Bellezza e benessere

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19 settembre, 2007

Mission (im)possible stare bene con il rossetto rosso

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È il trucco del momento. E, anche se è difficile da usare, è un vero peccato non provarlo. In gloss lucidissimo per il giorno, mat e coprente per la sera: l'importante è scegliere la sfumatura giusta

Il rossetto rosso è molto elegante a patto che sia applicato in modo perfetto. Ecco come fare. Cancella il contorno naturale delle labbra con uno strato di correttore. Metti una base trasparente. Disegna i bordi esterni della bocca con una matita dello stesso colore del lipstick. Stendi il rossetto con un pennellino piccolo e a punta piatta. Parti dal centro del labbro superiore e vai verso gli angoli esterni. Poi, passa a quello inferiore. Tampona la bocca con una velina.

Se sei bruna
«Quando i capelli sono di un colore intenso come il nero, il trucco delle labbra non deve essere da meno. Il rossetto migliore è quello rosso lacca, magari lucido» spiega Simone Allievi, beauty master, truccatore da oltre 30 anni. Se, però, pensi che sia troppo, puoi optare per un gloss della stessa tonalità: l'effetto sarà più luccicante anche se meno d’impatto. «Il lucidalabbra si può mettere sia da solo sia sopra al rossetto. In questo caso, però, bisogna ricordarsi che il gloss diluisce il colore del lipstick rendendolo più brillante ma meno intenso» continua l'esperto. Con il rosso lacca, gli ombretti giusti hanno le tonalità dello champagne e del grigio chiaro. Vanno dati su tutta la palpebra superiore e sfumati verso l'esterno. Il mascara può essere anche grigio.

Se sei bionda
«Con i capelli dorati e la carnagione molto chiara, ci vuole un rosso che viri leggermente al blu: un colore un po' più spento, infatti, risulta decisamente meno sfacciato e più glamour» dice il make up artist. E gli ombretti? Gli abbinamenti ideali sono blu scuro e grigio tortora se si usa il rossetto. Azzurro cielo e grigio chiaro con il gloss dai bagliori madreperlati. «Per rendere le labbra meno vistose, bisogna dare profondità allo sguardo. Basta mettere l'ombretto chiaro nella zona vicino alle ciglia e, all'esterno, quello più intenso, sfumandolo in maniera impalpabile. In alternativa, si può usare un unico colore, iniziando a stenderlo con un pennellino dall'interno dell'occhio verso le tempie. Sulle ciglia, quest'inverno va molto il mascara blu o quello effetto trasparente» spiega Allievi.

Se sei rossa
«Chi pensa che, con i capelli fulvi, si debba rinunciare al rosso, sbaglia. L'importante è scegliere un lipstick dalla sfumatura mattone, tendente leggermente all'arancione, che non strida con il colore dei capelli e della pelle» consiglia Simone Allievi. Come alternativa al rossetto, c'è il gloss. Che, riflettendo la luce, ingrandisce un po' la bocca. Mettine tanto se hai le labbra sottili. Di meno, e solo al centro, se la tua bocca è già voluminosa. Per gli ombretti vai a colpo sicuro sulle tonalità del bronzo, bruno, bruciato, cioccolato e verde militare. Evita, invece, i verdi più accesi e acidi. «Se non si vuole stendere l'ombretto su tutta la palpebra superiore, si può usarlo come un eyeliner, disegnando una linea sottile all’attaccatura delle ciglia» continua il beauty master.

Se sei castana
«L'abbinamento migliore con i capelli color cioccolato si ottiene scegliendo un rossetto geranio, lucido e brillante: il contrasto non è troppo marcato e il risultato è molto chic» spiega l'esperto. «Se al posto del lipstick, magari per il giorno, si preferisce un gloss, il segreto per metterlo alla perfezione è prelevare una piccola quantità con un pennellino, metterla sul dorso della mano e applicarlo con i polpastrelli. Il calore della pelle riscalda il cosmetico, che aderisce di più alle labbra, garantendo una maggiore durata». Per gli ombretti, punta sull'accoppiata rosa e grigio. Puoi stendere quello rosa pallido solo all'interno dell'occhio e quello grigio fumo all'esterno; o, sfumare il rosa appena sotto l'arco delle sopracciglia e usare il grigio sulla palpebra inferiore, effetto smokey eyes.

Fonte: Donna Moderna

La psoriasi e le cure

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A seconda delle varie parti del corpo colpite c'è una soluzione diversa. L'alimentazione non è influente e a volte è meglio affidarsi ai rimedi naturali

Di psoriasi soffrono milioni di persone e spesso le cure farmacologiche risultano deludenti per la maggior parte dei soggetti. Solo di recente, però, con l’avvento dei farmaci biologici, si è aperto uno spiraglio sulla comprensione degli eventi che condizionano questa patologia e sulle possibilità di trattamento. Ne parliamo con il prof. Marcello Monti, responsabile di Dermatologia all’Istituto Clinico Humanitas e docente di Dermatologia all’Università di Milano.

Esiste una predisposizione genetica per questa patologia?
“La psoriasi, pur non essendo una malattia ereditaria nel senso stretto del termine, è una malattia con alta predisposizione familiare, anche se qualche volta non conosciamo altri soggetti psoriasici tra i familiari: si tratta di salto di generazione”.

La pelle di un soggetto colpito da psoriasi risulta infiammata e particolarmente secca: bere molta acqua e seguire una dieta povera di grassi aiuta a far regredire la patologia?
“Bere molta acqua o seguire una particolare dieta non aiutano a migliorare la psoriasi; anzi, alcune diete privative, per via dello stress che inducono, sono peggiorative per la malattia”.

Qual è lo stile di vita più adatto ad un soggetto affetto da psoriasi?
“Molti sostengono che la psoriasi sia pura espressione psicosomatica, per cui si manifesterebbe più facilmente su soggetti emotivamente fragili o colpiti da eventi particolarmente stressanti; nell’esperienza pratica sembra invece che sia la psoriasi stessa ad indurre stress, più di quanto quest’ultimo abbia influenzato il manifestarsi della patologia. Vengono comunque considerati fattori scatenanti o aggravanti per la psoriasi: lo stress psichico, lo stress fisico (mancato recupero della stanchezza), malattie concomitanti (diabete, morbo di Parkinson, infezioni a focolaio), assunzione di alcuni farmaci (cortisone, antipertensivi, immunosoppressori), cambiamenti di stagione, cambiamenti di clima, trasferimenti in altri continenti”.

Cercare di condurre nei limiti del possibile una vita più tranquilla può aiutare quindi il soggetto psoriasico a stare meglio, ma il disagio estetico e fisico invece come si può guarire?
“Personalmente credo molto nei riducenti naturali, in Humanitas abbiamo ottenuto risultati così positivi, che abbiamo pensato di creare un opuscolo informativo da distribuire in ospedale, fatto di riflessioni più o meno ovvie e di suggerimenti di comportamento. Proponiamo trattamenti di cura differenziati a seconda della zona colpita: cuoio capelluto, unghie, corpo, mani e piedi”.

Quindi, si può controllare o sconfiggere il fastidio quotidiano della psoriasi tramite rimedi naturali? Può spiegarci meglio?
“Quando la psoriasi è limitata e non s’intende ricorrere ai farmaci, si possono impiegare i così detti riducenti naturali: ovvero, quei principi attivi presenti in natura che, applicati sulla cute, hanno dimostrato di ridurre la crescita psoriasica. Quelli più utilizzati e con maggior documentazione clinica sono: zolfo; acido salicilico; ittiolo solfonato; catrame minerale”.

Ecco una descrizione delle cure proposte in Humanitas.

Quando la psoriasi è al corpo?
Sulle chiazze di psoriasi si applica, una volta al giorno, la sera, la crema cosiddetta solfosalicilica che contiene i seguenti principi attivi naturali: lo zolfo, di cui sono ricche le cheratine (le proteine dello strato corneo), è utilizzato, fin dai tempi più remoti, per la cura delle affezioni cutanee e per la psoriasi in particolare.
L’acido salicilico, inizialmente estratto dalla corteccia del salice, è utilizzato per le sue proprietà curative fin dall’antichità, svolge azione antisettica, antifungina, cheratolitica e riducente.
Esistono poi altri due preparati, che possono essere applicati sempre una volta al giorno, la sera, insieme od in alternanza alla crema solfosalicilica: l’Ittiolo Solfonato, un principio naturale formatosi 200 milioni di anni fa da sedimenti marini con proprietà antisettiche, antinfiammatorie e antipruriginose e, il Catrame Minerale, prodotto dalla distillazione del carbon fossile, che presenta però dei limiti: non può essere utilizzato sui capelli perché ne altera il colore, è poco tollerato nelle aree delicate come il volto o i genitali, è indelebile sui vestiti e non va associato alla luce solare perché è un potente fotosensibilizzante.

Quando la psoriasi è palmo-plantare?
La filosofia di “acquietamento” della psoriasi palmo-plantare prevede l’esclusione degli stimoli proinfiammatori eliminabili. Tra questi il più importante è il contatto con acqua e detergenti. L’acqua di per sé è un elemento irritante nello stato psoriasico; infatti ha la capacità di penetrare tra le squame e nelle fissurazioni apportando umidità e quindi crescita microbica con conseguente irritazione della parte. I tensioattivi, poi, presenti nei detergenti, sono un ulteriore elemento proinfiammatorio da cui proteggere la cute psoriasica. Anche le polveri sono elemento di notevole irritazione e occorre tenerle lontane dalla pelle. Anche in questo caso l’applicazione del riducente naturale va eseguita alla sera insistendo molto con il massaggio perché in sede palmo-plantare l’assorbimento dei prodotti topici, dato lo spessore dello strato corneo, è minimo. La regola generale comunque per chi soffre di psoriasi a mani e piedi è di bagnarle il meno possibile: situazione che richiede ingegno ed organizzazione. Una soluzione potrebbe essere un paio di guanti di vinile per le mani, oppure l’utilizzo di un disinfettante “a secco”; come per esempio una soluzione acquosa di benzalconio cloruro.

Quando la psoriasi è alle unghie?
Non potendo intervenire efficacemente con i farmaci si preferisce utilizzare i riducenti naturali. Sia lo zolfo che l’acido salicilico esercitano sull’unghia un’azione riducente, antimicrobica e desquamante. La crema solfosalicilica, pur non svolgendo una vera azione terapeutica nei confronti della psoriasi ungueale, è quella che ottiene i migliori risultati, perché contribuisce a rendere più morbida la lamina, aiuta a facilitare il distacco dell’accumulo di squame sottoungueali, e protegge dalle infezioni sia la lamina che la cute intorno ad essa . La crema solfosalicilica si utilizza, con un’applicazione al giorno, in piccola quantità, iniziando il massaggio dal margine libero, poi sulla lamina ed infinesulla pelle periungueale; il trattamento non ha limiti di tempo.

Quando la psoriasi è al cuoio capelluto?
Gli shampoo sono controindicati, perché contengono tensioattivi che irritano oltremodo il capillizio affetto da psoriasi. Bisogna preferire l’utilizzo di una crema da lavaggio o Base Lavante: un’emulsione composta da grassi affini alla cute, tenuti insieme da tensioattivi, che priva di lauril solfato, riesce a detergere ugualmente i capelli senza provocare secchezza o irritazione. Così facendo, diminuisce il prurito e la desquamazione. Infine, è opportuno evitare di staccare le squame dal capillizio durante il lavaggio e asciugare i capelli con un telo di spugna di cotone. Conviene non abusare con il phon, cercando di non indirizzare l’aria calda direttamente sul cuoio capelluto.
Se si sono formate crostosità è opportuno applicare la sera la crema Solfosalicilica e lavarsi con la Base Lavante al mattino.

Fonte: Humanitas Salute

18 settembre, 2007

Bocca da baciare? Prendetevi cura delle vostre labbra!

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Avere le labbra di Angelina Jolie? Beh o ve le ha donate madre natura o c'è poco da fare (a meno che non decidiate di ricorrere alla chirurgia estetica)!

Ma per evere belle labbra, naturali e da baciare, qualche trucco per tenerle in forma senza ricorrere a bisturi e siringa c'è!

Oltre ad acquistare un bel gloss per le labbra e che doni perciò alla vostra bocca una bella luminosità, ideale è non mordersi le labbra, perchè se è anche vero che morderle le colora, a lungo andare tutto quel mordicchiare potrebbe danneggiarle e infiammarle.

Se invece le sentite secche e screpolate (continuate a umettarvi le labbra) è necessario idratarle, ma non leccatele con la lingua, perchè la salina al contrario di ciò che potete pensare non le idrata affatto! Anzi le secca ancora di più, ideale avere sempre con voi in borsetta un bel balsamo per le labbra (ottimo anche contro gli effetti del vento e dell'aria condizionata!).

Cercate di non bere bevande troppo calde (tè e caffè in primis!) non solo vi bruciate la lingua, ma mettete a rischio anche le vostre labbra!

Fonte: Beauty News

15 settembre, 2007

La vendetta di fine estate: la pelle chiede aiuto

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Nel bilancio di fine estete, tra vacanze andate più o meno bene, divertimento e riposo accumulato, non può mancare l'urlo di vendetta della pelle che tornata a casa chiede cure e attenzioni. Sole e acqua di mare se hanno regalato un colorito invidiabile per tutto il periodo estivo lasciano traccia ora dei danni generati: pelle secca, qualche ruga in più, capelli rovinati. Niente di irrimediabile, ma ecco che la medicna estetica viene in aiuto con una serie di rimedi. La disidratarzione è uno dei nemici maggiori spiega Ezio Maria Nicodemi, docente presso la scuola di specializzazione in Chirurgia plastica all'università Tor Vergata. «Oggi si può parlare di medicina estetica e chirurgia rigenerativa, che si occupa di prevenire, combattere o riparare l'invecchiamento cellulare provocato da stress ossidativi», in altre parole dagli ormai noti "radicali liberi", spiega Nicodemi, che è anche segretario esecutivo della Mediterranean Academy of Life Extension Sciences, neonata associazione scientifica che studia proprio i metodi per vivere più a lungo e in buona salute.

«Innanzitutto consigliamo ai nostri clienti un apposito test che, da una goccia di sangue prelevata dalla punta del dito, è capace di calcolare la quantità» di radicali liberi presenti nell'organismo e dunque il grado di invecchiamento delle cellule.

Dopodichè, si possono prescrivere diete detossificanti ad hoc e integratori a base di vitamina A ed E per combattere il processo ossidativo. e per chi vuole ora ci sono anche i ritocchi soft: «oltre alle ormai classiche iniezioni di botulino, la tossina spiana-rughe, e ai filler riempitivi a base di acido ialuronico, l'ultima frontiera è rappresentata dalla chirurgia rigenerativa».

«In pratica - spiega l'esperto - si prelevano in altre parti del corpo piccole quantità di grasso (ricche di cellule staminali), che vengono centrifugate e impiantate nella zona della ruga, soprattutto a livello degli zigomi o del solco naso-genieno (zona fra naso e labbra). Il grasso, così trattato, non solo va a riempire la ruga ma stimola la rigenerazione dello stesso tessuto della zona trattata».

Contro le macchie cutanee, laser specifici o prodotti chimici a base di acidi al tricloroacetico. E anche per i capelli cure ristrutturanti o in alcuni casi autotrapianto con tempi oggi molto rapidi e senza cicatrici.

Fonte: Il Messaggero

La vendetta di fine estate: la pelle chiede aiuto

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Nel bilancio di fine estate, tra vacanze andate più o meno bene, divertimento e riposo accumulato, non può mancare l'urlo di vendetta della pelle che tornata a casa chiede cure e attenzioni. Sole e acqua di mare se hanno regalato un colorito invidiabile per tutto il periodo estivo lasciano traccia ora dei danni generati: pelle secca, qualche ruga in più, capelli rovinati. Niente di irrimediabile, ma ecco che la medicna estetica viene in aiuto con una serie di rimedi. La disidratarzione è uno dei nemici maggiori spiega Ezio Maria Nicodemi, docente presso la scuola di specializzazione in Chirurgia plastica all'università Tor Vergata. «Oggi si può parlare di medicina estetica e chirurgia rigenerativa, che si occupa di prevenire, combattere o riparare l'invecchiamento cellulare provocato da stress ossidativi», in altre parole dagli ormai noti "radicali liberi", spiega Nicodemi, che è anche segretario esecutivo della Mediterranean Academy of Life Extension Sciences, neonata associazione scientifica che studia proprio i metodi per vivere più a lungo e in buona salute.

«Innanzitutto consigliamo ai nostri clienti un apposito test che, da una goccia di sangue prelevata dalla punta del dito, è capace di calcolare la quantità» di radicali liberi presenti nell'organismo e dunque il grado di invecchiamento delle cellule.

Dopodichè, si possono prescrivere diete detossificanti ad hoc e integratori a base di vitamina A ed E per combattere il processo ossidativo. e per chi vuole ora ci sono anche i ritocchi soft: «oltre alle ormai classiche iniezioni di botulino, la tossina spiana-rughe, e ai filler riempitivi a base di acido ialuronico, l'ultima frontiera è rappresentata dalla chirurgia rigenerativa».

«In pratica - spiega l'esperto - si prelevano in altre parti del corpo piccole quantità di grasso (ricche di cellule staminali), che vengono centrifugate e impiantate nella zona della ruga, soprattutto a livello degli zigomi o del solco naso-genieno (zona fra naso e labbra). Il grasso, così trattato, non solo va a riempire la ruga ma stimola la rigenerazione dello stesso tessuto della zona trattata».

Contro le macchie cutanee, laser specifici o prodotti chimici a base di acidi al tricloroacetico. E anche per i capelli cure ristrutturanti o in alcuni casi autotrapianto con tempi oggi molto rapidi e senza cicatrici.

Fonte: Il Messaggero

14 settembre, 2007

Sembra forfora, ma è dermatite

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"Dopo le lunghe esposizioni al sole, gli uomini con alopecia androgenetica evidente devono ricordarsi di controllare l'eventuale presenza di nei sospetti anche sul cuoio capelluto", avverte il dermatologo Rinaldi. Per molti, il dopo-estate segna il ritorno di due problemi piuttosto diffusi al maschile: forfora e dermatite seborroica.

- La forfora è favorita dalla predisposizione costituzionale (ormoni androgeni in primo luogo), dai lavaggi troppo frequenti e aggressivi e dal riaffacciarsi dello stress. "Per curarla e prevenirla, buona abitudine, soprattutto se si lavano i capelli tutti i giorni, è alternare lo shampoo antiforfora ad uno delicato, meglio se in olio, da applicare con lievi massaggi, per non aggredire il film idrolipidico che protegge il cuoio capelluto. No, possibilmente, al fumo e attenzione all'alimentazione: vanno limitate tutte le sostanze eccitanti, come la caffeina, gli alcolici, i grassi di origine animale, i condimenti eccessivi", dice la dermatologa Marcella Ribuffo.

- La dermatite seborroica è favorita dall'importante produzione di sebo, sempre sotto stimolo ormonale, anche del cuoio capelluto. "Da non confondere con la semplice forfora, si presenta spesso ai cambi di stagione con chiazze rossastre e squamose su cuoio capelluto e attaccatura dei capelli. E' scatenata da diversi fattori, tra i quali stress, clima umido, cattiva alimentazione, disordini di stomaco, fegato, intestino", dice Ribuffo.

Le contromisure? In fase iniziale, gli shampoo oleosi, che rimuovono le squame senza irritare il cuoio capelluto. Per le forme di media entità, invece, sono utili lozioni e shampoo a base di sostanze esfolianti, come l'urea, l'acido salicilico, gli alfaidrossiadici ed impacchi a base di alga Silimarina. "Quando, invece, il problema è accentuato, su prescrizione del dermatologo si può ricorrere a shampoo medicati a base di cortisolo, derivati antimicotici, oppure a soluzioni galeniche (ricetta del dermatologo) con combinazioni di principi attivi, per esempio ketoconazolo (antimicotico), acido salicilico, cortisone e altro ancora", spiega Rinaldi.

Fonte: La Repubblica

13 settembre, 2007

Capelli che cadono, i rimedi efficaci e quelli inutili

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Sono moltissimi i rimedi pubblicizzati contro la perdita dei capelli, dagli shampoo specifici fino ad arrivare al trapianto. Alcuni sono veramente efficaci, altri un po’ meno, alcuni sono reali, altri presunti. Come scegliere, quindi, il rimedio indicato per il proprio problema tra le tante opzioni? È importante rivolgersi a un dermatologo esperto in grado di diagnosticare la causa e, da lì, il rimedio migliore e più efficace per frenare o contrastare la caduta. In alcuni periodi, come la primavera e l’autunno, la caduta di capelli si intensifica e il numero di quelli “persi” cresce di molto. Ma questa perdita stagionale è, in genere, un fenomeno temporaneo e reversibile che verrà, quindi, affrontato in un certo modo. Si parla, invece, di alopecia androgenetica o calvizie quando i capelli che cadono non vengono rimpiazzati e non ricrescono. Abbiamo approfondito l’argomento con il prof. Marcello Monti, responsabile di Dermatologia all’Istituto Clinico Humanitas e docente di Dermatologia all’Università di Milano.

Quale è la prima cosa da fare se si perdono i capelli?
“Per prima cosa suggerisco cosa non bisogna fare, e cioè farsi prendere dal ‘panico della caduta dei capelli’. Questa condizione, infatti, per via psicosomatica, ne accentua la caduta. Se ci si accorge che i capelli stanno cadendo o diradandosi bisogna recarsi subito dal dermatologo per approfondirne la causa. I rimedi, infatti, sono strettamente legati alle cause. Si deve tenere presente che i fattori responsabili della caduta dei capelli sono veramente tanti: la predisposizione genetica (che è quella più importante), gli ormoni o, meglio, la risposta dell’organismo agli ormoni, la nutrizione del sangue ai capelli, le diete drastiche che causano numerose carenze (soprattutto di ferro), lo stress prolungato e l’uso di alcuni farmaci. Anche interventi chirurgici e traumi psichici o fisici inducono un periodo di caduta dei capelli così come il periodo subito dopo il parto, con le sue improvvise variazioni ormonali”.

Cosa si può fare per limitare o frenare la caduta?
“Una volta individuata la causa, si deve agire. Se, quindi, si tratta di un problema legato agli ormoni, si useranno farmaci in grado di bloccare il segnale da loro emesso sui capelli. Nelle donne con ovaio in disordine, per esempio, si prescrive la pillola anticoncezionale, che mette a riposo le ovaie e gli ormoni che produce, mentre nell’uomo il farmaco di prima scelta è la finasteride, un medicinale che si usa anche per ridurre le dimensioni della prostata. Se, invece, la causa è la circolazione del sangue, si agisce con i cosiddetti fluidificanti del sangue come i derivati dell’aspirina. Se si tratta di perdita di capelli dovuta a carenze nutrizionali, si cerca di reintegrare queste mancanze nell’organismo. Se, infine, si tratta di caduta dei capelli a causa di malattie o di assunzione di farmaci si curano le malattie o si sostituiscono i farmaci. Se c’è una forte predisposizione genetica, cioè la cosiddetta alopecia androgenetica, è più difficile arrestare o arginare la caduta e, in questi casi, si ricorre al trapianto con microinnesti di capelli ‘sani’ (presi dalla zona della nuca) che danno un effetto assolutamente naturale e che cresceranno normalmente senza il rischio che il problema di caduta si ripresenti”.

Gli shampoo medicati o gli integratori sono utili?
“Gli shampoo medicati (e le lozioni) o gli integratori hanno senso solo per supportare la cura vera e propria. Questi prodotti possono essere utilizzati soprattutto quando la perdita dei capelli è stagionale o quando è legata a fattori come lo stress, il parto o le diete drastiche, per cui l’organismo ha bisogno di rimettersi in forma”.

Si può prevenire la caduta di capelli?
“Purtroppo nella maggioranza dei casi la caduta dei capelli non è prevenibile, anzi, spesso non è neanche prevedibile. Per esempio, nel Telogen Effluvium, una delle forme di perdita di capelli più frequente e che riguarda le donne, i capelli iniziano a cadere a ciocche senza un preavviso e spesso senza una causa nota. Si può capire il panico che l’evento produce. La donna già si immagina calva e con la parrucca. Per fortuna questa forma di caduta di capelli è autoreversibile, anche se in tempi lunghi”.

La caduta dei capelli per tricotillomania che cosa significa?
“Questo nome poco comprensibile significa ‘perdita dei capelli per trazione continuata su una ciocca’. In pratica, si tratta di un tic nervoso, di solito inconscio, per cui bambini e adolescenti iniziano ad arrotolarsi una o più ciocche di capelli sulle dita esercitando una certa trazione. Ripetendo il gesto più volte al giorno finisce che i capelli cadono. Niente paura, però, ricresceranno non appena il tic nervoso finirà”.

E quando le teste sono completamente prive di capelli di cosa si tratta ?
“Quando si vede una testa a ‘boccia’, può trattarsi di Area Celsi. È un disturbo della crescita del capello e del pelo, barba compresa, dovuta ad un evento psicosomatico, una specie di desiderio inconscio di liberarsi di questi annessi ed avere la pelle liscia come quella di un neonato. Sono ‘anomalie’ della mente in persone, peraltro, completamente sane”.

È vero che i trattamenti estetici possono favorire la caduta dei capelli?
“Fondamentalmente no. O, meglio, permanenti, tinture, colpi di sole, lacche e gomme non danneggiano i capelli. Certe stirature a caldo possono provocare ustioni con cicatrici dove non ricrescono più i capelli così come certe pettinature etniche completamente inadatte al nostro tipo di capelli”.

Fonte: Humanitas Salute

Mali estremi? Ecco i rimedi di base

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Quando le chiome sono particolarmente rovinate, secche, opache e la caduta è eccessiva, o anomala e persistente (oltre il mese), alle cure generali di fine estate già evidenziate (maschere, impacchi, oli lavanti) occorre aggiungere formule più mirate e, se necessario, di attinenza medica. Ecco gli step base.
- Per un danno di media entità può essere sufficiente una cura-urto mensile con applicazioni locali di lozioni e integratori specifici per capelli, per esempio a base di vitamina E, di aminoacidi come ornitina, metionina, taurina, o con estratti naturali antiossidanti, per esempio di soia, tè verde.
- Se il diradamento è già in atto, configurandosi così un'alopecia androgenetica, occorre l'intervento specialistico (dermatologo e/o tricologo). Per cercare di riattivare il ciclo riproduttivo dei bulbi possono essere utili le lozioni a base di farmaci, come il minoxidil e l'idrocortisone, oppure formulazioni più complesse che contengono anche piccole parti di sostanze ormonali tipo 17 alfa estradiolo. "Utili anche i preparati a base di sostanze naturali come la Nipononivea, estratta da una pianta giapponese, che ha un riscontro assimilabile a quello della finasteride, ma senza effetti collaterali", dice il dermatologo Fabio Rinaldi. A proposito delle compresse di finasteride di sintesi, Daniele Campo, medico tricologo del GITRI, Gruppo Italiano di Tricologia, aggiunge: "ormai sono il farmaco d'elezione per contrastare la miniaturizzazione progressiva del follicolo e del capello nei soggetti predisposti e, dunque, per irrobustire i capelli, perché viene impedita la trasformazione del testosterone nel diidrotestosterone, processo che è alla base dell'alopecia androgenetica. Però, può essere usato esclusivamente sotto controllo medico e, nella donna, solo dopo la menopausa o, durante la vita fertile, con contemporanea assunzione di una pillola contraccettiva, perché in caso di gravidanza potrebbe comportare danni al feto".
In fase di studio, ma già utilizzata in diversi Paesi, è la dutasteride, che ha un'azione simile, ma più completa, della finasteride poiché agisce su entrambi i recettori enzimatici del bulbo (sia sul tipo 1, sia sul tipo 2). "Come la finasteride, anche il dutasteride va utilizzata sotto strettissimo controllo medico", puntualizza Rinaldi.
- Nel caso di un diradamento già molto evidente, il rimedio d'elezione è l'autotrapianto, in particolare quello monobulbare, che si effettua in day hospital, in anestesia locale. "Dalla zona posteriore del cuoio capelluto, ovvero dove i follicoli non contengono l'enzima 5 alfa reduttasi, si preleva una striscia di cuoio capelluto dalla quale si isolano le singole unità follicolari che sono quindi trapiantante nelle zone diradate mediante incisioni puntiformi. I capelli iniziano a ricrescere dopo 3 mesi", dice Campo. L'autotrapianto, però, è una soluzione più idonea per l'alopecia androgenetica maschile, poiché nella donna il diradamento, pur minore, di solito coinvolge anche la zona posteriore della testa.

Fonte: La Repubblica

06 settembre, 2007

Creme di lusso, dall'oro al caviale

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Creme di bellezza a base di caviale, alghe rare, particelle di oro, con prezzi che in alcuni casi superano i duemila euro al flacone. I vip (e non), disposti a tutto pur di non invecchiare, vanno pazzi per i nuovi prodotti anti-età a base di materiali pregiati e introvabili.

Dalla Francia agli Stati Uniti, il trend è inequivocabile: la cosmesi di lusso è in forte ascesa. Cifre che un tempo sarebbero parse impensabili, appaiono oggi "ragionevoli" a chi per il proprio fascino non è intenzionato a badare a spese. E può permetterselo.

L'unguento di Creme de la Mer a base di rarissime alghe anti-invecchiamento, che si raccolgono solo due volte l'anno, di cui un solo barattolo costa 2500 euro, ha fatto impennare il fatturato della piccola azienda di cosmetici, oggi di proprietà di Estée Lauder.
Tra i fan della crema alle alghe, si annoverano nomi come Jennifer Aniston e Paris Hilton.

Anche per la svizzera La Prairie e la sua crema a base di caviale vanno pazze diverse celebrità, come Julio Iglesias.

Ultimo arrivo fra i prodotti di bellezza extra-lusso è invece Elixir, soluzione a base di oro puro, quarzo e cristalli liquidi in grado di garantire alla pelle una lucentezza senza pari (alla modica cifra di 514 euro per un barattolino da trenta millilitri).

"Chi vuole restare giovane a tutti i costi non guarda a spese per un anti-età. In ogni caso non è poi più costoso di una seduta di botulino", ha commentato Nadia Miller, portavoce di La Prairie.

Fonte: Della Moda

04 settembre, 2007

Dal Giappone arriva il biscotto che fa gonfiare il seno

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Sarà capitato a tante quest'estate di trovarsi in spiaggia e guardare i decolletè delle vicine di sdraio per fare un breve confronto e ricordarsi che il mondo è bello perchè è vario e che madre natura non è stata generosa con tutte.

Insomma risvegliarsi insoddisfatte della propria taglia di reggiseno succede quasi sempre d'estate.

Però i "rimedi" ci sono e ce lo ricordano sia la storia del push up che quella della chirurgia estetica.

A creare una nuova possibilità per chi vuole assolutamente acquistare almeno una taglia in più ci pensa il Giappone che mette in commercio un biscotto da sgranocchiare nella pausa pranzo e che promette meraviglie. Si chiamia F Cup Cookie e se mangiato nelle giuste dosi dovrebbe fare aumentare il seno.

Tra gli ingredienti del miracoloso dolcetto c'è infatti la Pueraria Mirifica, un'erba che, se mangiata senza esagerazione, avrebbe qualità miracolose. Basterebbero quindi due biscotti al giorno per risolvere tutti i problemi di taglia.

Speriamo almeno che siano buoni.

Fonte: Tifeoweb

Michelle Pfeiffer: 49 anni e non sentirli...

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Ma chi l'ha detto che invecchiando una donna diventa meno attraente? Secondo un sondaggio stilato dalla rivista OK! ci sono delle celebrità che, con il passare del tempo, hanno guadagnato fascino e sex appeal.

Prima fra tutte la splendida Michelle Pfeiffer, 49 anni: di recente, l'attrice ha rivelato i segreti dell'eterna giovinezza ovvero mangiare bene, fare ginnastica e dormire molto. La star del cinema ha detto di non essere favorevole ad un uso smodato della chirurgia plastica, anche perchè, secondo lei, gli uomini non desiderano accanto delle donne rese grottesche dal bisturi.
Seconda classificata la splendida 41enne Cindy Crawford mentre la medaglia di bronzo va all'interprete di "Ocean's 13", Ellen Barkin di 53 anni. A 60 anni suonati, si è aggiudicata il quarto posto Glenn Close seguita dalla "casalinga disperata" Marcia Cross, 45 anni e mamma di due gemelle.

L'età avanza? Il fascino pure... almeno per le dive di Hollywood.

Fonte: Magazine Libero.it