Dieta e benessere

Google  
Blog Web

27 novembre, 2006

Tokyo, il governo alla guerra del sushi un marchio di qualita' contro le imitazioni

Dieta e benessere

- L'ultima goccia è stata l'affronto subito in Colorado, in un ristorante che ha osato proporgli manzo arrostito in stile coreano spacciandolo per una specialità giapponese. Il ministro dell'agricoltura nipponico Toshikatsu Matsuoka non ci ha visto più. E ha deciso che il sushi va protetto dalle volgari imitazioni sempre più diffuse in tutto il mondo, con la moltiplicazione esponenziale dei locali.

Parte così la crociata delle autorità di Tokyo in difesa delle loro ricette tradizionali. I ristoranti all'estero che vogliono fregiarsi del titolo di autentica cucina giapponese dovranno avere una certificazione apposita, approvata dal governo. Una specie di bollino blu che metta al riparo da "bufale" gli ignari avventori, spesso non in grado di riconoscere se il piatto loro proposto è realmente giapponese e non magari coreano, filippino o "fusion".

Le aberrazioni scoperte in giro per il mondo dai "poliziotti del sushi" in incognito, sguinzagliati dal ministro sin dalla scorsa estate, sono numerosissime. Soprattutto negli Stati Uniti, dove i ristoranti giapponesi sono fra i più amati. Sakè finti spacciati come liquori tradizionali. Rotoli alle alghe con ripieno di salmone e formaggio "cream cheese". Perfino anelli di cipolla fritti, come "tempura".

Decisamente troppo per rimanere a guardare. "Il sushi è un'arte molto complessa", spiega il ministro Matsuoka al Washington Post. "E' un'esperienza che coinvolge tutti i sensi. Deve essere presentato in modo piacevole, si devono usare ingredienti adatti e deve essere preparato da chef formati ad hoc".

Chef che in patria devono sottostare ad un apprendistato duro, di diversi anni, prima di essere autorizzati a cucinare per il pubblico. Una selezione rigida, una carriera tradizionale molto rispettata e soprattutto altamente gerarchica. Proprio loro, i cuochi giapponesi all'estero, sono i primi a protestare contro la proliferazione incontrollata di improbabili "Sushi Zen" o "Mount Fuji", gestiti invece da personale non giapponese (spesso in cucina ci sono cinesi) e non propriamente preparati.

Ma le cose stanno per cambiare, promette il ministro. A New York, come a Londra, Parigi e Milano, i ristoranti che si dichiarano "giapponesi" dovranno usare solo materie prime adeguate, impiegare chef certificati e servire solo piatti nipponici. Un passo dovuto, visto che nel 2009, secondo le statistiche del governo di Tokyo, i ristoranti giapponesi nel mondo toccheranno quota 48.000.

Il governo ha già nominato un comitato di luminari gastronomici e di intellettuali, incaricato di sviluppare delle linee guida che dovrebbero diventare operative da aprile. Da quel momento, saranno delle vere e proprie commissioni culinarie a valutare la "giapponesità" dei locali internazionali e a garantire loro, se degni, il marchio di qualità.

Fonte:La Repubblica

24 novembre, 2006

La dieta di Penelope Cruz

Dieta e benessere

In Spagna la chiamano encantadora, e mai appellativo fu più azzeccato. Il suo fascino non dipende solo dagli occhioni profondi come un lago scuro sopra scollature generose e una figura dove ogni grammo (tutti al posto giusto, e non ce n'è uno di troppo) si sposa con la mediterraneità più trionfale. Oggi, a 32 anni (la ricorderete agli esordi, in film come Per amore solo per amore con Diego Abatantuono, dove era una ragazzetta minuta), Penelope Cruz è una splendida donna-donna, capace di assaporare i piaceri della vita senza sensi di colpa (né conseguenze sulla linea).

Una che non si sognerebbe di negarsi una paella e un bicchiere di vino solo per fare come le sue colleghe di Hollywood, sempre con il centimetro e la bilancia a portata di mano. No, queste cose non le interessano. E si vede: dallo sguardo intenso, dalla camminata sicura, dal sorriso aperto e solare. Scoprire come è riuscita a esaltare le proprie curve e insieme a essere magra e tonica, trasformando i classici punti critici di ogni donna in punti di forza, può esservi davvero utile.

Avete, infatti, l'occasione di conoscere e fare vostro uno stile alimentare gratificante ma superleggero, come quello che vi proponiamo. E i risultati saranno evidenti a Natale, quando sfoggerete il vostro abito più glamour.

Un menu da 1.300 calorie per 2 settimane

LUNEDÌ
Colazione: 1 omelette di un uovo cotta al forno, 1 fetta di pane integrale, 1 tazza di caffè.
Spuntino: 1 frutto di stagione.
Pranzo: 100 g di petto di pollo grigliato, insalata di lattuga con origano, 2 fette di pane integrale.
Merenda: 1 centrifugato di sedano, carota e finocchio.
Cena: 1 porzione di paella con riso (70 g), gamberi, seppie, cozze, champignon e zafferano.

MARTEDÌ
Colazione: 1 fetta di pane integrale con un velo di marmellata di arance, 1 tazza di latte scremato macchiato.
Spuntino: 1 yogurt.
Pranzo: 70 g di pasta al pomodoro e basilico.
Merenda: 1 frullato di pomodori, cetrioli e sedano con un pizzico di peperoncino.
Cena: 180 g di pesce spada al forno con salvia e alloro, 1 patata media all'aglio e prezzemolo.

MERCOLEDÌ
Colazione: 1 coppetta di cereali integrali con pezzetti di frutta mista, 1 tazza di caffè d'orzo.
Spuntino: 1 spremuta.
Pranzo: 180 g di filetti di sogliola con salsa di yogurt, zafferano e prezzemolo.
Merenda: 3 clementine.
Cena: 1 porzione di zuppa di orzo con una manciata di fagioli rossi.

GIOVEDÌ
Colazione: 30 g di prosciutto crudo sgrassato, 1 fetta di pane integrale, 1 tazza di caffè.
Spuntino: verdure crude a piacere.
Pranzo: 180 g di seppie in umido con lenticchie aromatizzate al curry.
Merenda: 2 fette di ananas fresco.
Cena: 1 porzione di crema ai pomodori con 30 g di crostini, peperoni e melanzane alla griglia.

VENERDÌ
Colazione: 30 g di ricotta al forno, 1 fetta di pane integrale con 1 spremuta di arance rosse.
Spuntino: 1 macedonia di frutta fresca.
Pranzo: 1 fetta di tortilla di patate cotta al forno e preparata con 1 uovo, 1 patata media, fagiolini e cavolfiore al vapore insaporiti con foglie di menta.
Merenda: 1 frutto di stagione.
Cena: 1 porzione di pollo arrosto alle mele e zafferano.

SABATO
Colazione: 1 yogurt magro ai frutti tropicali, 1 coppetta di cereali integrali, 1 tazza di tè.
Spuntino: 1 fetta di pane integrale con un filo di olio.
Pranzo: 1 porzione di zuppa di molluschi e frutti di mare con una spruzzata di prezzemolo fresco e un pizzico di peperoncino.
Merenda: 2 kiwi gialli.
Cena: 70 g di riso al forno con i peperoni.

DOMENICA
Colazione: 1 fetta di crostata alla frutta senza crema, 1 caffè.
Spuntino: 1 centrifugato di mele e carote.
Pranzo: 1 porzione di paella vegetariana (70 g di riso, piselli, melanzane, peperoni e funghi).
Merenda: 1 fetta di prosciutto crudo con 1 pera.
Cena: 180 g di nasello in salsa di ortiche, 1 patata media al forno con aglio e peperoncino.

Le sue armi segrete
Invece di inseguire misure da mannequin che non le appartengono, la bella Penelope si prende cura delle sue rotondità. «Ecco perché ai pasti principali non si fa mai mancare le proteine del pesce, della carne o dei legumi, che le permettono di nutrire e mantenere tonici i muscoli, anche quelli che costituiscono il suo reggiseno naturale» commenta il dietologo Nicola Sorrentino. Fedele alla tradizione spagnola, in cucina fa largo uso di spezie aggiunte a crudo. «In questo modo» continua l'esperto «oltre a risparmiare sui condimenti, rafforza i capillari, grazie alla vitamina C e alle sostanze antiossidanti che questi aromi contengono. Ecco come fa ad avere gambe magre e scattanti».

Consuma anche verdure in abbondanza, ma privilegia quelle più saporite, che mixa in gazpachi leggerissimi, come i pomodori e i peperoni (assieme ai cetrioli e al sedano sono anche ricchi di acqua. Risultato: fanno fare tanta pipì e permettono di eliminare le tossine. Mica male come arma contro la cellulite!).

Ai pasti, poi, dedica il tempo necessario. «A Los Angeles la sera si mangia in venti minuti. Come si fa a chiamarla cena?» si è lamentata l'attrice in un'intervista al settimanale americano Ok! A tavola, quindi, si rilassa e mastica a lungo i bocconi. Cosa che le permette di non ingurgitare aria, ritrovandosi con la pancia gonfia. Infine, si dedica tre volte la settimana a un allenamento non troppo pesante: alterna infatti esercizi a corpo libero, lezioni di danza e camminata veloce.

Fonte:Donna Moderna