Bellezza e benessere

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14 gennaio, 2008

Ringiovanire? Mai stato così facile

Bellezza e benessere

E’ una rivoluzione di velluto. Come la pelle che potremo sfoggiare per anni e anni: 103 per chi nasce oggi, suggerisce la scienza, 120 secondo quanto scritto nel nostro Dna. Una rivoluzione non violenta, senza traumi, fatta di cibi ideali per la salute e di tanti piccoli ritocchi soft. Da una parte c’è infatti la medicina antiaging, o medicina della lunga vita, figlia delle ultime conoscenze sul Dna. L’obiettivo è affascinante: mantenere il più a lungo possibile la giovinezza delle nostre cellule per evitare e prevenire le malattie degenerative dell’invecchiamento. Come? Grazie a cibi «funzionali» arricchiti di acidi grassi Omega 3, vitamine, probiotici, sostanze come il licopene dei pomodori, il resveratrolo del vino rosso, la curcuma. Dall’altra parte c’è la medicina estetica, desiderata da chi vuole assicurarsi un aspetto gradevole a dispetto degli anni che passano senza far ricorso al bisturi. Le due medicine sono amiche, perché per sembrare più giovani, e soprattutto esserlo, bisogna frenare sia l’invecchiamento interno, sia quello esterno. E’ questa la tendenza attuale, dicono gli specialisti, di chi vuol restare bello.

Con il nuovo collagene bovino basta test di sensibilizzazione
Le emozioni non invecchiano, ed è un peccato che prima o poi debba farlo la pelle. Il re di tutti i ritocchi oggi in Italia è il filler all’acido jaluronico, un «riempitivo» per rughe e solchi di cui esistono in commercio una quarantina di prodotti. E’ ben tollerato, è simile ai tessuti umani, ma poco può per le piccole rughe. «La vera rivoluzione in questo campo è il primo collagene che non necessita di test di sensibilizzazione per le allergie - spiega la dottoressa Patrizia Piersini, coordinatore scientifico del recente stage in medicina estetica che si è tenuto a Torino -. E’ di origine porcina, molto simile al collagene naturale, ottenuto con una tecnica di glicazione che lo fa durare nei tessuti per un anno prima di essere riassorbito. Adatto a tutti senza rischi».

Il primo acido jaluronico con anestetico incorporato
Le labbra per esempio: è possibile renderle più giovani e carnose, senza il nefasto «effetto a canotto», o fare quello che i medici estetici chiamano la «Monna Lisa correction»: «Monna Lisa ha un sorriso beffardo da qualsiasi parti la si osservi - dice il professor Giuseppe Sito, presidente dello stage - . Bastano piccole iniezioni ai lati della bocca per aprire a ventaglio le labbra e dare nuova espressività al sorriso». Quanto al dolore dell’ago, ancora pochi mesi e sarà un ricordo archiviato, visto che a inizio 2008 entrerà in commercio un acido jaluronico con anestetico incorporato. Si ritoccano menti, guance, zigomi: «Eduardo De Filippo aveva un magnifico volto segnato e irregolare, perfetto per ruoli drammatici, difficili da dimenticare, un viso così guai ritoccarlo - continua Sito -. Ma immaginatevi Monica Bellucci con gli zigomi svuotati dall’invecchiamento... impensabile per una bellezza come la sua, ma probabilmente così ridotta non la vedremo mai».

La metodica delle culture cellulari
L’anti-aging più avveniristico è già qui - al momento per chi ha soldi e pazienza - con la metodica delle culture cellulari, tecnica Isolagen. Funziona così: con una biopsia fatta dal chirurgo plastico o dal dermatologo si prelevano alcune cellule del derma, che vengono inviate in un laboratorio negli Stati Uniti, moltiplicate, congelate e rispedite in Italia. Iniettate nelle pelli segnate dal tempo, stressate e rilassate, o anche tramite compresse da contatto, fanno miracoli. Il tutto per 4-5 mila euro di costo e una durata di risultati lunga 5 anni.
Chi non può far parte di questa élite, può guardare alla bio-rivitalizzazione con aminoacidi per aumentare la vitalità e il numero delle cellule che formano il collagene, risultato: via i segni dell’invecchiamento. O alla bio-rivitalizzazione con fattori di crescita piastrinici isolati dal proprio sangue (basta un prelievo), trattati e re-iniettati per ringiovanire i tessuti stanchi.
E poi c’è lui, il Botulino «spianarughe»: l’indice di gradimento è così alto che la Società di Chirurgia Plastica americana ha registrato un aumento del 3.337% del suo uso. E l’Italia, fatte le debite proporzioni, è sulla stessa strada.

Fonte: La Stampa