Dieta e benessere

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28 giugno, 2007

Forti e in forma con il latte

Dieta e benessere

Nel latte sarebbe presente una molecola in grado di favorire il dimagrimento. Ad affermarlo sono i dati di uno studio clinico condotto dall’Università di Pavia, che ha scoperto le doti di una molecola contenuta nel siero: il Glicomacropeptide.

I benefici di una dieta ipocalorica, infatti, aumentano del 40% grazie a questa sostanza che si forma durante la lavorazione del formaggio e che riesce a modulare naturalmente il meccanismo della fame. Lo studio clinico è stato condotto su un campione sperimentale formato da due gruppi omogenei, costituiti in egual numero da uomini e donne per due mesi ad una dieta moderatamente ipocalorica; nel secondo gruppo sono stati inclusi altri venti soggetti ai quali è stato somministrato, accanto alla dieta, un kit di integratori contenenti estratti vegetali e Glicomacropetide.

I soggetti che hanno abbinato alla dieta ipocalorica il kit hanno registrato una riduzione del peso corporeo superiore di circa il 40% rispetto a coloro che hanno seguito la sola dieta. Lo stesso vale per la massa grassa, con una riduzione superiore del 50%, osservata sia nelle donne che negli uomini, nei quali si è osservata anche un’ulteriore riduzione del 35% della circonferenza vita.

"Il Gmp è in grado, infatti, – spiega Fulvio Marzatico, professore di Farmacologia ed Alimentazione e Dietetica presso l’Università di Pavia e direttore del Laboratorio di Farmacobiochimica Dipartimento di Scienze Fisiologiche e Farmacologiche dell’ateneo pavese – di regolare la funzionalità gastrica e di modulare l’appetito, attraverso la liberazione di colecistochinina, che contribuisce a determinare un’induzione facilitata del senso di sazietà". "Questo avvicinamento dolce al controllo calorico – conclude il professore Marzatico – consente di aumentare il numero di soggetti che perseguono un regime alimentare controllato per tempi più lunghi rispetto al solito".

Fonte: Diregiovani

27 giugno, 2007

IL LATTE FA DIMAGRIRE, PAROLA DI ESPERTO

Dieta e benessere

Ma chi l'ha detto che i latticini andrebbero limitati nelle diete dimagranti? In realtà, come per molte altre questioni, le voci che si avvicendano sono tante, diverse e spesso in contrasto tra loro: c'è chi afferma una cosa e chi, invece, sostiene il suo esatto contrario.
Stavolta ad essere al centro del dibattito è il latte e il ruolo attivo che, stando a quanto dicono alcuni esperti, eserciterebbe nel processo di dimagrimento.

Nel latte, infatti, pare sia presente una molecola capace di favorire il dimagrimento.
Ad affermarlo sono i dati di uno studio clinico condotto dall'Università di Pavia, che ha scoperto le doti "miracolose" del Glicomacropeptide (Gmp), una piccola molecola contenuta nel siero del latte. Gli studi effettuati hanno dimostrato che l'efficacia di una normale dieta ipocalorica aumenterebbe ben del 40% grazie a questa sostanza che si forma durante la lavorazione del formaggio e riesce a modulare naturalmente lo stimolo della fame.
Un taglio netto con quello che si è per anni affermato a proposito della carica energetica del latte e dei suoi derivati.

Lo studio clinico è stato condotto su un campione formato da due gruppi di persone con maschi e femmine in egual numero. Il primo, composto da dieci volontari, è stato sottoposto per due mesi ad una dieta moderatamente ipocalorica; il secondo gruppo, oltre a seguire la stessa alimentazione dell'altro, ha assunto degli integratori contenenti estratti vegetali e Glicomacropetide.

Dopo due mesi di trattamento, i risultati hanno dimostrato un'alta incidenza dell'assunzione del Gmp sugli esiti del test. I soggetti che hanno abbinato, infatti, alla dieta gli integratori, hanno registrato una perdita di peso superiore di circa il 40% rispetto a coloro che hanno seguito la sola dieta. Lo stesso vale per la massa grassa, con una riduzione superiore del 50%, osservata sia nei maschi che nelle femmine.
"Il Gmp è in grado, infatti, - spiega Fulvio Marzatico, professore di Farmacologia ed Alimentazione e Dietetica presso l'Università di Pavia e direttore del Laboratorio di Farmacobiochimica Dipartimento di Scienze Fisiologiche e Farmacologiche dell'ateneo pavese - di regolare la funzionalità gastrica e di modulare l'appetito, attraverso la liberazione di colecistochinina, che contribuisce a determinare un'induzione facilitata del senso di sazietà. Questo avvicinamento ‘dolce' al controllo calorico - conclude il prof. Marzatico - consente di aumentare il numero di soggetti che perseguono un regime alimentare controllato per tempi più lunghi rispetto al solito".

Fonte: Puntobar.com

19 giugno, 2007

Facile la dieta al tempo di Internet: zero sacrifici e senza cucinare

Dieta e benessere

A colazione crostata con frutti di bosco. A pranzo quiche alle zucchine e zuppa di spinaci. Spuntino con banane glassate al coriandolo. E per cena? Salmone in crosta di sesamo su letto di verze e mousse di frutta di stagione. Non sembrerebbe, ma è una dieta.

Tutta questa roba, infatti, contiene solo 1.127 calorie. Il che vuol dire che per raggiungere le 1.200 /1.500 che servono ogni giorno, ci sta ancora un bicchiere di latte e tazzine di caffè o tè a volontà. La spiegazione sta nel metodo. Che si chiama Asi e consiste, in due parole, nel fatto che i cibi vengono combinati in maniera tale da ottenere piatti ipocalorici dal forte potere saziante.
Ma la cosa più rivoluzionaria di questa dieta è il fatto che non bisogna neanche cucinare. Arriva tutto direttamente a casa in una borsetta termica. Al costo di 340 euro ogni due settimane (il prezzo scala nel lungo periodo). Il servizio lo offre Diet to go, un colosso americano che è appena sbarcato in Italia e che garantisce di perdere peso in modo naturale. L’unico sacrificio da fare, a parte sborsare denaro e rinunciare al sacro rito dei fornelli, è ricordarsi di consegnare la borsa termica vuota del giorno precedente all’omino che ogni mattina busserà alla porta per consegnare il pasto completo del giorno. Il servizio è ancora in rodaggio ed è riservato a poche grandi città.

Ma il motivo che ha spinto l’azienda a scommettere sull’Italia (dopo Francia e Inghilterra) fa ben sperare: il cibo prêt-à-porter è di moda. Lo dimostra una ricerca di Esperya (una delle più frequentate botteghe di gastronomia online) su cinque mila navigatori: soprattutto le donne impegnate a lavoro (circa il 63 per cento) si affidano a Internet per ricevere a casa i prodotti più particolari e o i cibi già pronti.

E gli uomini (il 37 per cento dei navigatori) ricorre sempre più ai portali alimentari per regalare alla compagna una cena a lume di candela.

Fonte: Panorama