Dieta e benessere

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28 gennaio, 2008

La cronodieta

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MedicinaLive ci parla della cronodieta elaborata nel 1992 dal medico italiano M.Todisco, basata sui principi della cronobiologia , cioè la scienza che studia i ritmi biologici. Secondo questo approccio per conseguire un dimagrimento stabile e/o per mantenersi in forma non è importante fare attenzione solo alla quantità di calorie assunte, ma anche al momento della giornata in cui questo accade. Secondo questo regime dietetico i cibi vanno assunti in funzione dei diversi momenti della giornata secondo i principi nutritivi in essi contenuti. I carboidrati vanno consumati nella prima parte della giornata, a colazione o durante il pranzo, mentre le proteine vanno consumate la sera.

La cronodieta prevede il consumo di quasi tutti i tipi di cibo nella quantità desiderata: non è necessario pesare gli alimenti che vanno assunti quotidianamente, nell’arco di 4-5 pasti (colazione, spuntino di metà mattinata, pranzo, merenda e cena). Fra questi il più abbondante sarà il pranzo, che insieme alla colazione rappresenta il momento della giornata più opportuno per consumare cibi molto ricchi di carboidrati come riso, cereali, patate, dolci, pane, pasta e frutta. Nell’intervallo di tempo che intercorre fra il risveglio e il primo pomeriggio l’organismo è infatti più attivo e ha l’opportunità di consumare le calorie assunte; ne consegue che la cena sarà il pasto più leggero durante il quale andranno assunti cibi ad alto contenuto proteico come pesce, uova e carne, pollame, latte, formaggio, yogurt. La cena, inoltre, non va assolutamente consumata subito prima di mettersi a dormire.

I cereali e i loro derivati (pane pasta, riso, farina, grissini, biscotti, fiocchi di mais) vanno dunque consumati durante la prima parte della giornata, distribuiti tra la colazione e il pranzo, lo stesso vale per il legumi (fagioli, lenticchie, ceci) e le patate, oltre che per le verdure più ricche di zuccheri come le carote, i carciofi, i broccoli, le cipolle, la cicoria, la verza e i pomodori. Tutti gli altri tipi di verdura possono invece essere consumati sia a pranzo che a cena. I cibi ricchi di proteine vanno alternati durante il pasto serale.
Altri accorgimenti: la frutta va mangiata intera e non sotto forma di succhi e/o spremute. Inoltre è indicato il consumo di riso e mais al posto di pasta, pane e patate e quello di cibi integrali al posto di quelli raffinati, meglio, ad esempio, consumare zucchero di canna al posto di quello bianco. Bisogna anche fare attenzione a non associare proteine e carboidrati nel corso di uno stesso pasto e, allo stesso modo, non bisogna bere alcolici o caffè durante i primi pasti della giornata pasti a base di carboidrati. Il consumo di queste bevande va quindi rimandato alla sera. Per conseguire dei buoni risultati vanno eliminati gli spuntini notturni e occorre evitare il più possibile il consumo di dolci così come vanno in ogni caso evitati i grassi animali, formaggi grassi, parti grasse degli animali, salumi e insaccati.
Questo tipo di dieta può richiedere anche un drastico cambiamento delle abitudini alimentari e risultare così difficilmente adattabile alle esigenze individuali, si pensi infatti alle persone che per motivi di lavoro o di svago, nel caso ad esempio frequentino una palestra, si ritrovano a dover affrontare un notevole dispendio di energia nelle ore serali e necessitano quindi di assumere in quelle ore una maggiore quantità di carboidrati.

Fonte: Gattivity

24 gennaio, 2008

La rivincita dei cocktail leggeri

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La famiglia dei coktail leggeri
Pochi conoscono i cocktail leggeri, tanto meno le caratteristiche, per questo è tempo di restituirgli dignità. In fondo parliamo di primi attori della mixability, mica briscole. Nella grande famiglia ci sono tipi di ogni genere: dai mix con gelato (Ice cream drinks) ai drink profumati con spezie ed erbe aromatiche, dai wine cocktail ai frullati, dalle specialità più piccanti a quelle più innocenti come smoothie e lassi. Ad accomunarli una base alcolica leggera (o inesistente) e un'alchimia di sapori che regge il confronto con quella dei drink più robusti. Chiamiamoli allora per nome e per cognome, invece di relegarli agli angoli bui della drink list come succede nel 99% dei cocktail bar. Otterremo un sorriso da chi ama bere leggero. Cattureremo le simpatie di chi vuole stare in forma, di chi per motivi religiosi non beve alcolici e di chi, più in generale, non ama le miscele rinforzate. Specie adesso, in un momento di leggi proibizioniste e di etichette anti-alcol, di baristi tutti maligni e clienti tutti beoni, di denunce e caccia agli untori. Visto che bisogna attrezzarsi ecco alcune alternative ai Cuba, Negroni e agli altri soliti noti. Prima di iniziare occorre fare alcune precisazioni tecniche.

La classificazione alcolica
Le bevande miscelate sono classificate in base al loro contenuto alcolico percentuale in Nad, Mad, Vad. Le Nad (non alcoliche) hanno un contenuto alcolico dell'1% in volume, le Mad (mediamente alcoliche dal 2 al 21%, le Vad (alcoliche) oltre il 21%. In base alla quantità i mix possono essere short (drink alcolici che non superano i 90 grammi), medium drink o doppi cocktail (da 90 a 130 grammi) e long drink, miscele che contengono non meno di 130 grammi di prodotti. Secondo il manuale del bravo barman, mentre i long e i medium drink possono essere analcolici, gli short devono contenere per regola sempre una parte alcolica.

Le varietà
Dopo queste dovute sottolineature passiamo agli esempi pratici. Nella categoria dei cocktail leggeri rientrano gli sparkling, sia quelli tradizionali a base di spumante, prosecco o Champagne, sia i nuovi light sparkling, ovvero i drink analcolici colmati con soda o minerali molto effervescenti. La forbice spazia dunque dai classici Bellini, Rossini, Mimosa, Spritz, Kir (anche nelle versioni Royal o Imperial) alle versioni analcoliche di noti drink. Nel primo caso si tratta di cocktail a basso tenore alcolico come il fruttato Garibaldi (3/10 Campari, 7/10 di spremuta d'arancia) o il dissetante John Collins (3/10 gin, 2/10 di succo di limone, 4/10 di soda e un decimo di sciroppo di zucchero). Nell'altro caso parliamo di rivisitazioni sobrie tout court. Per esempio per realizzare un “Cuba Libre” analcolico, basta pestare il succo di un lime con zucchero, aggiungere ghiaccio a cubetti in abbondanza, cola, qualche goccia di Angostura e infine completare con una spruzzata di seltz. Si può “disarmare” anche il “Mojito”, sostituendo la base alcolica con sciroppo di menta bianca e minerale effervescente. Per dare aromi e profumi insoliti ai light sparkling è possibile giocare anche con erbe e spezie. Nella drink list del Tearose di Monza, per esempio, spiccano due sodati aromatici e dissetanti. Il Tearose Lemonade si prepara con zenzero grattugiato, lemon grass sminuzzato e succo di limone. Si colma il tumbler alto con ghiaccio tritato e si completa con acqua gassata. Altro drink interessante, proposto nel tumbler basso, è il Passion Rose, realizzato con nettare di frutto della passione, succo di pompelmo, essenza di violetta, sweet & sour e soda.

I Virgin drinks
Nella categoria dei drink leggeri rientra anche l'antica stirpe degli analcolici virgin drinks. Se la vostra conoscenza dei drink vergini è limitata allo Shirley Temple - di base un bicchiere di ginger ale con uno spruzzo di granatina creato in onore della celebre baby diva - è tempo di scoprire cocktail più maturi e intriganti, sia per quanto riguarda il gusto sia per l'aspetto. I Virgin drinks, non sono altro che la variante analcolica di grandi classici. Per esempio un Sex on the beach, in versione analcolica, si può preparare miscelando due once di succo di cranberry, due di succo d'ananas o di succo d'arancia e un'oncia di succo di pera. Otterremo così un miscelato dal sapore simile all'originale, ma a prova di etilometro. Tra le opzioni possibili ci sono anche il Virgin Mary, un Bloody Mary analcolico (succo di pomodoro, Tabasco, Worchester e altre spezie a piacere), il Virgin Bellini (2 once di succo di pesca, gocce di sciroppo di granatina e 2 once di soda) e il Virgin Piña Colada, che si ottiene frullando ad alta velocità 7 once di succo di ananas con 2 once di crema di cocco e ghiaccio spezzettato. Si può trasformare in un eccellente analcolico persino un classico da coppetta come il Manhattan (3/10 vermouth e 7/10 Rye Whisky). La sua versione light si prepara con 6 cl di succo di cranberry, 6 cl di succo d'arancia e qualche goccia di succo di ciliegia e di limone.

Gli strumenti di centrifuga
Per preparare miscele morbide come le coladas, gli smoothie (drink salutari con frutta e verdura) è necessario attrezzarsi con un frullatore elettrico a più velocità (per drink a base di crema di latte e a base d'uovo) e di una centrifuga che permetta di separare la polpa di frutta e ortaggi dalla buccia e dalle fibre. Altro strumento utile è il muddler, indispensabile per pestare erbe aromatiche, spezie, ma anche... integratori alimentari in compresse. Al Nottingham Forest di Milano il menu ha un'intera sezione dedicata a drink con ricostituenti vitaminici, rivitalizzanti, eccitanti. C'è il Kojak (rinforzante per capelli) che si prepara pestando nel mortaio una capsula di Bioscalin da aggiungere, come polvere magica, a un drink composto da papaia frullata e succo d'ananas. Altra specialità è l'Ilona (indovinate la funzione), mix composto da 2-3 fettine di zenzero, 3/10 di succo di carota, 3/10 di lime, 3/10 di succo d'arancia e un 1/10 di zucchero liquido. Meno eccitante ma altrettanto tonico è Shogun, composto da un cucchiaino di estratto liquido di ginseng e 3 parti uguali di succo di pompelmo, kiwi e ananas.

Il ramo dei dietetici
I drink energetici sono parenti stretti dei mix dietetici, una famiglia di cocktail nata di recente in funzione dei nuovi stili di vita e abitudini alimentari. Il cocktail dietetico si differenzia dai suoi cugini perché deve sottostare a regole precise come l'assenza di alcol, di zucchero o di sciroppo e la sola presenza di frutta fresca, verdura e acqua. Il contenuto alcolico della bevanda non deve superare le 100 calorie e il soft drink deve contenere cento grammi di verdura (o frutta) e almeno un ingrediente solido. Le decorazioni, come vuole la regola generale, devono essere commestibili e in armonia con gli ingredienti del drink. Campione di questa specialità è stato il maestro del bartending light Tony Guida del Royal Park Evian (Francia) che, a fine anni '80, ha lavorato con un'équipe di dietologi. Al suo famoso hotel sul lago Lemano ha lasciato in eredità decine di mix dietetici, che rientrano nei rigidi parametri stabiliti dal maestro, che prevedevano tra l'altro di utilizzare solo frutta e verdura di stagione. Visto il periodo invernale abbiamo estratto dal suo cilindro (il libro Les Cocktails du bien-être, edito dalla francese Hermé) Mangalanti, un drink a zero calorie. Per prepararlo centrifugare 100 ml di pompelmo, versare in un highball, aggiungere un Sanbittèr e completare con ghiaccio a cubetti.

Fonte: Il Sole 24 Ore

18 gennaio, 2008

Fernanda Lessa mamma "appesantita" si dà al jogging per dimagrire

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Non sempre tornare in forma dopo una gravidanza è un gioco da ragazzi.

Anche se ti chiami Fernanda Lessa e sei bellissima: poco più di due mesi fa la nota modella ha dato alla luce la piccola Lua, figlia del compagno Davide Di Leo, tastierista dei Subsonica, famoso gruppo musicale torinese.

E da allora pare essere in corso una vera e propria guerra con la bilancia. La Lessa non è ancora riuscita a perdere i chili presi con la gravidanza, ed è stata immortalata dai paparazzi di Star+Tv mentre fa jogging a Torino, la città del suo compagno musicista.

Il periodico parla di almeno dodici chili in più rispetto a "prima", e proprio questa sarebbe la ragione per cui la modella quotidianamente dedica parecchio tempo alla ginnastica e al jogging.

E chi pensa alla piccola Lua? I nonni paterni, naturalmente, spesso pizzicati per le vie di Torino mentre portano a spasso la loro adorata nipotina.

Fonte: CronacaQui Milano

07 gennaio, 2008

Alla larga da diete mordi e fuggi

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Diffidate delle diete che spuntano come funghi dopo le grandi abbuffate delle feste. Abbiamo affidato a un gruppo di esperti nutrizionisti il compito di analizzare le diete proposte da libri e riviste. Questi consigli per dimagrire hanno molte pecche. Anche quelle meglio concepite, quelle in cui si sente la mano del dietologo, hanno una serie di punti deboli. Per chi non è esperto è difficile stabilire se i più svariati metodi per smaltire la ciccetta “facilmente e senza rinunce” sono validi, inutili o addirittura dannosi.
Secondo la nostra inchiesta nella maggior parte dei casi sono cattivi consigli, a volte da evitare assolutamente.

Si tratta di diete squilibrate, troppo ricche di proteine o grassi, che vietano i carboidrati, che fanno uso di inutili integratori o che prevedono un apporto calorico troppo ridotto (sotto le mille calorie al giorno), da evitare perché pericolose per la salute. In generale le diete fai-da-te puntano soprattutto sul menu “miracoloso”; invece a un’alimentazione corretta deve corrispondere anche un adeguato esercizio fisico. Alla larga anche dalle estenuanti diete mordi e fuggi, che durano solo una settimana. Dimagrire non deve diventare un’ossessione.

Del resto lo ha ribadito di recente anche l’Unione europea: basta con l’obbligo della 42 ad ogni costo, via libera alle taglie in centimetri. Dopo l’euro, insomma, anche le misure diventano comunitarie. Mal comune, mezzo gaudio.

Fonte: Panorama

29 dicembre, 2007

Dieta durante le feste? Solo un po' grazie...

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Ecco come superare le festività senza farsi mancare nulla a tavola...

Quelli delle festività natalizie sono giorni nei quali siamo sottoposti ad una moltitudine di inviti alla trasgressione alimentare. Alcuni di questi sono, inoltre, espressione di tradizioni gastronomiche locali.
Come integrare al legittimo desiderio di trasgressione e compiacimento alimentare le esigenze di una alimentazione controllata? Come evitare la frustrazione della rinuncia a tutti i costi mentre i nostri parenti ed amici banchettano allegramente invitandoci ad unirci a loro? Chi segue un regime alimentare controllato, come chi si sottopone a diete dimagranti, non dovrebbe, a nostro avviso, privarsi di questi momenti di libertà.
La frustrazione della rinuncia è una delle cause di fallimento dei regimi alimentari controllati. Sia quando questi lo sono per ragioni di medicina estetica, sia quando rappresentano parte integrante di una prescrizione medica. In un piano dietetico deve sempre essere contemplata la possibilità compiere delle piccole trasgressioni. Vanno chiaramente escluse dalla possibilità di trasgredire quelle limitazioni alimentari relative ad intolleranze gravi e/o allergie (es. Asma allergico, Celiachia, Fenilchetonuria, etc.).
E’ vero che la qualità degli alimenti che ci vengono proposti durante le festività non è sempre la più dietetica e salutare, ma se sapremo “comportarci bene” successivamente, potremo ridurre il danno che queste festività possono portare ai nostri progetti dietetici.

Ecco come consigliamo di affrontare questi giorni di festa:
Nei giorni di festa: dimentichiamo la nostra dieta (salvo diversa indicazione da parte del proprio medico) e godiamoci la compagnia di amici e/o parenti anche a tavola (non bisogna, però spiluccare dolci tutto il giorno).

Negli altri giorni mantenere, in ogni caso, una alimentazione qualitativamente controllata. Alcuni cibi hanno un elevato apporto calorico e pertanto dovrebbero essere evitati o, se la tradizione lo impone, assunti in piccole quantità (per esempio: Torroncini, Torrone, frutta secca ed alimenti che la contengono - fichi secchi, datteri, noci, pistacchi, arachidi, etc. -, Pasta di mandorle, Cotognata, Cioccolatini).

Il Panettone ed il Pandoro, purché non farciti, possono essere assunti, ma devono rappresentare un eventuale sostituto della prima colazione e/o delle merende. Pertanto si consiglia di pesarne una piccola porzione di circa 30-50 gr. Chiaramente nei giorni di festa (come il giorno di Natale) il Panettone ed il Pandoro, purché non farciti, possono essere assunti con maggiore libertà e senza preoccuparsi di pesarli.

Evitare l’assunzione di alcolici (se non per gli irrinunciabili brindisi) e di superalcolici.

Felice Anno Nuovo (anche a tavola)!!!


Fonte: Ticino News

22 agosto, 2007

Quest’estate pensa a rimettere in forma il cervello con la brain diet

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Invece che tentare la solita dieta dimagrante o disintossicante prima, durante, o dopo le vacanze, quest’estate prova con la “brain diet”, una dieta studiata per fare star bene e far lavorare meglio l’organo più complesso e delicato del nostro organismo: il cervello.
L’alimentazione, infatti, incide notevolmente sul funzionamento del cervello e se ci nutriamo in maniera scorretta può succedere che esso ne risenta, sviluppando ansia e stress e diminuendo le sue performance. Se invece scegliamo i cibi giusti e le cotture adatte, il cervello viene stimolato e si possono sviluppare intelligenza, memoria e attenzione.

Naturalmente questa dieta prevede un’alimentazione sana generale, che fa bene a tutto l’organismo e che quindi in qualche modo riprende il vecchio detto mens sana in corpore sano. Ma la particolarità di questo programma dietetico è soprattutto quella di consigliare alimenti che servono a ridurre il livello di ossidazione ed infiammazione delle cellule e in particolare di quelle cerebrali, che sono particolarmente sensibili alle sostanze che introduciamo nel nostro corpo.
La nostra alimentazione, abbondante, ricca di calorie e di cibi lavorati non fa bene al nostro cervello e bisognerebbe tornare ad una dieta più naturale: ricca di fibre, vitamine, minerali e fitonutrienti derivanti dalle piante. Una dieta ricca di frutta e vegetali colorati, pesce, frutti di mare, noci e nocciole e cereali integrali, povera di zuccheri e grassi nocivi, insomma, potrebbe renderci più attivi non solo dal punto di vista fisico, ma anche da quello intellettivo.

Ecco le sette regole d’oro per mantenere in forma il cervello.

1. Consuma ogni giorno almeno 5 porzioni d frutta o verdura, scegliendo tra quelle più colorate. In genere più è profondo e carico il colore più alta è la risorsa di antiossidanti e principi antinfiammatori. I particolare il consumo di mirtilli aiuta a colmare le carenze di quei sali minerali ed elementi indispensabili per la salute cerebrale.

2. Mangia pesce almeno tre volte alla settimana cercando di scegliere quello grasso. Il suo consumo introduce nell’organismo gli omega-3, acidi grassi essenziali al buon funzionamento dell’organismo che aiutano anche ad abbassare il colesterolo- Puoi assumerli anche attraverso olio di colza, semi di lino o olio di semi di lino, noci. Riduci invece la carne rossa consumandola al massimo una volta alla settimana.

3. Scegli i carboidrati complessi e limita gli zuccheri semplici. Usa pane, pasta, riso e cereali integrali ed evita tutti i preparati con farina bianca.

4. Limita olio di girasole, mais e soia perché contengono alti livelli di acidi grassi nocivi mentre il livello dei più utili (omega-3) è bassissimo. Una quantità alta di questi grassi nell’organismo può contribuire a sviluppare lo stress.

5. Per cucinare i cibi preferisci la bollitura o il vapore. La cottura prolungata e ad alte temperature nel forno contribuisce a formare prodotti da glicosilazione (AGE) che si comportano da radicali liberi e possono produrre ossidazione, compromettere il sistema cardiocircolatorio e disturbare le funzioni cerebrali. Cerca di cucinare a basse temperature e in tempi brevi (come fanno nel sud est asiatico) ed evita fritture in olio o burro.

6. Quando cucini includi nei tuoi piatti spezie ed erbe antinfiammatorie e antiossidanti e cerca di moderare tè e caffè. A questo scopo puoi usare curcuma, zenzero e tè verde (in particolare la qualità matcha).

7. Prendi ogni giorno un multivitaminico per assicurare all’organismo tutte le vitamine e i minerali di cui ha bisogno.

Fonte: Affari Italiani

08 luglio, 2007

Per dimagrire occorre fatica "niente pastiglie magiche"

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Industria della dieta": così viene chiamato il mercato Usa dei prodotti dietetici, che fattura 30 miliardi di dollari. Ma per perdere peso l'unico modo provato è ridurre le calorie ingerite e aumentare quelle bruciate

L'attività fisica è fondamentale per perdere peso.

MILANO, 8 luglio 2007 - Nei soli Stati Uniti, le entrate annuali nella promozione delle diete e dei vari prodotti dietetici si aggira sui 30 miliardi di dollari. Un ricchissimo mercato, denominato nel Nord-America "Industria della Dieta" che produce alimenti, cosmetici, strategie e qualsiasi altro mezzo utile ad essere impiegato nella difficile guerra al sovrappeso. Questo particolare mercato, sfruttando l'impellente stato di necessità delle tante persone che vogliono o devono perdere chili e la loro mancanza di preparazione nell'affrontare la disagiata condizione di essere in sovrappeso, è divenuto il ricettacolo delle più incredibili ciarlatanerie e stupidità. Sofisticati strumenti diagnostici e sostanze sempre più miracolose ci assicurano che potremo finalmente dimagrire in modo rapido e senza alcuno sforzo, mangiando tutto quello che vogliamo e, addirittura, bruciando calorie mentre dormiamo. Speranze e milioni di euro e dollari se ne vanno così in pillole, pozioni, stimolatori e programmi che promettono un futuro più magro, insomma, proprio quello dei nostri sogni. Ma come si fa a distinguere la verità dalla menzogna?
RIDURRE LE CALORIE - Per prima cosa, mi dispiace disilludervi, ma qualunque affermazione che sostenga che si può dimagrire senza fatica è assolutamente falsa. L'unico modo provato di perdere peso consiste nel ridurre il numero di calorie ingerite e nell’aumentare il numero di quelle bruciate attraverso l'esercizio fisico. Le diete alla moda, per intenderci, quelle alla "yogurt e prosciutto tutti i giorni" o quelle a bassissimo tenore calorico servono solo a far entrare nel ciclo infernale del dimagrimento istantaneo seguito dall'ingrassamento altrettanto istantaneo non appena si ricomincia a mangiare normalmente.
SCONSIGLI - State alla larga poi da tutti quei prodotti che reclamano capacità magiche. No, quindi, ai cerotti dietetici, la cui efficacia non è stata mai dimostrata e, tanto meno, la loro innocuità. No alle cosiddette compresse "magnetiche" che attirerebbero il grasso fuori dal corpo: negli States sono addirittura proibite. No agli orecchini dimagranti che, applicati nei lobi nei punti dell'agopuntura, servirebbero a controllare l’appetito. Ebbene, la loro efficacia non risulta affatto dimostrata. No ai pericolosissimi cocktail di farmaci con garanzia soddisfatti o rimborsati, fenomeno purtroppo dilagante in Italia, spesso costituiti da sostanze molto molto dannose per il nostro organismo, come diuretici, spirulina, ormoni tiroidei, amfetamine, gonadotropina corionica, dinitrofenolo. E allora cosa fare? Non avete molte alternative: per perdere peso in modo sano e mantenere nel tempo i risultati acquisiti dovete modificare le vostre abitudini alimentari, ovvero mangiare di meno, e praticare una regolare attività fisica, ovvero bruciare di più. Per ora niente e nessuno è in grado di modificare questo dato inconfutabile.

Fonte:La Gazzetta dello Sport

06 luglio, 2007

Dieta a zona, il pieno di proteine non paga...

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Tra le diete di "moda" sembra primeggiare quella "a zona". Legata al nome del farmacologo Barry Sears, la "zona" non è altro che la riesumazione dei concetti già predicati da Atkins, ostinato pioniere delle diete iperproteiche, e osteggiati da tutte le Società scientifiche internazionali. Barry Sears ha introdotto però un pizzico di innovazione, derivato dal riadattamento di quanto era già noto a tutti i diabetologi sull'"indice glicemico": ovvero sul fatto che, pur a pari contenuto di carboidrati, il pane o le patate innalzano di più la glicemia, e quindi la risposta insulinemica, rispetto ai legumi o alla pasta. Dato che alcuni lettori mi hanno chiesto delucidazioni sull'utilità della dieta a zona, particolarmente nella pratica sportiva ma anche in corso di dimagrimento, torno su quanto avevo detto al momento della (ri)comparsa, in Italia delle diete iperproteiche e ipoglicidiche, antitetiche rispetto alla tradizione mediterranea.
Prima osservazione: se i ministeri della Salute e le Società scientifiche che studiano e diffondono notizie certe e condivise sulla nutrizione umana, hanno trovato un linguaggio comune sulla percentuale dei nutrienti che debbono soddisfare il fabbisogno calorico, non si comprende come dei singoli studiosi pretendano di essere depositari di una realtà diversa, senza avere i mezzi di studio e di ricerca dei più noti Centri universitari e ospedalieri che da decenni studiano l'argomento.
Seconda: qualsiasi dieta che aumenti la percentuale delle proteine finisce per alterare di conseguenza la percentuale dei grassi o dei carboidrati, sovvertendo quelle indicazioni che vengono fornite a tutti i cittadini sotto forma di linee guida o di "piramidi" con stratificazione prevalente dei carboidrati alla base e la segregazione di grassi e proteine animali verso l'apice della figura.
Il perché di questa ripartizione è presto detto. I carboidrati, una volta assorbiti, rappresentano l'energia pulita dell'organismo: cioè dalla loro demolizione deriva solo energia, acqua (facilmente eliminabile con l'urina ed il sudore) e anidride carbonica (eliminata con il respiro). Le proteine, certamente essenziali alla vita umana, comportano invece il problema dell'eliminazione dell'azoto per cui si è sempre indicata una quantità media, sufficiente alla manutenzione dei nostri tessuti pregiati, da non superare per non sovraccaricare fegato e reni, a cui spetta la lavorazione e l'eliminazione dei residui tossici delle proteine.
Proprio dal settore sportivo ed in particolare dall'atletica pesante (dove l'eccesso di proteine nella dieta è un pregiudizio inattaccabile) vengono segnalazioni sul sovraccarico renale di atleti che per decenni hanno adottato diete iperproteiche. Viceversa, la riduzione dei carboidrati è stata riconosciuta come utile nei primi mesi di una dieta dimagrante ma con un dimagrimento totale che dopo sei mesi non differisce da quello realizzato con analogo numero di calorie ma con l'abituale percentuale di carboidrati: cioè il 50-60% del totale calorico utilizzato. Allora, perché cambiare se i vantaggi sono effimeri mentre le forzature metaboliche pongono giustificati interrogativi ai medici più attenti alla gravità e cronicità del problema obesità..?

Fonte: La Repubblica

Cosa mangiare sotto il sole?

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Con il sopraggiungere del caldo e della bella stagione, inevitabilmente si tende a modificare l’alimentazione sia per questioni di palatabilità (si preferiscono certi alimenti e piatti) sia perché stare dietro ai fornelli con temperature domestiche proibitive non è certamente gradevole.
Le variazioni alimentari sono quindi legate alle condizioni climatiche che indirizzano i nostri gusti verso cibi in genere meno calorici e più freschi. L’orientamento spontaneo non è, comunque, privo di fondamento, e i gusti individuali, in genere, indirizzano verso giuste scelte. Curioso è come, in estate, si è spinti verso un regime dietetico adeguato, a differenza di quanto avviene in inverno.
Verosimilmente, si è legati a un passato remoto dove non esistevano gli agi della vita moderna. Il dispendio energetico varia, infatti, in base alle condizioni climatiche: le richieste energetiche del corpo aumentano quando fa freddo, per mantenere costante la temperatura corporea, e si riducono durante l’estate per il motivo opposto.
Tuttavia, oggi, abbigliamento, riscaldamento e uso di mezzi di trasporto riscaldati, hanno ridotto l’impegno del sistema termoregolatore del corpo, spesso non rendendo necessaria una quota calorica extra. In estate si necessita, in genere, di un minore apporto calorico.
Affermazione vera se l’impegno fisico fosse sempre lo stesso lungo l’arco dell’anno, mentre l’allungarsi delle giornate e il bel tempo consentono al ciclistica di allenarsi di più, approfittando anche delle ore di luce serali dopo il lavoro. Il ciclista, quindi, in realtà, durante la stagione calda necessita di un maggiore apporto calorico legato ai maggiori impegni fisici.
È probabilmente questo uno dei motivi per cui si tende ad aumentare di peso in inverno, dove al minore impegno fisico si abbina un’alimentazione più ricca in calorie, mentre in estate a cibi e piatti meno calorici si abbina un’intensa attività fisica.
Si parla, però, della riduzione del fabbisogno calorico per una minore richiesta del sistema termoregolatore: in inverno, al freddo, l’organismo brucia energia per produrre calore, che serve a mantenere costante la temperatura corporea. L’uomo è infatti un animale omeoterma, cioè un essere vivente che per vivere deve potere mantenere costante, intorno ai 36.5-37°, la temperatura corporea interna. In estate, al caldo, succede esattamente il contrario: il nostro corpo elimina calore per mantenere costante la temperatura corporea, processo che richiede meno energia del precedente. Uno dei sistemi più efficaci è la sudorazione, in quanto il sudore, evaporando, sottrae calore al nostro corpo.
Affinché il sistema sia più efficace, aumenta la quantità di sangue inviata alla pelle, perché possa cedere più facilmente il calore corporeo in eccesso all’ambiente esterno. Il dirottamento di più sangue alla cute riduce la quantità di sangue diretta all’apparato gastroenterico e può, di conseguenza, ridurre la funzionalità e le capacità digestive di tale apparato. È questo uno dei possibili motivi della riduzione dell’appetito quando fa caldo e delle preferenze verso piatti meno elaborati e alimenti più facilmente digeribili. Tuttavia, se si riduce il fabbisogno calorico per la termoregolazione, aumenta il fabbisogno idrico per integrare le perdite attraverso la sudorazione.
La sete è un sintomo di disidratazione che si manifesta con il bisogno di bere e può invogliare ad assumere alimenti freschi come frutta e verdura.

Con la stagione calda fare il pieno di frutta e verdura
La maggior parte delle verdure che nascono in questa stagione sono aeree, si sviluppano verso l’alto, verso l’esterno: aglio, basilico, bietole, carote, cavoli cappuccio, cetrioli, cipolle, fagioli, fagiolini, fiori di zucca, indivie, lattughe, melanzane, patate, peperoni, pomodori, piselli, porri, prezzemolo, rape, ravanelli, rosmarino, rucola, salvia, scalogno, sedano, spinaci, taccole, valeriana, zucche, zucchine.
C’è poi la frutta: albicocche, amarene, angurie, banane, ciliege, fichi, fragole, fragoline di bosco, lamponi,meloni, mirtilli, more, pere, pesche, prugne, ribes, uvaspina.
Ovunque é un tripudio di colori e profumi. E’ tempo di caricarsi di vitamine per affrontare l’inverno, le carote, i peperoni danno tutto il betacarotene che serve per abbronzarsi. I frutti e le verdure estive sono colmi d’acqua al contrario di quelli tipicamente invernali, perché la natura sa di cosa abbiamo bisogno sotto il sole cocente dell’estate.
Per reintegrare i sali dispersi con la sudorazione, è consigliabile di intensificare l’uso delle prugne umebosci che inoltre riescono a rinfrescare molto meglio di tante bibite commerciali.

Fonte: Crema Web

La dieta di Courtney Love

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Courtney Love pare che abbia perso oltre 18 chili in tre mesi mettendo un lucchetto al suo frigorifero.

La star quarantaquattrenne dopo aver bloccato il frigo ha dato la chiave alla sua governante chiedendole di aiutarla a rispettare la dieta.
“Mi trovavo a un evento di beneficenza” – ha raccontato all’edizione inglese della rivista Grazia – “e il mio amico Sting mi ha chiesto perché non facevo qualcosa per cambiare la mia immagine. Stavo per iniziare il lavoro su un nuovo album e mi sentivo in vena di esperimenti. Ho iniziato a fantasticare su come sarebbe stato essere magra.”
“È stato duro, come abbandonare le droghe”. Il regime dietetico di Courtney prevede due milkshake che sostituiscono la colazione e il pranzo; pesce e verdure a vapore per la cena. La dieta ha aiutato la cantante a perdere 23 chili da Natale fino a raggiungere il peso di 62 chilogrammi.
La Love ha dichiarato di non avere intenzione di dimagrire ancora e ha ammesso che ingrassa solo a sentir dire dalle sue amiche di Hollywood che hanno bisogno di dimagrire.
Ha raccontato: “Ero fuori a cena con Gwyneth Paltrow e Drew Barrymore e Gwyneth ha detto ‘Sono grassa’, stavo per risponderle ‘Taci, sei fantastica, ti bacerei!’ La prima volta che ho incontrato Gwyneth sono stata davvero scortese con lei perché ero gelosa. Mi sentivo inadeguata.
E poi conclude: “Non sarò mai una taglia trentotto perché ho l’ossatura robusta. E anche una testa abbastanza grande, quindi non starei bene. Se scendessi sotto ai 54 chili sarebbe un problema: comincerei a somigliare a una persona con disturbi psichici”.

Fonte: Musiclink

28 giugno, 2007

Forti e in forma con il latte

Dieta e benessere

Nel latte sarebbe presente una molecola in grado di favorire il dimagrimento. Ad affermarlo sono i dati di uno studio clinico condotto dall’Università di Pavia, che ha scoperto le doti di una molecola contenuta nel siero: il Glicomacropeptide.

I benefici di una dieta ipocalorica, infatti, aumentano del 40% grazie a questa sostanza che si forma durante la lavorazione del formaggio e che riesce a modulare naturalmente il meccanismo della fame. Lo studio clinico è stato condotto su un campione sperimentale formato da due gruppi omogenei, costituiti in egual numero da uomini e donne per due mesi ad una dieta moderatamente ipocalorica; nel secondo gruppo sono stati inclusi altri venti soggetti ai quali è stato somministrato, accanto alla dieta, un kit di integratori contenenti estratti vegetali e Glicomacropetide.

I soggetti che hanno abbinato alla dieta ipocalorica il kit hanno registrato una riduzione del peso corporeo superiore di circa il 40% rispetto a coloro che hanno seguito la sola dieta. Lo stesso vale per la massa grassa, con una riduzione superiore del 50%, osservata sia nelle donne che negli uomini, nei quali si è osservata anche un’ulteriore riduzione del 35% della circonferenza vita.

"Il Gmp è in grado, infatti, – spiega Fulvio Marzatico, professore di Farmacologia ed Alimentazione e Dietetica presso l’Università di Pavia e direttore del Laboratorio di Farmacobiochimica Dipartimento di Scienze Fisiologiche e Farmacologiche dell’ateneo pavese – di regolare la funzionalità gastrica e di modulare l’appetito, attraverso la liberazione di colecistochinina, che contribuisce a determinare un’induzione facilitata del senso di sazietà". "Questo avvicinamento dolce al controllo calorico – conclude il professore Marzatico – consente di aumentare il numero di soggetti che perseguono un regime alimentare controllato per tempi più lunghi rispetto al solito".

Fonte: Diregiovani

27 giugno, 2007

IL LATTE FA DIMAGRIRE, PAROLA DI ESPERTO

Dieta e benessere

Ma chi l'ha detto che i latticini andrebbero limitati nelle diete dimagranti? In realtà, come per molte altre questioni, le voci che si avvicendano sono tante, diverse e spesso in contrasto tra loro: c'è chi afferma una cosa e chi, invece, sostiene il suo esatto contrario.
Stavolta ad essere al centro del dibattito è il latte e il ruolo attivo che, stando a quanto dicono alcuni esperti, eserciterebbe nel processo di dimagrimento.

Nel latte, infatti, pare sia presente una molecola capace di favorire il dimagrimento.
Ad affermarlo sono i dati di uno studio clinico condotto dall'Università di Pavia, che ha scoperto le doti "miracolose" del Glicomacropeptide (Gmp), una piccola molecola contenuta nel siero del latte. Gli studi effettuati hanno dimostrato che l'efficacia di una normale dieta ipocalorica aumenterebbe ben del 40% grazie a questa sostanza che si forma durante la lavorazione del formaggio e riesce a modulare naturalmente lo stimolo della fame.
Un taglio netto con quello che si è per anni affermato a proposito della carica energetica del latte e dei suoi derivati.

Lo studio clinico è stato condotto su un campione formato da due gruppi di persone con maschi e femmine in egual numero. Il primo, composto da dieci volontari, è stato sottoposto per due mesi ad una dieta moderatamente ipocalorica; il secondo gruppo, oltre a seguire la stessa alimentazione dell'altro, ha assunto degli integratori contenenti estratti vegetali e Glicomacropetide.

Dopo due mesi di trattamento, i risultati hanno dimostrato un'alta incidenza dell'assunzione del Gmp sugli esiti del test. I soggetti che hanno abbinato, infatti, alla dieta gli integratori, hanno registrato una perdita di peso superiore di circa il 40% rispetto a coloro che hanno seguito la sola dieta. Lo stesso vale per la massa grassa, con una riduzione superiore del 50%, osservata sia nei maschi che nelle femmine.
"Il Gmp è in grado, infatti, - spiega Fulvio Marzatico, professore di Farmacologia ed Alimentazione e Dietetica presso l'Università di Pavia e direttore del Laboratorio di Farmacobiochimica Dipartimento di Scienze Fisiologiche e Farmacologiche dell'ateneo pavese - di regolare la funzionalità gastrica e di modulare l'appetito, attraverso la liberazione di colecistochinina, che contribuisce a determinare un'induzione facilitata del senso di sazietà. Questo avvicinamento ‘dolce' al controllo calorico - conclude il prof. Marzatico - consente di aumentare il numero di soggetti che perseguono un regime alimentare controllato per tempi più lunghi rispetto al solito".

Fonte: Puntobar.com

19 giugno, 2007

Facile la dieta al tempo di Internet: zero sacrifici e senza cucinare

Dieta e benessere

A colazione crostata con frutti di bosco. A pranzo quiche alle zucchine e zuppa di spinaci. Spuntino con banane glassate al coriandolo. E per cena? Salmone in crosta di sesamo su letto di verze e mousse di frutta di stagione. Non sembrerebbe, ma è una dieta.

Tutta questa roba, infatti, contiene solo 1.127 calorie. Il che vuol dire che per raggiungere le 1.200 /1.500 che servono ogni giorno, ci sta ancora un bicchiere di latte e tazzine di caffè o tè a volontà. La spiegazione sta nel metodo. Che si chiama Asi e consiste, in due parole, nel fatto che i cibi vengono combinati in maniera tale da ottenere piatti ipocalorici dal forte potere saziante.
Ma la cosa più rivoluzionaria di questa dieta è il fatto che non bisogna neanche cucinare. Arriva tutto direttamente a casa in una borsetta termica. Al costo di 340 euro ogni due settimane (il prezzo scala nel lungo periodo). Il servizio lo offre Diet to go, un colosso americano che è appena sbarcato in Italia e che garantisce di perdere peso in modo naturale. L’unico sacrificio da fare, a parte sborsare denaro e rinunciare al sacro rito dei fornelli, è ricordarsi di consegnare la borsa termica vuota del giorno precedente all’omino che ogni mattina busserà alla porta per consegnare il pasto completo del giorno. Il servizio è ancora in rodaggio ed è riservato a poche grandi città.

Ma il motivo che ha spinto l’azienda a scommettere sull’Italia (dopo Francia e Inghilterra) fa ben sperare: il cibo prêt-à-porter è di moda. Lo dimostra una ricerca di Esperya (una delle più frequentate botteghe di gastronomia online) su cinque mila navigatori: soprattutto le donne impegnate a lavoro (circa il 63 per cento) si affidano a Internet per ricevere a casa i prodotti più particolari e o i cibi già pronti.

E gli uomini (il 37 per cento dei navigatori) ricorre sempre più ai portali alimentari per regalare alla compagna una cena a lume di candela.

Fonte: Panorama

27 novembre, 2006

Tokyo, il governo alla guerra del sushi un marchio di qualita' contro le imitazioni

Dieta e benessere

- L'ultima goccia è stata l'affronto subito in Colorado, in un ristorante che ha osato proporgli manzo arrostito in stile coreano spacciandolo per una specialità giapponese. Il ministro dell'agricoltura nipponico Toshikatsu Matsuoka non ci ha visto più. E ha deciso che il sushi va protetto dalle volgari imitazioni sempre più diffuse in tutto il mondo, con la moltiplicazione esponenziale dei locali.

Parte così la crociata delle autorità di Tokyo in difesa delle loro ricette tradizionali. I ristoranti all'estero che vogliono fregiarsi del titolo di autentica cucina giapponese dovranno avere una certificazione apposita, approvata dal governo. Una specie di bollino blu che metta al riparo da "bufale" gli ignari avventori, spesso non in grado di riconoscere se il piatto loro proposto è realmente giapponese e non magari coreano, filippino o "fusion".

Le aberrazioni scoperte in giro per il mondo dai "poliziotti del sushi" in incognito, sguinzagliati dal ministro sin dalla scorsa estate, sono numerosissime. Soprattutto negli Stati Uniti, dove i ristoranti giapponesi sono fra i più amati. Sakè finti spacciati come liquori tradizionali. Rotoli alle alghe con ripieno di salmone e formaggio "cream cheese". Perfino anelli di cipolla fritti, come "tempura".

Decisamente troppo per rimanere a guardare. "Il sushi è un'arte molto complessa", spiega il ministro Matsuoka al Washington Post. "E' un'esperienza che coinvolge tutti i sensi. Deve essere presentato in modo piacevole, si devono usare ingredienti adatti e deve essere preparato da chef formati ad hoc".

Chef che in patria devono sottostare ad un apprendistato duro, di diversi anni, prima di essere autorizzati a cucinare per il pubblico. Una selezione rigida, una carriera tradizionale molto rispettata e soprattutto altamente gerarchica. Proprio loro, i cuochi giapponesi all'estero, sono i primi a protestare contro la proliferazione incontrollata di improbabili "Sushi Zen" o "Mount Fuji", gestiti invece da personale non giapponese (spesso in cucina ci sono cinesi) e non propriamente preparati.

Ma le cose stanno per cambiare, promette il ministro. A New York, come a Londra, Parigi e Milano, i ristoranti che si dichiarano "giapponesi" dovranno usare solo materie prime adeguate, impiegare chef certificati e servire solo piatti nipponici. Un passo dovuto, visto che nel 2009, secondo le statistiche del governo di Tokyo, i ristoranti giapponesi nel mondo toccheranno quota 48.000.

Il governo ha già nominato un comitato di luminari gastronomici e di intellettuali, incaricato di sviluppare delle linee guida che dovrebbero diventare operative da aprile. Da quel momento, saranno delle vere e proprie commissioni culinarie a valutare la "giapponesità" dei locali internazionali e a garantire loro, se degni, il marchio di qualità.

Fonte:La Repubblica

24 novembre, 2006

La dieta di Penelope Cruz

Dieta e benessere

In Spagna la chiamano encantadora, e mai appellativo fu più azzeccato. Il suo fascino non dipende solo dagli occhioni profondi come un lago scuro sopra scollature generose e una figura dove ogni grammo (tutti al posto giusto, e non ce n'è uno di troppo) si sposa con la mediterraneità più trionfale. Oggi, a 32 anni (la ricorderete agli esordi, in film come Per amore solo per amore con Diego Abatantuono, dove era una ragazzetta minuta), Penelope Cruz è una splendida donna-donna, capace di assaporare i piaceri della vita senza sensi di colpa (né conseguenze sulla linea).

Una che non si sognerebbe di negarsi una paella e un bicchiere di vino solo per fare come le sue colleghe di Hollywood, sempre con il centimetro e la bilancia a portata di mano. No, queste cose non le interessano. E si vede: dallo sguardo intenso, dalla camminata sicura, dal sorriso aperto e solare. Scoprire come è riuscita a esaltare le proprie curve e insieme a essere magra e tonica, trasformando i classici punti critici di ogni donna in punti di forza, può esservi davvero utile.

Avete, infatti, l'occasione di conoscere e fare vostro uno stile alimentare gratificante ma superleggero, come quello che vi proponiamo. E i risultati saranno evidenti a Natale, quando sfoggerete il vostro abito più glamour.

Un menu da 1.300 calorie per 2 settimane

LUNEDÌ
Colazione: 1 omelette di un uovo cotta al forno, 1 fetta di pane integrale, 1 tazza di caffè.
Spuntino: 1 frutto di stagione.
Pranzo: 100 g di petto di pollo grigliato, insalata di lattuga con origano, 2 fette di pane integrale.
Merenda: 1 centrifugato di sedano, carota e finocchio.
Cena: 1 porzione di paella con riso (70 g), gamberi, seppie, cozze, champignon e zafferano.

MARTEDÌ
Colazione: 1 fetta di pane integrale con un velo di marmellata di arance, 1 tazza di latte scremato macchiato.
Spuntino: 1 yogurt.
Pranzo: 70 g di pasta al pomodoro e basilico.
Merenda: 1 frullato di pomodori, cetrioli e sedano con un pizzico di peperoncino.
Cena: 180 g di pesce spada al forno con salvia e alloro, 1 patata media all'aglio e prezzemolo.

MERCOLEDÌ
Colazione: 1 coppetta di cereali integrali con pezzetti di frutta mista, 1 tazza di caffè d'orzo.
Spuntino: 1 spremuta.
Pranzo: 180 g di filetti di sogliola con salsa di yogurt, zafferano e prezzemolo.
Merenda: 3 clementine.
Cena: 1 porzione di zuppa di orzo con una manciata di fagioli rossi.

GIOVEDÌ
Colazione: 30 g di prosciutto crudo sgrassato, 1 fetta di pane integrale, 1 tazza di caffè.
Spuntino: verdure crude a piacere.
Pranzo: 180 g di seppie in umido con lenticchie aromatizzate al curry.
Merenda: 2 fette di ananas fresco.
Cena: 1 porzione di crema ai pomodori con 30 g di crostini, peperoni e melanzane alla griglia.

VENERDÌ
Colazione: 30 g di ricotta al forno, 1 fetta di pane integrale con 1 spremuta di arance rosse.
Spuntino: 1 macedonia di frutta fresca.
Pranzo: 1 fetta di tortilla di patate cotta al forno e preparata con 1 uovo, 1 patata media, fagiolini e cavolfiore al vapore insaporiti con foglie di menta.
Merenda: 1 frutto di stagione.
Cena: 1 porzione di pollo arrosto alle mele e zafferano.

SABATO
Colazione: 1 yogurt magro ai frutti tropicali, 1 coppetta di cereali integrali, 1 tazza di tè.
Spuntino: 1 fetta di pane integrale con un filo di olio.
Pranzo: 1 porzione di zuppa di molluschi e frutti di mare con una spruzzata di prezzemolo fresco e un pizzico di peperoncino.
Merenda: 2 kiwi gialli.
Cena: 70 g di riso al forno con i peperoni.

DOMENICA
Colazione: 1 fetta di crostata alla frutta senza crema, 1 caffè.
Spuntino: 1 centrifugato di mele e carote.
Pranzo: 1 porzione di paella vegetariana (70 g di riso, piselli, melanzane, peperoni e funghi).
Merenda: 1 fetta di prosciutto crudo con 1 pera.
Cena: 180 g di nasello in salsa di ortiche, 1 patata media al forno con aglio e peperoncino.

Le sue armi segrete
Invece di inseguire misure da mannequin che non le appartengono, la bella Penelope si prende cura delle sue rotondità. «Ecco perché ai pasti principali non si fa mai mancare le proteine del pesce, della carne o dei legumi, che le permettono di nutrire e mantenere tonici i muscoli, anche quelli che costituiscono il suo reggiseno naturale» commenta il dietologo Nicola Sorrentino. Fedele alla tradizione spagnola, in cucina fa largo uso di spezie aggiunte a crudo. «In questo modo» continua l'esperto «oltre a risparmiare sui condimenti, rafforza i capillari, grazie alla vitamina C e alle sostanze antiossidanti che questi aromi contengono. Ecco come fa ad avere gambe magre e scattanti».

Consuma anche verdure in abbondanza, ma privilegia quelle più saporite, che mixa in gazpachi leggerissimi, come i pomodori e i peperoni (assieme ai cetrioli e al sedano sono anche ricchi di acqua. Risultato: fanno fare tanta pipì e permettono di eliminare le tossine. Mica male come arma contro la cellulite!).

Ai pasti, poi, dedica il tempo necessario. «A Los Angeles la sera si mangia in venti minuti. Come si fa a chiamarla cena?» si è lamentata l'attrice in un'intervista al settimanale americano Ok! A tavola, quindi, si rilassa e mastica a lungo i bocconi. Cosa che le permette di non ingurgitare aria, ritrovandosi con la pancia gonfia. Infine, si dedica tre volte la settimana a un allenamento non troppo pesante: alterna infatti esercizi a corpo libero, lezioni di danza e camminata veloce.

Fonte:Donna Moderna

31 ottobre, 2006

Dieta idrica: bere acqua fa dimagrire

Dieta e benessere

Consumare due bicchieri al giorno si traduce, mediamente, in una perdita corporea di due chili ogni anno STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
NEW YORK – L’acqua fa dimagrire. Più se ne beve e meglio è per la linea. Lo rivela uno studio californiano realizzato dal Children's Hospital e dall’Oakland Research Institute e presentato nel corso dell’annuale convegno dell’Obesity Society che si sta svolgendo in questi giorni a Boston. La rivoluzionaria ricerca effettuata da un’equipe di specialisti guidati dalla Dottoressa Jodi Stookey parla chiaro. “Gli individui a dieta che decidono di bere acqua al posto delle tradizionali bibite quali aranciata, succhi di frutta e CocaCola perdono quattro chili l’anno in più rispetto a chi consuma anche bevande zuccherate e ipercaloriche. Consumare due bicchieri di acqua il giorno si traduce, mediamente, in una perdita corporea di due chili ogni anno.
NOVITA’ - Le diete dimagranti più popolari al mondo, – dalla South Beach all’Atkinson – consigliano già da anni di bere “molta acqua”, per aiutare la digestione e diminuire al contempo il consumo di bevande gassate e ad alto contenuto di zuccheri e calorie. Ma fino ad oggi non esistevano prove conclusive sull’effetto dimagrante dell’acqua. A cambiare le cose è questo nuovo studio che ha analizzato le cartelle cliniche di oltre 240 donne soprappeso, d’età compresa tra i 25 e i 50 anni, che si sono sottoposte a regimi dimagranti quali l’Atkins e The Zone, imperniati in larga misura sulla riduzione nell’assunzione di carboidrati.
DIETA - Prima di iniziare “la dieta idrica”, le donne obese o soprappeso bevevano in media due lattine di soft drink al giorno (inclusi succhi di frutti e bibite dolci gassate, per un totale di 200 calorie). Una volta intrapresa la dieta a base di acqua, la maggior parte ha registrato una drastica diminuzione di peso. Quelle che hanno sostituito tutte le bibite con l’acqua hanno perso, mediamente, tre chili l’anno in più rispetto alle altre donne a dieta che hanno continuato a bere i tradizionali drink gassati. Quattro bicchieri di acqua al giorno si sono tradotti per la maggior parte in 4 chili in meno ogni 12 mesi.
PESO - “Bere acqua aiuta a dimagrire”, conclude la dietologa Jodi Stookey, coordinatrice dello studio. “Il motivo non è solo che si rimpiazzano bibite ipercaloriche con bibite prive di calorie ma anche il fatto che l’acqua aiuta a purificare l’organismo e a bruciare grassi”. “Si tratta di tesi provocatorie ed importanti”, gli fa eco Thomas Wadden, presidente della Obesity Society, “Se invece di junk-drink gli americani bevessero acqua, il Paese risolverebbe in breve tempo l’epidemia di obesità che oggi affligge anche e soprattutto i giovanissimi”. “E’ come l’uovo di Colombo”, gli fa eco Barry Popkin, docente di scienza dell’alimentazione all’Università del North Carolina-Chapel Hill. “Invece di guardare al futuro, i dietologi oggi guardano sempre di più al passato. Ad un’era in cui l’acqua era l’unica, spartana bevanda non alcolica servita nelle case degli americani”.
OBESITA’- Dietro alla ricerca non c’è, per fortuna, la potente lobby di produttori di acqua minerale, che negli ultimi anni ha subito un inarrestabile boom in America. “Non esiste alcuna differenza tra acqua di rubinetto e acqua in bottiglia”, tiene a precisare la Dott. Stookey. “L’importante è che sia acqua”. Secondo le statistiche compilate dagli esperti, gli americani non hanno affatto diminuito il loro consumo di acqua rispetto a 10 o 20 anni fa: hanno solo aumentato in maniera vertiginosa quello di bibite dolci gassate. “Questa è la vera ragione dietro la dieta ipercalorica dell’americano medio”, conclude la Stookey, “Il motivo principale della crescita esponenziale ed inarrestabile di obesità tra la popolazione”

Fonte:Corriere della Sera

27 ottobre, 2006

Mai ridursi all'osso

Dieta e benessere

In Italia più di 3 milioni di donne, soprattutto in postmenopausa, e oltre un milione di uomini, soprattutto anziani, soffrono di osteoporosi: lo scheletro si indebolisce, diventa fragile, e con l'avanzare dell'età aumenta sensibilmente il rischio di rimanere vittima di fratture. Se ne contano 250.000 l'anno, 3 su 4 a danno di ultrasessantacinquenni che in un caso su due non riusciranno a tornare al precedente livello di autonomia: 80.000 all'anca, 70.000 al femore, il resto alle vertebre, all'omero, al polso, per una spesa che supera i 3.5 miliardi di euro, e per i soli ricoveri.
Ma l'osteoporosi, universalmente percepita come una sorta si condanna del tempo che passa, si può invece prevenire. Con un adeguata attività fisica fin dall'infanzia e poi, a tavola, assumendo con latte e latticini quantità adeguate di calcio (il principale responsabile della mineralizzazione ossea) e di vitamina-D, che del calcio controlla l'assorbimento e sta nel salmone, sardine, tonno, aringhe, sgombro. A condizione che a ben mangiare si inizi subito, a partire dall'infanzia, in modo da poter raggiungere ognuno il proprio picco di massa ossea cioè il massimo potenziale di densità dell'osso che il nostro Dna è in grado di prometterci.
Nello sviluppo dell'osteoporosi, infatti, una crescita ossea sub-ottimale negli anni dell'infanzia e adolescenza, va considerata importante tanto quanto la perdita di massa ossea che si verifica in seguito per fattori aggiuntivi (vecchiaia, menopausa, terapie, ecc...). Di conseguenza agire sui fattori che influenzano la qualità dell'osso - la dieta in primo piano - deve essere un impegno a ogni età. E si capisce allora perché la campagna annuale che l'International osteoporosis foundation (Iof) (173 associazioni sparse in 83 paesi) ha lanciato lo scorso 20 ottobre, Giornata mondiale dell'osteoporosi: Bone appetit - il ruolo del cibo per costruire e mantenere ossa forti.
"Dobbiamo dare a tutti la possibilità di raggiungere il picco di massa ossea attraverso gli stili di vita: con l'alimentazione, che è il focus della campagna 2006 e con il movimento, il tema del 2005. È intorno ai 25 anni, soprattutto grazie al cibo, che si arriva a questo valore, che rimane stabile fino a 40-50 circa. Se il picco non viene raggiunto da giovani, il deterioramento dello scheletro sarà rapido, e l'ingresso nella zona di rischio frattura anticipato", spiega Maria Luisa Brandi, nel comitato scientifico Iof, presidente della Siommms, la Società italiana osteoporosi e metabolismo minerale e malattie dello scheletro. "Anche in seguito è fondamentale assumere calcio e vitamina D: a 50-55 anni, se si perde massa ossea si possono utilizzare integratori. Quando la rarefazione dell'osso ha raggiunto il livello di guardia si può pensare al trattamento farmacologico".
L'osteoporosi è in sostanza uno squilibrio del turn-over dell'osso, il cui metabolismo è sbilanciato verso il riassorbimento a discapito della formazione di nuovo tessuto: nelle donne in menopausa per una fisiologica carenza di estrogeni (osteoporosi primaria. Questa è la ragione principale per cui la malattia è in aumento: le donne oggi contano su un'aspettativa di vita di 85 anni!). Negli uomini per corticoterapie prolungate, alcolismo, ipogonadismo, ipercalciuria... (osteoporosi secondarie). E poi, per tutti, per malassorbimento, intolleranza al lattosio (siamo primi in Europa per numero di casi!) una condizione che limita già nei bambini l'ingestione di alimenti ricchi di calcio, ipertiroidismo, iperparatiroidismo, diabete... Terapie con cortisonici, eparina, antiepilettici.... Per lunghe diete dimagranti ripetute durante l'adolescenza... In conclusione, l'osteoporosi non è come le rughe e i capelli bianchi, checché se ne dica, inevitabili condanne.

Fonte:La Repubblica

La dieta idrica è la più efficace per dimagrire

Dieta e benessere

L'acqua fa bene, non c'è differenza tra quella di rubinetto e la minerale, l'importante è berla.
Uno studio del Children’s Hospital e dell’Oakland Researche Institute ha evidenziato come bere due bicchieri di acqua al giorno, porti l’organismo, a perdere due chili in un anno.

Già si sapeva che durante una dieta dimagrante è fondamentale bere almeno un litro e mezzo di acqua, ma fino ad oggi non era stato scientificamente provato che l’acqua avesse potere dimagrante, ma che servisse per depurare l’organismo. Quattro chili in meno l’anno per chi bene acqua sostituendola a bibite gassate o zuccherine.

Per questo studio, sono state osservate 240 donne sovrappeso di età compresa tra i 25 ed i 50 anni che si sono sottoposte a diete diverse che riducevano l’assunzione di carboidrati, nel momento in cui hanno intrapreso la dieta a base di acqua, si è registrata una sensibile diminuzione di peso, rispetto a chi beveva le bibite. Si è dimostrato dunque che gi effetti di questa bibita inodore ed incolore sono: purificazione dell’organismo, bruciare i grassi, e non apportare calorie.

In America, purtroppo il problema dell’obesità è molto sentito e presente, purtroppo pur consumando acqua, non c’è differenza se di rubinetto o minerale, è cresciuto in maniera smisurata il consumo di bibite gassate e succhi zuccherini che sono i veri artefici dei danni all’organismo.

Fonte: The Instablog

25 ottobre, 2006

Leggende dietetiche

Dieta e benessere

Siamo continuamente bombardati da diete di tutti i tipi e consigli che molto spesso si trasformano in regole assolute. Facciamo ordine e ricordiamoci di mangiare poco di tutto

L'informazione è fondamentale per evitare le trappole dei falsi miti dietetici.
Di seguito alcune delle frasi che troppo spesso si sentono pronunciare...

Il cervello ha bisogno di zucchero
Non è certo lo zucchero inteso come saccarosio, cioè candido dolcificante del caffè... meglio dire che il cervello ha bisogno di glucosio, che non è la stessa cosa. Il glucosio si trova sì nello zucchero, ma molto più salutare è ricavarlo da un bel piatto di spaghetti, riso, polenta...
Una bella insalatona per restare in forma
Non illudiamoci di che ci facciano dimagrire! In molti casi forniscono più calorie di un piatto di lasagne. Anche il termine insalatona è orrendo...
Mangiare in bianco è più leggero
Niente di più inutile e controproducente! Un'allegra pasta al pomodoro rosso è estremamente leggera e digeribile, al contrario una candida pasta olio e formaggio è ricca di grassi. Inoltre un piatto gradevole per aspetto ed aroma ha il potere di renderci più felici.
La frutta all'inizio/lontano dai pasti
Lo stomaco non è fatto a scompartimenti stagni, tutto si mescola. Iniziare il pasto con la frutta non serve a controllare l'appettito perchè il senso di sazietà viene recepito dopo circa venti minuti dal primo boccone, quindi semmai sarebbe più utile consumare frutta molto prima del pasto. In quanto alla presunta necessità di consumare la frutta lontano dai pasti per digerire meglio, anche questo è un mito senza fondamento.
Il pompelmo fa dimagrire e disintossica
Contiene all'incirca la stessa quantità di zuccheri e calorie delle arance, ma ha meno vitamina C e costa molto di più. Sicuramente non ha nessuna proprietà dimagrante e disintossicante.
L'ananas scioglie i grassi
Non c'è nessun alimento che scioglie i grassi! L'ananas facilita la digestione delle proteine ed è un frutto delizioso.
Le banane fanno ingrassare
Non solo non fanno ingrassare, ma sono uno splendido, economico e naturale integratore energetico-vitaminico-minerale da avere sempre a portata di mano nella sacca della palestra o negli zaini di scuola.
Quando si è a dieta, come frutta solo mele
Si tratta di un frutto più povero di vitamine e minerali, nonchè più ricco di zuccheri e calorie rispetto a molti altri quali albicocche, amarene, ananas, arance, ciliege, kiwi, pere.. Chi segue una dieta dimagrante scelga gioiosamente tra tutta la frutta fresca di stagione e, se desidera, si mangi anche le mele!
Un gelato può sostituire un pasto...

Fonte:LifeGate

24 ottobre, 2006

LA LONGEVITA’ DIPENDE DA DIETA MEDITERRANEA ... SECONDO LA COLDIRETTI

Dieta e benessere

Il record di longevità degli italiani conquistato grazie soprattutto ad una alimentazione fondata sui principi della dieta mediterranea, fortemente radicati nelle campagne, rischia di non essere mantenuto in futuro a causa delle malattie determinate all’obesità e dal soprappeso che ormai interessano un bambino italiano su tre. Lo afferma la Coldiretti che, nel commentare i dati Istat contenuti nel rapporto dedicato alla mortalità della popolazione residente in Italia, sottolinea la necessità di trasferire alle nuove generazioni i principi di una corretta alimentazione fondata su cibi come la frutta e verdura che assicurano naturalmente l’equilibrio dietetico necessario a rimanere in forma.
Non è un caso - sostiene la Coldiretti - che il record regionale di longevità sia stato realizzato nelle Marche, una regione che mantiene una forte connotazione rurale con il 65% del territorio gestito dalle imprese agricole, ben 13 punti sopra la media nazionale, che è del 52%. Pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari garantiscono agli italiani - sottolinea la Coldiretti - una vita media di 77,2 anni per gli uomini e di 82,8 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea. Un record che potrebbe non essere mantenuto dai giovani per colpa - sostiene la Coldiretti - dell’abbandono della tradizionale cultura alimentare fondata sulla dieta mediterranea, con un aumento record dei casi di obesità o soprappeso, che riguardano il 36 per cento dei ragazzi attorno ai dieci anni, il valore più alto tra i Paesi Europei secondo una indagine Merrill Lynch.
L’allarme lanciato dal Congresso Internazionale sull’Obesità ha messo infatti in evidenzia il rischio - riferisce la Coldiretti - che i ragazzi di questa generazione per la prima volta nella storia potrebbero essere i primi ad avere una vita più breve dei propri genitori per colpa delle malattie causate dall’obesità e dal soprappeso che interessano nel mondo un miliardo di persone, un numero superiore agli 800 milioni che soffrono di denutrizione. E in Italia - sottolinea la Coldiretti - su 5 milioni di obesi, 800mila sono affetti da obesità grave secondo i dati divulgati nel Congresso Nazionale di Chirurgia dell'Obesità dal quale è emerso anche che le spese socio-sanitarie dell'obesità in Italia sono stimate in circa 23 miliardi di euro annui, per più del 60 per cento dovute all'incremento della spesa farmaceutica e ai ricoveri ospedalieri.
Per questo - sostiene la Coldiretti - occorre intervenire nelle case e nelle scuole con una maggiore attenzione ai menu’ anche delle mense dove deve essere garantita la presenza di cibi sani come i prodotti tradizionali e la frutta e verdura locale che troppo spesso mancano dalle tavole delle giovani generazioni. Un obiettivo che - continua la Coldiretti - può anche essere incentivato con l'aiuto dei nuovi distributori automatici di frutta e verdura snack che si stanno diffondendo e dove è possibile acquistare frutta fresca, disidratata o spremute senza aggiunte di zuccheri o grassi come alimento rompi-digiuno per una merenda sana alternativa al “cibo spazzatura”.
Una strada che - conclude la Coldiretti - sta per essere percorsa anche negli Stati Uniti con l’impegno delle principali industrie multinazionali (Kraft Foods, Mars, Campbell Soup, Danone and PepsiCo) a ridurre il contenuto di grassi, zucchero e sale negli snacks venduti in macchinette, negozi o bar nelle scuole americane assunto dopo la battaglia condotta dalla William J. Clinton Foundation dell’ex Presidente Usa.

Fonte:WineNews -

20 ottobre, 2006

Il business delle diete: sotto l’etichetta niente

Dieta e benessere

Per i soli alimenti light il giro d'affari è stimato in 300 milioni di euro, ma i tassi di crescita sono super. In realtà però, la tendenza a dare una veste «salutista» si va estendendo sempre più a tutti i cibi che affollano gli scaffali dei supermercati. Le etichette degli alimenti abbondano sempre più di richiami alla linea, alla leggerezza, con eccessi che, a pensarci sopra un attimo, scadono nel ridicolo. Come possono essere dietetiche o light le patatine fritte? Eppure la fantasia dei pubblicitari non ha freno. «Il fatto è - spiega il professor Michele Carruba, direttore del Centro di studi e ricerche sull'obesità dell'Università di Milano e anima di molte campagne anti-ciccia dell'ex ministro Girolamo Sirchia - che non tutti leggono o sono in grado di capire le indicazioni nutrizionali, sulle etichette. Quindi risultano molto più efficaci le pubblicità».
«Alcune ricerche - gli fa eco Franca Braga, responsabile delle ricerche sui prodotti alimentari per l'associazione Altroconsumo - dimostrano che i consumatori, al momento dell'acquisto, si fanno influenzare soprattutto dagli slogan sulle etichette. E il controllo dell'Authority sulle pubblicità ingannevoli non riesce ad arginare il fenomeno: le condanne arrivano sempre troppo tardi e molti di questi prodotti a ogni stagione si rinnovano e tornano identici, ma con un altro nome».
Ecco quindi che a ogni giro in un supermercato si rinnova l'inganno e l'acquisto di merendine «magre» al cioccolato e integratori «rimodellanti». Di dietetico o salutare c'è poco o niente: le nostre preoccupazioni per la linea (in Italia il 45% della popolazione è sovrappeso) ci consegnano indifesi nelle mani di alimenti light e integratori a base di erbe «100% naturali». «Questo è uno dei richiami più di moda - spiega Braga - ma che gli ingredienti siano naturali non garantisce che facciano dimagrire, né che facciano bene. Il mese scorso è stato ordinato il ritiro di decine di integratori contenenti Cimicifuga racemosa. Una sostanza naturale. Ma tossica».
L'unico effetto fin qui provato è quello delle fibre che, se ingerite con acqua, poi si gonfiano e ci fanno sentire sazi. «Ma solo momentaneamente - frena Carruba - perché il senso di sazietà che prova il cervello è un meccanismo complesso. Se alla dilatazione gastrica non segue l'innalzamento della glicemia, la sazietà svanisce in pochi minuti. Ecco perché è meglio un panino integrale che un prodotto che isola una singola fibra». E ancora: sui «brucia calorie» sono arrivate decine di condanne per pubblicità ingannevole, ma lo slogan è duro a morire. E poi i prodotti «drenanti» e «diuretici» (che praticamente è la stessa cosa): «Perdere i liquidi - dice Braga - non significa dimagrire. Se invece c'è un serio problema di ritenzione idrica, allora bisogna andare dal medico».
C'è infine il capitolo dei prodotti light. Solo per birra, burro, margarina, formaggio e latte la legge fissa con precisione il quantitativo di grassi che deve contenere un prodotto per definirsi light. In tutti gli altri casi è far west. Dalle rilevazioni di Altroconsumo è emerso ad esempio che per i prodotti da forno, come i biscotti, ci sono versioni light che hanno più calorie della versione normale. «In molti altri casi - dice Braga - la versione light è ottenuta aggiungendo acqua o aria. Quindi basterebbe mangiare una porzione più piccola di quello stesso alimento per ottenere la stessa riduzione di calorie. Inoltre spesso si perde in gusto e qualità dell'alimento, visto che la diluizione richiede l'aggiunta di più conservanti».
«I pubblicitari sfruttano anche corrette informazioni dietetiche - dice Carruba -. Il caso dell'acqua minerale è eclatante; sono state fatte molte campagne contro gli alimenti con troppo sodio, ma l'acqua non è tra questi. I produttori di minerale hanno sfruttato l'occasione per lanciare acque con poco sodio. La riduzione del minerale nell'acqua però è insignificante dal punto di vista della salute. In più si tolgono altre sostanze, come il calcio, che invece fanno bene».
Non ci resta che sperare nell'Europa: sta per entrare in vigore un regolamento che detterà regole più precise sulle etichette. Riuscirà Bruxelles a farci aprire gli occhi?

Fonte: Il Giornale

31 agosto, 2006

Dopo le vacanze gli italiani pesano tre chili in più

Dieta e benessere

Tre chili in più: è quanto hanno guadagnato, in media, sei italiani su dieci al ritorno dalle vacanze estive. Lo afferma una ricerca della rivista Dimagrire (Edizioni Riza) condotta su mille italiani, secondo cui quella appena trascorsa è stata l'estate più grassa degli ultimi dieci anni. Una volta tornati a casa, 6 vacanzieri su 10 hanno scoperto di aver messo su una media di 3 chili a testa: è il risultato di scorpacciate di gelati, spuntini da spiaggia, spaghettate di mezzanotte e bibite senza sosta. Il 58% degli intervistati afferma, infatti, che le vacanze sono un'occasione per grandi mangiate in compagnia. Secondo la ricerca, i più colpiti sono i maschi sopra i 50 anni, che tornano in città con il «salvagente sui fianchi». Ma anche i bambini sono a rischio: si muovono poco, mangiano troppo e male e il risultato è che il 24% è in sovrappeso, l'11% è obeso. Ma perchè d'estate vige l'«anarchia alimentare»? Il 45% ritiene che in vacanza tutto sia permesso, mentre per il 43%, soprattutto sopra una certa età, la tavola rimane l'unica «trasgressione». Il 26% si illude che sia facile smaltire i chili di troppo. Dopo il responso della bilancia, però, solo il 39% degli italiani si sente davvero in sovrappeso: per il 29%, infatti, non si può parlare di sovrappeso se non si superano i 10 chili in più rispetto al peso-forma, per il 23% è necessario pesare 20 chili in più. E il 9% resta addirittura indifferente all'aumento di peso.

Fonte: Il Giornale

30 agosto, 2006

Vacanze: al rientro 6 italiani su 10 ingrassati

Dieta e benessere

C'è la convinzione che i chili saranno facili da smaltire. Lo dice un sondaggio della rivista «Dimagrire». I più ingrassatii sarebbero i maschi ultracinquantenni

Rientro «pesante» dalle vacanze per 6 italiani su 10. I più ingrassatii sarebbero ultracinquantenni maschi, ma anche i bambini non si sottraggono all'epidemia di pinguedine. È quanto emerge da una ricerca della rivista «Dimagrire» (Edizioni Riza) in edicola in questi giorni, condotta su un campione di circa mille italiani. Le cause? Probabilmente le grandi mangiate in compagnia (ha «confessato» il 58% del campione), colazioni ipercaloriche e abbuffate varie di mezzanotte e dintorni.
Quali sono le ragioni di questa anarchia alimentare estiva? Il 45% degli intervistati ritiene che in vacanza tutto sia permesso, mentre il 43% pensa che, soprattutto sopra una certa etá, la tavola rimane l'unica trasgressione consentita. Poi c'è la convinzione, che i chili che si accumulano sul «girovita» saranno facili da smaltire.

Dopo il responso della bilancia, però, solo il 39% degli italiani si sente davvero in sovrappeso, gli altri faticano ad accettare la realtà. Per il 29% degli italiani infatti non si può parlare di sovrappeso se non si superano i 10 chili in più rispetto al peso-forma, per il 23% addirittura è necessario pesare 20 chili in più. Nello specifico, il 31% nega in maniera assoluta il problema, il 24% si deprime per i chili di troppo, il 9% resta indifferente all'aumento di peso. Gli esperti della rivista spiegano che negare il problema è un comportamento molto diffuso «che deriva da una strategia a livello inconscio: quando ci si trova ad affrontare un ostacolo ritenuto insormontabile si tende a rassegnarsi e a metterlo da parte».

Fonte: Corriere della Sera

21 agosto, 2006

Stop alla dieta se vuoi combattere la buccia d'arancia

Dieta e benessere

Secondo uno studio Usa l'odiatissima cellulite peggiora nelle donne che si mettono a stecchetto: le più magre ne hanno di più a causa della perdita di elasticità della pelle

La cellulite? Peggiora con la dieta, specie se non si è in sovrappeso. A rivelarlo uno studio statunitense della American Society of Plastic Surgeons e diffuso dalla Bbc. Gli esperti hanno monitorato 29 donne messe a 'regime' arrivando ad una scoperta del tutto inattesa: le più magre, che avevano perso solo una modesta quantità di peso, alla fine del trattamento avevano subito un visibile aumento della pelle a buccia d'arancia.

E la spiegazione è semplice: la perdita di elasticità della pelle. «La cellulite fa parte della vita, è un fenomeno congenito e non esiste alcuna cura efficace», afferma Douglas McGeorge, della British Association of Aesthetic Plastic Surgeons, secondo il quale è del tutto inutile affaticarsi con diete e sacrifici contro l'antiestetica buccia d'arancia che colpisce almeno l'85% del gentil sesso.

La cellulite, spiega lo specialista, si annida nel tessuto fibroso che connette i muscoli alla pelle. Quando lipidi, fluidi e tossine si concentrano sotto l'epidermide, il tessuto si indurisce, i grassi si comprimono e si produce il classico effetto a 'materasso'. E con l'età, prosegue, la pelle si assottiglia e la cellulite appare visibilmente peggiore. Consigliabile dunque, bere molta acqua e fare attività fisica, ma i soldi spesi per creme, cerotti e prodotti di ogni genere rischiano davvero di essere 'buttati al vento'.

Fonte: Il Resto del Carlino

Ecco il reality dei ciccioni: vince chi dimagrisce di più

Dieta e benessere

Sei uomini e sei donne, tutti ciccioni, che fanno a gara a chi dimagrisce di più. È la formula di The biggest loser, il reality americano condotto dalla bionda attrice Carolin Rhea (una delle due zie streghe del telefilm Sabrina) che da stasera fino a Natale sarà trasmesso anche in Italia su Sky Vivo, alle 22.
I dodici, chiusi in una clinica della salute, saranno divisi in due squadre miste, la rossa e la blu, seguite ognuna da un personal trainer, Bob Harper per la blu e Jillian Michaels per la rossa. Saranno costretti a indossare calzoncini e t-shirt per correre la mattina presto, a cimentarsi in massacranti esercizi gambe-addominali-glutei e a seguire una dieta ferrea, nonostante, terribile tentazione, ognuno di loro abbia a disposizione un frigorifero personalizzato con dentro le vivande che preferisce.
Giudice inappellabile sarà la bilancia. Ogni settimana stabilirà chi ha raggiunto i risultati meno soddisfacenti e quest'ultimo dovrà abbandonare la clinica. A fine anno ne resterà solo uno che, insieme con la nuova, invidiabile linea, porterà a casa 250mila dollari.
Quella che vedremo è la terza stagione del The biggest loser: lanciato dalla Nbc, è diventato in poco tempo un fenomeno di costume, con punte di nove milioni di spettatori. Sul suo sito è possibile calcolare il proprio peso forma, scaricare le diete seguite dai concorrenti e chattare con i due personal trainer.
Un successo forse annunciato, dato che oltreoceano l'obesità è vissuta come un vero flagello, e per le strade di New York e Los Angeles non è raro incontrare persone che girano in sedia a rotella semplicemente perché sono troppo grasse per camminare. Ma anche qui da noi il «reality dei ciccioni» potrebbe diventare un cult. Essere in perfetta forma è stato il tormentone preferito di questa estate 2006. Tra le decine di foto apparse su rotocalchi e quotidiani che ritraevano cantanti e attrici hollywoodiane con le ossa fin troppo in evidenza, da Keira Knightley a Paris Hilton a Lindsay Lohan, e altrettante che impietosamente rivelavano la cellulite su gambe insospettabili, come quelle di Anna Falchi e Kate Moss, il caso più eclatante è stato senz'altro quello del ministro della Famiglia Rosy Bindi: il politico è stata ben lieta di raccontare a lettori ed elettori di aver perduto dieci chili in dieci settimane, con l'aiuto del cantautore Mimmo Locasciulli, esperto nutrizionista come si venne a sapere qualche anno fa, quando fece tornare in forma il sindaco di Roma Walter Veltroni. Così, sensibili all'argomento, ora che rientriamo dalle vacanze e ci iniziamo a pentire di avere lasciato che, oltre alla mente, si rilassassero anche gli addominali, godremo un po' sadicamente guardando le sudate dei dodici partecipanti.
Per presentare lo show, domenica 3 settembre alle 15.30 andranno in onda su Sky Vivo i commenti, tra il serio e il faceto, di divi dello spettacolo ed esperti della gastronomia. Così, Serena Grandi racconterà che nonostante il successo delle sue curve, tante volte avrebbe desiderato somigliare alla longilinea Audrey Hepburn: «Avere un corpone, diciamo così... sexy, a volte è stato un passaporto diplomatico, a volte una negazione problematica, sicuramente. Certo, nel mio immaginario, essere una modella di Chanel sarebbe stato il massimo, un corpo un po' androgino, totalmente diverso da quello che ho! Un po' come Colazione da Tiffany».
L'attore Rodolfo Laganà, invece, ci terrà a specificare che si ama cicciottello come è: «Se dimagrissi sono sicuro che lavorerei molto meno, che la mia faccia cambierebbe, che la mia solarità cambierebbe. Non mi so vedere magro, fico, biondo: io sono nato così e così resto. Perché grasso è bello, è energia, è simpatia».

Fonte: Il Giornale

19 agosto, 2006

Su Sky il reality che fa dimagrire

Dieta e benessere

Sky lancia la sfida ai chili di troppo con un reality. Da lunedì prossimo sarà in onda su Sky Vivo il reality della Nbc The Biggest Loser. Due squadre di «ciccioni» si sfideranno a colpi di fitness e digiuni. Ogni settimana il concorrente che ha perso meno chili sarà eliminato. Per dimagrire sarà necessario anche saper fare rinunce ed ogni concorrente dovrà resistere al proprio personale frigorifero che conterrà i cibi preferiti. I concorrenti resteranno chiusi in un centro benessere fino alla fine dell'anno.

Fonte: Il Giornale

01 agosto, 2006

Dalla California il vaccino anti-obesità

Dieta e benessere

Addio pillole dimagranti e diete fai da te: in futuro per dimagrire senza sacrifici, ci si potrà vaccinare contro i chili di troppo. E perché no, di vaccini in circolazione ce sono tanti, sperimentarne uno anche per dimagrire, non può essere che entusiasmante.

La scoperta, che è stata resa nota sulla rivista dell’Accademia Americana delle scienze Pnas, arriva fresca dalla California e precisamente da Kim Janda dello Skaggs Institute for Chemical Biology> che ha effettuato i suoi primi esperimenti su alcuni topolini cui è stato somministrato il vaccino in questione.

Si tratta di una sostanza che previene l’aumento di peso, inducendo una reazione immunitaria contro l’unico ormone dell'appetito che si conosca, la grelina, e quindi pur continuando a mangiare normalmente, si è notato che i topolini ingrassavano di meno rispetto ai topini cui non era stato somministrato il vaccino.

La grelina è un ormone di recente identificazione che ha tra i suoi compiti quello di inviare al cervello l’input della sensazione della fame. E’ una sostanza prodotta da cellule dello stomaco che viene riversata nel sangue, i cui livelli oscillano alle diverse ore del giorno, crescendo prima dei pasti e calando a picco dopo aver mangiato.

Quindi piuttosto che una dannosa pillola per dimagrire da prendere per lunghi periodi, con effetti collaterali talvolta disastrosi, gli scienziati californiani hanno dunque pensato ad un vaccino che, somministrato una sola volta, sia in grado di produrre effetti duraturi sul lungo termine. Dunque, poiché la grelina è un ormone fortemente implicato nel controllo di appetito e metabolismo, inducendo una reazione immunitaria contro tale ormone, ecco che il gioco è fatto. Parlando più specificamente, i ricercatori hanno creato degli immunoconiugati della grelina, ovvero piccole proteine che si legano alla grelina in modo specifico e inducono le difese immunitarie del corpo ad attaccare l'ormone.

Somministrati a un gruppo di topolini, gli immunoconiugati hanno funzionato riducendo la quantità di ormone nel sangue e conseguentemente l'aumento di peso, accelerando il consumo di grassi corporei, determinando effettivamente un calo ponderale rispetto ai topolini non trattati e, cosa ancora più entusiasmante, a parità di tipo e quantità di alimentazione. È chiaro che i topolini vaccinati non mangiano di meno, ma semplicemente il vaccino fa sì che assimilino di meno.

Risultati sicuramente importanti ma da valutare con cautela, suggeriscono gli esperti, perché occorrerà del tempo prima che si possa parlare di un vaccino anti-obesità anche per le persone.

Fonte: Agenzia Radicale

31 luglio, 2006

Antitrust condanna dimagrante LIPOTREX24

Dieta e benessere

L'Antitrust con provvedimento n. 15699 ha dichiarato l'ingannevolezza del messaggio, vietandone l'ulteriore diffusione. Il messaggio, in particolare, pubblicizzava l'efficacia dimagrante del prodotto "LIPOTREX24. In particolare, oggetto di intervento dell'Authority la testimonianza di una giovane donna afflitta dal problema del sovrappeso sin dall'età adolescenziale, nonché quella di una sua amica la quale è riuscita a dimagrire senza seguire nessuna dieta, mangiando tutto quello che voleva, anche i cibi fritti, grazie ad: "un nuovo trattamento dimagrante rivoluzionario che le era stato consigliato dal suo medico", denominato: "Lipotrex24".

Dall'analisi della etichetta del prodotto si può rilevare che le funzioni del prodotto in questione si limitano ad un semplice effetto di completamento della normale razione alimentare. Infatti, l'etichetta stessa precisa che: "L'assunzione di 2 capsule al giorno può convenientemente contribuire a completare la razione alimentare". Nel messaggio pubblicitario oggetto della denuncia il prodotto viene, invece, presentato come in grado di far ottenere ai consumatori straordinari risultati di perdita di peso in tempi molto brevi e senza necessità di ricorrere ad alcuna dieta o esercizio fisico.

Tali affermazioni sono - secondo il disposto dell'Antitrust - in contrasto con le indicazioni riportate sulla stessa confezione del prodotto ed appaiono ingannevoli soprattutto in relazione a due profili. In primo luogo i consumatori non hanno la possibilità di comprendere la reale natura del prodotto quale semplice coadiuvante di regimi dietetici ipocalorici. In secondo luogo, l'omissione di qualsiasi riferimento alla funzione meramente suppletiva del prodotto (unica consentita dalla natura dello stesso e dalla regolamentazione settoriale) evidenzia in maniera fuorviante effetti che il prodotto non può assicurare.

Fonte: Help Consumatori

20 luglio, 2006

Ecco la macchina della magrezza

Dieta e benessere

A quanto pare, è un po' come stare seduti su un'energica lavatrice in centrifuga, e c'è chi va dicendo che risparmi la faticaccia infame di allenarti in palestra per dimagrire. Forse chi detesta ritrovarsi con la lingua di fuori a sbuffare tra pesi e aerobica potrebbe essere tentato da una nuova passività hi-tech e accarezzare l'idea di lasciarsi assottigliare le trippe lì per lì da un aggeggio vibrante chiamato PowerPlate. A Londra si vende ormai come le noccioline, complice la voce che anche Madonna lo usi, malgrado il prezzo faccia perdere calorie soltanto a guardarlo.

La differenza, naturalmente, è che la regina del pop si sottopone anche a un rigoroso regime di allenamenti. La Fitness Industry Association avverte infatti che la macchina dovrebbe essere usata in congiunzione con altri tipi di attività fisica per mantenere sano il sistema cardiocircolatorio. Ma evidentemente in questi giorni di afa infernale in cui la spiaggia incombe e la voglia di ansimare in palestra per spianare i lardelli è pari a zero, gli inglesi abbienti rimandano l'idea di fare esercizio fino alle brume d'autunno, e comprano 20 PowerPlate da Harrods tutti i fine settimana, nonostante la macchina costi 7 mila sterline (11 mila euro), roba da caldane.

L'altra differenza ovvia è che Madonna può permettersi di spendere quello che le pare pur di tenersi in forma. Altro che abbonamento alla palestra, la pedana PowerPlate costa piuttosto come un'automobile, ma la casa costruttrice sostiene che una combinazione simultanea di trattamenti sostituisce un allenamento di un'ora e mezza: «Per cosce, pancia, sedere e parte superiore delle braccia fa risparmiare l'85% del tempo rispetto al tradizionale allenamento in palestra». L'azienda, PowerPlate International, dice che la tecnologia vibratoria è nata nel 1960 e venne ulteriormente sviluppata per un missione spaziale sovietica nel 1975 allo scopo di rafforzare i muscoli e le ossa indebolite degli astronauti, finché nel 1998 l'allenatore olimpico olandese Guus van der Meer integrò la terapia della vibrazione nel regime degli atleti. La pedana PowerPlate è arrivata nel 2000 e promette di impartire ai muscoli un workout ad alta velocità, con vibrazioni studiate per farli contrarre e rilassare rapidamente.

Chi la usa si limita a fare ginnastica dolce, come gli allungamenti. Tempo e intensità sono impostati automaticamente, mentre l'intensità può essere regolata cambiando i tre tappetini in dotazione. La si può adoperare in piedi, seduti o distesi.

Secondo il «Daily Mail» la macchina ha i suoi adepti nel jet set ed è usata anche dal Manchester United. Alcuni ballerini classici russi la avrebbero sperimentata convinti che le vibrazioni aumentino la forza muscolare e aiutino a guarire più velocemente dagli infortuni.

La casa costruttrice sostiene che, oltre ad aumentare la forza e il tono del corpo, la macchina può migliorare la circolazione sanguigna e ridurre la cellulite se usata un quarto d'ora tre volte la settimana. Ma Andree Dean, direttore generale della Fitness Industry Association britannica, raccomanda cautela: «Va benissimo per chi non ha tempo, ma non è una soluzione veloce e non va pensata come sostitutiva della palestra. Di certo non fornisce esercizio cardiovascolare, che mantiene sani cuore e circolazione». Alcune palestre inglesi l’hanno comprata, ma resta da vedere se l'umile treadmill resterà deserta.

Fonte: La Stampa

13 luglio, 2006

Chi vince tra le diete?

Dieta e benessere

Dieta Atkins vs dieta punti, dieta Scarsdale vs dieta dei beveroni, dieta Montignac vs dieta South Beach, dieta del gruppo sanguigno vs cronodieta, dieta mediterranea vs dieta Weight Watchers, dieta dell'acqua vs del fantino: leggi i risultati di queste sfide e scopri le quattro regole d'oro per dimagrire

dieta Atkins CONTRO dieta punti
Senz'altro vince la dieta punti, meno rigida della dieta Atkins e, soprattutto, più adatta alle nostre abitudini alimentari latine. E poi è molto facile da adottare anche da chi ha poco tempo perché non si devono pesare le porzioni o calcolare le calorie: ogni giorno, basta sommare i punti attribuiti ai diversi tipi di alimenti e il gioco è fatto.

dieta Scarsdale CONTRO dieta dei beveroni
Anche se si tratta di una dieta durissima, non alla portata di tutti, vince la dieta dei beveroni iperproteici. Perché questi pasti liofilizzati forniscono tutti i nutrimenti necessari per perdere peso senza sbilanciare l'organismo, come invece fa un po' la Scarsdale. E poi le buste sono adatte a chi ha poco tempo per cucinare e non vuole tentazioni.

dieta Montignac CONTRO dieta South Beach
Anche se la Montignac ha avuto un grande successo e ha ormai raggiunto i 13 milioni di seguaci, la South Beach è una dieta più facile da seguire. E che propone ricette molto gustose. Quindi vince quest'ultima, il cui menu piacerà anche al resto della famiglia.

dieta del gruppo sanguigno CONTRO cronodieta
Entrambe sono diete da adottare per lunghi periodi perché possono dare risultati solo dopo diversi mesi. In attesa che il mondo scientifico si esprima sulla fondatezza della dieta del gruppo sanguigno, però, vince sicuramente la cronodieta, più semplice, varia e di buon senso. In entrambi i casi, a decidere potrebbe essere il medico curante.

dieta mediterranea CONTRO dieta Weight Watchers
In questo caso si tratta di una competizione difficile: entrambe le diete sono approvate dal nostro ministero della Salute, quindi ben bilanciate. Un punto di vantaggio, però, ce l'ha senz'altro la mediterranea, perché più in armonia con le nostre abitudini alimentari. Anche se la Weight Watchers funziona bene con chi ha bisogno di sentirsi costantemente seguita.

dieta dell'acqua CONTRO dieta del fantino
Tra le due vince senz'altro la dieta dell'acqua. Perché, pur essendo completamente priva di carboidrati, permette di fare il pieno di tutte le proteine e dei grassi necessari alla nostra salute. L'importante, per non rischiare anche in questo caso la stitichezza, è sforzarsi di mangiare dei bei piattoni di insalata. E controllare che i latticini siano davvero magri.

Quattro regole d'oro
Hai trovato la dieta che fa per te? Per potenziarne gli effetti, segui i consigli di Evelina Flachi, la nostra esperta.
Appena sveglia, depurati bevendo un bicchierone d'acqua naturale.
Sostituisci il pane con delle gallette senza grassi.
In cucina, usa le erbe aromatiche al posto del sale.
Per evitare i gonfiori, consuma la frutta lontano dai pasti e opta per un solo tipo di frutto alla volta.

S.O.S.
Tutte le diete di questo dossier sono utili per perdere 4 o 5 chili (la Zona anche qualcuno di più). Ma per chi è al limite dell'obesità, non bastano. In questo caso, meglio chiamare il numero verde 800114077 (dalle 9.30 alle 18.30) dell'AIO, Associazione Italiana Obesità. E chiedere il recapito del più vicino Centro specializzato nella cura di questo disturbo.

Le diete NO
Secondo tutti i dietologi, nel grande mare delle diete oggi in circolazione, ce ne sono alcune davvero da sconsigliare. Qualche esempio? Quella dell'uovo sodo (affatica il fegato); quella del pompelmo (da evitare, come tutte le "monodiete", troppo sbilanciata) e quella del gelato (molto golosa e folkloristica, ma sbagliata. Perché non aiuta a mangiare in modo sano ed equilibrato).

La pentadieta
Il benessere fisico ma anche emotivo, il movimento e, soprattutto, il mangiare bene. Sono i principi cardine della pentadieta, elaborata secondo le più avanzate teorie per dimagrire in modo sano. La troviamo nel libro fresco di stampa "Il pentagono del benessere" (Mondadori, 10,40 euro), di Evelina Flachi, la specialista in scienze dell'alimentazione che, in queste pagine, ha dato i voti alle 13 diete più conosciute.

Fonte: Donna Moderna

04 luglio, 2006

DIETA - Amore, ti prego, ingrassa un po’

Dieta e benessere

Non è sempre vero che magrezza fa rima con bellezza: quando si perde troppo peso ci si ammala e ci si rimette in appeal

La prova bikini è lo spauracchio di quasi tutto il gentil sesso: per non sfigurare in spiaggia, la maggior parte delle donne si sottopone spesso a drastiche diete dimagranti che sfociano, a volte, in comportamenti al limite del patologico. Se il corpo non riceve nutrimenti fondamentali, dice il Dott. Enzo di Flaviano, non solo si possono avere problemi di salute, ma si diventa addirittura brutte. “Il tessuto adiposo non può sparire del tutto dal corpo - spiega l’esperto di alimentazione – perché da un lato è una riserva pronta di energia per i momenti della giornata in cui non ci alimentiamo, e dall’altro regala bellezza, sinuosità e armonia al corpo femminile” (il seno, per esempio, è formato soprattutto da grasso).

Se la ciccia viene eliminata, l’organismo per nutrirsi attaccherà i muscoli, che perderanno tono ed elasticità diventando molli. I vantaggi di un’alimentazione equilibrata si vedranno, invece, sui capelli lucidi e forti e sulla pelle luminosa. Per finire, una ricerca scientifica ha rivelato che più si è magre più aumenta il rischio depressione: tutta colpa della serotonina, l’ormone del relax e del benessere il cui livello dipende dal mantenimento del peso forma.

Fonte: VipLine.it

28 giugno, 2006

La dieta dei magnifici 10

Dieta e benessere

Può sembrare strano, eppure per dimagrire a volte occorre mangiare. Ogni star, per esempio, ha un suo segreto, un cibo dal "potere" particolare. Eccone dieci, da provare subito subito

Manuela Arcuri
Come fa l'esplosiva Manu ad avere un fisico così perfetto? A colazione mangia sempre 1 vasetto di yogurt. Perché è ricco di calcio, capace di dare una marcia in più al metabolismo dei grassi.

Victoria Beckham
La più glamour tra le mogli dei calciatori è riuscita a tenere sotto controllo la ritenzione idrica anche durante le sue tre gravidanze, mangiando sempre una fetta di ananas dopo i pasti.

Christina Aguilera
La nuova Marilyn (ha appena posato nuda riproponendo le celebri pose della diva per la rivista GQ Usa) fa il pieno di minerali con i germogli di soia (ne hanno ben 8). Il legume è anche una fonte di lecitina, che ripulisce il sangue dal colesterolo.

Jennifer Lopez
Le sue sono le curve più sexy del pianeta. Ma Jennifer ha anche altri punti di forza: i capelli luminosi, la pelle compatta e senza imperfezioni. Merito dei semi di lino, che mette dappertutto. Ricchi di grassi essenziali, tonificano i tessuti.

Demi Moore
Svelato il trucco della sua bellezza senza tempo: 2 capsule di estratto di tè verde al giorno. Un vero bombardamento di antiossidanti. Che rendono più attive, aiutano a sciogliere i rotolini e rallentano l'invecchiamento.

Natasha Stefanenko
Sempre solare, grazie ai grandi occhi azzurri e alla pelle luminosa, Natasha si fa dare una mano dai cibi integrali: contengono, infatti, tanto magnesio, il minerale che tiene alto l'umore, e depurano per il concentrato di fibre.

Charlize Theron
Anche la serafica Charlize ogni tanto cede alla fame nervosa. E, su consiglio del dietologo di fiducia, la tiene a bada sgranocchiando rapanelli, privi di calorie e ricchi di sostanze rilassanti.

Alessia Marcuzzi
Com'è che Alessia non si stanca mai e ha grinta da vendere? Incredibile, ma vero, si carica con il pesce azzurro. Le sue proteine associate alle vitamine del gruppo B di sardine e tonno danno energia al fisico e al cervello.

Liz Hurley
Sofisticata com'è, non si direbbe che Liz adori le cipolle rosse. Ma ha scoperto che sono tra le verdure più diuretiche. Così, appena può, si fa il "burro" di cipolle (si tritano e si cuociono finché diventano una crema).

Uma Thurman
Una salutista come lei non può che mangiare 1/2 avocado a colazione. Con ben 450 mg di potassio al giorno (circa la metà di quelli che occorrono a una donna) drena via tutte le tossine. Risultato: cellulite ko.

Fonte: Donna Moderna

26 giugno, 2006

Piccole donne sniffano: cocaina per...dimagrire

Dieta e benessere

Un'indagine del servizio sanitario di Bologna ha rivelato che una teenager su due a 16 anni ormai ha fatto o fa uso di alcool e droghe. L'ultimo miraggio: perdere peso

Una ragazza su due - a 16 anni - ha già provato o usa droga e alcool.
E il nuovo, preoccupante trend tutto al femminile è l'utilizzo di cocaina per dimagrire. O con l'illusione di poterlo fare, ovviamente.
Il dato, che desta grande preoccupazione, è emerso da un'indagine su 5000 “under 16” realizzata dall'Osservatorio epidemiologico dipendenze patologiche dell'Ausl di Bologna. Nel consumo di droghe, le donne hanno ormai sorpassato gli uomini, e il fenomeno dell'emulazione (con note modelle soprese con la polvere bianca nella borsetta, oppure a sniffare in party esclusivi o dietro le quinte, com'è accaduto a Kate Moss) può avere avuto qualche peso nella degenerazione della tendenza. Un “disagio psicologico” da baby tossiche che porta inevitabilmente alla morte o a rischi incredibili per la propria salute.

“Usano la cocaina perché il suo principio attivo inibisce l'appetito, lo stimolo della fame, ma l'effetto boomerang su corpo e psiche è devastante”, dicono gli esperti. “Nel corso dell'ultimo anno - spiega il dottor Raimondo Pavarin - il 5% delle teenager ha usato droga per la prima volta, il 10% delle quali cocaina, salvia divinorum e funghi. Moltissime bevono alcolici durante le lunghe notti del fine settimana, tanto che una su quattro ritiene di doverne ridurre il consumo; una su dieci è positiva al test di Cage, indicatore che sonda la popensione al rischio di abuso di alcool”.
Il miraggio è quello di stare svegli, aumentare le prestazioni sessuali, avvertire meno la fatica e - appunto - perdere peso.

Font: VipLine.it

Nuova moda: droga per dimagrire

Dieta e benessere

Ragazzine che si drogano per perdere peso. Il fenomeno sta assumendo proporzioni allarmanti. Un'indagine su 5.000 «under 16» curata dal servizio sanitario di Bologna ha infatti accertato che «una teen-ager su due fa uso di stupefacenti» e che tra esse è elevata la percentuale di quelle che hanno fatto tale scelta per problemi di bilancia. La conferma arriva dalle parole del dottor Raimondo Pavarin dell'Osservatorio epidemiologico dipendenze patologiche dell'Ausl di Bologna: «Nella nostra indagine abbiamo riscontrato che la voglia di dimagrire rappresenta uno dei motivi di disagio psicologico per i quali le adolescenti si avvicinano alla droga». Un allarme tutto al femminile che conferma come le donne abbiano superato gli uomini nel mercato degli stupefacenti.

Fonte: Il Giornale

14 giugno, 2006

Sandra Bullock: 'Abiti di oggi adatti solo a Kate Moss'

Dieta e benessere

A margine della premiere di 'The lake house', l'attrice confessa: 'Faccio sport per sentirmi bene. Non morirò di fame per entrare in un vestito'

"Negli abiti da donna entrano oggi solo corpi magri come quello di Kate Moss": è l'attrice hollywoodiana Sandra Bullock a condannare le nuove mode lanciate dagli stilisti del 21esimo secolo, come dichiara alla rivista "Shape".

La Bullock, 41enne figlia di una cantante d'opera tedesca, tra le poche a sfoggiare una figura impeccabile e sempre elegantissima, sottolinea: "Non voglio patire la fame solo per entrare in un vestito". L'interprete di 'Miss Fbi: infiltrata speciale', spiega di amare i dolci, soprattutto la cioccolata.

"Ovviamente pratico volentieri sport - conclude l'attrice, che fa jogging con regolarità - non per forza per dimagrire, ma per sentirmi bene".

Fonte: Resto del Carlino

12 giugno, 2006

Dimagrire senza diete

Dieta e benessere

Più si seguono le diete e più si ingrassa. E' il messaggio rivoluzionario di un dietologo francese, che insegna a dimagrire senza diete seguendo la saggezza del corpo

Oggi la maggior parte delle persone vive nella convinzione che per avere una buona forma fisica sia necessario mantenere un costante controllo sull’alimentazione, seguendo rigidi codici dietetici che allungano di giorno in giorno la lista dei cibi vietati.
Il risultato è una perenne lotta contro la bilancia e contro i propri stimoli, fatta di «devo» e «non devo» sempre più frustranti.
Accanto ai tanti messaggi che stimolano questa filosofia, però, c’è anche chi va in controtendenza. È il caso del nutrizionista francese Jean-Philippe Fermati, che nel suo libro Dimagrire senza diete, edito da Tecniche nuove, afferma una diversa verità: più si seguono le diete più si ingrassa, perché le restrizioni cognitive inducono in realtà a mangiare di più.

Secondo il dietologo, l’unico modo efficace per dire addio al sovrappeso è quello di dare ascolto ai nostri bisogni e alle nostre voglie.
Mangiare secondo la propria fame, insomma, sarebbe la soluzione migliore per dimagrire, a patto di farlo nel modo giusto.

La prima regola è quella di mangiare con calma, senza fare altro e cercando di rilassarsi. Le sensazioni, poi, vanno ascoltate con attenzione. Ho davvero fame? Mi piace quello che sto mangiando? Sono sazio? Sono le domande da porsi ogni volta che ci si siede a tavola.

L’organismo, infatti, produce inequivocabili segnali indicatori della necessità di mangiare e della tipologia di alimento da scegliere: basterebbe imparare a seguirli, senza l’ansia indotta dalle false credenze, per autoregolarsi per sempre sul normopeso.

Certo, sbarazzarsi degli schemi mentali legati all’alimentazione non è facile: dopo anni passati a considerare grassi e dolci il nemico numero uno, sperimentare un approccio nuovo e più libero al cibo richiede un lavoro psicologico da non sottovalutare.

Per questo, buona parte del libro è incentrata sul percorso necessario per spezzare il circolo vizioso della dieta, con consigli pratici su come aggirare lo stress del peso, riconoscere le proprie paure alimentari e capire il significato delle trasgressioni.
Per riconciliarsi con il cibo e con se stessi... e ritrovare una volta per tutte il peso ideale.

Fonte: SaniHelp

11 giugno, 2006

Davanti alla tv snack di frutta e verdura

Dieta e benessere

L’esperto mette in guardia i calciomani: in un mese di partite dei Mondiali si rischia di ingrassare 5 chili

TELEDIPENDENTI calciomani sturatevi le orecchie, ecco alcuni suggerimenti per godersi le 64 partite in diretta Tv stando attenti all’alimentazione, poiché si sa, le insidie si nascondano anche sul divano. La Coldiretti vi ha avvertito: per seguire i mondiali di calcio davanti alla Tv correte il rischio di aumentare di peso fino a cinque chili: «Per un mese andranno in onda una media di due partite al giorno per un totale di 5760 minuti di trasmissione, ai quali si aggiungono probabili supplementari e sicuri lunghi dibattiti». E la Coldiretti suggerisce «un maggior consumo di frutta e verdura per evitare gli effetti previsti dagli esperti secondo i quali la maggiore sedentarietà quotidiana e il rischio di un crescente consumo di schifezze snack causato dalla tensione con cui si seguono le partite, può provocare l’accumulo supplementare di mille calorie al giorno che significano un aumento di peso fino a un chilo per settimana». Ma a riguardo ecco i consigli di Primo Vercilli (nella foto) il medico dietologo che con il critico enogastronomico Paolo Massobrio e la maestra di cucina Giovanna Ruo Berchera ha scritto «Maramangio» (Comunica Edizioni, pagg. 300, euro 14,50). «Il rischio per chi è abituato a sgranocchiare davanti alla televisione c’è – dichiara Vercilli – ma il primo problema da risolvere, e può sembrare ironico dirlo, è quello di decidere cosa si vuole mangiare. Una volta che riesco a rispettare il fatto di mangiare unicamente una determinata cosa ed in una determinata quantità aumento il mio livello di autostima e posso lavorare per migliorare la qualità nutrizionale di quello che mangio: il segreto insomma è andare per gradi». Una bella ciotola di ciliegie, frutta fresca o l’alternanza di ghiaccioli e gelati sono delle idee di snack più salutari di altri, anche se Vercilli sottolinea come la scelta del cibo, per ottenere risultati costanti, non debba essere necessariamente proibitiva. «Se per esempio, sono abituato a mangiare tutti i giorni le patatine davanti alla televisione, decido che per tre giorni lo faccio e che per gli altri quattro mangio per esempio della frutta: in questo modo, paradossalmente, in un mese potrei iniziare a dimagrire un po’ invece di ingrassare…». Nulla di punitivo pure per affrontare una dieta; piuttosto un percorso che aiuta a creare una forma mentis con cui affrontare il tema dell'alimentazione dentro a un ordine, giorno per giorno. Il metodo Vercilli è una sfida alle varie diete, perché esclude l’assolutizzazione dei particolari e guarda in faccia alle esigenze dell'uomo di tutti i giorni: non prevede il pesare gli alimenti ma consiglia una semplice rotazione e combinazione di tutti i cibi nella giornata e nella settimana. Al centro del libro c'è anche uno schema composto da 35 pasti, sul quale la maestra di cucina Giovanna Ruo Berchera (autrice, insieme a Paolo Massobrio, del best seller Avanzi d'Autore) propone oltre 50 ricette per stare dentro a un ordine alimentare con gusto.

Fonte: Il Tempo

09 giugno, 2006

"Sostituti" dei pasti? Usateli così

Dieta e benessere

I meno giovani ricorderanno il clamoroso ingresso dei "bibitoni" dimagranti negli anni 70, quando nel balletto delle diete più o meno assurde irruppero le diete a bassissimo contenuto energetico (very law calorie diet), dette anche a risparmio proteico, che avrebbero dovuto sostituire per qualche settimana il pasto degli obesi più motivati a redimersi. Per la verità non fu un vero insuccesso, dato che ad idearle non era stato il solito improvvisatore bensì un gruppo di esperti abituati a trattare la grande obesità con diete fortemente ipocaloriche ma, all'epoca, non abbastanza evolute sul piano gustativo e dei componenti nutrizionali.
Oggi, invece, l'industria è riuscita a produrre minestroni vegetali o ancor meglio barrette ipocaloriche in regola con i parametri dettati dall'Unione Europea per la registrazione e vendita dei "prodotti dietetici destinati a diete ipocaloriche volte alla riduzione del peso". Quindi, le attuali barrette sostitutive di un pasto (ma le norme prevedono anche la registrazione di sostituti dell'intera razione giornaliera), debbono fornire tra 200 e 400 kcal, avere una percentuale di proteine fra il 25-30 per cento delle calorie fornite e debbono coprire il 30 per cento del fabbisogno giornaliero di vitamine e minerali. Con queste e altre garanzie, approvate da apposita Commissione del ministero della Salute, le rinate "barrette" possono dare il loro contributo ad un programma di dimagrimento ma ancor più, a mio giudizio, a quella dieta di mantenimento che la maggior parte degli "obesi dimagriti" finisce per trascurare con l'ovvio risultato di recuperare, in 6 mesi o un anno, quasi tutti i chili faticosamente perduti.
L'idea di dimagrire, basandosi solo sulla sostituzione di un certo numero di pasti con le barrette, rientrava nella logica semplicistica con cui è stata affrontata l'obesità nei decenni scorsi, cioè senza tener conto dello "stile di vita" e della necessità di continuare a vivere con amici e amiche o di celebrare le feste comandate e di partecipare alle cene di lavoro. In effetti il ricorso continuativo alle barrette, per alcune settimane, è un espediente tecnico che un medico esperto può indicare per avviare un ennesimo tentativo dimagrante nei grandi obesi, reduci dal naufragio di precedenti diete o peggio dalle ricadute che sempre incombono su chi non è riuscito a migliorare con le abitudini alimentari anche lo stile di vita, magari cancellando dal proprio vocabolario la parola sedentarietà. Le indicazioni più utili delle barrette riguardano, però la compensazione di un pasto "completo" e irrinunciabile, o la sostituzione di 2-3 pasti settimanali, magari per facilitare un impegno sportivo (palestra, piscina, tennis, passeggiate) durante il break.
Insomma, sostituire qualche pasto con le barrette (da accompagnare sempre con almeno un paio di bicchieri di acqua o bibite analcoliche per poter garantire un adeguato effetto-sazietà) non è una stranezza ma solo un pratico accorgimento per evitare tentazioni ma soprattutto per riequilibrare qualche eccesso "imparabile". La grande varietà dei gusti, almeno per i prodotti forniti dalle ditte leader, è un ulteriore fattore di progresso e quindi di più frequente e gradita utilizzazione, sia da parte di chi non riesce ad intensificare la loro spesa energetica, sia da chi non possa sottrarsi ai pranzi di lavoro.

Fonte: La Repubblica

08 giugno, 2006

Le diete da evitare

Dieta e benessere

TRA le diete che vanno per la maggiore è bene ricordare la Scarsdale, in voga da molto tempo, e la dieta del minestrone definita, in maniera arbitraria, dieta mangiagrassi. Tutte e due hanno in comune il fatto d’essere ambedue squilibrate, anche se per motivi differenti. Sono state ideate da due medici: la prima da un cardiologo, Scarsdale, che la consigliava per sole due settimane a determinati soggetti cardiopatici; la seconda da un cardiochirurgo del Sacred Memorial Hospital di St. Louis per soggetti obesi cardiopatici che dovevano essere sottoposti ad interventi di cardiochirurgia e doveva essere seguita per un periodo massimo di 10/14 giorni. Pubblicizzate da libri, giornali, riviste sono seguite da moltissime persone che spesso non hanno neanche la necessità di dimagrire. Ricordiamo anche la dieta con gonadotropine corioniche, rilevando che si tratta di una dieta squilibrata, troppo povera da un punto di vista calorico (circa 600 kcal giornaliere) e con la somministrazione d’ormoni. Anche gli altri tipi di diete quali la dissociata, quella del fantino, del pompelmo e delle uova e le 1000 altre, sono squilibrate, diseducative e producono tutte degli inconvenienti. Per dimagrire, ricordano i nutrizionisti, bisogna introdurre meno calorie del necessario, ma ripartite in modo corretto tra i nutrienti energetici. Pensiamo anche alla dieta Atkins, molto popolare negli USA, che consiste, in termini generali, nel ridurre molto i carboidrati e nell'aumentare il consumo di proteine e anche di grassi. È ritenuta piuttosto pericolosa per la salute. Queste diete ad alto contenuto proteico e con minimo contenuto di carboidrati possono indurre chetosi, un disturbo metabolico in cui, a causa dell'abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue, si formano delle sostanze negative( chetoni) in eccesso che possono contribuire ad una varietà di disturbi: perdita di calcio, con un aumentato rischio di osteoporosi, aumento del rischio di calcoli renali.

Fonte: Il Tempo

07 giugno, 2006

Salute a rischio in alcuni centri

Dieta e benessere

'Ci sono dei Centri del benessere che per far dimagrire i propri clienti, li fanno sopravvivere con 600 calorie . Questa dieta mina la salute'.
Lo ha detto Messegue', che ha presentato il suo libro 'Mangiare meglio per vivere meglio'.'Diete squilibrate- ha aggiunto- possono minare le difese immunitarie dell'organismo. L'importante 'e' alternare gli amidi con le proteine, la frutta e la verdura. Per dimagrire - ha concluso - quello che fa la differenza non e' quanto si mangia, ma come si mangia'.

Fonte: Yahoo! Italia Notizie

05 giugno, 2006

La dieta mediterranea

Dieta e benessere

Non l'ha inventata un medico: è il tipo di alimentazione tradizionale dei Paesi del Mediterraneo. Tutta a base di verdura, frutta, molti legumi, olio al posto del burro, poca carne e molto pesce. Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità, è il modo di mangiare più sano. Cui ricorrere anche per dimagrire

In cosa consiste:
La giornata tipo per dimagrire con la dieta mediterranea comincia con un caffè più due fette biscottate integrali con un velo di marmellata. Poi, in generale, la regola è mangiare proteine a pranzo (per esempio, 120 gr di carne con insalata di rucola e 30 gr di pane integrale) e carboidrati a cena (come 60 gr di pasta con pomodori e basilico più 20 gr di fagiolini e 30 gr di pane integrale). Frutta e yogurt magro, infine, sono previsti per gli spuntini di metà mattina e per la merenda.

Per chi è adatta:
La dieta mediterranea è equilibrata e completa: non ci sono controindicazioni riguardo l'età o lo stile di vita. Non solo: è ricca di vitamine e sali minerali e, grazie all'utilizzo di aglio e cipolla, la mediterranea aiuta anche a tenere sotto controllo la pressione alta e il colesterolo.

Quali sono i suoi punti di forza:
È un'alimentazione che si può far adottare anche al resto della famiglia: per loro basta solo aumentare le dosi. E permette di tornare al cibo integrale, dal pane alla pasta, come si usava una volta.

Quali sono i suoi punti deboli:
È abbastanza facile lasciarsi trascinare e finire per mangiare troppo. Bastano un paio di forchettate di pasta oltre i 60 grammi prescritti e... addio dieta.

Fonte: Donna Moderna

02 giugno, 2006

La dieta Zona

Dieta e benessere

Nel linguaggio farmaceutico, la Zona indica il corretto dosaggio di un medicinale in modo che curi senza risultare tossico per l'organismo. Barry Sears, il medico americano inventore di questa dieta, ha preso in prestito la definizione per indicare il giusto equilibrio tra i vari cibi che ci permette di tornare al peso forma. Secondo Sears, infatti, i diversi alimenti (come dicevano gli antichi) sono da considerarsi come medicine.

I principi base
La dieta Zona è nata per gli sportivi che volevano perdere peso mantenendo, però, le massime performance atletiche. Ecco perché uno dei requisiti base per ottenere buoni risultati con questo regime è fare ogni giorno un po' di movimento. Palestra, piscina o, come minimo, una camminata di mezz'ora a passo sostenuto. Questo metodo si riassume nella semplice formula "40-30-30". Vuol dire che, a ogni pasto, occorre mangiare carboidrati per il 40 per cento (frutta, verdura, pane, pasta e legumi); proteine per il 30 per cento (carne, pesce, uova) e grassi per il 30 per cento.

In questo modo, secondo Barry Sears, migliora l'attività dell'insulina, l'ormone che regola i livelli di zucchero nel sangue. Non solo. A ogni pasto, viene stimolato anche l'ormone antagonista dell'insulina, il glucagone, la cui secrezione è stimolata dalle proteine. E che consente di bruciare le scorte energetiche immagazzinate nel fegato (glicogeno) e, soprattutto, nel tessuto adiposo (grassi).

In cosa consiste:
La regola fondamentale della Zona è quella di prevedere che ogni pasto o spuntino sia un "blocco" formato da tre "blocchetti": uno di proteine, uno di carboidrati e uno di grassi. Per esempio, a pranzo 45 g di pesce azzurro (che compongono il blocchetto delle proteine) vanno accompagnati con 180 g di erbette o 120 g di spinaci (carboidrati) e a due o tre cucchiai di olio d'oliva (grassi). Se l'idea dei blocchi e dei blocchetti sembra troppo complicata (soprattutto per chi lavora), c'è una pratica alternativa: ricorrere alle barrette e alle buste che in America hanno da subito accompagnato la diffusione della Zona, e che ora si trovano anche da noi, nelle farmacie, in alcuni supermarket al reparto cibi dietetici e anche on line (www.enerzona.it). Si chiamano Enerzona, possono sostituire pasti e snack.

Per chi è adatta:
Equilibrata e varia, la Zona propone un regime adatto a tutti. Anche a chi è in gravidanza o soffre di alcune malattie: in questi casi, esistono delle varianti su misura per i singoli problemi. Per esempio, in caso di grande sovrappeso, abbinare il regime Zona all'olio di pesce purificato (che contiene il famoso Omega 3, un acido grasso essenziale), stimola il metabolismo e in un mese abbassa i livelli di zuccheri nel sangue.

Quali sono i suoi punti di forza:
Pensato per gli atleti, questo programma è studiato in modo da favorire alti livelli di concentrazione mentale e performance fisica. E da abbassare il livello di stress, regalando energia e vitalità. Cosa che, quando si segue una dieta, non sempre accade.

Quali sono i suoi punti deboli:
L'unico vero problema è che, se non si pratica attività fisica, la dieta Zona non serve a granché. Chi, per vari motivi, non può andare in palestra o non riesce a praticare ogni giorno un po' di movimento, dovrà cambiare dieta o impiegherà molto più tempo per perdere i chili desiderati.

Fonte: Donna Moderna

30 maggio, 2006

La frutta più buona per pelli abbronzate

Dieta e benessere

Arriva il caldo e mangiare frutta e verdura fa bene perché alcuni vegetali (carote e ciliegie ad esempio) contengono sostanze che nutrono, dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore, riforniscono di vitamine, mantengono in efficienza l’apparato intestinale con il loro apporto di fibre. E si oppongono anche all’azione dei radicali liberi prodotti nell’organismo dall’esposizione al sole, nel modo più naturale e appetitoso possibile. Questa volta il suggerimento arriva da Coldiretti che ha stilato un elenco di frutta e verdure di stagione e delle loro proprietà principali: le carote, ricche di vitamina A, fanno bene a occhi e pelle particolarmente esposte ai caldi raggi solari. Le fragole, oltre a essere note per le proprietà antiossidanti, sono ricche di vitamina C che aumenta le difese naturali dell'organismo contro le allergie stagionali. Tutti i vegetali che hanno le foglie di colore verde scuro come le bietole e la cicoria contengono acido folico (gruppo vitamine "B") essenziale nella formazione dei globuli rossi del sangue per la sua azione sul midollo osseo. Sono anche utili per proteggere il colore dei capelli dai raggi del sole. L’insalata conferisce volume e potere saziante con un apporto calorico estremamente limitato e assicura anche un certo contributo di vitamine, calcio, fosforo e potassio, mentre i dietetici pomodori, che hanno solo 17 calorie per 100 grammi, regalano all'organismo un buon apporto di fibre, vitamine e sali minerali in particolare fosforo, calcio e magnesio.

Fonte: Intrage

29 maggio, 2006

MESSÉGUÉ: OCCHIO ALLE DIETE SBAGLIATE

Dieta e benessere

Basta un giorno alla settimana di alimentazione sana: ripetuto per un anno intero, fa 52 giorni complessivi di dieta e chili persi

Le diete sbagliate più che dimagrire fanno ingrassare, mentre i vecchi ‘rimedi della nonna’, ossia i prodotti della natura, sono una terapia universale per la cura del corpo, di grande supporto alla medicina ufficiale anche in caso di malattie importanti.
A dirlo con convinzione e con quattro generazioni di sostenitori di trattamenti a base di erbe alle spalle è Marc Mességué, classe 1956, erborista di fama internazionale, diplomatosi nel 1976 all’università di Siena, figlio del celebre Maurice (oggi 84enne in pensione) pioniere della fitoterapia e ideatore dei centri benessere e salute Mességué, sparsi in tutto il mondo.

A Marc si deve la prosecuzione di un’arte familiare, nonché l’invenzione della dieta One Day Light, la dieta di un solo giorno. Un regime alimentare sperimentato su se stesso e su molti clienti, dai nomi più o meno altisonanti, che da anni frequentano il suo Health Center di Melezzole, nella campagna Umbra.
Un centro benessere ricavato dall’attento restauro dell’antico castello di Torre Errighi, dove oltre a sfilare personaggi di spettacolo, politici, cantanti e sportivi rinomati, ma anche gente comune.
Marc Mességué, che qui vive e lavora da 16 anni, ci tiene a sottolinearlo: «Le persone senza etichetta sono la mia quotidianità».

Veniamo alle sue cure con le erbe…
«Nell’antichità i medicamenti erano a base di erbe. Tutti ne sono consapevoli. La Phitoterapia è nota da secoli e noi Mességué non facciamo che praticarla da generazioni. Dietro ogni trattamento c’è sempre il medico, ovviamente. Prima di stabilire qualsiasi tipo di terapia sottoponiamo la persona a controlli e analisi. In più, cerchiamo attraverso il contatto fisico e il dialogo di cogliere le problematiche individuali. Poi passiamo ai trattamenti personalizzati: snellenti, depurativi, rilassanti. I miei trattamenti sono a base di sostanze naturali. Credo molto in pediluvi e maniluvi, terapie per osmosi in cui la pelle assorbe i principi attivi delle erbe. Ma anche le erbe vanno conosciute e dosate».

Le erbe sono ben tollerate dall’organismo?
«Sono comunque medicinali. La Phitoterapia è la prima medicina al mondo, non a caso i farmacisti sono i migliori erboristi e le erbe sono vendute soprattutto in farmacia. Il 70 per cento dei trattamenti allopatici sono composti da molecole naturali. In Cina ci si cura con le erbe. Magari per un problema di soldi, ma grazie alle erbe i cinesi guariscono molte malattie, anche serie. Pure in Francia, in Italia, ovunque, le erbe sono da sempre utilizzate per combattere patologie cardiovascolari o altri disturbi gravi. Il nostro obiettivo, in ogni caso, è arrivare ad eliminarle a trattamento concluso. L’organismo non deve abituarsi nemmeno alle erbe».

Com’è nata la passione per i trattamenti naturali?
«L’amore per la natura ha radici profonde nella mia famiglia. Mio padre l’ha ereditata addirittura da un suo trisavolo. Papà Maurice quarant’anni fa decise di investire in progetti ispirati al rispetto della natura. Andava a raccogliere erbe per poi andare a curare i pazienti. Per noi il corpo è natura e ne rispettiamo al massimo i processi biologici. E’ il segreto del nostro successo».

Parliamo di dieta. Possibile che basti un solo giorno di alimentazione corretta alla settimana?
«Più che sufficiente. Una dieta fatta male non funziona e il 70 per cento delle diete falliscono perché non tengono conto del metabolismo, delle abitudini alimentari e di vita delle persone, dei loro impegni giornalieri, dei loro problemi esistenziali, delle carenze affettive, dei loro gusti, della religione, della cultura... A fronte di ciò, il 60 per cento delle persone che si mette a dieta o non ottiene risultati o dopo averli ottenuti spesso non riesce a mantenerli e riprende i chili persi. Cominciare una dieta dimagrante significa avviare un processo vizioso senza fine. Per tre chili mediamente persi in una dieta, di cui il 75 per cento sono liquidi, se ne riprendono il doppio appena si ricomincia a mangiare. Inevitabilmente cambia il metabolismo, sottoposto a stress. L’Italia è piena di obesi e l’obesità è una malattia che purtroppo colpisce sempre più i giovani. Bisogna tenerlo presente, ma anche adottare le soluzioni giuste. Statisticamente le persone tendenti ad ingrassare, dai 30 ai 55 anni circa, aumentano mediamente un chilo ogni anno».

Cosa bisogna fare allora?
«Importante è equilibrare l’alimentazione e bere almeno due litri di acqua oligominerale al giorno per espellere le tossine. Fare a meno del cibo equivale a soffrire e l’infelicità, è provato, porta danno. Il fattore psicologico scatenato dalla carenza di sostanze nutritive diventa un boomerang. Lo stress non preventivato altrettanto. Mettendosi a dieta viene meno la vita sociale e familiare. Dimagrire e ingrassare come una fisarmonica non serve. Anzi, è catastrofico. Meglio stare leggeri un giorno alla settimana e nei giorni successivi associare alimenti equilibrati».

Quale giorno della settimana?
«Un giorno in cui si ritiene di avere meno difficoltà a rispettare un certo regime alimentare: perché non si lavora o si lavora meno, perché ci si può rilassare, perché non si hanno impegni. Personalmente consiglio il lunedì, il cosiddetto giorno di riposo dagli stravizi del fine settimana. La giornata prevede di salire sulla bilancia in un’ora precisa della mattina e prendere il peso, per poi ripetere l’operazione alla stessa ora della mattina successiva. Durante i pasti della giornata, fatta eccezione per la colazione in cui sono previste due fette biscottate con marmellata o miele, occorre evitare carboidrati, mangiare alimenti cotti al vapore, alla griglia o crudi. L’apporto di proteine deve essere garantito da carne o pesce. Vanno bene anche i legumi. Il condimento contempla solo un filo di olio extravergine. Niente sale, formaggi e insaccati. Dal giorno successivo e per tutta la settimana si riprende a saziarsi regolarmente. Concedersi qualche vizio serve a stare bene di testa. L’equilibrio psico-fisico è indispensabile».

Lei dice che funziona?
«Provare per credere. Sono stato il primo a sperimentarla. Ventiquattro ore di regime alimentare corretto alla settimana, ripetuto per un anno intero, equivale a 52 giorni complessivi di alimentazione dietetica e chili persi che difficilmente saranno recuperati. In fondo non ho inventato niente. Basta rifarsi ai nostri avi che osservavano il venerdì magro, contemplato dalla religione cattolica. In quel caso era un’usanza di privazione, noi la intendiamo come un giorno di benessere ».

Vista la sua esperienza nel settore, cosa spinge a mettersi a dieta?
«Mai come in questi anni la cura del proprio corpo è diventata così determinate per uomini e donne di tutte le età. Inoltre la società moderna, supportata da programmi televisivi e riviste, ha creato miti sbagliati come donne al limite dell’anoressia, e maschi palestrati. Ma magro vuol dire bello? Poniamoci questa domanda e rivolgiamola ai nostri ragazzi. La dieta deve essere fatta solo per ragioni di salute o magari per sentirsi più in forma, ma senza esagerare sconfinando in anoressia e bulimia. Il mio interesse è trasmettere regole di vita bilanciate, da portare anche e soprattutto al di fuori del mio centro».

Fonte: Greenplanet.net

27 maggio, 2006

Una dieta a zona da "sfogliare"

Dieta e benessere

Che cosa vogliamo da una dieta? Che ci faccia dimagrire in fretta prima dell'estate e che ci permetta di sfilare in costume senza rotolini di ciccia su fianchi e cosce? Certo, ma esiste una combinazione di cibi che faccia perdere peso senza lasciarci affamati e nervosi? Al diavolo, le calorie. Quante volte l'abbiamo pensato buttandoci (con soddisfazione) su crostate e cannelloni. Una ricerca del mensile «Dimagrire» dimostra che più di un terzo si mette a dieta d'estate e che chi abbandona i buoni propositi lo fa dopo 5 giorni o dopo 2 settimane di palestra. Colpa, dicono gli esperti, di un regime dietetico troppo impegnativo. Fra gli esperti c'è Barry Sears, il biochimico americano che ha inventato la celeberrima Zone, la dieta delle star di Hollywood, approvata da numerosi studi, e che ieri è arrivato in città a presentare il suo ultimo libro: «Prevenire con la zona», 18 euro (Sperling & Kupfer).
Il segreto di questa dieta, «che ha dimostrato di resistere alle mode» è la sua «moderazione», si chiama infatti anche «40-30-30», perché il 40 per cento delle calorie derivano dai carboidrati, un 30 per cento dalle proteine e l'altro 30 per cento dai grassi. Questa regola vale per tutti gli spuntini della giornata che devono essere cinque (prima colazione, entro un'ora e mezzo dal risveglio, pranzo, spuntino pomeridiano, cena, spuntino prima di coricarsi). In sostanza è una dieta mediterranea leggermente impoverita dai carboidrati a favore di frutta e verdura. «La Zone va scelta non solo per perdere peso ma anche come stile di vita - ha spiegato Sears - gli alimenti infatti influenzano i livelli ormonali del nostro corpo, in un certo senso ci riporta agli inizi della medicina e ai precetti di Ippocrate («che il cibo sia la vostra medicina»). Recentemente è stato scoperto che nelle persone in sovrappeso esiste uno stato infiammatorio, responsabile con il tempo, di parecchie malattie. Ed è il bilanciamento fra insulina, glucagone e altri ormoni favorito dalla dieta che ci permette di stare bene»

Fonte: Il Giornale

Snelle con la Detox Diet

Dieta e benessere

La dieta di Carol Vorderman va alla grande a Hollywood e dintorni. Sfido! Ha un doppio effetto: depura e fa perdere peso. Il risultato? Smagliante. Come dimostrano le star, che non rinunciano al piacere di mangiare ma a tavola eliminano le tossine. Vale la pena di imitarle, no?

Che linea! Con più acqua
Certo, è aiutata da madre natura, Paris Hilton, ma è così snella, tonica e senza ombra di cellulite anche perché la Detox Diet le fa portare in tavola alimenti leggeri e che saziano a lungo. "Il segreto del suo menu è l'acqua, quella da bere (almeno un paio di litri al giorno) e quella da "mangiare", contenuta cioè nella frutta e nella verdure fresche di stagione (come melone, finocchi, cetrioli) ricche anche di minerali utili a favorire la diuresi" spiega Cristina Mosetti, dietologa. In pratica, mangiando così, fate un sacco di pipì, eliminate le tossine e di conseguenza sgonfiate i cuscinetti. "In più proteggete la bellezza delle gambe che in questa stagione sono più esposte al sole: gli ortaggi, infatti, contengono tanta vitamina C, che rinforza e rende elastici i capillari" aggiunge la nostra esperta.

Il consiglio in più
Bevete tutte le mattine, a digiuno, un infuso di betulla gramigna. "È una pianta ricca di sostanze drenanti che contrastano accumuli e gonfiori a livello di cosce e caviglie" consiglia Annamaria Previati, esperta di terapie naturali.

Che capelli! Con più noci e legumi
Sempre merito di questa dieta se Halle Berry sfoggia chiome lucenti e folte. Lei non si fa mancare frutta secca, legumi e cereali integrali. "Un vero elisir: questi cibi, infatti, sono una fonte notevole di principi capaci di nutrire in profondità i capelli" spiega Cristina Mosetti. E poi hanno tante fibre che regolarizzano l'intestino. Cosa c'entra? Per quanto strano vi possa sembrare, la cosa va a vantaggio anche dei capelli: se l'organismo non è appesantito dalle sostanze di scarto, infatti, riesce a portare maggiore ossigeno ai bulbi piliferi e al fusto. "Mangiando così, poi, rifornite i capelli anche di vitamine preziose (la B5 e la E) che vanno a "ricostruire" gli steli indeboliti e spezzati" dice l'esperta. Insomma, doppie punte, addio.

Il consiglio in più
"Provate un infuso di equisetum arvense, ricco di silicio, sale che favorisce la formazione della cheratina, la sostanza che costituisce i capelli" consiglia Annamaria Previati. "Prendetelo alla sera prima di coricarvi. Così i minerali restano in circolo più a lungo e vengono assorbiti meglio".

Che pelle! Con più pesce
Una pelle vellutata e luminosa va nutrita dal di dentro. Lo sa bene Scarlett Johansson, l'attrice dal viso di porcellana. Invece di invidiarla, portate a tavola più pesce. "Proprio le proteine di acciughe, branzini e orate sono un toccasana per il tessuto di sostegno della pelle (si chiama collagene). Perché lo rendono tonico ed elastico" spiega l'esperta. Risultato: la pelle risulta levigata, le piccole rughe si appianano e in generale l'ovale ha un aspetto più sano. Volete aumentarne anche la luminosità? Indroducete maggiori quantità di vitamina A, mangiando frutta e verdura di colore giallo-arancione (melone, carote, albicocche). E insaporite i piatti con zafferano o paprika.

Il consiglio in più
Bevete succo di orzo (lo trovate in erboristeria). "Contiene antiossidanti e minerali amici della pelle" dice Annamaria Previati. "Oltre a fitoestrogeni, che stimolano la rigenerazione delle cellule e contrastano le rughe".

IL MENU

Cottura: al vapore è meglio
Questo menu apporta circa 1.100 calorie al giorno. Seguitelo per 2 settimane e per renderlo ancora più disintossicante, al mattino, a digiuno, bevete una tisana di piccioli di ciliegia.

LUNEDÌ

Colazione 2 cucchiai di muesli integrale con pezzetti di ananas e mela, 1 tazza di tè verde.
Pranzo verdura cruda (carote, pomodori, radicchio, belga, rucola, finocchi) a volontà, 1 porzione di nasello al vapore con aromi, 1 kiwi.
Cena 1 porzione di insalata di riso integrale condita con cubetti di pomodoro, sedano, cuori di palma, mais e mandorle.

MARTEDÌ

Colazione fiocchi di cereali integrali con pezzetti di prugne, 1 bicchiere di latte scremato.
Pranzo 1 porzione di minestrone di verdure miste (senza patate), 1 fetta di pane integrale con 1 cucchiaio di formaggio magro.
Cena 1 piatto di spaghetti integrali con pomodoro fresco e basilico, 1 macedonia di fragole e melone profumata con qualche fogliolina di menta fresca.

MERCOLEDÌ

Colazione 1 macedonia preparata con pezzetti di arancia, ananas e mango con l'aggiunta di semi di sesamo e mandorle tritate.
Pranzo 1 porzione di gamberi al vapore con pezzetti di avocado, 1 coppetta di frutti di bosco.
Cena 1 porzione di zuppa di legumi e cereali, 1 insalata verde mista.

GIOVEDÌ

Colazione 1 macedonia di frutta fresca a piacere, 1 fetta di pane integrale.
Pranzo 1 porzione di pennette alle verdure saltate (zucchine, peperoni, melanzane).
Cena 1 fettina di petto di pollo ai ferri, spinaci al vapore, 1 pesca.

VENERDÌ

Colazione 1 macedonia di fragole, lamponi e mirtilli, 2 crackers integrali con miele.
Pranzo 1 patata al vapore insaporita con basilico, insalata di lattuga e carote con 3 noci tritate, 1 pesca.
Cena 1 porzione di salmone al forno, finocchi crudi a fettine, 2 albicocche.

SABATO

Colazione cereali integrali, 1 bicchiere di latte parzialmente scremato con 1 cucchiaino di miele.
Pranzo 1 porzione di fagioli al vapore con 50 grammi di tonno al naturale, insalata verde, 1 fetta di melone.
Cena 1 porzione di riso integrale con verdure e 3 mandorle, 1 coppetta di lamponi al naturale.

DOMENICA

Colazione 1 yogurt magro con 1 cucchiaio di muesli, 1 spremuta di arancia.
Pranzo 1 porzione di spaghetti integrali con aglio e peperoncino, carote e finocchi.
Cena zuppa di lenticchie, 30 g di ricotta magra, 1 pera.

24 maggio, 2006

Il Real mette Cassano a dieta

Dieta e benessere

"E' il più grasso di tutta la squadra"

Il peso di Antonio Cassano tiene nuovamente banco in casa del Real Madrid. Secondo lo staff, il barese "è uno dei calciatori con maggiore percentuale di massa grassa ed ha fatto veramente poco in questi mesi per migliorare". L'attaccante, durante le ferie estive, dovrà attenersi alla dieta prima di andare in ritiro con il suo club, per evitare che si presenti di nuovo "gordito" (grassottello) come fece a gennaio.

Continua il momento difficile di Antonio Cassano: l'attaccante del Real Madrid dovrà stare a dieta nel corso delle sue vacanze estive per smaltire i chili di troppo che hanno condizionato pesantemente le sue prestazioni sul campo: lo staff tecnico del Real, che ha già avuto problemi di questo tipo con Ronaldo, anche lui soprannominato "El Gordo" per via dei chili di troppo, ha preparato per lui un piano dietetico, che dovrà seguire prima di andare in ritiro con il suo club, per evitare di fare gli stessi errori del passato. La dieta prevede soltanto frutta, verdura, pasta, pesce e carne bianca. Sono state proibite bevande gassate, birra e i dolci. Il barese sarà sottoposto a un esame medico il 7 luglio e se si presenterà sopra il peso forma sarà multato. L'ammenda aumenterà per ogni grammo in più a meno che qualche altra società non si occupi del problema: è il caso dell'Inter che ha mostrato nei confronti del talento barese un forte interesse.

Fonte: Tgcom

A tutta dieta

Dieta e benessere

Con l’avvicinarsi della bella stagione, anticipata dai primi caldi di maggio, iniziare a “svestirsi” è d’obbligo: ombelichi visibili e altri capi d’abbigliamento che lasciano poco spazio all’immaginazione.
Molti italiani si trovano davanti allo specchio con il solito problema: la pancia, i fianchi, il sedere, … tutti quegli elementi del nostro corpo che, con l’arrivo dell’estate, diventano inevitabilmente oggetto di paranoie.
Uno dei problemi principali che attanaglia uomini e donne sono le diete fai-da-te, quelle fatte in casa, o al massimo sotto consiglio di qualche amico “che l’ha fatta”, che fungono da tappabuchi. Infatti, buona parte di chi pratica diete del genere lo fa per cercare di rimediare magari a lunghi periodi di cibo eccessivo o assenza di attività fisica, pensando di rimediare al tutto con qualche settimana di regime autoimposto e autoprogrammato.
È come pensare di riprogettare la propria casa e farlo da soli, senza consulto di architetti o ingegneri: follia. Il mensile “Dimagrire”, in edicola, ha svolto un’inchiesta a tal proposito molto interessante: dai dati (inchiesta condotta su mille italiani, in età compresa tra i venticinque e i cinquantacinque, in perfetto equilibrio uomo-donna) emerge che otto persone su dieci commettono gravi errori nella propria dieta personale e che molti di loro, proprio a causa di una progettazione sfaldata e poco costruttiva, già al quinto giorno fanno strappi.
Uno degli errori fondamentali, che i dati dell’inchiesta confermano pienamente, è che in molti considerano la sola estate come stagione per perdere peso (una consistente fetta, il 36%). Quali sono le cause di queste frenetiche ed errate diete?
La paura della prova costume (oltre il 30% la segnala), la cellulite (problema in primis femminile che raggiunge una considerevole fetta, oltre il 20%) e altri fattori ovviamente estetici, come il girovita o le gambe troppo larghe. Sommando quanto emerge, il risultato è chiaro: diete così mal programmate, assenza di continuità, mancanza di ricerca di pareri di esperti, massimalismo nelle scelte, ecc. dimostrano una sostanziale assenza di una «cultura del benessere personale e di una corretta alimentazione», come ha sottolineato tra l’altro anche Marco Ingrosso, che insegna Sociologia della salute a Ferrara.
«Troppo spesso perseguiamo l'impossibile, dimenticando che il nostro corpo ha dei tempi ben definiti»: una tendenza a strafare che si riscontra in molti campi dell’esistenza, quando si cerca di ottenere il massimo con il minimo sforzo, come se tutto fosse semplice e a portata di un tempo limitato.

Come però provvedere a tutto questo?
La stessa rivista propone un “decalogo” (figlio di consigli di esperti del settore) dello stare in forma, senza influire negativamente sul nostro corpo, già martoriato dai ritmi frenetici della nostra quotidianità occidentale.
Un insieme di consigli che svariano da quelli di “costume” come “non seguire la moda” (“la scelta di una dieta particolare non deve essere orientata dalla tendenza del momento.
Occorre meditare e valutare tutti gli elementi prima di prendere una decisione”) o sociali, come costruire relazioni (sostanzialmente, «non vergognarsi di chiedere aiuto o appoggio da parte di chi ci sta vicino»; valutare bene quanto possa essere preziosa una parola amica in periodi di difficoltà), a quelli strettamente fisici: imparare i “tempi” del proprio corpo (soprattutto il non scoraggiarsi in assenza di risultati tangibili in fretta) e sconfiggere lo stress, abbandonando la frenesia della vita e l’ansia da risultato.

Come spesso accade, il web è un’ottima fonte per consigli, valutazioni e pareri, di esperti o interessati al tema:
• Benessere.com propone on line un metodo scientifico che ognuno di noi può realizzare compilando la scheda on line: il tutto completamente gratuito, basta l’iscrizione al sito. La dieta fai-da-te (ma, fondamentale, creata con metodo e rigore da dietologo) è disponibile in due versioni, tradizionale e “PesoForma”, cioè sponsorizzata dal famoso marchio alimentare, che la vede anche protagonista della dieta stessa;
• Il sito www.alfemminile.com invece propone un interessante ipertesto con consigli su alimenti, metodi di cottura consigliati, astuzie varie e rapidi menù salva-vita;
• Anche www.italiasalute.it propone una interessantissima pagina su alimentazione e dieta, con tantissimi link ad articoli del settore, dalla verdure consigliate agli snack leggeri, passando per diete mediterranee, insalate e metodi vari (il “riduci bocconi”, quello “Montignac”, ecc.);
• www.viasetti.it invece propone un dietologo on line con vari link a ristoranti, medicinali e cucine varie; la pagina si propone come punto di riferimento, in quanto gli articoli presenti sono raccolti in tutto il web;
• L’istituto di psicologia e psicoterapia comportamentale e cognitiva (Ipsico) propone un bell’articolo: “dimagrire senza perdere la testa”, ponendo l’accento sulla terapia comportamentale e sulle sue buone capacità di assicurare il mantenimento del peso forma, che è invece uno dei problemi principali di un dopo-dieta;
• Ovviamente, lo sport è un ottimo veicolo per dimagrire: non può mancare on line una rassegna sugli esercizi utili e volendo, meno faticosi, per dimagrire: dalla corsa e il suo consumo energetico, passando per l’attività sportivaa bassa intensità e il cardiofitness in tutte le sue forme .
• Il sito www.cibo360.it propone un canale multisfaccettato di consigli e dritte, che spaziano su tutti i punti di un ipotetico decalogo del dimagrire: cucina, salute, qualità e sport, con tanti servizi gratuiti e dei corsi on line.

I link ci sono, i consigli pure: nessuna scusa allora… tutti in marcia, verso la cucina o verso la palestra: a voi la scelta.

Fonte: PrimaDaNoi.it

23 maggio, 2006

Belle, buone e antietà: premiate le fragole

Dieta e benessere

Si avvicinano velocemente le vacanze estive e gli italiani cominciano a confrontarsi con la temutissima ''prova costume''. Tempo di diete, dunque, ma anche di caldo fiaccante. Come si può, allora, tenere sotto controllo l'apporto calorico e rinfrescarsi in questi primi giorni di solleone? La risposta è semplice: la frutta di stagione. Consigliata da tutti gli esperti europei e mondiali, la frutta è infatti sana e nutriente... oltre che buona.

A quanto sembra, inoltre, c'è un frutto capace di distinguersi dagli altri per una qualità tutta particolare. Si tratta della fragola, recentemente inserita tra i super cibi che “mantengono giovani” nella speciale classifica stilata dall'USDA (United States Department of Agriculture), per il contenuto record in sostanze antiossidanti. Una caratteristica che non era passata inoservata anche alla nostrana Università Politecnica delle Marche, autrice di uno studio proprio sul goloso frutto.

Ma non ci sono solo le fragole a garantire un potere antiossidante. E' infatti la Codiretti a sottolineare che tale qualità è presente, tra gli altri, anche nei mirtilli e negli spinaci, che hanno un potere antiossidante fino a venti volte superiore a quello degli altri alimenti e sono al top della scala ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity) definita dagli scienziati dell'USDA, la massima autorità statunitense in materia di qualità dell'alimentazione. Il contenuto elevato in sostanze antiossidanti - sottolinea la Coldiretti - ha effetti scientificamente provati contro l'invecchiamento fisico mentre studi svolti anche nell'ambito dello stesso USDA sembrano evidenziare anche un riscontro positivo sul mantenimento della memoria grazie alla forte presenza di acido folico.

I risultati della ricerca sugli effetti positivi per la salute dal consumo di fragole - continua la Coldiretti - sono una buona notizia per gli italiani che secondo una recente sondaggio on line del Cnr sono particolarmente amanti delle fragole, considerate da un terzo della popolazione il frutto più sensuale, ma anche tra quelli più gradevoli alla vista e con il gusto migliore. Le fragole oltre ad essere buone hanno anche - precisa la Coldiretti - un contenuto in vitamina C addirittura superiore agli agrumi e solo cinque frutti di fragola possono sostituire durante l'estate una arancia.

Un primato nutrizionale che è alla base delle molte proprietà antitumorali che vengono attribuite ad un frutto al quale già i romani attribuivano funzioni medicinali. Sono peraltro delle ottime alleate per chi vuole dimagrire essendo costituite al 90% di acqua e cento grammi di fragole contengono solo 30 calorie, non contengono grassi saturi, colesterolo o sodio. Per fare acquisti consapevoli di qualità al giusto prezzo, oltre a preferire il prodotto nazionale, la Coldiretti invita i cittadini a scegliere le fragole che i presentano turgide con colore rosso vivo ed uniforme, con picciolo ben attaccato al frutto. E se si acquistano in vaschetta? Meglio controllare che non vi siano frutti ammaccati o ammuffiti, perché nel giro di poco la muffa si può estendere a tutta la confezione. Una volta acquistate, poi, vanno lasciate nel cestino di acquisto, in modo che circoli l'aria, e messe in frigorifero, nello spazio meno freddo, per non oltre 3 giorni.

Fonte: JUGO

22 maggio, 2006

Dieta dell'ultimo minuto, 8 volte su 10 non da risultati

Dieta e benessere

Sta per arrivare l'estate e come ogni anno si cerca di perde quei chili di troppo messi su durante l'inverno o che ci trasciniamo dall'anno precedente. Fino a quando indossiamo vestiti invernali o primaverili, anche se ogni tanto ci pensiamo, non ne facciamo un dramma per qualche chilo in più, con l'arrivo della bella stagione però tutto cambia e il 33 per cento degli italiani incomincia a preoccuparsi della linea, purtroppo con risultati deludenti. In otto casi su dieci le diete che si seguono non portano a risultati, in determinate situazioni sono addirittura controproducenti per la salute.

Solitamente si parte sempre con dei buoni propositi, si decide di iniziare a seguire una dieta equilibrata, ci si iscrive in palestra o si comprano degli attrezzi per svolgere dell'attività fisica in casa, un giro d'affari che ogni anno viene alimentato dalla buona volontà iniziale ma che alla fine non porta quasi mai a nessun risultato per chi deve perdere peso. Dopo neanche 5 giorni si incomincia già a non seguire la dieta e si riprende a mangiare senza ritegno qualsiasi tipo di alimento, dopo appena 2 settimane si incominciano a saltare gli appuntamenti in palestra e dopo un mese anche gli attrezzi ginnici pagati parecchi soldi vengono abbandonati in un angolo della casa.

Questo spaccato dell'Italia è stato analizzato in una ricerca realizzata dal mensile ''Dimagrire'' (Edizioni Riza), un'indagine che ha coinvolto 1000 italiani, maschi e femmine, di età compresa tra i 25 e i 55 anni. Uno dei primi errori che emerge dal campione intervistato riguarda la prevalente propensione a voler riacquistare la linea soltanto con l'arrivo della bella stagione, per il 36 per cento degli italiani sembra infatti che l'estate sia il periodo migliore dell'anno per perdere peso.

Quali sono i punti critici che destano più preoccupazione con la tanto temuta prova costume ? Se il 33 per cento ha un ossessione generale relativa alla prova costume, il 23 per cento delle donne sono preoccupate in particolar mondo per glutei e cellulite, un altro punto che desta preoccupazione in un 20 per cento di casi, e questa volta non solo nelle donne, è l'angoscia per il giro vita e la pancia.

Gli esperti spiegano che la situazione che si viene a creare porta le persone a porsi degli obiettivi troppo ambiziosi, nel 15 per cento dei casi si ha la pretesa di perdere 5 o 6 chili entro l'estate, nel 32 per cento dei casi si è convinti di ottenere dei risultati tangibili già dopo 2 o 3 settimane, mentre il 20 per cento sceglie dei regimi alimentari troppo impegnativi.

Marco Ingrosso, docente di Sociologia della Salute all'Università di Ferrara, spiega che in Italia, rispetto ad altri paesi, c'è un approccio sbagliato verso la corretta alimentazione e il benessere in generale. Molti italiani perseguono degli obiettivi impossibili, dimenticano che l'organismo umano ha dei tempi ben definiti e non ci si può quindi illudere di ottenere dei risultati in tempi brevi sia per quanto riguarda l'allenamento sportivo sia nelle diete.

E' quindi a causa delle aspettative troppo ambiziose che la maggior parte degli italiani, ben l'80 per cento, non sono soddisfatti del modo con cui si prendono cura della loro forma fisica. Purtroppo poi, in molti casi, la causa dei loro fallimenti la attribuiscono non a se stessi ma alle persone che gli circondano, nel 29 per cento delle situazioni la colpa ricade sulla famiglia, nel 25 per cento sembra invece esser colpa delle critiche o lo scarso sostegno del partner.

Di seguito riportiamo una serie di consigli degli esperti che potranno essere utili per preparassi per l'estate in modo corretto.

Prima di tutto bisogna dedicarsi al benessere nel modo giusto, la dieta, la palestra, e in generale qualsiasi forma di attività fisica va vissuta come un'occasione per dedicare del tempo a sè stessi. Uno spazio quotidiano che aiuti a imperare a volersi bene e non deve essere un'imposizione che con molta probabilità alla lunga ci allontana dall'obiettivo che ci siamo prefissati.

Bisogna intraprendere le cose nel modo giusto senza stressarsi. Voler mantenersi in forma non deve essere una corsa frenetica verso un obiettivo distante che accentua lo stress di una giornata faticosa, al contrario deve essere un momento di distensione dal tram tram della vita di tutti i giorni. E' fondamentale che si configuri come una ricerca di equilibrio e tranquillità.

No bisogna farsi influenzare dalle mode. Nel momento in cui si inizia una dieta questa non deve essere orientata dalla tendenza del momento. In determinate situazioni è sempre bene meditare e valutare tutti gli elementi prima di prendere una decisione e quando necessario bisogna sempre sentire il parere di un esperto.

In determinati casi potrebbe essere utile instaurare delle relazioni sociali. Chiedere aiuto o appoggio da parte di chi ci sta vicino, e cercare di condividere gli sforzi con persone che hanno i nostri stessi obiettivi, potrebbe aiutarci nel raggiungere i nostri obiettivi.

Imparare a comprendere il proprio corpo e capirne i tempi. Non bisogna scoraggiarsi se nel breve periodo non si vedono ancora dei cambiamenti apprezzabili. L'organismo ha bisogno di periodo medio lunghi affinché dei risultati importanti siano visibili.

Fonte: Universonline

Diete fai da te? Lasciate ogni speranza...

Dieta e benessere

Il 32% degli italiani pensa che sia possibile perdere quei 5-6 chiletti di troppo a furia di digiuni forzati e attrezzistica. Ma i medici avvertono: "Impossibile". Per rimettersi in forma, però, basta la colazione "giusta"

Se avete saltato la palestra tutto l'anno perché troppo pigri e ora siete angosciati dalla prova costume rassegnatevi: non c'è più niente da fare. Se vi ritrovate in quel 45% di italiani che attualmente, secondo una rilevazione, si dichiara "a dieta", state attenti a non farvi illusioni. Secondo i medici infatti, in due o tre settimane, non si può pensare di perdere proprio quei chiletti di troppo, come crede il 32% degli italiani secondo un sondaggio della rivista Dimagrire (ed. Riza).
D'altronde, il 15% dei nostri connazionali è addirittura convinto di poter perdere, in poco più di due mesi, 5-6 chili per sfoggiare una linea invidiabile in spiaggia. Il problema è infatti, come confermano gli esperti, che i risultati tutto-e-subito che si ottengono con digiuni, maratone quotidiane agli attrezzi del body building non si possono mantenere: anzi, nella maggior parte dei casi, possono addirittura far male.

Gli incubi peggiori, che ci spingono a straziarci con digiuni dell'ultimo minuto sono il peso forma (33%), lo spettro dei glutei e della cellulite (23%) che miete vittime soprattutto fra le donne, e l'angoscia della pancia e del girovita (20%) che toglie il sonno anche a moltissimi uomini. E dietro chi ci rifugiamo per giustificare della nostra pigrizia invernale? Dietro la famiglia (29%) o le critiche o lo scarso sostegno da parte del partner (25%). Golosità cronica? Sindrome da sdraiodivanismo? Hobby della tv-e-patatine? Mai sentiti.

In realtà, bisogna essere onesti: il problema della forma fisica, riconosciuto da 8 italiani su 10, è qualcosa a cui si deve pensare tutto l'anno. Anche perché, se è vero che per risolvere questi "problemini", la maggior parte delle persone si iscrive in palestra, inizia a mangiare riso in bianco scondito e petto di pollo, si dà all'attrezzistica fai da te, è anche vero che questa risoluzione, dettata dallo spettro del grasso e non dalla sana abitudine sportiva, resiste poco. Secondo il sondaggio infatti il primo strappo alla dieta arriva in media dopo appena 5 giorni; dopo 2 settimane si inizia a saltare la palestra; mentre i costosi attrezzi per la ginnastica a casa vengono messi da parte dopo meno di un mese dall'acquisto. L'ultima spiaggia rimane allora la cosmesi e la farmacia: come conferma una recente rilevazione, le vendite di prodotti per dimagrire è aumentata, da maggio in poi, del 30%.

Ma se la dieta all'ultimo non serve, se ne deve dedurre che tutto sia perduto? Affatto, perché contemporaneamente in questi giorni è stato pubblicato il risultato di una ricerca, che conferma come una buona colazione possa essere il modo per riattivare il metabolismo e mantenerci in forma. In particolare la colazione migliore sembra essere quella che contiene cibi a basso indice glicemico, perchè stimola il metabolismo e la produzione di un ormone che induce senso di sazieta' portando a diminuire l'introito di cibo. Meglio includere nel primo pasto della giornata lo yogurt scremato, le ciliege, l'orzo, il pompelmo, il latte intero, pane e cereali integrali, fruttosio e legumi come la soia. Evitare invece gli alimenti a piu' alto indice glicemico: riso bianco e soffiato, il normale zucchero da cucina (saccarosio), il pane bianco, i cornflakes e i dolci.

Fonte: RomaOne

Estate, la dieta delude in 8 casi su 10

Dieta e benessere

L'estate è alle porte e con l'arrivo della bella stagione torna l'incubo pancetta. La prova costume metterà alla prova i successi e gli insuccessi che arrivano al termine di un lungo percorso fatto di diete e sacrifici. A questo proposito, a preoccupare gli esperti sono soprattutto gli insuccessi che, sempre più frequenti, sono spesso sintomo di diete sbagliate e assenza del supporto di esperti.

A rivelare l'attuale situazione, che vede 8 italiani su 10 fallire gli obiettivi della propria dieta, è un'indagine del mensile ''Dimagrire'', che nel prossimo numero dedica ampio spazio all'argomento. La ricerca, che ha preso in esame circa 1000 persone di età compresa tra i 25 e i 55 anni, ha preso in esame le motivazioni e le conoscenze degli italiani in tema di diete. E' così emerso che, se il 36% delle persone sceglie l'estate per perdere peso, è altrettanto vero che la bella stagione non è la più indicata a tale scopo.

Ci si riduce all'ultimo momento per timore della prova costume (33%), per paura della cellulite (23%) e della pancia e del girovita (20%). Costretti ad una sorta di sprint per perdere peso in brevissimo tempo, i ritardatari della dieta cadono frequentemente nei trabocchetti delle diete. Tanta è la voglia di dimagrire in tempo per l'estate, infatti, che ci si aspetta di essere in forma appena dopo 2-3 settimane (32%). Facile allora imbattersi in regimi alimentari troppo impegnativi (20%), fissare obiettivi inverosimili come dimagrire di 5 o 6 chili prima dell'arrivo della bella stagione (15%).

Per evitare di commettere i classici errori legati alle diete frettolose, che spesso si accompagnano a stati di forte ansia ed irritabilità, la rivista ''Dimagrire'' ha dunque pensato ad alcune regole per tornare in forma, senza compromettere la propria salute o il proprio umore. Per prima cosa, gli esperti consigliano di dedicarsi al benessere, di vivere dieta e attività fisica come occasione per dedicare del tempo a sé stessi. ''E' importante ritrovare uno spazio quotidiano per imparare a volersi bene''. In secondo luogo, occorre sconfiggere lo stress derivante dai sacrifici per la dieta che, magari, si sommano ad una dura giornata in ufficio. ''E' fondamentale che si configuri come una ricerca di equilibrio e tranquillità''. Bandite anche le mode: ''La scelta di una dieta particolare non deve essere orientata dalla tendenza del momento. Occorre meditare e valutare tutti gli elementi prima di prendere una decisione''. Importanti sono anche le relazioni sociali. ''Non vergognarsi di chiedere aiuto o appoggio da parte di chi ci sta vicino, e cercare di condividere gli sforzi con persone che hanno i nostri stessi obiettivi''. Ultima regola, ma non per questo meno importante, è quella di imparare i tempi del corpo. ''Non scoraggiarsi se non si vedono cambiamenti apprezzabili nei primi mesi. Il nostro fisico infatti necessita di tempi medio-lunghi per cambiare e per raggiungere risultati importanti''. Questi sono solo alcuni dei consigli presenti sul prossimo numero del mensile ''Dimagrire'', in edicola per la Edizioni Riza.

Fonte: JUGO

21 maggio, 2006

Italiani, ansia da prova costume - Corsa alle diete, ma l'80% fallisce

Dieta e benessere

Un dossier del mensile "Dimagrire" sulle nostre abitudini alimentari
"Non c'è cultura del benessere e ci si occupa della forma solo in estate"


Eccolo anche quest'anno lo stress da bikini. Splende il sole, c'è voglia di mare, ma all'idea di scoprire pancia e cosce il 33 per cento degli italiani va nel panico e cerca all'ultimo momento di perdere i chili in più, con risultati per lo meno deludenti, se non controproducenti, visto che 8 volte su dieci i sacrifici a tavola non servono a nulla e talvolta si mette anche a rischio la salute.

Così ci si rassegna alle maniglie dell'amore e alla pancetta prominente, visto che in media dopo soli 5 giorni gli italiani si concedono il primo strappo alal dieta e se hanno cominciato anche ad andare in palestra dopo solo due settimane iniziano a saltare l'allenamento. Funziona appena meglio la palestra attrezzata in casa, ma manubri e cyclette vengono messi da parte dopo meno di un mese.

Queste statistiche sono contenute nel dossier elaborato dal mensile Dimagrire delle Edizioni Riza), che ha chiesto a oltre 1000 italiani, maschi e femmine, di età compresa tra i 25 e i 55 anni, cosa stanno facendo in vista della prova costume, anche per capire il grado di determinazione e preparazione nell'ambito della perdita di peso. Il primo errore, rivela la ricerca, consiste nel pensare a linea e forma fisica soltanto con l'arrivo dell'estate. Infatti il 36% degli intervistati ha ammesso che solo in questo periodo dell'anno si pongono con più determinazione l'obiettivo di perdere peso.

Il 33 per cento teme infatti il momento in cui dovrà mostrarsi in costume, con le donne (il 23 per cento), terrorizzate da glutei mollicci e cellulite (23%) e il 20 per cento che sente invece come punto debole la pancia e il girovita. L'ansia della taglia perfetta non angoscia solo le donne, sono infatti anche tanti uomini a perdere addirittura il sonno al pensiero di mettersi in costume.

Per correre ai ripari, spiegano gli esperti, si entra nel tunnel delle diete, degli sforzi fisici disumani e delle rinunce da eremita, con l'errore di aspettarsi risultati immediati, già dopo 2 o 3 settimane (32 per cento), scegliere regimi alimentari troppo impegnativi (20 per cento), porsi obiettivi esageratamente ambiziosi, come perdere 5 o 6 chili entro l'estate (15 per cento).

"Ciò che manca in Italia, rispetto ad altri paesi europei - afferma Marco Ingrosso, docente di Sociologia della Salute all'Università di Ferrara - è l'educazione alla salute, al benessere e alla corretta alimentazione. Troppo spesso perseguiamo l'impossibile, dimenticando che il nostro corpo ha dei tempi ben definiti: non ci si deve mai illudere di ottenere risultati a breve termine sia nelle diete, sia nell'allenamento in palestra".

Inevitabilmente 8 italiani su 10 (80 per cento) finiscono per dirsi poco o per niente soddisfatti del modo con cui si prendono cura della loro forma fisica. E magari finiscono col dare la colpa dei loro fallimenti alla famiglia (29 per cento) o alle critiche o allo scarso sostegno da parte del partner (25 per cento). Qui di seguito ecco i consigli degli esperti per arrivare all'estate in forma senza correre il rischio di ammalarsi per i chili di troppo:

Dedicarsi al benessere. Vivere la dieta, ma anche la palestra e qualsiasi forma di attività fisica come un'occasione per dedicare del tempo a sè stessi. E' importante ritrovare uno spazio quotidiano per imparare a volersi bene.

Sconfiggere lo stress. Mantenersi in forma non deve essere esclusivamente una corsa frenetica verso un obiettivo distante che accentua lo stress di una giornata faticosa. E' fondamentale che si configuri come una ricerca di equilibrio e tranquillità.

Non seguire la moda. La scelta di una dieta particolare non deve essere orientata dalla tendenza del momento. Occorre meditare e valutare tutti gli elementi prima di prendere una decisione.

Costruire relazioni sociali. Non vergognarsi di chiedere aiuto o appoggio da parte di chi ci sta vicino, e cercare di condividere gli sforzi con persone che hanno i nostri stessi obiettivi.

Imparare i tempi del corpo. Non scoraggiarsi se non si vedono cambiamenti apprezzabili nei primi mesi. Il nostro fisico infatti necessita di tempi medio-lunghi per cambiare e per raggiungere risultati importanti.

Fonte: La Repubblica

Tutti a dieta, al via la prova costume

Dieta e benessere

Secondo un dossier del settimanale “Dimagrire”, l’80% degli italiani si mette a stecchetto all’ultimo momento senza alcun risultato

L’estate è praticamente arrivata e la prova bikini incombe. Cellulite, maniglie dell’amore, fianchi morbidi e pance abbondanti saranno svelate senza pietà sotto i raggi del sole. Così, la maggior parte degli italiani, dopo essersi abbuffata durante l’inverno, si fa prendere dal panico in prossimità dell’estate. Il 33 per cento cerca all'ultimo momento di perdere i chili in più, con risultati deludenti, visto che 8 volte su dieci i sacrifici a tavola non servono a nulla. Il media, dopo soli 5 giorni, gli italiani si concedono il primo strappo alla dieta e dopo solo due settimane iniziano a saltare la palestra.

Il mensile Dimagrire ha chiesto a oltre 1000 connazionali, maschi e femmine, di età compresa tra i 25 e i 55 anni, cosa stanno facendo in vista della prova costume. Il primo errore, rivela la ricerca, consiste nel pensare a linea e forma fisica soltanto con l'arrivo dell'estate. Infatti il 36% degli intervistati ha ammesso che solo in questo periodo dell'anno si pone l'obiettivo di perdere peso. Per ottenere risultati soddisfacenti, gli esperti consigliano invece di dedicare più tempo al benessere, non accentuare, con la dieta, lo stress di una giornata faticosa, non seguire la moda nella scelta della giusta alimentazione, non vergognarsi di chiedere aiuto e imparare i tempi del proprio corpo. In altre parole, non aspettarsi miglioramenti significativi dopo un solo mese.

Fonte: VipLine

19 maggio, 2006

Dieta. L'omeopata consiglia

Dieta e benessere

Parole chiave: verdura, orari fissi e tanta acqua

COME MANGIARE
Il tempo dei pasti Fate sì che l'orario dei pasti sia il più possibile uguale: in questo modo potrete abituare gli organi a lavorare in modo sincronico e anche il metabolismo funzionerà meglio.
Le tinture Associate alla dieta le tinture madri: Fucus al mattino. Taraxacum al pomeriggio e Pirosella la sera. 60-70 gocce di ciascuna aiutano metabolismo e diuresi e contrastano la cellulite.
Gli oligoelementi Durante la dieta, una fiala di oro, rame e argento aiuta a rafforzare le difese immunitarie. Zinco., nichel e cobalto sono ottimi alleati per favorire invece rilassamento e concentrazione.

COSA MANGIARE
Il primo "alimento" «Se volete ottenere risultati soddisfacenti abbinando dieta e omeopatia bevete tanta acqua, sin dal mattino: depura l'organismo dalle sostanze tossiche e potenzia l'effetto dei preparati omeopatici», dice Felice Zigliani, dietologo e omeopata.
Dolce e salato a colazione «È importante cominciare con una colazione ricca: uno yogurt magro, 50 g di pane tostato o fette biscottate integralf e un velo di miele, 20-30 g di formaggio».
Verdure in primo piano «Crude, cotte o a zuppa, le verdure non devono mai mancare. Via libera anche alla carne, al pesce e al formaggio, purché consumato in piccole quantità (20-30 g). La frutta, infine, va consumata a metà mattina o nel pomeriggio».

IL CONSIGLIO IN PIU'
Per attenuare lo stimolo della fame: sciogliete sotto la lingua, 3 volte al giorno, 2 o 3 granuli di Hypothalamus 5ch o di Anacardium 5ch. Contro spossatezza e cattivo umore: 2 o 3 granuli di Ignatia 5ch una volta al giorno.

Fonte: Glamour

Prepararsi all'estate

Dieta e benessere

I cibi di stagione che favoriscono l'abbronzatura, poteggono la pelle, depurano e mantengono in forma...

Albicocche. Per acquistare questo frutto facilmente deperibile è meglio orientarsi verso il mercato locale. Le albicocche che arrivano da lontano sono generalmente state raccolte e trasportate quando erano ancora acerbe, proprio per evitarne il deterioramento e sono meno ricche di sapore e di principi nutritivi. Il punto giusto in cui mangiarle è quando sono morbide al tatto (ma non molli), uniformemente arancioni e profumate. All’occorrenza, si possono far maturare due o tre giorni in un sacchetto di carta a temperatura ambiente. Fonte privilegiata di caroteni, le albicocche facilitano l’abbronzatura e proteggono la pelle dai possibili danni dei raggi solari. Inoltre sono equilibranti del sistema nervoso, ricostituenti, utili negli stati di debolezza fisica. L'alto contenuto di betacarotene rende le albicocche un alimento antiossidante, che protegge l’organismo dall’invecchiamento contro l'invecchiamento della pelle e dell'organismo, nonché un frutto dalle spiccate virtù anticancro. E' ricca di minerali come potassio, magnesio, fosforo, ferro, calcio.


Zucchine. Verde di Milano, Tonda di Nizza, Genovese, Zucchino fiorentino, Faentina, Trombetta, le varietà di zucchine sono numerose e comprendono ortaggi dalla buccia verde brillante, verde chiaro, gialla, striata . Dal sapore delicato e dolci (fuori stagione sono amarognole), le zucchine in cucina si sposano bene con le piante aromatiche, come menta, aglio, prezzemolo, pepe, che ne valorizzano il sapore. Per gustarle al meglio e approfittare dei principi nutritivi non vanno mai stracotte, ma consumate quando hanno ancora una buona consistenza. Di tanto in tanto, si possono mangiare crude, affettate finemente e miscelate all’insalata. Le zucchine sono una buona fonte di potassio e vitamina C. Inoltre sono un alimento diuretico, lassativo, disintossicante e adatto a chi sta effettuando una dieta dimagrante in quanto forniscono poche calorie. I gourmet consigliano di preferire le zucchine piccole a quelle grosse perché più tenere e prive di semi: in realtà va segnalato che più le zucchine sono piccole (ma vale un po’ per tutti gli ortaggi raccolti prematuramente) più contengono nitrati, composti che nell’organismo si trasformano nei pericolosi nitriti che possono favorire la formazione di nitrosammine cancerogene. Il consiglio è quindi quello di acquistare zucchine… più cresciute, di media grandezza.

Fonte: Lifegate

18 maggio, 2006

La dieta Ig in versione facile

Dieta e benessere

Con il sistema dell'indice glicemico non devi pesare nulla né badare alle porzioni. Basta fare pasti regolari con pasta, carne, pesce e verdure a volontà. E persino un po' di cioccolato. Prova questo menu: perderai una taglia in un mese

Una taglia in meno

La dieta dell’Ig (indice glicemico) classifica i cibi in base alla capacità che essi hanno di immettere zuccheri nel sangue (se questi sono eccessivi il corpo produce insulina, un ormone che trasforma tutto il glucosio di troppo in grasso). Per dimagrire si possono consumare a piacere gli alimenti con basso indice glicemico (da 0 a 50) e assumere solo saltuariamente gli altri (da 50 in su).

Provate il menu che segue, da circa 1.300 calorie. In 1 mese perderete una taglia senza accorgervene.

Colazione: 1 bicchiere di latte scremato, 4 cucchiai di cereali integrali.
Spuntini: 1 vasetto di yogurt magro o 3 quadretti di cioccolato fondente o 2 palline di gelato alla crema.
Dopo cena: 1 caffè d’orzo o 1 tisana a piacere senza zucchero.

LUNEDÌ
Pranzo spaghetti integrali al pomodoro con 2 cucchiaini di parmigiano, fagiolini gratinati.
Cena bistecca di vitello alla griglia, 1 fetta di pane integrale, insalata mista con lattuga e radicchio.

MARTEDÌ
Pranzo riso integrale con gamberetti e zucchine, 2 cucchiaini di parmigiano, insalata di finocchi crudi.
Cena salmone alla griglia, 1 galletta di riso integrale, insalata di pomodori e origano.

MERCOLEDÌ
Pranzo spaghetti integrali mare e monti, spinaci con 1 noce di burro e formaggio grattugiato.
Cena petto di pollo alla griglia, cavolfiori al vapore con aceto balsamico, 1 fetta di pane integrale.

GIOVEDÌ
Pranzo ricotta magra con rucola e grana, 1 galletta di riso integrale, insalata di pomodori.
Cena spaghetti integrali aglio, olio e peperoncino, 5 fette di bresaola, zucchine al timo trifolate.

VENERDÌ
Pranzo riso e piselli con 2 cucchiaini di parmigiano, insalata mista con lattuga, cicorino e pomodori.
Cena pesce spada al forno, 1 galletta di riso integrale, peperoni arrostiti con olio, prezzemolo e limone.

SABATO
Pranzo minestra di orzo e lenticchie, fiocchi di latte, insalata mista di lattuga e radicchio.
Cena piadina di farro con 4 fette di prosciutto crudo, un pezzetto di brie e zucchine alla griglia.

Cristina Mosetti, specialista dietologa e dietetica applicata, è l'autrice di questo menu

Ecco la tabella per regolarti e sostituire i cibi

Cibi consigliati (Ig da 0 a 50):
cereali: avena, orzo, pasta e riso integrali;
carne: coniglio, manzo magro, pollo, vitello;
pesce: branzino, merluzzo, orata; uova;
latticini: formaggi stagionati e freschi, latte scremato, yogurt magro;
verdure: cavolo, cavolfiore, cipolle, fagiolini, finocchio, pomodori, peperoni, radicchio, spinaci, zucchine;
frutta: albicocche, ananas, arance, ciliegie, fragole, kiwi, mandarini, mele, pere, pesche, prugne;
legumi: tutti;
dolci: cioccolato fondente, crème caramel, gelato alla crema, marmellata senza zucchero.

I cibi da consumare saltuariamente (Ig da 50 a 100):
cereali: tutti quelli raffinati;
insaccati;
formaggi: grassi o salati;
verdure: barbabietola, carote, patate, zucca;
frutta: banane, frutta tropicale, frutta disidratata o secca, uva;
dolci: tutti gli altri.

Fonte: Donna Moderna

17 maggio, 2006

Incubo bilancia: a dieta un italiano su due

Dieta e benessere

Il 60% degli italiani è molto o abbastanza d'accordo sull'affermazione che «i problemi di salute possono essere legati all'alimentazione errata», mentre il 45% è a dieta, per perdere peso o a fini di prevenzione. Sul mercato, l'incremento dei consumi di alcune merceologie innovative va dal 3% degli integratori al 17% dei più recenti ed innovativi yogurt probiotici o anticolesterolo. In generale, il 33% degli italiani è favorevole all'integrazione e all'arricchimento con elementi e principi attivi degli alimenti oggi troppo impoveriti. Sono alcuni dati dell'indagine «Il cibo del futuro ed il futuro del cibo per un benessere diffuso», organizzata da RiminiFiera e Dietetica srl e realizzata da Ac Nielsen su 17.000 individui sopra i 14 anni appartenenti a 6.000 famiglie italiane. L'indagine sarà presentata venerdì nel corso di un convegno sul tema dei cibi funzionali e dietetici in programma nell'ambito del salone «RiminiWellness», in programma da giovedì a domenica nel quartiere fieristico della città romagnola.

Fonte: Il Giornale

16 maggio, 2006

Il cibo che disintossica

Dieta e benessere

Lo sapevi che il melone è pieno di zucchero mentre il pesce è un toccasana contro la cellulite? Leggi e mettiti a tavola senza preoccupazioni

La cellulite non si combatte saltando i pasti o cibandosi solo di verdure. Anzi, si deve mangiare cinque volte al giorno. E certi cibi possono addirittura ridurre l'infiammazione localizzata. Questa volta, insomma, non vi proponiamo la solita "minestra" accompagnata da litri di acqua (anche se si deve comunque bere molto), che favorisce la diuresi. Ma un nuovo menu da 1.200 calorie al giorno, abbondante e gustoso, che vi concede perfino un bicchiere di vino.

I tuoi nemici
Da dove cominciare? Basta rubare i segreti alla dieta del momento, la Zona, tanto in voga tra le star e gli atleti. Ecco come regolarsi. Prima di tutto limitate pane, pasta, riso (se proprio non ne potete fare a meno, preferite le versioni integrali, in piccole porzioni). A favorire l'infiammazione del tessuto adiposo e quindi la comparsa della cellulite sono proprio i carboidrati (zuccheri) raffinati. Infatti provocano l'innalzamento dell'insulina, l'ormone che trasforma gli zuccheri di troppo nel sangue in grassi e quindi in cuscinetti. Per lo stesso motivo, meglio evitare anche la frutta troppo zuccherina. Cioè, in questa stagione, il melone, e poi uva e mandarini. Anche la carne rossa e i latticini sono "out": i grassi che contengono peggiorano lo stato infiammatorio, favorendo la ritenzione idrica.

I tuoi alleati
Il primo alleato in una dieta anticellulite è il pesce, ricco di Omega 3, grassi "buoni" che non ostacolano la circolazione e la ripuliscono dalle tossine, contribuendo a ridurre i gonfiori e a migliorare la struttura cellulare. Consumatelo almeno 4 volte alla settimana e puntate su quello che ne contiene di più: lo spada, il salmone e il pesce azzurro.
Un'altra fonte di grassi buoni è l'olio di pesce: nessun sapore sgradevole, tranquille, lo potete assumere in capsule da prendere in erboristeria. Per vedere degli effetti bisogna prenderne da 6 a 8 al giorno, quando volete. Poi, non fatevi mancare verdura in abbondanza: avete bisogno, infatti, di tante fibre per saziarvi e tenere pulito l'intestino.
Infine, procuratevi le due spezie antinfiammatorie per eccellenza, oltre che drenanti: uno è il curry (buono anche sul pesce, provatelo), che contiene principi attivi antiossidanti, cioè capaci di proteggere la pelle dall'invecchiamento e donarle vitalità. L'altro è lo zafferano (perfetto anche sulle carni bianche), che vi permette di non usare il sale, dando tanto sapore ai vostri piatti.
Infine, per potenziare gli effetti della dieta, un consiglio: aggiungete al frullato o allo yogurt del mattino 1 cucchiaino di proteine ricavate dal siero del latte o dalla soia (le trovate in polvere in farmacia).

Il menu che disinfiamma e depura

Colazione, alternate tra: caffè o tè e 1 frullato con 170 g di fragole, 140 g di lamponi, 90 g di ananas e 24 pinoli oppure 200 g di yogurt magro con 1 noce, 20 g di pane integrale, 1 cucchiaio di miele, 6 mandorle.
Spuntini: 200 ml di latte oppure 1 vasetto di yogurt e 1 noce. La domenica è libera.

LUNEDÌ

Pranzo: insalata di frutta e verdura con 250 g di cetrioli, 160 g di pomodori, lattuga, 90 g di petto di pollo grigliato, 120 g di arancia, 90 g di ananas.
Cena: 120 g di salmone, insalata con lattuga,100 g di pomodori, 300 g di finocchi crudi, 50 g di cipolla, mezzo bicchiere di vino, 175 g di mirtilli.

MARTEDÌ

Pranzo: 240 g di ricotta vaccina, insalata con 120 g di carote crude, radicchio, rucola, 200 g di pera.
Cena: 90 g di tonno, 280 g di melanzane grigliate, 240 g di macedonia mista senza banane.

MERCOLEDÌ

Pranzo: 60 g di bresaola,100 g di rucola, 160 g di pomodori, 180 g di ananas.
Cena: frittata con verdure preparata con 2 uova intere, 2 albumi, 260 g di spinaci bolliti, mezzo bicchiere di vino, 170 g di fragole.

GIOVEDÌ

Pranzo: misticanza con 200 g di asparagi, 150 g di peperoni grigliati, 90 g di petto di tacchino alla piastra, 140 g di lamponi.
Cena: 165 g di calamari con erbe aromatiche, olio e limone, mezzo bicchiere di vino, 180 g di mele a fettine con un velo di cannella.

VENERDÌ

Pranzo: 75 g di prosciutto crudo sgrassato, insalata con 200 g di finocchi crudi e 360 g di arance.
Cena: 100 g di carpaccio di manzo marinato con 1 cucchiaino di olio e abbondante succo di limone, verdure al forno spolverizzate con timo (300 g di zucchine, 100 g di peperoni, 140 g di melanzane, 160 g di pomodori), mezzo bicchiere di vino.

SABATO

Pranzo: insalata caprese "insolita" preparata con 100 g di mozzarella fresca,160 g di pomodori, 250 g di cetrioli, 150 g di peperoni, una spruzzata di origano, 170 g di fragole al limone.
Cena: 90 g di tonno al naturale, insalata mista con lattuga, rucola, cipolla e finocchi crudi, mezzo bicchiere di vino bianco, 100 g di kiwi.

Fonte: Donna Moderna

11 maggio, 2006

Dieta fai da te? Ahi Ahi Ahi...

Dieta e benessere

Non solo fanno male all'organismo: secondo un recente studio, le diete «fai da te» sono anche pericolose per la linea, perchè triplicano il rischio di sovrappeso

Ormai è un’abitudine diffusa: sono sempre più numerose le persone, soprattutto giovani, che ricorrono a diete improvvisate dell’ultimo momento nella speranza di perdere in poco tempo i chili di troppo.

Nonostante i ripetuti allarmi lanciati da dietologi, nutrizionisti e campagne di sensibilizzazione, la dieta continua ad essere considerata troppo spesso una ciambella di salvataggio, da spolverare all’occorrenza e senza alcuna precauzione.
Così, oltre a non produrre quasi mai i risultati sperati, la classica dieta «fai da te» è diventata una delle minacce più consistenti alla salute dei giovani, sia per gli squilibri nutrizionali che per i disagi psicologici che produce.
Dall’incapacità di accettare il proprio corpo, poi, il passo verso i disturbi alimentari più seri come anoressia e bulimia è sempre più breve.

E allora diciamolo ancora una volta: la dieta non è una bacchetta magica per modellare il proprio corpo a piacimento, ma un concetto importantissimo di stile di vita corretto, basato su programmi alimentari equilibrati e studiati su misura da medici qualificati.

In caso contrario, i rischi sono evidenti. L’ultimo studio a dimostrarlo è quello, pubblicato sul «Journal of the American Dietetic Association», che ha coinvolto poco più di 2500 giovani di circa 13 anni, ai quali, al momento del reclutamento (1999) e dopo 5 anni (2004), è stato sottoposto un questionario per raccogliere informazioni sulle abitudini alimentari e i metodi di controllo del peso, l’indice di massa corporea e la presenza di eventuali disordini alimentari o alimentazione disordinata.

Le risposte al questionario iniziale hanno evidenziato che più della metà delle ragazze (57%) e circa un quarto dei ragazzi (25,3%) seguiva una «dieta fai da te».
Inoltre, il 58% delle femmine e il 31% dei maschi aveva dichiarato di saltare i pasti, fare uso di lassativi, sostituire il cibo con drink dietetici o mangiare molta frutta e verdura e pochissimi zuccheri. Dopo 5 anni, tuttavia, il 27% delle giovani e il 25% dei coetanei era sovrappeso.

Chi nel 1999 aveva adottato comportamenti poco salutari per il controllo del peso, infatti, aveva una probabilità 3 volte maggiore di essere sovrappeso nel 2004, rispetto a chi aveva abitudini alimentari più equilibrate.
Inoltre, aumentava notevolmente il rischio di arrivare a un controllo estremo del peso (vomito auto-indotto, assunzione di pillole dietetiche, lassativi e diuretici) e al binge eating disorder , episodi compulsivi caratterizzati da rapide assunzioni di grande quantità di cibo.

Entrare nel vortice delle diete improvvisate, insomma, è due volte sbagliato: danneggia l’organismo, e in più non produce gli effetti desiderati.
La soluzione giusta, invece, è uno stile di vita basato su una dieta equilibrata, meglio se studiata da un dietologo.
Senza dimenticare un adeguato livello di attività fisica.

Fonte: Sanihelp.it

Si opera per dimagrire Muore sotto i ferri

Dieta e benessere

È morta dopo un'operazione di bendaggio intestinale, uno dei più comuni interventi per cercare di ridurre l'obesità; adesso la famiglia di Melita Laurenti chiede che venga fatta chiarezza sulle eventuali responsabilità e ha presentato una denuncia. Melita Laurenti, 40 anni, titolare a Boccasette (Rovigo) del ristorante Da Melita, si era rivolta alla chirurgia per ridurre i 130 chili accumulati tra il bancone e la cucina. Con il sostegno di tutta la famiglia, marito e due figli, all'inizio della settimana è entrata nell'ospedale San Luca di Trecenta (Rovigo). Si era messa in lista per un'operazione che sarebbe dovuta durare non più di due ore. Alle 8.30 l'operazione è cominciata ma la paziente è uscita soltanto attorno alle 17, per essere trasportata d'urgenza in elicottero all'ospedale di Padova, dove è morta nel corso della notte. Per sapere cosa davvero cosa sia successo sarà necessaria l'autopsia. Il legale della famiglia Laurenti, l'avvocato Roberta Garbi, ha avanzato un'istanza in questo senso parallelamente alla denuncia presentata ieri alla Procura di Padova. Tra i reati ipotizzati l'omicidio colposo. «A un certo punto, nel pomeriggio - racconta il marito, Paolo Bergamin - è uscito un camice bianco, mi ha detto che si era rotta l'aorta... ». Secondo una parente, tra le tante notizie e voci filtrate dalla sala operatoria ci sarebbe anche quella per cui anche uno dei medici si sarebbe sentito male, ma la cosa non ha avuto conferma. «L'intervento a cui è stata sottoposta la donna - afferma il direttore medico dell'ospedale di Trecenta, Silvia Pierotti - è del tutto ordinario, l'evoluzione del caso è stata del tutto inattesa, non rientra nelle complicanze previste per questi casi, non correlati a rischio di morte. Ora sono in corso tutti gli accertamenti tecnici, sia da parte della nostra azienda sia da parte dell'azienda di Padova dove la donna è deceduta».

Fonte: Il Giornale

09 maggio, 2006

Dimagrire? Corri e mangia che il grasso ti passa!

Dieta e benessere

Quando l'estate è alle porte e la prova bikini incombe, la maggior parte delle donne comincia a chiedersi: sono pronta? Puntualmente, quasi tutte, davanti allo specchio, non ritengono di potersi mettere in costume da bagno senza farsi prendere una sincope. Molte si sbagliano, ma per chi ha problemi reali la soluzione c'è.

Senza pretendere di assolvere l'annoso compito di dare facili risposte al problema del dimagrimento pre-estivo, ci proponiamo semplicemente di dare alcuni suggerimenti su come comportarsi per acquistare uno stato di forma buono, che possa soddisfare in qualche modo chi vuole sentirsi meglio con il proprio corpo.

Innanzitutto, è doveroso ricordare che i miracoli non li fa nessuno, per cui togliamoci dalla testa di raggiungere un certo peso e una certa immagine estetica in pochissimo tempo, perchè è impossibile e contrario ai principi di una buona salute. Quello che si può fare è cominciare a rimettersi in forma tramite un'alimentazione sana, equilibrata e senza eccessi, e uno stile di vita attivo, in cui l'attività fisica abbia un posto importante.
Per intenderci, la pigrizia qui non è ben accetta!

Mangiare con intelligenza

Per perdere peso, è necessario rivedere la propria alimentazione. Mangiare sano e magro significa mangiare di tutto senza esagerare in nulla e soprattutto diminuire le razioni di cibo in base al trascorrere della giornata. L'ideale sarebbe seguire il vecchio detto popolare: "Fai colazione come un principe, pranza come un borghese, cena come un mendicante".

In poche parole, al mattino il corpo ha bisogno di parecchia energia per cominciare bene la giornata, a mezzodì ne ha ancora bisogno ma un po' meno, mentre per la cena sarebbe consigliabile mangiare poco, perchè è proprio durante la notte che le calorie vengono più facilmente immagazzinate dal nostro organismo e si trasformano in grasso sottocutaneo, quello per cui ci affanniamo tanto durante la giornata!

Per dimagrire, non bisogna abbuffarsi durante cene o dinner party (anche se è difficile, lo ammettiamo, quando si va a una festa o si cena con gli amici). Una piccola trasgressione alla regola è ammessa solo nella misura in cui abbia una cadenza al massimo settimanale, altrimenti non serve a niente.

Alt ad alcool e bibite gassate

E' vero, un po' di vino a pasto non ha mai fatto male a nessuno. Purchè non superi il mezzo bicchiere e non venga accompagnato da un digestivino a fine pasto!

L'alcool è veramente nocivo per chi desidera dimagrire, perchè fornisce calorie di pronto impiego che il corpo subito assume e immagazzina senza il minimo problema. Dunque, la cosa da fare è rinunciare, senza se e senza ma.

Anche le bibite gassate non fanno bene: esse sono infatti una fonte impressionante di calorie perchè contengono molti zuccheri, e anzichè dissetare, provocano la voglia di berne sempre di più, compromettendo non solo la linea ma anche la salute fisica di stomaco e altri organi.

La dieta corretta

1) Soprattutto se si desidera perdere oltre 5-6 kg, è necessario consultare un dietologo;

2) Non si deve mai scendere sotto le 1200-1300 calorie al giorno, onde evitare seri disturbi organici;

3) Non andare oltre un consumo di grasso sottocutaneo superiore a circa 1,5 kg ogni 15 giorni.

4) In una dieta in equilibrio tra calorie ingerite e calorie consumate, per perdere 1 kg. di grasso a settimana si dovrebbe ridurre l'apporto giornaliero di circa 1250 calorie.

5) I principi alimentari devono essere sempre presenti tutti ed in maniera equilibrata.

Il movimento

Per raggiungere una buona forma fisica, l'attività del corpo è fondamentale. Parliamo di attività aerobica, che comporta l'interessamento dell'apparato cardiocircolatorio e respiratorio.

Le attività fisiche possono essere di vario genere: dalla semplice corsa alla cyclette, dal tiro con l'arco alla canoa, dallo sci allo step e così via. L'importante è che lo sport venga praticato almeno tre volte alla settimana, con l'abbigliamento e le attrezzature adeguate, e che non vi siano impedimenti dal punto di vista dell'organismo a praticare un dato sport. Per questo, è necessario procedere prima a una visita medica (tutt'al più, avrete fatto un semplice controllo!) e poi potrete divertirvi ad allenarvi e a rimettervi in forma.

Fonte: Trendystyle.it

Più sani con la dieta bianco-verde

Dieta e benessere

Dimagrire e tutelare la salute, evitando patologie come l'ipertensione e l'ipercolesterolemia, che causano milioni di decessi nel mondo. Con la dieta bianco-verde si può!

Quando si parla di dieta, non bisogna mai dimenticare qual è il suo vero significato: non solo un modo per perdere peso, ma anche uno stile di vita alimentare improntato sull'utilità per la salute.
Gli alimenti, infatti, se scelti nel modo corretto sono molto più utili delle medicine per mantenersi sani e tenere alla larga alcune delle patologie più diffuse.

Una di queste è il colesterolo alto, che associato all'ipertensione rappresenta uno dei qiadri clinici più a rischio per le malattie cardiovascolari.

Per tenerlo alla larga, e mantenere l'organismo pulito e in buona forma, l'ideale è la dieta bianco-verde, più tecnicamente chiamata dieta Dash (Dietary Approaches to Stop Hypertension).
Si tratta di un regime alimentare messo a punto da cardiologi ed esperti di ipertensione dell'American Heart Association, che una volta tanto non hanno indicato solo gli alimenti da evitare - sale e grassi animali - ma anche quelli da preferire.

Al primo posto, naturalmente, ci sono frutta e verdura, in particolare quelle a foglia verde, utili non solo per prevenire l'ipercolesterolemia ma anche per depurare l'organismo e tenere sotto controllo la linea grazie al ridottissimo apporto calorico e all'alto contenuto di fibre e vitamine.

La dieta bianco-verde, però, mette l'accento anche sui prodotti lattiero-caseari a basso contenuto di grassi: latte, yogurt, formaggi freschi e in fiocchi vanno consumati tutti i giorni, nella quantità di 2-3 porzioni minimo.

Via libera anche a cereali integrali, pollame, pesce e frutta secca a guscio, mentre grassi, carne rossa, dolci e bevande zuccherate vanno consumate con grande moderazione.

Comparando questo regime dietetico con altri programmi alimentari equilibrati, è emerso che la dieta bianco-verde è la più efficace nel prevenire e ridurre gli effetti dell'ipercolesterolemia e dell'ipertensione in sole due settimane.
La presenza dei latticini, poi, è apparsa fondamentale: una dieta ad elevato consumo di frutta e verdura, ma povera di questi alimenti, ha portato ad una riduzione significativa della pressione arteriosa, ma con una efficacia dimezzata.

Associando questi accorgimenti dietetici a un buon livello di attività fisica, si ottiene un duplice effetto positivo: il dimagrimento è assicurato, e perdendo peso si ottiene una riduzione della pressione. Questo, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, può scongiurare fino alla metà delle malattie cardiovascolari nel mondo, che solo in Italia interessano circa 15 milioni di persone.

Il tutto, solo sedendosi a tavola davanti a un bel piatto di insalata e formaggio fresco!

Fonte: Sanihelp.it

04 maggio, 2006

Contro i chili di troppo...valgono le facili scorciatoie?

Dieta e benessere

Con l’arrivo della bella stagione parte la corsa al peso-forma. Beveroni, barrette, snack ipocalorici e pillole dimagranti sono davvero efficaci?

L'ora X è vicinissima. L'inverno se ne è ormai andato, il caldo sta per tornare. Via il cappotto, ecco gli abiti leggeri e, presto o tardi, riecco il bikini. Assieme, ahimé, al panico per quei chili in più che stanno - letteralmente - per ...venire allo scoperto. Quando sono molti, grande diventa l'impegno per smaltirli. Ma anche se sono giusto quei due-tre presi durante le feste natalizie e le giornate sedentarie della brutta stagione riuscirci è durissimo. La tentazione di riconquistare una linea perfetta senza rinunciare a brioche e cappuccini ben zuccherati è forte. E i programmi dimagranti per così dire "facilitati" sono innumerevoli. Ne parliamo con la dott.ssa Manuela Pastore, dietista di Humanitas.

Modificare lo stile di vita
Di alimenti ipocalorici, i cosiddetti integratori dietetici alimentari (non più chiamati dimagranti per paura della scure del Giurì della pubblicità ingannevole sempre pronta a calare), oggi la scelta è vastissima. Dott.ssa Pastore, che ne pensa di questi prodotti in generale? "Sovrappeso ed obesità rappresentano un problema talmente diffuso che, accanto all'approccio scientifico, fioriscono sul mercato soluzioni alternative che spesso promettono troppo rispetto a quanto in realtà offrono.
La causa principale dei chili di troppo è rappresentata da uno scorretto stile di vita che comprende errori dietetici e sedentarietà. Pertanto l'approccio più corretto consiste nel modificare i comportamenti errati attraverso un percorso di educazione alimentare associato ad un programma di attività fisica diverso a seconda delle caratteristiche soggettive. Quando si decide di perdere peso, anche pochi chili, l'obiettivo fin dall'inizio deve essere il mantenimento del peso perso. La via che permette di riuscire in questo intento consiste proprio nell'agire sullo stile di vita (binomio dieta + attività fisica). Questa premessa per affermare che i numerosi prodotti che invadono banconi di farmacie e supermercati, se anche possono aiutare a perdere qualche chilo, non rappresentano una soluzione efficace e stabile". In effetti, lo stesso Istituto Nazionale della Nutrizione ha dichiarato di recente che "la grande popolarità dei trattamenti non tradizionali per la perdita di peso non corrisponde ad una loro reale efficacia".

Barrette e pillole dimagranti
Aiutarsi con barrette rompidigiuno (ce ne sono di ottime al cioccolato), pasti sostitutivi (possono essere di sole 200 kcal!) o i succedanei dei famosi "beveroni" degli anni 80 può essere considerato un peccato veniale? "Posso ammettere l’utilizzo delle barrette sostitutive occasionalmente, magari per risolvere un pranzo che altrimenti salterebbe per mancanza di tempo, cioè barretta o beverone in alternativa al panino del bar". risponde la dott.ssa Pastore. "Ma non sono d'accordo sul ricorrervi abitualmente. Questo perché rappresenta una scelta diseducativa e perché non impedisce di evitare numerosi errori dietetici nel resto della giornata".
Gli aspiranti "magri più in fretta che si può" dispongono anche di pillole che promettono di inibire il senso della fame, di farli sentire sazi prima di mettersi a tavola, di non fare assimilare i grassi oppure di neutralizzare gli zuccheri. Sono spesso in farmacia ma strizzano l'occhiolino anche dagli scaffali di qualsiasi supermarket. Tra le sostanze più gettonate ultimamente il chitosano (ricavato dal guscio di certi granchi cattura il grasso e lo riduce a scoria) e la faseolamina (principio attivo di un fagiolo che invece limita principalmente l'assorbimento degli zuccheri). Con queste sostanze "naturali" si può stare tranquilli? Sono efficaci o almeno innocue? Anche in questo caso, pollice verso da parte della dott.ssa Pastore: "E' stato più volte dimostrato che molti di questi prodotti non sono in grado di determinare una perdita di peso se non sono associati ad una dieta ipocalorica. Inoltre, tali sostanze non sono prive di controindicazioni. Per esempio, il chitosano non può essere assunto dai soggetti allergici ai crostacei, durante la gravidanza e l'allattamento ed un uso prolungato può determinare una riduzione dell'assorbimento di minerali, acidi grassi essenziali e vitamine liposolubili. Il baccello di fagiolo che contiene faseolamina può causare facilmente stipsi o aerofagia. Da non sottovalutare, infine, il costo molto elevato di alcuni di questi prodotti a fronte degli esigui risultati".
Ultima scorciatoia, l'erborista. Che offre tisane (o pillole) che assicurano pure loro un effetto snellente veloce.come, per esempio, quelle a base di alghe, di ananas, di linfa di betulla o di tarassaco. Anche in questo caso però il fai-da-te può non essere innocuo. Le alghe sono sconsigliabili a chi soffre di ipertiroidismo per il contenuto di iodio (che dovrebbe accelerare il metabolismo e quindi fare assimilare di meno). Le virtù snellenti del gambo dell’ananas (molti si illudono di dimagrire consumando il frutto) legate al contenuto di bromelina non sono veritiere. Questa sostanza non brucia i grassi ma eventualmente facilita la digestione delle proteine. Il tarassaco è noto per le proprietà diuretiche quindi fa perdere liquidi e non grasso e fa bene solo se si soffre di ritenzione idrica (stessa efficacia di betulla, ippocastano e uva ursina). Il parere della dietista? "Mi sento di raccomandare un utilizzo limitato di tisane dimagranti, in quanto spesso alcuni mix hanno effetti lassativi e diuretici tali da portare alla perdita di minerali, vitamine e nutrienti che a lungo andare possono essere dannosi per la salute".
Insomma, se si vuole dimagrire meglio mettersi l’animo in pace. Si devono ridurre porzioni e cibi ipercalorici e fare un po’ di movimento. Il dimagrimento sano, infatti, si ottiene introducendo meno calorie rispetto a quelle che si consumano nella giornata. E certi "aiutini", ahimé, sono poco efficaci e, a volte, oltre ad essere costosi, sono addirittura dannosi per la salute.

Fonte: Humanitas Salute

01 maggio, 2006

La tua dieta arriva a casa

Dieta e benessere

Il servizio completo è prenotabile sul sito Internet

Piatti pronti, gustosi, preparati con ingredienti di stagione e consegnati sulla porta di casa. Per dimagrire, senza soffrire troppo. E’ questo il servizio offerto da un sito internet, Diettogo (www.diettogo.com), che in poco più di un anno ha moltiplicato le sue sedi in Italia ed è ora presente nelle città di La Spezia, Milano, Bari, Sassari, Firenze, Genova, Varese, Lecco, Bergamo, Firenze e Torino.
Come funziona il servizio è presto detto: agli utenti che aderiscono all’iniziativa per un minimo di due settimane, la sera viene recapitato a domicilio, una bag termica contenente tutto ciò che si dovrà mangiare l’intera giornata seguente. Si tratta di tre pasti completi, dalla colazione alla cena, più uno spuntino, o merenda se si preferisce.
Le pietanze sono variate e vanno dalla quiche di zucchine, alla zuppa di spinaci, passando per il salmone in crosta di sesamo su letto di verze sino alle banane glassate al coriandolo. Da notare poi il pasto centrale della giornata, pensato appositamente freddo per consentire alle persone che lavorano di portarselo dietro in ufficio senza problemi.
Eccezion fatta per il pranzo, il resto è invece riscaldabile direttamente in forno o al microonde. Gli alimenti, infatti, sono racchiusi in contenitori etichettati che, oltre ad un certo livello di igiene, garantiscono anche un uso facile a pratico. Per le donne il computo calorico giornaliero si attesta intorno alle 1200 calorie, mentre quello per gli uomini sulle 1500.

Fonte: La Repubblica

27 aprile, 2006

Perdere chili può far perdere la testa, Codice Da Vinci anche per la dieta

Dieta e benessere

SALUTE SCATTA IL CONTO ALLA ROVESCIA PER IL COSTUME DA BAGNO E ORA C’E’ LA FORMULA DI LEONARDO

L’esperto: troppe le proposte folli, attenti ai gravi pericoli per la salute

L’importante sarebbe evitare la domanda - «come hai fatto a dimagrire?» - e mantenere un contegno che celi l’invidia per la forma ritrovata di chi la ostenta davanti a voi. Ma se proprio non resistete, allora state certi che ne sentirete delle belle. E anche delle balle. A parte il fatto che chi sta a dieta non vi dice mai la verità (insopportabili quelli che mentono sostenendo di abboffarsi), scoprirete che la realtà in materia di dimagrimento supera la fantasia. Diete di tutti i tipi che si moltiplicano in questi mesi di conto alla rovescia verso il costume da bagno. Sicuramente la più ambiziosa è quella attribuita a Leonardo Da Vinci. Prendete in mano il «Codice dietetico», scritto dall’italoamericano Stephen Lanzallotta (Sperling&Kupfer) e vi si aprirà un mondo. L’autore assicura che il programma «perfettamente bilanciato» è stato ideato proprio dal maestro del Rinascimento. E’ sempre lui a urlarvi dalle pagine la buona notizia: «Basta soffrire! Da oggi potete mettervi a dieta con pizze appetitose, pane fragrante e saporiti formaggi. Mangiate come Leonardo da Vinci: perderete peso in un battibaleno». Adesso immaginatevi a seguire anche solo per un attimo questo sunto di regole dietetiche. A meno che non siate maratoneti la certezza è una sola: ingrasserete.

Certo, se poi leggete bene tra le righe del libro, scoprite che non è che ci sia proprio licenza di ingozzarsi di cibi proibiti e che l’unica vera novità di questa dieta «rinascimentale» è l’aver assolto il pane. E, guarda caso, Lanzalotta è un panettiere.

Ma in questo «bestiario» estivo delle diete non c’è che l’imbarazzo della scelta. Complici, a volte, dietologi con pochi scrupoli. Spesso la voglia di dimagrire sette chili in sette giorni. E possibilmente senza soffrire. Città che vai dieta che trovi. A Roma è di gran moda un medico che prescrive di mangiare nella giornata cinque chili di frutta e due bustine di aminoacidi ramificati a pranzo e a cena. I risultati sarebbero strepitosi. Come strepitosi sono i rischi. «Una follia iperproteica e iperglicidica dannosa per cuore, cervello e fegato», assicura Giorgio Calabrese, docente di dietetica all’Università Cattolica di Piacenza. «Un’alimentazione di questo tipo favorisce l’insorgenza di diabete». E c’è da dire che le bustine costano parecchio. In fondo non è che una versione moderna e a caro prezzo della vecchia dieta Atkins, iperproteica, amatissima dagli americani, a cominciare dai coniugi Clinton. «Nessuno ricorda però che Atkins è morto grasso», commenta Calabrese.

A Milano impazza la dieta «Cambridge», solo liquidi preconfezionati a bassissimo contenuto calorico (330 calorie al giorno). Per chi ha tendenze masochiste. E Calabrese ricorda: «Non si può scendere sotto le 1000 calorie per una dieta equilibrata a meno che il medico, e solo in rari casi, non decida per un breve periodo di fissare questo limite a 850, 900 calorie». E che dire della dieta con gonadotropina corionica (HCG), che fornisce solo 500 calorie al giorno e una bella iniezione di ormone della crescita? «Dieta delinquenziale - taglia corto Calabrese - che ha attecchito soprattutto a Roma, provoca danni irreversibili all’ipofisi con rimbalzo negativo sulla tiroide, pancreas, organi genitali e ghiandole surrenali».

In questo giro d’Italia tra follie dietetiche non manca Torino, dove un dottore assicura la magrezza consentendo di mangiare senza limiti, tra le altre cose, aragosta e fragole con panna.

Per perdere peso spesso si è disposti a tutto e la speranza di rientrare nella taglia che fu non permette razionalità. Altrimenti perché ci sarebbe chi crede che un pompelmo preso a stomaco vuoto, la mattina, faccia scendere velocemente l’ago della bilancia? O che riempire la dispensa (e lo stomaco) solo di banane e formaggi sia la chiave per l’olimpo delle taglie 42?

Fonte: La Stampa

Dieta ricca di latte, cresce il seno delle cinesi

Dieta e benessere

Le ragazze hanno forme sempre più abbondanti. Il motivo? L'alimentazione, ma anche i modelli che arrivano da Hollywood. Dopo i risultati di una ricerca, anche le aziende di intimo si adeguano

PECHINO - C'era una volta l'ideale cinese di bellezza: una ragazza filiforme e soprattutto con il seno piccolo. Tanto che anche l'abbigliamento era disegnato per evidenziare le linee piatte. Non è più così. Le prime ad accorgersene sono state le aziende di intimo: tanto che hanno cominciato a produrre in abbondanza reggiseni con taglie maggiori rispetto a quelle che di solito erano richieste dalle cinesi. Pare che il motivo sia legato all'alimentazione: secondo i nutrizionisti, infatti, l'aumento di latte e formaggi sulla tavola ha favorito la crescita del seno delle ragazze. Non solo: anche in Oriente si sta affermando il modello di bellezza hollywoodiano. E così molte giovani hanno cominciato a rivolgersi alla chirurgia estetica.

CRESCITA - Sull'argomento è stata realizzata anche una ricerca. L'«Institute of Clothing Technology» di Pechino ha verificato che il petto delle cinesi è cresciuto mediamente di circa 1 cm negli ultimi 10 anni. «Le cose stanno cambiando - affermano i commercianti - le ragazze ormai non vogliono più le taglie minime». Prima, a parte casi eccezionali, si vendeva al massimo la terza. Adesso le forme delle cinesi sono sempre più prosperose.

Fonte: Corriere della Sera

02 aprile, 2006

Cellulite, i consigli per combatterla

Dieta e benessere

Una dieta corretta è la migliore strategia contro la cellulite. Infatti, i vari trattamenti, estetici e più invasivi, rischiano di durare poco se non sono associati a buone abitudini alimentari

1 ALIMENTI LEGGERI Per eliminare le tossine meglio cibi come pesce, carne bianca, formaggi magri, cereali, ortaggi, legumi. Vietati gli alcolici

2 RIDURRE IL SALE Il sodio trattiene i liquidi, quindi meglio evitare cibi ricchi di sale come i formaggi stagionati e gli insaccati

3 FRUTTA E VERDURA Ricche di fibre, liquidi e potassio stimolano la diuresi e disintossicano. No a uva, fichi e banane: troppo dolci

4 BERE MOLTA ACQUA Soprattutto al mattino per stimolare i reni. Almeno due litri al giorno. Vanno bene anche tisane e tè, non zuccherati

5 FARE SE-SSO In un rapporto si consumano oltre 500 calorie E si stimolano le ghiandole che producono ormoni che attivano il metabolismo


Fonte: Corriere della Sera

18 marzo, 2006

Zona, la «dieta» dei campioni Ecco i segreti del mangiare sano

Dieta e benessere

Una signora si avvicina al banco improvvisato della dottoressa Gigliola Braga alle Messaggerie Musicali e le stringe la mano: «Sono venuta qui per ringraziarla, lei mi ha cambiato la vita». Subito dopo arriva Giorgia. Anche lei vuole stringere la mano alla dottoressa: «Grazie, mi fa un autografo e una dedica?». Giorgia ha perso dieci chili, «ma non solo: questa dieta mi dà più energie. Ho trovato il cibo giusto per me, che lavoro tutto il giorno e non riuscivo a gestirmi». Mentre la dottoressa prende le misure e pesa una ragazza per scoprire quale sia la sua massa grassa e per trovare il «regime alimentare» che fa per lei, Francesca (magrissima) dice che questa dieta la usa «per regolare le energie: prima ero colta da attacchi di fame ricorrenti».
La dieta «miracolosa» è la Zona. Quella che la biologa nutrizionista Gigliola Braga ha importato dagli Usa otto anni fa, «adattandola alle esigenze e all'alimentazione italiana» e ora ha mappato, spiegato e documentato in un volume, Il grande libro della Zona italiana (Sperling & Kupfer, 388 pagine, 16 euro). Quella che in America ha già conquistato Hollywood e dintorni e in Italia ha messo «in riga» diversi atleti - prima fra tutti la campionessa olimpica di scherma Valentina Vezzali -, compresi i giocatori della Juventus, che la dottoressa segue da due anni e mezzo.
Una dieta che si basa su studi medici e scientifici. E che sta diventando per sempre più italiani un vero e proprio stile di vita. Anche e soprattutto perché «non viene seguita solo per dimagrire, ma anche per riequilibrare le energie, ritrovare la concentrazione, potenziare le difese immunitarie, restituire un sonno davvero ristoratore» (oltre che per rendere più lucida la pelle e più folti i capelli). Alla faccia di chi, per rientrare nei vecchi jeans, va avanti a insalate e poi si sente venir meno proprio nelle situazioni in cui dovrebbe «rendere» di più. Il principio è molto semplice e ce lo spiega la dottoressa (ieri alle Messaggerie per diffondere il «verbo» della Zona): «Finora per dare energia erano usati i carboidrati. Un errore perché più carboidrati si mangiano, più insulina si produce nel sangue: questa si esaurisce in fretta e lascia un senso di vuoto». In poche parole: più pasta e pane si mangiano, più se ne mangerebbero. «Se integriamo invece i carboidrati a proteine e grassi nelle giuste percentuali, otteniamo un giusto equilibrio e non avremo attacchi improvvisi di fame».
Un passo in avanti rispetto alle abitudini mediterranee che come piatto forte propongono spaghetti e risotti «ma spesso dimenticano le virtù del pesce, ricco di Omega 3». Senza eliminare i primi piatti, la Zona «impone» un pasto o uno snack ogni cinque ore ricco di proteine, ma anche di grassi: «Perché eliminarli del tutto?».

Fonte: Il Giornale

Chetoacidosi in agguato per i fanatici della dieta Atkins

Dieta e benessere

La denuncia . La dieta Atkins è un fattore di rischio per l’insorgenza di chetoacidosi. Lo afferma l’autorevole rivista medica Lancet, che riporta il caso di una donna ricoverata in gravi condizioni in ospedale con una diagnosi in tal senso.

Il case-report. Klaus-Dieter Lessnau della New York School of Medicine e i suoi colleghi riportano nel case-report il caso di una donna obesa di 40 anni ospedalizzata d’urgenza con diagnosi di chetoacidosi. La donna stava seguendo strettamente da un mese la dieta Atkins, nutrendosi esclusivamente di carne, formaggio e insalata, e assumendo vari integratori vitaminici e minerali e un prodotto a base di Omega-3. Durante questo mese di dieta, la paziente ha avuto un calo ponderale di circa 9 kg. “Dopo alcuni giorni di nausea e vomito sempre più frequenti, la donna ha riportato l’improvvisa insorgenza di insufficienza respiratoria. Tutti i parametri clinici hanno confermato la produzione abnorme di chetoni da parte del fegato a causa del ridotto apporto di insulina dovuto alla scarsa assunzione di carboidrati per via alimentare”, scrivono gli autori. Lessnau spiega: “La nostra paziente aveva una chetosi latente causata dal regime dietetico al quale era sottoposta, e ha sviluppato una grave forma di chetoacidosi, forse a causa di una concomitante pancreatite o gastroenterite. Questo tipo di problema deve essere studiato con maggiore attenzione perché la dieta Atkins sta diventando sempre più popolare nel mondo”.

Il commento. Lyn Steffen dell’University of Minnesota School of Public Health di Minneapolis, sostiene: “Le diete a basso contenuto di carboidrati sono tutt’altro che salutari, a causa della loro associazione con chetosi, costipazione, diarrea, alitosi, emicrania e affaticamento generale, solo per menzionare alcuni degli effetti collaterali più comuni. Come ricercatori e medici, il nostro criterio di giudizio più importante deve essere una indiscutibile sicurezza, e le diete a basso contenuto di carboidrati spesso sfuggono a questa regola. Le associazioni di dietologi di tutto il mondo suggeriscono invece di adottare un regime dietetico sano ed equilibrato e di fare attività fisica”.

Bibliografia. Chen TY, Smith W, Rosenstock JL, Lessnau KD. A life-threatening complication of Atkins diet. The Lancet 2006; 367: 958.

Fonte: Yahoo! Notizie

Tanti yogurt per tutti i gusti

Dieta e benessere

Come scegliere il più adatto alle nostre esigenze? Abbiamo chiesto aiuto a Manuela Pastore, dietista di Humanitas

E' un alimento ricco di sostanze che esercitano un'azione benefica per il colon e per l’organismo in generale. Esistono tantissimi tipi di yogurt: cremoso, da bere, con i fermenti lattici e adesso anche quello arricchito di calcio che, pare, faccia dimagrire. Cerchiamo allora di capire con la dottoressa Manuela Pastore, dietista di Humanitas, come orientarsi nella scelta dello yogurt migliore in base alle proprie esigenze.

Lo yogurt con i probiotici è grandemente pubblicizzato: quando è indicato?
“Tradizionalmente lo yogurt viene prodotto con l’impiego di due soli fermenti lattici (lattobacillus bulgaris e streptoccoccus termophilus) responsabili del processo di scissione del lattosio, lo zucchero del latte, in acido lattico che lo rende molto più digeribile e tollerabile rispetto al latte di partenza. La gran parte degli yogurt in commercio, però, non si può definire alimento ‘probiotico’, in quanto i bacilli contenuti vengono inattivati a livello intestinale dall’azione della bile. Ecco perché negli ultimi anni sono entrati in commercio yogurt addizionati con sostanze ad azione probiotica, in grado cioè di favorire la crescita dei microrganismi con azione benefica per il colon e per l’organismo in generale. I probiotici sono consigliati in modo particolare in tutti i casi di ‘disbiosi’ intestinale (colite, stitichezza, gonfiore addominale, meteorismo, flatulenza, diarrea, ecc.) perché aiutano a regolarizzare le funzioni intestinali e a rinforzare le difese immunitarie. Possono essere assunti in qualunque momento della giornata, ma, sicuramente, il loro effetto è maggiore a stomaco vuoto”.

E quello da bere con o senza probiotici?
“Gli yogurt da bere sono un prodotto di recente affermazione sul mercato italiano: tecnicamente sono generati da una variante del processo di produzione dello yogurt che fornisce un prodotto a metà strada tra un latte acidificato e lo yogurt compatto. Dopo la pastorizzazione del latte, questo viene acidificato con fermenti lattici, ovvero probiotici. Il principale vantaggio di questi yogurt sta nella praticità, ma occorre sapere che hanno un potere saziante basso, come tutti i liquidi rispetto alle creme, a parità di calorie fornite. Il rischio, quindi, è quello di eccedere nel consumo ed aumentare l’apporto calorico giornaliero più di quanto si pensi. Lo yogurt da bere si può consumare in qualunque momento della giornata: come colazione veloce, come spuntino gustoso e rinfrescante oppure come sfizio dopo cena”.

Le varie mousse e gli yogurt cremosi sono calorici?
“Sì, perché in genere per realizzare questo tipo di yogurt viene utilizzato latte intero a cui viene aggiunta panna per renderli meno acidi e cremosi. L'aggiunta di panna aumenta i grassi e, quindi, l’apporto calorico in misura proporzionale alla percentuale addizionata. Il risultato è un prodotto saziante e contemporaneamente ricco di calorie, particolarmente indicato in caso in cui sia indicata una dieta ipercalorica. Devono, invece, essere inseriti in una dieta ipocalorica con molta attenzione e rinunciando a qualcosa d’altro.
Anche le mousse, non propriamente yogurt ma più dessert, contengono panna o crema di latte con aggiunta di zucchero e frutta. La legge non consente a questi prodotti la denominazione di yogurt, ma, bensì, ‘crema di yogurt o mousse di yogurt’. Le calorie fornite superano ampiamente le 100-120 kcal per confezione, vanno pertanto utilizzati come veri e propri dolciumi”.

L’ultima novità è lo yogurt arricchito di calcio: aiuta a dimagrire?
“Sono stati effettuati studi che hanno ipotizzato che il calcio - in particolare quello derivato dai latticini -aumenti la velocità di smaltimento del grasso. Uno studio in particolare ha evidenziato che sostituire con yogurt magro, addizionato con una quota ulteriore di calcio, un alimento del pasto che contiene una pari quantità di calorie aiuta a perdere peso. Nella realtà non bisogna aspettarsi grandi risultati dall’utilizzo di questi prodotti se non, forse, in termini di pochi etti in molti mesi. Il rischio, invece, per alcune persone, potrebbe essere cadere nell’errore di sostituire un intero pasto con questi yogurt, ottenendo come unico risultato quello di sentire di nuovo fame dopo poche ore”.

E quello con steroli: è vero che ha effetto ipocolesterolemizzante?
“Sono gli ultimissimi arrivati in commercio. Si tratta di bevande a base di latte fermentato a cui sono stati aggiunti steroli vegetali che, all’interno dell’intestino, competono con il colesterolo e ne limitano l’assorbimento. Le capacità ipocolesterolemizzanti degli steroli vegetali sono note fin dagli anni Ottanta quando, con numerosi studi scientifici, si è dimostrata la loro capacità di ridurre significativamente il colesterolo ‘cattivo’ (LDL) e il colesterolo totale nel sangue. Gli steroli vegetali derivano da differenti fonti di oli fra cui olio d'oliva, olio di semi di soia, olio di riso, olio di noci. E’ bene precisare che questi prodotti devono essere sempre associati ad un'alimentazione varia ed equilibrata, povera di grassi saturi e ricca di frutta e di verdura”.

Infine, quelli tradizionali: si possono gustare in qualsiasi momento?
“Si tratta dei classici yogurt che si differenziano per il tipo di latte utilizzato, latte intero, parzialmente scremato o latte completamente scremato. A seconda della scelta varia il contenuto di grassi e conseguentemente di calorie, mentre rimane praticamente invariato quello di proteine e di carboidrati. L'apporto energetico per uno yogurt intero è di circa 88 kcal per vasetto standard di 125 g contro le 50 kcal di uno magro con 0.1% di grassi. Gli yogurt bianchi non sono molto popolari, soprattutto nei più giovani per il loro gusto acidulo. Per questo hanno invaso il mercato le versioni alla frutta frullata o in pezzi. Nonostante la dicitura ‘yogurt alla frutta’, tecnicamente corretta, la presenza di frutta è veramente modesta e non è quindi giustificato utilizzarli in sostituzione alla frutta di stagione che contiene nutrienti preziosi in ben altre proporzioni. Questi yogurt hanno un indice di sazietà maggiore rispetto a quelli da bere e sono indicati in ogni occasione, ma, soprattutto, in sostituzione del latte alla prima colazione o come spuntino veloce a metà mattinata o a metà pomeriggio per calmare la fame senza abbondare in calorie”.

Fonte: HumanitaSalute.it

16 marzo, 2006

La tua arma sciogligrassi

Dieta e benessere

Lo sostiene l'omeopatia: esistono quattro tipologie di donne, con altrettanti problemi di cellulite. Scopri a quale categoria appartieni e adotta la dieta vincente

Nonostante mille attenzioni a tavola non riuscite a sconfiggere la cellulite. Forse perché non avete trovato il menu su misura per voi. «Secondo l'omeopatia esistono quattro categorie a cui corrispondono caratteristiche fisiche precise» spiega la dottoressa Nadia Tamburlin, omotossicologa. Tenerne conto è importante per scegliere l'alimentazione più adatta a risolvere il problema.

Tipo Carbonico
Viso tondo, colorito pallido, mani piccole e femminili. Appartenete alla costituzione carbonica, caratterizzata dalla tendenza ad accumulare cellulite un po' ovunque: su gambe, glutei, fianchi e braccia. «Evitate i dolci, il pane, la pasta, il latte e le uova, che il vostro fisico non metabolizza bene» consiglia la dottoressa Tamburlin. «E preferite le proteine di carne e pesce e la frutta acidula come pompelmo e ananas».

Il menu
Colazione: 2 gallette di riso e 1 caffè oppure 1 pugnetto di fiocchi di cereali e 1 vasetto di yogurt magro.
Pranzo: 150 g di vitello alla griglia con insalata oppure 200 g di salmone al forno con carote e fagiolini; una piccola
porzione di pane di segale o farro.
Merenda: 1 spremuta.
Cena: 60 g di riso con piselli (70 g) con insalata di carote e finocchi crudi oppure 1 zuppa di legumi e cereali (orzo o farro, no grano) con zucchine al vapore; 2 fette di ananas.

Tipo Fluorico
La natura vi ha regalato un fisico snello e difficilmente mettete su peso. Ma nemmeno voi siete immuni dalla cellulite, che si concentra soprattutto al di sotto dei glutei. Il motivo? «Le tossine accumulate a causa di alcuni vizi come alcol, caffè e fumo» spiega la dottoressa Tamburlin. «Eliminate queste sostanze e includete nella dieta cibi ad azione purificante, soprattutto yogurt, frutta e verdura cruda».

Il menu
Colazione: 4 biscotti secchi e 1 tazza di latte parzialmente scremato oppure 1 fetta di torta di frutta e 1 tisana.
Pranzo: 60 g di pasta al pomodoro con 200 g di pesce al forno e verdure crude oppure 1 panino medio farcito con 70 g di bresaola, scaglie di parmigiano e foglie di rucola.
Merenda: 1 yogurt.
Cena: iniziate con un'insalata di verdure crude a piacere. Proseguite con un passato di verdura mista con pasta corta (40 g) oppure con una porzione di purè di patate con 1 cucchiaio di formaggio fresco.

Tipo fosforico
Avete il viso magro, la vita sottile, il seno piccolo. «Ma soffrite di gonfiori su gambe e cosce» afferma l'esperta. «Dovete ridurre il sale e gli alimenti conservati, dando la preferenza a quelli freschi diuretici come asparagi, cipolle, frutta rossa». Sì anche ai molluschi, ai crostacei e al parmigiano poco stagionato: sono ricchi di minerali che aiutano a smaltire i liquidi in eccesso.

Il menu
Colazione: 3 biscotti frollini con 1 spremuta oppure 1 yogurt agli agrumi con 1 pugnetto di fiocchi di cereali.
Pranzo: 150 g di carne di cavallo ai ferri con broccoli al vapore oppure 150 g di roast beef di manzo con indivia belga; 1 panino medio.
Merenda: 1 pugnetto di mandorle e nocciole.
Cena: 60 g di pasta o riso o patate con 1 cucchiaino di olio e 1 di parmigiano; 200 g di salmone al cartoccio con asparagi al vapore oppure insalata mista di gamberi e calamari con verdure. Tipo sulfurico
Il vostro fisico è armonioso con muscoli ben sviluppati. E, grazie al metabolismo vivace, non accumulate grassi. «A volte, però, anche questo tipo di costituzione, nonostante che sia ben equilibrata, tende ad appesantirsi» spiega la dottoressa Tamburlin. «E la cellulite si forma soprattutto nella parte alta del corpo, su spalle e addome». Combattetela con gli ortaggi, la frutta e anche i formaggi, purché non siano stagionati.

Il menu
Colazione: 1 frullato di banane con 1 tazza di tè verde oppure 1 tazza di latte scremato con fiocchi di cereali e 1 tazza di caffè d'orzo.
Pranzo: una coscia di pollo al forno con insalata di lattuga, finocchi e carote oppure 1 spiedino di pesce azzurro con radicchio rosso in pinzimonio; 1 panino medio.
Merenda: 3 nespole.
Cena: una porzione di minestra di riso e patate con zucchine e spinaci al vapore oppure crema di asparagi con crostini di pane al forno e carciofi crudi in insalata; 1 frutto (mela, pera, pesca).

Fonte: Donna Moderna

11 marzo, 2006

Da anti-rughe a anti-obesità

Dieta e benessere

Secondo un nuovo studio italiano il botox potrebbe essere utile per i chili di troppo. L'idea di sfruttare la tossina botulinica contro l'obesità e' venuta a un team dell'università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. I ricercatori hanno cercato di capire se la tossina botulinica A, iniettata nell'antrum (parte inferiore dello stomaco) di pazienti obesi, ritardasse l'arrivo del senso di vuoto che spinge a rimpinzarsi. Lo studio, in doppio cieco, ha coinvolto 18 pazienti obesi sani, randomizzati in tre gruppi: i primi due sono stati trattati con tossina botulinica A (a diversi dosaggi), e l'ultimo con soluzione salina. La reazione gastrica e' stata valutata grazie a una scintigrafia, subito prima e 10 giorni dopo il trattamento, mentre le variazioni del peso corporeo e dell'appetito sono state monitorate dopo cinque settimane. Ebbene il gruppo trattato con la tossina ha mostrato una riduzione di peso, anche se - precisano - in misura non statisticamente significativa. Inoltre la maggioranza degli obesi sottoposti alla cura col botox ha riferito un calo dell'appetito.


Fonte: dica33.it

10 marzo, 2006

La Primavera del corpo

Dieta e benessere

La natura rinasce e per il nostro organismo è il momento di lasciare alle spalle fatiche, stravizi e grigiori invernali. Per rifiorire nel corpo e nello spirito, basta adottare un sano stile di vita e assecondare i colori e i profumi della primavera

Cambiamento, trasformazione, rinascita: è la Primavera, il momento del rinnovamento della natura e anche del nostro organismo, reduce da fatiche, da stravizi e da grigiori invernali. Per far rifiorire corpo e mente si può ricorrere all’aiuto di un’alimentazione più sana e leggera, a un po’ di esercizio fisico e a nuove piacevoli abitudini. Questi accorgimenti costituiscono i cardini di uno stile di vita più salutare e aiutano notevolmente anche nel prevenire la cosiddetta “sindrome di primavera”, caratterizzata da senso di spossatezza, diminuzione dell'attenzione e della concentrazione, astenia e nervosismo, sonnolenza e sbalzi d’umore.

Per contrastare la difficoltà di adattamento ai nuovi ritmi della stagione, dovuti alla maggiore esposizione alla luce e alle temperature più alte, il consiglio è di liberarsi dalle tossine invernali per tornare come nuovi, anche psicologicamente.

Prima di tutto l’alimentazione, il primo alleato in un programma di disintossicazione. Via libera a menù più leggeri a base di frutta e verdura, per fare il pieno di vitamine e sali minerali e al tempo stesso dare un taglio alle calorie. I frutti di stagione e i vegetali svolgono un’azione protettiva e regolatrice sul nostro corpo e, grazie alla presenza di fibre, ci consentono di controllare il livello di zuccheri e colesterolo nel sangue, a mantenere la corretta funzionalità dell’intestino e a farci sentire sazi più a lungo. Si al consumo moderato di pasta, pane e riso, che forniscono energia a lento rilascio e non affaticano la digestione.

Quanto alle proteine, il consiglio è di privilegiare il pesce, più digeribile e salutare della carne, il cui consumo dev’essere limitato a un paio di volte a settimana. Da evitare formaggi grassi e salumi, dolci e cioccolato, latte intero e alcolici, intigoli e condimenti che affaticano la digestione e non giovano certo alla linea. Concesso un bicchiere di vino a pasto e via libera ad acqua e a tisane a base di erbe, per drenare i tessuti, favorire l’idratazione e depurare l’organismo attraverso la diuresi.

Insieme alla sana alimentazione, anche una moderata attività fisica può aiutarci a trovare il giusto ritmo in sintonia con il risveglio della natura. Basta una bella passeggiata a piedi o in bicicletta, anche solo mezz’ora al giorno. Per chi vuol perdere qualche chilo di troppo, il cambio di stagione è il momento ideale perché favorisce anche il dimagrimento: l'aumento di temperatura e la diminuzione fisiologica di acqua e sali minerali dell’organismo infatti fanno perdere peso in modo naturale. Si può approfittare allora per intraprendere un po’ di sport, gradualmente, ricordandosi che è preferibile fare 20 -30 minuti di attività tre volte a settimana che 3 ore solo la domenica.

Infine, non dimentichiamo i colori e i profumi della primavera. Fiori e piante possono rallegrare gli ambienti della nostra casa, tessuti colorati, leggeri e luminosi possono rivoluzionare il nostro abbigliamento, come pure un nuovo taglio di capelli, o trattamenti che diano alla pelle nuova luminosità. Insieme a delle sane abitudini di vita, ogni piccolo cambiamento ci aiuterà a ritrovare energia e carica vitale e a vivere appieno la bella stagione.


Fonte: 8000.it

07 marzo, 2006

Carote per Cristina

Dieta e benessere

Ogni anno le donne spendono alcuni miliardi per conquistare gli uomini, per essere affascinanti. Spendono, non solo nell’abbigliamento e gli accessori. Hanno cura pure del corpo: soprattutto il seno e il fondoschiena. Contro la cellulite, le zampe di gallina, le rughette, nel collo via subito la buccia d’arancia, il naso e le labbra, due volte al mese per le chiome, provano ad essere more, bionde e rosse. Donna, ma quanto mi costi? Poi le diete per dimagrire (talune tanto ardimentose che diventano anoressiche come certe top model d’oggidì). Nadia Rinaldi, attrice taglie forti di tanti film, in cinque anni ha perso 70 chilogrammi, ora è quasi un grissino. Per cinque anni si è nutrita di banane per il potassio, fettine di carne senza sale, verdure e tanta frutta. Ha evitato l’amatriciana, i fagioli con le cotiche e i rigatoni alla pajata: ha tradito la culinaria romanesca. La dieta mediterranea ha ormai conquistato il mondo. Sono attente ad evitare i carboidrati Martina Colombari (un fisicaccio meraviglioso), Claudia Gerini, Milly Carlucci, Valentina Vezzali. A Hollywood s’abbuffano di verdure Veronica (Madonna) Ciccone, Demetria Guynes (in arte Demi Moore) e la star Jennifer Aniston, tanto per citarne alcune. Per essere top-star al mattino 40 grammi di pane e 60 grammi di prosciutto con un cappuccino. Lo spuntino 20 grammi di pane integrale e 5 olive. A pranzo tortino di uova ai carciofi. Per aperitivo un calice di prosecco. A cena 120 grammi di nasello con prezzemolo e aglio, con 300 grami di pomodori conditi con olio extravergine e una spolverata di origano e basilico, infine una mela e, in stagione, 200 grammi di albicocche. Questa dieta sarebbe ottima anche per Platinette che, molto saggio, ha evitato il chirurgo. Mara Venier è in forma grazie alla mediterranea consigliata dal professor Giorgio Calabrese. Naturalmente ridacchia Giancarlo Vissani timoroso perché queste diete potrebbero fargli chiudere bottega. Le super star seguono con interesse i consigli della biologa nutrizionista Gigliola Braga che continua a proporre, con successo, la “Dieta Zona”. Cristina Chiabotto, si fida soltanto del nutrizionalista Nicola Sorrentino. La spilungona-iena per rimanere pimpante a pranzo le basta un panino con prosciutto crudo sgrassato, tante carote fresche, carciofi e asparagi bolliti. A cena, la Chiabotto, preferisce pasta con cime di rapa, piatto di spinaci crudi e finocchi con aceto balsamico. Il giorno che si sposerà il marito, dalla fame, tenterà il suicidio. E’ dimagrita anche Laura Pausini: prima del Grammy ha perso 7 chili nutrendosi di verdura e frutta. Oltre alla Rinaldi, oggidì deliziosa come un “grissino”, sta a dieta Anna Nicole Smith ingrassata per troppo amore con una sua amica: ha superato i 120 chili. Monica Bellucci non è più una statua greca, non è riuscita a perdere i chiletti della gravidanza. Kelly Le Brock sente il “peso” di 12 chili di troppo. Mia Tyler si è fermata agli 87 chili e non riesce a dimagrire. Invece, Sophie Dakl, era una extralange, dopo una dieta di sedani e carote crude, e tornata snellissima: tutto per amore di Mick Jagger. In Germania la top model Heidi Klum è diventata la nemica delle grasse. Conduce un programma “Germany’s next Top Model”: ha fatto licenziare la top Irina perché troppo grassa: una sciocchezza della Klum sempre stravagante, anche quando frequentava l’alcova di Flavio Briatore. La stupenda Irina è alta 1,70 e pesa 52 chili: la Klum la ritiene una “donna grassa”. Si sono incavolate le parlamentari tedesche. Ulla Schmidt (Spd): “La follia della magrezza può mettere in pericolo la vita”. Julia Kloeckner (Cdu): “Lo show di Heidi Klum è semplicemente irresponsabile”. Fortunatamente, nell’Alta Moda, a Milano e Parigi, che guidano il fashion mondiale, le top model anoressiche non sono più richieste. A Milano in passerella anche creazioni “taglie forti”: basta dunque…con le modelle diafane. Con Elena Mirò (complimenti lady Elena) hanno sfilato le “mangiatrici” di lasagne e bucatini, spesso anche pasta e fagioli con la salsiccetta. Insomma, d’ora in avanti, le signore come Manuela Arcuri, Sabrina Ferilli e Alessia Marcuzzi (che non sono anoressiche, direi meravigliosamente in “ciccia”, davanti e di dietro), finalmente hanno una straordinaria stilista che le adora e crea per loro. Cosicché, in bikini (“taglie forti”) tali lady in ciccia potranno andare nelle spiagge chic sarde, ai Caraibi, a Miami, in Egitto e in Sud America: a Capri potrebbero anche “combinar conquiste”. Per stare in salute meglio dormire: donne…evitate di credere alla pillola anti-sonno. La salute prima di tutto. Bisogna evitare i mal di testa, gli attacchi di ansia, la gelosia: evitare la depressione, la paranoia, l’iperestesica. Quest’ultima è il male di un marito che nota la moglie in confidenza con un altro uomo. Un disturbo che fa soffrire, naturalmente, anche le donne vicine alla menopausa. Altro consiglio, mie care, attente al reggiseno: se sbagliate la misura potrebbe costarvi caro. Lilli Gruber per anni non l’ha portato per apparire sexy. Paris Hilton, usa il cerotto color carne sopra i capezzoli taroccati, Kate Winslet “ribalta” il negozio di lingerie per trovare la misura sexy però giusta per le sue incantevoli tette. Di questi tempi i reggitette più venduti sono quelli di Valeria Marini a Roma e Milano; in America i “reggigemelle” creati da Jennifer Lopez, Gwen Stefani, Kylie Minogue. La star Pamela Anderson non lo usa, Simona Ventura con le spalline, Ilary Blasi, notata a Sanremo, in gransera evita il “reggi”: preferisce far ondeggiare le “gemelle” eccitando i televoyeur. Si consiglia se le “tettine & tettone” sono simmetrici di acquistare una taglia in più: con il tempo un reggitette stretto potrebbe infiammare le porzioni inferiori danneggiando la mammella. E…danneggiarla è un vero peccato: non vi pare Elisabetta Canalis, Aida Yespica, Pamela Prati, Silvie Lubamba e Paola Barale? Poi, care Internaute, evitate il piercing, i colpi di sole, i jeans stretti, i tatuaggi, gli occhiali scuri di notte, le unghie finte, le pashmine giganti, gli stivali a punta. Siate libere, fresche, allegre, senza preoccuparsi di sei chili in più. Quello che conta è la salute…fa bene all’amore. Per concludere certi nostri consigli evitare l’intervento del chirurgo plastico prima dei trent’anni al naso, al seno e la bocca. Per l’Opus Dei la maggioranza degli interventi lifting sono solo uno “sfizio”. Non lo rifarebbe al naso Iva Zanicchi. Invece, orgogliose dei “tarocchi”, Alba Parietti, Alessandra Pierelli tutte e due al naso e al seno.

Fonte: alexis.it

03 marzo, 2006

Yoga per dimagrire

Dieta e benessere

Tecniche Yoga per smaltire i chili di troppo. Britney Spears ha deciso di abbracciare questa disciplina per riprendere la forma giusta dopo la gravidanza.

La pop star era aumentata 50 libra durante la gravidanza, dopo la nascita di Sean Preston, la cantante sta cercando di eliminare il peso in eccesso. Yoga e alimentazione corretta i segreti per riappropriarsi di un look accattivante.

Fonte: Newsic

02 marzo, 2006

La dieta della frittella

Dieta e benessere

A Carnevale rinunciare ai dolci tipici è quasi impossibile. Però esiste un modo per gustarli senza troppi danni. Il primo passo è conoscerli…

Riguardo al Carnevale i romani avevano un detto: «Semel in anno licet insanire», una volta all’anno è lecito trasgredire. Anche a tavola.

La tradizione italiana è ricca di ricette invitanti e particolari, a riprova del fatto che fin dal Medioevo il Carnevale era il momento in cui concedersi peccati di gola vietati in altri periodi dell’anno.

Oggi siamo lontani da quell’epoca, ma i divieti imposti da diete sane e ipocaloriche continuano ad assillarci. Quale occasione migliore per dire basta per un pò?

La voglia di evasione culinaria carnevalesca si nota soprattutto nei dolci.
Non a caso le ricette caratteristiche, seppur con varianti minime, vedono al primo posto i dolci fritti.

Fritto è buono tutto, certo, ma è lo zucchero caramellato e dorato dall’olio ad alta temperatura a trasformare anche il più semplice impasto in qualcosa di irresistibilmente stuzzicante e profumato.
Da nord a sud la golosità impazza: cicerchiate, struffoli, chiacchiere, frittelle, castagnole, ravioli dolci, zeppole e krapfen. Come resistere?

L’importante è riuscire a limitarsi, e per farlo è utile sapere qualcosa in più sugli zuccheri.
Per esempio che coprono circa la metà del fabbisogno energetico giornaliero, e che forniscono energia di rapido utilizzo, circa 4 calorie ogni grammo.

Alcuni cibi dolci apportano diverse sostanze nutrienti, ma altri, costituiti prevalentemente da zucchero, purtroppo forniscono calorie e poco altro. Di conseguenza il loro consumo deve essere controllato e limitato.
Per quanto riguarda i dolci di Carnevale, si tratta di preparati a base di farina, uova, zucchero, burro o margarina, vino o anice, generalmente fritti nell'olio e spolverati con zucchero a velo, miele o cioccolata.
Pertanto il loro apporto energetico è molto alto: da 400 a 600 calorie per 100 g.

Questo significa che, per gustare le dolcezze di Carnevale senza lievitare, è consigliabile farli precedere da pasti leggeri a base di verdura, pesce o carne magra.
Passata la festa, poi, bisognerà prestare ancora più attenzione alla dieta, cercando di consumare pasti leggeri ma senza togliere nessuno dei nutrienti importanti quali carboidrati, lipidi e proteine. Un trucco in più? Sì alle passeggiate, magari in maschera!


Fonte: SaniHelp News

24 febbraio, 2006

I nostri sforzi per dimagrire

Due reality show ci hanno inchiodato al piccolo schermo perché hanno messo in scena il problema di tutti: la lotta con la bilancia. Un tormento che non è solo dei comuni mortali, ma di molte celebrità. Leggete le loro testimonianze

CHI CE L'HA FATTA

Monica Leofreddi, giornalista tv

L’ago della bilancia è un’ossessione?

«Non ho neppure la bilancia, mi tengo con gioia la mia taglia 42/44. Però, se i pantaloni cominciano a tirare in vita, per qualche giorno rinuncio al cioccolato».

Qual è la cosa più dura che ha fatto per dimagrire?

«Una volta mi è capitato di dover stare a dieta stretta. Non entravo in un vestito che avrei dovuto indossare per lavoro. Per un mese non ho toccato né pasta né carni rosse. Finito lo show, ho mangiato tortelli di zucca».

Cosa fa per non ingrassare?

«Ho eliminato le carni rosse e ho iniziato a fare sport. Due o tre volte alla settimana vado in palestra, faccio aerobica e pesi. Naturalmente non mi lascio andare agli stravizi».


Fonte: Donna Moderna

‘Bombe’ chimiche per dimagrire: tanti danni al fisico

Bombe di medicinali per buttare via chili e chili di grasso in quattro e quattr’otto, ‘pozioni magiche’ per rincorrere il mito del fisico da modelli senza considerare che alla fine dei giochi questi farmaci non sono altro che un ‘boomerang’ per la salute. «Il sovrappeso non si combatte mai con medicinali, ma solo con uno stile di vita sano e corretto» ammonisce Tino Casetti, primario del reparto di Gastroenterologia dell’ospedale ‘Santa Maria delle Croci’. «Qualsiasi dieta — riprende — va pesata in base all’età, al lavoro e appunto allo stile di vita, più o meno sedentario, della persona che intende dimagrire, perché sovrappeso od obesa. Le diete drastiche hanno sì un effetto immediato, ma alla lunga pure diverse controindicazioni. In primo luogo provocano squilibri, ad esempio nella glicemia fino a calcoli ai reni o alla cistifellea, secondo nessuno riesce a ‘sacrificarsi’ per troppo tempo, quindi si finisce per riprendere a mangiare più di prima acquistando di nuovo peso».
Bombe per dimagrire, però, se ne possono trovare. Con l’aiuto di medici che le consigliano senza tanti scrupoli. «Sono medici poco professionali — afferma il primario — che prescrivono ad esempio ‘cocktail’ di ormoni tiroidei, diuretici e purganti. E anche anfetamine, che però sono ormai scomparse dal commercio. Il meccanismo è semplice. Questi ‘camici bianchi’ sono in contatto con erboristi e farmacisti e così riescono a procurare ai pazienti questi concentrati». E i risultati? «I risultati — risponde Casetti — sono spesso immediati, si dimagrisce in fretta. Le anfetamine danno senso di scarso appetito e dall’altra parte eccitazione. Quindi, una persona non mangia, perdendo chili a vista d’occhio, ma si sente comunque in forma. Alla fine però si danneggia il fisico, si perde oltre al grasso, anche massa muscolare, perchè l’organismo per funzionare ha comunque bisogno di energie e, senza cibo dall’esterno, sfrutta tutte le riserve che trova all’interno. Stesso discorso per diuretici e purganti. Il problema è che si danno gli stessi farmaci a un ventenne o a un sessantenne senza tenere presente se ha disturbi, malattie e via dicendo. Ecco perché il rischio è tanto».
Alcuni di questi prodotti sono però a base di erbe. «E’ sbagliato dire: ‘Sono prodotti che si trovano in erboristeria e quindi non possono fare male’. Anche la cicuta è un’erba e non mi pare faccia bene» commenta Daniela Santini dell’ambulatorio di dietologia dell’Ausl.
«Chi è in sovrappesso od obeso — spiega — deve rivolgersi al proprio medico di base. Per ‘buttar giù’ qualche chilo serve riordinare le proprie abitudini, nutrirsi in un certo modo, insomma seguire delle regole. Agli obesi, poi, può essere consigliato uno specialista ed ecco che entriamo in campo noi. Il nostro è un lavoro costante nel tempo. Dopo esami accurati che puntano a escludere che l’obesità sia provocata da malattie, in certi casi può accadere, iniziamo un percorso a fianco dei pazienti finalizzato alla perdita dei chili. Farmaci? Non ne prescriviamo a parte due, la sibutramina e l’orlistat, solo in alcuni casi, per brevi periodi e sotto controllo medico». La sibutramina aumenta il senso di sazietà, l’orilstat, invece, agisce sull’assorbimento dei grassi alimentari.

Fonte: ravennainforma.it

20 febbraio, 2006

Troppo grasso: percorre Usa a piedi

I 5mila km di un 51enne di 162 chili

Quando Gary Long, 51enne del Missouri, ha deciso di perdere metà dei suoi 162 chili, nessuno è riuscito a fermarlo. Per dimagrire Fenton ha infatti deciso di percorrere 5.000 chilometri, attraversando l'America. Partito dall'arco di St.Louis ha affermato: "Non mi arrenderò, fin quando non sarò di nuovo sotto quest'arco". Long spera che i suoi passi possano anche attirare l'attenzione sul problema dell'obesità.


La "passeggiata" dell'audace 51enne americano dovrebbe contare circa 5 milioni di passi, che lo porteranno - in 20 o 30 chilometri al giorno - fino a New York. Poi, l'idea è trasferirsi in aereo fino a Los Angeles, dove ripartirà per St.Louis. Dormirà in tenda, ma una notte alla settimana si premierà riposando in un motel.

Con sé avrà un telefono cellulare, per non perdere i contatti con la moglie, che conta di rivedere tra un anno. E' questo il tempo che Long pensa di impiegare per portare a termine non solo la sua terapia di dimagrimento, ma anche un compito più alto: sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema dell'obesità, che affligge sempre più persone.


Fonte: TgCom

17 febbraio, 2006

Dieta e ginnastica folle, Madonna finisce ko

Dieta e benessere

La star operata d'ernia. Imitata in tutte le palestre. I personal trainer: mania collettiva, così ci si ammala

Si dice che porti il ciuffo sulla fronte per nascondere la perdita di capelli. Gli zigomi affilati, le guance scavate, il corpo sottile come un fuscello, invece, non hanno bisogno di indiscrezioni: Madonna è sciupata. Borse sotto gli occhi, aspetto stanco, eccessivamente magra, comincia a dimostrare, lei che è sempre stata una forza della natura, i 47 anni che sino a poco tempo fa avevano un che di inverosimile. Che stia esagerando con sport e diete? Se lo chiedono in molti all'indomani di una notizia che sembra indicare l'arrivo dei primi acciacchi d'età: Madonna è stata operata d'ernia.
A sentire gli esperti si è trattato di «un intervento semplice dovuto a un problema molto comune, soprattutto tra gli atleti», ha spiegato Doudley Rogg, direttore clinico del British Hernia Centre. Anche la portavoce della star ha gettato acqua sul fuoco: «È stata operata a Los Angeles, è andato tutto bene e Madonna è stata subito dimessa. Si è già ripresa». Ma il dubbio resta: a rendere necessario l'intervento sono stati gli eccessivi sforzi della star sul palcoscenico, che grazie allo yoga esegue contorsioni che sembrano violare le leggi della fisica? «L'ernia non è collegata ad attività fisiche — ha aggiunto Rogg — può venire a tutti, in media ne soffre una persona su dieci. Viene ai neonati così come agli anziani». Ma per Madonna la forma fisica è ormai un'ossessione. E non solo per lei. Infatti il suo ultimo video è il più imitato in rete, con persone qualsiasi che cercano di rifare i suoi esercizi e anche nelle palestre sono migliaia le persone per le quali la ginnastica è diventata una sorta di ossessione.
«Spesso è colpa delle pubblicità ingannevoli — spiega Fiorenza Conti, titolare dell'omonimo centro sportivo a Milano —, sperano di perdere cellulite o chili di troppo in due settimane. A volte è solo investimento sbagliato delle energie. All'inizio di un nuovo sport ci si mette fin troppa foga. Mentre la triade perfetta per il nostro corpo è allenamento, alimentazione e riposo». Boris Bazzani, personal trainer di personaggi come Eros Ramazzotti e Natalia Estrada, racconta che «il problema di questi uomini e di queste donne è che poi non fanno le attività di scarico, quelle che cioè compensano l'usura dell'allenamento». Per molti, comunque, l'obiettivo finale del ripetere in modo ossessivo gli esercizi in palestra è lo stesso di Madonna: essere magri a tutti i costi. Lo ha confidato alla rivista Elle, perché, dice, i suoi uomini la preferiscono così. «Mi piacerebbe poter essere un po' cicciottella — ha detto — ma ho sempre scelto uomini che adorano donne dal corpo scolpito e molto attive». Forse per lei (e non solo per lei) è arrivato il momento di dire basta.


Fonte: Corriere della Sera

15 febbraio, 2006

L'alfabeto anti cuscinetti

Dieta e benessere

Dall'A alla Z tutti gli alimenti che migliorano la circolazione, asciugano i tessuti e mettono a tappeto la pelle a buccia d'arancia

Ananas
Mangiatene anche il cuore: contiene alte concentrazioni di bromelina, un enzima che favorisce l'eliminazione delle sostanze di scarto. Se lo consumate dopo una bistecca, digerirete meglio.

Bresaola
È un salume ammesso a tavola perché è ricco di proteine, povero di grassi e calorie (150 in 100 g).

Carciofi
Non fateveli mancare: stimolano la diuresi e aiutano ad abbassare il colesterolo. Per non disperderne le proprietà nutritive consumateli crudi in insalata, con abbondante limone e un cucchiaino di olio d'oliva.

Daikon
È il nome giapponese del rafano bianco, una specie di ravanello gigante, che aiuta a ripulire le arterie dai grassi. Se è piccolo, tritatelo e mangiatelo crudo in insalata; se è grosso bollitelo e bevetene anche l'acqua di cottura.

Erbe
Fatevi preparare dall'erborista una miscela con 30 g di foglie di edera, 40 g di sommità di sambuco, 20 g di equiseto, 10 g di foglie di mirtillo. Usatene un cucchiaio per prepararvi una tisana sgonfiante.

Finocchio
Un finocchio intero può fornire le fibre e la vitamina C necessari ogni giorno. È ottimo per accompagnare un aperitivo analcolico.

Germogli di soia
Consumati freschi e crudi, sono una piccola miniera di vitamine e sali minerali, che aiuta a drenare i liquidi.

Insalata
Quando avete bisogno di rinfrescarvi, mangiatene una bella ciotola: sazia perché ricca di fibre. E poi non ha praticamente calorie: appena 25 per un etto di foglie. Per dare più sapore potete aggiungere semi di cumino, rafano, capperi, sedano oppure qualche pezzo di frutta come mele oppure ananas.

Lievito di birra
È la sostanza naturale che contiene più vitamine del gruppo B, importanti per regolarizzare le funzioni intestinali. Prendetene due compresse al giorno per un paio di mesi.

Mirtilli
Il loro succo è molto gradevole, anche senza zucchero. Oppure mangiateli in compagnia di more e lamponi. Sono ricchi di polifenoli, antiossidanti, che mantengono pulito il sangue.

Nespole
Essendo ottime disintossicanti naturali, consumatele spesso come snack. O anche sotto forma di decotto, facendo bollire in una tazza d'acqua 30 g di polpa e bucce per circa 15 minuti.

Orzo
Storcete il naso per il suo sapore? Allora provate quello integrale, che ha un gusto più ricco, oltre a essere un ottimo rinfrescante. Potete berlo a colazione, preparare zuppe saporite oppure lessate i suoi chicchi e poi aggiungeteli all'insalata.

Pesce azzurro
Alici, sardine, sgombro, merluzzo, sogliole. Inseriteli nella dieta, anche surgelati. Sono ricchi di iodio e di potassio, validi alleati nel contrastare la ritenzione.

Ricotta
Tra i formaggi è quello più light. Di pecora o di mucca, non ha importanza. Scegliete il tipo che vi piace di più. E usatela al posto del condimento per la pasta: la rende ugualmente appetitosa.

Spezie
Timo, origano, salvia, rosmarino, prezzemolo, basilico, noce moscata, peperoncino, aneto... Usate le spezie a volontà per insaporire i vostri piatti. Vi permettono di ridurre il consumo di sale, il nemico numero uno della cellulite, responsabile della ritenzione idrica.

Tacchino
Al pari delle altre carni bianche, come pollo e coniglio, contiene pochi grassi. Il tacchino, però, è in assoluto il più ricco di ferro, (circa 1,5 mg per 100 g).

Uva
Il suo succo è piuttosto calorico (66 calorie per 100 g). Ma è anche energetico, rimineralizzante, disintossicante, rinfrescante e diuretico. Un bicchiere a merenda è l'ideale.

Vino
Aperitivi alcolici, digestivi e liquori affaticano il fegato, impedendo di espellere le sostanze di rifiuto. Potete comunque bere un bicchiere di vino rosso al giorno: migliora la circolazione e protegge i vasi.

Yogurt bianco
Provatelo come condimento light per insaporire la carne o le insalate. E mangiatelo spesso al mattino a colazione: rinnova la flora intestinale e migliora anche l'aspetto della pelle.

Zenzero
Avete voglia di un sapore intenso o di mangiare qualcosa di salato? Allora bevete una bella tazza di tè allo zenzero. Che invece di favorire la ritenzione idrica, vi depura e vi disintossica.


Fonte: Donna Moderna

Più yogurt meno pancia

Dieta e benessere

Per sciogliere i rotolini sui fianchi e snellire il punto vita puoi mangiare tanti latticini. Contengono calcio che ordina al corpo di bruciare il grasso superfluo

Dimagrire in fretta, senza perdere le curve che più amate del vostro corpo, ma eliminando una volta per tutte il grasso che arrotonda troppo la pancia. Pare proprio che questo sia diventato un obiettivo facilmente raggiungibile. La nuova ricetta arriva dai nutrizionisti dell'Università del Tennessee. I ricercatori hanno dimostrato che mangiare yogurt mentre si è a dieta rende il menu più efficace.

Il segreto è nel calcio contenuto. Sembra infatti che questo minerale spinga le cellule adipose a bruciare invece che ad immagazzinare i grassi in eccesso.

La prova è arrivata dallo studio condotto: di due gruppi messi a dieta, solo quello che consumava ogni giorno almeno 3 vasetti di yogurt magro era dimagrito tanto, diminuendo soprattutto il punto vita ben 6 volte di più rispetto a chi non aveva mangiato yogurt. Inoltre aveva mantenuto tono muscolare perdendo massa grassa e non massa magra, come sempre avviene nel corso di diete.

"Lo yogurt magro, inoltre, è praticamente privo di grassi rispetto ad altri latticini e sazia con poche calorie (solo 36 per 100 g)" aggiunge la dottoressa Lia Rossi Prosperi, biologa nutrizionista. Nella dieta da 1.400 calorie che vi proponiamo, abbiamo privilegiato gli alimenti ricchi di calcio (yogurt, ma anche altri alimenti che trovate evidenziati nel menu) in modo da permettere un apporto giornaliero di circa 1.000-1.100 mg al giorno, cioè la quantità prevista perché la dieta abbia effetto.

Seguire lo schema alimentare non sarà difficile, ma se ogni tanto volete variare, aggiungete qualche pezzo di frutta o una manciata di cereali allo yogurt. O ancora usate quest'ultimo come condimento per l'insalata, mescolandolo all'erba cipollina o agli aromi che preferite.


"Allo yogurt se siete intolleranti al lattosio", dice Lia Prosperi, nutrizionista. "Durante la lavorazione lo zucchero si divide in due diverse sostanze che non danno disturbi".

No
"A prendere gli yogurt troppo liquidi: lo stomaco si svuota rapidamente e sarete più soggette agli attacchi fame" consiglia l'esperta.

Un menu tutto in bianco
Spuntini e merende: 1-2 yogurt magri (durante la giornata potete consumarne 3-4) oppure 1 frappè allo yogurt oppure 1 macedonia con lo yogurt oppure 2 palline di gelato allo yogurt. Il sabato e la domenica sono liberi.

Lunedì
Colazione: 1 bicchiere di latte scremato, 1 frutto fresco.
Pranzo: 60 g di pasta al pomodoro con parmigiano, 200 g di indivia e lattuga in insalata, 1 banana.
Cena: 120 g di petto di pollo alla piastra, verdure grigliate a piacere, 1/2 panino integrale, 1 yogurt magro.

Martedì
Colazione: 1 yogurt magro con 2 fette biscottate integrali e 1 cucchiaino di miele.
Pranzo: 60 g di risotto allo zafferano con parmigiano,1 porzione di cicoria al vapore, 1 grappolino di uva.
Cena: 1 caprese preparata con 60 g di mozzarella e 2 pomodori, 1/2 panino integrale, 2 fichi.

Mercoledì
Colazione: 1 yogurt magro con 1 cucchiaio di frutta secca.
Pranzo: 120 g di paillard, insalata mista con rucola e finocchi, 1/2 panino, 1 macedonia.
Cena: 1 caprino fresco con spinaci al vapore conditi con aceto balsamico e prezzemolo, 1/2 panino integrale, 1 pera.

Giovedì
Colazione: 1 bicchiere di latte scremato e 1 ciotolina di corn flakes.
Pranzo: 60 g di penne al ragù di verdure, 200 g di cavolfiori gratinati, 1 yogurt magro.
Cena: minestrone con patate, piselli, fagiolini, lenticchie, spinaci, carote, 60 g di ricotta magra, 1/2 panino integrale, 1 kiwi.

Venerdì
Colazione: 1 cappuccino con latte magro e 3 biscotti secchi.
Pranzo: 60 g di fusilli con 1 cucchiaio di ricotta e 1 di parmigiano, 2 prugne.
Cena: zuppa di verdure miste a piacere con 30 g di riso, 60 g di bresaola con scaglie di parmigiano e rucola, 1 yogurt magro.


Fonte: Donna Moderna

13 febbraio, 2006

A Roma un convegno per promuovere la dieta mediterranea

"La dieta mediterranea e olio di oliva... tra mito e realtà". E' il titolo della manifestazione organizzata dall'Istituto per la Valorizzazione dell'Olio d'Oliva, IVOLI di Roma per promuovere il regime alimentare mediterraneo a dispetto di tutte le diete bizzare, nonchè pericolose per i soggetti che scelgono di seguirle, di cui si riempiono le riviste con l'avvicinarsi della primavera. L'appuntamento per lunedì 20 febbraio alle ore 12,30, nella sala Veneto al Regina Hotel Baglioni di Roma.

Nel cucinare le ricette, accuratamente scelte per la loro qualità di ottimizzare il fabbisogno metabolico, lo chef ed il suo staff seguiranno precise indicazioni nutrizionali, risultato delle ricerche scientifiche condotte negli anni dal professor Antonino de Lorenzo, Ordinario di Nutrizion0e e Alimentazione all'Università di Tor Vergata, Roma Due che illustrerà i punti di forza della Dieta mediterranea di riferimento attraverso l'analisi nutrizionale dei piatti unici proposti. Seguirà un intervento di Massimino Magliocchi, presidente dell'IVOLI, che si soffermerà sul ruolo fondamentale dell'olio Extra vergine di oliva nella dieta mediterranea, per quanto riguarda il tipo di lipidi da assumere quotidianamente.

Molti dei regimi alimentari suggeriti su giornali e riviste - si legge in una nota - provengono dagli Stati Uniti e non tengono conto della nostra realtà nutrizionale. A farla da padrona è la fantasia di sedicenti nutrizionisti: si va dalla dieta "a colori" a quella "monofrutta" (della banana, del melone, dell'uva, etc.). Grande spazio sui magazine femminili e per i giovani trovano anche diete squilibrate (dalla ATKINS alla dieta a zona) che privilegiano solo la quantità di proteine, creando pericolosi rischi metabolici nei soggetti più deboli e indifesi (donne in gravidanza, bambini, adolescenti, anziani). Sembra quasi che la nostra "vecchia" dieta mediterranea, l'unica scientificamente validata da 50 anni di studi internazionali, non faccia più notizia e trovi poco spazio sui giornali. Questa iniziativa vuole invertire la tendenza e dare gli strumenti conoscitivi alle associazioni di difesa dei consumatori affinché si possa sorvegliare la comunicazione che viene inviata al consumatore, in modo che quest' ultimo sia pienamente consapevole delle proprie scelte alimentari e nutrizionali.

07 febbraio, 2006

Dimagrire con le proteine

Dieta e benessere

Quali sono i benefici di una dieta proteica? E i rischi? Risponde l'esperto

Per vedere l'ago della bilancia che si muove all'indietro «l'unico modo è far sì che le entrate siano inferiori alle uscite» dice Alfonso Libroia, endocrinologo. «Il segreto è fare una dieta varia ed equilibrata, con un buon apporto di proteine».

Perché sono importanti le proteine
Sono indispensabili per mantenere attivo il metabolismo (che con la diminuzione di calorie tende a rallentare), per la crescita e la riparazione dei tessuti e per la formazione della massa muscolare e scheletrica.

I vantaggi
«La dieta proteica aiuta a mantenere la massa magra e ad attivare la lipolisi di quella grassa» dice l'esperto. Ovvero, si mantengono i muscoli e si perde più facilmente il grasso. «Proprio per questo motivo, si conserva meglio il tono muscolare e la pelle appare più compatta». Le proteine, infine, danno un maggiore senso di sazietà rispetto ai carboidrati e, a parità di calorie, si perde peso più rapidamente.

Ci sono rischi?
«No, se parliamo di una dieta leggermente proteica, sì se è eccessivamente iperproteica, squilibrata ed elimina completamente alcuni alimenti importanti per l'organismo, come carboidrati o grassi» dice l'endocrinologo. È importante tenere presente che la dieta proteica va bene se:
- la quantità di proteine assunte quotidianamente rimane entro il 40/45% circa
- le proteine sono ben distribuite tra vegetali e animali
- l'alimentazione è ricca di vitamine e fibre
- non si eliminano i carboidrati e i grassi
- la dieta è limitata nel tempo

Quali rischi si corrono in caso di una dieta iperproteica sbilanciata?
«Si può arrivare all'insufficienza renale dovuta all'accumulo di acido urico nei reni o alla gotta» (le tipiche malattie dei ricchi perché nell'antichità solo loro mangiavano quasi esclusivamente proteine).

Come calcolare la giusta proporzione di proteine
«Per un normopeso (ossia chi non ha bisogno di mettersi a dieta) la proporzione degli alimenti (secondo il ciclo di Krebs) dovrebbe essere: 50% carboidrati, 25/30% proteine e 20/25% di grassi», dice Libroia. Per dimagrire, invece, e solo nel periodo della dieta, si possono modificare le proporzioni: proteine fino al 40-45%, 10-15% grassi, 40-45% di carboidrati.

Come scegliere le proteine
Le proteine devono essere sia vegetali che animali. Per non appesantire eccessivamente il fegato, privilegiare il pesce (rispetto alla carne) che contiene anche forforo e grassi polinsaturi.
«Durante la dieta meglio evitare il formaggio e sostituirlo con il latte a colazione, che apporta comunque il calcio necessario all'organismo».


Fonte: Glamour

31 gennaio, 2006

LA SFIDA ATTRAVERSO L’AMERICA DI UN CORRIDORE DI 200 CHILI

Forrest Gump per dimagrire

Mette una sconfinata allegria la storia del ciccione americano che sta scarpinando from coast to coast per perdere girovita e riguadagnare vita: la vita che l'obesità, che lui chiama «il suicidio dei codardi», stava rosicchiandogli giorno dopo giorno, e chilo su chilo. All’inizio di aprile, prima di partire da San Diego, California, Steve Vaught pesava un paio di quintali e a piedi non riusciva neanche a percorrere il supermercato, sua estasi e tormento. Duemila miglia dopo, è arrivato a Indianapolis e marcia veloce verso New York, registrando ogni giorno nel suo diario online progressi (nel chilometraggio) e perdite (nel chilogrammaggio): la partita doppia del suo trionfo esistenziale, prima ancora che fisico. È una specie di Bridget Jones alla rovescia, lei annotava i cedimenti alla crapula, lui la conquista della fatica e del sacrificio. Che fa miracoli, più di qualsiasi pillola «miracolosa».

Niente scorciatoie chimiche, invece un lungo lento cammino attraverso il continente, un pellegrinaggio profano nel quale non mancano né bagliori spirituali né soddisfazioni tutt'altro che ascetiche: i network tivù ronzano intorno al viandante, nel sito sono in vendita t-shirts celebrative, seguirà libro. «Fat Man Walking», così Steve intitolerà le sue memorie. Ma il richiamo cinematografico è ovviamente un altro, è a Forrest Gump che trotterella con altrettanta luminosa ingenuità.

Vista da qui, l’impresa di Steve sembra una quintessenza dell'americanità, con il diritto costituzionale alla felicità che si incaglia in un mesto «non sono felice perché sono grasso», e poi il balzo verso la Frontiera del dimagrimento. Vista da lì, chissà che effetto fa alle decine di milioni di americani obesi. Forse lo guarderanno alla tele sgranocchiando popcorn e facendo la ola, o forse invece si allacceranno a fatica le scarpette e via, a piedi verso la normalità.

Fonte: La Mescolanza

25 gennaio, 2006

Diete Dimagranti: scopri tutte le bugie!

Ogni giorno siamo invitati a provare dimagranti, soluzioni anticellulite e strumenti per la cura del corpo. Ma quanti promettono la verità? Ecco le bufale del 2005.

Il mito del fisico perfetto, della forma fisica, dell’apparire sani senza chili di troppo fa si che ogni giorno siamo bombardati da decine di messaggi che ci invitano a provare questo o quel prodotto o a sperimentare questo o quell’aggeggio miracoloso.

A chi dobbiamo credere? Come facciamo a sapere se quello che ci viene proposto è efficace? Difficile rispondere a questa domanda, forse è più facile denunciare quelli che hanno fatto i furbetti, soprattutto nel pubblicizzare i loro prodotti. Lo facciamo grazie all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, l’Antitrust per capirci.

Nel 2005, infatti, sono stati comminati 200.000 euro di sanzioni per pubblicità ingannevoli di prodotti dimagranti e pseudo-farmaci. Altre sanzioni stanno per arrivare perché dei 54 casi presi sotto esame solo 21 sono giunti a conclusione.

Vediamo in sintesi in quali casi si è esagerato con le promesse:

Partiamo dal classico perdere chili in poco tempo. «Senza diete drastiche, senza attività fisica esagerata e senza alcuna controindicazione». Sarebbero le proprietà miracolose di alcuni prodotti (Capturia, Solubel, Quick Diet), diffusi dalla società IBS (International Best Seller), composti da sole erbe naturali che garantirebbero di perdere fino a 20kg. L'Autorità, in base alle informazioni fornite dall'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN), ha verificato che questi prodotti possono essere controindicati in presenza di determinati stati fisio-patologici o in associazione con altre terapie farmacologiche. Sentenza: 47.500 euro di multa.

Sempre in questo settore c’è Irresistibile Snelly: «Il piacere di una linea perfetta, in forma senza fatica, pratici confetti privi di controindicazioni, trattamento completo Snelly per perdere fino a 8 kg nel giro di 30 giorni, fino a 15 Kg in 60e fino a 20 Kg in 90.». Messaggi totalmente ingannevoli per l’antitrust: 45.000 euro a Euromarket srl per le sue televendite.

Passiamo alla lotta alla cellulite con capsule e tavolette naturali come Cell away, Drena Plus, Fucus, Leggera e Isoflavoni di soia, integratori alimentari definiti efficaci contro la cellulite o, nel caso degli Isoflavoni di soia, contro i fastidi della menopausa. Tutti questi prodotti erano pubblicizzati sul sito rodiola.it. I messaggi secondo l'Autorità sono ingannevoli in quanto i prodotti pubblicizzati non consentono di ottenere i risultati prospettati e mancano informazioni sulle controindicazioni. 1000 euro di multa a Zenobia Srl.

Ben più pesante (22.000 euro) la sanzione comminata a Equilibra Srl. Il messaggio, apparso per oltre un anno sull'omonimo sito, promuoveva integratori alimentari (Cellu-light, Linea & Fibra, Fibra-line, Gambo d'Ananas, Chitosano e Alga Snella) lasciando intendere che la loro assunzione potesse avvenire senza alcuna controindicazione. In realtà, a causa di alcune sostanze contenute da questi prodotti, l'assunzione può risultare sconsigliata in presenza di determinati stati fisiologici o in associazione con terapie farmacologiche.

Chiudiamo con un elettrostimolatore: «L'apparecchio fa sparire la pancia, elimina centimetri propri in queste zone, nell'addome e nel giro vita», «superdimagrante, snellente e rassodante», «senza dover fare ginnastica, pancia magra e soda in due settimane». I miracolosi effetti di Pancia Stop sono stati sanzionati dall'Autorità con una multa di 20.000 euro alla società Euromarket Srl
Fonte: Autorità garante per la concorrenza e il mercato.

24 gennaio, 2006

Arriva il videogame per dimagrire

La nuova sfida lanciata dalla Sony che utilizza una piccola webcam. Una serie di esercizi e programmi di allenamento ideali per smaltire i chili di troppo e tornare in forma

Un videogioco per perdere peso. E' questa la nuova sfida lanciata dalla Sony che, in collaborazione con il time Nike Motionworks (settore specializzato nella ricerca sulle attività sportive), ha creato 'EyeToy Kinetic' (è questo il nome del videogame) per la Playstation2. Il videogioco si basa sull'utilizzo di 'eye toy', la piccola webcam targata Sony che tramite il suo occhio digitale seguirà il giocatore in una serie di esercizi e programmi di allenamento ideali per smaltire i chili di troppo e tornare in forma. Kinetic funziona come un vero personal trainer. Dopo aver inserito il proprio profilo fisico, due istruttori, Matt e Anna, ci guideranno nelle quattro aree principali in cui sono suddivisi gli esercizi proposti. L'area cardio, adatta a migliorare la forma cardiovascolare, la respirazione e la circolazione; l'area combat, che grazie ad elementi dalle arti marziali consentirà di aumentare la forza fisica, i riflessi e le capacità di reazione; l'area tonificazione ideale per il livello muscolare e infine la sezione dedicata al rilassamento. Il videogioco consente di creare un piano di allenamento personalizzato. Se invece si sceglie di seguire il programma completo, il lavoro viene suddiviso sull?arco di 12 settimane, entro le quali bisognerà svolgere diverse sequenze di allenamento in base alle proprie caratteristiche fisiche. Gli esercizi poi si suddividono in due categorie: quelli in cui il giocatore deve seguire i movimenti illustrati dai due personal trainer virtuali, e quelli, molto più divertenti e dinamici, in cui deve interagire con gli oggetti virtuali creati dalla Ps2. Durante tutto questo la telecamerina registra i movimenti del giocatore e consente a Matt e Anna di dare suggerimenti personalizzati e di incoraggiare l''atleta'. Naturalmente per raggiungere risultati apprezzabili, tutto questo deve essere condito da una buosa dose di impegno e volontà.


Fonte: Il Resto del Carlino