Bellezza e benessere

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04 febbraio, 2008

Che cos’è lo scrub?

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Quando la pelle appare grigia e opaca, per non fermarsi in superficie, si può ricorrere allo scrub (letteralmente abrasione).

Lo scrub è un trattamento esfoliante che premette di rimuovere le cellule superficiali ottenendo un colorito più splendente e una pelle più liscia e compatta, e soprattutto favorisce l’ossigenazione e di conseguenza una migliore penetrazione del trattamento che segue.

La pelle possiede un sistema di esfoliazione naturale, messo in moto da speciali enzimi che esfoliano il livello superficiale. Ma trucco, smog e polveri varie depositandosi sulla superficie cellulare impediscono che questo trattamento auto-esfoliante avvenga nel modo migliore. Per questo motivo esfoliare la pelle con una cura cosmetica specifica vuol dire aiutarla a rinnovarsi e a recuperare la naturale luminosità.

Lo scrub è l’esfoliazione di tipo meccanico, il peeling (letteralmente pelatura) quella di tipo chimico.

Prima di farsi uno scrub, è consigliabile favorire la dilatazione dei pori esponendo il viso ai vapori dell’acqua bollente per una decina di minuti. Nella bacinella va disciolto un prodotto specifico per la pulizia; il prodotto va messo sulle dita e applicato sul viso attraverso un massaggio delicato, senza strofinare. Va evitata la zona occhi, mentre va applicato su naso, fronte e mento.

Risciacquare con acqua tiepida dopo un paio di minuti, l’operazione va terminata picchiettando la pelle del viso con un po’ di tonico privo di alcol per eliminare ogni residuo di prodotto e restringere i pori.

Attenzione, però! Se la vostra pelle è particolarmente sensibile, lo scrub tradizionale può risultare aggressivo: in questi casi è bene optare per soluzioni più dolci. Oggi in commercio si trovano degli apparecchi elettrici dotati di spazzole che massaggiando il viso puliscono l’epidermide in profondità rimuovendo le cellule morte.

Fonte: Bluewin

03 febbraio, 2008

La cellulite

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La cellulite colpisce il 90% delle donne, sia che siano magre, obese, giovani o in menopausa

Attualmente il termine medico ritenuto più idoneo per meglio definire questa,che è considerata una vera e propria patologia ,è quello di “Pannicolopatia Edemato-fibro Sclerotica” ( P.E.F.) che evidenzia come le cellule adipose siano colpite dall’edema e dalla sclerosi delle fibre reticolari. In pratica le cellule adipose diventano dure,sclerotiche e gonfie.
La cellulite ha inizio come conseguenza dell’alterazione della permeabilità capillare con rallentamento del flusso del sangue a livello del microcircolo.
Abbiamo detto che la cellulite è un fenomeno prevalentemente femminile ma esiste una manifestazione simile alla cellulite che colpisce gli uomini,anche se in percentuale inferiore,chiamata idrolipessia.
La differenza consiste dall’origine e la localizzazione dei cuscinetti.
Negli uomini l’idrolipessia è dovuta alla tendenza di trattenere i liquidi nei tessuti e quindi ci troviamo di fonte ad un problema costituzionale. Per le zone colpite si può dire che gli uomini presentano cuscinetti di grasso dalla vita in su:braccia,schiena,addome ma soprattutto,giro-vita.
Nelle donne si manifesta sulla parte esterna delle cosce,sotto i glutei e nella parte interna del ginocchio.
La cellulite quindi va considerata come una malattia a tendenza progressivamente evolutiva che coinvolge l’epidermide e il tessuto adiposo e poiché è una malattia vera con precise alterazioni anatomo-funzionali bisognerà privilegiare quei trattamenti che si oppongono alla sua evoluzione e che comunque,servono a correggerla alla base.
Tra i trattamenti di elite al primo posto troviamo la Mesoterapia una tecnica iniettiva con microaghi, indolore, che collegati con una comune siringa permetteno la veicolazione di un cocktail di farmaci atti a ristabilire l’equilibrio del microcircolo capillare-venoso
Vengono fatti degli impianti direttamente sulle zone interessate con una frequenza settimanale o bi-settimanale per un ciclo di venti impianti e poi si passa alla terapia di mantenimento per impianti mensili.

Fonte: Terni in rete

01 febbraio, 2008

Trattamenti antirughe pericolosi: bloccare il botulino fuorilegge

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Attenzione ai trattamenti estetici con botulino fuorilegge, possono essere molto pericolosi. Raccogliamo e sosteniamo l’allerta botulino dell’associazione di consumatori statunitense Public Citizen, fondata da Ralph Nader, che denuncia la diffusione di alcuni farmaci con tossina botulinica utilizzati per la riduzione delle rughe, il cui commercio non è permesso in Italia.

Al momento è uno solo il farmaco con tossina botulinica di cui è stata autorizzata la vendita ma, siccome la richiesta è molto alta, si parla di oltre 90.000 trattamenti l’anno, centri estetici poco seri ricorrono anche a botulino non legalizzato.

In aumento anche gli acquisti di botulino su Internet e di trattamenti “fai da te”, ancora più pericolosi.

“Occorre che siano ritirati dal mercato tutti i farmaci botulinici non autorizzati -dichiara l’avvocato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Consumatori- e che sulle confezioni di botulino legale siano specificati, bene in evidenza, il grado di tossicità, le avvertenze per l’uso e tutte le controindicazioni”.

Fonte: Agora Magazine

Le borse sotto gli occhi: make up e rimedi

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Generalmente il problema delle borse sotto gli occhi si fa più accentuato con l’avanzare dell’età, ma di base è un problema che nasce da disturbi del microcircolo che causano un ristagno di tossine e liquidi nella zona inferiore degli occhi.

RIMEDI

Impacchi con camomilla ed acqua di rose
Dopo aver preparato una camomilla, mettetela in frigo finché non si fredda: prendete due dischetti di cotone (quelli che si utilizzano per struccarsi), imbeveteli con la camomilla (o con l’acqua di rose), sdraiatevi ed applicateli sugli occhi chiusi per 10 minuti.

In poco tempo otterrete un veloce effetto rinfrescante e decongestionante.

Per una serata importante, un altro rimedio veloce potete ottenerlo con l’applicazione di maschere defaticanti, soluzioni oleose e gel specifici che rendono la pelle più compatta e levigata.

Alla base di tutto ci deve comunque essere una corretta alimentazione, un buon sonno e l’astensione dal fumo.

Il make up
Per rendere meno evidenti le borse sotto gli occhi e le occhiaie, potete applicare sulla zona un ombretto bianco brillante, ed in seguito passarvi un fondotinta di colore più scuro: procedete con l’applicazione di un leggero strato di cipria ed accentuate il trucco degli occhi e delle ciglia.

Quando l’inestetismo è un problema
A volte questo inestetismo è talmente evidente da dover ricorrere all’intervento della chirurgia estetica: l’operazione è semplice e breve, e risolverà il problema una volta per tutte.

I costi variano dai 1.000 ai 3.000 euro circa.

Fonte: ECOMatrix

31 gennaio, 2008

Il bianco è trendy ma la tinta resiste

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Non è chiaro se è un vezzo, una civetteria, un tentativo di recupero d'identità delle cosiddette ragazze del '68 o solo un look che rompe lo stereotipo di immagini bionde e ramate in ciclostile. Certo è che aumentano le donne, di fama e di potere, con tagli raffinati, pettinature di classe su capelli sale e pepe o proprio candidi. Restando ancorate con ironia e grinta al loro ruolo sociale e professionale.
Da oltreoceano il trend si allarga all'Europa, sulla scia di film come il "Diavolo veste Prada" con Meryl Streep alias Miranda Presley, top manager del top della stampa fashion internazionale dal corto capello bianco. O "The Queen" con la grigia quanto premiata Helen Mirren. Anche la cantautrice Joan Baez è approdata alla zazzera candida.
A 48 anni trionfa l'ex top model Marie Sezner, direttrice a Parigi della maison d'alta moda di Christian Lacroix. Ancora in Francia, nel governo di Sarkozy, Christine Lagarde all'Economia, Michele Alliot-Marie agli Interni, non si preoccupano della loro immagine sale e pepe.
Nuova filosofia di vita, nuova percezione di sé: il grigio argento sarà il leit motive della primavera-estate 2008 anche in Italia, anticipano gli esperti di tendenze.
Siamo al contrordine: bianco è bello, basta con tinture e decolorazioni. "Io non mi tingo" ("Going gray", "Diventare grigi", Cairo Publishing editore) è il titolo di un recente libro che sta spopolando negli Usa.

le nuove formulazioni
L'autrice, Anne Kreamer, giornalista di 47 anni racconta la decisione di lasciare ingrigire i suoi capelli dopo essersi vista terribilmente "finta" in una foto coi capelli tinti. E di aver scoperto di poter essere sexy e giovane pur senza contrastare il naturale evolversi dei segni del tempo.
In Italia, dice il Codacons, si tinge il 75 per cento delle donne (10 per cento dai 16 ai 24 anni, 26 per cento le 45-50enni, 25 per cento dopo i 55 anni).
Quante sapranno dire di no? Anche e solo per moda?
Se n'è fatta di strada dalle vecchie tinte, pesanti, che lasciavano i capelli aridi, spenti, stopposi, e le colorazioni attuali che rendono le chiome morbide e luminose. "C'è stata una ricerca consistente, un grosso impatto legislativo, molta innovazione, passando dal puro colore a un colore da trattamento", conferma la cosmetologa Carla Scesa, università Siena e Urbino, "È cambiata la matrice, cioè la crema e l'eccipiente. Sono stati addizionati i siliconi, nuove molecole".
I meccanismi sono sempre due: la tintura diretta (senza acqua ossigenata) e quella a ossidazione. "Sono però cambiati gli ingredienti, molti sono stati messi fuori legge, altri continuano a essere in discussione. Ci sono ingredienti a rischio che tendono a essere limitati ma la loro mancanza dà risultati poco gradevoli di colore verdastro, spiga la docente.

a casa e dal parrucchiere
Si legge nel verdetto del test sulle tinture (sia permanenti che tono su tono) realizzato a fine ottobre 2007 da Altro Consumo, rivista dell'associazione per la tutela e difesa dei consumatori, che "ci sono ancora troppi allergeni e sostanze irritanti nella composizione delle tinture sul mercato: i produttori dovrebbero riflettere su questa nota dolente e utilizzare sostanze meno aggressive a parità di efficacia". Sono state testate quattro marche (Garnier, L'Oréal, Sanotint, Testanera) e messe a confronto con le tinture vendute nei paesi del Nord Europa. "Queste ultime offrono una buona qualità pur impiegando un numero molto inferiore di sostanze a rischio", fa notare Altro Consumo.
Indispensabile la prova di tolleranza prima di colorare i capelli. Si applica una piccola dose di tintura nell'incavo del gomito e si aspetta qualche ora per verificare una possibile reazione cutanea. Test da fare sia dal parrucchiere che a casa. Ma non si fa mai... Invece potrebbe evitare brutte sorprese.
L'irritazione primaria della cute è legata anche al ph molto elevato delle tinture. "E può scatenare irritazione e/o sensibilizzazione allergica soprattutto se il volume dell'acqua ossigenata e dell'ammoniaca è troppo alto", spiega Carla Scesa, cosmetologa, università Siena e Urbino.
Essenziale: isolare sempre il cuoio capelluto con un olio protettivo e rispettare rigorosamente i tempi di posa. Appena il colore "ha preso", la tinta va rimossa risciacquando i capelli, assolutamente senza massaggiare per evitare l'assorbimento della tintura. Il massaggio della testa va bene subito dopo, durante lo shampoo, seguito da un risciacquo acido (con acqua e limone o acqua e aceto) per neutralizzare la parte e far richiudere le squame del capello. Se si è più sensibili meglio evitare di esporsi con la tinta applicata alle lampade riscaldanti: si velocizza la colorazione, ma si facilita pure l'assorbimento di sostanze irritanti.
Se si tende ad avere problemi e si vogliono tingere i capelli a casa è meglio scegliere prodotti delle aziende più grandi: "in genere fanno precedere la vendita da uno screening. Le reazioni sono però sempre individuali. Il fai da te richiederebbe che la persona non abbia in partenza nessuna reazione d'intolleranza, allergia, irritazione perché altrimenti i tempi, le modalità, possono dare problemi. In ogni caso vanno seguite sempre tutte le avvertenze riportate in etichetta", ricorda la cosmetologa. Stessi accorgimenti per meches e colpi di luce che sono comunque tinture, più schiarenti. Toccano meno la cute perché si comincia a stenderle poco dopo l'attaccatura dei capelli.

ricerca
Niente tinture né capelli bianchi: è la frontiera dei ricercatori dell'Università della Pennsylvania di Filadelfia. Studiando la caduta dei capelli per la chemioterapia hanno isolato la tyrosinasi, gene responsabile della colorazione e ora provano a inserire il gene nei follicoli umani insieme ai liposomi, le palline di grasso che se spalmati sulla chioma, la scuriscono. Se l'ipotesi funziona si potrà evitare la canizie senza il parrucchiere.

in gravidanza
Nei primi tre mesi di gravidanza e durante l'allattamento meglio evitare le tinture anche se, sottolinea Altro Consumo, questa indicazione non c'è mai in etichetta. Non ci sono studi che confermano o smentiscono possibili rischi ma si fa prevalere il principio di precauzione.

moda
Gli hair stylists pensano alla moda della prossima primavera estate. Mario Firriolo, di Torino, tra un back stage di moda e l'altro anticipa la tendenza di una collezione ispirata alla leggerezza di una piuma. Magari argentea. Spiega: "Tagli destrutturati per volumi, chiome sfilate, libere, capelli naturali in ogni momento della giornata. Colori luminosi e trasparenti, tonalità chiare vivacizzate da mèches. Per un'estate all'insegna del divertimento e della naturalezza".

Fonte: La Repubblica

30 gennaio, 2008

Cellulite incubo 'tricolore', buccia d'arancia per 20 mln italiane

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Cellulite incubo 'tricolore'. Sono oltre 20 milioni, infatti, le italiane alle prese con l'odiata buccia d'arancia. Cosce e glutei segnati dagli inestetici buchi per molte già a partire dai 15 anni: appena adolescenti eppure sconfitte dalla 'prova pizzicotto'.

Per le italiane, dunque, la cellulite è uno dei principali nemici della bellezza. Ma una mano arriva proprio dalla bioingegneria del Belpaese. E' infatti 'made in Italy' un'innovativa tecnica medica che agisce direttamente sui meccanismi cellulari, altrimenti irraggiungibili da creme e lozioni, risolvendo così la patologia cutanea femminile più diffusa e temuta. Senza bisturi, aghi, cannule e, soprattutto, senza sofferenza per le pazienti, assicurano oggi gli esperti del Centro di flebologia e patologie estetiche in una conferenza stampa a Milano.

La metodica, sperimentata per 3 anni su circa 500 donne, si chiama Endospheres - microvibrazione compressiva, sfrutta il potere di sfere di silicone ruotanti che fatte scorrere sulle aree colpite dalla cellulite emettono una serie di vibrazioni e impulsi stimolando, negli strati più profondi del derma, particolari recettori, i cosiddetti corpuscoli di Merkel, in grado di riattivare processi metabolici che favoriscono la disgregazione degli adipociti (cellule di grasso) e dei setti fibrosi, l'attività vascolare e la rigenerazione di nuovi tessuti rimodellando il contorno cutaneo.

La microvibrazione compressiva favorisce infine anche un'attivazione delle endorfine che riducono il dolore tipico della cellulite edematosa e del linfoedema che spesso di associano alla cellulite. "Endospheres - spiega Pierantonio Bacci, docente di Chirurgia estetica scuola di chirurgia dell'università di Siena, responsabile del Centro di flebologia e patologie estetiche di Arezzo e pioniere della nuova tecnica - ribalta le attuali tecniche utilizzate per la cellulite basate su massaggio-aspirazione e trazione dei tessuti. Con Endospheres la microvibrazione sostituisce l'aspirazione, la microcompressione prende invece il posto della trazione".

"Osservazioni cliniche effettuate nel nostro Centro - prosegue Bacci - hanno evidenziato la presenza e l'importanza funzionale nei tessuti di corpuscoli (i corpuscoli di Merkel) che funzionano da recettori agli stimoli. Questi corpuscoli, quando sono leggermente compressi e fatti vibrare, emettono segnali che favoriscono nei tessuti un fisiologico drenaggio linfatico, mentre la stimolazione delle fasce muscolari attiva la vascolarizzazione, la microcircolazione e la stimolazione dei fibroblasti che producono nuove fibre di collagene ed elastina per il recupero della tonicità cutanea, sottocutanea e muscolare".

"L'efficacia della nuova tecnica e l'assenza di complicazioni rispetto alle altre tecniche - si legge in una nota del Centro italiano di flebologia e patologie estetiche - come cedimento dei tessuti e avvallamenti cutanei, capillari, ematomi e infezioni sono state confermate da osservazioni cliniche e da studi svolti dal Board scientifico coordinato da Bacci e da altri 20 centri pilota e di riferimento italiani tra cui l'università di Chieti, l'Istituto per le tecnologie biomediche avanzate Itab di Chieti e il Centro di documentazione in patologie estetiche di Arezzo".

Non solo. La nuova tecnica 'made in Italy' ha registrato risultati che vanno al di là dell'estetica. "La microvibrazione compressiva - sottolinea Raul Saggini, della cattedra di Medicina fisica e riabilitativa, dipartimento di fisioterapia dell'università degli studi di Chieti - è un valida soluzione nella riabilitazione traumatologica, fisioterapia post-traumatica e riabilitativa per il trattamento di lombalgie, cervicalgie, algie ai piedi, stanchezza e contratture muscolari. Ma anche nella medicina dello sport, per la preparazione dell'atleta e la riduzione dell'acido lattico post gara.

La tecnica, secondo i risultati di studi clinici svolti nel nostro dipartimento universitario, agisce sui principali gruppi muscolari (dorsale, lombare, glutei) e tendinei con un'intensa azione sedativa sull'ipereccitabilità dei nervi motori e sensitivi che si traduce in un'importante azione antalgica''.

Fonte: IGN

24 gennaio, 2008

La taglia in più: seno nuovo senza bisturi

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In calo la chirurgia, crescono gli interventi «soft» per aumentare il seno. «Ma l’effetto dura solo 12 mesi»

«È una rivoluzione», esclama Gary Monheit, professore di dermatologia e oftalmologia all’università dell’Alabama, aspetto del cow boy, modi spicci, noto negli Stati Uniti per le sue tecniche di chirurgia mininvasiva nelle forme di cancro della pelle. Compare regolarmente nell’elenco dei Best Doctor d’America. E vanta una sterminata clientela di ogni classe sociale, dai vip alle casalinghe. «In che consiste la rivoluzione?— risponde assestando vigorose pacche sulle spalle —. Nessuno vuole più farsi operare per mantenere la giovinezza. La chirurgia è in forte declino, è destinata a scomparire. La società ha nuove esigenze. Noi ci adeguiamo».

Impiego sempre più esteso del botulino sul viso e in altre zone aggredite dalle rughe, filler sempre meno dolorosi e più duraturi per cancellare i solchi dell’età, fili di sutura riassorbibili per tirare il viso evitando il lifting col bisturi, acido ialuronico per aumentare la taglia del seno senza servirsi delle protesi. Sono le nuove frontiere dell’anti invecchiamento presentate all’Imcas (International Master Course on Aging Skin) che si è svolto a Parigi. «Le donne, e gli uomini, vogliono essere sempre attivi, piacevoli, non fermarsi. Non chiedono di apparire più giovani della loro età, ma di mostrarsi belli e in forma per gli anni che effettivamente hanno», dice Monheit. Negli Usa questi trattamenti sono già disponibili, indicati sotto i 60 anni. Non tarderanno ad arrivare presto da noi. Per le multinazionali dell’estetica l’Italia è un «mercato eccellente», lo valuta David Pyott, numero uno dell’azienda che ha messo a punto il botulino per uso terapeutico e per il ringiovanimento.

Tra le novità più attese, il seno senza protesi. A Parigi è stata data una dimostrazione dell’innocuità della tecnica. La modella si stende sul lettino, dopo un’anestesia locale le viene inoculato con un grosso ago acido ialuronico. Il filler viene distribuito al di sotto delle ghiandole mammarie e sopra il muscolo, il 60% del liquido riempierà la parte superiore del seno, più vicino al decolleté. Esaurito il contenuto delle fiale, la ragazza si alza, si veste e torna a casa, senza tagli, con una taglia in più. L’effetto viene garantito per un anno, poi nuove punture. Il limite? «Si può intervenire su seni piccoli—dice il chirurgo romano Maurizio Valeriani che ha partecipato alla dimostrazione —. Non a caso la metodica arriva dal Giappone dove le donne non sono notoriamente delle maggiorate. Il risultato è modesto. Da una prima si può arrivare a una seconda taglia o alla terza scarsa. È un sistema che, se diventerà disponibile a costi inferiori, troverà spazio perché ha un impiego ambulatoriale». Soluzioni dolci per il viso.

L’ultimo filler è un tipo di ialuronico con lidocaina, stessa sostanza anestetica utilizzata in odontoiatria. Annulla o riduce in modo sensibile il dolore della puntura, ritenuto insostenibile da molte donne col terrore dei buchini sulla pelle. In generale i filler per il ringiovanimento sono sempre più duraturi — un anno di efficacia — e fisiologici. C’è un nuovo tipo di collagene sintetico, la sostanza che rende la pelle tonica e luminosa. Dopo i 25-30 anni comincia a diminuire ed ecco i segni sul viso.

Fonte: Corriere della Sera

17 gennaio, 2008

Un seno a prova di smagliature

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Durante la gravidanza, il seno vive un momento di splendore. Grazie all'azione degli ormoni, infatti, è più sodo, voluminoso e con la pelle più tonica. Ma c'è un rovescio della medaglia. Perché un décolleté che diventa prosperoso in poco tempo, rischia facilmente le smagliature.

Non solo: quando, dopo l'allattamento, la situazione torna alla normalità, il seno può perdere la sua compattezza. Ecco le cure necessarie per prevenire questo inconveniente e, se è il caso, rimediare ai danni. "Durante tutta la gravidanza è indispensabile usare un reggiseno rinforzato e in tessuto elasticizzato, da cambiare più volte, per adeguare la misura all'aumento di volume" dice la dermatologa Marina Romagnoli.

"Poi, bisogna fare attenzione ai prodotti che si usano per lavarsi. Il sapone, infatti, può sgrassare troppo la pelle, inaridendola. Per mantenerla idratata, è meglio usare un olio da bagno". Subito dopo, è utile massaggiare la zona con una crema idratante a base di acido ialuronico, collagene e vitamina E.

Si parte dal solco tra i seni e si disegnano dei semicerchi verso l'esterno, prima sotto e poi sopra. Quindi si prosegue verso il collo, tenendo i palmi delle mani bene aperti ed evitando l'areola e il capezzolo: sono molto delicati e potrebbero arrossarsi. La sera ci vuole una specialità all'acido boswelico, che aumenta l'elasticità dei tessuti.

Dopo il parto, è indispensabile continuare con questo trattamento. L'unica accortezza è lavare il seno prima di attaccare il bambino, in modo da non fargli ingerire il cosmetico. "Finito l'allattamento, se il seno appare giù di tono, è meglio aspettare qualche mese, perché di solito "rifiorisce"" consiglia la dermatologa.

In caso contrario, ci sono dei trattamenti che si possono eseguire dal medico estetico. Come dei peeling leggeri o delle infiltrazioni di acido ialuronico, che migliorano l'elasticità cutanea. Oppure il thermage, che utilizza la radiofrequenza per stimolare le cellule a produrre collagene, con un effetto-lifting progressivo.

Fonte: Donna Moderna

Star: segreti di bellezza

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Chi bella vuol parere, tanti soldi deve scucire. Dalle maschere in oro ai peeling coi diamanti, dal lifting in due ore al chirurgo specializzato in sollevamento culi. Passando per i trattamenti miracolosi: bendaggi dimagranti istantanei. Le follie dei vip

Qua si fanno nomi e cognomi, così chi vuol prendere nota e salire su un aereo diretto a Los Angeles per farsi rimettere a nuovo, sa esattamente dove andare. Ma tocca sapere che niente è regalato: essere belle e impeccabili costa. Le star di Hollywood spendono in media 150mila dollari l'anno, a testa, in trattamenti di bellezza di vario genere. Maschere per il viso in oro puro, peeling con diamanti tritati, impacchi rivitalizzanti per capelli sfibrati con estratti di caviale, lifting da pausa pranzo (in due ore appena sei tirata e rinnovata), chirurghi plastici specializzati in sollevamento chiappe, stylist per le sopracciglie, bendaggi ai sali minerali per dimagrimenti immediati. Funzionano? Assolutamente sì. Abbiamo selezionato i migliori, compresi quelli "miracolosi".

A Hollywood tutti ne parlano e - stando alle testimonianze - tutti le prendono: sono le pillole dimagranti di Nikki Haskell, Star Caps. Tutte naturali, senza caffeina, nicotina o anfetamine, sono a base di aglio e papaia. In due settimane si perdono dai 4 ai 6 chili, continuando la cura, c'è chi ha perso fino a 60 chili. Una confezione costa 100 dollari, attualmente per chi acquiusta online c'è lo sconto del 20% e si scende a 80. Tuttavia non è mai saggio ingurgitare pillole per dimagrire, meglio rivolgersi a un dottore. Molto più innocuo il metodo "body wrap". Lo chiamano il segreto delle star. Hanno cominciato a parlarne alcuni talk show americani, tra cui quello di Ellen Degeners, che prima di condurre la cerimonia degli Oscar lo scorso anno proprio non riusciva a entrare in un vestito. Si tratta di una pratica davvero miracolosa, che però - questa è la nota dolente - ha un effetto limitato: dura solo una decina di giorni. Consiste in questo: ci si fa avvolgere tutto il corpo in bendaggi di cotone, poi si viene cosparsi di sali minerali e una volta che i bendaggi sono ben imbevuti, si sta così un'ora, facendo un minimo di attività fisica, sul tapis roulant o sullo step. Dopo 60 minuti, ci si libera di tutto e ci si misura: si perdono dai 15 ai 50 centimetri in totale, tra circonferenza braccia, gambe e addome. Slimwrap, di Los Angeles, è il centro a cui si rivolgono le star per questa pratica. L'ultima novità, invece, è il Ryu Jitsu, "magia del dragone", in giapponese. Un trattamento per il corpo in tre fasi che consente di perdere liquidi, peso e bruciare grassi. In modo definitivo, dicono. Parte I: 15 minuti sulla pedana vibrate, in piedi, accucciate, in movimento. Parte II: ci si sdraia per 20 minuti su pietre calde provenienti dal monte Fuji, si suda, si espellono tossine, ci si rinfresca con asciugamani alla lavanda. Parte III: massaggio drenante, un misto di shiatsu e thai, a più mani. Un rivolo d'acqua scorre sotto il corpo e si finisce avvolti in grandi asciugamani. Costo: 350 dollari. Ma chi l'ha fatto giura che è prodigioso.

Poi si passa a bisturi e punture, con relativi costi: un migliaio di dollari per farsi iniettare un filler per le rughe e 2700 dollari per farsi ringiovanire le mani, che tradiscono l'età più di ogni altra parte del corpo; 7mila dollari il lifting della pausa pranzo, con un solo punto per lato, a Los Angeles ci si fa tirare la faccia e in due ore si torna in ufficio più belle di prima; 350 dollari un'iniezione di botulino. Ma il più gettonato intervento è sicuramente questo: con 16mila dollari un celebre chirurgo plastico di Bevrly Hills specializzato in sollevamento chiappe vi fa un sedere nuovo. Più alto, più sodo, più giovane. È per le star troppo magre a cui si affloscia tutto. Funziona così: si va in studio per una serie di appuntamenti, ci si fa prelevare del grasso da altre parti del corpo, ci si fa ridisegnare il fondoschiena al computer e poi, quando si ha abbastanza materiale, ci si fa iniettare tutto nei punti giusti. Spesso però le star sono talmente magre che devono ingrassare un po' prima di potersi far aspirare della ciccia.

Ma ecco i veri guru di Hollywood. Elisa Petrescu, meglio nota come la regina dell'arcata, spelacchia le sorpacciglia delle star, perché non c'è niente come una pinzetta per uno sguardo irresistibile. A lei si sono rivolte Oprah (regina dei talk show) e Jennifer Aniston. Kim Kimble è specializzata in extension, da lei ci vanno Halle Berry e Beyoncé. Kate Somerville si occupa da anni della pelle delle più grandi star del cinema, i suoi tubetti di crema sono stati recensiti entusiasticamente su ogni rivista, ma lei è famosa soprattutto per i "titan facials", dei lifting senza bisturi con laser al titanio. Per 6mila dollari si esce ringiovanite. Per chi preferisce i vecchi metodi per stare in forma, c'è la palestra newyorchese dei vip, Peak Performance: un personal trainer costa 250 dollari l'ora ma pare faccia miracoli, almeno così sostiene Anne Hathaway. Con 4mila dollari la settimana, alla clinica We care ci si disintossica e ci si sottopone alla colon-terapia. Ci vanno le dive della tv.

Poi ci sono i trattamenti preziosi. Reese Witherspoon, Jessica Alba e Lindsay Lohan non possono fare a meno dei prodoti per capelli di Michael Shaun Corby, a base di caviale. Rene Zellweger e Madonna a Londra si sottopongono a un peeling facciale con briciole di diamanti. L'ultima moda folle è la maschera con fogli d'oro purissimo: 400 dollari per 90 minuti a Malibu. Bagno rilassante in mille litri di Evian purissima: 5mila dollari a Miami. Per chi preferisce l'acqua gasata, c'è la pulizia del viso in tre fasi con la Perrier: 200 euro appena a Londra. E infine, bollicine con più brio: trattamento per il viso a base di champagne, New York, 85 dollari per 60 minuti. La vita di una star è piena di sacrifici.

Fonte: Libero News

16 gennaio, 2008

Gli 8 usi dell'olio di oliva

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Come sappiamo, l'olio di oliva ha moltissime fantastiche proprietà per la nostra pelle. E' ricco di grassi monoinsaturi, polifenoli, vitamine e antiossidanti. Ecco alcuni usi casalinghi per la nostra bellezza:

- Pelli secche. Potete applicarlo direttamente sule parti aride del vostro corpo, non solo gomiti e ginocchia ma anche cosce e natiche se soffrite di aridità. Le vedrete letteralmente rinascere in morbidezza.

- Antirughe. Mescolate due gocce di olio di olivaalla vostra abituale maschera antiage o idratante e lasciate agire. Quando la laverete via, le proprietà dell'olio resteranno sull'epidermide senza untuosità.

- Unghie. Lasciando le punte delle dita per qualche minuto "in ammollo" nell'olio, rumuoverete le cuticole con facilità. Aggiungete qualche goccia di limone per rinforzare le unghie.

- Capelli. Utilissimo contro il sole e lo smog, ma anche contro le doppie punte, è un massaggio settimanale ai capelli con l'olio di oliva. Solo se non avete capelli molto grassi.

- Labbra. Niente burro di cacao naturale a portata di mano? Non importa: una passatina di olio vi darà risultati splendidi, protezione e morbidezza.

- Zampe di gallina. Mescolate qualche goccia di olio d'oliva e di tocoferolo (Vitamina E-in farmacia), e poi applicate il tutto sul contorno occhi. Lasciate agire 10 minuti e sciacquate con acqua tiepida.

- Barba e depilazione. Anche i signori uomini traggono vantaggio dall'olio d'oliva, spalmandone un po' al posto della schiuma da barba e sciacquando dopo la rasatura. La stessa cosa vale per quelle di noi che si depilano col rasoio...

- Detergente. Finito il latte detergente? L'olio d'oliva serve egregiamente allo scopo, sciacquate bene erimarrà una sottile pellicola protettiva per tutta la notte.

Fonte: Beauty News

14 gennaio, 2008

Ringiovanire? Mai stato così facile

Bellezza e benessere

E’ una rivoluzione di velluto. Come la pelle che potremo sfoggiare per anni e anni: 103 per chi nasce oggi, suggerisce la scienza, 120 secondo quanto scritto nel nostro Dna. Una rivoluzione non violenta, senza traumi, fatta di cibi ideali per la salute e di tanti piccoli ritocchi soft. Da una parte c’è infatti la medicina antiaging, o medicina della lunga vita, figlia delle ultime conoscenze sul Dna. L’obiettivo è affascinante: mantenere il più a lungo possibile la giovinezza delle nostre cellule per evitare e prevenire le malattie degenerative dell’invecchiamento. Come? Grazie a cibi «funzionali» arricchiti di acidi grassi Omega 3, vitamine, probiotici, sostanze come il licopene dei pomodori, il resveratrolo del vino rosso, la curcuma. Dall’altra parte c’è la medicina estetica, desiderata da chi vuole assicurarsi un aspetto gradevole a dispetto degli anni che passano senza far ricorso al bisturi. Le due medicine sono amiche, perché per sembrare più giovani, e soprattutto esserlo, bisogna frenare sia l’invecchiamento interno, sia quello esterno. E’ questa la tendenza attuale, dicono gli specialisti, di chi vuol restare bello.

Con il nuovo collagene bovino basta test di sensibilizzazione
Le emozioni non invecchiano, ed è un peccato che prima o poi debba farlo la pelle. Il re di tutti i ritocchi oggi in Italia è il filler all’acido jaluronico, un «riempitivo» per rughe e solchi di cui esistono in commercio una quarantina di prodotti. E’ ben tollerato, è simile ai tessuti umani, ma poco può per le piccole rughe. «La vera rivoluzione in questo campo è il primo collagene che non necessita di test di sensibilizzazione per le allergie - spiega la dottoressa Patrizia Piersini, coordinatore scientifico del recente stage in medicina estetica che si è tenuto a Torino -. E’ di origine porcina, molto simile al collagene naturale, ottenuto con una tecnica di glicazione che lo fa durare nei tessuti per un anno prima di essere riassorbito. Adatto a tutti senza rischi».

Il primo acido jaluronico con anestetico incorporato
Le labbra per esempio: è possibile renderle più giovani e carnose, senza il nefasto «effetto a canotto», o fare quello che i medici estetici chiamano la «Monna Lisa correction»: «Monna Lisa ha un sorriso beffardo da qualsiasi parti la si osservi - dice il professor Giuseppe Sito, presidente dello stage - . Bastano piccole iniezioni ai lati della bocca per aprire a ventaglio le labbra e dare nuova espressività al sorriso». Quanto al dolore dell’ago, ancora pochi mesi e sarà un ricordo archiviato, visto che a inizio 2008 entrerà in commercio un acido jaluronico con anestetico incorporato. Si ritoccano menti, guance, zigomi: «Eduardo De Filippo aveva un magnifico volto segnato e irregolare, perfetto per ruoli drammatici, difficili da dimenticare, un viso così guai ritoccarlo - continua Sito -. Ma immaginatevi Monica Bellucci con gli zigomi svuotati dall’invecchiamento... impensabile per una bellezza come la sua, ma probabilmente così ridotta non la vedremo mai».

La metodica delle culture cellulari
L’anti-aging più avveniristico è già qui - al momento per chi ha soldi e pazienza - con la metodica delle culture cellulari, tecnica Isolagen. Funziona così: con una biopsia fatta dal chirurgo plastico o dal dermatologo si prelevano alcune cellule del derma, che vengono inviate in un laboratorio negli Stati Uniti, moltiplicate, congelate e rispedite in Italia. Iniettate nelle pelli segnate dal tempo, stressate e rilassate, o anche tramite compresse da contatto, fanno miracoli. Il tutto per 4-5 mila euro di costo e una durata di risultati lunga 5 anni.
Chi non può far parte di questa élite, può guardare alla bio-rivitalizzazione con aminoacidi per aumentare la vitalità e il numero delle cellule che formano il collagene, risultato: via i segni dell’invecchiamento. O alla bio-rivitalizzazione con fattori di crescita piastrinici isolati dal proprio sangue (basta un prelievo), trattati e re-iniettati per ringiovanire i tessuti stanchi.
E poi c’è lui, il Botulino «spianarughe»: l’indice di gradimento è così alto che la Società di Chirurgia Plastica americana ha registrato un aumento del 3.337% del suo uso. E l’Italia, fatte le debite proporzioni, è sulla stessa strada.

Fonte: La Stampa

13 gennaio, 2008

Cosmesi naturale con l'olio extra vergine d'oliva

Bellezza e benessere

Tra i cosmetici in via di riscoperta per l’assoluta mancanza di componenti di origine chimica ce ne è uno che per gli umbri è così comune da passare quasi inosservato se anche questa sua funzione non è stata tramandata dai nonni.
L'olio extra vergine di oliva non è solo una delizia per il palato e fonte inesauribile di salute per le note proprietà terapeutiche ma, come ci tramandano antiche tradizioni popolari, è un ottimo alleato della bellezza al naturale.
La Coldiretti ricorda infatti che l'olio - fortemente compatibile con l'acidità della nostra pelle - con impacchi o infusi è ottimo per proteggere i capelli, rinforzare le unghie, alleviare i dolori muscolari, ammorbidire e tonificare la pelle ma anche per liberare le orecchie dal cerume.
Ricco di preziosissime sostanze, l'olio extravergine d'oliva - sottolinea l'organizzazione degli agricoltori - svolge una funzione emolliente e protettiva per l'epidermide e grazie a particolari acidi grassi come il linoleico ed il linolenico, importanti vitamine (K, A, E , D), e composti fenolici risulta un ottimo antiossidante e anti-radicali liberi che quotidianamente, a causa di variazioni climatiche, fumo e inquinamento, rovinano la nostra pelle.
Chi ama la bellezza "fai da te", dunque, può curare il proprio aspetto comodamente a casa propria, perché non c'è parte del corpo che non possa beneficiare delle preziose proprietà dell'olio d'oliva, la cui untuosità viene sicuramente compensata da una pelle più morbida e vellutata e da una vera e propria rigenerazione dei tessuti.

Qualche consiglio nel dettaglio.
Per la cute secca, una vera maschera d'urto può essere composta da un cucchiaino di olio d'oliva unito a un tuorlo d'uovo sbattuto e un cucchiaino di miele.
Utilizzato da solo, risulta efficace per le pelli grasse, grazie al suo alto grado di acidità.
Dopo un infuso di 1 mese con la camomilla, invece è validissimo per le infiammazioni e per risolvere i problemi di arrossamento.
Leggermente riscaldato- è particolarmente utile per sciogliere, con massaggi mirati, accavallamenti muscolari o, insieme al succo di limone, per rinforzare le unghie fragili.
Ancora, usato dopo il bagno è utilissimo per contrastare gli effetti disseccanti dell'acqua calcarea e per levigare, ammorbidire, tonificare e rivitalizzare l'epidermide.
Infine, i capelli. Oltre a proteggere il cuoio capelluto dalla forfora, l'olio d'oliva mescolato con henné neutro e un tuorlo d'uovo rappresenta un vero e proprio impacco rigenerante, per avere una chioma sana e fluente. Se invece i capelli sono opachi e poco lucidi è possibile adoperarlo insieme al succo di limone.

Fonte: Tam Tam

11 gennaio, 2008

Capelli: i trucchi per mantenere la brillantezza delle colorazioni

Bellezza e benessere

Chi usa abitualmente trattamenti coloranti, sia per un cambio di look, sia per nascondere i capelli bianchi, ha il problema della tinta che perde la sua brillantezza e del colore che sfuma con il passare del tempo.

Colorare i capelli troppo spesso non è consigliato, in quanto si indeboliscono e diventano più fragili: per questo cercheremo di dare qualche consiglio utile per mantenere il colore più vivo più a lungo senza dover necessariamente ricorrere ad ulteriori trattamenti coloranti.

Scegliere il colore adatto.
Per evitare il cosiddetto “ritocchino”, scegliete una nuance che non si discosti troppo dal vostro colore naturale: in questo modo la ricrescita sarà meno evidente.

Preparare i capelli al trattamento.
Un paio di giorni prima di fare la tinta, si può applicare un condizionatore per circa 10-15 minuti: i capelli assorbiranno più facilmente il colore, la tintura sarà più efficace ed i capelli saranno anche protetti dalle sostanze chimiche presenti nel trattamento colorante.

Usare prodotti che proteggono la brillantezza del colore.
Ormai in commercio esistono una varietà infinita di shampoo e balsamo che aiutano a ravvivare la colorazione, adatti per ogni tipo di tintura: il balsamo, in particolar modo, aiuta a trattenere la colorazione e dona morbidezza alla capigliatura.

Volendo essere ancora più attenti, ci si può rivolgere al proprio parrucchiere, il quale preparerà un prodotto personalizzato, adatto al proprio tipo di capelli.

Usare colorazioni permanenti.
Gli altri tipi di trattamento scolorano più velocemente.

Evitare il balsamo alle proteine dopo la colorazione.
E’ un prodotto che ostacola l’assorbimento della tinta sul capello.

Evitare l’acqua troppo calda.
E’ consigliabile usare l’acqua fredda per risciacquare i capelli, perché aumenta la brillantezza e liscia la superficie del capello.

Fonte: ECOMatrix

08 gennaio, 2008

Qualche trucco per ringiovanire il viso

Bellezza e benessere

I consigli del dermatologo per ringiovanire la pelle, tra scienza, falsi miti, delusioni e metodi da evitare

Rughe che aumentano, macchie che compaiono, pelle che si rilassa. Sono questi i segnali principali che si presentano sul volto quando l’età avanza e, purtroppo, il volto invecchia prima di altre aree cutanee. È forte la tentazione di agire e fare qualcosa, ma cosa? Le creme, anche se messe costantemente, sembrano non bastare più. È quindi ora di passare a trattamenti più energici come la chirurgia, il laser, il peeling chimico o il riempimento con ialuronico? E che cos’è la rivoluzionaria tecnica dello “stimolo funzionale”? Difficile orientarsi nella scelta. Per non incorrere in delusioni e, soprattutto, per non provocare danni alla cute, abbiamo chiesto al prof. Marcello Monti, responsabile di Dermatologia in Humanitas e docente di Dermatologia all’Università di Milano di chiarirci le idee e di fare il punto sulle possibilità reali (e non di fantasia) delle tecniche per ringiovanire il viso.

Prof. Monti, innanzitutto quali sono le cause delle rughe?
“Il volto invecchia per tre cause principali: la mimica, i raggi UV e la forza di gravità. L’espressione mimica del volto è dovuta alla contrazione di decine di muscoli che, nel tempo, sfiancano le fibre elastiche e di collagene. Si formano, così, le rughe dette, per l’appunto, ‘mimiche’, le più complicate da trattare. I raggi UV, a loro volta, nel tempo distruggono le fibre elastiche e di collagene creando le rughe minori oltre alle macchie. Infine, la forza di gravità porta verso il basso la pelle che ha perso ormai la propria elasticità”.

Chirurgia, laser e peeling chimici sono efficaci per il ringiovanimento del volto?
“Lasciando da parte la chirurgia ricostruttiva facciale, che è riservata a particolari situazioni, sono fiorite negli ultimi anni numerose proposte di trattamento miranti a migliorare l’aspetto del volto. Si è cominciato con i peeling chimici forti, cioè facendo agire acidi in grado di corrodere le parti più esterne dalla pelle. In questo modo si promuoveva una riparazione con nuove cellule. All’inizio il trattamento sembrava una valida soluzione, poi si è compreso che il risultato estetico positivo durava poco tempo e che, ripetendo i trattamenti di peeling, si andava incontro ad un progressivo invecchiamento. Esattamente l’opposto di quanto si voleva ottenere. Un decennio fa alcuni ricercatori americani avevano notato che, trattando la pelle del volto invecchiata con il raggio laser ottenevano una distensione della pelle stessa con scomparsa delle rughe più superficiali e riduzione di quelle più profonde. Il raggio laser, infatti, provoca un immediato surriscaldamento delle fibre di collagene, che si contraggono rendendo più compatta la pelle. Ma anche questo con il tempo si è rivelato un fallimento. Infatti, dopo uno o due anni le fibre di collagene contratte dal calore si rilasciavano maggiormente peggiorando la tenuta della pelle, cioè aumentando la flaccidità. In seguito, nonostante questa esperienza negativa, sono proliferate altre attrezzature, meno costose del laser, che, sfruttando il calore, promettevano buoni risultati. In pratica, il calore veniva generato da impulsi in radiofrequenze o da impulsi di luce (luce pulsata). Il risultato, però, è stato lo stesso del laser: un miglioramento transitorio seguito da un peggioramento. Purtroppo, allo sfibramento delle fibre di collagene causato dal calore non vi è più rimedio”.

E riguardo ai fillers?
“Più recentemente si è pensato di riempire le rughe iniettandovi alcune sostanze, chiamate in inglese ‘fillers’. Si è cominciato con le iniezioni di collagene bovino, ma si è visto che si sviluppavano reazioni immunologiche. Si è, così, passati all’acido ialuronico, ma questo veniva riassorbito troppo in fretta. Si è passati, quindi, ad iniettare delle resine liquide non riassorbibili o dei polimeri a lento riassorbimento, ma si è osservato che la pelle reagiva formando indurimenti o, addirittura, cicatrici. Anche iniettando le cellule del proprio grasso con la cosiddetta ‘tecnica del lipofilling’, non si ottenevano risultati validi: il grasso veniva riassorbito. Di fronte ad un panorama così deludente, che ha causato a volte anche severi danni, oggi è cambiata completamente la direzione”.

La direzione giusta è quella dello “stimolo funzionale”?
“Le nuove scoperte sulla funzione della pelle e, in particolare, la possibilità di attivare le cellule staminali, hanno dato origine alle tecniche di ringiovanimento attraverso lo ‘stimolo funzionale’. Abbandonati acidi, calore e fillers, oggi si sfruttano, in modo fisiologico, quindi del tutto naturale, le capacità di reazione della pelle stessa. In altre parole la pelle che invecchia deve essere stimolata a reagire. La tecnica più affermata è la Terapia Fotodinamica, che consiste nell’eliminare selettivamente, attraverso un fotosensibilizzante, le cellule invecchiate in modo che si sostituiscano con cellule giovani generate dalle staminali. Un’altra tecnica che si va affermando è il Needling, che consiste nel provocare migliaia di micropunture con appositi aghi per fare in modo che la pelle reagisca producendo fattori di crescita. Molto promettente, poi, è anche la tecnica del Micropeeling, che consiste nell’accelerare il processo di ricambio delle cellule aumentando la velocità di desquamazione. Anche la fotobiostimolazione, che consiste nell’attivare le cellule con impulsi luminosi non calorici, sembra dare risultati molto validi. Queste tecniche sono fisiologiche e naturali e andranno a sostituire quelle aggressive ed innaturali prima utilizzate. La Dermatologia di Humanitas, primo centro in Italia, propone esclusivamente tecniche di ‘stimolo funzionale’ per il ringiovanimento del volto”.

Fonte: Humanitas Salute

07 gennaio, 2008

I rimedi per la cellulite: gli ultrasuoni

Bellezza e benessere

La cellulite, oltre ad essere una malattia, è anche un fastidioso inestetismo, e per questo si stanno studiando tanti metodi per cercare di sconfiggerla.

Tra le varie metodiche, gli ultrasuoni hanno un’azione efficace per diversi tipi di stadi cellulitici perché agiscono attraverso una combinazione di frequenze specifiche.

Gli ultrasuoni vengono trasmessi con un trasduttore in ceramica incorporato nella testina di trattamento, la quale viene messa sul punto da trattare e fatta scivolare con del gel per ultrasuoni o una crema: vengono generate delle oscillazioni che hanno la funzione di riattivare la circolazione del sangue.

Il numero delle sedute varia a seconda dell’ampiezza dell’area da trattare e del grado di avanzamento della cellulite: i primi risultati sono apprezzabili già dalle prime sedute, e noterete un miglioramento nel tono e nella morbidezza della vostra cute.

Durante il ciclo mestruale è consigliata la sospensione del trattamento.

Gli ultrasuoni hanno un’azione efficace per combattere:

-Le adiposità localizzate
-La pelle a buccia d'arancia
-Migliorano la plasticità dei tessuti
-Riducono i buchi della pelle
-Migliorano il tono dei tessuti
-Riducono i noduli cellulitici
-Stimolano la circolazione locale

Fonte: ECOMatrix

05 gennaio, 2008

Bellezza, nel 2007 boom dei doni 'low cost'

Bellezza e benessere

Regalare la bellezza, con un occhio ai prezzi. Sono sempre di più gli italiani che quest'anno hanno scelto di mettere sotto l'albero o nella calza un 'buono' per un trattamento dal chirurgo plastico o dal medico estetico. "Ma per lo più si è trattato di cure 'low cost', alternative più economiche ma efficaci ai trattamenti di liposuzione o ai lifting spiana-rughe". Parola di Giulio Basoccu, chirurgo estetico e professore dell'università La Sapienza di Roma, che sottolinea all'ADNKRONOS SALUTE come "il momento difficile e la crisi economica si siano fatti sentire anche in questo settore".

Così fra le strenne più gettonate è stato un rincorrersi di "maschere a base di vari acidi per attenuare le rughe e migliorare la grana della pelle, trattamenti a base di botulino, acido ialuronico e punturine biorivitalizzanti". Bene anche gli interventi per 'rimpolpare' le labbra e per regalarsi una linea più snella. "Più che alla liposuzione, quest'anno si è fatto ricorso a mesoterapia e ultrasuoni, trattamenti efficaci ma dai prezzi più contenuti per contrastare cuscinetti e adiposità", prosegue Basoccu.

Insomma, secondo l'esperto la cultura del regalo 'di bellezza' ha ormai conquistato gli italiani. "A optare per questo tipo di doni sono per lo più i trentenni e quarantenni, che omaggiano mogli, fidanzate, ma sempre più spesso anche le mamme". Con una novità. "Quest'anno è capitato che anche qualche giovane uomo decidesse di donare una seduta dal chirurgo o dal medico estetico al proprio compagno. Una testimonianza del fatto che i 'regali di bellezza' hanno fatto proseliti fra tutti gli italiani".

Fonte: IGN

29 dicembre, 2007

FUMARE FA VENIRE LE RUGHE, ECCO LE PROVE

Bellezza e benessere

Il fumo e' un potente fattore di invecchiamento cutaneo e, per la prima volta, quel che si era sempre sospettato, e' stato documentato dagli scienziati. E poiche' le immagini valgono molto piu' delle parole, tre dermatologi statunitensi della Case Western Reserve University hanno deciso di documentare i danni del tabacco con il caso di due gemelle: due donne di 52 anni, l'una accanita fumatrice, l'altra che non ha mai toccato la sigaretta. I volti delle due donne, documentati negli "Archives of Dermatology" sono drammaticamente diversi: l'uno segnato come una carta geografica, l'altro appena coperto da qualche striatura. Se infatti rimanersene esposti al sole moltiplica per otto le rughe, il tabacco triplica i segni dell'invecchiamento cutaneo. Due donne con gli stessi geni, una storia clinica piu' o meno simile, che hanno vissuto per lungo tempo nella stessa citta', senza alcuna malattia dermatologica, entrambe poco inclini ad esporsi al sole e che non hanno mai utilizzato i raggi Uva. "La chiara differenza tra le due gemelle e' nella storia di forte consumo di tabacco, tipico della prima", hanno spiegato gli autori. "Mentre la prima ha consumato tabacco per anni (52,3 pacchetti all'anno, due pacchetti al giorno per 26 anni o un pacchetto e mezzo per 35), l'altra non ha mai toccato una sigaretta". Gia' 150 anni fa, Samuel Solly, un chirurgo britannico, aveva avvertito degli effetti devastanti del tabacco sulla pelle: i suoi pazienti avevano infatti un colorito giallastro, la pelle rugosa e il volto solcato, scriveva nel 1856 nella rivista 'Lancet'. Adesso le conseguenze del fumo saranno visibili: "La pelle della prima gemella mostra rughe profonde ed estese, frequenti lentiggini, ipopgmentazione estesa e una moderata lassita' cutanea", osservano i ricercatori. Il suo invecchiamento cutaneo e' definito molto grave (5 punti in una scala da 1 a 6) mentre la sua gemella ha ricevuto 2 (invecchiamento lieve o moderato).

Fonte: La Repubblica

28 dicembre, 2007

Pelle delle mie brame...così ti proteggerò

Bellezza e benessere

Mantenere la pelle giovane, liscia e senza rughe o occhiaie. Il sogno di milioni di donne (e di uomini) in tutto il mondo. Eppure bastano otto semplici accorgimenti per, se non evitare, almeno rallentare lo scorrere del tempo. Almeno secondo il New York Times, che sulla base delle ricerche pubblicate sulle riviste scientifiche e dell’esperienza dei dermatologi ha stilato una sorta di manuale in otto punti per mantenere la pelle giovane e per attenuare i fattori esterni, come l’esposizione al sole e lo stress.

1. Buttare il vasetto di crema un anno dopo la sua apertura perché dà asilo ai germi trasmessi dalle dita. Ancora più rischioso il mascara: nei tubetti i microorganismi prosperano. Per evitare infezioni agli occhi, gli esperti raccomandano di sostituirlo tre mesi dopo l’apertura.

2. Fondamentale smettere di fumare. Secondo i dermatologi, la pelle dei fumatori invecchia prematuramente. «Si vedono spesso più rughe verticali sopra il labbro, dove i fumatori aspirano la sigaretta, e le linee intorno agli occhi, che i fumatori tendono a socchiudere per tenere fuori il fumo», dice il Dr. Hema A.Sundaram, un dermatologo di Rockville. E uno studio pubblicato in Inghilterra, sulla base di interviste e di esami fisici di pazienti anziani, ha rivelato che fumare un pacchetto al giorno nel corso di decenni, equivale a un decennio aggiuntivo di invecchiamento del viso.

3. Non toccare i brufoli, e men che mai a spremerli: «La gente pensa che sta semplicemente espellendo qualcosa di cattivo, ma così facendo spinge i batteri ancora più profondamente nella pelle, creando un’infezione», spiega il dottor Bradford R. Katchen, dermatologo a Manhattan. Senza contare le cicatrici che si potrebbero formare.

4. Confermata una vecchia nozione popolare: il sonno fa bene alla pelle, visto che lo stress psicologico potrebbe compromettere la funzione di barriera della pelle, e dormire aiuta proprio a eliminare lo stress. In uno studio, per esempio, i ricercatori hanno analizzato la pelle di 25 donne che avevano dormito regolarmente, e 11 che invece avevano passato la notte in bianco, confermando la differenza tra le due categorie in termini di elasticità e brillantezza.

5. Controllare lo stress: può contribuire all’alopecia areata, una forma di perdita di capelli, e allo sviluppo di malattie della pelle come la psoriasi e la dermatite atopica, una forma di eczema. E proprio contro eczemi e carcinomi è consigliabile l’uso regolare di creme solari.

6. Stop alla vanità: molti dermatologi consigliano ai loro pazienti di limitare i regimi di cura della pelle a non più di tre o quattro prodotti al giorno. «La gente usa troppe cose acide - vitamina A, acido lattico, acido ascorbico, acido salicilico, e poi chiedono perché le loro facce sono infiammate», dice il dottor Katchen. Basta limitarsi a lievi detergenti e creme solari contenenti idratanti; un prodotto che contiene antiossidanti come la vitamina C, vitamina E, melograno, soia e tè verde, e uno contenente ingredienti come retinoidi, una forma di vitamina A, o frammenti di proteine come i peptidi.

7. Lavarsi bene il viso. La pelle raccoglie detriti ambientali durante il giorno, che vanno lavati via frequentemente per evitare irritazioni.

8. Diffidare dei prodotti cosmetici troppo costosi: «Le vostre possibilità di avere una bella pelle - sottolineano - non sono direttamente proporzionali ai soldi che spendete». Soldi che non vanno alla ricerca, infatti, ma alla confezione, la pubblicità e ai testimonial celebri.

Fonte: La Stampa

27 dicembre, 2007

Il tabagismo favorisce il rischio di psoriasi

Bellezza e benessere

Il tabagismo accelera l’invecchiamento cutaneo e aumenta il rischio di contrarre la psoriasi - una malattia cronica, infiammatoria e invalidante della pelle - e in modo più marcato presso i fumatori attivi rispetto agli ex-fumatori e, soprattutto, rispetto ai non-fumatori.

Un gruppo di ricercatori ha valutato i legami tra i differenti livelli di consumo di tabacco (mai fumatore, ex, attivo, passivo) e la comparsa di questa dermatosi. I ricercatori hanno utilizzato i dati di 14 anni di seguito, dal 1991 al 2005, raccolti presso 78.532 infermieri dello studio Nurses’ Health Study II (Nhs). L’ampia indagine segue regolarmente lo stato di salute di 116.608 infermieri in quindici stati degli Usa dal 1989.

Pubblicati nel numero di dicembre di Attualità Tabacco dell’Istituto nazionale per la prevenzione e l’educazione alla salute (Inpes) i risultati riferiscono di 887 nuovi casi di psoriasi documentati durante i 14 anni dello studio. Il rischio si accresce con la durata e l’intensità del tabagismo e diminuisce con la durata della disassuefazione. Rispetto ai non-fumatori, il rischio relativo di psoriasi è di 1,78 per i fumatori attivi e di 1,37 per gli ex-fumatori. Raggiunge 1,60 per un consumo da 11 a 20 pacchetti l’anno e 2,05 oltre i 21 pacchetti.

Al contrario, il rischio relativo scende a 1,61 negli infermieri che hanno smesso di fumare da meno di dieci anni, a 1,31 per chi ha smesso tra i 10 e i 19 anni e a 1,15 dopo venti anni di disassuefazione. Il rischio relativo degli ex-fumatori raggiunge quello dei non-fumatori (rischio 1) dopo 20 anni di rinuncia al tabacco.

Anche l’esposizione prenatale e nell’infanzia è associato a un aumento del rischio di psoriasi. La psoriasi è una patologia che colpisce circa il 2 per cento della popolazione. Comporta importanti ripercussioni estetiche, sociali, relazionali e psicologiche.

Fonte: La Stampa

19 settembre, 2007

Mission (im)possible stare bene con il rossetto rosso

Bellezza e benessere

È il trucco del momento. E, anche se è difficile da usare, è un vero peccato non provarlo. In gloss lucidissimo per il giorno, mat e coprente per la sera: l'importante è scegliere la sfumatura giusta

Il rossetto rosso è molto elegante a patto che sia applicato in modo perfetto. Ecco come fare. Cancella il contorno naturale delle labbra con uno strato di correttore. Metti una base trasparente. Disegna i bordi esterni della bocca con una matita dello stesso colore del lipstick. Stendi il rossetto con un pennellino piccolo e a punta piatta. Parti dal centro del labbro superiore e vai verso gli angoli esterni. Poi, passa a quello inferiore. Tampona la bocca con una velina.

Se sei bruna
«Quando i capelli sono di un colore intenso come il nero, il trucco delle labbra non deve essere da meno. Il rossetto migliore è quello rosso lacca, magari lucido» spiega Simone Allievi, beauty master, truccatore da oltre 30 anni. Se, però, pensi che sia troppo, puoi optare per un gloss della stessa tonalità: l'effetto sarà più luccicante anche se meno d’impatto. «Il lucidalabbra si può mettere sia da solo sia sopra al rossetto. In questo caso, però, bisogna ricordarsi che il gloss diluisce il colore del lipstick rendendolo più brillante ma meno intenso» continua l'esperto. Con il rosso lacca, gli ombretti giusti hanno le tonalità dello champagne e del grigio chiaro. Vanno dati su tutta la palpebra superiore e sfumati verso l'esterno. Il mascara può essere anche grigio.

Se sei bionda
«Con i capelli dorati e la carnagione molto chiara, ci vuole un rosso che viri leggermente al blu: un colore un po' più spento, infatti, risulta decisamente meno sfacciato e più glamour» dice il make up artist. E gli ombretti? Gli abbinamenti ideali sono blu scuro e grigio tortora se si usa il rossetto. Azzurro cielo e grigio chiaro con il gloss dai bagliori madreperlati. «Per rendere le labbra meno vistose, bisogna dare profondità allo sguardo. Basta mettere l'ombretto chiaro nella zona vicino alle ciglia e, all'esterno, quello più intenso, sfumandolo in maniera impalpabile. In alternativa, si può usare un unico colore, iniziando a stenderlo con un pennellino dall'interno dell'occhio verso le tempie. Sulle ciglia, quest'inverno va molto il mascara blu o quello effetto trasparente» spiega Allievi.

Se sei rossa
«Chi pensa che, con i capelli fulvi, si debba rinunciare al rosso, sbaglia. L'importante è scegliere un lipstick dalla sfumatura mattone, tendente leggermente all'arancione, che non strida con il colore dei capelli e della pelle» consiglia Simone Allievi. Come alternativa al rossetto, c'è il gloss. Che, riflettendo la luce, ingrandisce un po' la bocca. Mettine tanto se hai le labbra sottili. Di meno, e solo al centro, se la tua bocca è già voluminosa. Per gli ombretti vai a colpo sicuro sulle tonalità del bronzo, bruno, bruciato, cioccolato e verde militare. Evita, invece, i verdi più accesi e acidi. «Se non si vuole stendere l'ombretto su tutta la palpebra superiore, si può usarlo come un eyeliner, disegnando una linea sottile all’attaccatura delle ciglia» continua il beauty master.

Se sei castana
«L'abbinamento migliore con i capelli color cioccolato si ottiene scegliendo un rossetto geranio, lucido e brillante: il contrasto non è troppo marcato e il risultato è molto chic» spiega l'esperto. «Se al posto del lipstick, magari per il giorno, si preferisce un gloss, il segreto per metterlo alla perfezione è prelevare una piccola quantità con un pennellino, metterla sul dorso della mano e applicarlo con i polpastrelli. Il calore della pelle riscalda il cosmetico, che aderisce di più alle labbra, garantendo una maggiore durata». Per gli ombretti, punta sull'accoppiata rosa e grigio. Puoi stendere quello rosa pallido solo all'interno dell'occhio e quello grigio fumo all'esterno; o, sfumare il rosa appena sotto l'arco delle sopracciglia e usare il grigio sulla palpebra inferiore, effetto smokey eyes.

Fonte: Donna Moderna

La psoriasi e le cure

Bellezza e benessere

A seconda delle varie parti del corpo colpite c'è una soluzione diversa. L'alimentazione non è influente e a volte è meglio affidarsi ai rimedi naturali

Di psoriasi soffrono milioni di persone e spesso le cure farmacologiche risultano deludenti per la maggior parte dei soggetti. Solo di recente, però, con l’avvento dei farmaci biologici, si è aperto uno spiraglio sulla comprensione degli eventi che condizionano questa patologia e sulle possibilità di trattamento. Ne parliamo con il prof. Marcello Monti, responsabile di Dermatologia all’Istituto Clinico Humanitas e docente di Dermatologia all’Università di Milano.

Esiste una predisposizione genetica per questa patologia?
“La psoriasi, pur non essendo una malattia ereditaria nel senso stretto del termine, è una malattia con alta predisposizione familiare, anche se qualche volta non conosciamo altri soggetti psoriasici tra i familiari: si tratta di salto di generazione”.

La pelle di un soggetto colpito da psoriasi risulta infiammata e particolarmente secca: bere molta acqua e seguire una dieta povera di grassi aiuta a far regredire la patologia?
“Bere molta acqua o seguire una particolare dieta non aiutano a migliorare la psoriasi; anzi, alcune diete privative, per via dello stress che inducono, sono peggiorative per la malattia”.

Qual è lo stile di vita più adatto ad un soggetto affetto da psoriasi?
“Molti sostengono che la psoriasi sia pura espressione psicosomatica, per cui si manifesterebbe più facilmente su soggetti emotivamente fragili o colpiti da eventi particolarmente stressanti; nell’esperienza pratica sembra invece che sia la psoriasi stessa ad indurre stress, più di quanto quest’ultimo abbia influenzato il manifestarsi della patologia. Vengono comunque considerati fattori scatenanti o aggravanti per la psoriasi: lo stress psichico, lo stress fisico (mancato recupero della stanchezza), malattie concomitanti (diabete, morbo di Parkinson, infezioni a focolaio), assunzione di alcuni farmaci (cortisone, antipertensivi, immunosoppressori), cambiamenti di stagione, cambiamenti di clima, trasferimenti in altri continenti”.

Cercare di condurre nei limiti del possibile una vita più tranquilla può aiutare quindi il soggetto psoriasico a stare meglio, ma il disagio estetico e fisico invece come si può guarire?
“Personalmente credo molto nei riducenti naturali, in Humanitas abbiamo ottenuto risultati così positivi, che abbiamo pensato di creare un opuscolo informativo da distribuire in ospedale, fatto di riflessioni più o meno ovvie e di suggerimenti di comportamento. Proponiamo trattamenti di cura differenziati a seconda della zona colpita: cuoio capelluto, unghie, corpo, mani e piedi”.

Quindi, si può controllare o sconfiggere il fastidio quotidiano della psoriasi tramite rimedi naturali? Può spiegarci meglio?
“Quando la psoriasi è limitata e non s’intende ricorrere ai farmaci, si possono impiegare i così detti riducenti naturali: ovvero, quei principi attivi presenti in natura che, applicati sulla cute, hanno dimostrato di ridurre la crescita psoriasica. Quelli più utilizzati e con maggior documentazione clinica sono: zolfo; acido salicilico; ittiolo solfonato; catrame minerale”.

Ecco una descrizione delle cure proposte in Humanitas.

Quando la psoriasi è al corpo?
Sulle chiazze di psoriasi si applica, una volta al giorno, la sera, la crema cosiddetta solfosalicilica che contiene i seguenti principi attivi naturali: lo zolfo, di cui sono ricche le cheratine (le proteine dello strato corneo), è utilizzato, fin dai tempi più remoti, per la cura delle affezioni cutanee e per la psoriasi in particolare.
L’acido salicilico, inizialmente estratto dalla corteccia del salice, è utilizzato per le sue proprietà curative fin dall’antichità, svolge azione antisettica, antifungina, cheratolitica e riducente.
Esistono poi altri due preparati, che possono essere applicati sempre una volta al giorno, la sera, insieme od in alternanza alla crema solfosalicilica: l’Ittiolo Solfonato, un principio naturale formatosi 200 milioni di anni fa da sedimenti marini con proprietà antisettiche, antinfiammatorie e antipruriginose e, il Catrame Minerale, prodotto dalla distillazione del carbon fossile, che presenta però dei limiti: non può essere utilizzato sui capelli perché ne altera il colore, è poco tollerato nelle aree delicate come il volto o i genitali, è indelebile sui vestiti e non va associato alla luce solare perché è un potente fotosensibilizzante.

Quando la psoriasi è palmo-plantare?
La filosofia di “acquietamento” della psoriasi palmo-plantare prevede l’esclusione degli stimoli proinfiammatori eliminabili. Tra questi il più importante è il contatto con acqua e detergenti. L’acqua di per sé è un elemento irritante nello stato psoriasico; infatti ha la capacità di penetrare tra le squame e nelle fissurazioni apportando umidità e quindi crescita microbica con conseguente irritazione della parte. I tensioattivi, poi, presenti nei detergenti, sono un ulteriore elemento proinfiammatorio da cui proteggere la cute psoriasica. Anche le polveri sono elemento di notevole irritazione e occorre tenerle lontane dalla pelle. Anche in questo caso l’applicazione del riducente naturale va eseguita alla sera insistendo molto con il massaggio perché in sede palmo-plantare l’assorbimento dei prodotti topici, dato lo spessore dello strato corneo, è minimo. La regola generale comunque per chi soffre di psoriasi a mani e piedi è di bagnarle il meno possibile: situazione che richiede ingegno ed organizzazione. Una soluzione potrebbe essere un paio di guanti di vinile per le mani, oppure l’utilizzo di un disinfettante “a secco”; come per esempio una soluzione acquosa di benzalconio cloruro.

Quando la psoriasi è alle unghie?
Non potendo intervenire efficacemente con i farmaci si preferisce utilizzare i riducenti naturali. Sia lo zolfo che l’acido salicilico esercitano sull’unghia un’azione riducente, antimicrobica e desquamante. La crema solfosalicilica, pur non svolgendo una vera azione terapeutica nei confronti della psoriasi ungueale, è quella che ottiene i migliori risultati, perché contribuisce a rendere più morbida la lamina, aiuta a facilitare il distacco dell’accumulo di squame sottoungueali, e protegge dalle infezioni sia la lamina che la cute intorno ad essa . La crema solfosalicilica si utilizza, con un’applicazione al giorno, in piccola quantità, iniziando il massaggio dal margine libero, poi sulla lamina ed infinesulla pelle periungueale; il trattamento non ha limiti di tempo.

Quando la psoriasi è al cuoio capelluto?
Gli shampoo sono controindicati, perché contengono tensioattivi che irritano oltremodo il capillizio affetto da psoriasi. Bisogna preferire l’utilizzo di una crema da lavaggio o Base Lavante: un’emulsione composta da grassi affini alla cute, tenuti insieme da tensioattivi, che priva di lauril solfato, riesce a detergere ugualmente i capelli senza provocare secchezza o irritazione. Così facendo, diminuisce il prurito e la desquamazione. Infine, è opportuno evitare di staccare le squame dal capillizio durante il lavaggio e asciugare i capelli con un telo di spugna di cotone. Conviene non abusare con il phon, cercando di non indirizzare l’aria calda direttamente sul cuoio capelluto.
Se si sono formate crostosità è opportuno applicare la sera la crema Solfosalicilica e lavarsi con la Base Lavante al mattino.

Fonte: Humanitas Salute

18 settembre, 2007

Bocca da baciare? Prendetevi cura delle vostre labbra!

Bellezza e benessere

Avere le labbra di Angelina Jolie? Beh o ve le ha donate madre natura o c'è poco da fare (a meno che non decidiate di ricorrere alla chirurgia estetica)!

Ma per evere belle labbra, naturali e da baciare, qualche trucco per tenerle in forma senza ricorrere a bisturi e siringa c'è!

Oltre ad acquistare un bel gloss per le labbra e che doni perciò alla vostra bocca una bella luminosità, ideale è non mordersi le labbra, perchè se è anche vero che morderle le colora, a lungo andare tutto quel mordicchiare potrebbe danneggiarle e infiammarle.

Se invece le sentite secche e screpolate (continuate a umettarvi le labbra) è necessario idratarle, ma non leccatele con la lingua, perchè la salina al contrario di ciò che potete pensare non le idrata affatto! Anzi le secca ancora di più, ideale avere sempre con voi in borsetta un bel balsamo per le labbra (ottimo anche contro gli effetti del vento e dell'aria condizionata!).

Cercate di non bere bevande troppo calde (tè e caffè in primis!) non solo vi bruciate la lingua, ma mettete a rischio anche le vostre labbra!

Fonte: Beauty News

15 settembre, 2007

La vendetta di fine estate: la pelle chiede aiuto

Bellezza e benessere

Nel bilancio di fine estete, tra vacanze andate più o meno bene, divertimento e riposo accumulato, non può mancare l'urlo di vendetta della pelle che tornata a casa chiede cure e attenzioni. Sole e acqua di mare se hanno regalato un colorito invidiabile per tutto il periodo estivo lasciano traccia ora dei danni generati: pelle secca, qualche ruga in più, capelli rovinati. Niente di irrimediabile, ma ecco che la medicna estetica viene in aiuto con una serie di rimedi. La disidratarzione è uno dei nemici maggiori spiega Ezio Maria Nicodemi, docente presso la scuola di specializzazione in Chirurgia plastica all'università Tor Vergata. «Oggi si può parlare di medicina estetica e chirurgia rigenerativa, che si occupa di prevenire, combattere o riparare l'invecchiamento cellulare provocato da stress ossidativi», in altre parole dagli ormai noti "radicali liberi", spiega Nicodemi, che è anche segretario esecutivo della Mediterranean Academy of Life Extension Sciences, neonata associazione scientifica che studia proprio i metodi per vivere più a lungo e in buona salute.

«Innanzitutto consigliamo ai nostri clienti un apposito test che, da una goccia di sangue prelevata dalla punta del dito, è capace di calcolare la quantità» di radicali liberi presenti nell'organismo e dunque il grado di invecchiamento delle cellule.

Dopodichè, si possono prescrivere diete detossificanti ad hoc e integratori a base di vitamina A ed E per combattere il processo ossidativo. e per chi vuole ora ci sono anche i ritocchi soft: «oltre alle ormai classiche iniezioni di botulino, la tossina spiana-rughe, e ai filler riempitivi a base di acido ialuronico, l'ultima frontiera è rappresentata dalla chirurgia rigenerativa».

«In pratica - spiega l'esperto - si prelevano in altre parti del corpo piccole quantità di grasso (ricche di cellule staminali), che vengono centrifugate e impiantate nella zona della ruga, soprattutto a livello degli zigomi o del solco naso-genieno (zona fra naso e labbra). Il grasso, così trattato, non solo va a riempire la ruga ma stimola la rigenerazione dello stesso tessuto della zona trattata».

Contro le macchie cutanee, laser specifici o prodotti chimici a base di acidi al tricloroacetico. E anche per i capelli cure ristrutturanti o in alcuni casi autotrapianto con tempi oggi molto rapidi e senza cicatrici.

Fonte: Il Messaggero

La vendetta di fine estate: la pelle chiede aiuto

Bellezza e benessere

Nel bilancio di fine estate, tra vacanze andate più o meno bene, divertimento e riposo accumulato, non può mancare l'urlo di vendetta della pelle che tornata a casa chiede cure e attenzioni. Sole e acqua di mare se hanno regalato un colorito invidiabile per tutto il periodo estivo lasciano traccia ora dei danni generati: pelle secca, qualche ruga in più, capelli rovinati. Niente di irrimediabile, ma ecco che la medicna estetica viene in aiuto con una serie di rimedi. La disidratarzione è uno dei nemici maggiori spiega Ezio Maria Nicodemi, docente presso la scuola di specializzazione in Chirurgia plastica all'università Tor Vergata. «Oggi si può parlare di medicina estetica e chirurgia rigenerativa, che si occupa di prevenire, combattere o riparare l'invecchiamento cellulare provocato da stress ossidativi», in altre parole dagli ormai noti "radicali liberi", spiega Nicodemi, che è anche segretario esecutivo della Mediterranean Academy of Life Extension Sciences, neonata associazione scientifica che studia proprio i metodi per vivere più a lungo e in buona salute.

«Innanzitutto consigliamo ai nostri clienti un apposito test che, da una goccia di sangue prelevata dalla punta del dito, è capace di calcolare la quantità» di radicali liberi presenti nell'organismo e dunque il grado di invecchiamento delle cellule.

Dopodichè, si possono prescrivere diete detossificanti ad hoc e integratori a base di vitamina A ed E per combattere il processo ossidativo. e per chi vuole ora ci sono anche i ritocchi soft: «oltre alle ormai classiche iniezioni di botulino, la tossina spiana-rughe, e ai filler riempitivi a base di acido ialuronico, l'ultima frontiera è rappresentata dalla chirurgia rigenerativa».

«In pratica - spiega l'esperto - si prelevano in altre parti del corpo piccole quantità di grasso (ricche di cellule staminali), che vengono centrifugate e impiantate nella zona della ruga, soprattutto a livello degli zigomi o del solco naso-genieno (zona fra naso e labbra). Il grasso, così trattato, non solo va a riempire la ruga ma stimola la rigenerazione dello stesso tessuto della zona trattata».

Contro le macchie cutanee, laser specifici o prodotti chimici a base di acidi al tricloroacetico. E anche per i capelli cure ristrutturanti o in alcuni casi autotrapianto con tempi oggi molto rapidi e senza cicatrici.

Fonte: Il Messaggero

14 settembre, 2007

Sembra forfora, ma è dermatite

Bellezza e benessere

"Dopo le lunghe esposizioni al sole, gli uomini con alopecia androgenetica evidente devono ricordarsi di controllare l'eventuale presenza di nei sospetti anche sul cuoio capelluto", avverte il dermatologo Rinaldi. Per molti, il dopo-estate segna il ritorno di due problemi piuttosto diffusi al maschile: forfora e dermatite seborroica.

- La forfora è favorita dalla predisposizione costituzionale (ormoni androgeni in primo luogo), dai lavaggi troppo frequenti e aggressivi e dal riaffacciarsi dello stress. "Per curarla e prevenirla, buona abitudine, soprattutto se si lavano i capelli tutti i giorni, è alternare lo shampoo antiforfora ad uno delicato, meglio se in olio, da applicare con lievi massaggi, per non aggredire il film idrolipidico che protegge il cuoio capelluto. No, possibilmente, al fumo e attenzione all'alimentazione: vanno limitate tutte le sostanze eccitanti, come la caffeina, gli alcolici, i grassi di origine animale, i condimenti eccessivi", dice la dermatologa Marcella Ribuffo.

- La dermatite seborroica è favorita dall'importante produzione di sebo, sempre sotto stimolo ormonale, anche del cuoio capelluto. "Da non confondere con la semplice forfora, si presenta spesso ai cambi di stagione con chiazze rossastre e squamose su cuoio capelluto e attaccatura dei capelli. E' scatenata da diversi fattori, tra i quali stress, clima umido, cattiva alimentazione, disordini di stomaco, fegato, intestino", dice Ribuffo.

Le contromisure? In fase iniziale, gli shampoo oleosi, che rimuovono le squame senza irritare il cuoio capelluto. Per le forme di media entità, invece, sono utili lozioni e shampoo a base di sostanze esfolianti, come l'urea, l'acido salicilico, gli alfaidrossiadici ed impacchi a base di alga Silimarina. "Quando, invece, il problema è accentuato, su prescrizione del dermatologo si può ricorrere a shampoo medicati a base di cortisolo, derivati antimicotici, oppure a soluzioni galeniche (ricetta del dermatologo) con combinazioni di principi attivi, per esempio ketoconazolo (antimicotico), acido salicilico, cortisone e altro ancora", spiega Rinaldi.

Fonte: La Repubblica

13 settembre, 2007

Capelli che cadono, i rimedi efficaci e quelli inutili

Bellezza e benessere

Sono moltissimi i rimedi pubblicizzati contro la perdita dei capelli, dagli shampoo specifici fino ad arrivare al trapianto. Alcuni sono veramente efficaci, altri un po’ meno, alcuni sono reali, altri presunti. Come scegliere, quindi, il rimedio indicato per il proprio problema tra le tante opzioni? È importante rivolgersi a un dermatologo esperto in grado di diagnosticare la causa e, da lì, il rimedio migliore e più efficace per frenare o contrastare la caduta. In alcuni periodi, come la primavera e l’autunno, la caduta di capelli si intensifica e il numero di quelli “persi” cresce di molto. Ma questa perdita stagionale è, in genere, un fenomeno temporaneo e reversibile che verrà, quindi, affrontato in un certo modo. Si parla, invece, di alopecia androgenetica o calvizie quando i capelli che cadono non vengono rimpiazzati e non ricrescono. Abbiamo approfondito l’argomento con il prof. Marcello Monti, responsabile di Dermatologia all’Istituto Clinico Humanitas e docente di Dermatologia all’Università di Milano.

Quale è la prima cosa da fare se si perdono i capelli?
“Per prima cosa suggerisco cosa non bisogna fare, e cioè farsi prendere dal ‘panico della caduta dei capelli’. Questa condizione, infatti, per via psicosomatica, ne accentua la caduta. Se ci si accorge che i capelli stanno cadendo o diradandosi bisogna recarsi subito dal dermatologo per approfondirne la causa. I rimedi, infatti, sono strettamente legati alle cause. Si deve tenere presente che i fattori responsabili della caduta dei capelli sono veramente tanti: la predisposizione genetica (che è quella più importante), gli ormoni o, meglio, la risposta dell’organismo agli ormoni, la nutrizione del sangue ai capelli, le diete drastiche che causano numerose carenze (soprattutto di ferro), lo stress prolungato e l’uso di alcuni farmaci. Anche interventi chirurgici e traumi psichici o fisici inducono un periodo di caduta dei capelli così come il periodo subito dopo il parto, con le sue improvvise variazioni ormonali”.

Cosa si può fare per limitare o frenare la caduta?
“Una volta individuata la causa, si deve agire. Se, quindi, si tratta di un problema legato agli ormoni, si useranno farmaci in grado di bloccare il segnale da loro emesso sui capelli. Nelle donne con ovaio in disordine, per esempio, si prescrive la pillola anticoncezionale, che mette a riposo le ovaie e gli ormoni che produce, mentre nell’uomo il farmaco di prima scelta è la finasteride, un medicinale che si usa anche per ridurre le dimensioni della prostata. Se, invece, la causa è la circolazione del sangue, si agisce con i cosiddetti fluidificanti del sangue come i derivati dell’aspirina. Se si tratta di perdita di capelli dovuta a carenze nutrizionali, si cerca di reintegrare queste mancanze nell’organismo. Se, infine, si tratta di caduta dei capelli a causa di malattie o di assunzione di farmaci si curano le malattie o si sostituiscono i farmaci. Se c’è una forte predisposizione genetica, cioè la cosiddetta alopecia androgenetica, è più difficile arrestare o arginare la caduta e, in questi casi, si ricorre al trapianto con microinnesti di capelli ‘sani’ (presi dalla zona della nuca) che danno un effetto assolutamente naturale e che cresceranno normalmente senza il rischio che il problema di caduta si ripresenti”.

Gli shampoo medicati o gli integratori sono utili?
“Gli shampoo medicati (e le lozioni) o gli integratori hanno senso solo per supportare la cura vera e propria. Questi prodotti possono essere utilizzati soprattutto quando la perdita dei capelli è stagionale o quando è legata a fattori come lo stress, il parto o le diete drastiche, per cui l’organismo ha bisogno di rimettersi in forma”.

Si può prevenire la caduta di capelli?
“Purtroppo nella maggioranza dei casi la caduta dei capelli non è prevenibile, anzi, spesso non è neanche prevedibile. Per esempio, nel Telogen Effluvium, una delle forme di perdita di capelli più frequente e che riguarda le donne, i capelli iniziano a cadere a ciocche senza un preavviso e spesso senza una causa nota. Si può capire il panico che l’evento produce. La donna già si immagina calva e con la parrucca. Per fortuna questa forma di caduta di capelli è autoreversibile, anche se in tempi lunghi”.

La caduta dei capelli per tricotillomania che cosa significa?
“Questo nome poco comprensibile significa ‘perdita dei capelli per trazione continuata su una ciocca’. In pratica, si tratta di un tic nervoso, di solito inconscio, per cui bambini e adolescenti iniziano ad arrotolarsi una o più ciocche di capelli sulle dita esercitando una certa trazione. Ripetendo il gesto più volte al giorno finisce che i capelli cadono. Niente paura, però, ricresceranno non appena il tic nervoso finirà”.

E quando le teste sono completamente prive di capelli di cosa si tratta ?
“Quando si vede una testa a ‘boccia’, può trattarsi di Area Celsi. È un disturbo della crescita del capello e del pelo, barba compresa, dovuta ad un evento psicosomatico, una specie di desiderio inconscio di liberarsi di questi annessi ed avere la pelle liscia come quella di un neonato. Sono ‘anomalie’ della mente in persone, peraltro, completamente sane”.

È vero che i trattamenti estetici possono favorire la caduta dei capelli?
“Fondamentalmente no. O, meglio, permanenti, tinture, colpi di sole, lacche e gomme non danneggiano i capelli. Certe stirature a caldo possono provocare ustioni con cicatrici dove non ricrescono più i capelli così come certe pettinature etniche completamente inadatte al nostro tipo di capelli”.

Fonte: Humanitas Salute

Mali estremi? Ecco i rimedi di base

Bellezza e benessere

Quando le chiome sono particolarmente rovinate, secche, opache e la caduta è eccessiva, o anomala e persistente (oltre il mese), alle cure generali di fine estate già evidenziate (maschere, impacchi, oli lavanti) occorre aggiungere formule più mirate e, se necessario, di attinenza medica. Ecco gli step base.
- Per un danno di media entità può essere sufficiente una cura-urto mensile con applicazioni locali di lozioni e integratori specifici per capelli, per esempio a base di vitamina E, di aminoacidi come ornitina, metionina, taurina, o con estratti naturali antiossidanti, per esempio di soia, tè verde.
- Se il diradamento è già in atto, configurandosi così un'alopecia androgenetica, occorre l'intervento specialistico (dermatologo e/o tricologo). Per cercare di riattivare il ciclo riproduttivo dei bulbi possono essere utili le lozioni a base di farmaci, come il minoxidil e l'idrocortisone, oppure formulazioni più complesse che contengono anche piccole parti di sostanze ormonali tipo 17 alfa estradiolo. "Utili anche i preparati a base di sostanze naturali come la Nipononivea, estratta da una pianta giapponese, che ha un riscontro assimilabile a quello della finasteride, ma senza effetti collaterali", dice il dermatologo Fabio Rinaldi. A proposito delle compresse di finasteride di sintesi, Daniele Campo, medico tricologo del GITRI, Gruppo Italiano di Tricologia, aggiunge: "ormai sono il farmaco d'elezione per contrastare la miniaturizzazione progressiva del follicolo e del capello nei soggetti predisposti e, dunque, per irrobustire i capelli, perché viene impedita la trasformazione del testosterone nel diidrotestosterone, processo che è alla base dell'alopecia androgenetica. Però, può essere usato esclusivamente sotto controllo medico e, nella donna, solo dopo la menopausa o, durante la vita fertile, con contemporanea assunzione di una pillola contraccettiva, perché in caso di gravidanza potrebbe comportare danni al feto".
In fase di studio, ma già utilizzata in diversi Paesi, è la dutasteride, che ha un'azione simile, ma più completa, della finasteride poiché agisce su entrambi i recettori enzimatici del bulbo (sia sul tipo 1, sia sul tipo 2). "Come la finasteride, anche il dutasteride va utilizzata sotto strettissimo controllo medico", puntualizza Rinaldi.
- Nel caso di un diradamento già molto evidente, il rimedio d'elezione è l'autotrapianto, in particolare quello monobulbare, che si effettua in day hospital, in anestesia locale. "Dalla zona posteriore del cuoio capelluto, ovvero dove i follicoli non contengono l'enzima 5 alfa reduttasi, si preleva una striscia di cuoio capelluto dalla quale si isolano le singole unità follicolari che sono quindi trapiantante nelle zone diradate mediante incisioni puntiformi. I capelli iniziano a ricrescere dopo 3 mesi", dice Campo. L'autotrapianto, però, è una soluzione più idonea per l'alopecia androgenetica maschile, poiché nella donna il diradamento, pur minore, di solito coinvolge anche la zona posteriore della testa.

Fonte: La Repubblica

06 settembre, 2007

Creme di lusso, dall'oro al caviale

Bellezza e benessere

Creme di bellezza a base di caviale, alghe rare, particelle di oro, con prezzi che in alcuni casi superano i duemila euro al flacone. I vip (e non), disposti a tutto pur di non invecchiare, vanno pazzi per i nuovi prodotti anti-età a base di materiali pregiati e introvabili.

Dalla Francia agli Stati Uniti, il trend è inequivocabile: la cosmesi di lusso è in forte ascesa. Cifre che un tempo sarebbero parse impensabili, appaiono oggi "ragionevoli" a chi per il proprio fascino non è intenzionato a badare a spese. E può permetterselo.

L'unguento di Creme de la Mer a base di rarissime alghe anti-invecchiamento, che si raccolgono solo due volte l'anno, di cui un solo barattolo costa 2500 euro, ha fatto impennare il fatturato della piccola azienda di cosmetici, oggi di proprietà di Estée Lauder.
Tra i fan della crema alle alghe, si annoverano nomi come Jennifer Aniston e Paris Hilton.

Anche per la svizzera La Prairie e la sua crema a base di caviale vanno pazze diverse celebrità, come Julio Iglesias.

Ultimo arrivo fra i prodotti di bellezza extra-lusso è invece Elixir, soluzione a base di oro puro, quarzo e cristalli liquidi in grado di garantire alla pelle una lucentezza senza pari (alla modica cifra di 514 euro per un barattolino da trenta millilitri).

"Chi vuole restare giovane a tutti i costi non guarda a spese per un anti-età. In ogni caso non è poi più costoso di una seduta di botulino", ha commentato Nadia Miller, portavoce di La Prairie.

Fonte: Della Moda

04 settembre, 2007

Dal Giappone arriva il biscotto che fa gonfiare il seno

Bellezza e benessere

Sarà capitato a tante quest'estate di trovarsi in spiaggia e guardare i decolletè delle vicine di sdraio per fare un breve confronto e ricordarsi che il mondo è bello perchè è vario e che madre natura non è stata generosa con tutte.

Insomma risvegliarsi insoddisfatte della propria taglia di reggiseno succede quasi sempre d'estate.

Però i "rimedi" ci sono e ce lo ricordano sia la storia del push up che quella della chirurgia estetica.

A creare una nuova possibilità per chi vuole assolutamente acquistare almeno una taglia in più ci pensa il Giappone che mette in commercio un biscotto da sgranocchiare nella pausa pranzo e che promette meraviglie. Si chiamia F Cup Cookie e se mangiato nelle giuste dosi dovrebbe fare aumentare il seno.

Tra gli ingredienti del miracoloso dolcetto c'è infatti la Pueraria Mirifica, un'erba che, se mangiata senza esagerazione, avrebbe qualità miracolose. Basterebbero quindi due biscotti al giorno per risolvere tutti i problemi di taglia.

Speriamo almeno che siano buoni.

Fonte: Tifeoweb

Michelle Pfeiffer: 49 anni e non sentirli...

Bellezza e benessere

Ma chi l'ha detto che invecchiando una donna diventa meno attraente? Secondo un sondaggio stilato dalla rivista OK! ci sono delle celebrità che, con il passare del tempo, hanno guadagnato fascino e sex appeal.

Prima fra tutte la splendida Michelle Pfeiffer, 49 anni: di recente, l'attrice ha rivelato i segreti dell'eterna giovinezza ovvero mangiare bene, fare ginnastica e dormire molto. La star del cinema ha detto di non essere favorevole ad un uso smodato della chirurgia plastica, anche perchè, secondo lei, gli uomini non desiderano accanto delle donne rese grottesche dal bisturi.
Seconda classificata la splendida 41enne Cindy Crawford mentre la medaglia di bronzo va all'interprete di "Ocean's 13", Ellen Barkin di 53 anni. A 60 anni suonati, si è aggiudicata il quarto posto Glenn Close seguita dalla "casalinga disperata" Marcia Cross, 45 anni e mamma di due gemelle.

L'età avanza? Il fascino pure... almeno per le dive di Hollywood.

Fonte: Magazine Libero.it

29 agosto, 2007

Come restare abbronzati più a lungo

Bellezza e benessere

Le vacanze sono quasi finite ed ormai è tempo di rientrare al lavoro: il bel colorito che abbiamo ottenuto durante l’estate sta per abbandonarci, contribuendo a far aumentare la nostalgia della vacanza e la sindrome da rientro.

Nonostante per il ricambio totale della pelle occorrano 28 giorni, già dopo una settimana lo strato superficiale si secca, ma con qualche piccolo accorgimento possiamo aiutare la nostra abbronzatura a “tenere” un po’ più a lungo.

I “fai da te”:

Per migliorare le difese naturali si possono assumere i frutti blu (prugne, mirtilli, uva, more), per recuperare energia si può prendere qualche goccia di olio di rosmarino da strofinare sotto la doccia, e per mantenere la pelle morbida e idratata sono indicati i cibi a forte contenuto di omega3 (sesamo, soia, frutta secca) e omega6 (pesce azzurro, salmone, tonno), da assumere anche sotto forma di integratori alimentari.

E’ molto utile effettuare un leggero scrub della pelle, che elimina le cellule morte e non l’abbronzatura.

La cosmesi:

Ormai in commercio troviamo tantissimi prodotti di bellezza creati apposta per gli ultimi giorni di sole: doposole superidratanti, esfolianti, creme e prodotti lenitivi.

Perfetti per mantenere il colorito più a lungo sono gli autoabbronzanti, che oggi non lasciano più le antiestetiche macchie gialle, ma sono pratici da stendere.

Non dimenticate i capelli, divenuti più secchi e aridi con l’esposizione al sole, da curare con impacchi e maschere a base di olio d’oliva.

Fonte: ECOMatrix

27 agosto, 2007

Seno: consigli per un dècolletè bellissimo!

Bellezza e benessere

Il tuo sogno è un dècolletè tonico, turgido, liscio, da mostrare con orgoglio anche sotto le T-shirt più attillate? Curalo ogni giorno e i risultati non si faranno attendere!

Un dècolletè bellissimo può essere una conquista ottenuta con piccole attenzioni quotidiane. Per prima cosa, evita di dimagrire troppo in fretta: non perdere più di 1 kg la settimana e durante la dieta coccola il seno con creme, sieri a effetto urto specifici e attività fisica (benissimo il nuoto).

A sole stendi prodotti ad alto fattore protettivo (la pelle in questa zona è fragile e facile a segnarsi).

Evita i bagni troppo caldi, che favoriscono il rilassamento. E migliora il portamento, il punto di partenza per valorizzare il dècolletè e farlo apparire più generoso: mentre cammini immagina che un filo invisibile tiri la la sommità della testa verso l’alto.

A letto, invece, non dormire a pancia im giù troppo a lungo: comprime il busto e facilita il rilassamento della perlle. Anche il sorriso aiuta: stirare al massimo le labbra orizzontalmente tonifica i muscoli del collo e, anche se liebemente, i pettorali.

Infine, non farti mancare cure quoridiane con cosmetici tradizionali e naturali rassodanti, da far assorbire con massaggi circolatori che seguono la forma delle mammelle e risalgono fino al collo.

E per le situazioni più difficili ricorri a trattamenti dal medico estetico o in istituto di bellezza.

Fonte: ItalyRelax

Cellulite ed Endermologie

Bellezza e benessere

L’Endermologie è un trattamento specializzato, non invasivo, che aiuta a combattere gli in estetismi della cellulite.

La cellulite è un problema principalmente femminile: è causata dall’accumulo di grasso negli adipociti (cellule adipose dell’ipoderma) e di ristagni di liquidi nei tessuti circostanti, con l’effetto di provocare il tipico aspetto della pelle a buccia d’arancia.

Ad oggi sono tante le cure per prevenire ed affrontare questo problema, e l’Endermologie si è rivelato scientificamente tra i migliori, anche perché evita di ricorrere alla chirurgia.

Attraverso sedute di circa 35 minuti, indossando una tutina che rende più agevoli le manovre e che garantisce l’igiene della persona, l’Endermologie mobilita localmente i tessuti e aumenta la microcircolazione permettendo così di ristabilire il trofismo del connettivo e di migliorare, di conseguenza, l’aspetto e la tonicità dei tessuti.

Questa tecnica favorisce la circolazione e riduce visibilmente l’aspetto a buccia d’arancia, aumentando la tonicità della pelle, già dopo 5 o 6 sedute, e consente di rimodellare le cosce perdendo i centimetri di troppo.

Per informazioni rivolgersi sempre e comunque a centri specializzati.

Fonte: ECOMatrix

La cura antirughe non funziona? Cento donne fanno causa all'azienda

Bellezza e benessere

Hanno sborsato oltre 4.500 sterline, circa 6.700 euro, per un trattamento estetico che non ha cancellato le odiate rughe. Adesso vogliono essere risarcite e hanno avviato una battaglia legale. Dozzine di donne, in Gran Bretagna, hanno fatto causa all'azienda californiana che ha ideato 'Isolagen', un lifting non chirurgico lanciato nel Regno Unito quattro anni fa con una massiccia campagna pubblicitaria.

Fra le testimonial, diverse 'celebrities' non proprio giovanissime, ma con una pelle quasi perfetta, come una delle protagoniste del telefilm anni '80 Dynasty. Fra le cause già avviate e quelle che stanno per partire, le richieste di risarcimento sono un centinaio.

Circa 7mila donne si sono sottoposte al trattamento, che prevede iniezioni di collagene ricavato dalle proprie cellule, messe in coltura nei laboratori Isolagen per ottenere la preziosa sostanza anti-rughe. La pelle - è la promessa di questo metodo diverso dagli altri - tornerà fresca e giovane in tempi brevi. E le proprie cellule si possono conservare per più di 7 anni, per sottoporsi periodicamente al 'tagliandò anti-età. Queste, appunto, le promesse, disattese per dozzine di donne, che non hanno visto i risultati sperati.

Una 43enne è in causa da tre anni, dopo aver sborsato 2.500 sterline (3.600 eiro) per un trattamento «inefficace», denuncia lei. L'azienda le ha pagato mille sterline, ma la donna è in bolletta e va avanti. Molte altre hanno avviato una class action per danni. In cinquanta hanno intenzione di denunciare Isolagen e chiedono, ciascuna, 5 mila euro. L'azienda non ha più attività in Gran Bretagna e questo riduce le chance di essere risarcite per le donne che hanno pagato profumatamente un trattamento inefficace.

Anche in Usa il trattamento ha avuto vita breve: subito dopo il lancio in Gb, la Food and Drug Administration statunitense ha espresso seri dubbi sui risultati dei trial. Al di qua e al di la dell'Oceano, alcuni chirurghi plastici che hanno eseguito Isolagen, fanno 'mea culpà, ammettendo che i risultati sono inferiori a quelli pubblicizzati e che l'antiaging non funziona in un caso su cinque.

Fonte: Il Resto del Carlino

24 agosto, 2007

I rimedi per mantenere l'abbronzatura

Bellezza e benessere

Chi è già tornato dalle vacanze alla triste e cupa scrivania in attesa rassegnata della pioggia (da qualcuno è già arrivata pure) forse storcerà il naso, forse sarà sommerso dai ricordi salmastri delle vacanze al mare.
Chi si accinge a partire - come me - potrà trovare utile qualche consigliuccio post-esposizione per massimizzare gli effetti di un pallido sole settembrino e mantenere a lungo l’abbronzatura che, tornati in città, farà schiattare d’invidia chi è stato precipitoso nel prenotare le vacanze a Giugno.

Se siete state brave e giudiziose, vi siete esposte con criterio, con protezione solare adeguata e avete fatto regolari scrub per eliminare le cellule morte e fare spazio alla tintarella, avrete un’abbronzatura invidiabile e non rimane molto da fare se non fare in modo che duri.

Il comandamento beauty che prescrive “idratare!” mai è stato tanto valido come a fine estate. Bisogna evitare che la pelle diventi secca e che inizi a squamarsi peggio che a un serpente in fase di muta. Meglio se con un olio naturale come quello di mandorle o di cocco, evitando di sostare troppo a lungo sotto il getto della doccia nell’illusione di trovarsi ancora allo stabilimento balneare dove avete lasciato il cuore.

Idratare si può anche dall’interno e il tè verde è un ottimo antiossidante che aiuta a mantenere la pelle fresca ed elastica (bevetene in quantità industriale, se resistete al saporaccio che ha).
Attenzione agli ambienti condizionati, che seccano terribilmente la pelle e rischiano di vanificare gli sforzi.

Possiamo fare molto anche assumendo vitamina A ed E che, come sappiamo, sono amiche intime della pelle dorata. Continuate a mangiare carote e verdure in barba a chi vi dice che ricordate una delle caprette di Heidi. Si vedrà a Gennaio chi avrà il colorito più vicino al grigio!

No al lettino dall’estetista. Non sto qui a dirvi quanto possa essere nocivo, confido che lo sappiate, ma pensateci: non è meglio godere degli effetti benefici del sole – anche e soprattutto sull’umore – finché si può? Sì, mi obietterete che in centro a Milano è già tanto che si sappia dell’esistenza del sole da qualche parte lì fuori ma con un po’ di buona volontà si riesce a organizzare una gitarella fuori porta la domenica o la pausa pranzo al parco. Dopotutto è della vostra abbronzatura che parliamo, conquistata a suon di sacrifici e sudore, in senso letterale.

Fonte: Pinkblog.it

18 luglio, 2007

INDIA: SPOPOLANO LE ACCONCIATURE ANTI-MONSONE

Bellezza e benessere

La stagione dei monsoni rischia di mandare letteralmente per aria i capelli degli indiani. Piogge afose e umidita' rendono troppo crespe le acconciature degli abitanti che per correre ai ripari si sono fatti prendere dalla mania del trattamento anti-monsone. Nel Paese in cui le lunghe capigliature sono un simbolo di bellezza sia per le donne che per gli uomini, i saloni si stanno attrezzando per tenere a bada i capelli dei propri clienti. E lo fanno applicando con lenti massaggi particolari maschere che combattono ricci crespi, teste sudate e baffi a manubrio troppo ribelli. Il segreto sta tutto negli ingredienti: estratto di carota e menta piperita sono risultati imbattibili contro l'umidita'.

Fonte:La Repubblica

Abbronzatura...a lunga conservazione

Bellezza e benessere

Metà luglio, l'abbronzatura è nel pieno del suo splendore. Come conservarla a lungo? Le strategie furbe cominciano già da ora. Ecco il progamma "mantenimento abbronzatura" a lunga durata


L'imperativo numero uno è idratare: se la pelle è secca finisce per desquamarsi, dando origine a chiazze di colore. Se viene idratata a fondo invece, si mantiene elastica e compatta, e il colore dura di più. Cospargiti di crema idratante alla sera prima di andare a letto (anche senza farla assorbire completamente) e al mattino.

E' vero che idratare è fondamentale, ma non tutte le creme vanno bene: se hai terminato il doposole e vuoi tornare al tuo prodotto abituale, controlla gli ingredienti. La crema non deve contenere né il retinolo, né gli AHA, né l'acido glicolico. Sono sostanze che, esfoliando la pelle, cancellano in un colpo solo l'abbronzatura. Usale solo se, stanca della tintarella, vuoi ritornare al tuo colore naturale. Ciò è valido soprattutto per il viso, il primo a subire l'effetto pallore cittadino, proprio perchè soggetto a maggiori cure e trattamenti.

Sotto la doccia non utilizzare detergenti troppo aggressivi che, lavaggio dopo lavaggio, seccano la pelle e sbiadiscono il colore. Meglio utilizzare detergenti "ultradolci" specifici per le pelli abbronzate, che detergono nel pieno rispetto della pelle e non lavano via l'abbronzatura. O ancora gli olo emollienti.

Se non vuoi rinunciare al bagno: immergiti nell'acqua intorno ai 35 gradi dopo aver versato nella vasca una tazzina di olio di cocco. Resta a mollo solo per una decina di minuti, quindi esci e tampona bene la pelle senza strofinare. Anche questo piccolo trucco aiuta a mantenere l'abbronzatura rendendo la pelle luminosa.

Evita le cerette. Sia la cera a caldo che quella a freddo sollevano una parte dello strato più esterno dell'epidermide. E mentre tirano via i peli, tolgono la tintarella. Per evitarlo, usate un epilatore elettrico: il piccolo apparecchio sfiora la pelle e cattura solo la peluria.

Fonte:Agora News

16 luglio, 2007

Sana 2007: Arriva il test fai-da-te per la naturalità dei cosmetici

Bellezza e benessere

L’ultima novità nel mondo dei prodotti naturali si chiama Bio-check ed è un test ecologico fai-da-te. Inizialmente riguarderà i soli cosmetici e consentirà di valutare in pochi istanti a casa propria il grado di naturalità di qualsiasi prodotto di bellezza, per l’igiene personale e la cura del corpo, ma in futuro potrebbe essere esteso anche ad altri settori. Sarà infatti sufficiente inserire in un apposito programma informatico gli ingredienti base, indicati obbligatoriamente sulla confezione, e premere un tasto per sapere quali e quanti di questi siano rispettosi dell’ambiente, dei consumatori, e privi di Ogm e sostanze chimiche di sintesi. Bio-check, realizzato da Icea, il principale organismo italiano per la certificazione del biologico, e da settembre scaricabile gratuitamente dal sito www.icea.info, sarà presentato in occasione della prossima edizione di Sana, il salone internazionale del naturale, in programma a Bologna dal 13 al 16 settembre.

Il modo in cui funziona Bio-check è semplice e rigoroso al tempo stesso. Il programma riconosce ognuna delle quasi 9000 sostanze, in costante aggiornamento, registrate nell’inventario europeo degli ingredienti utilizzabili dall’industria cosmetica (Inci). Per facilitare l’inserimento ed evitare errori di trascrizione è il programma stesso a suggerire i nomi degli ingredienti corrispondenti alle prime lettere digitate. Quando si dà il via al processo di valutazione, Bio-check valuta gli ingredienti inseriti, e li divide in “buoni” e “cattivi”. I “buoni”, visualizzati in verde, sono quelli eco e dermocompatibili, che non contengono Ogm né sostanze chimiche di sintesi, non sono tossici, né producono effetti indesiderati sul corpo umano. Fanno cioè parte delle circa 3.500 sostanze ammesse dai criteri della certificazione Bio-ecocosmetica, definiti da Aiab, l’associazione italiana agricoltura biologica, insieme a produttori, centri universitari e consumatori. Tutti gli altri, evidenziati in rosso, sono i “cattivi”, che pur essendo a norma di legge, le aziende più sensibili al volere del consumatore scelgono di non adottare (petrolio, petrolati, parabeni eccetera).

“Bio-check – spiega Alessandro Spadoni, responsabile Bio-ecocosmesi di Icea – è uno strumento in più nelle mani dei consumatori. Pur non sostituendo la certificazione di un organismo indipendente di controllo come Icea, che sola può garantire con ispezioni a sorpresa ed esami di laboratorio che quanto riferito da etichette e confezioni corrisponda al vero, Bio-check è una bussola che può aiutare i consumatori ad orientarsi tra i vari prodotti. E’ interesse di Icea infatti che crescano l’attenzione e la sensibilità dei consumatori per la salute loro e dei propri figli, la naturalità e il rispetto per l’ambiente”.

Icea al Sana: una realtà di 400 addetti e 11mila aziende certificate
Il funzionamento di Bio-check sarà illustrato in fiera presso l’area di Icea. L’ente di certificazione sarà infatti presente in forze, quest’anno, al Sana, con una superficie di oltre 350 metri quadrati, divisi tra il padiglione 26 dedicato a salute e benessere (160 mq), il padiglione 22 ai prodotti alimentari, con un’area espositiva (128 mq) e uno spazio forum (64 mq). Icea rappresenta una realtà che conta circa 400 addetti tra tecnici controllori, impiegati nazionali, regionali e delle sedi estere; nei suoi stand ospiterà anche soci, partner, aziende e panieri dei prodotti delle 11mila aziende certificate, che potranno essere assaggiati nell’area degustazione.

Il punto sui negozi certificati bio tra le iniziative dell’area forum
Ogni giorno si terranno iniziative e incontri presso l’area forum. Il pomeriggio del giorno d’apertura si parlerà, ad esempio, di come armonizzare a livello europeo i criteri per la certificazione dei cosmetici naturali, che attualmente spazia dal rigore dei tedeschi alla maggiore tolleranza dei francesi, passando attraverso la posizione intermedia di italiani, belgi e britannici. Nei giorni successivi si alterneranno rassegne e lezioni di degustazione di mieli e vini bio, corsi per tecnici controllori, conferenze sulla cucina crudista e sul Biologico di Fattoria, una riunione del tavolo di coordinamento tra mondo bio e del commercio equo e solidale, un incontro dei biologi nutrizionisti, ecc. A concludere, il 16 pomeriggio, una conferenza per fare il punto sulla certificazione dei negozi biologici - Icea ne certifica circa 200 - obbligatoria dal 2005 per chi vende prodotti non confezionati. Nel caso della vendita di prodotti sfusi si tratta ovviamente di una garanzia indispensabile per i consumatori, perché oltre a controllare i certificati bio dei fornitori, mette anche a confronto i quantitativi delle merci in entrata e in uscita dei negozi e verifica con analisi di laboratorio a campione che i prodotti in vendita siano effettivamente biologici.

Fonte:NEWSFOOD.

13 luglio, 2007

Cosmetici fai da te: acqua di rose

Bellezza e benessere

Ah, l’estate. Sole, mare ma anche pelle arrossata, se godete troppo dei benefici dell'astro incandescente senza adeguate protezioni. Non vi sto augurando nulla del genere, sia chiaro, sebbene io sia chiusa in una stanza dietro una scrivania mentre voi ve ne state beatamente in spiaggia. Mi limito, per ora, a invidiarvi (e non poco, lo ammetto). E vi consiglio un paio di ricettine semplici ma efficaci per ovviare agli inconvenienti dell’indigestione da sole.

Le proprietà dell’acqua di rose sono ben note da decenni e in commercio se ne trovano di ogni genere e formato. Ma è così semplice prepararla in casa che non vorrete più fidarvi delle confezioni che nascondono, come spesso accade, insidie e componenti allergenici. Ad esempio sapevate che spesso questo prodotto contiene un conservante, il Kathon C, che è noto per procurare reazioni allergiche e dermatiti in soggetti predisposti (e spesso inconsapevoli)? Ecco, ora lo sapete e tra poco saprete anche come evitare simili sgradite sorprese.

Pronte? Ecco cosa ci serve:

- 1 dl. di acqua distillata

- petali di rose rosse freschi. Servono circa 10 rose. Chiedete loro scusa e coglietele senza indugio. Sono belle, ma anche buone per la nostra ricetta. Suvvia, non siate così sensibili.

- una o più boccette di vetro per conservare il prodotto finito

- olio essenziale purissimo alla rosa, se volete accentuare la fragranza. Si trova in erboristeria, va specificato che è per uso cosmetico e non per il diffusore.

Procediamo:
dai petali va eliminata delicatamente, usando solo le mani, l’eventuale parte bianca dell’attaccatura. Poi vanno riuniti, avendo cura di non schiacciarli o pressarli troppo, in una sacchetto di garza di cotone (va bene pure il colino del tè, se lo avete) e immersi in una pentola nella quale faremo bollire l’acqua distillata. Quando l’acqua arriva a ebollizione spegniamo il fuoco e lasciamo in infusione per circa un quarto d’ora. Nel frattempo godete del profumino leggiadro che si è diffuso in cucina. Non lasciatevi andare a sogni troppo lunghi, o i petali marciranno.
Ecco, ora è il momento di aggiungere qualche goccia di olio essenziale alla rosa. Poi con un imbuto verseremo l’acqua di rose nella bottiglietta di vetro. È pronta da usare per tonificare, lenire e rinfrescare il viso stressato dal sole e dal caldo. Soprattutto se conservata in frigo, l’effetto godurioso sarà più deciso.
Va consumata entro tre mesi.

Una variante astringente della ricetta appena vista si può preparare usando aceto bianco al posto dell’acqua distillata e petali di rose bianche. Il procedimento richiede una lenta macerazione al buio per due settimane. Poi basterà filtrare con una garza di cotone e conservare in frigo. Miracoloso sulle pelli grasse.

Qualcuno propone un’ulteriore variante aggiungendo un ingrediente, l’alcol, che si può benissimo evitare. Ma se vorrete cimentarvi anche in questa, ecco la ricetta.

Fonte:Pinkblog.it

Silicone nei cosmetici: se lo conosci lo eviti./1 - Le creme.

Bellezza e benessere

Il famoso "silicone sigillante", quello della ragazza che fa la doccia nell'acquario non è diverso dal silicone che ha ultimamente invaso creme, sieri, shampoo, balsami di ogni sorta. Un ingrediente da evitare, e vediamo perché. Anzi, no: cominciamo dai suoi vantaggi!

- E' assolutamente inerte (o almeno così sostengono...). Non rilascia sostanze chimiche dannose.
- Rende le creme morbide e piacevoli al tatto.
- Rende la pelle liscissima, soffice, insomma ci fa credere che la crema "faccia effetto".

Da quando è stato scoperto l'uso dei siliconi in cosmetica, c'è stata una vera e propria invasione. Tutte le ultime creme, e specialmente certi "sieri" costosi e che promettono miracoli sono a base di silicone. Si vendono come il pane, proprio perché sembra che "facciano effetto".

Ma non è così. Ad essere liscia, morbida e tirata non è la pelle, ma... la pellicola di silicone stesa sopra. Un film plastico che riveste tutta l'epidermide dov'è stato spalmato. A lungo andare (ma non troppo lungo: diciamo qualche settimana) la pelle diventa secca, asfittica, squamosa e piena di punti neri. Insomma, reagisce al fatto di essere giorno e notte rivestita di domopak!

I produttori, naturalmente, non pubblicizzano il loro segreto. Anzi, decantano i principi attivi contenuti nella crema: vitamine, q10, ceramidi, olii pregiati o qualsiasi altra cosa. La verità è che gli attivi sono presenti in percentuali infime disciolte in una base completamente sintetica, che ne annulla ogni effetto o li degrada.

Come scoprire i siliconi nell'INCI? Semplice: se leggete dimethicone o cyclomethicone o altri ingredienti che finiscono in "one" nei primi cinque o sei posti, la crema è siliconica.

Nei prossimi giorni parleremo di silicone nei prodotti per capelli, e dei casi in cui il silicone è meno... dannoso.

Fonte:Mondo Donna

09 luglio, 2007

Tartufi e caviale per i capelli di Catherine

Bellezza e benessere

LONDRA (9 luglio) - Era molto più economica la cura di Poppea, seconda moglie di Nerone, che per mantenersi bella era solita fare il bagno nel latte d'asina. Catherine Zeta-Jones (38 anni) attrice gallese moglie di Michael Douglas, usa niente meno che una spruzzatina di tartufo e una ricca dose di caviale Beluga al costo di 300 euro per trattamento, soltanto per far restare belli i capelli. Il luogo d'origine del tartufo non è noto, mentre il caviale arriva dal mar Caspio dove vivono storioni che raggiungono i cento chilogrammi dal quale si ricavano le preziose uova definite caviale. Il più pregiato è il Beluga (1264 euro per 200 grammi su Internet), quello usato dalla bellissima Catherine.

Secondo quanto riferisce oggi il Daily Mail, la moglie di Michael Douglas si sottopone regolarmente alla terapia della durata di due ore presso un esclusivo salone di bellezza di South Kensington, a Londra.

Il trattamento ha inizio con un lavaggio con uno shampoo a base di tartufo. Le uova di storione, arrivate fresche dall'Iran cinque giorni prima della seduta, vengono dapprima liquefatte e trattate per eliminare ogni odore e poi applicate con un impacco ai capelli. L'efficacia della costosa terapia è stata scientificamente provata: ricco di acidi grassi omega 3, il caviale stimola infatti la produzione di collagene e cheratina, due proteine alla base di un capello sano.

«Catherine ha scoperto il trattamento al caviale la scorsa estate ed è rimasta stupefatta dalla differenza che ha avuto suoi suoi capelli. Ha un colore di capelli già naturalmente ricco e vivace e la natura cremosa, quasi oleosa del caviale non fa che accentuare queste sue qualità. Le uova sono piene degli acidi grassi necessari per la formazione delle proteine strutturali. Sono queste le proteine in grado di riparare i capelli secchi e rovinati e di combattere le doppie punte», ha detto una fonte al tabloid.

Fonte:Il Messaggero

07 luglio, 2007

Estate: Incubo Cellulite? L’esperto “Alimentazione moto”

Bellezza e benessere

Cellulite incubo estivo delle donne? Si, ma si può rimediare.

A dirlo sono gli esperti che consigliano movimento e alimentazione corretta per combattere la tanto insopportabile ‘pelle a buccia d’arancia’. L’estate è la stagione dell’anno che tutti aspettano per una vacanza e per godere del relax dopo un anno di stress cittadino e da lavoro. Ma esiste una fetta di persone a cui l’estate provoca invece stress e ‘complessi’. Sono le donne affette da cellulite. ‘La cellulite — dice Giulio Basoccu, chirurgo estetico, docente presso l’Universita’ la Sapienza di Roma -, condiziona la scelta delle vacanze. Rappresenta una sorta di handicap psicologico per le donne, molte delle quali dicono di no al mare per non essere costrette a mettersi in costume e a mostrare il proprio corpo.

La cellulite è un inestetismo che ormai ha oltre il 50% delle donne — continua Basoccu -. Seppur molto diffuso viene vissuto come un qualcosa da nascondere da molte ragazze e donne adulte che rinunciano al mare d’estate, anche condizionando tutta la famiglia, pur di non mettersi in costume e far vedere inevitabilmente la pelle a buccia d’arancia e gli accumuli di grasso provocati dalla cellulite; e questo anche per il ben noto processo di confronto con le bellezze proposte dai media, sempre levigate e perfette. Da uno studio su 500 pazienti donne tra i 20 e i 50 anni che si sono rivolte al nostro studio per sottoporsi all’intervento di liposuzione a fianchi, addome e glutei proprio per eliminare la cellulite — spiega Basoccu — è emerso che oltre il 60% evita la spiaggia proprio a causa dell’inestetismo fisico.

Fonte:KataWeb News

26 giugno, 2007

Come curare la pelle sensibile

Da secca può diventare intollerante: la pelle va trattata con formule minimaliste, acque purissime, meglio se termali, e vitamina C

Alla base di una pelle sensibile c'è sempre una sofferenza epidermica che si esplicita in varie manifestazioni: dalla presenta non grave di rossori e couperose a quella di dermatiti atopiche e da contatto. Il più delle volte è proprio una situazione di secchezza cronica che può determinare o sfociare in un'ipersensibilità acuta.
Occhio, dunque: se l'epidermide da molto secca comincia a lanciare segnali come pruriti diffusi, desquamazione e la sensazione che, anche dopo la crema, "tiri", c'è qualcosa (se non tutto) da rivedere nel menu cosmetico, ma anche nell'alimentazione e nelle più banali abitudini quotidiane.

Quando la cute si trova in stato di alta intollerabilità il film idrolipidico viene progressivamente distrutto. Gli effetti riguardano: l'accresciuta perdita d'acqua, l'eccessiva permeabilità delle pelle e quindi tasso di penetrazione maggiore delle sostanze irritanti. Diventando più sottile lo strato corneo, poi, si inceppa anche il sistema di riparazione, con un inevitabile inaridimento della cute e un aumento della vasodilatazione, causa a sua volta di infiammazioni, edemi e arrossamenti.
A peggiorare le condizioni di una pelle sensibile non sono solo smog e stress, ma anche sbalzi climatici e sole in dosi massicce. Bisogna ricordare tuttavia che allergie e intolleranze sono spesso la conseguenza di un uso/abuso di cosmetici non adatti al tipo di pelle. Persino la sovrapposizione di più prodotti nell'arco della giornata può scatenare reazioni inaspettate e incontrollabili.

Dato l'aumento delle allergie e sensibilizzazioni cutanee è sempre più importante scegliere prodotti il più possibile puri. Quindi non solo realizzati con ingredienti super selezionati, ma anche "lavorati" seguendo precisi protocolli. In una parola formule minimaliste: composte al massimo da 15 ingredienti e con una spiccata predilezione per l'acqua termale che, mentre lenisce, restituisce alla cute il giusto grado di acidità.

Ottima scelta quella di orientarsi verso specialità cosmetiche "pulite", cioè senza profumo, senza conservanti, senza alcool e senza tensioattivi, ovvero agenti lavanti. La formula doc sarebbe questa, anche se il cosmetico anallergico non esiste. Tutto può in teoria irritare o innescare strane reazioni a livello epidermico, così non sono da escludere tutte le sostanze attive di origine naturale.

Prodotti di tale scelta "sensibilizzante" sono creme dermocompatibili, nella cui composizione mancano cioè oli minerali (paraffina, vaselina), derivati dalla lavorazione del petrolio. Queste sostanze, infatti, si rivelano occlusive per certi tipi di pelle. Lo stesso vale per il propilenoglicole, il solvente che solitamente si utilizza per la preparazione degli estratti vegetali. E ancor di più per i siliconi. Nelle creme dalla formulazione affine al derma si trovano solo oli vegetali.

Al di là del menu cosmetico a prova di sensibilizzazione è fondamentale dare un supporto alla pelle anche dall'interno con un'assunzione quotidiana di vitamina C, bioflavonoidi, oligoelementi, nutrienti tutti in grado di favorire un effetto calmante disarrossante e, nello stesso tempo, capaci di ripristinare i giusti ritmi della microcircolazione cutanea.

Fonte: Agora News

25 giugno, 2007

Madonna, le rughe ed una crema miracolosa...

Mentre Sharon Stone dichiara che avere le rughe è una gran fortuna (significa che si è ancora in vita), Madonna, di recente criticata per il suo aspetto invecchiato e smunto, è corsa ai ripari...

La pop-star ha iniziato ad usare un prodotto israeliano contro l'invecchiamento della pelle. La cantante, 48 anni, è rimasta contentissima quando la sua guida Kabbalah, Karen Berg, le ha fatto scoprire questa crema portentosa che contrasta le rughe, donando un aspetto giovane ed una pelle levigata. "La texture è composta da sali minerali naturali provenienti dal Mar Morto - ha spiegato una fonte - ed ha un potere straordinario, quello di far ringiovanire chi la usa.
Madonna ha afferrato l'occasione al volo ed ha iniziato ad usare la linea Laline sul viso, e su tutto il corpo, mattina e sera.
Potrebbe permettersi di comprare il top di quello che offre il mercato per quanto riguarda la cosmesi, ma, questi ingredienti israeliani sembrano averla particolarmente colpita per la loro efficacia".

La notizia giunge in un momento critico per Louise Veronica Ciccone: i media, ultimamente, non fanno che sottolineare quanto il suo aspetto fisico sia in decadimento e, secondo alcuni medici, l'inevitabile processo di invecchiamento, associato alle estenuanti sedute in palestra per mantenersi in forma, sta avendo un cattivo effetto sul viso della regina del pop.

Fonte: Magazine Libero.it

23 giugno, 2007

Come conservare l’abbronzatura?

Come conservare l’abbronzatura? Ecco cinque suggerimenti per non sbiadire… troppo velocemente

Velocemente…sbiadire: due semplici parole che riassumono il timore di tutti coloro che dopo un’estate trascorsa con abnegazione sotto l’ombrellone desiderano mantenere intatta per lungo tempo l’abbronzatura così duramente conquistata.
Il dermatologo in questi casi consigli di giocare d’anticipo, proteggendo la pelle nel modo giusto già in fase di abbronzatura, dedicando cure extra alla cute al termine delle vacanze.

1. Preparare la pelle
Prima di partire è consigliabile fare uno scrub della pelle per rendere l’abbronzatura più duratura. Questo stratagemma consente di eliminare in anticipo le cellule morte rendendo l’epidermide più ricettiva ai raggi solari e, allo stesso tempo, più vulnerabile, il che richiede una protezione maggiore.

2. Idratare
La pelle arrossata e disidratata dal sale necessita cure particolari.
Eventuali arrossamenti possono essere tamponati applicando creme lenitive a base di ossido di zinco e magnesio silicato, dall’azione antinfiammatoria e si raccomanda di utilizzare ogni sera dopo la doccia una buona crema doposole in grado di ammorbidire la pelle.

3. Il rientro
Il rischio maggiore per l’abbronzatura è dato dalla disidratazione della pelle e dalla successiva desquamazione, per questo è necessario mantenere le buone abitudini acquisite durante l’estate: idratare spesso la pelle e preferire la doccia al bagno in quanto il prolungato contatto con l’acqua tende a desquamare la pelle.
Analogamente è preferibile optare per detergenti delicati e non schiumogeni, magari arricchiti con oli emollienti applicando in seguito il classico doposole o una buona crema idratante massaggiando l’epidermide.
Se il viso o il corpo iniziano a chiazzarsi, è consigliabile eseguire uno scrub dolce sotto la doccia, per eliminare le cellule morte e far riacquistare luminosità alla pelle.

4. In alta quota
La radiazione solare aumenta del 6% ogni chilometro di altezza, e spesso la ventilazione e l’escursione termica del clima montano tendono a confondere la percezione di calore sulla pelle, con il rischio di andare incontro a impreviste e pericolose scottature.

5. I capelli
Sudorazione, acqua salata, la salsedine, vento e sabbia, sfibrano i capelli, rendendoli opachi, deboli e stopposi, per peggiorare ulteriormente nel caso dei capelli tinti.
Alcune strategie per arginare il problema: indossate un cappellino chiaro o di paglia, tale da non riflettere le radiazioni e consentire la traspirazione, è il rimedio più indicato per proteggere il cuoio capelluto, zona epidermica meno ricca di melanina.
Si consiglia di lavare più spesso i capelli per eliminare sale, sabbia e il sudore, utilizzando un balsamo nutriente e lenitivo per combattere la disidratazione delle punte. Si può applicare oltre che dopo, anche prima dello shampoo. Per favorire l’assimilazione delle sostanze nutrienti in esso contenute, quest’ultimo dovrebbe essere applicato con un massaggio di pochi minuti, procedendo con leggeri movimenti circolari dei polpastrelli, dalla nuca e poi dalle tempie, per risalire poi verso la sommità del capo. Esistono dei tonici naturali, come l’aceto di mele o il succo di limone diluiti nell’acqua, che ripristinano l’equilibrio acido del cuoio capelluto e donano luminosità e brillantezza alla capigliatura.
Asciugate i capelli avendo cura di mantenere il phon ad almeno 30 cm dal cuoio capelluto onde evitare che il calore intacchi le proteine dei capelli, in particolar modo la cheratina. Se i capelli sono lunghi (in assoluto più delicati, specie se anche ricci) è bene raccoglierli sulla testa in modo da ridurre l’esposizione diretta del sole. Una scarsa umidità ambientale (umidità relativa inferiore al 55%) è nociva per i capelli. La permanenza per esempio in locali dotati di impianto di aria condizionata, in estate, può costituire un fattore che, sommandosi all’effetto dell’esposizione al sole, concorre a indebolirli.

Fonte: Sport Ravenna

Botulino: dopo le rughe, guerra al sudore

Botulino protagonista anche d’estate, e stavolta non come anti-rughe. Con il caldo sono infatti sempre più numerosi gli italiani che sudano troppo e che chiedono al chirurgo plastico iniezioni di botulino per risolvere i problemi di eccessiva sudorazione. L’iperidrosi - questo il nome scientifico - oltre al fastidio in sé, complica non poco la vita sociale e lavorativa di chi ne soffre: secondo le stime circa 1 milione 800 mila italiani (il 3% della popolazione). Il botox, più conosciuto per il suo effetto spiana-rughe, è infatti efficace anche per bloccare il sudore.

Fronte, mani, ascelle e piedi le parti più colpite
In realtà, la correzione dei tic del viso e la terapia dell’iperidrosi sono state le prime indicazioni del botulino, che solo in seguito ha avuto la sua applicazione di successo contro le rughe. L’eccessiva traspirazione colpisce soprattutto fronte, mani, ascelle e piedi. Questo problema «può essere causato - spiega Ezio Maria Nicodemi, docente della Scuola specializzazione di chirurgia plastica dell’Università Tor Vergata di Roma - da un fattore anatomico, cioè un numero maggiore di ghiandole sudorifere, ormonale o neurovegetativo, causato da una disfunzione del sistema nervoso autonomo e quindi delle fibre nervose che attivano la sudorazione. Ciò provoca gravi problemi di relazione, al lavoro o nella vita sociale, oltre che nel rapporto di coppia».

Un trattamento richiesto soprattutto dagli uomini
E così, stringere una mano, indossare una camicia o un abito o semplicemente scrivere diventa un problema. Con il caldo estivo, poi, la situazione peggiora notevolmente. Sono «soprattutto gli uomini, i più preoccupati del sudore, a rivolgersi al chirurgo plastico per l’iniezione di botox. In particolare - riferisce Nicodemi - persone fra i 35 e i 45 anni che nel lavoro devono avere contatti con il pubblico, dai manager ai personaggi televisivi, ma anche bancari, medici o avvocati».

Microiniezioni, ma attenzione che sia «botox legale»
«La terapia con il botulino - spiega l’esperto - prevede micro-iniezioni nella zona più colpita da iperidrosi. Sul viso si procede allo stesso modo delle iniezioni anti-rughe. Il palmo delle mani o il cavo ascellare vengono suddivisi in piccole zone, come fosse una ragnatela, e si inietta la tossina botulinica, secondo precisi protocolli internazionali. Questa va a bloccare l’acetilcolina, il neurotrasmettitore delle fibre che attivano la sudorazione. La durata dell’effetto anti-sudore - ricorda - oscilla dai tre ai sei mesi, con costi che si aggirano intorno ai 500 euro. Ovviamente - raccomanda Nicodemi - è necessario assicurarsi che il botulino usato sia quello legale. In Italia esiste solo un marchio autorizzato, ma cominciano a circolare anche prodotti pirata, cioè importati clandestinamente, perciò non sicuri», conclude.

Fonte: La Stampa

In estate, non rimetterci la pelle

Un pelle sana e curata anche d’estate. Creme con filtro anti Uv, prodotti detergenti dolci, i consigli della nonna e lontane dai condizionatori

In estate si suda, la pelle si stressa, fuoriescono antipatici brufoletti. Ma il vero danno è causato dal sole. In spiaggia vanno sempre usate creme con filtro anti Uv di tipo A e B e alto fattore di protezione (almeno 20). Non bisogna pensare che mettere la crema significa potersi addormentare come una lucertola al sole, soprattutto nelle ore più calde. Chi non può andare al mare e preferisce farsi una lampada nel solarium sotto casa, non deve esagerare con i minuti di esposizione. Questo trattamento estetico dovrebbe poi essere evitato dalle persone di carnagione chiara che si scottano con facilità al sole.

Se hai paura di lavarti perché non vuoi intaccare la tua fantastica abbronzatura, dovresti piuttosto preoccuparti dei detergenti aggressivi e troppo profumati che hai appena comprato al supermercato! Se sei ancora in tempo, scegli un prodotto oleoso, che fa poca schiuma e che sotto l'acqua si trasforma in una dolce carezza che non secca la pelle. Le nonne consigliavano di massaggiarsi con un paio di cucchiai d'olio. Se l'idea di fa sentire una sardina, puoi rimediare diluendo il tuo bagnoschiuma nell'acqua (ne basta un cucchiaio per una tazza da tè). Quando ti asciughi non sfregare, ma tampona la pelle con un panno morbido, meglio in cotone o in lino. Non pensare che il bagno abbia un effetto più idratante rispetto alla doccia! Anzi, favorisce la desquamazione (e toglie l'abbronzatura). Se hai bisogno di riempire la vasca per un momento di relax, e non vuoi perdere gli effetti della tua sudata vacanza in barca a vela, puoi immergere 3 o 4 bustine di tè e restare in immersione per non più di 10 minuti: un metodo cult per salvare il colore! Dopo puoi ungerti con dell'olio di mandorla: il colore dura di più ed è più bello su una pelle ben idratata (e poi l'olio di mandorle aiuta a prevenire le smagliature…). Attenzione all'aria condizionata del tuo ufficio: secca la pelle!

Fonte: Agora News

28 maggio, 2007

Anticellulite promossi sul campo

Con le nuove nanotecnologie si «colpisce» meglio il bersaglio Sia chiaro: non fanno miracoli. Ma possono contribuire a rassodare cosce e glutei, a dare alla pelle un aspetto più liscio e addirittura a ridurre di un paio di centimetri il giro coscia. A formulare questo giudizio sulle creme anticellulite è la rivista francese «60 millions» dell'Istituto Nazionale del Consumo, che per il terzo anno consecutivo ha testato dieci tra i prodotti più utilizzati e che nel passato ne ha sempre denunciato la scarsa efficacia. Ora, invece, ben sette delle creme sottoposte alla prova, non necessariamente le più costose, hanno superato la prova sul campo. Ciascun prodotto è stato testato su 22 donne, che lo hanno usato per un mese spalmandolo solo su una gamba, con massaggi dal ginocchio verso la coscia. Sull'altra gamba, le partecipanti hanno invece applicato una normale crema idratante. Altre 22 donne hanno costituito il gruppo di controllo: a loro insaputa hanno spalmato su entrambe le cosce una semplice crema idratante. Ebbene, andando a misurare il giro coscia alla fine del mese di prova, sette creme hanno dimostrato un'efficacia da buona a ottima.

«In effetti, le creme anticellulite possono dare buoni risultati, ma non bisogna illudersi: per mantenere i benefici ed evitare peggioramenti bisogna attuare una strategia multipla, a partire dallo stile di vita. Quindi, alimentazione equilibrata e attività fisica» commenta Sergio Melis, docente di ingredienti cosmetici alla Facoltà di farmacia dell'Università di Milano. «I preparati agiscono su diversi fronti, con lo scopo di ridurre i cuscinetti di grasso localizzati, di migliorare la microcircolazione, di contrastare la ritenzione idrica e di modificare la consistenza sul tessuto connettivo sottocutaneo contenente sostanze che danno tonicità alla pelle — spiega l'esperto —. Queste azioni vengono svolte dai diversi composti utilizzati nelle formulazioni. Le metilxantine, come la caffeina o la teobromina, hanno un'azione lipolitica, favorendo la fuoriuscita di grasso dalle cellule adipose. Altre sostanze antigrasso sono estratte dalle alghe rosse: lo iodio in esse contenuto dovrebbe servire a stimolare il metabolismo locale, anche se questo effetto è un po' controverso. Poi c'è la categoria delle sostanze, principalmente saponine e flavonoidi contenute in molte piante, come la Centella asiatica, l'Edera, il Pungitopo (ruscus), l'Ippocastano (escina) e la Vite rossa, utilizzate per riattivare la microcircolazione, migliorare l'elasticità dei vasi sanguigni e come vasoprotettori. Un altro ingrediente è la carnitina coinvolta nei processi cellulari che portano a bruciare i grassi per produrre energia. Infine, è recente l'impiego di alcuni polipeptidi, composti che rinforzano microcircolazione e tessuto connettivo».

Ma il segreto delle più moderne creme snellenti non è solo negli ingredienti - alcuni più nuovi, altri meno; alcuni di estrazione naturale, altri prodotti artificialmente – ma soprattutto nel modo con il quale queste sostanze attive sono miscelate e mandate a destinazione, come puntualizza Melis: «Oggi si conoscono meglio i processi fisiologici e i meccanismi biochimici alla base della cellulite e questo ha permesso di mettere a punto tecnologie cosmetiche che rendono più disponibili le sostanze attive dove c'è bisogno». « A questo proposito, — aggiunge Fabio Ayala, direttore della Clinica dermatologica dell'Università di Napoli Federico II — con le bionanotecnologie si ottengono coefficienti di penetrazione nella cute e in alcune sue cellule prima inimmaginabili. Cristalli liquidi, dispersioni di nanoparticelle, liposomi sono solo alcuni dei mezzi attuali. Con queste tecniche avvengono dei fenomeni di microincapsulazione spontanea di differenti principi attivi in strutture ultramicroscopiche che hanno la capacità di attraversare le membrane cellulari senza incontrare ostacoli particolari, potendo agire così anche in profondità».

Non bisogna dimenticare, comunque, che le creme anticellulite restano pur sempre dei cosmetici e come tali non possono fare altro che modificare l'aspetto della cute e mantenerla in buono stato. «Il cosmetico non ha una finalità terapeutica, anche se questo non esclude che si usino sostanze farmacologicamente attive se ne è stata verificata la sicurezza — chiarisce l'esperto —. Un discorso a parte meritano gli anticellulite contenenti l'ormone tiroxina, sostanza che induce a bruciare il grasso più velocemente. Il suo utilizzo è vietato nei cosmetici. Pertanto, i prodotti che la contengono sono registrati come farmaci e come tali andrebbero prescritti dal medico».

Fonte: Veneto Nanotech

Anticellulite promossi sul campo

Con le nuove nanotecnologie si «colpisce» meglio il bersaglio Sia chiaro: non fanno miracoli. Ma possono contribuire a rassodare cosce e glutei, a dare alla pelle un aspetto più liscio e addirittura a ridurre di un paio di centimetri il giro coscia. A formulare questo giudizio sulle creme anticellulite è la rivista francese «60 millions» dell'Istituto Nazionale del Consumo, che per il terzo anno consecutivo ha testato dieci tra i prodotti più utilizzati e che nel passato ne ha sempre denunciato la scarsa efficacia. Ora, invece, ben sette delle creme sottoposte alla prova, non necessariamente le più costose, hanno superato la prova sul campo. Ciascun prodotto è stato testato su 22 donne, che lo hanno usato per un mese spalmandolo solo su una gamba, con massaggi dal ginocchio verso la coscia. Sull'altra gamba, le partecipanti hanno invece applicato una normale crema idratante. Altre 22 donne hanno costituito il gruppo di controllo: a loro insaputa hanno spalmato su entrambe le cosce una semplice crema idratante. Ebbene, andando a misurare il giro coscia alla fine del mese di prova, sette creme hanno dimostrato un'efficacia da buona a ottima.

«In effetti, le creme anticellulite possono dare buoni risultati, ma non bisogna illudersi: per mantenere i benefici ed evitare peggioramenti bisogna attuare una strategia multipla, a partire dallo stile di vita. Quindi, alimentazione equilibrata e attività fisica» commenta Sergio Melis, docente di ingredienti cosmetici alla Facoltà di farmacia dell'Università di Milano. «I preparati agiscono su diversi fronti, con lo scopo di ridurre i cuscinetti di grasso localizzati, di migliorare la microcircolazione, di contrastare la ritenzione idrica e di modificare la consistenza sul tessuto connettivo sottocutaneo contenente sostanze che danno tonicità alla pelle — spiega l'esperto —. Queste azioni vengono svolte dai diversi composti utilizzati nelle formulazioni. Le metilxantine, come la caffeina o la teobromina, hanno un'azione lipolitica, favorendo la fuoriuscita di grasso dalle cellule adipose. Altre sostanze antigrasso sono estratte dalle alghe rosse: lo iodio in esse contenuto dovrebbe servire a stimolare il metabolismo locale, anche se questo effetto è un po' controverso. Poi c'è la categoria delle sostanze, principalmente saponine e flavonoidi contenute in molte piante, come la Centella asiatica, l'Edera, il Pungitopo (ruscus), l'Ippocastano (escina) e la Vite rossa, utilizzate per riattivare la microcircolazione, migliorare l'elasticità dei vasi sanguigni e come vasoprotettori. Un altro ingrediente è la carnitina coinvolta nei processi cellulari che portano a bruciare i grassi per produrre energia. Infine, è recente l'impiego di alcuni polipeptidi, composti che rinforzano microcircolazione e tessuto connettivo».

Ma il segreto delle più moderne creme snellenti non è solo negli ingredienti - alcuni più nuovi, altri meno; alcuni di estrazione naturale, altri prodotti artificialmente – ma soprattutto nel modo con il quale queste sostanze attive sono miscelate e mandate a destinazione, come puntualizza Melis: «Oggi si conoscono meglio i processi fisiologici e i meccanismi biochimici alla base della cellulite e questo ha permesso di mettere a punto tecnologie cosmetiche che rendono più disponibili le sostanze attive dove c'è bisogno». « A questo proposito, — aggiunge Fabio Ayala, direttore della Clinica dermatologica dell'Università di Napoli Federico II — con le bionanotecnologie si ottengono coefficienti di penetrazione nella cute e in alcune sue cellule prima inimmaginabili. Cristalli liquidi, dispersioni di nanoparticelle, liposomi sono solo alcuni dei mezzi attuali. Con queste tecniche avvengono dei fenomeni di microincapsulazione spontanea di differenti principi attivi in strutture ultramicroscopiche che hanno la capacità di attraversare le membrane cellulari senza incontrare ostacoli particolari, potendo agire così anche in profondità».

Non bisogna dimenticare, comunque, che le creme anticellulite restano pur sempre dei cosmetici e come tali non possono fare altro che modificare l'aspetto della cute e mantenerla in buono stato. «Il cosmetico non ha una finalità terapeutica, anche se questo non esclude che si usino sostanze farmacologicamente attive se ne è stata verificata la sicurezza — chiarisce l'esperto —. Un discorso a parte meritano gli anticellulite contenenti l'ormone tiroxina, sostanza che induce a bruciare il grasso più velocemente. Il suo utilizzo è vietato nei cosmetici. Pertanto, i prodotti che la contengono sono registrati come farmaci e come tali andrebbero prescritti dal medico».

Fonte: Veneto Nanotech

11 dicembre, 2006

Le acque termali e le loro virtù

Dietetica, fitness e massaggi. Terapie non convenzionali, tecniche di rilassamento, trattamenti di bellezza viso-corpo. E una star assoluta: l'acqua termale. Non solo un farmaco per diverse patologie, ma anche un cosmetico naturale potentissimo per le sue proprietà lenitive, emollienti, antibatteriche, cicatrizzanti e, naturalmente, idratanti, che le moderne beauty farm termali esibiscono come fiore all'occhiello. "L'acqua termale, in particolare quella sulfurea ma anche la salsobromoiodica, è un toccasana per pelli problematiche e sensibili, che tendono ad arrossarsi, si desquamano facilmente, sono affette da couperose, secchezza o da eccesso di sebo e che proprio in inverno tendono a soffrire maggiormente per l'effetto combinato di stress e condizioni climatiche-ambientali", fa notare il dottor De Bellis. Tra l'altro, l'Italia è terra ricchissima di stazioni termali all'interno delle quali è di solito presente un'attrezzata beauty farm e molte sono aperte tutto l'anno, festività natalizie incluse.


Fonte:La Repubblica

06 dicembre, 2006

ANZIANI Boom di iscrizioni ai centri fitness degli ultra settantenni

FIRENZE — Nelle principali città del Nord Italia è in costante aumento il numero di settantenni che si iscrivono ai centri fitness per integrare l'aspetto fisico con la salute e che si sottopongono a piccoli interventi di medicina estetica, come la liposuzione. Lo documenta uno studio presentato a Firenze, al congresso nazionale della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg). La ricerca è stata realizzata dalle psicologhe Paola Beffa Negrini e Delia Colombo. Frequentare palestre e centri fitness favorisce l'integrazione tra l'aspetto fisico e la salute.

Fonte:Il Tempo

Le strategie del sorriso

Fattori di crescita per ricostruire i denti. Interventi o macchinette invisibili per riallinearli. Metodi professionali o fai-da-te per renderli smaglianti. Persino il lifting delle gengive. Ecco cosa si fa per una bocca perfetta.



L'ultimo accessorio dell'industria cosmetica è lo snap-on smile, sorriso istantaneo su misura. Si sceglie la dentatura preferita, che sia quella di Julia Roberts o Tom Cruise o una più anonima bocca perfetta, e in tre mesi si ottiene il sorriso desiderato. Niente anestesie, trapani, operazioni. È una specie di calco da indossare sopra i denti «per un matrimonio, un'intervista di lavoro, o per imitare una celebrity», come ha dichiarato Philip Lewis, il dentista dell'Isola di Wight, in Gran Bretagna, che per primo ha importato la tecnica dagli Usa.
Non è l'unica novità per ottenere una bocca da sogno. Alla London smile clinic fanno interventi di design per trasformare anche la dentatura più impresentabile in un sorriso da copertina. Gli interventi, progettati al computer e seguiti passo passo dal paziente prima che si passi all'azione, comprendono corone in ceramica, sollevamento delle gengive, applicazione di ponti e impianti. Se c'è qualcosa su cui gli esperti sono d'accordo è che un bel sorriso dipende sì da denti bianchi e regolari, ma anche da gengive sane e da una bocca armoniosa. Senza ricorrere a interventi horror e restauri ispirati alle star, su cui non pochi esperti nutrono dubbi, oggi la strategia del sorriso si può perseguire anche in Italia correggendo i difetti di denti, labbra e gengive.

Prima mossa, una bocca sana
Se denti e gengive non sono sani, inutile pensare a interventi di ingegneria sul sorriso. L'igiene della bocca è il primo passo: lavarsi i denti tre volte al giorno dopo i pasti, usare il filo interdentale, pulizia dei denti due volte l'anno. Diversamente si rischiano i danni prodotti dalla placca, quel misto di saliva, residui di cibo e cellule morte terreno di crescita per i batteri. Se non rimossa con lo spazzolino, in pochi giorni si mineralizza e forma il tartaro; e le tossine dei batteri provocano infiammazione, la gengivite, il cui sintomo è il sanguinamento. «Non esistono gengive delicate, come a volte si sente dire. Se ci si spazzola i denti e sanguinano, sono infiammate» avverte Roberto Weinstein, docente di odontostomatologia all'Università di Milano.
Se avanzata, la gengivite causa arrossamenti e gonfiore. Fino a qui, il danno è reversibile con una pulizia accurata. Ma con il tempo può evolversi nell'infiammazione dell'apparato di supporto dei denti, osso e legamenti: la parodontite, che una volta veniva chiamata piorrea. A questo punto, i rimedi salvasorriso si fanno più invasivi.

Se il danno è fatto
Se l'osso è eroso in modo circoscritto, per ripararlo esistono interventi chirurgici in anestesia locale. «Si incide la gengiva, si rimuove il tessuto malato e si inseriscono materiali che consentono la rigenerazione dell'osso» dice Weinstein. Le prime tecniche erano basate su innesti di osso prelevati dal corpo del paziente. Oggi si usano membrane in Gore-tex o collagene, cui sono associati innesti di osso autologo combinato con biomateriali come l'osso deproteinizzato di origine bovina. Sono in sperimentazione sostanze come il Pdgf, fattore derivato dal sangue che stimola la crescita delle cellule del parodonto, o le Bmp-2, bone morphogenetic protein.
Se la parodontite è avanzata, o in caso di traumi, ci sono gli impianti, così sofisticati da imitare alla perfezione i denti naturali. Qui le novità si susseguono. «Le viti dell'impianto in titanio sono trattate con bagni galvanici, elettroforesi o acidi per renderle più ruvide e velocizzare il processo di integrazione con l'osso» spiega Massimo Simion, docente di parodontologia all'Università di Milano.
Anche la chirurgia è più affidabile. «Si fa la tac al paziente, al computer è ricostruita in tre D la cresta ossea senza denti e si valuta la posizione degli impianti. Poi si crea una specie di dima chirurgica da inserire in bocca, che guida le frese dell'operatore» specifica Simion. «Ciò permette di preparare in anticipo la protesi da collocare sugli impianti. Una volta si aspettava per quattro mesi perché l'impianto si integrasse con l'osso. Oggi si dimezzano i tempi e i denti artificiali si inseriscono subito» dice Weinstein.

Gli sbiancanti per denti sono a base di perossido di idrogeno. Il dentista fornisce mascherine su misura che vanno riempite con la sostanza e portate di notte. i prodotti fai-da-te sono a base dello stesso principio attivo, ma meno concentrato

Niente più ferretti
Con l'età i denti tendono a sovrapporsi, e un leggero accavallamento rischia di trasformarsi in difetto. Poi ci sono i problemi trascurati. Insomma, la cura della macchinetta tocca anche da adulti. E a molti l'idea dei ferretti non va giù. Per renderli un po' più estetici, da tempo ne esistono alcuni in cui i bracket, gli attacchi da fissare sui denti, sono in ceramica trasparente. Non sono però invisibili, e il filo che tira i denti è in metallo.
Una soluzione è l'apparecchio linguale, quello che ha portato anche Cruise per raddrizzare il sorriso. «Gli attacchi sono fissi, ma ancorati sulla superficie interna dei denti» precisa Antonia Cortella, specialista in ortognatodonzia. I limiti: è necessaria qualche sofferenza in più; costano abbastanza; serve più tempo per correggere il difetto; ogni seduta dura più a lungo. Infine gli attacchi sull'interno dei denti possono causare, specie all'inizio, fastidiose ulcerazioni alla lingua.
Nel caso di difetti non troppo gravi, c'è un'altra opzione: le mascherine invisibili. «Si fa al computer lo studio del difetto e dello spostamento per correggerlo, poi vengono create mascherine sequenziali in resina sottilissima, cambiate dall'ortodontista ogni 4-6 settimane. La durata della terapia dipende dalla gravità del caso, in genere non supera i 15-18 mesi» dice ancora Cortella.

Fonte:Panorama

24 novembre, 2006

Capelli d'inverno

Dallo shampoo, al balsamo, al trattamento specifico. Le mosse giuste per avere una chioma sana, morbida e luminosa anche in condizioni limite come quelle invernali

di Barbara Balladori


Si sa, gelo e vento rendono i capelli elettrici, deboli e opachi. L'unica è proteggerli con trattamenti mirati, da fare a casa o dal parrucchiere. E, se di solito indossate un cappello, la sera lavate sempre la testa con uno shampoo delicato.

> La scelta dello shampoo
«Per rimediare alle aggressioni, del freddo lo shampoo deve essere a base di proteine nutrienti e vitamine rivitalizzanti», dice il cosmetologo Umberto Borellini.
«L'ideale è una specialità a base di salvia, che purifica e ravviva il colore, estratti di alghe, mineralizzanti e olio di mandorle dolci, idratante e nutriente».

Evita il balsamo: «Se è troppo corposo può appesantire i capelli "elettrizzati" e rendere difficile la tenuta piega. Meglio uno shampoo-balsamo 2 in 1, che ammorbidisce e districa i nodi, anche quelli provocati dalla "compressione" del cappello».

> Subito più forti
Dermatologi e tricologi consigliano trattamenti a base di estratto di colostro, che si acquista sotto forma di fiale in farmacia. «Il siero del latte materno, ha la capacità di ricostruire la pellicola idrolipidica prodotta dalla ghiandola sebacea. Inoltre, ricompatta le squame di cui sono composti i capelli».
Applica, a giorni alterni, una fiala sulla chioma pulita e umida, friziona e attendi dieci minuti prima di asciugare i capelli con il diffusore del phon, meno aggressivo del getto diretto del beccuccio.


Fonte:Glamour on Line

23 novembre, 2006

USA: ALLARME SU ALTE DOSI BOTULINO ANTI-RUGHE 'FUORI LEGGE'

Milano, 22 nov. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Segreto di bellezza per molte donne 'over anta', il botulino e' pur sempre una tossina: quindi occhio alle dosi e soprattutto al tipo di prodotto utilizzato per 'cancellare' le rughe. A sottolineare i pericoli di quantita' eccessive della tossina per i 'ritocchi' e' un articolo sul 'Journal of the American Medical Association', in cui vengono descritti i casi di quattro pazienti americani che, per un volto piu' liscio, hanno rischiato la vita. Tutti avevano ricevuto, infatti, dosi del prodotto molto superiori a quelle ritenute letali. Inoltre per il loro ritocco era stata usata una 'versione' di tossina destinata all'uso di laboratorio, non a quello cosmetico

Fonte:Leggo Online

22 novembre, 2006

Agopuntura

Il massaggio terapeutico consiste nella manipolazione dei tessuti molli di intere aree del corpo al fine di ottenere effetti come rilassamento, miglioramento della qualità o quantità del sonno o sollievo da dolori muscolari. L’applicazione del massaggio a fini terapeutici è una pratica comune a moltissime culture, fra cui quelle indiana e cinese. Il massaggio europeo fu sviluppato da Per Hendrik Ling nel XVIII sec., l’inventore del cosiddetto ''massaggio svedese'': si tratta di una tecnica molto vigorosa di massaggio, che secondo Ling poteva agire positivamente sulla circolazione ematica e linfatica. Col tempo, questa tecnica è stata modificata dagli stessi terapisti che la applicano, che ne hanno enfatizzato gli aspetti psicologici e spirituali: i benefici di questa terapia vengono ora descritti come sensazioni di ''calma'' o ''completezza'' più che scioglimento di giunture irrigidite o miglioramento nella circolazione sanguigna.Inoltre anche la tecnica di massaggio stessa è stata col tempo modificata, in quanto quella odierna risulta più delicata, rilassante, fluente ed intuitiva di quella teorizzata da Ling. Le manovre più usate per massaggiare sono lo sfioramento, la frizione, l'impastamento e la percussione. SfioramentoPrecede tutti i movimenti del massaggio. Le mani, con le palme rivolte verso il basso, scorrono sulla pelle dandosi alternativamente il cambio, in modo costante e in direzione della corrente venosa. I movimenti sono lenti e particolarmente leggeri. Lo scopo della manovra è quello di instaurare con il proprio paziente un contatto psicofisico, migliorare la circolazione e calmare i nervi in tensione. FrizioneRispetto allo sfioramento è maggiormente energica. La sua azione agisce in profondità ridando elasticità ai tessuti e riattivando il riassorbimento venoso e linfatico. I movimenti sono lineari, lenti e trasversali rispetto ai muscoli da trattare. Le dita toccano lo strato superficiale della pelle, ma sono quelli inferiori a riceverne l'influsso benefico. ImpastamentoSi effettua mediante una manovra che agisce sull'asse trasversale del muscolo con movimenti alternati. Arriva in profondità per eliminare la tensione e, contemporaneamente, stimola una vasta superficie dell'epidermide. Viene praticato soprattutto nelle zone del corpo dotate di una massa muscolare voluminosa come le cosce, i fianchi e i glutei. Durante questa fase si eseguono numerose azioni che vanno dalla spremitura del muscolo al rilassamento dello stesso, consentendo l'eliminazione delle scorie responsabili dell'affaticamento. PercussioneSi basa su una serie di colpi ravvicinati, ritmici, più o meno rapidi. I movimenti di percussione della cute possono avvenire in una zona fissa o con avanzamenti delle dita e delle mani dell'operatore. Gli effetti sono soprattutto stimolanti, dal momento che favorisce la vasodilatazione e l'aumento della contrattilità muscolare. Solitamente si usa al termine del massaggio per ridare tono. Le "virtù" del massaggio sono innumerevoli. Si può cominciare dal rilassamento che, già di per sé, consente al nostro organismo di rigenerarsi, riequilibrando il sistema nervoso e ormonale, per passare, poi, in rassegna il lungo elenco di effetti positivi che questa tecnica apporta.Tra i benefici, in primo piano ci sono :Attenuazione dei segnali di tensione presenti sotto forma di crampi e spasmi muscolari.Potenziamento del sistema immunitario, grazie al fatto che il movimento e le contrazioni muscolari rappresentano un metodo efficace per far circolare il liquido linfatico (che elimina le tossine) all'interno dell'organismo.Miglioramento della circolazione, dal momento che i movimenti compiuti durante il massaggio consentono di spingere il sangue in direzione del cuore. In pratica si favorisce lo scambio, a livello cellulare, del sangue contenente le tossine, con sangue nuovo ricco di elementi nutritivi.Eliminazione delle cellule morte e assorbimento di elementi che nutrono la pelle, rendendola vellutata e aiutandola a respirare.Produzione di una sensazione di benessere dovuta al fatto di sentirsi accarezzati e coccolati.Solitamente questa tecnica non presenta particolari controindicazioni, tuttavia è opportuno considerare che in alcune situazioni, come in caso di lesioni e di patologie come stati febbrili, infiammazioni, cardiopatie, malattie infettive, sia opportuno evitarlo .Oggigiorno sono divenute molto diffuse delle tecniche totali o zonali di massaggio derivanti dalla tradizione energetica orientale che attribuiscono al massaggio un’azione reflessogena ed olistica. I fautori di queste tecniche sostengono che, in aggiunta al rilassamento ed agli altri effetti benefici non-specifici del massaggio, la loro particolare tecnica è capace di fornire effetti terapeutici più specifici e mirati, come ad esempio in casi di atassia, osteoartrite ed epilessia. Allo stesso modo, alcuni aromaterapisti riferiscono buoni risultati nel trattamento di infertilità, acne, diabete e febbre da fieno. Fino ad oggi, la ricerca scientifica volta a verificare sperimentalmente i veri vantaggi della massoterapia è stata piuttosto limitata, ed orientata a vagliare soprattutto gli effetti psicologici del trattamento: gli studi caso-controllo randomizzati sull’argomento dimostrano l’efficacia del massaggio nel ridurre il livello d’ansia nel breve periodo in una gran varietà di contesti, mentre le prove del fatto che questi effetti si possono mantenere a lungo termine sono più limitate.Sempre secondo gli studi, gli effetti del massaggio sul sonno o sul dolore rimangono fatti episodici: vi sono alcune prove degli effetti più ''tradizionali'' di questa terapia, come il miglioramento della circolazione e la diminuzione della tensione muscolare, ma non vi sono dati affidabili che colleghino questi cambiamenti con benefici clinicamente rilevanti, come sollievo dal dolore muscoloscheletrico, aumento della mobilità o miglioramento delle prestazioni atletiche. Alcuni test sono riusciti a provare che l’applicazione del massaggio in neonati prematuri ha effetti positivi apprezzabili, come aumento di peso e sviluppo più rapidi; sono molti di meno invece i test clinici in grado di dimostrare un qualsiasi effetto del massaggio su patologie come l’osteoartrite, l’epilessia, l’infertilità o il diabete. Molti altri effetti episodici di queste tecniche non sono stati ancora sottoposti a studi randomizzati caso-controllo. Le varianti più note del massaggio energetico orientale sono:- Cinese, detto Dui Na o Anma, con massaggio vero e proprio e tecniche manipolative che ricordano la chiropratica.- Giapponese: variante Anma , versione del Dui Na , variante Kembiki che era praticata da terapisti ciechi, variante AMPUKU che tratta la zona paraombelicale Hara, la variante moderna SHIATSU nata nel 1928 come semplificazione del Dui Na, variante WATSU, in acqua.- Tibetano: massaggio con frizioni su ampie zone corporee.- Thailandese: massaggio della Scuola meridionale Wat Po (Bangkok) e di quella settentrionale a Chaing Ma, imperniate anche sulle manipolazioni articolari.- Indiano: massaggio Ayurvedico, descritto nel testo Astanga Hrdaya ( V° sec. aC) usa tecniche di drenaggio e tecniche con fitofarmaci.Tali massaggi trovano indicazione nel corso di patologia psichiatrica (neurosi, depressioni, stress), patologia geriatrica, medicina sportiva, patologia artroreumatica, terapia antiobesità ed anticellulite, patologia gastrodigestiva, patologia respiratoria, patologia cardiovascolare, patologia ginecologica, patologia urogenitale e sessuale, patologia neurologica, rianimazione e patologia degli organi di senso, medicina estetica. Le forme più note, applicate e studiate in occidente sono lo Shiatsu, l’Anmo ed il Duina .Le ricerche scientifiche dimostrano che tali metodiche producono i seguenti effetti : aumento delle betaendorfine, variazioni del cGMP ematico e nel liquor, variazioni termoregolatorie, aumento della microcircolazione distrettuale, miglioramento del circolo sistemico, azione drenante, disintossicante ed armonizzante sull’equilibrio acido/base, miglioramento del drenaggio dei liquidi extracellulari, azione antistasi antiedemigena ed analgesica, miglioramento dell’attività neurovegetativa e dell’assetto immunocompetente, riduzione dei radicali liberi per aumento della superossido-dismutasi e della catalasi, modificazioni metameriche, ripristino dell’eutrofismo tissutale, attivazione di centri inibitori antinocicettivi del SNC, aumento dell’escursione articolare in sedi lese da traumi, ripristino della libido e delle funzioni sessuali, attività antisenilità, antistress, antiponderale, eutrofico-estetica . Attualmente in USA è molto in uso il micromassaggio riflesso di mani e piedi , con azioni molto positive in età pediatrica (autismo, enuresi) e geriatria (reumatismo, depressione, Alzheimer) .Scarsi invece gli studi su massaggio tibetano, ayuverdico, filippino . A partire dagli anni ’90, prima negli USA e poi in Europa, sta prendendo piede una forma di massaggio sviluppatosi nel XVI secolo a Sumatra e definto Sea-Malay. Studi clinici controllati ne dimostrano l’efficacia in corso di fibromialgia diffusa, ansia e depressione . La più complressa fra le metodiche orientali è quella cinese che si basa su otto tecniche di base :1- Duifa o "pressione-spinta" sull’Energia QI di un Punto o di un settore superficiale di Meridiano. Da questa tecnica derivarono, qualche millennio dopo, il massaggio connettivale ed il linfodrenaggio. 2- Nafa o "afferrramento per spostare e rilasciare" 3- Anyafa o "pressione perpendicolare" 4- Mofa o frizione 5- Niefa o "pizzicottamento" 6- Gunfa o "impastamento" 7- Qiafa o "frizione contrastata" 8- Koudafa o "percussione"La manipolazione di Spinta Tui Fa si esegue effettuando una spinta sulla superficie cutanea in modo da determinare un riscaldamento, uno scollamento tissutale, un ripristino della circolazione ed un rilassamento. In genere si applica con il palmo della mano, ma si può praticare anche con il pugno e con il pollice (per piccole aree) ed a seconda della superficie da trattare, si sceglierà il modo migliore per praticarla, tenendo presente che il dorso sopporta una certa forza che, però, non è sostenibile dal ventre o dalla cute delle superfici palmari degli arti superiori.Da un punto di vista energetico, la manipolazione di spinta è una manipolazione tonificante se applicata leggermente e lentamente, mentre è disperdente se applicata con forza e rapidamente. La manipolazione di Presa Na Fa si esegue afferrando il tessuto, praticando una certa pressione, inducendo la penetrazione di energia. Si esegue impiegando il pollice e le altre dita della mano, sia singolarmente (per piccole superfici) che in associazione (per superfici più ampie), generando una pressione lieve, media o forte ed imprimendo, o meno, una leggera rotazione. Si applica principalmente sugli arti e sulle spalle ed è una manipolazione tonificante se applicata leggermente e brevemente e disperdente se praticata con forza e rapidamente. In genere la manipolazione viene praticata con progressione per cui si inizia con una forza leggera e si prosegue aumentandola. La manipolazione di Pressione An Fa consiste nell'effettuare una pressione su una superficie cutanea applicandola con il pollice, con il pugno, con il palmo, con il gomito o con il tallone. Si applica, in genere, sui punti d'agopuntura o sul percorso dei meridiani al fine di sbloccare l'energia e disperdere un eccesso o una stasi.La pressione da applicare deve essere graduale sia su persone robuste che, soprattutto, su persone anziane e deboli o di debole costituzione. Questa manipolazione diviene disperdente se la pressione è molto forte,(ed anche molto dolorosa) e tonificante se è leggera e progressiva. La manipolazione di Frizione Mo Fa è quella universalmente più conosciuta e consiste nell'accarezzare la cute con movimento rotatorio, effettuando una pressione molto limitata senza, cioè, coinvolgere il sottocute o i muscoli. In genere si estende su vaste aree ed è una manipolazione preparatoria a quelle appena descritte ed alle altre. Il movimento circolatorio, le numerose ripetizioni e l'attrito tra la mano del massaggiatore e la cute del paziente, determinano il riscaldamento cutaneo, dei meridiani e lo scambio di informazioni tra massaggiatore e massaggiato, informazioni non dette e comunque importanti. Questa manipolazione non è ne tonificante ne disperdente ma preparatoria ed intima e quindi è da applicare costantemente anche per terminare la seduta terapeutica. La manipolazione di Impastamento Rou Fa è una evoluzione della precedente e, come naturale evoluzione, segue a ruota la manipolazione di Frizione giacchè richiede che la pressione da esercitare, sia maggiore e che venga coinvolto molto il sottocute e necessariamente anche i muscoli.Si procede quindi a fare in modo che la massa muscolare sia impastata e mobilizzata notevolmente, al fine di determinare uno sblocco nella circolazione energetica a questo livello. Si pratica con il palmo della mano, con il pugno, con il pollice, con il gomito ed eventualmente E' una manipolazione che va eseguita con forza via via crescente e va effettuata con oculatezza nelle persone anziane. Se viene esercitato un impastamento pesante e rapido, è una manipolazione disperdente, mentre l'esecuzione lenta e non troppo profonda è da considerarsi come manipolazione tonificante. La manipolazione di Pinzettamento Nie Fa è una pratica che si esegue sempre e consiste nell'afferrare tra le dita, porzioni di tessuto cutaneo e sottocutaneo al fine di determinare in essi una velocizzazione del circolo ed una dissipazione delle stasi. E' una evoluzione limitata della manipolazione di presa e a differenza di questa, comporta che il tessuto, una volta afferrato, sia soggetto ad una trazione verso l'esterno. E' una manipolazione disperdente in ogni caso e la sua esecuzione può ricordare molto il massaggio connettivale .La manipolazione di agopressione è quella universalmente più conosciuta data la diffusione dello Shiatsu (tecnica di massaggio sviluppata in Giappone, che si applica lungo il decorso dei meridiani e che si limita a pochissime, e molto efficaci, manipolazioni di pressione e digitopressione). Consiste nell'effettuare una pressione, anche notevole, su aree di estensione assai ristretta e corrispondenti ai punti agopuntura. Si applica con un dito, con due, con le nocche delle dita e con il gomito e l'applicazione può evocare il dolore. Si associa quasi sempre alla manipolazione di Impastamento tanto che nei testi di Massaggio si legge "Agopressione-Impastamento". Questa manipolazione è un surrogato della stimolazione agopunturistica e si applica in ogni trattamento, al patto di produrre una pressione via via aumentante. In genere non la si pratica su eminenze ossee, sull'addome e sul volto, nei bambini, nelle persone molto anziane, in corso di massaggio rilassante e su zone contuse e fortemente dolenti.Questo perchè l'evocazione del dolore, data dalla pratica agopressoria, può causare la comparsa di spasmo muscolare, evenienza che rende poi l'area refrattaria alle successive manipolazioni.La manipolazione di Rotolamento ulnare Guen Fa è una delle manipolazioni più originali del massaggio cinese ed è totalmente assente dalle altre forme di massaggio. Questa sua originalità è associata alla sua enorme efficacia terapeutica. Consiste nell'appoggiare la superficie ulnare della mano (il cosiddetto taglio della mano) sulla zona da massaggiare, si applica una discreta pressione e si impartiscono alla mano movimenti rapidi di prono-supinazione. La sensazione provata dal massaggiato è quella di passaggio di un rullo e determina anche la sensazione piacevolissima di rilassamento e detensione. E' una manipolazione applicabile in ogni trattamento e per l'ottenimento di una dispersione di stasi energetica . L'arte giapponese dello Shiatsu (letteralmente, shi- dita e atsu- pressione), è un sistema di guarigione e di mantenimento della salute che si è evoluto nel corso di millenni. Praticato in maniera informale almeno dal 200 a.C., lo Shiatsu adottò un proprio sistema agli inizi del 1900 e venne accettato come forma di terapia ampiamente praticata fino ad oggi. In Giappone, l'Anma era originariamente considerato l'equivalente dell'Agopuntura cinese come metodo studiato per trattare il corpo umano nella malattia.Gli si riconobbero benefici terapeutici fino alla fine dell'era Tokugawa, nel diciottesimo secolo . Poichè questo fu un periodo pacifico della storia giapponese, vi fu una fioritura di ogni inclinazione intellettuale. Contemporaneamente però, la società si lasciò affascinare dai piaceri e dai lussi della vita, con il risultato che l'Anma fu ridotto ad un mero strumento di piacere psicologico e sessuale. Così come veniva praticato, l'Anma aveva rigettato le fondamenta storiche che lo avevano legittimizzato come sistema terapeutico. Alla fine, lo Shiatsu si sviluppò separatamente dall'Anma, come sistema terapeutico nuovamente basato sulla sua teoria d'origine. Poco prima della seconda guerra mondiale, l'Anma divenne il principale impiego per i ciechi in Giappone. Durante l'occupazione americana del Giappone, quando McArthur prese in considerazione la possibilità di bandire sia l'Anma che lo Shiatsu (a causa di informazioni erronee circa una loro connotazione sessuale), i ciechi del Giapppone si appellarono a Helen Keller in America perchè intercedesse in loro favore. Il loro appello ebbe successo e venne dato il permesso di praticare Anma e Shiatsu .Successivamente, questa approvazione portò ad una scuola ufficiale di Shiatsu, la Nippon Shiatsu School, fondata da Tokujiro Namikoshi verso la fine degli anni 40. Da allora, lo Shiatsu è divenuto una terapia medica popolare, riconosciuta e legalizzata dal governo. Al momento sono praticate tre forme principali di Shiatsu ognuna delle quali si relaziona alla meta finale del riequilibrio del flusso energetico in maniera diversa: il massaggio Shiatsu, l'Agopressione e lo Zen Shiatsu. il massaggio Shiatsu si basa principalmente su tecniche Anma ed una concezione del corpo puramente fisica e fisiologica. Assieme all'utilizzo di tecniche e manipolazioni di massaggio, viene applicata una forte pressione al determinati punti per stimolare un miglioramento di sintomi specifici. La forma di Shiatsu più conosciuta è quella del metodo Namikoshi . L'Agopressione è simile al massaggio Shiatsu: la differenza si trova nell'utilizzo della teoria di meridiani e tsubo dell'agopuntura . L'ultimo degli stili Shiatsu a conquistare il riconoscimento pubblico è stato lo Zen Shiatsu, nel quale viene riconosciuto un sistema di meridiani e tsubo più ampio di quello dell'agopuntura.decisamente più leggera che in altri tipi di Shiatsu . La forma più praticata di massaggio Ayuverdico è il massaggio Kundalini. Kundalini in sanscrito significa "serpente". Kundalina è l'energia nervosa e psichica posta nel loto in fondo alla colonna vertebrale, che attraverso il massaggio si risveglia e sviluppa i poteri psichici risalendo tutti i chakra . . La parola "chakra" deriva dal sanscrito e significa "cerchio", "movimento", ma anche "ruota". I chakra sono dei vortici dì energia che hanno la funzione di attirare l’energia universale per alimentare i vari livelli del campo energetico, e collegarli con il corpo fisico. . I principali chakra sono 7, di cui 5 doppi, cioè composti di un vortice anteriore ed uno posteriore (corrispondenti ognuno alle nostre 7 ghiandole endocrine). Per la Medicina Indiana esistono nel nostro corpo tre diversi canali: destro, sinistro e centrale. Il canale sinistro corrisponde al nostro passato, alle emozioni, ai desideri, alla sfera affettiva. I chakra sono aree d’insersezione di tali meridiani. Vediamo le caratteristiche principali dei vari chakra:CHAKRA POSIZIONE TIPO DI COSCIENZA BASICO base della spina dorsale rivolta al sesso SACRALE all'altezza dell'ombelico rivolta al cibo PLESSO SOLARE all'altezza della milza rivolta al possesso materiale CARDIACO all'altezza del cuore aperta all'amore universale TIROIDEO all'altezza della gola chiarudienza AYNA tra le sopracciglia chiaroveggenza CORONALE sommità del capo libertà dalla materiaScopo del massaggio è il bilanciamento tantrico. Il massaggio può richiedere due ore di sforzo focalizzato e concentrato. Prima che venga rilasciata l'energia kundalini, le cinque regioni dell'asse vertebrale devono essere rilassate. Questo è solitamente fatto attraverso la manipolazione della muscolatura limitrofa alla spina dorsale. Partendo dalla ragione inferiore, verso l'alto, la letteratura anatomica tantrica definisce le regioni dell'asse vertebrale come: coccige (che consiste nell'osso sacro e le prime quattro vertebre incomplete), lombare (le successive cinque vertebre), dorsale o schiena (12 vertebre) e cervicale o collo (sette vertebre). Queste cinque regioni corrispondono rozzamente ai cinque centri chakra inferiori. Da una prospettiva tantrica, si ritiene che il midollo spinale sia adagiato all'interno dell'asse vertebrale e si estenda verso il basso dal quarto ventricolo del cervello fino alla regione del coccige, dove si restringe in uno stretto finale simile a capelli chiamato "filum terminale". Il midollo spinale stesso è formato da due metà simmetriche unite fra loro lungo una linea centrale. La stessa linea di giuntura è un minuto condotto chiamato "canalis centralis" o canale centrale (sushumna).E' attraverso questo passaggio che l'energia kundalini, una volta rilasciata e guidata verso l'alto, può vitalizzare i sei centri chakra lungo un invisibile percorso fino al cervello . Controindicazioni al massaggio cinese e giapponese (e agli altri massaggi orientali) sono: i stati febbrili, convulsioni, infezioni cutanee, ulcere e piaghe cutanee, fratture, cuti ipersensibili o allergiche, alterazioni dell’ emostasi con fragilità capillare, gravidanza . Vi sono, pertanto, differenze ampie, tecniche e teoretiche, fra massoterapie d’occidente ed orientali. Tuttavia esistono anche dei punti comuni . Per eseguire correttamente un massaggio, orientale o svedese, non si può trascurare la fase di preparazione. Durante la seduta vengono, infatti, coinvolti i vari i sensi come l'olfatto, la vista e l'udito: per questo l'ambiente deve essere spazioso, riscaldato (24-25°) e comodo; una luce soffusa e, in sottofondo, una musica rilassante completano l'atmosfera. Per il massaggio basta un lettino, ma si può eseguire semplicemente anche a terra. Candele profumate, infine, che emanano un riflesso che incanta e un odore coinvolgente o bouquet di fiori e colori tenui contribuiscono a favorire il rilassamento.Per rendere, poi, il massaggio più fluido (indipendentemente dalla tecnica) è consigliabile usare oli e creme apposite, senza esagerare con la quantità. Questi prodotti si trovano già pronti, ma possono anche essere creati personalmente unendo a poche gocce di un olio essenziale, scelti tra quelli usati in aromaterapia, ad un olio di base come quello di germe di grano o di girasoli. Vediamo un elenco di oli di uso comune :OLIO PROPRIETÀ Bergamotto Antisettico, astringente, antidepressivo. Utilizzato per acne e capelli grassi. Sensibilizza la pelle ai raggi ultravioletti. Camomilla Ottimo per calmare i nervi e adatto per pelli sensibili. Decolora leggermente i capelli.. Cedro Riduce i liquidi nei tessuti ed ha un effetto diuretico. Riscaldante nei bagni. Citronella Stimola la digestione, antisettico, efficace nella disintossicazione linfatica. Eucalipto Antisettico e stimolante. Usato per curare tosse, raffreddore e malessere. Geranio Astringente, diuretico, antidepressivo.Tonifica la pelle e agisce come repellente per gli insetti, aiuta a legare le fragranze. Gelsomino Antidepressivo, afrodisiaco, rinvigorente.Ottimo per curare le depressioni post-parto. Ginepro Eccellente calmante e purificante. Incenso Ottimo per calmare i nervi e rilassarsi, cura problemi respiratori. Lavanda Antisettico, analgesico, calmante. Cura mal di testa, insonnia, depressione, malessere, dolori, ferite, punture d'insetti. Maggiorana Analgesico, sedativo, confortante. Cura dolori periodici, insonnia, mal di testa. Favorisce la circolazione periferica. Menta piperita Stimola l'attenzione. Efficace per i mal di testa e i raffreddori. Neroli (fiore d'arancio) Sedativo, calmante, afrodisiaco. Allevia l'ansia e l'insonnia. Adatto per pelli secche. Petit Grain (foglie d'arancio amaro) Sedativo, calmante e rinfrescante.Cura ansia e insonnia. Conosciuto come "Neroli dei poveri". Albero del tè Antisettico, germicida, fungicida, calmante. Cura ferite, infezioni, foruncoli e punture, Pino Eccellente antidolorifico. Deodorante naturale. Rosa Eccellente antisettico, sedativo e antidepressivo. Rosmarino Stimolante, aiuta la memoria e chiarisce i pensieri. Cura dolori reumatici e fastidi dopo esercizi ginnici. Scurisce i capelli. Salvia Equilibra gli ormoni femminili. Efficace per i problemi al cuoio capelluto. Sandalo Antisettico, sedativo,calmante, afrodisiaco. Adatto per pelli secche e disidratante, è antisettico: si può utilizzare per l'acne. Vertiveria Eccellente sedativo e rilassante. Ylang-Ylang Antidepressivo, sedativo, antisettico, afrodisiaco. Ottimo per problemi di pelle. “Il troppo accademismo nuoce alla libertà dello spirito”

Fonte:Solaris

La papaia, elisir di giovinezza

Luc Montagnier consigliava la papaia a Papa Giovanni Paolo II per rigenerarsi. Le star di Hollywood non sanno più farne a meno. Proprietà e caratteristiche di un frutto “miracoloso”.
La papaia è diventata famosa qualche anno fa quando Luc Montagnier, il celebre virologo, incontrò Papa Giovanni Paolo II e, vedendolo fortemente affaticato e provato dal morbo di Parkinson, gli consigliò di assumerla in forma fermentata “FPP-Immun’Age”. Dopo solo qualche mese il Papa apparve visibilmente migliorato destando sorpresa in tutto il mondo. Da allora moltissimi personaggi famosi come Simona Ventura, Claudia Cardinale, Sharon Stone, Stefano Gabbana e tanti altri l’hanno utilizzata. Sulle sue proprietà, però, spesso si fa confusione e anche se oggi sono descritte e documentate scientificamente nel nuovo libro “Papaia, un’alleata per la salute” di Margherita Enrico e Pierre Mantello con Luc Montagnier, ancora si guardano con incredulità. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Chiara Trombetti, dietista di Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Dott.ssa Trombetti, quali sono le proprietà della papaia come frutto? È un vero toccasana? “La papaia è un frutto originale, ricco di proprietà ‘miracolose’ e che, effettivamente, può essere considerato un vero toccasana per la salute e per la bellezza. Innanzitutto ha poche calorie (40 per 100 g), quindi può essere utilizzato nelle diete ipocaloriche, ed è ricco di Vitamina A (che protegge le membrane cellulari in generale) e C (che stimola le difese immunitarie ed è un antiossidante). Per questo la papaia ha notevoli benefici sul nostro sistema immunitario e sugli altri sistemi regolatori dell’organismo per prevenire l’insorgenza di malattie. Le sue proprietà antiossidanti, inoltre, combattono i radicali liberi contrastando l’invecchiamento cellulare. Nei paesi di origine la papaia si consuma a fine pasto perché facilita la digestione grazie alla papaina, un enzima che aiuta la digestione delle proteine, mentre a digiuno esercita un’azione antinfiammatoria e drenante nella lotta alla cellulite”. Che differenza c’è con la papaia fermentata di cui parla Luc Montagnier? “La papaia fermentata è in grado di mantenere inalterate le sue caratteristiche ‘miracolose’ e fa parte di una nuova categoria di integratori, i nutraceutici, che vantano proprietà in più rispetto al frutto perché l’esclusivo processo di fermentazione, aumentando la biodisponibilità di queste proprietà, rende ancora più efficaci determinati effetti positivi sull’organismo, effetti che, invece, vanno persi con la papaia fresca. Luc Montagnier ha convalidato scientificamente gli studi sulla papaia fermentata (di cui si occupa da oltre 15 anni e che si riferiscono a FPP-Immun’Age per cui sono esclusivi di questo prodotto) confermando che previene l’invecchiamento ‘fermando’ l’orologio biologico ed è utilizzata per aumentare le difese immunitarie addirittura in persone che soffrono di malattie degenerative croniche come il morbo di Parkinson o l’Hiv”. Che tipo di frutto è la papaia? “La papaia è un frutto esotico che proviene dalla Costa Rica e dal Brasile, è un frutto oblungo, leggermente a forma di pera con la buccia sottile e verde che, maturando, diventa gialla. La polpa fine ricorda la polpa del melone e può essere rosa o rossa o gialla a secondo della varietà. Ha un sapore molto dolce e particolare. La cavità centrale è piena di semini neri non commestibili. È ottimo da gustare fresco con una spruzzata di limone”.

Fonte:Humanitas Salute

21 novembre, 2006

La donna di plastica

Barbie esiste - E’ arrivata a ben venticinque interventi di chirurgia plastica e con questo primato è stata definita come la donna più rifatta del Regno Unito. Il suo nome è Sarah Burge, madre di tre figlie, tre matrimoni alle spalle e direttrice di un istituto di bellezza a St Neots, un piccolo centro vicino Cambridge.Voglio rimanere per sempre giovane- E’ stata soprannominata la Barbie vivente, ma lei dice di non offendersi minimamente: "Anche le mie clienti mi chiamano così e lo prendo per un complimento. La bambola Barbie non ha nemmeno una ruga". La sua sfrenata passione per il bisturi estetico, assicura, non nasconde complessi e problemi psicologici: "La chirurgia plastica può cambiare la personalità delle persone, ma nel mio caso il mutamento del look è parte della mia personalità". Andrà avanti con il bisturi estetico, dice, fino a 80 anni. Voglio rimanere per sempre giovane", ha confidato Sarah al tabloid domenicale 'News of the World' che ieri l'ha portata alla ribalta per la frequentazione-record con la chirurgia cosmetica.Ha iniziato a sette anni - La donna più rifatta d’Inghilterra racconta di aver iniziato a sette anni con un'operazione per sistemare le orecchie a sventola. Da lì non si è più fermata. A ventisei anni il primo intervento di liposuzione al mento. Poi una serie di interventi successivi le hanno rimodellato le natiche, stirato la pancia, alzato il seno. Non mancano all’appello un lifting alle occhiaie, una liposuzione allo stomaco, alle anche e alle cosce. La Barbie in carne ed ossa dalla lunga chioma bionda si sottopone addirittura ogni quattro mesi a iniezioni di Botox per bloccare l'antipatica sudorazione delle ascelle

Fonte:SKY Life -

20 novembre, 2006

COSMETICO SURGELATO O CRIOCOSMETICO

Dal freddo una soluzione per la cosmesi?
La naturalità è diventata un indicatore di qualità. Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una progressiva vegetalizzazione del cosmetico, per una riscoperta della fitoterapia, perché i prodotti di origine minerale (in realtà derivati dal petrolio) non sono poi così sicuri e quelli di origine animale (tipo shampoo al midollo di bue o alla placenta) fanno paura, in seguito allo scandalo della "mucca pazza" e altro.Quasi tutti i cosmetici sono costituiti prevalentemente da acqua, anche fino al 90%. Un prodotto che vanta un'altissima percentuale di ingredienti naturali spesso è composto prevalentemente da acqua (naturale ovviamente) e da alcol (anch'esso naturale) ed il resto 100% sintetico: ingannevole per il consumatore ma senza mentire o essere fuori legge.Praticamente un cosmetico è formato da eccipienti, additivi e sostanze funzionali. Gli eccipienti sono sostanze chimicamente inattive per mezzo delle quali una sostanza diviene somministrabile: emulsionanti, solubizzanti e lipidi. Gli additivi si aggiungono ad altre sostanze per conferire loro determinate qualità: coloranti, profumi, antiossidanti, conservanti. Spesso danno problemi di sensibilizzazione o allergenicità. Le sostanze funzionali sono i principi attivi di interesse cosmetico.La criocosmesi (dal greco kryos, freddo): prodotti di ghiaccio che negli istituti di bellezza non sono una novità, perché rassodano, contrastano i cuscinetti di grasso e stimolano la circolazione. Gli ultimi ritrovati anticellulite hanno potenziato le azioni delle sostanze vegetali riducenti con un mix di olii essenziali (additivi) scelti secondo le regole della criocosmesi: mentolo, pino, eucaliptolo, canfora.Ma nei cosmetici si parla di "effetto freddo"!Invece, alcune "ricette" di cosmesi domestica (fai da te) devono essere preparate al momento dell'utilizzazione ed altre possono essere prima realizzate e poi messe nel congelatore di casa, per poterle conservare come gli alimenti. Ecco, si possono preparare infusi e decotti con tutti i vegetali efficaci in cosmesi. Una volta raffreddati, questi possono essere messi nel freezer di casa per ricavarne cubetti di ghiaccio! Altro che "effetto freddo"! La vera criocosmesi che usa le sole sostanze scientificamente funzionali, senza eccipienti né additivi. Attraverso il risultato indotto dalla vasocostrizione (seguito di riflesso da una vasodilatazione) il ghiaccio stimola la microcircolazione capillare, favorendo inoltre l'azione dei principi attivi contenuti. Il modo d'uso si riferisce all'infuso o decotto già trasformato in cubetto di ghiaccio, frizionato sulle zone interessate (o con più cubetti dentro un sacchetto di tela o garza), per quanto riguarda la preparazione domestica

Fonte: Greenplanet.net

16 novembre, 2006

È vero che in autunno cadono i capelli?

«Sì, è proprio vero che in autunno cadono i capelli» spiega la dermatologa Magda Belmontesi. «Questo fenomeno aumenta nelle stagioni intermedie per un motivo abbastanza curioso. È il ricordo genetico di una caratteristica tipica dei mammiferi: la muta del pelo.

Nei periodi fra settembre e novembre e più avanti, verso marzo, maggio, alcuni ormoni, influenzati dalle ore di luce, attivano un processo che porta a un aumento del numero di capelli in fase di caduta. Inoltre, dopo l'estate, i bulbi sono più indeboliti a causa dello stress provocato dall'esposizione ai raggi solari.

Si tratta, perciò, di un fenomeno fisiologico, che non deve preoccupare se non dura più di 2, 4 settimane. Se, invece, i capelli appaiono anche molto fragili e sottili, oppure se trascorso questo periodo non si nota un rinfoltimento, è meglio rivolgersi a un dermatologo per scoprire la vera causa della caduta».

Gli integratori aiutano?
«Certamente sono un valido aiuto» continua la dermatologa. «Contengono vitamine, oligoelementi (come zinco e rame) e altre sostanze (per esempio cisteina e metionina), che rafforzano la struttura del capello e migliorano le condizioni dei bulbi. Vanno presi per almeno due mesi. Prima di assumerli, però, è sempre opportuno chiedere il parere del proprio medico, soprattutto se si hanno problemi gastrici, perché alcuni aminoacidi presenti nella formula possono essere difficili da digerire.

Le fiale funzionano?
«Anche le lozioni sono un aiuto, soprattutto se associate agli integratori» chiarisce Belmontesi. «Non fanno miracoli, però rendono più forti i capelli in fase di crescita. I prodotti migliori sono a base di aminexil e vanno frizionati sulla testa asciutta o poco umida a giorni alterni».

Il massaggio è utile?
«Sì, perché riattiva la microcircolazione e migliora l'afflusso di sangue nel cuoio capelluto, quindi aumenta il nutrimento che arriva ai follicoli» dice la dottoressa Belmontesi. «Il massaggio si esegue con le dita aperte a rastrello, dalla nuca verso la sommità del capo, muovendo i polpastrelli in modo circolare senza strofinare, però, le radici. È sufficiente esercitare una lieve pressione facendo scorrere il cuoio capelluto sull'osso sottostante».

Le maschere fanno bene?
«Sì, soprattutto se i fusti hanno bisogno di essere ristrutturati» dice Belmontesi. «In genere contengono proteine, vitamine e sostanze che eliminano l'elettricità statica. Non rinforzano, invece, i follicoli».

Permanente e colore indeboliscono?
«Nel periodo di maggior fragilità, è meglio fare un trattamento solo» consiglia l'esperta. «Se, però, il colore si limita a un ritocco della ricrescita o a un riflessante che se ne va dopo 6, 8 lavaggi, non ci sono problemi».

Il phon è un rischio?
«No, usare il phon con il bocchettone troppo vicino o a un calore eccessivo può rovinare la struttura dei capelli, ma non li fa cadere» risponde la dermatologa. «La cosa migliore, dopo il lavaggio, è tamponarli delicatamente con una salvietta e poi farli asciugare all'aria. Se si ha poco tempo si può usare il phon, ma la temperatura deve essere tiepida. È consigliabile anche l’uso di un diffusore, che impedisce al calore di concentrarsi troppo in una zona limitata».

Cambiare shampoo serve?
«Si può optare per un prodotto che faccia meno schiuma, o addirittura un olio» suggerisce Belmontesi. «Così, si combatte l'azione del calcare presente nell’acqua, che secca e rovina i fusti».

Il taglio rinforza?
«No, al massimo dà volume perché elimina le estremità più sottili e sfibrate, oppure le doppie punte» chiarisce l'esperta. «Il fusto del capello è costituito da cellule prive di vita, che non traggono alcun vantaggio dal taglio».

La stiratura è permessa?
«In questa fase, sarebbe meglio evitare la piastra e usare phon e spazzola non più di una volta alla settimana» dice Belmontesi. «La stiratura è un trattamento piuttosto aggressivo, che può indebolirli ulteriormente».

Donna moderna consiglia mangia tutti i giorni carne o pesce, insieme a molta verdura e frutta. Questi alimenti forniscono all'organismo ferro e altri minerali, oltre a proteine e vitamine, che migliorano la salute dei capelli e ne favoriscono la ricrescita.

Fonte:Donna Moderna - Italy

Effetti benefici del massaggio

Fin all’antichità il massaggio è stato sempre considerato un mezzo per ritrovare il benessere ed è istintivo nell’uomo, ancora oggi, massaggiarsi una parte dolente per lenire la sofferenza. In Oriente, inoltre, è una vera e propria cultura ed è proprio da lì che provengono i metodi più conosciuti ed utilizzati. Oggigiorno, il massaggio è di “gran moda” poiché nel giro di 30-60 minuti riesce a liberare una persona dallo stress quotidiano dovuto al lavoro, alla vita familiare, al tran-tran cittadino.
Il primo effetto che si può ottenere tramite il massaggio è di tipo psicologico. Esso esalta, infatti, la percezione del proprio corpo, stimolando la circolazione del sangue, la dilatazione dei vasi, lo sprigionamento di calore ed energia. Inoltre, il corpo, grazie al massaggio, libera endorfine, che ristabiliscono un certo equilibrio nell’organismo, bloccando i processi degenerativi. Per effettuare un massaggio, è necessario un ambiente tranquillo e riscaldato, che metta la cliente a proprio agio. La seconda caratteristica importante è quella di instaurare un rapporto particolare tra massaggiatore e cliente in modo che la tranquillità, il relax ed il benessere riescano a passare dall’uno all’altra.
Quattro sono i tipi di massaggio più comuni; vediamoli insieme.

Il massaggio ayurvedico
L’ayurveda, che si trova alla base di questo tipo di massaggio, viene considerata la più antica medicina, nata in India più di 3.000 anni fa, ma anche di un sistema filosofico. Il massaggio ayurvedico tende a drenare e tonificare i muscoli e a sfruttare le energie bloccate nel nostro organismo. Possono essere necessarie due persone per effettuare questo massaggio perché va massaggiata ogni parte del corpo a lungo con oli particolari che migliorano il tono cutaneo. Questo tipo di massaggio è indicato per combattere l’affaticamento psicofisico, poiché rende i muscoli scattanti e agili; ottimo anche per contrastare insonnia, emicrania, dolori articolari e muscolari.

Il linfodrenggio
Tipo di messaggio creato da un medico danese di nome Emil Vodder, favorisce la circolazione linfatica, essenziale per la salute del sistema immunitario e l’espulsione delle scorie organiche. Avendo anche un effetto estetico, è quello prediletto dalle donne. Dove c’è una stasi della circolazione linfatica, infatti, si formano cuscinetti e rigonfiamenti antiestetici. È l’ideale per combattere la cellulite perché migliora la microcircolazione, ha un effetto rigenerante grazie agli effetti sulla circolazione linfatica, contrasta edemi, infiammazioni ed aiuta la cicatrizzazione delle ulcere cutanee.

Il massaggio bioenergetico
Creato dallo psicoterapeuta Lowen, cerca di ristabilire l’equilibrio individuando le parti del corpo tese ed agendo su di esse. I massaggi vengono eseguiti “su misura”, prendendo in considerazione le 5 strutture caratteriali: cerebrale, dominante, compressa, dipendente e rigida. Il massaggio viene sincronizzato al respiro in modo che si possa meglio rendersi conto della propria realtà corporea. Questo tipo di massaggio rende la persona malleabile ed agisce fondamentale come rigenerante caratteriale e psicologico.

Il massaggio shiatsu
È forse il tipo di massaggio più famoso; di origine giapponese, utilizza la pressione ed il tocco, tramite l’uso di ginocchia, gomiti, mani e dita, per stimolare il flusso di energia dei meridiani. Come per il massaggio ayurvedico, anche il massaggio shiatsu trae la sua forza dal fatto che si tratta anche di una filosofia di vita. È un massaggio ideale per riportare il benessere psicofisico, ma riesce anche a combattere patologie quali artrite, emicrania, sciatica, mal di schiena, stress. Particolarmente consigliato in gravidanza la versione “acquatica”.

Fonte:Paginemediche

Calvizie: la ricrescita affidata ad un gene

Secondo quanto annunciato dallo stesso Rogaev, sarebbero già in fase avanzata gli studi che riguardano il gene incaricato della crescita dei capelli e pertanto mancherebbe davvero pochissimo alla realizzazione di soluzioni efficaci contro il problema calvizie. Se le grandi speranze degli studiosi troveranno conferma dalle applicazioni ''sul campo'', anche se sarebbe meglio dire ''sul capo'', presto si potrebbe dire addio a trapianti e metodi anti calvizie costosi quanto poco efficaci.

Grazie a pomate o lozioni ottenute grazie alla ricerca sul gene responsabile della caduta dei capelli, le nostre teste potrebbero infatti tornare ''rigogliose'' come un tempo.

Fonte:JUGO -

31 ottobre, 2006

La zucca ti fa' bella

L'ortaggio più grande presente in natura è un vero e proprio elisir di bellezza, antietà, levigante e rigenerante. Ecco come preparare un'ottima maschera per il viso...


saniNews - Altro che simbolo di mostri e streghe… La zucca in realtà è un autentico elisir di lunga vita!

La preziosa cucurbitacea, infatti, è una grande fonte di betacarotene, il precursore della vitamina A che negli ultimi anni si è conquistato un posto di primo piano tra le sostanze con virtù preventive.

Contrasta i danni dei radicali liberi, protegge l'apparato cardiovascolare, è antinfiammatorio, antiossidante e soprattutto antinvecchiamento.
In più, in sinergia con gli altri carotenoidi contenuti nei vegetali, rinforza il sistema immunitario al punto da neutralizzare l'azione degli agenti inquinanti.

Per questo, oggi, sono sempre di più i centri estetici e le beauty farm che propongono ai propri clienti trattamenti antietà per viso e corpo a base di zucca, particolarmente indicati per levigare la pelle e cancellare efficacemente imperfezioni e segni del tempo.

Sfruttare le potenzialità estetiche della zucca, però, è possibile anche a casa, utilizzando gli ingredienti disponibili in cucina per preparare un’ottima maschera alla zucca, da applicare sul viso con un pennello dalle spatole piatte e morbide, facendo attenzione a evitare il contorno occhi e le labbra.

La maschera alla zucca può essere applicata anche su collo e décolletè, e per favorirne l’assorbimento evitando che si secchi i può coprire la parte con un panno caldo e umido.

Per realizzarla basta unire 4 cucchiai di polpa di zucca gialla a 2 cucchiai di panna fresca e 3 cucchiai di miele, amalgamare bene il tutto e risciacquare dopo 15 minuti.

Fonte:Sanihelp.it

30 ottobre, 2006

Bellezza: Anche In Italia Il Guru 'Senza Bisturi' Di Star e Reali

Dopo Parigi, Madrid, Londra e Ginevra arriva anche in Italia Christian Chams, il guru della bellezza senza bisturi di origine iraniana che ha firmato la trasformazione di Camilla Parker Bowles. E, si dice, ha aiutato dive di Hollywood e reali delle corti europee e arabe a cancellare i segni del tempo. Da oggi, infatti, il medico famoso per le sue iniezioni vitaminiche personalizzate (preparate in funzione di ciascun paziente ed in base alla zona da trattare) opererà anche a Milano.

Con una regola chiara: no al bisturi. Le sue iniezioni, spiega Chams, aiutano la pelle a rigenerare gli elementi che si perdono con lavanzare delletà. Risultato, una maggiore luminosità e tonicità della pelle, un rassodamento dei muscoli del viso e un generale ringiovanimento naturale, senza gli inconvenienti dellintervento chirurgico. Chams é contrario al lifting, perché a suo dire i risultati sono artificiali. Un bravo cuoco non rivela mai gli ingredienti e le dosi che utilizza per preparare un piatto speciale - sottolinea lesperto - Dopo 24 anni di esperienza posso solo dire che inietto preparati di sostanze naturali e riassorbibili, ma coperti dal segreto professionale. Le sostanze utilizzate sono: minerali (sodio, potassio, calcio, fosforo), oligoelementi (selenio, magnesio, potassio), vitamine (A, E, C), antiossidanti, vasodilatatori attivi per migliorare lossigenazione cellulare e la microcircolazione, estratti di piante e altri prodotti specifici tensori e volumizzanti.

Chams tiene a ribadire che sono tutti elementi che si trovano nella naturale composizione della pelle. Letà, inoltre, non si nota non soltanto dal viso, ma anche da tutte le altre zone esposte che, per questo, devono essere in sintonia.

Non solo: Chams sta lavorando, in collaborazione con un laboratorio svizzero, per la creazione di speciali creme a base di sostanze naturali, che abitualmente impiega nei suoi cocktail iniettabili. Unidea che ha radici antiche: Avevo dodici anni quando realizzai che anche mia madre stava invecchiando. Quel giorno - ricorda - ho capito che avevo solamente una cosa da fare, un solo mestiere da imparare, quello di fermare il tempo. Così sono nate le iniezioni anti-età, e il progetto di una crema che permettesse di combattere in modo naturale i segni del tempo.

Fonte:Yahoo!

Belle senza bisturi

Presentate, per la prima volta in Italia, le nuova tecniche che risolvono senza bisturi problemi di invecchiamento cutaneo, acne, varici, capillari e cellulite.

Isoforesi con un energico massaggio bioelettrico e ultrasonico in superficie agisce direttamente sui meccanismi cellulari, irraggiungibili da creme e lozioni, veicolando nei tessuti sottocutanei sostanze riparatrici come elastina, collagene, acido ialuronico. La nuova metodica funziona anche per i trattamenti locali delle patologie reumatiche e in medicina sportiva.

Endocoagulazione laser con sottilissime microfibre laser inviando l’energia luminosa direttamente al loro interno, risolve i capillari chiudendoli.

Endo Light Lift agisce sulle borse e l’eccesso cutaneo palpebrali. Una minuscola fibra laser eroga impulsi che colpiscono acqua e grasso riducendo la borsa adiposa e determinando una retrazione cutanea.
Linforex “la camminata simulata”, innovativa metodica indicata per le gambe gonfie e la cellulite edematosa, si basa sull’erogazione di onde elettriche che stimolano la contrazione di muscoli ed effettuano un efficace drenaggio linfatico

La lotta agli inestetismi cutanei può ora contare sull’ hi-tech italiano e sulle sue tecniche innovative che agiscono direttamente sui meccanismi cellulari, altrimenti irraggiungibili da creme e lozioni, risolvendo problemi di invecchiamento cutaneo, acne, smagliature, capillari e cellulite.
Senza bisturi, aghi e cannule e senza sofferenza.
Le nuova metodiche si chiamano Isoforesi, Endocoagulazione laser, Endo Light Lift, Linforex.

Isoforesi
“L’innovativa metodica”, spiega il professor Pierantonio Bacci, Docente Chirurgia e Flebologia - Università di Siena, Responsabile Chirurgia Centro Medico Eupraghia di Arezzo - pioniere della nuova tecnica “efficace nel trattamento di rughe acne ipercheratosi smagliature e cellulite sfrutta la sinergia dell’isoforesi - evoluzione di tre note tecniche, ancora in uso: ionoforesi, iontoforesi, elettroporazione - degli ultrasuoni e di lievi impulsi elettrici per aprire - con un energico massaggio effettuato in superficie - negli strati più profondi del derma dei veri e propri “canali” tra le cellule attraverso i quali vengono veicolate sostanze vitali e riparatrici di varie sostanze attive idrosolubili con alto peso molecolare come collagene, acido ialuronico, elastina o i loro precursori, vitamine e aminoacidi - finora introdotte in profondità solo attraverso infiltrazioni con siringhe e aghi - in grado di attivare, regolare e nutrire i tessuti stessi. Il trattamento si svolge in due fasi: la prima effettua con gli ultrasuoni una microdermoabrasione superficiale che elimina olii, grassi cutanei e lo strato corneo della pelle finora principale ostacolo alla veicolazione trascutanea dei vari principi attivi. La seconda attua l’isoforesi - elettroporazione - con una serie di impulsi elettrici modulati apre tra le cellule dei canali acquosi - gli elettropori - che fanno penetrare nel derma e in profondità nell’ipoderma fino 9 – 10 cm. particolari sostanze, selezionate in base al problema, per curare, rigenerare e levigare la pelle”.

Endocoagulazione laser
“Utilizza, dice lo specialista, “un laser a diodi senza anestesia, incisioni, rischi di allergie da sostanze chimiche e complicazioni di ulcere cutanee con sottilissime microfibre laser risolve i capillari inviando l’energia luminosa direttamente al loro interno. Questa tecnica mini invasiva è già in uso con successo nella chirurgia vascolare arteriosa , nell’endochirurgia laser tracheobronchiale e prostatica”.

Endo Light Lift
“E’ la nuova soluzione non chirurgica”, spiega Bacci “ per eliminare le borse il cedimento e l’eccesso cutaneo palpebrale inferiore. Una minuscola fibra laser di 100 micron, la misura di un capello, entra senza incisioni sotto la cute ed eroga impulsi che colpiscono acqua e grasso riducendo la borsa adiposa e facendo retrarre la pelle. Buoni risultati anche negli eccessi cutanei nel collo”.

Linforex
Denominata“la camminata simulata”, aggiunge Bacci, “è efficace nel trattamento di varicosità, cellulite con gonfiore, edema, stasi venulo linfatica. In particolare riveste un significativo ruolo nella cura della cellulite edematosa e delle gambe gonfie che possono causare anche compromissione delle articolazioni del piede, si basa sull’erogazione di onde elettriche e sulla penetrazione profonda di specifiche sostanze che attivano i processi di depurazione tessutale - veicolate attraverso una leggerissima tuta fatta indossare al paziente - in grado di stimolare la contrazione di muscoli effettuando un energico drenaggio linfatico con depurazione e rigenerazione dei.tessuti. Secondo uno studio svolto su 380 persone affette da patologia degli arti inferiori questa metodica risulta efficace anche nella prevenzione di tromboembolie, nella terapia di vasculopatie e in campo diagnostico e riabilitativo”.

ISOFORESI
E' l’ultima novità, made in Italy, per contrastare gli inestetismi cutanei - rughe, acne, ipercheratosi, smagliature e cellulite - agendo direttamente sui meccanismi cellulari, altrimenti irraggiungibili da creme e lozioni e vanta – nell’insieme delle tecnologie che vi confluiscono - solide basi scientifiche. “L’innovativa metodica”, spiega il professor Pierantonio Bacci, Docente Chirurgia Estetica e Flebologia Università di Siena, Responsabile Chirurgia Centro Medico Eupraghia di Arezzo - e pioniere della nuova tecnica, “sfrutta la sinergia dell’isoforesi - evoluzione di tre note tecniche ancora in uso - ionoforesi, iontoforesi , elettroporazione - degli ultrasuoni e correnti galvaniche per aprire - con un energico massaggio effettuato in superficie - negli strati più profondi del derma dei veri e propri “canali” tra le cellule - gli idroelettropori- , attraverso i quali vengono veicolate sostanze vitali e riparatrici come elastina, collagene, acido ialuronico o i loro precursori, vitamine e aminoacidi in grado di attivare, regolare e nutrire i tessuti stessi . L’isoforesi”, dice il professor Bacci, “rappresenta un’importante svolta scientifica nel campo della medicina, perché consente la penetrazione profonda nei tessuti , per via transcutanea, in modo incruento e senza alterazioni, di varie sostanze attive idrosolubili con alto peso molecolare (ad esempio l’acido ialuronico, il collagene, la vitamina C, ecc.) finora introdotte in profondità solo attraverso infiltrazioni con siringhe e aghi in grado di attivare, regolare e nutrire i tessuti stessi. Le varie metodiche elettriche e meccaniche utilizzate nel passato rompevano o alteravano molte di queste sostanze e provocavano ustioni o fibrosi. La metodica usa una corrente pulsata e modulata a bassa frequenza che attiva elettronicamente le molecole sia a basso che ad alto peso molecolare e ne consente il loro passaggio nel compartimento extra-cellulare con profondità mai raggiunte prima: fino a 9-10 cm - introducendo il 90% della sostanza attiva necessaria al trattamento In questo modo si produce un duplice obiettivo: l’aumento di permeabilità dei tessuti cutanei anche negli strati più profondi del derma e la capacità di introduzione di grosse molecole attive

In particolare si realizza quello che è stato dimostrato recentemente in campo chimico-biologico, nel famoso studio sui “canali addetti al trasporto di acqua nelle cellule”, premiato nel 2003 con il Nobel per la chimica a due studiosi americani, R. MacKinnon e Peter Agre. nfatti con questo studio è stata scoperta la presenza di canali molecolari che permettono alla membrana cellulare di lasciare entrare o uscire sostanze indispensabili come l’acqua e i sali (proteine di membrana).

COME SI SVOLGE L’ISOFORESI
Il trattamento”, spiega il professore, “si svolge in più fasi: prima si inumidisce la cute con acqua e sostanze antiossidanti, si effettua poi un delicato massaggio con una spatola ad ultrasuoni che vibrando produce un’evaporazione dell’acqua per effetto di cavitazione determinando una regolarizzazione della cute, simile a una microdermoabrasione, utile per eliminare lo strato corneo della pelle finora principale ostacolo alla veicolazione trascutanea dei vari principi attivi. Dopo questa fase che dura circa 5-6 minuti, sull’area da trattare viene fatto scorrere un piccolo ‘manipolo’ che emette lievi impulsi elettrici consentendo l’apertura di veri e propri “canali” tra le cellule - gli idroelettropori e l’attivazione della vascolarizzazione del derma.

Con un altro manipolo collegato alla camera di ionizzazione che contiene le sostanze curative si massaggia il tessuto seguendo precise linee di trattamento e si veicola, mediante corrente elettrica a bassa frequenza, attraverso gli elettropori già aperti nella fase precedente, collagene , elastina, aminoacidi, vitamine nutrienti e biorigeneranti sotto forma di polvere liofilizzata ,stimolando tessuti e muscoli. Dopo la seduta della durata di circa 30 minuti l’area trattata viene infine accuratamente idratata con apposite creme . “Il trattamento è indolore e non lascia tracce evidenti, a parte un eventuale lieve rossore che permane per qualche ora e che può essere ben mascherato.

ESITI DI ACNE
L’acne si manifesta con la pubertà con l’aumento degli ormoni sessuali che favorisce la produzione di grassi. I pori della pelle chiusi da cellule necrotiche accumulano i grassi determinando i cosiddetti punti neri . La situazione peggiora per la presenza di microbi con arrossamenti e infezioni , abuso di saponi, (lavaggi troppo frequenti ed energici), pomate grasse, trattamenti abrasivi. Inoltre la pratica di schiacciare i brufoli è responsabile di solchi sulla superficie della pelle sempre più profondi ed evidenti, ricettacolo di virus e batteri.

“Sulle cicatrici dell’acne” dice Bacci, “ finora trattate con dermoabrasione, con peeling chimici aggressivi e con l’acido retinoico con buoni risultati, l’isoforesi garantisce gli stessi risultati ma con minore “aggressività” e piu veloci tempi di recupero. Il trattamento isoforetico rispetto agli altri più cruenti, non lascia infatti evidenti tracce solo un lieve rossore che scompare dopo poche ore”.

Il trattamento prevede 10- 15 5 sedute all’anno alla quale faranno seguito dei “richiami” di mantenimento.

RUGHE
“Con l’età”, spiega l’esperto, “l’epidermide diventa più rigida e secca con la comparsa di crepe , solchi più o meno profondi: le rughe. Il calo della produzione delle ghiandole sebacee riduce infatti il film idrolipidico, l’emulsione di acqua e grassi che protegge la pelle dalle aggressioni esterne (radiazioni solari, freddo, inquinamento) Nel derma sottostante si riducono le fibre collagene ed elastiche indispensabili per la consistenza e l’elasticità della cute e diminuiscono sostanze come l’acido ialuronico che hanno la funzione di trattenere i liquidi, Diminuisce inoltre la vascolarizzazione che limita l’apporto alla pelle di ossigeno e sostanze nutrienti

Dopo il trattamento transdermico i parametri (rugosita’’ - profondità) dimostrano un notevole miglioramento estetico, con netta riduzione della rugosità e aumento dello spessore della pelle. “
Il trattamento prevede da 5 a 15 sedute all’anno in base all’entità del problema seguite da “richiami ” di mantenimento.

SMAGLIATURE
“Le smagliature”, continua il professore, “ riguardano un po’ tutte le donne, dalle adolescenti alle più mature: secondo dati recenti segnano in modo più o meno evidente la pelle di sette donne su dieci e rappresentano senz’altro uno degli inestetismi più difficili da contrastare e da eliminare. Compaiono inizialmente come piccole striature color rosa intervallate da tratti di pelle sana per poi virare con il tempo in vere e proprie cicatrici biancastre madreperlacee che si diramano su fianchi, glutei, cosce, addome e seno dove permangono ostinate e resistenti. Se finora poco si poteva (le smagliature sono infatti delle cicatrici profonde del derma, lo strato di sostegno della pelle che cede in determinati punti) ci sono adesso dei trattamenti che garantiscono buoni risultati. Il panorama dei rimedi è vasto e punta su più soluzioni con un denominatore comune cioè rinforzare l’architettura di sostegno della pelle ossia le fibra collagene elastina. L’isoforesi ha dimostrato di “funzionare “con netto miglioramento e notevole riduzione della differenza di colorazione e un significativo aumento della vascolarizzazione perilesionale e lesionale che favorisce la microcircolazione” .
Un ciclo di trattamento completo prevede 5 – 12 sedute l’anno a cui seguono richiami di mantenimento.

CELLULITE
“La cura della cellulite”, dice Bacci, “prevede un’integrazione ragionata e mirata di varie metodiche; non è possibile avere risultati con una sola metodica, sia medica che chirurgica. Ci sono, però, delle zone di maggior difficoltà terapeutica, come la regione interna delle cosce e la regione posteriore, cioè la zona su cui si sta maggiormente seduti. Nel corpo femminile queste zone presentano spesso inestetismi con buccia d’arancia fibrosa. .L’Isoforesi ha dimostrato una notevole efficacia per la capacità di introdurre sostanze curative come evitando i traumi dell’ago Le sostanze più usate a questo fine sono soprattutto antiossidanti, coma la Vitamina C e la carnosina, le sostanze lipolitiche e antiedema, come caffeina, teofillina ed escina, gli aminoacidi per stimolare la rigenerazione del connettivo e sostanze metaboliche come la metionina. Le concentrazioni cambiano a seconda del tipo di cellulite, in quella edematosa prevale il gruppo dell’escina, in quella fibrosa la caffeina ed in quella rilassata la carnitina.”

Un ciclo di trattamento completo prevede 5 – 12 sedute l’anno a cui seguono richiami di mantenimento.

ENDOCOAGULAZIONE LASER
“L’ endocoagulazione laser”, spiega Bacci, “ utilizza un laser a diodi ed elimina varicosità e capillari senza anestesia, incisioni, rischi di allergie da sostanze chimiche e complicazioni di ulcere cutanee e senza bisogno di compressione e calze elastiche. Si tratta “spiega il professore, “di una sonda laser piccola come un capello. Tanto piccola da entrare dentro l’ago con cui vengono effettuate le terapie sclerosanti. La sonda viene introdotta dentro la siringa da scleroterapia, quando l’ago raggiunge il capillare la fa “passare” all’interno del capillare stesso che viene coagulato e quindi chiuso. Il vantaggio del nuovo laser rispetto a quelli che agiscono per via esterna e cioè da fuori sulla pelle, è quello di raggiungere profondità superiori e di ridurre quindi le recidive. Questa tecnica non richiedendo limiti di sostanze chimiche da smaltire attraverso i reni, permette di velocizzare la durata dei trattamenti e la quantità di capillari o di reticoli varicosi da trattare nella stessa seduta. Come tutte le metodiche, residua una piccola striscia scura che permane per quindici giorni per poi scomparire spontaneamente senza lasciare traccia. L’ endocoagulazione proprio perché agisce come una sofisticatissima ed innocua microscleroterapia , costituisce uno dei trattamenti più avanzati della Flebologia Estetica.Occorre ricordare che una delle cause principali di capillari è la cellulite, cioè l’alterazione delle strutture dove avvengono tutti i principali scambi vitali tessutali e che, quando sono alterate a causa del sovrappeso, degli ormoni, della disbiosi intestinale, dello stress e della stasi linfatica creano quelle caratteristiche irregolarità della pelle tipiche della cellulitica buccia d’arancia. Ma non solo, creano anche quelle alterazioni tessutali che influiscono sulla regolazione funzionale delle pareti venulari e ne provocano la dilatazione e gli inestetici capillari”.

ENDO LIGHT LIFT
“E’ la nuova soluzione non chirurgica”, spiega Bacci “ per eliminare le borse il cedimento e l’eccesso cutaneo palpebrale inferiore Si avvale di un laser a diodi lo stesso usato per il trattamento dei capillari. Una minuscola fibra laser di 100 micron , la misura di un capello entra senza incisioni sotto la cute ed eroga impulsi che colpiscono acqua e grasso riducendo la borsa adiposa e facendo retrarre la pelle senza arrivare a lipolisi per la bassa energia finalizzata solo alla stimolazione collagenosica.. Utilizzando questa metodoica è infatti possibile eseguire una griglia sottocutanea o dermica profonda che stimola i tessuti e che crea delle linee di temporanea retrazione fibrosa che favoriscono la ristrutturazione tessutale.
Il trattamento può aiutare anche a limitare l’evoluzione della borsa adiposa che, quando è molto evidente, va corretta con la tradizionale blefaroplastica
L’endo litght lift non necessita di anestesia locale e non crea di solito ematomi ma richiede una particolare attenzione dell’occhio che viene protetto applicando delle protezioni metalliche a livello congiuntivele. Il postoperatorio prevede solo un po’ di soluzione fisiologica fredda e una lieve compressione per qualche minuto, oltre a le solite terapie lenitive e drenanti di tipo dermocosmetico.Buoni risultati anche negli eccessi cutanei nel collo, non miracoli, ma piccoli passi offerti dalla chirurgia estetica mini invasiva .Nel nostro protocollo, questa metodologia viene utilizzata in particolare in quelle persone in cui è presente un piccolo cedimento cutaneo ma dove non esiste una indicazione per metodologie chirurgiche più invasive”.

LINFOREX
“E’ una nuova metodica spiega Bacci, perfezionata con l’aiuto di varie università italiane e centri di flebolinfologia che dopo oltre un anno di osservazioni e studi ne hanno dimostrato l’utilità nel trattamento di patologie e inestetismi come varicosità , capillari, cellulite e rilassamento cutaneo delle gambe, delle braccia e dell’addome caratterizzati da gonfiore, edema,– e nei sintomi da stasi venulo linfatica. In particolare riveste un significativo ruolo nella cura della cellulite edematosa e delle gambe gonfie che possono causare anche compromissione delle articolazioni del piede Varie sono oggi le terapie che vengono utilizzate. La metodologia definita “la deambulazione simulata” - si comporta come un sistema simulato di deambulazione che riproduce gli stessi fenomeni fisiologici dell’attivazione della pompa plantare durante il passo ma senza attivare muscoli e leve ossee. Inoltre la somministrazione profonda di specifiche sostanze attiva i processi di depurazione tessutale. A seconda del tipo di patologia si usano sostanze antiedema, come l’escina, fibrinolitiche come il defibrotide o venotoniche come la troxerutina. La metodica utilizza una pressione meccanica che pompa i liquidi a livello dei piedi e contemporaneamente sfrutta una serie di onde elettriche che stimolano la contrazione di muscoli e fasce muscolari, permettendo il passaggio di specifiche sostanze in profondità, il drenaggio linfatico e la depurazione dei tessuti che vengono così favoriti nei loro processi di rigenerazione. Il trattamento si svolge con una speciale leggerissima tuta - indossata dal paziente- collegata a delle fasce che consentono la diffusione programmata dell’onda elettrica e la veicolazione profonda dei vari principi attivi mentre i piedi sono massaggiati dall’ apparecchiatura. Secondo un recente studio svolto su 380 affette da patologia degli arti inferiori condotto dall’Università di Ferrara, questa metodica risulta efficace anche nella prevenzione di tromboembolie , nella terapia di vasculopatie e in campo diagnostico e riabilitativo”.

Un ciclo di trattamento completo prevede 10 – 12 sedute- della durata circa quaranta minuti- due volte la settimana da fare a cicli di 5 - 6 settimane per poi programmare delle sedute di mantenimento.

IMPULSI DI SALUTE

L’isoforesi”, spiega Bacci - consente di introdurre attraverso la cute soluzioni a base di farmaci e risulta efficace per il trattamento antalgico locale delle patologie reumatiche (come ad esempio mal di schiena, artrosi, cervicale e altri disturbi) che riguardano nel nostro Paese oltre 6 milioni di persone finora costrette a ricorrere a pastiglie e punture con non pochi effetti indesiderati'' I ‘treni d’impulsi’ prodotti e costituiti dalle onde elettromagnetiche vengono utilizzati per trasportare direttamente lungo le miriadi di micro-canalini che si aprono fra le cellule farmaci antinfiammatori ,antiflogistici, analgesici, miorilassanti, anestetici, antiflebitici, cortisonici”.

I principi attivi vengono così veicolati direttamente per via transdermica al a cellule, tessuti ed organi delle persone colpite da artrosi, pseudartrosi, affezioni flogistiche e neuromuscolari . La metodica usata con questa apparecchiatura permette non solo di mirare meglio il bersaglio patologico da colpire, ma di raggiungerlo in maniera decisamente incruenta senza iniezioni. L’ingresso in profondità delle sostanze attive avviene grazie a un delicato massaggio isoforesico. il loro dosaggio è calibrato allo stretto necessario nell’area malata, senza transitare e disperdersi con effetti collaterali in altri distretti dell’organismo”.


Fonte:KataWeb Salute

27 ottobre, 2006

I rimedi, gli studi internazionali, le opzioni che offre la natura per la prevenzione

Cocktail alla Melatonina
Melatonina, gingko biloba e biotina contro l'alopecia. Il cocktail applicato sul cuoio capelluto arresterebbe la caduta dei capelli e aiuterebbe la ricrescita. La formula è stata testata dall'Istituto Dermatologico Europeo e da esperti tra i quali Walter Pierpaoli, il padre della melatonina.

Serve anche l'ipnosi
Lo studio della Free University di Bruxelles, appena pubblicato sul Journal American Academy of Dermatology, apre una breccia sul fronte dell'alopecia maschile e femminile. Secondo gli studiosi belgi può bastare qualche seduta di ipnosi per ritrovare la chioma perduta.

La luce polarizzata
Raggi infrarossi polarizzati, applicati a intermittenza a intervalli di tre minuti, due volte la settimana sulle temporanee chiazze di calvizie accelerano la ricrescita dei capelli in chi soffre di alopecia areata, secondo uno studio giapponese pubblicato sull'International Journal Dermatology.

L'alimentazione
Per una chioma forte e folta, largo a cereali, legumi, vegetali verdi e gialli, uova, latticini, fegato, frutti di mare, molluschi, lievito di birra, frutta secca e fresca. Attenzione, alcuni alimenti vanno consumati con costanza e moderazione (uova latticini, frutta secca).

Riso rosso thailandese
Khao Hom Nil, è un riso rosso sviluppato in Thailandia da ricercatori Biotec. Riuscirebbe a fermare la caduta dei capelli e a scurire quelli grigi. Il direttore del National Centre for Genetic Engineering and Biotechnology's Dna laboratory, S. Trakoonrung ne ha testato le virtù negli shampoo.

Spezie, usatele per la testa
Le spezie riparano e rinforzano la fibra capillare, ricorda l'hair-stylist milanese Luciano Colombo che consiglia: Ginepro: nella cura di alopecia, capelli grassi e forfora. Zenzero: per la crescita dei capelli, contro la forfora, per riattivare la circolazione. Cannella e Cacao: come ricostituenti.

Fonte:La Repubblica

Quando il problema si tinge di rosa

"a causa di squilibri ormonali il 15% delle ragazze sui 14 anni soffre di alopecia androgenetica. Per loro la cura è nella pillola anticoncezionale, naturalmente con prescrizione medica", hanno detto gli esperti all'VIII congresso internazionale di Chirurgia della calvizie che si è svolto a Roma. "In genere la metà delle donne, durante la sua vita, sperimenta perdite più
o meno consistenti di capelli, specie con l'arrivo della menopausa", precisa la dermatologa Antonella Tosti. Di soluzioni
"in rosa" non ce ne sono molte. L'uso dei farmaci a disposizione degli uomini non è stato approvato per le donne (data la composizione ormonale) e anche il trapianto è difficilmente possibile. "Sono sempre più numerose quante vengono in visita sperando in una soluzione al loro problema ma in media solo una su 100 è candidata al trap
ianto", conferma il tricologo milanese Vincenzo Gambino.

Fonte:La Repubblica

Diagnosi corretta in tre mosse

Per una diagnosi corretta servono tre strumenti: indagine storica (per individuare casi di calvizie in famiglia, stili di vita, eventi traumatici e così via), ispezione diretta del cuoio capelluto (stato della cute), analisi approfondita di cute e capello con procedure scientifiche.
Ecco i metodi di analisi più diffusi.
Tricogramma. È l'esame più semplice. Con una pinza si prelevano dai 50 ai 100 capelli e al microscopio li si raggruppa in anagen, catagen e telogen. Se i capelli in fase telogen sono oltre il 20%, significa che è in atto una patologia. L'esame è quantitativo e non chiarisce le cause della caduta.
Pull test. Si afferra fra il pollice e l'indice una ciocca di circa 50-100 capelli, si esercita una trazione costante, poi si contano i capelli estratti: se sono più di 6 si sospetta un'anomalia.
Fototricogramma. Altro esame quantitativo che prevede la rasatura di circa 1 cmq di cuoio capelluto da fotografare per contare i follicoli piliferi. Dopo uno-due mesi con una seconda fotografia dell'area si contano i capelli cresciuti, quindi in fase anagen. Per sottrazione si ha il numero di capelli in fase telogen.
Wash Test. Ancora un esame quantitativo. Si lavano i capelli del paziente dopo una settimana dall'ultimo lavaggio e si contano i capelli caduti.
Mineralogramma. Individua la composizione, in minerali, dei capelli. Utile per studiare alcune funzioni dell'organismo, individuare un'intossicazione, capire come integrare la dieta del paziente con gli elementi di cui è carente.
Videomicroscopia del capello. Con una microcamera dotata di illuminazione e ingrandimento si osservano al monitor cuoio capelluto e follicoli.
Fotografia globale. Valuta durante la terapia medica le pur minime variazioni delle condizioni di chi soffre di alopecia androgenetica.
Tricotest®. Software che permette vari accertamenti dettagliati e personalizzati, dalla definizione del tipo di cute, analisi attraverso sebometro, pH-metro, studio della tipologia dei capelli e del loro ciclo di vita, test di accertamento e misurazione della presenza di anomalie.

Fonte:La Repubblica

25 ottobre, 2006

Pelle: Mille Italiani 'Salvati' Da Trucco Cancella-Cicatrici

Vitiligine, acne, macchie cutanee, cicatrici possono deturpare un volto e spingere una persona a chiudersi in se stessa, rinunciando o limitando al massimo i rapporti con gli altri. Per correggere queste gravi imperfezioni a tempo di record, esaltare le qualità di un viso e rinforzare lautostima sono nati in Italia cinque centri universitari specializzati nel camouflage, o trucco correttivo. Una metodica sperimentata gratuitamente e con successo dai primi mille pazienti del nostro Paese. Lo ha spiegato Ruggero Caputo, direttore dellUnità operativa dellIstituto di scienze dermatologiche della Fondazione Policlinico di Milano, intervenuto oggi al convegno su Benessere? Salute e vanità in corso nel capoluogo lombardo.

Malattie transitorie o permanenti possono creare grossi problemi psicologici e di relazione - ha aggiunto il dermatologo - Pensiamo a vitiligine, ustioni, acne, nevi di grandi dimensioni. Quando il problema non si può rimuovere, il make-up permette di correggerlo ad hoc, in tempi rapidi. I Centri, a Roma (due), Milano, Napoli e Catania, possono contare su un dermatologo, uno psicologo e due esperte estetiste. Spetta al dermatologo - ha spiegato Caputo - valutare la gravità delle imperfezioni cutanee e quindi selezionare i pazienti. Questi saranno valutati da uno psicologo e impareranno, con laiuto delle estetiste, a mascherare e attenuare i segni deturpanti, a vantaggio della qualità della vita e dellautostima. Fra i primi mille pazienti il 92% era composto da donne, ma non sono mancati uomini e bambini. Questi ultimi erano vittime di problemi dermatologici che li rendevano oggetto di scherno a scuola.

Vitiligine, acne, cicatrici, melasma, rosacea e dermatite seborroica sono stati i problemi principali con cui questi italiani dovevano fare i conti. Letà media era fra i 25 e i 50 anni, ma per lo più i pazienti erano tra i 30 e i 40 anni, con un profilo psicologico definito - ha precisato il dermatologo - Si tratta, cioè, di soggetti introversi che vogliono trovare una soluzione personalizzata al loro problema. Con laiuto del trucco correttivo questo è stato possibile, ha assicurato Caputo.

Nellincontro milanese si è parlato anche delle novità per la cosmetica. Il futuro è nano - ha detto Marina Marinovich, tossicologa del Dipartimento di Scienze Farmacologiche delluniversità di Milano - Grazie alle nanotecnologie, infatti, sono state messe a punto particelle microscopiche guardate con molto interesse dagli esperti. Queste particelle, grazie alle loro dimensioni, permettono la formazione di un film sulla cute che aiuta il recupero della pelle danneggiata e ne aumenta lidratazione. La minor perdita dacqua riduce così i sintomi delleczema atopico e migliora laspetto della cute sana. Inoltre le formulazioni a base di nanoparticelle dimostrano una certa attività anche nel diminuire la profondità delle rughe. Non solo, si sta esaminando anche lincorporazione di ingredienti attivi in una matrice lipidica solida, per un rilascio prolungato e controllato. Lesperta cita lincapsulazione di vitamina E e retinoidi, per arrivare a un rilascio - conclude - solo quando la nanoparticella ha raggiunto il bersaglio.

Fonte:Yahoo!

23 ottobre, 2006

Iniezioni di botulino solo dal medico

Liberalizzata anche la somministrazione del botulino. Non c'è più bisogno del chirurgo estetico per diventare più belle.
Tutti i medici potranno somministrare il botulino come trattamento antirughe, ma non sarà più possibile farlo presso le estetiste.

Dopo il boom avuto da questo farmaco, non è più indispensabile la presenza di un chirurgo plastico per sottoporsi a questo lifting dolce. L’Agenzia Italiana del farmaco ha approvato il documento che applica la sentenza del Tar che definisce il trattamento "generalmente innocuo" per cui non sono motivi per le restrizioni di prescrivibilità.

Naturalmente questo non significa che verrà venduto direttamente al pubblico, ma le fiale di questo miracoloso "riempi zampe di gallina" potranno essere ordinate direttamente dal medico all’azienda che ha il monopolio nella produzione, la Allergan. Il botulino non è dannoso per la salute, ma deve essere somministrato da chi ne ha le competenze ed il farmaco deve essere originale e non "copiato".

In Italia il suo uso è cresciuto del 70%!

Fonte:The Instablog

18 ottobre, 2006

Il balsamo sporca i capelli?

Parrucchieri e dermatologi sono d'accordo. Per avere la testa in ordine, il lavaggio, da solo, non basta. Ci vuole un prodotto dopo shampoo. Eppure, sul suo uso restano ancora tanti dubbi.

Risponde il parrucchiere

Il balsamo sporca i capelli?
«No. Il balsamo non sporca i capelli. Anzi, è nato proprio quando ci si è resi conto che lo shampoo toglie troppo sebo dalla testa» dice Stefano Milano, parrucchiere di sfilate. «Ci voleva quindi un cosmetico capace di svolgere le funzioni del grasso naturale, come eliminare l'elettricità statica e rendere brillanti i fusti».

Va messo sempre?
«Il balsamo è necessario dopo ogni shampoo» precisa l'hair stylist. «Non solo per rendere i capelli più docili al pettine, ma anche per proteggerli dalle aggressioni esterne, come l'aria calda del phon e lo smog. Inoltre, è uno dei modi migliori per mantenere uniforme la tinta, perché previene disidratazione e danneggiamenti».

Si può usare anche se i capelli sono grassi?
«Certo. I balsami per capelli grassi hanno una consistenza leggera e spesso sono in versione spray» dice il parrucchiere. «Non hanno bisogno di risciacquo, perché le sostanze che contengono sono ridotte in particelle microscopiche. Il loro segreto è nei componenti, che neutralizzano i residui di calcio e magnesio, colpevoli di appesantire la capigliatura».

Quanto ne serve?
«La dose giusta è un cucchiaino da caffè per i capelli corti, un cucchiaio da tavola per tagli medio-lunghi» spiega Milani. «Se c’è l'erogatore, basta una spruzzata o due, a seconda della lunghezza. Per le mousse, è perfetta una quantità che stia dentro il palmo della mano».

Meglio il balsamo classico o quello senza risciacquo?
«È una scelta personale» dice il parrucchiere. «I balsami senza risciacquo (tecnicamente si chiamano "leave-in") sono adatti per chi ha bisogno di un prodotto a effetto rapido. Contengono, in genere, oli minerali, vegetali e siliconi. Vanno applicati dopo lo shampoo, prima di tamponare i capelli con l'asciugamano».

Va lasciato in posa tanto o poco?
«C’è un caso in cui vale la pena di lasciare in posa il balsamo a lungo: prima di una decolorazione, per ridurre i danni dovuti alle sostanze chimiche e fissare meglio il colore» dice Milani. «Un paio di giorni prima si fa un impacco con un balsamo per capelli secchi, che nutre, tenendolo in posa almeno due ore, meglio tutta la notte».

Che differenza c'è con la maschera?
«La maschera va applicata al posto del balsamo, una volta alla settimana, quando i capelli sono molto secchi o sfibrati» chiarisce il parrucchiere. «E si lascia in posa una decina di minuti. Per aumentarne l'efficacia, si può avvolgere la testa in una pellicola trasparente e coprire il tutto con un asciugamano caldo. L'umidità e le proteine contenute nel prodotto gonfiano il capello e fanno durare di più la piega».

Risponde il dermatologo

Il balsamo sporca i capelli?
«Per avere i capelli leggeri basta scegliere il balsamo adatto al proprio tipo di testa» spiega la dermatologa Magda Belmontesi. «Ed è importante usarlo bene: non bisogna esagerare mai con la dose, tanto non è la quantità che rende i capelli più morbidi e brillanti. Va applicato sulla testa molto umida e risciacquato abbondantemente».

Va messo sempre?
«Sì, perché completa l'azione dello shampoo» spiega la dermatologa. «Quando viene applicato sui capelli, il suo pH alcalino apre le cuticole, ossia le piccole squame che ricoprono il fusto, in modo che i principi attivi possano penetrare. Durante il risciacquo, le cuticole si chiudono, le sostanze completano la loro azione e il capello è più sano».

Si può usare anche se i capelli sono grassi?
«Sì, perché i balsami studiati per chi ha questo problema non si limitano ad ammorbidire e lucidare il capello, ma aiutano a regolare la produzione di sebo e non appesantiscono» spiega la dottoressa Belmontesi. «Attenzione, invece, a gel e spume per rifinire la pettinatura. Se sono troppo aggressivi, possono seccare il cuoio capelluto che, per reazione, produce più grasso».

Quanto ne serve?
«Di balsamo ne serve poco, ma va sempre distribuito con un pettine a denti larghi» chiarisce Belmontesi. «Come si è osservato al microscopio, senza questa operazione il prodotto non riesce a coprire tutta la superficie dei capelli e, quindi, non chiude bene le cuticole, compattando i fusti».

Meglio il balsamo classico o quello senza risciacquo?
«La differenza tra i due prodotti è solo pratica» afferma la dottoressa. «Quello senza risciacquo è perfetto dopo la piscina o la palestra, oppure se ci si lava la testa tutti i giorni e i capelli sono secchi e svolazzanti. Inoltre, può essere applicato facilmente soltanto sulle punte, per eliminare l'effetto crespo, anche senza aver fatto lo shampoo».

Va lasciato in posa tanto o poco?
«Due o tre minuti sono sufficienti per avere capelli morbidi e setosi» spiega la dermatologa. «Prolungare la posa non serve perché non aumenta l'efficacia del prodotto. Per ottenere un risultato migliore, invece, è utile usare un getto di acqua fredda all'ultimo risciacquo. Così le cuticole si chiudono e i capelli diventano brillanti».

Che differenza c'è con la maschera?
«Le maschere sono trattamenti ad azione intensa. Si distinguono dal balsamo per la maggiore concentrazione di principi attivi e sono in grado di penetrare più in profondità nella struttura del capello» spiega la dermatologa. «Contengono sempre sostanze ricche di lipidi, che ripristinano la pellicola di acqua e grassi che riveste i capelli, oltre a proteine e vitamine, che riparano la cuticola e aumentano l'elasticità del fusto».

Fonte: Donna Moderna

16 ottobre, 2006

Bellezza: Antidoti Autunnali Contro Invecchiamento Della Pelle

Milano, 4 ott . (Adnkronos Salute) - Ore al sole in estate e, al ritorno in città, via libera alla tintarella artificiale, anche tre volte a settimana. A sottoporre la loro pelle ogni anno a questo tour de force per conservare le tracce di un colorito dorato sono soprattutto le donne. Con conseguenze pericolose: invecchiamento cutaneo precoce, arrossamenti e scottature, formazione di macchie e nei, rischio di sviluppare melanomi e tumori della pelle. Il monito arriva dagli esperti che si riuniranno domani pomeriggio a Milano (Castello Sforzesco), per la tavola rotonda Donne e salute della pelle organizzata dallOsservatorio Nazionale sulla salute della Donna (Onda). Questa, infatti, è una stagione cruciale per prendersi cura della propria pelle.

La pelle nella donna - spiega Francesca Merzagora, presidente di Onda (www.ondaosservatorio.it) - è una sorta di carta didentità. Se il viso è curato, si pensa che lintera persona sia attenta alla propria salute intesa come benessere fisico e psichico. Oggi gli strumenti a disposizione per mantenere la pelle in buono stato sono molti, dai prodotti cosmetici/cosmeceutici, alla medicina estetica, fino ad arrivare alla chirurgia. Queste armi possono essere utili, ma non bisogna mai perdere di vista il benessere. Proprio per questo - aggiunge Carla De Albertis, assessore alla salute del Comune di Milano - il neo costituito Assessorato si pone come obiettivo principale la promozione della cultura della salute e della prevenzione. Non solo come efficace metodo preventivo di molte malattie ma anche per un miglioramento della qualità della vita e, in questo caso specifico, di una sana bellezza. Per chi ha peccato in estate e arriva allautunno con il volto segnato, alcuni interventi estetici superficiali sono comunque possibili, senza arrivare alla chirurgia.

Per mantenere la pelle più sana e bella - spiega Antonino Di Pietro presidente della Società Italiana di Dermatologia Plastica (Isplad) - oggi si consigliano dermocosmetici e integratori alimentari, peeling, acido ialuronico, collagene e i nuovi laser. Con questi mezzi si riesce a migliorare la cute in modo più naturale, anche se meno eclatante, ma soprattutto rispettando al massimo lintegrità cutanea. Quando le alterazioni non sono più controllabili con terapie locali di tipo dermocosmetico, si ricorre alla chirurgia plastica.

Interventi come la blefaroplastica o il lifting facciale - dice Andrea Grisotti, direttore del reparto di chirurgia plastica alla Casa di Cura San Pio X - possono rinfrescare in modo molto gratificante un viso invecchiato. Negli ultimi anni si sono inoltre sviluppate tecniche meno invasive e procedure non proprio chirurgiche, come il lipofilling o i laser ablativi, in grado in parte di sostituire la chirurgia, o comunque di ritardarla per alcuni anni. Diverso il problema per chi cerca labbronzatura a tutti i costi, e non rinuncia alla tintarella anche nella stagione fredda. Leccesso di sole - chiarisce Alessandro Testori, direttore dellunità melanoma allIstituto Europeo di Oncologia - può provocare alcuni tumori della pelle, generalmente in modo proporzionale alla quantità di raggi solari cui ci esponiamo. Troppo spesso le donne si sottopongono ad eccessivi bagni di sole o a lampade Uva, aumentando il rischio di tumore, in particolare basaliomi e carcinomi spinocellulari, e non prestano sufficiente attenzione ai propri figli. Sono però le più attente alla diagnosi precoce e, contrariamente agli uomini, si presentano regolarmente dal dermatologo per le visite di controllo.

Mettere a repentaglio la propria salute per inseguire unideale di bellezza è un comportamento studiato dalla psicoanalisi. Il senso della bellezza - spiega Anna Panepucci, psicoanalista e direttore dellAssociazione Italiana di Psicologia Analitica (Aipa) - è uno stato interiore di coesione e benessere cui si arriva attraverso la risoluzione di alcuni conflitti interni. Uno dei più importanti è quello tra istinto di vita e istinto di morte. Nellattuale equiparazione di bello con giovane, il conflitto verrebbe risolto con la negazione dellistinto di morte e dei suoi sempre più visibili effetti sui nostri corpi attraverso linvecchiamento.

Il trionfo della libido narcisitica porterà a un prepotente e implicito bisogno di perfezione, abbinato a unimpotenza nel realizzarlo. Così vedersi sempre e comunque come brutti anatroccoli porta a una battaglia per soddisfare un irrealistico bisogno di perfezione attraverso la bellezza.

Fonte: Yahoo!

Petrolio, antirughe o idratante?

Ogni tanto a fare questo mestiere s'impara anche qualcosa.
Tipo, a leggere le etichette.
Non solo dei cibi, per verificare ad esempio che lo strillo "Biologico" non sia solo una bieca operazione di marketing.
Ma anche e soprattutto dei cosmetici.
Ad esempio, ho imparato che tantissime creme di uso comune, che si trovano in profumeria o al supermercato, contengono petrolati, ossia derivati del petrolio, come l'olio di paraffina. Fra l'altro, sono comedogeniche, ossia fanno pure venire i punti neri.
I siliconi invece, mi dice la dermatologa Riccarda Serri, attentissima agli effetti dei cosmetici sull'ecosistema ambientale, oltreché cutaneo, piacciono perché "riempiono" rughette e imperfezioni, e quindi danno un aspetto vellutato. Ma in realtà, oltre a essere totalmente sintetici, soffocano la pelle con un velo occlusivo, rendendola asfittica.

La soluzione per non farsi fregare troppo dalle multinazionali dei cosmetici sarebbe imparare a leggere l'INCI di un prodotto riportato nell'etichetta, ossia International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, l’elenco delle materie prime utilizzate in cosmesi secondo una nomenclatura standard.
Si può partire dall'ottimo sito Sai cosa ti spalmi , curato da Barbara Righini, pieno di consigli e spiegazioni davvero for dummies. E procedere con il Biodizionario curato da Fabrizio Zago, chimico industriale e consulente per varie aziende sensibili all'ecologia. Con pazienza certosina, Zago ha catalogato circa 5000 sostanze che possono essere impiegate nella produzione di cosmetici.

Non è facile: i nomi sono spesso incomprensibili, ci vuole tempo e voglia, mentre il mantra di tutte noi è sempre il, solito "Nonhotempononhotempononhotempo", mentre riempiamo freneticamente carrelli del supermercato.

Una cosa rapida che si può fare però, perfetta per quando si compra un cosmetico sedicente "verde" o "naturale" è verificare se il principale ingrediente "strillato" in etichetta (e che dà quell'allure di "naturale" appunto che spesso ci convince ad acquistarlo) è citato anche tra i primi ingredienti dell'INCI. L’INCI di ciascun cosmetico elenca infatti gli ingredienti di cui quel cosmetico è composto in ordine decrescente. Con un'occhiata potete quindi accorgervi se quella "crema alla papaia", la papaia l'ha vista solo in fotografia.


In alternativa, si possono scegliere solo cosmetici certificati Aiab-Icea, per essere certe di acquistare prodotti non Ogm, che rispettano le norme internazionali e nazionali vigenti in materia, a base di ingredienti da agricoltura biologica, imballato in confezioni riciclabili non dannose per la salute, ma soprattutto che non contengono una delle 1350 sostanze chimiche considerate “a rischio”, ovvero dannose per l'ambiente o per la pelle.

Fonte: Petrolio

12 settembre, 2006

Il peeling per i punti difficili - Ciao abbronzatura

Il peeling per i punti difficili

Perché serve
Décolleté e mani sono due zone che richiedono un'attenzione speciale quando si fa lo scrub. Qui la pelle è molto sottile, si secca con facilità e, dopo l'esposizione al sole, spesso compaiono delle macchioline scure, le cosiddette lentigo.

Per uniformare il colorito è necessario un gommage delicato, che elimini anche le eventuali impurità che a fine vacanza compaiono sul décolleté. La pelle ispessita, infatti, ostruisce i pori e si possono formare punti neri e brufoletti.

Cosa deve contenere
Per queste zone vanno bene gli stessi prodotti con granuli molto piccoli usati per il viso. Se la pelle è particolarmente secca, come in genere quella delle mani, è perfetto uno scrub su base oleosa. Mentre se ci sono impurità, come sul décolleté, è meglio un prodotto oil free che contenga minerali marini, che purificano la pelle e la esfoliano senza disidratarla eccessivamente.

Come si fa
Il peeling va fatto sulla pelle umida, con un massaggio circolare e leggero, e risciacquando abbondantemente. Se ci sono macchie, la sera si può applicare una crema schiarente a base di acido cogico, tioctico o arbutina e arricchita di vitamina C. La mattina, sulle mani, si mette una crema idratante molto ricca che contenga un filtro Uv non inferiore a 15: anche i raggi più deboli possono stimolare nuovamente la formazione delle macchie.

Il consiglio in più
Per favorire l'eliminazione delle macchie e prevenirne la comparsa, un'arma in più viene dalla dieta, in particolare dai cibi che contengono vitamina C.

Un kiwi la mattina a stomaco vuoto e una ciotola di frutti di bosco a fine pasto (more e mirtilli in particolare) aiutano ad avere una carnagione più uniforme. E lo stesso effetto garantiscono l'acido gammalinoleico contenuto nei semi di sesamo e nell'olio di borragine (in erboristeria), che hanno un'azione antinvecchiamento.

Fonte: DonnaModerna

Il gommage per il corpo - Ciao abbronzatura

Il gommage per il corpo

Perché serve
«Lo scrub permette di eliminare le impurità, di levigare la pelle e di ossigenare i tessuti» spiega la dermatologa. «E serve per togliere le macchie più chiare dovute all'esfoliazione naturale, che non è mai uniforme, o alle conseguenze di una scottatura».

Il gommage è indispensabile, poi, se si usa l'autoabbronzante per ridare un po' di colore alla pelle. Togliendo lo strato superficiale, inoltre, la crema idratante o l'olio che si usa abitualmente può agire più in profondità e nutrire la cute secca.

Cosa deve contenere
Le sfere dello scrub per il corpo sono più grosse e irregolari di quelle per il viso. Il prodotto giusto dovrebbe contenere granuli sintetici o di origine naturale, come frammenti di semi di riso o di corteccia di sandalo. Sono ottimi anche lo zucchero, i sali marini che combattono la ritenzione idrica e il sapone nero maghrebino (si compra in erboristeria) che racchiude piccole scaglie vegetali in grado di esfoliare delicatamente la pelle.

Come si fa
Sul corpo il gommage si può fare anche a secco, prestando un po' di attenzione ai punti più delicati come le caviglie e il girovita. La schiena è uno dei punti più difficili, perché l'abbronzatura tende a diventare a chiazze ed è difficile distribuire in modo uniforme il cosmetico.

Per semplicità, meglio scegliere un prodotto fluido, più facile da applicare, e aiutarsi con una spazzola in setola o una striscia in sisal. L'ideale è eseguire questa operazione immerse nella vasca: l'atmosfera caldo-umida facilita il distacco delle cellule morte.

Il consiglio in più
Lo scrub sul corpo va fatto due volte alla settimana, ma se la pelle è delicata e sottile meglio una sola volta. Dopo, per rendere l'epidermide ancora più setosa, si può mettere un olio a base di vitamina E e di idro-ceramidi, molecole idratanti simili a quelle già presenti sulla pelle.

Donna Moderna consiglia anche se hai qualche venuzza a vista su cosce e polpacci, puoi esfoliare la pelle. Ma con misura. Usa uno scrub per il viso in crema e non sfregarlo con troppa energia, per non traumatizzare i capillari.

Fonte: DonnaModerna

L'esfoliante per il viso - Ciao abbronzatura

L'esfoliante per il viso

Perché serve
«Il viso è la parte del corpo più soggetta all'invecchiamento provocato dai raggi ultravioletti. Perché, a differenza del corpo, è esposto tutto l'anno e il sole estivo non fa altro che aggiungere danni nuovi a quelli vecchi» dice la dermatologa Magda Belmontesi.

«Per questo, dopo le vacanze, la pelle appare più ruvida, disidratata, ispessita. Inoltre, i raggi Uv aumentano la produzione di radicali liberi, che marcano di più le rughe esistenti e ne fanno comparire di nuove». Lo scrub è fondamentale perché stimola il rinnovamento cellulare. In più, lascia la pelle liscia e luminosa e, per effetto ottico, le rughe si vedono meno.

Cosa deve contenere
L'esfoliante ideale per il viso deve essere molto delicato, con granuli extra fini. Vanno bene quelli vegetali oppure quelli in polietilene, perché le sfere hanno una superficie regolare che non gratta troppo. Per non alterare il film che protegge la pelle, meglio scegliere un prodotto arricchito con oli vegetali e vitamine.

Come si fa
La prima regola: mai a secco. La pelle va sempre prima inumidita, altrimenti l'azione esfoliante diventa eccessiva e irritante. Se hai la cute delicata, usa metà prodotto, aggiungendo una noce di latte detergente. Per aumentare l'efficacia dello scrub, massaggialo con una spazzolina a setole morbide, che permette di raggiungere meglio ogni punto. Fai attenzione a evitare il contorno occhi. Il gommage al viso non va fatto più di una volta alla settimana.

Il consiglio in più
Il sole estivo può inaridire eccessivamente la pelle, rendendola più fragile e indifesa. Per rimediare, due volte alla settimana fai una maschera idratante e nutriente ricca di acidi grassi essenziali, che rivitalizzano, vitamina E, che combatte i radicali, e vitamina C, che ha un'azione schiarente.

Fonte: DonnaModerna

06 settembre, 2006

CREME ANTIRUGHE ? IL SOLE RESPONSABILE DELL'INVECCHIAMENTO DELLA PELLE

Le creme antirughe? Sostanzialmente inefficaci. Lo rilevano due ricerche condotte autonomamente dal dermatologo britannico Chris Griffiths, della Royal University di Manchester e dal ricercatore americano Nichjolas Lowe, dell'Universita' della California. Chi compra una crema antirughe non dovrebbe aspettarsi molto e tenere presente che la componente pubblicitaria incide sul costo del prodotto fino al 10%. Le creme sono una emulsione di grassi e acqua (tanto piu' "leggera" e' tanto piu'
acqua contiene) e l'effetto e' di protezione fisica, perche' limitano il contatto con l'esterno. Le creme non idratano, non eliminano ne' le rughe ne' la cellulite.

Il 70% dell'invecchiamento della pelle dipende dal sole e solo un uso quotidiano di creme, contenenti filtri solari, puo' ritardarne l'invecchiamento. Si stanno diffondendo infatti le creme da giorno contenente una piccola quantita' di filtri solari che hanno l'effetto di limitare i danni provocati dal sole, tra i quali appunto la formazione delle rughe.

Una avvertenza per i nostri vacanzieri che hanno passano ore al sole: tenete presente la faccia rugosa dei marinai e dei contadini per avere una idea degli effetti del sole sulla pelle.

Fonte: Lamescolanza

30 agosto, 2006

Cosmetici sicuri, attivo il sito Ue. Al via il confronto con i produttori

Al bando i segreti di tutti cosmetici venduti in Europa per ogni possibile capriccio estetico. Dai rossetti brillanti alle creme idratanti, dalle lozioni contro la calvizie ai deodoranti più o meno delicati, dalle creme depilatorie ai patch anticellulite e antirughe: sui cosmetici i consumatori europei hanno ormai il diritto di saperne di più e i produttori l’obbligo di rispondere alle loro domande.
Da oggi infatti i consumatori europei possono vantare un’importante conquista, ossia potersi rivolgere ai produttori dei cosmetici venduti in Europa per informarsi sulla composizione quantitativa di un prodotto, in particolare sull’eventuale presenza di sostanze giudicate “pericolose” in quanto irritanti, corrosive o ancora tossiche o infiammabili.
La Commissione europea in accordo con l’industria europea dei cosmetici ha infatti deciso che i consumatori hanno diritto di conoscere gli eventuali effetti negativi sulla salute che un prodotto utilizzato normalmente in modo adeguato - e non eccessivo - potrebbe provocare. Se in Europa possono essere venduti solo cosmetici sicuri per la salute umana, eventuali conseguenze negative non possono essere escluse: dagli effetti irritanti e allergici all’acne cosmetica, dal prurito allo shock anafilattico. Insomma, “si tratta di fornire ai consumatori che lo desiderano - ha spiegato ai cronisti Gregor Kreuzhuber, portavoce del vicepresidente e commissario europeo all’industria Gunter Verheugen - i dati relativi alla composizione dei prodotti e agli eventuali effetti non desiderati di cui i produttori potrebbero essere a conoscenza.
Tutto questo senza portare pregiudizio al segreto commerciale e ai diritti di proprietà intellettuale”.
L’obiettivo è duplice, ha precisato Verheugen: “Facilitare la vita dei consumatori e delle imprese in quanto la trasparenza dell’informazione aiuterà i consumatori a scegliere tra una vasta gamma di prodotti venduti sul mercato europeo”. Un mercato, che ha conosciuto un vero boom in prodotti di bellezza, sia maschili che femminili, grazie anche ad una buona dose di edonismo sempre più diffuso nella società europea. In concreto, quindi, i consumatori possono rivolgere le loro domande al produttore del cosmetico di cui sono interessati telefonando o utilizzando l’indirizzo stampato sulla confezione.
Per facilitare la loro ricerca possono fare ricorso ad un elenco pubblico centrale delle imprese che commercializzano i cosmetici in Europa messo a disposizione da Colipa (l’associazione che li riunisce) all’indirizzo “www.european-cosmetics.info”.

Fonte: Il Denaro

La proteina che fa crescere i capelli

Hanno individuato il codice proteico che ordina a cellule semplici di diventare follicoli piliferi. Ora la sperimentazione sugli umani

Una speranza per curare la calvizie e un buon modello scientifico per studiare lo sviluppo dei tessuti. Un gruppo di biologi dell'Università di Manchester, in Gran Bretagna, ha scoperto il processo molecolare che permette alle cellule embrionali di specializzarsi in cellule che producono capelli. Il segreto sta in un "codice" proteico, che ordina a cellule indifferenziate di diventare invece specifiche per la produzione di capelli.

Nell'embrione che cresce avviene la "pattern formation", cioè l'acquisizione di forme definite, processo mediante il quale, grazie all'interazione tra cellule, si sviluppa la forma adulta. Uno dei migliori esempi di ripetizione di tale processo durante lo sviluppo è quello dei follicoli piliferi nella pelle dei mammiferi. L'embrione all'inizio è ricoperto con un semplice strato di cellule epiteliali, nel quale ciascuna cellula ha due possibilità di scelta: diventare una cellula che darà origine a follicoli piliferi oppure una semplice cellula della pelle.

Nei topi è stato osservato che in soli due giorni tutte le cellule epiteliali scelgono tra le due opzioni, dividendosi secondo uno schema preciso, per cui sulla pelle dei roditori appaiono a spazi regolari i follicoli piliferi. Questa abilità di generare il numero corretto di peli, e tra questi il giusto spazio di pelle, dipende da una complessa "comunicazione" tra le cellule.

Il progetto di ricerca dell'equipe diretta dal professor Denis Headon ha scoperto uno dei meccanismi e dei "linguaggi" che presiedono a questa abilità. In esperimenti di laboratorio, il codice proteico individuato dai ricercatori è stato trasmesso ad alcune cellule indifferenziate, che hanno dato origine a follicoli piliferi. Ora i biologi sperano che lo stesso risultato si possa ottenere anche su cellule umane.

"Nello sviluppo dell'embrione umano - spiega Headon - le cellule della pelle hanno la capacità di trasformarsi in altri tipi di cellule, per formare follicoli piliferi, ghiandole sudorifere, denti e unghie. La trasformazione delle cellule semplici in cellule che producono capelli è determinata da tre proteine prodotte dai nostri geni".

"La nostra ricerca - continua il biologo - ha identificato il modo in cui una di queste proteine, lavorando al di fuori delle cellule, interagisce a livello molecolare per determinare lo schema capillare dell'individuo". In pratica, avendo scoperto come le cellule si "organizzano" per produrre follicoli piliferi, i ricercatori sperano anche di poter "ordinare" alle stesse di produrne di più. Headon sottolinea però che lo studio non è solo un passo avanti nella lotta contro la calvizie: "L'importanza della biologia dei follicoli piliferi non sta solo nella ricerca cosmetica, poiché fornisce un modello eccellente per studiare lo sviluppo, la differenziazione e l'interazione dei tessuti in generale".

Fonte: La Repubblica

I cosmeceutici naturali

Fitoterapia e omeopatia. Sono le tecniche di medicina naturale oggi più utilizzate anche in cosmetica. Per idratare, rivitalizzare, rassodare e rendere la pelle più tonica e luminosa

A seconda delle esigenze, i cosmeceutici naturali possono essere utilizzati sotto forma di creme, come integratori alimentari oppure come filler, da usare per riempire e rughe, o ancora per attenuare la cellulite.

> LA TISANA RILASSANTE CHE CONCILIA IL SONNO E FA PIU' BELLA LA PELLE
Si tratta di un rimedio fitoterapico che, migliorando la qualità del sonno, permette all'epidermide di incamerare più energia. Non solo: riposando bene; la pelle del viso rimane distesa e non si decontrae, prevenendo così la formazione di segni e rughette. Come preparare l'infuso? «Procurati, in erboristeria, 30 gocce di passiflora, 30 di agnocastro e 30 di angelica arcangelica», dice il fitoterapista Fulvio Martini. «Fai bollire il mix in 250 ml d'acqua per 30 secondi, lascia riposare per mezz'ora filtra e fai raffreddare. Bevi una tazza di infuso prima di cena, e un'altra prima di andare a letto, dolcificandola con un cucchiaino di miele».

> LE CURE OMEOPATICHE CHE RASSODANO IL VISO
«Ci sono farmaci omeopatici che, essendo biocompatibili, ossia simili per natura alle sostanze naturalmente presenti nei tessuti epidermici, possono essere utilizzati come rivitalizzanti e rassodanti della pelle del viso. Ma anche come terapia drenante e anticellulite», dice l'endocrinologa Maria Cornia.
«Per quanto riguarda lka cura dle viso, il medico esperto in omeopatia, dopo aver analizzato le esigenze della cute, prepara un mix di farmaci a bassa diluizione che, iniettati nei punti dell'agopuntura, stimolano le funzioni vitali della pelle, rendendola più tonica e compatta», continua l'endocrinologa.

E in quanto a cellulite? «L'omeomesoterapia, invece, punta su microiniezioni intradermiche da eseguire sia nei punti da trattare, dove ci sono i cuscinetti, sia in quelli dell'agopuntura», spiega la dottoressa Cornia. «Per un'azione drenante e detossinante globale, vengono utilizzati farmaci che stimolano la circolazione e tengono sotto controllo il proliferare delle cellule adipose. La tecnica richiede 10 sedute ravvicinate, poi una ogni quattro mesi di mantenimento, al costo indicativo di 50 euro a trattamento».

Fonte: Glamour on Line

28 agosto, 2006

Capelli secchi, fragili, indeboliti

Semplici e pratiche indicazioni per aiutare i capelli a trovare quella morbidezza e lucidità che il troppo sole, l'aria e il sale potrebbero aver alterato

Alcuni rimedi miglioreranno la condizione dei vostri capelli e del cuoio capelluto. L'uso dei prodotti naturali è l'ingrediente fondamentale di queste ricette di bellezza. L'esempio immediato è il miele da sempre considerato uno dei mezzi naturali più efficaci per ridare ai capelli salute, consistenza e splendore. La medicina popolare l'ha sempre considerato un rimedio efficacissimo contro la caduta dei capelli, anche per la sua azione disinfettante.

Fissante al miele
1 cucchiaio di puro miele d'api, 1/4 di lilitro di acqua calda, 1 spruzzata di aceto di frutta.
Sciogliete il miele nell'acqua calda, quando sarà perfettamente sciolto aggiungete la spruzzata di aceto.
Questo bagno fissante al miele si applica frizionando dolcemente capelli e cuoio capelluto. Procura lucentezza, soffice morbidezza e buona tenuta dell'ondulazione.

Impacco alla banana
Schiacciare una banana grande e molto matura, aggiungere un cucchiaio di panna montata e uno di miele e sbattete il tutto finchè non è ben amalgamato. Applicare il composto sui capelli, dalle radici alle punte, coprire con una cuffia da doccia e poi avvolgere la testa in un asciugamano tiepido. Lasciare riposare l'impacco sui capelli il più possibile, anche un'ora. Sciacquare bene con acqua tiepida e poi fare uno shampoo.

Impacco di mandorle
Pestare 150 grammi circa di mandorle fino ad ottenere una pasta densa ed omogenea, alla quale si aggiunge un tuorlo d'uovo. Dopo aver mescolato il composto si distribuisce sui capelli. Per ottenere il massimo beneficio da questa ricetta, è utile avvolgere la testa con un velo di carta stagnola e lasciar agire il composto per una mezz'ora. Poi si sciacqua con abbondante acqua tiepida.

Massaggio con olio di jojoba
Un olio che rappresenta un autentico impacco di bellezza.
Ridà vigore e luminosità ai capelli inariditi. Rinforza i capelli, li abbellisce e li nutre intensamente, lasciandoli lucidi ma non grassi, soffici e voluminosi. Massaggiare i capelli ciocca per ciocca e lasciare in posa almeno 20 minuti poi risciacquare. Un'attenzione particolare è rivolta al cuoio capelluto che va massaggiato anche con vigore usando i polpastrelli delle dita. Lasciare agire sui capelli per 10 minuti e lavare.

Gel di cotogne
1 cucchiaio di semi di cotogna, 1/4 di litro d'acqua.
Mettete i semi nell'acqua fredda. Portatela lentamente a ebollizione sul fuoco basso e lasciatela bollire piano, ben coperta, per 15 minuti.
Quando avrà assunto l'aspetto di una gelatina e farà grosse bolle, togliete dal fuoco e colate con un colino da cucina.
Un uso regolare di questo prezioso estratto vegetale contribuisce attivamente a mantenere sano il cuoio capelluto: il capello si ingrasserà meno rapidamente e si potrà lavare meno frequentemente. Questa preparazione è particolarmente raccomandata a chi è spesso afflitto da forfora e da irritabilità del cuoio capelluto. Se avrete la cura di conservarlo semplicemente in frigorifero, potrete preparare questo gel in dosi maggiori per più applicazioni.

Non dimentichiamo che anche e soprattutto a tavola è possibile dare una mano ai capelli.

Fonte: LifeGate

Trecce: una pettinatura intramontabile

Qualunque sia la stagione, l’occasione o il momento della giornata, c’è sempre un’acconciatura con la quale andare a colpo sicuro. Stiamo parlando delle trecce. D’estate sono perfette per raccogliere in modo originale i capelli. D’inverno possono diventare un’acconciatura elegante e ricercata, adatta all’ufficio ma anche alle serate chic. Qualunque sia l’occasione, esiste una treccia pensate appositamente: nell’immagine potete vedere alcuni suggerimenti.

Potrete raccogliere i capelli nella loro totalità per realizzare una treccia che parte dalla zona più alta della testa, oppure una bassa da lasciare cadere sulle vostre spalle. O ancora, potrete assumere un’aria hippy e tipicamente anni Sessanta, realizzando una treccia sottile da utilizzare come fascia sulla fronte. Oppure raccogliere solamente alcune ciocche in una morbida treccia da lasciare scivolare sui capelli rigorosamente e perfettamente stirati. Per fissare le trecce, basterà utilizzare piccoli elastici trasparenti o alcuni colpi di lacca.

Per chi vuole che la sua estate duri ancora a lungo, si possono anche realizzare tante piccole trecce, utilizzando tutti i capelli, donandovi un’aria da Jamaica Style, molto trendy. Per le più romantiche, invece, consigliamo la treccia “raccolta”, come se foste appena uscite da un romanzo stile “Piccole donne”. Qualunque sia il vostro stile di vita, la treccia si adatterà ad ogni vostra giornata, donandovi un’aria femminile ma anche estremamente pratica. E di sicura comodità.

Fonte: Stylosophy
http://www.stylosophy.it/articolo/trecce-pettinatura-intramontabile/294/

Occhi amaranto: trend misterioso per l’autunno-inverno

Non solo abiti alle sfilate per la moda autunno-inverno 2006/2007. Anche il trucco vuole la sua parte. Per conoscere quali saranno i colori di tendenza per la prossima stagione, basta osservare il make up con cui le modelle si sono presentate in passerella. Il must per la prossima stagione è l’ombretto amaranto: si torna a puntare sullo sguardo, dunque. Uno sguardo che deve essere al contempo profondo e misterioso. Uno sguardo che ammalia e seduce.

A presentarlo sulle passerelle della prossima stagione autunnale sono stati Giorgio Armani, Gucci, Christian Dior e Veronica Braquinho. Per un trucco perfettamente riuscito, enfatizzate lo sguardo, con ombretti color amaranto e matite nere per il contorno occhi. Attente però al resto del trucco: giusto un velo di fondotinta e un rossetto color carne per le labbra. E’ il vostro sguardo il vero protagonista del make up della prossima stagione autunno-invernale.

Attenzione però: questo rosso cupo è troppo pesante per essere portato anche di giorno. Via libera all’amaranto, dunque, ma solamente come look per una serata trascorsa fuori casa. A seconda del vostro stile, potrete scegliere tra un look basico, con il colore appena accentuato sul contorno occhi inferiore, un total look, in cui l’amaranto incornicia tutto l’occhio, o ancora la versione da discoteca, di sicuro effetto, con l’ombretto steso solamente nella parte superiore dell’occhio.

Fonte: Stylosophy
http://www.stylosophy.it/articolo/occhi-amaranto-trend-misterioso-autunno-inverno/291/

25 agosto, 2006

Capelli sani e belli, ecco il decalogo

Il tuo parrucchiere ha davvero a cuore i tuoi capelli? Quali i trattamenti e i prodotti che non dovrebbe mai proporti per non danneggiarne la salute? Come fare per capirlo? A queste e altre domande risponde Di Luca, azienda presente sul mercato dell’estetica e dell’acconciatura femminile da oltre quaranta anni.

I capelli sono una naturale cornice per il viso: lo abbelli­scono, ne contraddistinguono i caratteri e i vari tipi di fisionomia. Possono rendere una persona sicura o insoddi­sfatta di sé. Per questo la caduta dei capelli viene vissuta generalmente come un vero trauma. D’altra parte la caduta è spesso solo l’esito finale di una serie di eventi che ne hanno minacciato, magari per anni, la salute. Al contrario un capello in salute è un capello naturalmente bello, che necessita di pochi ma corretti accorgimenti per offrire un risultato estetico notevole.

“Purtroppo molto spesso oggi, anche in molti saloni di grido, si sacrifica la salute del capello sull’altare della creatività: molti professionisti, che non a caso si definiscono ‘hair stylist’, pretendono di ottenere risultati estetici totalmente svincolati da ciò che il codice genetico ha previsto per quella persona. A questo si aggiunge la necessità di realizzare i trattamenti nel minor tempo possibile, sia per richiesta del cliente che ha poco tempo, sia per rispondere alle esigenze del salone che vuole ottimizzare i costi del personale. Il risultato? Spesso, vengono utilizzati prodotti e procedure che ottengono sul breve periodo un ottimo risultato, ma di fatto maltrattano i capelli”.

Per questo Di Luca ha stilato un piccolo vademecum per capire che cosa un professionista dei capelli non dovrebbe mai fare, né consigliare…

1. NO A PERMANENTI, STIRATURE, HENNÉ: se il tuo parrucchiere di fiducia ti propone di fare con una certa frequenza uno di questi trattamenti significa che non ha a cuore la salute della tua cute e del tuo capello. Permanenti, stirature e trattamenti henné, in quanto processi ad alto contenuto di alcalinità, favoriscono nel medio/lungo periodo l’impoverimento del capello provocandone la sfilacciatura e il rischio di spezzarsi.

La permanente per esempio, necessita di un’estrema competenza e un'ottima conoscenza del capello e delle sue condizioni per essere in grado di diagnosticare se riuscirà a sopportare una permanente che, non dimentichiamolo, è pur sempre un processo chimico e, se il prodotto non è altamente qualificato, esiste un alto rischio per la salute della chioma.

Gli elementi fondamentali che determinano la buona riu­scita di una permanente sono: l'uso di un prodotto eccel­lente e l'adeguata preparazione del capello. L'essenziale è che, nell'effettuare il trattamento, si segua­no scrupolosamente le precauzioni dovute, come, per esempio, la necessaria protezione con oli speciali su tutta la lunghezza del capello.

Le stirature sottopongono i capelli ad una eccessiva aggressione sulla cuticola che può causare rotture e una forte disidratazione del cuoio capelluto. Il trattamento è vivamente sconsigliato.

L’henné è indicato sol­tanto per capelli assolutamente naturali, non trattati né con colorazione né con permanenti o colpi di sole. Infatti la struttura del capello trattato è più porosa e assorbe in misura eccessiva il colore. L'henné deve essere assolutamente evitata da chi ha capelli secchi, ricci e disidratati, ricchi di doppie punte: li renderebbe infatti più duri e ispidi e opachi. Ricordiamoci che i suoi riflessi rosso-mogano si adattano a tonalità di capelli castano-bruno, mentre è vivamente sconsigliato sui capelli bianchi dove il risultato è un colore rosso-arancio.



2. NO ALLE EXTENSION E APPLICAZIONI AL CAPELLO: spesso i materiali con i quali vengono applicate extension o simili impoveriscono il capello, spezzandolo e creando un danno anche al cuoio capelluto che viene sottoposto ad una eccessiva trazione.

3. NO AI BALSAMI CHIMICI: In commercio vi sono molti tipi di dopo-shampoo, i cosiddetti balsami, creme ammorbidenti che, applicate appunto dopo lo shampoo, servono a rendere pettinabili i capelli, scioglien­done i nodi. La maggior parte di questi prodotti, tuttavia, sono prodotti chimici e contengono solo un'eccessiva forza ammorbidente, per cui il capello immediatamente si snerva perdendo la sua elasticità e appesantendosi.

Un balsamo per essere di qualità, deve essere di derivazione vegetale, deve avere un pH acido (pH4) e deve contenere cheratina vegetale che dona elasticità e morbidezza al capello.

4. NO AI COLORI AD ACQUA: nessun prodotto esclusivamente vegetale è in grado di tingere, cioè coprire, ad esempio, i capelli bianchi, e, sebbene ultimamente i colori vegetali abbiano trovato un particolare favore presso gli acquirenti e siano state eliminate le sostanze coloranti nocive, il loro principio resta ancora sostanzialmente chimico. In poco tempo questi prodotti tenderanno a sbiadire, in gergo a "scaricare colore", con effetti estetici assai deludenti.

5. ATTENZIONE A COLORI TROPPO FREQUENTI: occorre sempre ricordare che per eseguire un colore occorrono prodotti chimici, pertanto, solamente se il prodotto utilizzato è altamente qualificato è possibile ripetere i procedimenti con una certa frequenza. La maggior parte delle tinte in commercio al contrario, che consentono di realizzare il colore in pochi minuti, danneggiano il capello che, come si dice in gergo, “cuoce”. Un buon colore eseguito con prodotti qualificati richiede un tempo di impiego maggiore, circa 45 minuti, ma lascia il capello trasparente, naturale, lucido e ne rispetta il delicato equilibrio.

6. NO A COLORI INNATURALI: per evitare di dover ripetere troppo frequentemente i procedimenti è sempre consi­gliabile non alterare oltremisura il colore dei propri capelli. Un distacco troppo netto infatti rischia da un lato di far apparire falsa la tinta e dall’altro obbliga a continui ritocchi. Meglio creare contrasti di colore impiegando il metodo delle trasparenze. L’applicazione delle trasparenze avviene infatti solo su zone limitate della cute. Il risultato è che il capello non viene danneggiato e l’effetto del colore è duraturo.

7. NO A PIEGHE VELOCI: curare il capello significa “prendersi cura” dei suoi principi e degli elementi che lo costituiscono, anche durante il momento del lavaggio e dell’asciugatura. È importante dare tempo a shampoo e trattamenti specifici di aderire e intervenire sulla cute, nutrendola. Inoltre, una buona messa in piega prevede una fase di pre-asciugatura per eliminare l’acqua in eccesso assorbita dai capelli prima della piega finale. Attenzione alle spazzole e alla temperatura del phon: una spazzola di acciaio con setole magari in plastica se utilizzata con un phon particolarmente caldo può facilitare la piega riducendone i tempi ma brucia il capello. Per una corretta asciugatura è bene utilizzare una spazzola in materiale naturale, con una struttura in legno e con setole di cinghiale, e l’aria del phon deve essere leggera, con calore moderato che non scotti i capelli.

8. NO AL RAPPORTO CLIENTE PARRUCCHIERE DI TIPO UNILATERALE: è importante che tra le parti si instauri un rapporto di tipo bilaterale. Il parrucchiere deve trovare la giusta soluzione per prendersi cura dei capelli in maniera adeguata, ascoltando le richieste della cliente e proponendo le soluzioni migliori da adottare.

9. NO ALLA CONFIDENZA E ALL’AMBIENTE RUMOROSO: è importante prendersi cura del cliente, ascoltarlo, metterlo a proprio agio, cercare di capire le sue necessità e richieste. Per fare questo è necessario lavorare in un ambiente tranquillo, privo di rumori e confusione. Cliente e Parrucchiere devono riuscire ad interagire professionalmente in un ambiente disteso e rilassato; solo così è garantito il risultato ottimale.

10. NO ALLE PROMESSE IMPOSSIBILI: la fisionomia di qualunque capello è impossibile da trasformare. Il ruolo del parrucchiere è quello di aiutare la cliente ad attutire i suoi inestetismi piuttosto che lavorare sulle proprie esigenze e sulla propria bellezza, offrendogli valide soluzioni per riuscire a gestire nel miglior modo possibile i propri capelli ela propria immagine.

Fonte: KataWeb Salute

17 agosto, 2006

Eterni ragazzi com’è dura avere 60 anni

A 55 l’addominoplastica, a 60 blefaroplastica e trapianto di capelli, a 65 il lifting e la lipoaspirazione al collo. Il tutto condito da creme di ogni tipo, acido ialuronico per la pienezza delle labbra, collagene per le zampe di gallina e botulino per le rughe di espressione. Sono i «forever young», gli uomini che non vogliono invecchiare. Quelli che appena compiuti i sessant’anni si fanno la Porsche Carrera gialla, d’inverno indossano solo il tessuto tecnico di Prada e d’estate lino bianco dalla testa ai piedi. E, divorziati o no, corteggiano le amiche delle figlie. Quelli che nel weekend li trovi tutti a San Casciano per il microdermolift, o al Forte Village per la talassoterapia. Quelli a cui si è recentemente aggiunto William Jefferson, inteso come Clinton, che sessant’anni li compie questo sabato e l’altra sera, alla conferenza mondiale sull’Aids in quel di Toronto, non ha saputo far di meglio che lamentarsi dell’età. «Fra pochi giorni compirò sessant’anni - ha dichiarato - Detesto ammetterlo ma è proprio così. Per la maggior parte della mia vita professionale sono stato sempre la persona più giovane a fare quello che facevo. Poi un giorno mi sono svegliato ed ero l’uomo più vecchio della stanza. E vi dirò, sono stufo di essere l’uomo più vecchio della stanza».

Le babbucce di Briatore
Forever young, appunto, ovvero gli eternauti. Il cui papà è ovviamente Berlusconi, che ogni sei mesi fa il tagliando. Ma la lista è lunga assai. C’è Flavio Briatore, per esempio, che sotto lo smoking mette le babbucce fucsia di velluto e più va avanti con l’età più quella delle fidanzate diminuisce proporzionalmente. E che dire di Mick Jagger che si lava il sangue ogni sei mesi? E poi Roberto Cavalli che dicono faccia il botulino e iniezioni di collagene alle labbra, Luciano Benetton che già dieci anni fa andava a Villa dei Tigli, in quel di Mantova, a fare il digiuno assoluto (e pagava pure), Francesco Bellavista Caltagirone che si tinge. Per non parlare di quelli che magari non ritoccano, però la sindrome di Peter Pan ce l’hanno tutta. Vittorio Sgarbi in primis, che a 54 anni suonati continua a fare il figlio di mammà e porta i capelli come quand’era ragazzino.
Ovviamente, a chiederglielo, non l’ammetteranno mai. E pazienza che secondo le statistiche in pochi anni la chirurgia estetica maschile ha visto triplicare i suoi pazienti: chiedi in giro e quei trenta interventi su cento praticati dagli uomini non si sa proprio chi li faccia. Negan tutti. «Quelli che si rifanno sono ridicoli - dice Emilio Fede, 75 anni, che qualche tempo fa aveva ammesso un lifting - Come ha scritto lo scienziato francese Alexis Carrel, l’età non è quella solare, ma quella che uno vive. Io sono rispettoso della chirurgia plastica, ma insomma c’è un limite a tutto!» Ma scusi, allora Berlusconi? «Berlusconi ha fatto pochissime cose essenziali per rinfrescare il volto. Per una persona in vista come lui è più che naturale. E poi la blefaroplastica l’ha fatta anche Di Pietro». E lei invece che ha fatto? «Io tempo fa ho scherzato che mi ero rifatto tutto, ma la verità è che non ho fatto proprio niente. Perché ho il terrore di botulini e robe varie. Faccio pilates e tantissimi massaggi. In questi giorni, per esempio, sono ad Anacapri e ne faccio almeno due ore al giorno. Ma in realtà quello che mi ha salvato è stato fare per otto anni l’inviato di guerra in Africa per la Rai. Mangiavo solo pesce mango, papaya e ananas».

Le creme di Rossella
Gli fa eco l’amico Carlo Rossella, che di anni ne ha 64. «Io voglio invecchiare eccome - dice con forza - oggi la società richiede un aspetto giovanile, ed è giusto che gli uomini ricorrano a quei piccoli interventi. Io preferisco fare ciò che posso per mantenermi sano. Mangio pochissimo, la carne mai, pesce e formaggi solo una volta a settimana, poca pasta e verdura e frutta a volontà. E poi cammino e faccio tanto nuoto. Ogni giorno a Roma, per esempio, faccio due volte la scalinata di Trinità dei Monti. E vado sempre a letto per le 11». Le creme però, le usa. «Metto due volte al giorno la Creme de la mer, sia l’idratante che la ricostruente che sono entrambe ottime. E poi quelle per il contorno occhi. Così mi sono conservato . E non mi vedrà mai entrare in una Spa».

Fonte: La Stampa

16 agosto, 2006

Salute, più cellulite dopo la dieta

E' quanto emerge da un recente studio americano dedicato alla cosiddetta 'pelle a buccia d'arancia', incubo dell'85% delle donne. L'esperto: ''Non è un problema specifico delle persone sovrappeso''

Brutte notizie per i forzati delle diete. Perdere peso non aiuta a liberarsi della cellulite, anzi può contribuire a peggiorarla. E' quanto emerge da un recente studio americano, pubblicato dalla 'Bbc', dedicato alla cosiddetta 'pelle a buccia d'arancia', incubo dell'85% del gentil sesso. Un team di chirurghi statunitensi ha monitorato 29 donne messe a 'regime' arrivando ad una scoperta del tutto inattesa: le più magre, che avevano perso solo una modesta quantità di peso, alla fine del trattamento avevano subito un visibile aumento della pelle a buccia d'arancia. E la spiegazione è semplice: la perdita di elasticità della pelle.

Esperti britannici di chirurgia plastica spiegano che la pelle a buccia d'arancia è un fatto naturale e che allo stato attuale non esiste una cura veramente efficace per eliminarla. ''La cellulite fa parte della vita, è un fenomeno congenito e non esiste alcuna cura efficace'', afferma Douglas McGeorge, della British Association of Aesthetic Plastic Surgeons.

La cellulite si può sviluppare su pancia, cosce e glutei e l'avanzare dell'età la rende più evidente a causa del raggrinzirsi della pelle. Gli esperti consigliano di combattere gli inestetismi con l'attività fisica e bevendo grandi quantità di acqua, eppure ogni anno si spendono milioni in creme e altri prodotti portentosi solo in teoria.

Lo studio è stato condotto da ricercatori dell'American Society of Plastic Surgeons. Le donne sono state iscritte a un programma di controllo medico del peso, che includeva diete e interventi medici o chirurgici anti-obesità. Per ognuna è stato calcolato, prima e dopo il 'regime', il Bmi (body mass index), che serve a indicare la massa corporea e dunque il peso ottimale.

Alla fine dell'esperimento 17 donne hanno riscontrato un miglioramento visibile della loro cellulite, mentre per 9 la pelle a buccia d'arancia e' aumentata. Le pazienti che hanno tratto maggior giovamento dalla cura, segnalano i ricercatori, sono quelle che, partite da un elevato Bmi, hanno perso piu' peso e sono riuscite ad abbassare significativamente l'alta percentuale di grassi iniziale. Coloro che, invece, erano gia' relativamente magre, avevano un basso indice Bmi e hanno smaltito meno grassi, hanno ottenuto addirittura un peggioramento dell'aspetto della loro cellulite. 'Cruciale' in questo caso, sottolineano gli esperti, la perdita di elasticità della pelle.

''La cellulite non è un problema specifico delle persone sovrappeso -spiega John Kitzmiller, chirurgo plastico e coautore dello studio- anche se l'eccesso di grasso può peggiorarne la condizione''. ''Abbiamo scoperto che la perdita di peso in pazienti obesi migliora, pur non risolvendo il problema, l'aspetto della cellulite nella maggioranza dei pazienti, ma -conclude il chirurgo- in una parte di loro ne peggiora la condizione''.

Fonte: IGN

Come fa bene il riposino

È un vero toccasana. Per l'umore, ma anche per la pelle. Soprattutto se, in quei 20 minuti di relax, le regali un trattamento beauty. Qui te ne suggeriamo sei. Tutti da provare

Meglio di un massaggio, di una seduta dall’estetista o di un bagno rilassante. Una vera cura di bellezza e di benessere naturale a costo zero. È il riposino del pomeriggio, una pausa di cui il nostro organismo ha bisogno. «Tra le 14 e le 16 la vigilanza cala e tutte le funzioni rallentano» spiega Luigi Ferini Strambi, segretario dell'Associazione Italiana di Medicina del Sonno. «Bastano venti o trenta minuti di pausa, otto ore dopo essersi svegliati dal sonno notturno, per ricaricarsi». Molto meglio che dormire mezz’ora in più al mattino, perché con il pisolino la concentrazione aumenta, l'irritabilità diminuisce e l'umore migliora. Ma anche la pelle ha i suoi benefici. Tra un bagno di sole e l’altro, per esempio, l'epidermide riesce a riprendere fiato. Ma qual è il posto migliore per la pennichella? «In casa, distese sul divano o sul letto» suggerisce la dermatologa Magda Belmontesi. «Riposarsi al riparo di una pineta, del tendalino della barca o dell’ombrellone non è la soluzione migliore. Perché i raggi solari passano anche attraverso i rami degli alberi o le fibre di un tessuto leggero. E poi c’è il problema del riflesso. Anche stando in un posto perfettamente all’ombra, i raggi, riflettendosi sulle superfici che ci circondano, colpiscono la pelle». Quindi, se si schiaccia un pisolino sulla sdraio, è bene mettere un prodotto protettivo su viso e corpo. Se, invece, si sta in casa, si può approfittare per fare qualche trattamento stile beauty farm. Durante il sonno, i pori sono leggermente più dilatati (grazie anche alle temperature elevate), la pelle è più rilassata, e, in generale, meglio disposta a ricevere i benefici dei trattamenti cosmetici. Così, al risveglio, oltre a sentirsi riposate, si avrà una pelle più fresca e luminosa. Come dopo una giornata passata in una spa.

Rilassare il viso
«Dopo pranzo, a causa della digestione, il sangue si concentra verso i grossi organi, stomaco e intestino, mentre la circolazione superficiale, quella che interessa la pelle, è rallentata. Di conseguenza l’epidermide è meno nutrita» spiega la dottoressa Belmontesi. «Il pisolino, quindi, è il momento migliore per un impacco nutriente». La soluzione più pratica è una maschera di carta-tessuto preimbevuta di prodotto. È facile da applicare (in genere è sagomata) e non si corre il rischio di sporcare il cuscino. In più, perché abbia anche un effetto rinfrescante, si può tenere in frigo e tirarla fuori al momento di usarla. Chi ha la pelle grassa scelga un prodotto a base di fanghi termali. Per l’epidermide secca, invece, meglio un impacco ricco di sostanze che assorbono e trattengono l’acqua (come il sorbitolo, l’urea e i glucosaminoglicani). Consiglio in più: se dopo la siesta non è previsto tornare in spiaggia, meglio far precedere l’impacco da un leggero scrub.

Rassodare il décolleté
Il sole è implacabile anche con la pelle del collo e della scollatura. Conviene approfittare di questa pausa rigenerante: basta spalmare uno strato abbondante di crema nutriente (va bene quella usata per la notte) e ricoprire con un foglio di pellicola trasparente. In questo modo si crea una specie di effetto sauna che favorisce la penetrazione dei principi attivi. Chi riesce, dorma a pancia in su: è l’unica posizione in cui non si creano pieghe che, alla lunga, si trasformano in rughe.

Distendere lo sguardo
La migliore cura di bellezza per lo sguardo? Il riposino. Tra l’altro, il caldo favorisce gonfiori e borse sotto gli occhi. Per contrastarli, prima della pennichella, si applicano sulle palpebre due dischetti di cotone imbevuti di infuso freddo di camomilla e malva. Al risveglio, se il gonfiore non è passato del tutto, si può fare un automassaggio. «Con la punta delle dita, si friziona la parte superiore delle palpebre dall’interno verso l’esterno, e quella inferiore andando in senso contrario» consiglia la dermatologa. Alla fine si tampona la zona con un batuffolo di cotone imbevuto di latte. «Le proteine contenute nella bevanda favoriscono il drenaggio del liquido linfatico».

Coccolare le mani
Il riposino è il momento ideale per coccolare un po’ le mani, di solito molto trascurate. Si comincia con uno scrub sul dorso, usando lo stesso prodotto usato per il viso. Poi si spalma una crema a base di burro di karité alla quale si è aggiunta qualche goccia di olio di monoi (in erboristeria), si infila un paio di guanti di cotone e ci si rilassa. Al risveglio, si elimina il prodotto che non è stato assorbito con una velina.

Nutrire i capelli
Si può sfruttare la siesta per un impacco ai capelli. Se non si pensa di lavarli al risveglio, si può applicare il prodotto solo sulle punte e lasciarlo in posa fino a sera. Ottimo un prodotto a base di olio di germe di grano. «Contiene vitamina E e betacarotene, sostanze che rinforzano i capelli stressati dal sole» dice la dermatologa. Anche l'olio di jojoba è ristrutturante e particolarmente indicato se si è fatta da poco la tinta o la permanente.

Rinfrescare le gambe
Per riattivare la circolazione delle gambe e favorire il drenaggio dei liquidi, niente di meglio che una pennichella. Basta sdraiarsi mettendo un cuscino sotto i piedi, in modo che le gambe si trovino più in alto rispetto al cuore. Prima di stendersi, si applica sulla pelle un gel rinfrescante a base di estratti di mirtillo o si vaporizza dell'acqua termale conservata in frigorifero. Al risveglio le gambe saranno molto più agili e leggere.

Fonte: Donna Moderna

15 agosto, 2006

Come capire cosa contengono i cosmetici che usiamo tutti i giorni?

INCI, questa sconosciuta.

Shampoo all'albicocca, antirughe al ginseng, rassodante al cacao: quante volte leggiamo nomi simili sui prodotti cosmetici di tutti i giorni?
Dagli scaffali dei supermercati alle mensole delle profumerie, è un fiorire di etichette che, sotto al nome del prodotto, riportano un accenno al suo contenuto. Acquistiamo fiduciose l'ombretto al tè verde e ci spalmiamo entusiaste di anticellulite al pompelmo, convinte di compiere una scelta naturale e salutare. Ma la realtà è, forse, un po' diversa.

Innanzitutto, è bene ricordare che non esiste nessun obbligo di indicare sulla confezione la percentuale di estratti vegetali contenuti in un cosmetico. Se sull'etichetta è indicato un ingrediente preciso, è necessario che questo sia davvero presente nella composizione, ma in quale quantità è del tutto indifferente.

Indifferente, certo, per il legislatore. Per i produttori è certamente vantaggioso: possono inserire un estratto vegetale all'1% sul totale degli ingredienti e allo stesso tempo pubblicizzarlo in modo tale da attirare l'attenzione solo su quello.
Per i consumatori però è poco trasparente per non dire ingannevole non sapere con esattezza quanto del prezioso elisir vegetale così reclamizzato sia effettivamente all'interno del prodotto. E di conseguenza, se il rapporto qualità/prezzo sia corretto o meno.

Come ci si può orientare allora? L'unica via attuabile per il momento è imparare a leggere l'INCI.
L'INCI altro non è che l'elenco di ingredienti contenuti nel cosmetico, è obbligatoria per legge e deve pertanto essere presente su qualsiasi confezione acquistata. E da poco, anche sulle bustine campione.

Ad una prima occhiata essa risulta un elenco di nomi incomprensibili. La nomenclatura infatti è standard, vale a dire che dev'essere uguale per ogni paese del mondo - ovvero, se siete in vacanza in California e acquistate un solare, dovete ritrovare l'INCI con la stessa nomenclatura utilizzata qui in Italia. Inoltre la maggior parte delle persone non conosce i nomi delle sostanze chimiche e vegetali utilizzate. Con un po' di pazienza si può tuttavia acquisire qualche punto di riferimento per capire qualcosa in più.

La prima cosa utile da sapere è che gli ingredienti vengono riportati in ordine crescente di quantità. Ovvero, al primo posto c'è il componente più presente, fino ad arrivare all'ultimo, quello meno presente. La seconda è che i derivati vegetali sono sempre scritti col loro nome latino.

Ed ecco che arriviamo al punto: nella crema per le gambe all'ippocastano, quanto ippocastano ci sarà? Il nome inci per questa pianta è aesculus hippocastanum. A che punto è nell'elenco? Circa a metà, o proprio in fondo? Nel secondo caso la quantità sarà decisamente minima, mentre nel primo caso sarà nella norma.

Di solito un cosmetico è infatti preparato in modo da avere una formula base alla quale vengono aggiunti i cosiddetti "funzionali" o "principi attivi", ovvero le sostanze col compito di apportare benefici specifici per un dato problema. Nel nostro esempio, l'ippocastano come tonificante venoso delle gambe.
I funzionali sono di solito presenti nella parte centrale dell'INCI, preceduti da tensioattivi, gelificanti, umettanti e seguiti da conservanti, coloranti, profumo.

Cominciate a leggere le INCI dei prodotti che avete sulla mensola del bagno. Cercate i nomi in latino e verificate la loro posizione nell'elenco delle sostanze.
Conoscere l'INCI è il primo passo verso un consumo consapevole e ragionato dei prodotti di cosmesi.

Fonte: PeaceLink

08 agosto, 2006

Autunno: è il tempo delle more

Ebbene sì, è proprio così. Le bionde cedono il passo alle more e alle castane, sempre più presenti nelle pubblicità, sulle passerelle, al cinema e nella vita di tutti i giorni. Pensate che nelle classifiche delle donne più affascinanti e sexy dell’anno non si incontrano bionde nelle prime cinque posizioni.

E se nel 1953 un famoso film decretava che “gli uomini preferiscono le bionde”, facendo della biondissima Marilyn Monroe l’oggetto del desiderio degli uomini e di emulazione delle donne di mezzo mondo, oggi non è più così. Gli uomini impazziscono per la bruna Angelina Jolie, che svetta nelle classifiche delle donne più sexy e desiderate al mondo.

In Italia poi, a nessuno è sfuggito il fatto che a pubblicizzare la telefonia mobile ci siano solo ed esclusivamente modelle brune. Desiderio di affermazione della bellezza mediterranea e mutamento indotto dalla moda autunnale, decisamente coniugata al “noir”.
Per le donne quindi è finita l’era dei colpi di sole e delle schiariture e le donne more godranno finalmente di intere linee cosmetiche a loro dedicate: obbiettivo principale la brillantezza delle chiome scure. Nei principali saloni e tra i colossi del settore sono allo studio formule lucidanti a lunga durata, coloranti ristrutturanti che assicurano riflessi luminosi ed intensi.

Ma come andranno pettinate le chiome scure di questa stagione autunno-inverno? L’indicazione ricavata dalle passerelle più importanti è quella del capello sciolto, ondulato o liscio extra lungo, il tutto all’insegna della libertà e della morbidezza, evidenziando la maggior forza e robustezza dei capelli scuri. Oppure quella dello chignon superclassico, magari decorato con un accessorio in tonalità coordinata con l’abito.

Per quanto riguarda il capello ondulato, quest’anno dev’essere ordinato e composto. Sono out le chiome selvagge. Sono invece preferibili tante ciocche sottili cui dare un’arricciatura morbida e definita aiutandosi con le mousse modellanti di nuova generazione.

Per un look estremamente sexy si punterà invece sull’extra lungo, che però richiede maggiori cure poiché, si sa, il capello lungo ma sfibrato toglie luminosità al viso. Tra i tanti rimedi una novità. Il 22 novembre presso l’Atelier Compagnia della Bellezza di via del Babuino, Milano, è stato presentato un innovativo trattamento per capelli al cioccolato.

Se i vostri capelli sono stressati, concedetevi un trattamento al cioccolato, che nutre il capello ma anche l’anima: il capello risulterà più corposo e lucente mentre voi fruirete di una vera e propria aromaterapia tra le fragranti e golose note profumate del cioccolato.

Fonte: Agoranews.it

07 agosto, 2006

È di moda l’abbronzatura senza rughe

Per quanto si siano fatti attendere, sono finalmente arrivati i primi weekend di sole e con loro, complici i ponti festivi di primavera, gli esodi verso le località di mare.

Ai primi caldi è quasi impossibile resistere alla tentazione di spogliarsi e riscaldarsi al sole per prendere l’agognata, e sempre di moda, abbronzatura. E questo ormai vale indistintamente per uomini e donne, l’abbronzatura è un modo per sentirsi meglio col proprio corpo e, nel vedersi dorati, ci si sente immediatamente più attraenti.

Sarà perché la pelle scura maschera meglio le imperfezioni, o perché, grazie anche ai solari di nuova generazione, la pelle assume un aspetto levigato e vellutato, regalandoci un’immagine di forma e salute, saranno i condizionamenti dei media, sta di fatto che l’abbronzatura è sicuramente uno tra gli interessi più perseguiti nella stagione estiva.

Allora, se così è, facciamo bene attenzione a conquistarci l’ambito colorito senza arrecare danno alla nostra pelle, perché si sa che, a parte il rischio immediato di scottature, l’esposizione al sole senza le adeguate cautele provoca il precoce invecchiamento dell’epidermide.

Sarà bene quindi tenere a mente alcune regole d’oro che ci permetteranno di ottenere una splendida tintarella alla fine dell’estate e meno linee e rughe fra qualche anno.
- applicate sempre il solare con cura, non dimenticate zone sensibili e sempre esposte come le labbra, il naso, le orecchie, i piedi, e applicatelo regolarmente, indicativamente ogni due ore e dopo ogni bagno;
- ricordate che l’applicazione regolare del solare non aumenta la durata della possibile esposizione al sole, quindi prendete il sole con prudenza, evitando le ore più calde;
- scegliete un solare con un fattore di protezione adatto alla vostra pelle e ricordate di applicarlo anche se è nuvolo, perché i raggi UV passano ugualmente;
- prestate attenzione alla pelle bagnata, si ustiona più facilmente; evitate l’uso di profumi e, per gli uomini, di aftershave, che possono causare antiestetiche macchie scure sulla pelle;
- quando vi esponete al sole ricordatevi sempre che se anche siete gia abbronzate e la vostra pelle non si ustiona più, pur tuttavia invecchia esattamente come la pelle non abbronzata;
- se vi riparate dal sole con indumenti o cappellini, ricordate che tessuti a trama larga o bagnati vi proteggono di meno.

E prima di tuffarvi nei vostri bagni di sole preparatevi con un’alimentazione ad hoc, ricca di betacarotene (contenuto nelle carote, albicocche, pesche), di vitamina A, che previene eritemi e macchie solari, e di vitamina C.

Per la scelta del solare vagliate bene le vostre esigenze, il mercato offre infinite possibilità tra cui può essere difficile orientarsi. Sappiate che sempre più spesso si trovano prodotti che hanno una doppia azione, come per esempio il Sunslim Body Programme di Lancaster, che protegge dal sole ed esplica un’efficace azione anticellulite, o i fluidi solari antirughe per il viso di Angstrom, o la linea Rilastil Dermosolare per viso e corpo che mantiene l’elasticità della pelle e previene le antiestetiche smagliature.

Ci sono poi prodotti specifici per le parti più delicate come il viso, il collo e le mani come quelle proposte da Vichy e addirittura stick pensati per singoli punti più sensibili del viso come lo Stick Solare Très Haute Protection SPF 30 di Clarins.

E per le patite dell’abbronzatura più intensa, sappiate che anche voi potete proteggervi adeguatamente con prodotti, come lo spray superabbronzante SPF 16/18n di Collistar, che, mentre aiutano a conquistare un colore più intenso, idratano e prevengono l’invecchiamento cutaneo.

A voi quindi l’ardua scelta: ricordate però di privilegiare le creme se soffrite di secchezza cutanea, i fluidi se avete una pelle normale o grassa e gli spray se non amate spalmarvi. E per tutte, che sia un’abbronzatura (e un’estate) meravigliosa!

Fonte: Agora News

25 luglio, 2006

Sole, 8 risposte salva viso

Quelli che trovi qui sono i consigli di una dermatologa: leggili e scoprirai come è importante proteggerti (e, in fondo, costa così poco...)

Si deve mettere sempre uno schermo totale?
«Sì, i primi giorni, nei quali bisogna usare un indice di protezione molto alto (Spf 50). Dopo, si può continuare con uno medio (Spf 30 o 20)» dice la dermatologa Magda Belmontesi, che risponde anche alle domande successive. «Se si resta in città, ci vuole una crema idratante Spf 20. L'antirughe non va bene: può contenere gli acidi della frutta che, al sole, irritano la pelle.

Se non ci si scotta i primi giorni, dopo si può abolire la protezione?
No, perché anche se i raggi Uvb, responsabili delle scottature, non hanno creato problemi, gli Uva, che invecchiano la pelle e provocano le rughe, continuano ad agire in profondità. Quindi, dopo la prima settimana, applicate ancora un prodotto che protegga da entrambi (lo capite dall'etichetta).

Il sole fa bene a chi ha la pelle grassa?
Sì, l'azione antibatterica dei raggi ultravioletti aiuta a eliminare i piccoli brufoli e le impurità. Ma è meglio non esagerare. Il sole va preso a piccole dosi e con una protezione alta: esposizioni prolungate finiscono con l'ostruire i follicoli sebacei. Così, chi ha problemi di acne e pelle grassa, dopo un miglioramento iniziale, si ritrova nella condizione di partenza. L'ideale è applicare creme dalla consistenza leggera e non comedogene (è scritto nell’etichetta).

Meglio una crema con filtri chimici o naturali?
I filtri chimici, che sono sostanze create in laboratorio, possono dare problemi alle pelli molto reattive e sensibili. I filtri naturali, cioè fisici, come l'ossido di zinco o il biossido di titanio, sono più sicuri e ben tollerati da tutte. Per avere una protezione completa, e se non si hanno particolari intolleranze, meglio scegliere un solare che li contenga entrambi.

Con la couperose ci si può abbronzare?
Se d'estate le guance si riempiono di venuzze rosse, riducete drasticamente l’esposizione al sole. Indossate un cappello con le tese larghe e proteggetevi con un filtro molto alto. Il caldo è il nemico giurato delle pelli che hanno questo disturbo. Per alleviare il rossore, attenuare la sensazione di bruciore e non peggiorare il problema, applicate una protezione molto alta per tutte le vacanze e spruzzate ogni ora un'acqua termale, che rinfresca e riduce la sensazione di calore.

Cosa si usa per il décolleté?
Non dimenticate di proteggere il collo e il décolleté. In queste zone, la pelle è sottile e delicata come quella del viso. Per evitare la comparsa di macchie e lentiggini, dovete applicare lo stesso prodotto che si usa sulla faccia. E mettete un po’ di crema in più sulle zone del seno lasciate scoperte dal bikini. Forse non avrete il colorito che speravate, ma con un velo di terra dorata all’attaccatura dei seni e sulla parte superiore del décolleté l’effetto abbronzatura è garantito.

Contro le zampe di gallina bastano gli occhiali da sole?
Mai stare al mare senza occhiali da sole. In gioco non c’è solo la salute degli occhi, ma anche la bellezza dello sguardo. Le lenti migliori sono quelle polarizzate a schermatura totale, che bloccano i raggi Uva ed evitano di strizzare di continuo gli occhi, una delle cause delle zampe di gallina. Applicate comunque una crema specifica a protezione medio-alta (Spf 30-40). Sono prodotti ad alta tolleranza, indicati per questa zona, molto delicata. Perfetti anche per proteggere il naso dalle scottature e dalla comparsa di efelidi.

La pelle secca si sciupa di più?
Sole e sale fanno perdere velocemente elasticità se la pelle è già secca. Ogni sera applicate una crema lenitiva a base di burro di karité: idrata e ammorbidisce. Una volta alla settimana fate uno scrub: stimola il rinnovamento cellulare.

Fonte: Donna Moderna