doposole e vuoi tornare al tuo prodotto abituale, controlla gli ingredienti. La crema non deve contenere né il retinolo, né gli AHA, né l'acido glicolico. Sono sostanze che, esfoliando la pelle, cancellano in un colpo solo l'abbronzatura. Usale solo se, stanca della tintarella, vuoi ritornare al tuo colore naturale. Ciò è valido soprattutto per il viso, il primo a subire l'effetto pallore cittadino, proprio perchè soggetto a maggiori cure e trattamenti.

Sotto la doccia non utilizzare detergenti troppo aggressivi che, lavaggio dopo lavaggio, seccano la pelle e sbiadiscono il colore. Meglio utilizzare detergenti "ultradolci" specifici per le pelli abbronzate, che detergono nel pieno rispetto della pelle e non lavano via l'abbronzatura. O ancora gli olo emollienti.

Se non vuoi rinunciare al bagno: immergiti nell'acqua intorno ai 35 gradi dopo aver versato nella vasca una tazzina di olio di cocco. Resta a mollo solo per una decina di minuti, quindi esci e tampona bene la pelle senza strofinare. Anche questo piccolo trucco aiuta a mantenere l'abbronzatura rendendo la pelle luminosa.

Evita le cerette. Sia la cera a caldo che quella a freddo sollevano una parte dello strato più esterno dell'epidermide. E mentre tirano via i peli, tolgono la tintarella. Per evitarlo, usate un epilatore elettrico: il piccolo apparecchio sfiora la pelle e cattura solo la peluria.

Fonte:Agora News

16 luglio, 2007

Sana 2007: Arriva il test fai-da-te per la naturalità dei cosmetici

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L’ultima novità nel mondo dei prodotti naturali si chiama Bio-check ed è un test ecologico fai-da-te. Inizialmente riguarderà i soli cosmetici e consentirà di valutare in pochi istanti a casa propria il grado di naturalità di qualsiasi prodotto di bellezza, per l’igiene personale e la cura del corpo, ma in futuro potrebbe essere esteso anche ad altri settori. Sarà infatti sufficiente inserire in un apposito programma informatico gli ingredienti base, indicati obbligatoriamente sulla confezione, e premere un tasto per sapere quali e quanti di questi siano rispettosi dell’ambiente, dei consumatori, e privi di Ogm e sostanze chimiche di sintesi. Bio-check, realizzato da Icea, il principale organismo italiano per la certificazione del biologico, e da settembre scaricabile gratuitamente dal sito www.icea.info, sarà presentato in occasione della prossima edizione di Sana, il salone internazionale del naturale, in programma a Bologna dal 13 al 16 settembre.

Il modo in cui funziona Bio-check è semplice e rigoroso al tempo stesso. Il programma riconosce ognuna delle quasi 9000 sostanze, in costante aggiornamento, registrate nell’inventario europeo degli ingredienti utilizzabili dall’industria cosmetica (Inci). Per facilitare l’inserimento ed evitare errori di trascrizione è il programma stesso a suggerire i nomi degli ingredienti corrispondenti alle prime lettere digitate. Quando si dà il via al processo di valutazione, Bio-check valuta gli ingredienti inseriti, e li divide in “buoni” e “cattivi”. I “buoni”, visualizzati in verde, sono quelli eco e dermocompatibili, che non contengono Ogm né sostanze chimiche di sintesi, non sono tossici, né producono effetti indesiderati sul corpo umano. Fanno cioè parte delle circa 3.500 sostanze ammesse dai criteri della certificazione Bio-ecocosmetica, definiti da Aiab, l’associazione italiana agricoltura biologica, insieme a produttori, centri universitari e consumatori. Tutti gli altri, evidenziati in rosso, sono i “cattivi”, che pur essendo a norma di legge, le aziende più sensibili al volere del consumatore scelgono di non adottare (petrolio, petrolati, parabeni eccetera).

“Bio-check – spiega Alessandro Spadoni, responsabile Bio-ecocosmesi di Icea – è uno strumento in più nelle mani dei consumatori. Pur non sostituendo la certificazione di un organismo indipendente di controllo come Icea, che sola può garantire con ispezioni a sorpresa ed esami di laboratorio che quanto riferito da etichette e confezioni corrisponda al vero, Bio-check è una bussola che può aiutare i consumatori ad orientarsi tra i vari prodotti. E’ interesse di Icea infatti che crescano l’attenzione e la sensibilità dei consumatori per la salute loro e dei propri figli, la naturalità e il rispetto per l’ambiente”.

Icea al Sana: una realtà di 400 addetti e 11mila aziende certificate
Il funzionamento di Bio-check sarà illustrato in fiera presso l’area di Icea. L’ente di certificazione sarà infatti presente in forze, quest’anno, al Sana, con una superficie di oltre 350 metri quadrati, divisi tra il padiglione 26 dedicato a salute e benessere (160 mq), il padiglione 22 ai prodotti alimentari, con un’area espositiva (128 mq) e uno spazio forum (64 mq). Icea rappresenta una realtà che conta circa 400 addetti tra tecnici controllori, impiegati nazionali, regionali e delle sedi estere; nei suoi stand ospiterà anche soci, partner, aziende e panieri dei prodotti delle 11mila aziende certificate, che potranno essere assaggiati nell’area degustazione.

Il punto sui negozi certificati bio tra le iniziative dell’area forum
Ogni giorno si terranno iniziative e incontri presso l’area forum. Il pomeriggio del giorno d’apertura si parlerà, ad esempio, di come armonizzare a livello europeo i criteri per la certificazione dei cosmetici naturali, che attualmente spazia dal rigore dei tedeschi alla maggiore tolleranza dei francesi, passando attraverso la posizione intermedia di italiani, belgi e britannici. Nei giorni successivi si alterneranno rassegne e lezioni di degustazione di mieli e vini bio, corsi per tecnici controllori, conferenze sulla cucina crudista e sul Biologico di Fattoria, una riunione del tavolo di coordinamento tra mondo bio e del commercio equo e solidale, un incontro dei biologi nutrizionisti, ecc. A concludere, il 16 pomeriggio, una conferenza per fare il punto sulla certificazione dei negozi biologici - Icea ne certifica circa 200 - obbligatoria dal 2005 per chi vende prodotti non confezionati. Nel caso della vendita di prodotti sfusi si tratta ovviamente di una garanzia indispensabile per i consumatori, perché oltre a controllare i certificati bio dei fornitori, mette anche a confronto i quantitativi delle merci in entrata e in uscita dei negozi e verifica con analisi di laboratorio a campione che i prodotti in vendita siano effettivamente biologici.

Fonte:NEWSFOOD.

13 luglio, 2007

Cosmetici fai da te: acqua di rose

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Ah, l’estate. Sole, mare ma anche pelle arrossata, se godete troppo dei benefici dell'astro incandescente senza adeguate protezioni. Non vi sto augurando nulla del genere, sia chiaro, sebbene io sia chiusa in una stanza dietro una scrivania mentre voi ve ne state beatamente in spiaggia. Mi limito, per ora, a invidiarvi (e non poco, lo ammetto). E vi consiglio un paio di ricettine semplici ma efficaci per ovviare agli inconvenienti dell’indigestione da sole.

Le proprietà dell’acqua di rose sono ben note da decenni e in commercio se ne trovano di ogni genere e formato. Ma è così semplice prepararla in casa che non vorrete più fidarvi delle confezioni che nascondono, come spesso accade, insidie e componenti allergenici. Ad esempio sapevate che spesso questo prodotto contiene un conservante, il Kathon C, che è noto per procurare reazioni allergiche e dermatiti in soggetti predisposti (e spesso inconsapevoli)? Ecco, ora lo sapete e tra poco saprete anche come evitare simili sgradite sorprese.

Pronte? Ecco cosa ci serve:

- 1 dl. di acqua distillata

- petali di rose rosse freschi. Servono circa 10 rose. Chiedete loro scusa e coglietele senza indugio. Sono belle, ma anche buone per la nostra ricetta. Suvvia, non siate così sensibili.

- una o più boccette di vetro per conservare il prodotto finito

- olio essenziale purissimo alla rosa, se volete accentuare la fragranza. Si trova in erboristeria, va specificato che è per uso cosmetico e non per il diffusore.

Procediamo:
dai petali va eliminata delicatamente, usando solo le mani, l’eventuale parte bianca dell’attaccatura. Poi vanno riuniti, avendo cura di non schiacciarli o pressarli troppo, in una sacchetto di garza di cotone (va bene pure il colino del tè, se lo avete) e immersi in una pentola nella quale faremo bollire l’acqua distillata. Quando l’acqua arriva a ebollizione spegniamo il fuoco e lasciamo in infusione per circa un quarto d’ora. Nel frattempo godete del profumino leggiadro che si è diffuso in cucina. Non lasciatevi andare a sogni troppo lunghi, o i petali marciranno.
Ecco, ora è il momento di aggiungere qualche goccia di olio essenziale alla rosa. Poi con un imbuto verseremo l’acqua di rose nella bottiglietta di vetro. È pronta da usare per tonificare, lenire e rinfrescare il viso stressato dal sole e dal caldo. Soprattutto se conservata in frigo, l’effetto godurioso sarà più deciso.
Va consumata entro tre mesi.

Una variante astringente della ricetta appena vista si può preparare usando aceto bianco al posto dell’acqua distillata e petali di rose bianche. Il procedimento richiede una lenta macerazione al buio per due settimane. Poi basterà filtrare con una garza di cotone e conservare in frigo. Miracoloso sulle pelli grasse.

Qualcuno propone un’ulteriore variante aggiungendo un ingrediente, l’alcol, che si può benissimo evitare. Ma se vorrete cimentarvi anche in questa, ecco la ricetta.

Fonte:Pinkblog.it

Silicone nei cosmetici: se lo conosci lo eviti./1 - Le creme.

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Il famoso "silicone sigillante", quello della ragazza che fa la doccia nell'acquario non è diverso dal silicone che ha ultimamente invaso creme, sieri, shampoo, balsami di ogni sorta. Un ingrediente da evitare, e vediamo perché. Anzi, no: cominciamo dai suoi vantaggi!

- E' assolutamente inerte (o almeno così sostengono...). Non rilascia sostanze chimiche dannose.
- Rende le creme morbide e piacevoli al tatto.
- Rende la pelle liscissima, soffice, insomma ci fa credere che la crema "faccia effetto".

Da quando è stato scoperto l'uso dei siliconi in cosmetica, c'è stata una vera e propria invasione. Tutte le ultime creme, e specialmente certi "sieri" costosi e che promettono miracoli sono a base di silicone. Si vendono come il pane, proprio perché sembra che "facciano effetto".

Ma non è così. Ad essere liscia, morbida e tirata non è la pelle, ma... la pellicola di silicone stesa sopra. Un film plastico che riveste tutta l'epidermide dov'è stato spalmato. A lungo andare (ma non troppo lungo: diciamo qualche settimana) la pelle diventa secca, asfittica, squamosa e piena di punti neri. Insomma, reagisce al fatto di essere giorno e notte rivestita di domopak!

I produttori, naturalmente, non pubblicizzano il loro segreto. Anzi, decantano i principi attivi contenuti nella crema: vitamine, q10, ceramidi, olii pregiati o qualsiasi altra cosa. La verità è che gli attivi sono presenti in percentuali infime disciolte in una base completamente sintetica, che ne annulla ogni effetto o li degrada.

Come scoprire i siliconi nell'INCI? Semplice: se leggete dimethicone o cyclomethicone o altri ingredienti che finiscono in "one" nei primi cinque o sei posti, la crema è siliconica.

Nei prossimi giorni parleremo di silicone nei prodotti per capelli, e dei casi in cui il silicone è meno... dannoso.

Fonte:Mondo Donna

09 luglio, 2007

Tartufi e caviale per i capelli di Catherine

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LONDRA (9 luglio) - Era molto più economica la cura di Poppea, seconda moglie di Nerone, che per mantenersi bella era solita fare il bagno nel latte d'asina. Catherine Zeta-Jones (38 anni) attrice gallese moglie di Michael Douglas, usa niente meno che una spruzzatina di tartufo e una ricca dose di caviale Beluga al costo di 300 euro per trattamento, soltanto per far restare belli i capelli. Il luogo d'origine del tartufo non è noto, mentre il caviale arriva dal mar Caspio dove vivono storioni che raggiungono i cento chilogrammi dal quale si ricavano le preziose uova definite caviale. Il più pregiato è il Beluga (1264 euro per 200 grammi su Internet), quello usato dalla bellissima Catherine.

Secondo quanto riferisce oggi il Daily Mail, la moglie di Michael Douglas si sottopone regolarmente alla terapia della durata di due ore presso un esclusivo salone di bellezza di South Kensington, a Londra.

Il trattamento ha inizio con un lavaggio con uno shampoo a base di tartufo. Le uova di storione, arrivate fresche dall'Iran cinque giorni prima della seduta, vengono dapprima liquefatte e trattate per eliminare ogni odore e poi applicate con un impacco ai capelli. L'efficacia della costosa terapia è stata scientificamente provata: ricco di acidi grassi omega 3, il caviale stimola infatti la produzione di collagene e cheratina, due proteine alla base di un capello sano.

«Catherine ha scoperto il trattamento al caviale la scorsa estate ed è rimasta stupefatta dalla differenza che ha avuto suoi suoi capelli. Ha un colore di capelli già naturalmente ricco e vivace e la natura cremosa, quasi oleosa del caviale non fa che accentuare queste sue qualità. Le uova sono piene degli acidi grassi necessari per la formazione delle proteine strutturali. Sono queste le proteine in grado di riparare i capelli secchi e rovinati e di combattere le doppie punte», ha detto una fonte al tabloid.

Fonte:Il Messaggero

07 luglio, 2007

Estate: Incubo Cellulite? L’esperto “Alimentazione moto”

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Cellulite incubo estivo delle donne? Si, ma si può rimediare.

A dirlo sono gli esperti che consigliano movimento e alimentazione corretta per combattere la tanto insopportabile ‘pelle a buccia d’arancia’. L’estate è la stagione dell’anno che tutti aspettano per una vacanza e per godere del relax dopo un anno di stress cittadino e da lavoro. Ma esiste una fetta di persone a cui l’estate provoca invece stress e ‘complessi’. Sono le donne affette da cellulite. ‘La cellulite — dice Giulio Basoccu, chirurgo estetico, docente presso l’Universita’ la Sapienza di Roma -, condiziona la scelta delle vacanze. Rappresenta una sorta di handicap psicologico per le donne, molte delle quali dicono di no al mare per non essere costrette a mettersi in costume e a mostrare il proprio corpo.

La cellulite è un inestetismo che ormai ha oltre il 50% delle donne — continua Basoccu -. Seppur molto diffuso viene vissuto come un qualcosa da nascondere da molte ragazze e donne adulte che rinunciano al mare d’estate, anche condizionando tutta la famiglia, pur di non mettersi in costume e far vedere inevitabilmente la pelle a buccia d’arancia e gli accumuli di grasso provocati dalla cellulite; e questo anche per il ben noto processo di confronto con le bellezze proposte dai media, sempre levigate e perfette. Da uno studio su 500 pazienti donne tra i 20 e i 50 anni che si sono rivolte al nostro studio per sottoporsi all’intervento di liposuzione a fianchi, addome e glutei proprio per eliminare la cellulite — spiega Basoccu — è emerso che oltre il 60% evita la spiaggia proprio a causa dell’inestetismo fisico.

Fonte:KataWeb News