Chirurgia estetica

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03 febbraio, 2008

Tutte dal chirurgo per essere come lei

Labbra leggermente rigonfie ai lati, sopracciglia alte ad «ali di gabbiano», zigomi sporgenti. Non vi ricordano qualcuno? Aggiungete un compagno innamorato e, incidentalmente, presidente della République Française, e avrete il nuovo modello di bellezza. «È la chirurgia estetica “soft” che va per la maggiore tra le donne dai 25 anni in su. Li abbiamo ribattezzati interventi alla Carla Bruni», dice Giulio Basoccu, chirurgo estetico, docente all’Università La Sapienza di Roma. Le foto della flessuosa compagna di Sarkozy hanno guadagnato le prime pagine su scala globale. Ora, poi, la chioma di Carla ondeggia anche sullo sfondo infuocato del nuovo spot Lancia. «Così, nei nostri studi, la Bruni, come immagine di riferimento, è sempre più presente». A parte il trionfale ritorno della modella canterina, che cosa affascina particolarmente in lei? «Il suo volto è molto bello - ammette il chirurgo - e c’è equilibrio. Le labbra leggermente carnose ai lati, sopracciglia alte, molto ben disegnate, zigomi sporgenti. Il naso ha una piccola imperfezione, ma è elegante, non troppo sbarazzino».

Oggi le donne vogliono essere sì belle, ma apparire naturali, sempre più disposte a ritocchi che però non siano troppo pesanti. Secondo il professor Basoccu, i lifting si fanno sempre di meno. Si ricorre a piccoli interventi di chirurgia leggera, i cosiddetti mini-lifting, senza bisogno di entrare in sala operatoria. Tutto in ambulatorio. Si preferisce usare il Botox, per spianare le rughe e per alzare le sopracciglia. Si usano i filler per riempire le labbra, ma solo in piccoli punti, nella zona laterale, per renderle sensuali al punto giusto.

Chirurgia estetica a una svolta, dunque? «Le richieste stanno cambiando - conferma Basoccu - e noi ci stiamo adattando. Basta pensare all’intervento di rinoplastica. Ormai non si fanno più quei nasi tutti uguali alla francese. Adesso si elimina l'imperfezione, si corregge spesso la punta, si toglie una gobbetta sporgente, a volte senza neppure intervenire chirurgicamente, ma soltanto inserendo piccole protesi o filler».

I modelli più richiesti sono quelli di donne giovani, androgine, aggressive. «Oggi la donna è comunque in carriera, anche a sedici anni - commenta Marco Gasparotti, docente di chirurgia estetica all’Università di Siena -. Più che le attrici, vanno forte le indossatrici. Nel viso vogliono il mini lifting dell’angolo esterno dell’occhio, a tirar su, tipo quello di Eva Grimaldi». Donne magre, con zigomi e mandibole ben accentuate e seni molto decisi, non importa se piccoli o grandi. Continua Gasparotti: «Le “anatomiche”, protesi molto belle e naturali, quasi non le prendono neppure in considerazione: esigono che si veda che il seno è rifatto, quasi volessero imporsi sull’altro sesso con grande determinazione». A 35 anni si fanno il lifting le donne in carriera, a 65 anni si rifanno il seno. «Le nostre nonne a 60 anni erano vecchie - ricorda il chirurgo -. Oggi una signora di 60 che mangia bene, fa palestra e ha una vita sessuale soddisfacente, ne dimostra 40. E, com’è giusto, vuole vivere come una quarantenne».

Ma la tentazione di chiedere «qualcosa» di speciale, magari esibendo la fotografia della propria star preferita (o di quella preferita dal proprio compagno) regge ancora? «Sì, c’è chi si presenta con l’immagine di Jennifer Lopez e chiede un sedere come il suo», ammette sorridendo Nicolò Scudieri, direttore del Dipartimento malattie cutanee e chirurgia plastica dell’Università La Sapienza, di Roma. «I modelli, comunque, sono molto labili». Ma ottenere sul proprio corpo una caratteristica uguale a quella della star del momento non è così semplice. «La chirurgia estetica - avverte Scudieri - va intesa come correzione di un difetto. Non operiamo su legno o creta». E l’ultima parola spetta a Madre Natura.

Fonte: La Stampa