Dieta e benessere

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18 marzo, 2006

Zona, la «dieta» dei campioni Ecco i segreti del mangiare sano

Dieta e benessere

Una signora si avvicina al banco improvvisato della dottoressa Gigliola Braga alle Messaggerie Musicali e le stringe la mano: «Sono venuta qui per ringraziarla, lei mi ha cambiato la vita». Subito dopo arriva Giorgia. Anche lei vuole stringere la mano alla dottoressa: «Grazie, mi fa un autografo e una dedica?». Giorgia ha perso dieci chili, «ma non solo: questa dieta mi dà più energie. Ho trovato il cibo giusto per me, che lavoro tutto il giorno e non riuscivo a gestirmi». Mentre la dottoressa prende le misure e pesa una ragazza per scoprire quale sia la sua massa grassa e per trovare il «regime alimentare» che fa per lei, Francesca (magrissima) dice che questa dieta la usa «per regolare le energie: prima ero colta da attacchi di fame ricorrenti».
La dieta «miracolosa» è la Zona. Quella che la biologa nutrizionista Gigliola Braga ha importato dagli Usa otto anni fa, «adattandola alle esigenze e all'alimentazione italiana» e ora ha mappato, spiegato e documentato in un volume, Il grande libro della Zona italiana (Sperling & Kupfer, 388 pagine, 16 euro). Quella che in America ha già conquistato Hollywood e dintorni e in Italia ha messo «in riga» diversi atleti - prima fra tutti la campionessa olimpica di scherma Valentina Vezzali -, compresi i giocatori della Juventus, che la dottoressa segue da due anni e mezzo.
Una dieta che si basa su studi medici e scientifici. E che sta diventando per sempre più italiani un vero e proprio stile di vita. Anche e soprattutto perché «non viene seguita solo per dimagrire, ma anche per riequilibrare le energie, ritrovare la concentrazione, potenziare le difese immunitarie, restituire un sonno davvero ristoratore» (oltre che per rendere più lucida la pelle e più folti i capelli). Alla faccia di chi, per rientrare nei vecchi jeans, va avanti a insalate e poi si sente venir meno proprio nelle situazioni in cui dovrebbe «rendere» di più. Il principio è molto semplice e ce lo spiega la dottoressa (ieri alle Messaggerie per diffondere il «verbo» della Zona): «Finora per dare energia erano usati i carboidrati. Un errore perché più carboidrati si mangiano, più insulina si produce nel sangue: questa si esaurisce in fretta e lascia un senso di vuoto». In poche parole: più pasta e pane si mangiano, più se ne mangerebbero. «Se integriamo invece i carboidrati a proteine e grassi nelle giuste percentuali, otteniamo un giusto equilibrio e non avremo attacchi improvvisi di fame».
Un passo in avanti rispetto alle abitudini mediterranee che come piatto forte propongono spaghetti e risotti «ma spesso dimenticano le virtù del pesce, ricco di Omega 3». Senza eliminare i primi piatti, la Zona «impone» un pasto o uno snack ogni cinque ore ricco di proteine, ma anche di grassi: «Perché eliminarli del tutto?».

Fonte: Il Giornale

Chetoacidosi in agguato per i fanatici della dieta Atkins

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La denuncia . La dieta Atkins è un fattore di rischio per l’insorgenza di chetoacidosi. Lo afferma l’autorevole rivista medica Lancet, che riporta il caso di una donna ricoverata in gravi condizioni in ospedale con una diagnosi in tal senso.

Il case-report. Klaus-Dieter Lessnau della New York School of Medicine e i suoi colleghi riportano nel case-report il caso di una donna obesa di 40 anni ospedalizzata d’urgenza con diagnosi di chetoacidosi. La donna stava seguendo strettamente da un mese la dieta Atkins, nutrendosi esclusivamente di carne, formaggio e insalata, e assumendo vari integratori vitaminici e minerali e un prodotto a base di Omega-3. Durante questo mese di dieta, la paziente ha avuto un calo ponderale di circa 9 kg. “Dopo alcuni giorni di nausea e vomito sempre più frequenti, la donna ha riportato l’improvvisa insorgenza di insufficienza respiratoria. Tutti i parametri clinici hanno confermato la produzione abnorme di chetoni da parte del fegato a causa del ridotto apporto di insulina dovuto alla scarsa assunzione di carboidrati per via alimentare”, scrivono gli autori. Lessnau spiega: “La nostra paziente aveva una chetosi latente causata dal regime dietetico al quale era sottoposta, e ha sviluppato una grave forma di chetoacidosi, forse a causa di una concomitante pancreatite o gastroenterite. Questo tipo di problema deve essere studiato con maggiore attenzione perché la dieta Atkins sta diventando sempre più popolare nel mondo”.

Il commento. Lyn Steffen dell’University of Minnesota School of Public Health di Minneapolis, sostiene: “Le diete a basso contenuto di carboidrati sono tutt’altro che salutari, a causa della loro associazione con chetosi, costipazione, diarrea, alitosi, emicrania e affaticamento generale, solo per menzionare alcuni degli effetti collaterali più comuni. Come ricercatori e medici, il nostro criterio di giudizio più importante deve essere una indiscutibile sicurezza, e le diete a basso contenuto di carboidrati spesso sfuggono a questa regola. Le associazioni di dietologi di tutto il mondo suggeriscono invece di adottare un regime dietetico sano ed equilibrato e di fare attività fisica”.

Bibliografia. Chen TY, Smith W, Rosenstock JL, Lessnau KD. A life-threatening complication of Atkins diet. The Lancet 2006; 367: 958.

Fonte: Yahoo! Notizie

Tanti yogurt per tutti i gusti

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Come scegliere il più adatto alle nostre esigenze? Abbiamo chiesto aiuto a Manuela Pastore, dietista di Humanitas

E' un alimento ricco di sostanze che esercitano un'azione benefica per il colon e per l’organismo in generale. Esistono tantissimi tipi di yogurt: cremoso, da bere, con i fermenti lattici e adesso anche quello arricchito di calcio che, pare, faccia dimagrire. Cerchiamo allora di capire con la dottoressa Manuela Pastore, dietista di Humanitas, come orientarsi nella scelta dello yogurt migliore in base alle proprie esigenze.

Lo yogurt con i probiotici è grandemente pubblicizzato: quando è indicato?
“Tradizionalmente lo yogurt viene prodotto con l’impiego di due soli fermenti lattici (lattobacillus bulgaris e streptoccoccus termophilus) responsabili del processo di scissione del lattosio, lo zucchero del latte, in acido lattico che lo rende molto più digeribile e tollerabile rispetto al latte di partenza. La gran parte degli yogurt in commercio, però, non si può definire alimento ‘probiotico’, in quanto i bacilli contenuti vengono inattivati a livello intestinale dall’azione della bile. Ecco perché negli ultimi anni sono entrati in commercio yogurt addizionati con sostanze ad azione probiotica, in grado cioè di favorire la crescita dei microrganismi con azione benefica per il colon e per l’organismo in generale. I probiotici sono consigliati in modo particolare in tutti i casi di ‘disbiosi’ intestinale (colite, stitichezza, gonfiore addominale, meteorismo, flatulenza, diarrea, ecc.) perché aiutano a regolarizzare le funzioni intestinali e a rinforzare le difese immunitarie. Possono essere assunti in qualunque momento della giornata, ma, sicuramente, il loro effetto è maggiore a stomaco vuoto”.

E quello da bere con o senza probiotici?
“Gli yogurt da bere sono un prodotto di recente affermazione sul mercato italiano: tecnicamente sono generati da una variante del processo di produzione dello yogurt che fornisce un prodotto a metà strada tra un latte acidificato e lo yogurt compatto. Dopo la pastorizzazione del latte, questo viene acidificato con fermenti lattici, ovvero probiotici. Il principale vantaggio di questi yogurt sta nella praticità, ma occorre sapere che hanno un potere saziante basso, come tutti i liquidi rispetto alle creme, a parità di calorie fornite. Il rischio, quindi, è quello di eccedere nel consumo ed aumentare l’apporto calorico giornaliero più di quanto si pensi. Lo yogurt da bere si può consumare in qualunque momento della giornata: come colazione veloce, come spuntino gustoso e rinfrescante oppure come sfizio dopo cena”.

Le varie mousse e gli yogurt cremosi sono calorici?
“Sì, perché in genere per realizzare questo tipo di yogurt viene utilizzato latte intero a cui viene aggiunta panna per renderli meno acidi e cremosi. L'aggiunta di panna aumenta i grassi e, quindi, l’apporto calorico in misura proporzionale alla percentuale addizionata. Il risultato è un prodotto saziante e contemporaneamente ricco di calorie, particolarmente indicato in caso in cui sia indicata una dieta ipercalorica. Devono, invece, essere inseriti in una dieta ipocalorica con molta attenzione e rinunciando a qualcosa d’altro.
Anche le mousse, non propriamente yogurt ma più dessert, contengono panna o crema di latte con aggiunta di zucchero e frutta. La legge non consente a questi prodotti la denominazione di yogurt, ma, bensì, ‘crema di yogurt o mousse di yogurt’. Le calorie fornite superano ampiamente le 100-120 kcal per confezione, vanno pertanto utilizzati come veri e propri dolciumi”.

L’ultima novità è lo yogurt arricchito di calcio: aiuta a dimagrire?
“Sono stati effettuati studi che hanno ipotizzato che il calcio - in particolare quello derivato dai latticini -aumenti la velocità di smaltimento del grasso. Uno studio in particolare ha evidenziato che sostituire con yogurt magro, addizionato con una quota ulteriore di calcio, un alimento del pasto che contiene una pari quantità di calorie aiuta a perdere peso. Nella realtà non bisogna aspettarsi grandi risultati dall’utilizzo di questi prodotti se non, forse, in termini di pochi etti in molti mesi. Il rischio, invece, per alcune persone, potrebbe essere cadere nell’errore di sostituire un intero pasto con questi yogurt, ottenendo come unico risultato quello di sentire di nuovo fame dopo poche ore”.

E quello con steroli: è vero che ha effetto ipocolesterolemizzante?
“Sono gli ultimissimi arrivati in commercio. Si tratta di bevande a base di latte fermentato a cui sono stati aggiunti steroli vegetali che, all’interno dell’intestino, competono con il colesterolo e ne limitano l’assorbimento. Le capacità ipocolesterolemizzanti degli steroli vegetali sono note fin dagli anni Ottanta quando, con numerosi studi scientifici, si è dimostrata la loro capacità di ridurre significativamente il colesterolo ‘cattivo’ (LDL) e il colesterolo totale nel sangue. Gli steroli vegetali derivano da differenti fonti di oli fra cui olio d'oliva, olio di semi di soia, olio di riso, olio di noci. E’ bene precisare che questi prodotti devono essere sempre associati ad un'alimentazione varia ed equilibrata, povera di grassi saturi e ricca di frutta e di verdura”.

Infine, quelli tradizionali: si possono gustare in qualsiasi momento?
“Si tratta dei classici yogurt che si differenziano per il tipo di latte utilizzato, latte intero, parzialmente scremato o latte completamente scremato. A seconda della scelta varia il contenuto di grassi e conseguentemente di calorie, mentre rimane praticamente invariato quello di proteine e di carboidrati. L'apporto energetico per uno yogurt intero è di circa 88 kcal per vasetto standard di 125 g contro le 50 kcal di uno magro con 0.1% di grassi. Gli yogurt bianchi non sono molto popolari, soprattutto nei più giovani per il loro gusto acidulo. Per questo hanno invaso il mercato le versioni alla frutta frullata o in pezzi. Nonostante la dicitura ‘yogurt alla frutta’, tecnicamente corretta, la presenza di frutta è veramente modesta e non è quindi giustificato utilizzarli in sostituzione alla frutta di stagione che contiene nutrienti preziosi in ben altre proporzioni. Questi yogurt hanno un indice di sazietà maggiore rispetto a quelli da bere e sono indicati in ogni occasione, ma, soprattutto, in sostituzione del latte alla prima colazione o come spuntino veloce a metà mattinata o a metà pomeriggio per calmare la fame senza abbondare in calorie”.

Fonte: HumanitaSalute.it

16 marzo, 2006

La tua arma sciogligrassi

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Lo sostiene l'omeopatia: esistono quattro tipologie di donne, con altrettanti problemi di cellulite. Scopri a quale categoria appartieni e adotta la dieta vincente

Nonostante mille attenzioni a tavola non riuscite a sconfiggere la cellulite. Forse perché non avete trovato il menu su misura per voi. «Secondo l'omeopatia esistono quattro categorie a cui corrispondono caratteristiche fisiche precise» spiega la dottoressa Nadia Tamburlin, omotossicologa. Tenerne conto è importante per scegliere l'alimentazione più adatta a risolvere il problema.

Tipo Carbonico
Viso tondo, colorito pallido, mani piccole e femminili. Appartenete alla costituzione carbonica, caratterizzata dalla tendenza ad accumulare cellulite un po' ovunque: su gambe, glutei, fianchi e braccia. «Evitate i dolci, il pane, la pasta, il latte e le uova, che il vostro fisico non metabolizza bene» consiglia la dottoressa Tamburlin. «E preferite le proteine di carne e pesce e la frutta acidula come pompelmo e ananas».

Il menu
Colazione: 2 gallette di riso e 1 caffè oppure 1 pugnetto di fiocchi di cereali e 1 vasetto di yogurt magro.
Pranzo: 150 g di vitello alla griglia con insalata oppure 200 g di salmone al forno con carote e fagiolini; una piccola
porzione di pane di segale o farro.
Merenda: 1 spremuta.
Cena: 60 g di riso con piselli (70 g) con insalata di carote e finocchi crudi oppure 1 zuppa di legumi e cereali (orzo o farro, no grano) con zucchine al vapore; 2 fette di ananas.

Tipo Fluorico
La natura vi ha regalato un fisico snello e difficilmente mettete su peso. Ma nemmeno voi siete immuni dalla cellulite, che si concentra soprattutto al di sotto dei glutei. Il motivo? «Le tossine accumulate a causa di alcuni vizi come alcol, caffè e fumo» spiega la dottoressa Tamburlin. «Eliminate queste sostanze e includete nella dieta cibi ad azione purificante, soprattutto yogurt, frutta e verdura cruda».

Il menu
Colazione: 4 biscotti secchi e 1 tazza di latte parzialmente scremato oppure 1 fetta di torta di frutta e 1 tisana.
Pranzo: 60 g di pasta al pomodoro con 200 g di pesce al forno e verdure crude oppure 1 panino medio farcito con 70 g di bresaola, scaglie di parmigiano e foglie di rucola.
Merenda: 1 yogurt.
Cena: iniziate con un'insalata di verdure crude a piacere. Proseguite con un passato di verdura mista con pasta corta (40 g) oppure con una porzione di purè di patate con 1 cucchiaio di formaggio fresco.

Tipo fosforico
Avete il viso magro, la vita sottile, il seno piccolo. «Ma soffrite di gonfiori su gambe e cosce» afferma l'esperta. «Dovete ridurre il sale e gli alimenti conservati, dando la preferenza a quelli freschi diuretici come asparagi, cipolle, frutta rossa». Sì anche ai molluschi, ai crostacei e al parmigiano poco stagionato: sono ricchi di minerali che aiutano a smaltire i liquidi in eccesso.

Il menu
Colazione: 3 biscotti frollini con 1 spremuta oppure 1 yogurt agli agrumi con 1 pugnetto di fiocchi di cereali.
Pranzo: 150 g di carne di cavallo ai ferri con broccoli al vapore oppure 150 g di roast beef di manzo con indivia belga; 1 panino medio.
Merenda: 1 pugnetto di mandorle e nocciole.
Cena: 60 g di pasta o riso o patate con 1 cucchiaino di olio e 1 di parmigiano; 200 g di salmone al cartoccio con asparagi al vapore oppure insalata mista di gamberi e calamari con verdure. Tipo sulfurico
Il vostro fisico è armonioso con muscoli ben sviluppati. E, grazie al metabolismo vivace, non accumulate grassi. «A volte, però, anche questo tipo di costituzione, nonostante che sia ben equilibrata, tende ad appesantirsi» spiega la dottoressa Tamburlin. «E la cellulite si forma soprattutto nella parte alta del corpo, su spalle e addome». Combattetela con gli ortaggi, la frutta e anche i formaggi, purché non siano stagionati.

Il menu
Colazione: 1 frullato di banane con 1 tazza di tè verde oppure 1 tazza di latte scremato con fiocchi di cereali e 1 tazza di caffè d'orzo.
Pranzo: una coscia di pollo al forno con insalata di lattuga, finocchi e carote oppure 1 spiedino di pesce azzurro con radicchio rosso in pinzimonio; 1 panino medio.
Merenda: 3 nespole.
Cena: una porzione di minestra di riso e patate con zucchine e spinaci al vapore oppure crema di asparagi con crostini di pane al forno e carciofi crudi in insalata; 1 frutto (mela, pera, pesca).

Fonte: Donna Moderna

11 marzo, 2006

Da anti-rughe a anti-obesità

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Secondo un nuovo studio italiano il botox potrebbe essere utile per i chili di troppo. L'idea di sfruttare la tossina botulinica contro l'obesità e' venuta a un team dell'università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. I ricercatori hanno cercato di capire se la tossina botulinica A, iniettata nell'antrum (parte inferiore dello stomaco) di pazienti obesi, ritardasse l'arrivo del senso di vuoto che spinge a rimpinzarsi. Lo studio, in doppio cieco, ha coinvolto 18 pazienti obesi sani, randomizzati in tre gruppi: i primi due sono stati trattati con tossina botulinica A (a diversi dosaggi), e l'ultimo con soluzione salina. La reazione gastrica e' stata valutata grazie a una scintigrafia, subito prima e 10 giorni dopo il trattamento, mentre le variazioni del peso corporeo e dell'appetito sono state monitorate dopo cinque settimane. Ebbene il gruppo trattato con la tossina ha mostrato una riduzione di peso, anche se - precisano - in misura non statisticamente significativa. Inoltre la maggioranza degli obesi sottoposti alla cura col botox ha riferito un calo dell'appetito.


Fonte: dica33.it

10 marzo, 2006

La Primavera del corpo

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La natura rinasce e per il nostro organismo è il momento di lasciare alle spalle fatiche, stravizi e grigiori invernali. Per rifiorire nel corpo e nello spirito, basta adottare un sano stile di vita e assecondare i colori e i profumi della primavera

Cambiamento, trasformazione, rinascita: è la Primavera, il momento del rinnovamento della natura e anche del nostro organismo, reduce da fatiche, da stravizi e da grigiori invernali. Per far rifiorire corpo e mente si può ricorrere all’aiuto di un’alimentazione più sana e leggera, a un po’ di esercizio fisico e a nuove piacevoli abitudini. Questi accorgimenti costituiscono i cardini di uno stile di vita più salutare e aiutano notevolmente anche nel prevenire la cosiddetta “sindrome di primavera”, caratterizzata da senso di spossatezza, diminuzione dell'attenzione e della concentrazione, astenia e nervosismo, sonnolenza e sbalzi d’umore.

Per contrastare la difficoltà di adattamento ai nuovi ritmi della stagione, dovuti alla maggiore esposizione alla luce e alle temperature più alte, il consiglio è di liberarsi dalle tossine invernali per tornare come nuovi, anche psicologicamente.

Prima di tutto l’alimentazione, il primo alleato in un programma di disintossicazione. Via libera a menù più leggeri a base di frutta e verdura, per fare il pieno di vitamine e sali minerali e al tempo stesso dare un taglio alle calorie. I frutti di stagione e i vegetali svolgono un’azione protettiva e regolatrice sul nostro corpo e, grazie alla presenza di fibre, ci consentono di controllare il livello di zuccheri e colesterolo nel sangue, a mantenere la corretta funzionalità dell’intestino e a farci sentire sazi più a lungo. Si al consumo moderato di pasta, pane e riso, che forniscono energia a lento rilascio e non affaticano la digestione.

Quanto alle proteine, il consiglio è di privilegiare il pesce, più digeribile e salutare della carne, il cui consumo dev’essere limitato a un paio di volte a settimana. Da evitare formaggi grassi e salumi, dolci e cioccolato, latte intero e alcolici, intigoli e condimenti che affaticano la digestione e non giovano certo alla linea. Concesso un bicchiere di vino a pasto e via libera ad acqua e a tisane a base di erbe, per drenare i tessuti, favorire l’idratazione e depurare l’organismo attraverso la diuresi.

Insieme alla sana alimentazione, anche una moderata attività fisica può aiutarci a trovare il giusto ritmo in sintonia con il risveglio della natura. Basta una bella passeggiata a piedi o in bicicletta, anche solo mezz’ora al giorno. Per chi vuol perdere qualche chilo di troppo, il cambio di stagione è il momento ideale perché favorisce anche il dimagrimento: l'aumento di temperatura e la diminuzione fisiologica di acqua e sali minerali dell’organismo infatti fanno perdere peso in modo naturale. Si può approfittare allora per intraprendere un po’ di sport, gradualmente, ricordandosi che è preferibile fare 20 -30 minuti di attività tre volte a settimana che 3 ore solo la domenica.

Infine, non dimentichiamo i colori e i profumi della primavera. Fiori e piante possono rallegrare gli ambienti della nostra casa, tessuti colorati, leggeri e luminosi possono rivoluzionare il nostro abbigliamento, come pure un nuovo taglio di capelli, o trattamenti che diano alla pelle nuova luminosità. Insieme a delle sane abitudini di vita, ogni piccolo cambiamento ci aiuterà a ritrovare energia e carica vitale e a vivere appieno la bella stagione.


Fonte: 8000.it

07 marzo, 2006

Carote per Cristina

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Ogni anno le donne spendono alcuni miliardi per conquistare gli uomini, per essere affascinanti. Spendono, non solo nell’abbigliamento e gli accessori. Hanno cura pure del corpo: soprattutto il seno e il fondoschiena. Contro la cellulite, le zampe di gallina, le rughette, nel collo via subito la buccia d’arancia, il naso e le labbra, due volte al mese per le chiome, provano ad essere more, bionde e rosse. Donna, ma quanto mi costi? Poi le diete per dimagrire (talune tanto ardimentose che diventano anoressiche come certe top model d’oggidì). Nadia Rinaldi, attrice taglie forti di tanti film, in cinque anni ha perso 70 chilogrammi, ora è quasi un grissino. Per cinque anni si è nutrita di banane per il potassio, fettine di carne senza sale, verdure e tanta frutta. Ha evitato l’amatriciana, i fagioli con le cotiche e i rigatoni alla pajata: ha tradito la culinaria romanesca. La dieta mediterranea ha ormai conquistato il mondo. Sono attente ad evitare i carboidrati Martina Colombari (un fisicaccio meraviglioso), Claudia Gerini, Milly Carlucci, Valentina Vezzali. A Hollywood s’abbuffano di verdure Veronica (Madonna) Ciccone, Demetria Guynes (in arte Demi Moore) e la star Jennifer Aniston, tanto per citarne alcune. Per essere top-star al mattino 40 grammi di pane e 60 grammi di prosciutto con un cappuccino. Lo spuntino 20 grammi di pane integrale e 5 olive. A pranzo tortino di uova ai carciofi. Per aperitivo un calice di prosecco. A cena 120 grammi di nasello con prezzemolo e aglio, con 300 grami di pomodori conditi con olio extravergine e una spolverata di origano e basilico, infine una mela e, in stagione, 200 grammi di albicocche. Questa dieta sarebbe ottima anche per Platinette che, molto saggio, ha evitato il chirurgo. Mara Venier è in forma grazie alla mediterranea consigliata dal professor Giorgio Calabrese. Naturalmente ridacchia Giancarlo Vissani timoroso perché queste diete potrebbero fargli chiudere bottega. Le super star seguono con interesse i consigli della biologa nutrizionista Gigliola Braga che continua a proporre, con successo, la “Dieta Zona”. Cristina Chiabotto, si fida soltanto del nutrizionalista Nicola Sorrentino. La spilungona-iena per rimanere pimpante a pranzo le basta un panino con prosciutto crudo sgrassato, tante carote fresche, carciofi e asparagi bolliti. A cena, la Chiabotto, preferisce pasta con cime di rapa, piatto di spinaci crudi e finocchi con aceto balsamico. Il giorno che si sposerà il marito, dalla fame, tenterà il suicidio. E’ dimagrita anche Laura Pausini: prima del Grammy ha perso 7 chili nutrendosi di verdura e frutta. Oltre alla Rinaldi, oggidì deliziosa come un “grissino”, sta a dieta Anna Nicole Smith ingrassata per troppo amore con una sua amica: ha superato i 120 chili. Monica Bellucci non è più una statua greca, non è riuscita a perdere i chiletti della gravidanza. Kelly Le Brock sente il “peso” di 12 chili di troppo. Mia Tyler si è fermata agli 87 chili e non riesce a dimagrire. Invece, Sophie Dakl, era una extralange, dopo una dieta di sedani e carote crude, e tornata snellissima: tutto per amore di Mick Jagger. In Germania la top model Heidi Klum è diventata la nemica delle grasse. Conduce un programma “Germany’s next Top Model”: ha fatto licenziare la top Irina perché troppo grassa: una sciocchezza della Klum sempre stravagante, anche quando frequentava l’alcova di Flavio Briatore. La stupenda Irina è alta 1,70 e pesa 52 chili: la Klum la ritiene una “donna grassa”. Si sono incavolate le parlamentari tedesche. Ulla Schmidt (Spd): “La follia della magrezza può mettere in pericolo la vita”. Julia Kloeckner (Cdu): “Lo show di Heidi Klum è semplicemente irresponsabile”. Fortunatamente, nell’Alta Moda, a Milano e Parigi, che guidano il fashion mondiale, le top model anoressiche non sono più richieste. A Milano in passerella anche creazioni “taglie forti”: basta dunque…con le modelle diafane. Con Elena Mirò (complimenti lady Elena) hanno sfilato le “mangiatrici” di lasagne e bucatini, spesso anche pasta e fagioli con la salsiccetta. Insomma, d’ora in avanti, le signore come Manuela Arcuri, Sabrina Ferilli e Alessia Marcuzzi (che non sono anoressiche, direi meravigliosamente in “ciccia”, davanti e di dietro), finalmente hanno una straordinaria stilista che le adora e crea per loro. Cosicché, in bikini (“taglie forti”) tali lady in ciccia potranno andare nelle spiagge chic sarde, ai Caraibi, a Miami, in Egitto e in Sud America: a Capri potrebbero anche “combinar conquiste”. Per stare in salute meglio dormire: donne…evitate di credere alla pillola anti-sonno. La salute prima di tutto. Bisogna evitare i mal di testa, gli attacchi di ansia, la gelosia: evitare la depressione, la paranoia, l’iperestesica. Quest’ultima è il male di un marito che nota la moglie in confidenza con un altro uomo. Un disturbo che fa soffrire, naturalmente, anche le donne vicine alla menopausa. Altro consiglio, mie care, attente al reggiseno: se sbagliate la misura potrebbe costarvi caro. Lilli Gruber per anni non l’ha portato per apparire sexy. Paris Hilton, usa il cerotto color carne sopra i capezzoli taroccati, Kate Winslet “ribalta” il negozio di lingerie per trovare la misura sexy però giusta per le sue incantevoli tette. Di questi tempi i reggitette più venduti sono quelli di Valeria Marini a Roma e Milano; in America i “reggigemelle” creati da Jennifer Lopez, Gwen Stefani, Kylie Minogue. La star Pamela Anderson non lo usa, Simona Ventura con le spalline, Ilary Blasi, notata a Sanremo, in gransera evita il “reggi”: preferisce far ondeggiare le “gemelle” eccitando i televoyeur. Si consiglia se le “tettine & tettone” sono simmetrici di acquistare una taglia in più: con il tempo un reggitette stretto potrebbe infiammare le porzioni inferiori danneggiando la mammella. E…danneggiarla è un vero peccato: non vi pare Elisabetta Canalis, Aida Yespica, Pamela Prati, Silvie Lubamba e Paola Barale? Poi, care Internaute, evitate il piercing, i colpi di sole, i jeans stretti, i tatuaggi, gli occhiali scuri di notte, le unghie finte, le pashmine giganti, gli stivali a punta. Siate libere, fresche, allegre, senza preoccuparsi di sei chili in più. Quello che conta è la salute…fa bene all’amore. Per concludere certi nostri consigli evitare l’intervento del chirurgo plastico prima dei trent’anni al naso, al seno e la bocca. Per l’Opus Dei la maggioranza degli interventi lifting sono solo uno “sfizio”. Non lo rifarebbe al naso Iva Zanicchi. Invece, orgogliose dei “tarocchi”, Alba Parietti, Alessandra Pierelli tutte e due al naso e al seno.

Fonte: alexis.it

03 marzo, 2006

Yoga per dimagrire

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Tecniche Yoga per smaltire i chili di troppo. Britney Spears ha deciso di abbracciare questa disciplina per riprendere la forma giusta dopo la gravidanza.

La pop star era aumentata 50 libra durante la gravidanza, dopo la nascita di Sean Preston, la cantante sta cercando di eliminare il peso in eccesso. Yoga e alimentazione corretta i segreti per riappropriarsi di un look accattivante.

Fonte: Newsic

02 marzo, 2006

La dieta della frittella

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A Carnevale rinunciare ai dolci tipici è quasi impossibile. Però esiste un modo per gustarli senza troppi danni. Il primo passo è conoscerli…

Riguardo al Carnevale i romani avevano un detto: «Semel in anno licet insanire», una volta all’anno è lecito trasgredire. Anche a tavola.

La tradizione italiana è ricca di ricette invitanti e particolari, a riprova del fatto che fin dal Medioevo il Carnevale era il momento in cui concedersi peccati di gola vietati in altri periodi dell’anno.

Oggi siamo lontani da quell’epoca, ma i divieti imposti da diete sane e ipocaloriche continuano ad assillarci. Quale occasione migliore per dire basta per un pò?

La voglia di evasione culinaria carnevalesca si nota soprattutto nei dolci.
Non a caso le ricette caratteristiche, seppur con varianti minime, vedono al primo posto i dolci fritti.

Fritto è buono tutto, certo, ma è lo zucchero caramellato e dorato dall’olio ad alta temperatura a trasformare anche il più semplice impasto in qualcosa di irresistibilmente stuzzicante e profumato.
Da nord a sud la golosità impazza: cicerchiate, struffoli, chiacchiere, frittelle, castagnole, ravioli dolci, zeppole e krapfen. Come resistere?

L’importante è riuscire a limitarsi, e per farlo è utile sapere qualcosa in più sugli zuccheri.
Per esempio che coprono circa la metà del fabbisogno energetico giornaliero, e che forniscono energia di rapido utilizzo, circa 4 calorie ogni grammo.

Alcuni cibi dolci apportano diverse sostanze nutrienti, ma altri, costituiti prevalentemente da zucchero, purtroppo forniscono calorie e poco altro. Di conseguenza il loro consumo deve essere controllato e limitato.
Per quanto riguarda i dolci di Carnevale, si tratta di preparati a base di farina, uova, zucchero, burro o margarina, vino o anice, generalmente fritti nell'olio e spolverati con zucchero a velo, miele o cioccolata.
Pertanto il loro apporto energetico è molto alto: da 400 a 600 calorie per 100 g.

Questo significa che, per gustare le dolcezze di Carnevale senza lievitare, è consigliabile farli precedere da pasti leggeri a base di verdura, pesce o carne magra.
Passata la festa, poi, bisognerà prestare ancora più attenzione alla dieta, cercando di consumare pasti leggeri ma senza togliere nessuno dei nutrienti importanti quali carboidrati, lipidi e proteine. Un trucco in più? Sì alle passeggiate, magari in maschera!


Fonte: SaniHelp News