Dieta e benessere

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28 giugno, 2006

La dieta dei magnifici 10

Dieta e benessere

Può sembrare strano, eppure per dimagrire a volte occorre mangiare. Ogni star, per esempio, ha un suo segreto, un cibo dal "potere" particolare. Eccone dieci, da provare subito subito

Manuela Arcuri
Come fa l'esplosiva Manu ad avere un fisico così perfetto? A colazione mangia sempre 1 vasetto di yogurt. Perché è ricco di calcio, capace di dare una marcia in più al metabolismo dei grassi.

Victoria Beckham
La più glamour tra le mogli dei calciatori è riuscita a tenere sotto controllo la ritenzione idrica anche durante le sue tre gravidanze, mangiando sempre una fetta di ananas dopo i pasti.

Christina Aguilera
La nuova Marilyn (ha appena posato nuda riproponendo le celebri pose della diva per la rivista GQ Usa) fa il pieno di minerali con i germogli di soia (ne hanno ben 8). Il legume è anche una fonte di lecitina, che ripulisce il sangue dal colesterolo.

Jennifer Lopez
Le sue sono le curve più sexy del pianeta. Ma Jennifer ha anche altri punti di forza: i capelli luminosi, la pelle compatta e senza imperfezioni. Merito dei semi di lino, che mette dappertutto. Ricchi di grassi essenziali, tonificano i tessuti.

Demi Moore
Svelato il trucco della sua bellezza senza tempo: 2 capsule di estratto di tè verde al giorno. Un vero bombardamento di antiossidanti. Che rendono più attive, aiutano a sciogliere i rotolini e rallentano l'invecchiamento.

Natasha Stefanenko
Sempre solare, grazie ai grandi occhi azzurri e alla pelle luminosa, Natasha si fa dare una mano dai cibi integrali: contengono, infatti, tanto magnesio, il minerale che tiene alto l'umore, e depurano per il concentrato di fibre.

Charlize Theron
Anche la serafica Charlize ogni tanto cede alla fame nervosa. E, su consiglio del dietologo di fiducia, la tiene a bada sgranocchiando rapanelli, privi di calorie e ricchi di sostanze rilassanti.

Alessia Marcuzzi
Com'è che Alessia non si stanca mai e ha grinta da vendere? Incredibile, ma vero, si carica con il pesce azzurro. Le sue proteine associate alle vitamine del gruppo B di sardine e tonno danno energia al fisico e al cervello.

Liz Hurley
Sofisticata com'è, non si direbbe che Liz adori le cipolle rosse. Ma ha scoperto che sono tra le verdure più diuretiche. Così, appena può, si fa il "burro" di cipolle (si tritano e si cuociono finché diventano una crema).

Uma Thurman
Una salutista come lei non può che mangiare 1/2 avocado a colazione. Con ben 450 mg di potassio al giorno (circa la metà di quelli che occorrono a una donna) drena via tutte le tossine. Risultato: cellulite ko.

Fonte: Donna Moderna

26 giugno, 2006

Piccole donne sniffano: cocaina per...dimagrire

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Un'indagine del servizio sanitario di Bologna ha rivelato che una teenager su due a 16 anni ormai ha fatto o fa uso di alcool e droghe. L'ultimo miraggio: perdere peso

Una ragazza su due - a 16 anni - ha già provato o usa droga e alcool.
E il nuovo, preoccupante trend tutto al femminile è l'utilizzo di cocaina per dimagrire. O con l'illusione di poterlo fare, ovviamente.
Il dato, che desta grande preoccupazione, è emerso da un'indagine su 5000 “under 16” realizzata dall'Osservatorio epidemiologico dipendenze patologiche dell'Ausl di Bologna. Nel consumo di droghe, le donne hanno ormai sorpassato gli uomini, e il fenomeno dell'emulazione (con note modelle soprese con la polvere bianca nella borsetta, oppure a sniffare in party esclusivi o dietro le quinte, com'è accaduto a Kate Moss) può avere avuto qualche peso nella degenerazione della tendenza. Un “disagio psicologico” da baby tossiche che porta inevitabilmente alla morte o a rischi incredibili per la propria salute.

“Usano la cocaina perché il suo principio attivo inibisce l'appetito, lo stimolo della fame, ma l'effetto boomerang su corpo e psiche è devastante”, dicono gli esperti. “Nel corso dell'ultimo anno - spiega il dottor Raimondo Pavarin - il 5% delle teenager ha usato droga per la prima volta, il 10% delle quali cocaina, salvia divinorum e funghi. Moltissime bevono alcolici durante le lunghe notti del fine settimana, tanto che una su quattro ritiene di doverne ridurre il consumo; una su dieci è positiva al test di Cage, indicatore che sonda la popensione al rischio di abuso di alcool”.
Il miraggio è quello di stare svegli, aumentare le prestazioni sessuali, avvertire meno la fatica e - appunto - perdere peso.

Font: VipLine.it

Nuova moda: droga per dimagrire

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Ragazzine che si drogano per perdere peso. Il fenomeno sta assumendo proporzioni allarmanti. Un'indagine su 5.000 «under 16» curata dal servizio sanitario di Bologna ha infatti accertato che «una teen-ager su due fa uso di stupefacenti» e che tra esse è elevata la percentuale di quelle che hanno fatto tale scelta per problemi di bilancia. La conferma arriva dalle parole del dottor Raimondo Pavarin dell'Osservatorio epidemiologico dipendenze patologiche dell'Ausl di Bologna: «Nella nostra indagine abbiamo riscontrato che la voglia di dimagrire rappresenta uno dei motivi di disagio psicologico per i quali le adolescenti si avvicinano alla droga». Un allarme tutto al femminile che conferma come le donne abbiano superato gli uomini nel mercato degli stupefacenti.

Fonte: Il Giornale

14 giugno, 2006

Sandra Bullock: 'Abiti di oggi adatti solo a Kate Moss'

Dieta e benessere

A margine della premiere di 'The lake house', l'attrice confessa: 'Faccio sport per sentirmi bene. Non morirò di fame per entrare in un vestito'

"Negli abiti da donna entrano oggi solo corpi magri come quello di Kate Moss": è l'attrice hollywoodiana Sandra Bullock a condannare le nuove mode lanciate dagli stilisti del 21esimo secolo, come dichiara alla rivista "Shape".

La Bullock, 41enne figlia di una cantante d'opera tedesca, tra le poche a sfoggiare una figura impeccabile e sempre elegantissima, sottolinea: "Non voglio patire la fame solo per entrare in un vestito". L'interprete di 'Miss Fbi: infiltrata speciale', spiega di amare i dolci, soprattutto la cioccolata.

"Ovviamente pratico volentieri sport - conclude l'attrice, che fa jogging con regolarità - non per forza per dimagrire, ma per sentirmi bene".

Fonte: Resto del Carlino

12 giugno, 2006

Dimagrire senza diete

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Più si seguono le diete e più si ingrassa. E' il messaggio rivoluzionario di un dietologo francese, che insegna a dimagrire senza diete seguendo la saggezza del corpo

Oggi la maggior parte delle persone vive nella convinzione che per avere una buona forma fisica sia necessario mantenere un costante controllo sull’alimentazione, seguendo rigidi codici dietetici che allungano di giorno in giorno la lista dei cibi vietati.
Il risultato è una perenne lotta contro la bilancia e contro i propri stimoli, fatta di «devo» e «non devo» sempre più frustranti.
Accanto ai tanti messaggi che stimolano questa filosofia, però, c’è anche chi va in controtendenza. È il caso del nutrizionista francese Jean-Philippe Fermati, che nel suo libro Dimagrire senza diete, edito da Tecniche nuove, afferma una diversa verità: più si seguono le diete più si ingrassa, perché le restrizioni cognitive inducono in realtà a mangiare di più.

Secondo il dietologo, l’unico modo efficace per dire addio al sovrappeso è quello di dare ascolto ai nostri bisogni e alle nostre voglie.
Mangiare secondo la propria fame, insomma, sarebbe la soluzione migliore per dimagrire, a patto di farlo nel modo giusto.

La prima regola è quella di mangiare con calma, senza fare altro e cercando di rilassarsi. Le sensazioni, poi, vanno ascoltate con attenzione. Ho davvero fame? Mi piace quello che sto mangiando? Sono sazio? Sono le domande da porsi ogni volta che ci si siede a tavola.

L’organismo, infatti, produce inequivocabili segnali indicatori della necessità di mangiare e della tipologia di alimento da scegliere: basterebbe imparare a seguirli, senza l’ansia indotta dalle false credenze, per autoregolarsi per sempre sul normopeso.

Certo, sbarazzarsi degli schemi mentali legati all’alimentazione non è facile: dopo anni passati a considerare grassi e dolci il nemico numero uno, sperimentare un approccio nuovo e più libero al cibo richiede un lavoro psicologico da non sottovalutare.

Per questo, buona parte del libro è incentrata sul percorso necessario per spezzare il circolo vizioso della dieta, con consigli pratici su come aggirare lo stress del peso, riconoscere le proprie paure alimentari e capire il significato delle trasgressioni.
Per riconciliarsi con il cibo e con se stessi... e ritrovare una volta per tutte il peso ideale.

Fonte: SaniHelp

11 giugno, 2006

Davanti alla tv snack di frutta e verdura

Dieta e benessere

L’esperto mette in guardia i calciomani: in un mese di partite dei Mondiali si rischia di ingrassare 5 chili

TELEDIPENDENTI calciomani sturatevi le orecchie, ecco alcuni suggerimenti per godersi le 64 partite in diretta Tv stando attenti all’alimentazione, poiché si sa, le insidie si nascondano anche sul divano. La Coldiretti vi ha avvertito: per seguire i mondiali di calcio davanti alla Tv correte il rischio di aumentare di peso fino a cinque chili: «Per un mese andranno in onda una media di due partite al giorno per un totale di 5760 minuti di trasmissione, ai quali si aggiungono probabili supplementari e sicuri lunghi dibattiti». E la Coldiretti suggerisce «un maggior consumo di frutta e verdura per evitare gli effetti previsti dagli esperti secondo i quali la maggiore sedentarietà quotidiana e il rischio di un crescente consumo di schifezze snack causato dalla tensione con cui si seguono le partite, può provocare l’accumulo supplementare di mille calorie al giorno che significano un aumento di peso fino a un chilo per settimana». Ma a riguardo ecco i consigli di Primo Vercilli (nella foto) il medico dietologo che con il critico enogastronomico Paolo Massobrio e la maestra di cucina Giovanna Ruo Berchera ha scritto «Maramangio» (Comunica Edizioni, pagg. 300, euro 14,50). «Il rischio per chi è abituato a sgranocchiare davanti alla televisione c’è – dichiara Vercilli – ma il primo problema da risolvere, e può sembrare ironico dirlo, è quello di decidere cosa si vuole mangiare. Una volta che riesco a rispettare il fatto di mangiare unicamente una determinata cosa ed in una determinata quantità aumento il mio livello di autostima e posso lavorare per migliorare la qualità nutrizionale di quello che mangio: il segreto insomma è andare per gradi». Una bella ciotola di ciliegie, frutta fresca o l’alternanza di ghiaccioli e gelati sono delle idee di snack più salutari di altri, anche se Vercilli sottolinea come la scelta del cibo, per ottenere risultati costanti, non debba essere necessariamente proibitiva. «Se per esempio, sono abituato a mangiare tutti i giorni le patatine davanti alla televisione, decido che per tre giorni lo faccio e che per gli altri quattro mangio per esempio della frutta: in questo modo, paradossalmente, in un mese potrei iniziare a dimagrire un po’ invece di ingrassare…». Nulla di punitivo pure per affrontare una dieta; piuttosto un percorso che aiuta a creare una forma mentis con cui affrontare il tema dell'alimentazione dentro a un ordine, giorno per giorno. Il metodo Vercilli è una sfida alle varie diete, perché esclude l’assolutizzazione dei particolari e guarda in faccia alle esigenze dell'uomo di tutti i giorni: non prevede il pesare gli alimenti ma consiglia una semplice rotazione e combinazione di tutti i cibi nella giornata e nella settimana. Al centro del libro c'è anche uno schema composto da 35 pasti, sul quale la maestra di cucina Giovanna Ruo Berchera (autrice, insieme a Paolo Massobrio, del best seller Avanzi d'Autore) propone oltre 50 ricette per stare dentro a un ordine alimentare con gusto.

Fonte: Il Tempo

09 giugno, 2006

"Sostituti" dei pasti? Usateli così

Dieta e benessere

I meno giovani ricorderanno il clamoroso ingresso dei "bibitoni" dimagranti negli anni 70, quando nel balletto delle diete più o meno assurde irruppero le diete a bassissimo contenuto energetico (very law calorie diet), dette anche a risparmio proteico, che avrebbero dovuto sostituire per qualche settimana il pasto degli obesi più motivati a redimersi. Per la verità non fu un vero insuccesso, dato che ad idearle non era stato il solito improvvisatore bensì un gruppo di esperti abituati a trattare la grande obesità con diete fortemente ipocaloriche ma, all'epoca, non abbastanza evolute sul piano gustativo e dei componenti nutrizionali.
Oggi, invece, l'industria è riuscita a produrre minestroni vegetali o ancor meglio barrette ipocaloriche in regola con i parametri dettati dall'Unione Europea per la registrazione e vendita dei "prodotti dietetici destinati a diete ipocaloriche volte alla riduzione del peso". Quindi, le attuali barrette sostitutive di un pasto (ma le norme prevedono anche la registrazione di sostituti dell'intera razione giornaliera), debbono fornire tra 200 e 400 kcal, avere una percentuale di proteine fra il 25-30 per cento delle calorie fornite e debbono coprire il 30 per cento del fabbisogno giornaliero di vitamine e minerali. Con queste e altre garanzie, approvate da apposita Commissione del ministero della Salute, le rinate "barrette" possono dare il loro contributo ad un programma di dimagrimento ma ancor più, a mio giudizio, a quella dieta di mantenimento che la maggior parte degli "obesi dimagriti" finisce per trascurare con l'ovvio risultato di recuperare, in 6 mesi o un anno, quasi tutti i chili faticosamente perduti.
L'idea di dimagrire, basandosi solo sulla sostituzione di un certo numero di pasti con le barrette, rientrava nella logica semplicistica con cui è stata affrontata l'obesità nei decenni scorsi, cioè senza tener conto dello "stile di vita" e della necessità di continuare a vivere con amici e amiche o di celebrare le feste comandate e di partecipare alle cene di lavoro. In effetti il ricorso continuativo alle barrette, per alcune settimane, è un espediente tecnico che un medico esperto può indicare per avviare un ennesimo tentativo dimagrante nei grandi obesi, reduci dal naufragio di precedenti diete o peggio dalle ricadute che sempre incombono su chi non è riuscito a migliorare con le abitudini alimentari anche lo stile di vita, magari cancellando dal proprio vocabolario la parola sedentarietà. Le indicazioni più utili delle barrette riguardano, però la compensazione di un pasto "completo" e irrinunciabile, o la sostituzione di 2-3 pasti settimanali, magari per facilitare un impegno sportivo (palestra, piscina, tennis, passeggiate) durante il break.
Insomma, sostituire qualche pasto con le barrette (da accompagnare sempre con almeno un paio di bicchieri di acqua o bibite analcoliche per poter garantire un adeguato effetto-sazietà) non è una stranezza ma solo un pratico accorgimento per evitare tentazioni ma soprattutto per riequilibrare qualche eccesso "imparabile". La grande varietà dei gusti, almeno per i prodotti forniti dalle ditte leader, è un ulteriore fattore di progresso e quindi di più frequente e gradita utilizzazione, sia da parte di chi non riesce ad intensificare la loro spesa energetica, sia da chi non possa sottrarsi ai pranzi di lavoro.

Fonte: La Repubblica

08 giugno, 2006

Le diete da evitare

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TRA le diete che vanno per la maggiore è bene ricordare la Scarsdale, in voga da molto tempo, e la dieta del minestrone definita, in maniera arbitraria, dieta mangiagrassi. Tutte e due hanno in comune il fatto d’essere ambedue squilibrate, anche se per motivi differenti. Sono state ideate da due medici: la prima da un cardiologo, Scarsdale, che la consigliava per sole due settimane a determinati soggetti cardiopatici; la seconda da un cardiochirurgo del Sacred Memorial Hospital di St. Louis per soggetti obesi cardiopatici che dovevano essere sottoposti ad interventi di cardiochirurgia e doveva essere seguita per un periodo massimo di 10/14 giorni. Pubblicizzate da libri, giornali, riviste sono seguite da moltissime persone che spesso non hanno neanche la necessità di dimagrire. Ricordiamo anche la dieta con gonadotropine corioniche, rilevando che si tratta di una dieta squilibrata, troppo povera da un punto di vista calorico (circa 600 kcal giornaliere) e con la somministrazione d’ormoni. Anche gli altri tipi di diete quali la dissociata, quella del fantino, del pompelmo e delle uova e le 1000 altre, sono squilibrate, diseducative e producono tutte degli inconvenienti. Per dimagrire, ricordano i nutrizionisti, bisogna introdurre meno calorie del necessario, ma ripartite in modo corretto tra i nutrienti energetici. Pensiamo anche alla dieta Atkins, molto popolare negli USA, che consiste, in termini generali, nel ridurre molto i carboidrati e nell'aumentare il consumo di proteine e anche di grassi. È ritenuta piuttosto pericolosa per la salute. Queste diete ad alto contenuto proteico e con minimo contenuto di carboidrati possono indurre chetosi, un disturbo metabolico in cui, a causa dell'abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue, si formano delle sostanze negative( chetoni) in eccesso che possono contribuire ad una varietà di disturbi: perdita di calcio, con un aumentato rischio di osteoporosi, aumento del rischio di calcoli renali.

Fonte: Il Tempo

07 giugno, 2006

Salute a rischio in alcuni centri

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'Ci sono dei Centri del benessere che per far dimagrire i propri clienti, li fanno sopravvivere con 600 calorie . Questa dieta mina la salute'.
Lo ha detto Messegue', che ha presentato il suo libro 'Mangiare meglio per vivere meglio'.'Diete squilibrate- ha aggiunto- possono minare le difese immunitarie dell'organismo. L'importante 'e' alternare gli amidi con le proteine, la frutta e la verdura. Per dimagrire - ha concluso - quello che fa la differenza non e' quanto si mangia, ma come si mangia'.

Fonte: Yahoo! Italia Notizie

05 giugno, 2006

La dieta mediterranea

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Non l'ha inventata un medico: è il tipo di alimentazione tradizionale dei Paesi del Mediterraneo. Tutta a base di verdura, frutta, molti legumi, olio al posto del burro, poca carne e molto pesce. Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità, è il modo di mangiare più sano. Cui ricorrere anche per dimagrire

In cosa consiste:
La giornata tipo per dimagrire con la dieta mediterranea comincia con un caffè più due fette biscottate integrali con un velo di marmellata. Poi, in generale, la regola è mangiare proteine a pranzo (per esempio, 120 gr di carne con insalata di rucola e 30 gr di pane integrale) e carboidrati a cena (come 60 gr di pasta con pomodori e basilico più 20 gr di fagiolini e 30 gr di pane integrale). Frutta e yogurt magro, infine, sono previsti per gli spuntini di metà mattina e per la merenda.

Per chi è adatta:
La dieta mediterranea è equilibrata e completa: non ci sono controindicazioni riguardo l'età o lo stile di vita. Non solo: è ricca di vitamine e sali minerali e, grazie all'utilizzo di aglio e cipolla, la mediterranea aiuta anche a tenere sotto controllo la pressione alta e il colesterolo.

Quali sono i suoi punti di forza:
È un'alimentazione che si può far adottare anche al resto della famiglia: per loro basta solo aumentare le dosi. E permette di tornare al cibo integrale, dal pane alla pasta, come si usava una volta.

Quali sono i suoi punti deboli:
È abbastanza facile lasciarsi trascinare e finire per mangiare troppo. Bastano un paio di forchettate di pasta oltre i 60 grammi prescritti e... addio dieta.

Fonte: Donna Moderna

02 giugno, 2006

La dieta Zona

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Nel linguaggio farmaceutico, la Zona indica il corretto dosaggio di un medicinale in modo che curi senza risultare tossico per l'organismo. Barry Sears, il medico americano inventore di questa dieta, ha preso in prestito la definizione per indicare il giusto equilibrio tra i vari cibi che ci permette di tornare al peso forma. Secondo Sears, infatti, i diversi alimenti (come dicevano gli antichi) sono da considerarsi come medicine.

I principi base
La dieta Zona è nata per gli sportivi che volevano perdere peso mantenendo, però, le massime performance atletiche. Ecco perché uno dei requisiti base per ottenere buoni risultati con questo regime è fare ogni giorno un po' di movimento. Palestra, piscina o, come minimo, una camminata di mezz'ora a passo sostenuto. Questo metodo si riassume nella semplice formula "40-30-30". Vuol dire che, a ogni pasto, occorre mangiare carboidrati per il 40 per cento (frutta, verdura, pane, pasta e legumi); proteine per il 30 per cento (carne, pesce, uova) e grassi per il 30 per cento.

In questo modo, secondo Barry Sears, migliora l'attività dell'insulina, l'ormone che regola i livelli di zucchero nel sangue. Non solo. A ogni pasto, viene stimolato anche l'ormone antagonista dell'insulina, il glucagone, la cui secrezione è stimolata dalle proteine. E che consente di bruciare le scorte energetiche immagazzinate nel fegato (glicogeno) e, soprattutto, nel tessuto adiposo (grassi).

In cosa consiste:
La regola fondamentale della Zona è quella di prevedere che ogni pasto o spuntino sia un "blocco" formato da tre "blocchetti": uno di proteine, uno di carboidrati e uno di grassi. Per esempio, a pranzo 45 g di pesce azzurro (che compongono il blocchetto delle proteine) vanno accompagnati con 180 g di erbette o 120 g di spinaci (carboidrati) e a due o tre cucchiai di olio d'oliva (grassi). Se l'idea dei blocchi e dei blocchetti sembra troppo complicata (soprattutto per chi lavora), c'è una pratica alternativa: ricorrere alle barrette e alle buste che in America hanno da subito accompagnato la diffusione della Zona, e che ora si trovano anche da noi, nelle farmacie, in alcuni supermarket al reparto cibi dietetici e anche on line (www.enerzona.it). Si chiamano Enerzona, possono sostituire pasti e snack.

Per chi è adatta:
Equilibrata e varia, la Zona propone un regime adatto a tutti. Anche a chi è in gravidanza o soffre di alcune malattie: in questi casi, esistono delle varianti su misura per i singoli problemi. Per esempio, in caso di grande sovrappeso, abbinare il regime Zona all'olio di pesce purificato (che contiene il famoso Omega 3, un acido grasso essenziale), stimola il metabolismo e in un mese abbassa i livelli di zuccheri nel sangue.

Quali sono i suoi punti di forza:
Pensato per gli atleti, questo programma è studiato in modo da favorire alti livelli di concentrazione mentale e performance fisica. E da abbassare il livello di stress, regalando energia e vitalità. Cosa che, quando si segue una dieta, non sempre accade.

Quali sono i suoi punti deboli:
L'unico vero problema è che, se non si pratica attività fisica, la dieta Zona non serve a granché. Chi, per vari motivi, non può andare in palestra o non riesce a praticare ogni giorno un po' di movimento, dovrà cambiare dieta o impiegherà molto più tempo per perdere i chili desiderati.

Fonte: Donna Moderna