Bellezza e benessere

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29 dicembre, 2007

FUMARE FA VENIRE LE RUGHE, ECCO LE PROVE

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Il fumo e' un potente fattore di invecchiamento cutaneo e, per la prima volta, quel che si era sempre sospettato, e' stato documentato dagli scienziati. E poiche' le immagini valgono molto piu' delle parole, tre dermatologi statunitensi della Case Western Reserve University hanno deciso di documentare i danni del tabacco con il caso di due gemelle: due donne di 52 anni, l'una accanita fumatrice, l'altra che non ha mai toccato la sigaretta. I volti delle due donne, documentati negli "Archives of Dermatology" sono drammaticamente diversi: l'uno segnato come una carta geografica, l'altro appena coperto da qualche striatura. Se infatti rimanersene esposti al sole moltiplica per otto le rughe, il tabacco triplica i segni dell'invecchiamento cutaneo. Due donne con gli stessi geni, una storia clinica piu' o meno simile, che hanno vissuto per lungo tempo nella stessa citta', senza alcuna malattia dermatologica, entrambe poco inclini ad esporsi al sole e che non hanno mai utilizzato i raggi Uva. "La chiara differenza tra le due gemelle e' nella storia di forte consumo di tabacco, tipico della prima", hanno spiegato gli autori. "Mentre la prima ha consumato tabacco per anni (52,3 pacchetti all'anno, due pacchetti al giorno per 26 anni o un pacchetto e mezzo per 35), l'altra non ha mai toccato una sigaretta". Gia' 150 anni fa, Samuel Solly, un chirurgo britannico, aveva avvertito degli effetti devastanti del tabacco sulla pelle: i suoi pazienti avevano infatti un colorito giallastro, la pelle rugosa e il volto solcato, scriveva nel 1856 nella rivista 'Lancet'. Adesso le conseguenze del fumo saranno visibili: "La pelle della prima gemella mostra rughe profonde ed estese, frequenti lentiggini, ipopgmentazione estesa e una moderata lassita' cutanea", osservano i ricercatori. Il suo invecchiamento cutaneo e' definito molto grave (5 punti in una scala da 1 a 6) mentre la sua gemella ha ricevuto 2 (invecchiamento lieve o moderato).

Fonte: La Repubblica

28 dicembre, 2007

Pelle delle mie brame...così ti proteggerò

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Mantenere la pelle giovane, liscia e senza rughe o occhiaie. Il sogno di milioni di donne (e di uomini) in tutto il mondo. Eppure bastano otto semplici accorgimenti per, se non evitare, almeno rallentare lo scorrere del tempo. Almeno secondo il New York Times, che sulla base delle ricerche pubblicate sulle riviste scientifiche e dell’esperienza dei dermatologi ha stilato una sorta di manuale in otto punti per mantenere la pelle giovane e per attenuare i fattori esterni, come l’esposizione al sole e lo stress.

1. Buttare il vasetto di crema un anno dopo la sua apertura perché dà asilo ai germi trasmessi dalle dita. Ancora più rischioso il mascara: nei tubetti i microorganismi prosperano. Per evitare infezioni agli occhi, gli esperti raccomandano di sostituirlo tre mesi dopo l’apertura.

2. Fondamentale smettere di fumare. Secondo i dermatologi, la pelle dei fumatori invecchia prematuramente. «Si vedono spesso più rughe verticali sopra il labbro, dove i fumatori aspirano la sigaretta, e le linee intorno agli occhi, che i fumatori tendono a socchiudere per tenere fuori il fumo», dice il Dr. Hema A.Sundaram, un dermatologo di Rockville. E uno studio pubblicato in Inghilterra, sulla base di interviste e di esami fisici di pazienti anziani, ha rivelato che fumare un pacchetto al giorno nel corso di decenni, equivale a un decennio aggiuntivo di invecchiamento del viso.

3. Non toccare i brufoli, e men che mai a spremerli: «La gente pensa che sta semplicemente espellendo qualcosa di cattivo, ma così facendo spinge i batteri ancora più profondamente nella pelle, creando un’infezione», spiega il dottor Bradford R. Katchen, dermatologo a Manhattan. Senza contare le cicatrici che si potrebbero formare.

4. Confermata una vecchia nozione popolare: il sonno fa bene alla pelle, visto che lo stress psicologico potrebbe compromettere la funzione di barriera della pelle, e dormire aiuta proprio a eliminare lo stress. In uno studio, per esempio, i ricercatori hanno analizzato la pelle di 25 donne che avevano dormito regolarmente, e 11 che invece avevano passato la notte in bianco, confermando la differenza tra le due categorie in termini di elasticità e brillantezza.

5. Controllare lo stress: può contribuire all’alopecia areata, una forma di perdita di capelli, e allo sviluppo di malattie della pelle come la psoriasi e la dermatite atopica, una forma di eczema. E proprio contro eczemi e carcinomi è consigliabile l’uso regolare di creme solari.

6. Stop alla vanità: molti dermatologi consigliano ai loro pazienti di limitare i regimi di cura della pelle a non più di tre o quattro prodotti al giorno. «La gente usa troppe cose acide - vitamina A, acido lattico, acido ascorbico, acido salicilico, e poi chiedono perché le loro facce sono infiammate», dice il dottor Katchen. Basta limitarsi a lievi detergenti e creme solari contenenti idratanti; un prodotto che contiene antiossidanti come la vitamina C, vitamina E, melograno, soia e tè verde, e uno contenente ingredienti come retinoidi, una forma di vitamina A, o frammenti di proteine come i peptidi.

7. Lavarsi bene il viso. La pelle raccoglie detriti ambientali durante il giorno, che vanno lavati via frequentemente per evitare irritazioni.

8. Diffidare dei prodotti cosmetici troppo costosi: «Le vostre possibilità di avere una bella pelle - sottolineano - non sono direttamente proporzionali ai soldi che spendete». Soldi che non vanno alla ricerca, infatti, ma alla confezione, la pubblicità e ai testimonial celebri.

Fonte: La Stampa

27 dicembre, 2007

Il tabagismo favorisce il rischio di psoriasi

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Il tabagismo accelera l’invecchiamento cutaneo e aumenta il rischio di contrarre la psoriasi - una malattia cronica, infiammatoria e invalidante della pelle - e in modo più marcato presso i fumatori attivi rispetto agli ex-fumatori e, soprattutto, rispetto ai non-fumatori.

Un gruppo di ricercatori ha valutato i legami tra i differenti livelli di consumo di tabacco (mai fumatore, ex, attivo, passivo) e la comparsa di questa dermatosi. I ricercatori hanno utilizzato i dati di 14 anni di seguito, dal 1991 al 2005, raccolti presso 78.532 infermieri dello studio Nurses’ Health Study II (Nhs). L’ampia indagine segue regolarmente lo stato di salute di 116.608 infermieri in quindici stati degli Usa dal 1989.

Pubblicati nel numero di dicembre di Attualità Tabacco dell’Istituto nazionale per la prevenzione e l’educazione alla salute (Inpes) i risultati riferiscono di 887 nuovi casi di psoriasi documentati durante i 14 anni dello studio. Il rischio si accresce con la durata e l’intensità del tabagismo e diminuisce con la durata della disassuefazione. Rispetto ai non-fumatori, il rischio relativo di psoriasi è di 1,78 per i fumatori attivi e di 1,37 per gli ex-fumatori. Raggiunge 1,60 per un consumo da 11 a 20 pacchetti l’anno e 2,05 oltre i 21 pacchetti.

Al contrario, il rischio relativo scende a 1,61 negli infermieri che hanno smesso di fumare da meno di dieci anni, a 1,31 per chi ha smesso tra i 10 e i 19 anni e a 1,15 dopo venti anni di disassuefazione. Il rischio relativo degli ex-fumatori raggiunge quello dei non-fumatori (rischio 1) dopo 20 anni di rinuncia al tabacco.

Anche l’esposizione prenatale e nell’infanzia è associato a un aumento del rischio di psoriasi. La psoriasi è una patologia che colpisce circa il 2 per cento della popolazione. Comporta importanti ripercussioni estetiche, sociali, relazionali e psicologiche.

Fonte: La Stampa